MINISTERO DELLE POLITICHE AGRICOLE E FORESTALI | Edilone.it

MINISTERO DELLE POLITICHE AGRICOLE E FORESTALI

MINISTERO DELLE POLITICHE AGRICOLE E FORESTALI - DECRETO 2 agosto 2002: Tipologie di investimento per il settore agricolo ammissibili al credito d'imposta di cui all'art. 8 della legge n. 388 del 2000 come modificata dall'art. 60 della legge n. 448/2001. (GU n. 190 del 14-8-2002)

MINISTERO DELLE POLITICHE AGRICOLE E FORESTALI

DECRETO 2 agosto 2002

Tipologie di investimento per il settore agricolo ammissibili al
credito d’imposta di cui all’art. 8 della legge n. 388 del 2000 come
modificata dall’art. 60 della legge n. 448/2001.

IL MINISTRO DELLE POLITICHE AGRICOLE E FORESTALI

Visto l’art. 8 della legge 23 dicembre 2000, n. 388;
Vista la decisione della Commissione europea del 14 giugno 2001, n.
SG(2001) D/289229 con la quale e’ stato autorizzato il regime di
aiuti del credito d’imposta di cui all’art. 8 della legge n. 388 del
2000 per il settore agricolo;
Visto l’art. 60 della legge 28 dicembre 2001, n. 448, con il quale
e’ stata disposta l’estensione del credito d’imposta di cui all’art.
8 della legge n. 388 del 2000 alle imprese agricole di cui all’art. 1
del decreto legislativo 18 maggio 2001, n. 228, di tutto il
territorio nazionale;
Acquisita l’intesa della Conferenza permanente per i rapporti tra
lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano
nella seduta del 7 marzo 2002;
Vista la nota n. C(2002)2934 del 25 luglio 2002 con la quale la
Commissione europea ha comunicato il parere favorevole all’aiuto di
stato n. 220/2002 – Italia, relativo a “crediti d’imposta per
investimenti – modifica del regime d’aiuto n. 646/2000, ai sensi del
regolamento (CE) n. 659/99, la suddetta estensione del regime di
aiuti;
Visto il decreto-legge n. 138 dell’8 luglio 2002 ed in particolare
gli articoli 10 ed 11;
Visto l’art. 17 della legge 23 agosto 1988, n. 400;
Visto il decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165;
Decreta:
Art. 1.
Ambito di applicazione

1. Il presente decreto definisce le tipologie di investimento per
gli imprenditori agricoli di cui all’art. 1 del decreto legislativo
18 maggio 2001, n. 228, e per le imprese della prima trasformazione e
commercializzazione ammesse al credito d’imposta previsto dall’art. 8
della legge n. 388/2000, cosi’ come modificato dall’art. 60 della
legge n. 448/2001, e degli articoli 10 ed 11 del decreto-legge n.
138/2002.
2. Gli allegati A e B costituiscono parte integrante del presente
decreto.

Art. 2.
Requisiti e criteri di ammissibilita’

1. Ai fini del rispetto delle condizioni previste dal regolamento
(CE) n. 1257/99, il credito d’imposta e’ concesso esclusivamente per
imprese agricole:
a) la cui redditivita’ e’ dimostrata mediante una valutazione
delle prospettive, sulla base dei criteri definiti nei piani di
sviluppo rurale (PSR) delle singole regioni o, per le regioni
dell’obiettivo 1, nei programmi operativi regionali (POR);
b) che soddisfano i requisiti comunitari minimi in materia di
ambiente, igiene e benessere degli animali;
c) il cui conduttore possieda conoscenze e competenze
professionali adeguate.
3. Non sono ammessi investimenti il cui obiettivo e’ un aumento
della produzione di prodotti che non trovano sbocchi normali sui
mercati o che contravvengono ad eventuali restrizioni alla produzione
o a limitazioni del sostegno comunitario fissate nel quadro delle
organizzazioni comuni di mercato, secondo quanto previsto dai PSR o
POR.

Art. 3.
Investimenti nelle imprese agricole: spese ammissibili

1. Le spese ammissibili al credito d’imposta di cui all’art. 8
della legge n. 388 del 2000 come modificato dall’art. 60 della legge
n. 448/2001 e degli articoli 10 ed 11 del decreto-legge n. 138/2002,
sono riportate nell’allegato A.

Art. 4.
Investimenti nel settore della trasformazione e commercializzazione
dei prodotti agricoli: requisiti dei beneficiari e criteri di
ammissibilita’

1. Ai fini del rispetto delle condizioni previste dal regolamento
(CE) n. 1257/99, il credito d’imposta e’ concesso esclusivamente ad
imprese:
a) la cui redditivita’ e’ dimostrata mediante una valutazione
delle prospettive, sulla base dei criteri definiti nei piani di
sviluppo rurale (PSR) delle singole regioni o, per le regioni
dell’obiettivo 1, nei programmi operativi regionali (POR);
b) che soddisfano i requisiti comunitari minimi in materia di
ambiente, igiene e benessere degli animali.
2. Non sono ammessi investimenti finalizzati ad un aumento della
produzione di prodotti che non trovano sbocchi normali sui mercati o
che contravvengono ad eventuali restrizioni alla produzione o a
limitazioni del sostegno comunitario fissate nel quadro delle
organizzazioni comuni di mercato, secondo quanto previsto dai POR o
dai PSR.
3. Non sono inoltre ammessi investimenti che riguardino la
fabbricazione e la commercializzazione di prodotti di imitazione o di
sostituzione del latte o dei prodotti lattiero caseari.

Art. 5.
Investimenti nel settore della trasformazione e commercializzazione
dei prodotti agricoli: spese ammissibili

1. Le spese ammissibili al credito d’imposta di cui all’art. 8
della legge n. 388 del 2000 come modificato dall’art. 60 della legge
n. 448/2001 e degli articoli 10 ed 11 del decreto-legge n. 138/2002,
nel settore della trasformazione e commercializzazione dei prodotti
agricoli sono riportate nell’allegato B.
2. Nel caso in cui il credito d’imposta richiesto riguardi
investimenti con una spesa ammissibile superiore ai 25 milioni di
euro, la richiesta di preventiva autorizzazione viene trasmessa alla
Commissione europea per il tramite della regione o della provincia
autonoma competente per territorio, che ne da’ conoscenza al
Ministero delle politiche agricole e forestali.

Art. 6.
Verifica della compatibilita’ degli aiuti

1. La compatibilita’ dei requisiti dei richiedenti il credito
d’imposta con la normativa comunitaria si intende acquisita nel caso
in cui gli investimenti oggetto del credito d’imposta siano gia’
stati positivamente valutati da pubbliche amministrazioni o da altri
organismi nell’ambito di regimi di aiuto approvati in conformita’ con
la specifica normativa comunitaria.
2. Possono essere ammesse al credito d’imposta unicamente le spese
sostenute per investimenti realizzati in data successiva alla
presentazione della domanda all’Agenzia delle entrate e dalla stessa
debitamente assentite.

Art. 7.
Cumulabilita’ degli aiuti

1. L’aiuto concesso sotto forma di credito d’imposta non puo’
superare le percentuali indicate negli allegati A e B, o percentuali
inferiori specificamente previste nei rispettivi PSR o nei POR, ne’
puo’ sommarsi ad esso altro aiuto nazionale o comunitario che faccia
superare le predette percentuali.
2. Il beneficiario del credito d’imposta e’ tenuto a comunicare
l’entita’ dell’agevolazione alla regione competente per territorio
entro trenta giorni dalla data di ciascuno utilizzo del credito.
3. Le regioni e le province autonome verificano che siano
rispettate le condizioni di non cumulabilita’ degli aiuti ed
effettuano i controlli a campioni su almeno il 5% dei beneficiari.

Art. 8.
Relazione annuale

1. Al fine di assicurare la presentazione alla Commissione europea
della relazione annuale sull’applicazione del presente regime di
aiuti, le regioni e le province autonome, entro il 31 marzo di ogni
anno, trasmettono al Ministero delle politiche agricole e forestali
l’elenco dei beneficiari ed una relazione sui controlli effettuati.
Roma, 2 agosto 2002
Il Ministro: Alemanno

—> Vedere Allegato A e B in formato zip

MINISTERO DELLE POLITICHE AGRICOLE E FORESTALI

Edilone.it