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MINISTERO DELLE POLITICHE AGRICOLE E FORESTALI

MINISTERO DELLE POLITICHE AGRICOLE E FORESTALI - DECRETO 27 agosto 2004: Definizione dell'attivita' di vigilanza sulle strutture autorizzate a svolgere il controllo e certificazione delle produzioni agroalimentari regolamentate da norme comunitarie. (GU n. 266 del 12-11-2004)

MINISTERO DELLE POLITICHE AGRICOLE E FORESTALI

DECRETO 27 agosto 2004

Definizione dell’attivita’ di vigilanza sulle strutture autorizzate a
svolgere il controllo e certificazione delle produzioni
agroalimentari regolamentate da norme comunitarie.

IL MINISTRO DELLE POLITICHE AGRICOLE E FORESTALI

Visto il regolamento (CEE) n. 1906/90 del Consiglio del 26 giugno
1990 che stabilisce talune norme di commercializzazione per le carni
di pollame, e in particolare l’art. 8 che prevede che gli Stati
membri designino le autorita’ competenti incaricate di controllare
l’osservanza delle disposizioni del regolamento stesso;
Visto il regolamento (CEE) n. 1538/91 del Consiglio del 5 giugno
1991 recante disposizioni di applicazione del regolamento (CEE) n.
1906/90, e in particolare l’art. 12 che prevede che vi siano
strutture di controllo aventi il compito di garantire l’osservanza
delle disposizioni contenute nei regolamenti;
Visto il decreto ministeriale 10 settembre 1999, n. 465, con il
quale e’ stato adottato il regolamento recante norme per
l’applicazione di disposizioni comunitarie concernenti l’uso di
particolari diciture in materia di commercializzazione delle carni di
pollame ai sensi del regolamento (CEE) n. 1538/91 citato in
precedenza, ed in particolare l’art. 7 che prevede che l’attivita’ di
vigilanza sulle strutture di controllo e’ esercitata dal Ministero
delle politiche agricole e forestali e dalle regioni e province
autonome;
Visto il regolamento (CEE) n. 2092/91 del Consiglio del 24 giugno
1991 relativo al metodo di produzione biologico di prodotti agricoli
e alla indicazione di tale metodo sui prodotti agricoli e sulle
derrate alimentari, e in particolare l’art. 9 che prevede vi siano
strutture di controllo aventi il compito di garantire che le aziende
assoggettate al sistema di controllo, che producono secondo i metodi
di produzione biologica siano conformi ai requisiti di cui all’art. 5
del citato regolamento, e successive integrazioni e modifiche;
Visto il decreto legislativo 17 marzo 1995, n. 220 recante
attuazione degli articoli 8 e 9 del regolamento (CEE) n. 2092/91 in
materia di produzione agricola ed agroalimentare con metodo
biologico, in particolare l’art. 4, comma 2 in cui e’ definito che la
vigilanza sugli organismi di controllo autorizzati e’ esercitata dal
Ministero delle risorse agricole, alimentari e forestali e dalle
regioni e province autonome, per le strutture ricadenti nel
territorio di propria competenza;
Visto il regolamento (CEE) n. 2081/92 del Consiglio del 14 luglio
1992 relativo alla protezione delle indicazioni geografiche e delle
denominazioni d’origine dei prodotti agricoli ed alimentari, e in
particolare l’art. 10 del che prevede che vi siano strutture di
controllo aventi il compito di garantire che i prodotti agricoli e
alimentari aventi una Denominazione di origine protetta (D.O.P.) o
una Indicazione geografica protetta (I.G.P.) rispondano ai requisiti
del disciplinare di produzione;
Visto il regolamento (CEE) n. 2082/92 del Consiglio del 14 luglio
1992 relativo alle attestazioni di specificita’ dei prodotti agricoli
ed alimentari, e in particolare l’art. 14 che prevede che vi siano
strutture di controllo aventi il compito di garantire che i prodotti
agricoli o alimentari aventi un’attestazione di specificita’ (S.T.G.)
rispondano ai requisiti del disciplinare di produzione;
Visto l’art. 14 della legge 21 dicembre 1999, n. 526, che prevede
che la vigilanza sulle strutture autorizzate/designate per il
controllo sui prodotti aventi denominazione di origine protetta
(D.O.P.), una Indicazione geografica protetta (I.G.P.) o
un’attestazione di specificita’ (S.T.G.), sia esercitata dal
Ministero delle politiche agricole e forestali e dalle regioni o
province autonome per le strutture ricadenti nel territorio di
propria competenza;
Visto il regolamento (CE) n. 1760/2000 del Parlamento europeo e del
Consiglio del 17 luglio 2000 che istituisce un sistema di
identificazione e di registrazione dei bovini e relativo
all’etichettatura delle carni bovine e dei prodotti a base di carni
bovine, e in particolare l’art. 8 che prevede che vi siano strutture
di controllo aventi il compito di garantire l’osservanza delle
disposizioni contenute nel citato regolamento;
Visto il regolamento (CE) n. 1825/2000 della Commissione del
25 agosto 2000 recante modalita’ d’applicazione del regolamento (CE)
n. 1760/2000 del Parlamento europeo e del Consiglio per quanto
riguarda l’etichettatura delle carni bovine e dei prodotti a base di
carni bovine;
Visto l’art. 15 del decreto 30 agosto 2000 recante indicazione e
modalita’ applicative del regolamento (CE) n. 1760/2000, in cui viene
definito che la vigilanza sulla corretta applicazione della normativa
relativa all’etichettatura delle carni bovine, ferme restando le
competenze in materia igienico-sanitaria attribuite al Servizio
sanitario nazionale, viene svolta dal Ministero delle politiche
agricole e forestali quale «Autorita’ competente» in collaborazione
con le regioni e province autonome;
Visto il decreto ministeriale 29 maggio 2001 che prevede che i
controlli sulla produzione dei vini di qualita’ prodotti in regioni
determinate (V.Q.P.R.D.) sia effettuato dai consorzi di tutela
riconosciuti, appositamente incaricati dal Ministero delle politiche
agricole e forestali a svolgere tale attivita’, o in loro assenza, da
strutture autorizzate/designate dal Ministero con le procedure
previste dall’art. 14 della legge 21 dicembre 1999, n. 526;
Visto, in particolare, l’art. 5 del succitato decreto ministeriale
29 maggio 2001, che prevede che la vigilanza sui consorzi di tutela
riconosciuti autorizzati a svolgere attivita’ di controllo sia
esercitata dal Ministero delle politiche agricole e forestali e dalle
regioni e province autonome territorialmente interessate;
Ritenuta l’opportunita’ di definire in maniera precisa ed univoca
l’attivita’ di vigilanza sulle strutture autorizzate/designate per il
controllo su tutte le produzioni di cui alla normativa citata e di
individuare una struttura cui attribuire la competenza a svolgere la
predetta attivita’ di vigilanza;
Visto il parere favorevole della Conferenza permanente per i
rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e
Bolzano, in data 15 luglio 2004;
Decreta:
Art. 1.
Istituzione e compiti dell’Unita’ nazionale di coordinamento della
vigilanza
1. E’ istituita, presso il Ministero delle politiche agricole e
forestali, in connessione con il competente ufficio del Dipartimento
per la qualita’ dei prodotti agroalimentari e dei servizi, l’Unita’
nazionale di coordinamento della vigilanza (UNCV) con i seguenti
compiti:
a) coordinare l’attivita’ di vigilanza svolta dalle
amministrazioni regionali e dalle province autonome;
b) monitorare l’efficacia e l’efficienza del sistema di
vigilanza;
c) proporre delle linee guida finalizzate alla armonizzazione
dell’attivita’ di vigilanza su tutto il territorio nazionale;
d) esprimere un parere sulla proposta di revoca per le
organizzazioni di cui al successivo art. 3, comma 1, che operano su
produzioni interregionali e interprovinciali;
e) valutare le misure da adottare a livello nazionale a seguito
delle infrazioni rilevate dalle regioni o dalle province autonome e
trasmettere al competente ufficio del Dipartimento per l’irrogazione
delle relative sanzioni;
f) definire una procedura in cui, in caso di sospensione o revoca
dell’autorizzazione/designazione alle organizzazioni di cui al
successivo art. 3, comma 1, provveda a garantire il mantenimento
dell’attivita’ oggetto dell’incarico/autorizzazione.
2. Nei casi in cui ricorrano le fattispecie di alla lettera f) del
comma 1, a seguito della valutazione dell’Unita’ nazionale di
coordinamento della vigilanza, il competente ufficio del Dipartimento
per la qualita’ dei prodotti agroalimentari e dei servizi individua
il personale degli uffici periferici dell’Ispettorato centrale
repressione frodi e delle regioni competenti per territorio da
adibire temporaneamente alle attivita’ di controllo e certificazione
gia’ svolte dalla struttura sospesa o revocata.
3. Per le valutazioni di cui al comma precedente l’UNCV viene
integrata con l’ispettore generale capo dell’ICRF ed i responsabili
delle unita’ territoriali di vigilanza competenti per territorio.
4. Qualora la struttura di controllo sospesa o revocata operi
sull’intero territorio nazionale la valutazione di cui al comma 2
verra’ effettuata dall’UNCV appositamente integrata con l’ispettore
generale capo dell’ICRF.

Art. 2.
Istituzione e compiti delle Unita’ centrale e territoriali di
vigilanza
1. Ciascuna regione e provincia autonoma entro dodici mesi dalla
pubblicazione del presente decreto deve attivare l’unita’
territoriale di vigilanza (UTV) secondo criteri e modalita’ definiti
dai singoli enti.
2. Per lo svolgimento delle funzioni di cui al successivo art. 3,
ciascuna regione e provincia autonoma deve individuare, entro novanta
giorni dalla pubblicazione del presente decreto, il personale da
destinare all’UTV ed il relativo responsabile, mediante atto
pubblico, secondo criteri e modalita’ definiti dai singoli enti ed
avvalendosi di pubblici dipendenti.
3. Per le attivita’ di competenza esclusiva del Ministero per le
politiche agricol…

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