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MINISTERO DELLE POLITICHE AGRICOLE E FORESTALI

MINISTERO DELLE POLITICHE AGRICOLE E FORESTALI - DECRETO 23 agosto 2004: Misure provvisorie di emergenza per alcuni agrumi originari dell'Argentina o del Brasile. (GU n. 238 del 9-10-2004)

MINISTERO DELLE POLITICHE AGRICOLE E FORESTALI

DECRETO 23 agosto 2004

Misure provvisorie di emergenza per alcuni agrumi originari
dell’Argentina o del Brasile.

IL MINISTRO DELLE POLITICHE AGRICOLE E FORESTALI
Vista la legge 18 giugno 1931, n. 987, recante disposizioni per la
difesa delle piante coltivate e dei prodotti agrari dalle cause
nemiche e sui relativi servizi e successive modificazioni;
Visto il regolamento per l’applicazione della predetta legge,
approvato con regio decreto 12 ottobre 1933, n. 1700, modificato con
regio decreto 2 dicembre 1937, n. 2504;
Visto il decreto legislativo 30 dicembre 1992, n. 536, relativo
all’attuazione della direttiva del Consiglio n. 91/683/CEE del
19 dicembre 1991 concernente le misure di protezione contro
l’introduzione negli Stati membri di organismi nocivi ai vegetali ed
ai prodotti vegetali;
Visto il decreto ministeriale 31 gennaio 1996 concernente le misure
di protezione contro l’introduzione e la diffusione nel territorio
della Repubblica italiana degli organismi nocivi ai vegetali o ai
prodotti vegetali e successive modificazioni;
Vista la direttiva del Consiglio n. 2000/29/CE, dell’8 maggio 2000,
concernente le misure di protezione contro l’introduzione negli Stati
membri di organismi nocivi ai vegetali o ai prodotti vegetali e
contro la loro diffusione nella Comunita’ e successive modificazioni;
Considerato che in occasione dei controlli fitosanitari svolti nel
2003, sono state riscontrate numerose infestazioni di agrumi
originari dell’Argentina o del Brasile da parte di organismi nocivi,
in particolare Guignardia citricarpa Kiely (tutti i ceppi patogeni
per Citrus) e Xanthomonas campestris (tutti i ceppi patogeni per
Citrus);
Considerato che la Commissione U.E. ha stabilito che per quanto
riguarda gli agrumi importati in provenienza dall’Argentina e dal
Brasile i requisiti della direttiva 2000/29/CE stabiliti all’allegato
IV, parte A, sezione I, punti 16.2 e 16.4 non sono soddisfatti e
pertanto ha adottato misure di emergenza temporanee per le
importazioni nella Comunita’ di agrumi originari dell’Argentina o del
Brasile;
Considerata la necessita’ di recepire la decisione della
Commissione n. 2004/416/CE del 29 aprile 2004, relativa alle misure
provvisorie di emergenza per quanto concerne taluni agrumi originari
dell’Argentina o del Brasile;
A norma dell’art. 4, comma 3, della legge 29 dicembre 1990, n. 428;
Decreta:
Art. 1.
1. In deroga all’allegato IV, parte A, sezione I, punti 16.2 e
16.4, del decreto ministeriale 31 gennaio 1996, a decorrere dal
1° maggio 2004 i frutti di Citrus L., Fortunella Swingle, Poncirus
Raf., e relativi ibridi (in appresso denominati «agrumi») originari
dell’Argentina o del Brasile possono essere introdotti nel territorio
della Comunita’ soltanto se conformi ai requisiti stabiliti
nell’allegato al presente decreto.

Art. 2.
1. I servizi fitosanitari regionali che importano attraverso i
punti di entrata di propria competenza agrumi originari
dell’Argentina o del Brasile trasmettono al Servizio fitosanitario
centrale, entro e non oltre il 6 dicembre 2004, una relazione tecnica
dettagliata sui risultati dei controlli fitosanitari eseguiti sui
frutti in questione nel periodo dal 1° maggio al 30 novembre 2004.
Il presente decreto sara’ inviato all’organo di controllo e sara’
pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana.
Roma, 23 agosto 2004
Il Ministro: Alemanno

Allegato
Ferme restando le disposizioni applicabili ai frutti di cui
all’allegato IV, parte A, sezione I, punti 16.1, 16.3 e 16.5, del
decreto ministeriale 31 gennaio 1996, si applicano i seguenti
requisiti:
1. Gli agrumi originari dell’Argentina o del Brasile devono
essere accompagnati da un certificato di cui all’art. 37 del decreto
ministeriale 31 gennaio 1996, recante la constatazione ufficiale:
a) che i frutti sono originari di una zona notoriamente indenne
da Xanthomonas campestris (tutti i ceppi patogeni per Citrus),
menzionata sul certificato,
oppure
b) che, conformemente ad un regime ufficiale di controllo e di
esame, nessun sintomo della presenza di Xanthomonas campestris (tutti
i ceppi patogeni per Citrus) e’ stato osservato nel luogo di
produzione dall’inizio dell’ultimo ciclo vegetativo,
e
che, conformemente ad un regime ufficiale di controllo e di
esame, compreso un appropriato sistema d’analisi, che i frutti
raccolti nel luogo di produzione sono indenni da Xanthomonas
campestris (tutti i ceppi patogeni per Citrus),
e
che i frutti sono stati sottoposti a trattamento, ad esempio
a base di ortofenilfenato di sodio, menzionato sul certificato,
e
che il luogo di produzione, gli impianti di imballaggio, gli
esportatori e ogni altro operatore che partecipa alla movimentazione
dei frutti sono registrati ufficialmente a tal fine.
2. Gli agrumi diversi da Citrus aurantium L. originari
dell’Argentina o del Brasile devono essere accompagnati da un
certificato di cui all’art. 37 del decreto ministeriale 31 gennaio
1996, recante la constatazione ufficiale:
a) che i frutti sono originari di una zona notoriamente indenne
da Guignardia citricarpa Kiely (tutti i ceppi patogeni per Citrus),
menzionata sul certificato,
oppure
b) che nessun sintomo della presenza di Guignardia citricarpa
Kiely (tutti i ceppi patogeni per Citrus) e’ stato osservato nel
luogo di produzione dall’inizio dell’ultimo ciclo vegetativo, e che
nessuno dei frutti raccolti nel luogo di produzione ha evidenziato,
nel corso di un adeguato esame ufficiale, alcun sintomo di detto
organismo,
e
che il luogo di produzione, gli impianti di imballaggio, gli
esportatori ed ogni altro operatore che partecipa alla movimentazione
dei frutti sono ufficialmente registrati a tal fine.
3. I frutti oggetto della presente decisione possono entrare
nella Comunita’ soltanto se il loro movimento, dal luogo di
produzione al punto di esportazione verso la Comunita’, e’
accompagnato da documenti rilasciati sotto l’autorita’ e la
supervisione del rispettivo organismo di protezione dei vegetali
dell’Argentina o del Brasile, nell’ambito di un sistema documentale
di cui viene informata la Commissione U.E.

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