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MINISTERO DELLE POLITICHE AGRICOLE E FORESTALI

MINISTERO DELLE POLITICHE AGRICOLE E FORESTALI - DECRETO 29 luglio 2004: Disposizioni sulla elaborazione, confezionamento, designazione e presentazione dei vini frizzanti. (GU n. 238 del 9-10-2004)

MINISTERO DELLE POLITICHE AGRICOLE E FORESTALI

DECRETO 29 luglio 2004

Disposizioni sulla elaborazione, confezionamento, designazione e
presentazione dei vini frizzanti.

IL MINISTRO DELLE POLITICHE AGRICOLE E FORESTALI
Visto il regolamento (CE) n. 1493/1999 del Consiglio del 17 maggio
relativo all’organizzazione comune del mercato vitivinicolo;
Visto il regolamento (CE) n. 1607/2000 della Commissione del
24 luglio 2000 recante modalita’ di applicazione del regolamento (CE)
n. 1493/1999 relativo all’organizzazione comune del mercato
vitivinicolo, in particolare in ordine al titolo relativo ai vini di
qualita’ prodotti in regioni determinate;
Visto il regolamento (CE) n. 884/2001 della Commissione del
24 aprile 2001, recante modalita’ di applicazione relative ai
documenti che scortano il trasporto dei prodotti vitivinicoli e alla
tenuta dei registri nel settore vitivinicolo, e successive modifiche;
Visto il regolamento (CE) n. 753/2002 della Commissione del
29 aprile 2002, che fissa talune modalita’ di applicazione del
regolamento (CE) n. 1493/1999 del Consiglio per quanto riguarda la
designazione, la denominazione, la presentazione e la protezione di
taluni prodotti vitivinicoli, e successive modifiche;
Visto il decreto del Presidente della Repubblica 12 febbraio 1965,
n. 162, recante norme per la repressione delle frodi nella
preparazione di mosti, vini e aceti e, in particolare, l’art. 20;
Vista la legge n. 164 del 10 febbraio 1992 recante nuova disciplina
delle denominazioni di origine dei vini;
Visto il decreto ministeriale 7 luglio 1993, recante disposizioni
sui recipienti in cui sono confezionati i vini a denominazione di
origine, successivamente modificato con decreto ministeriale
12 luglio 1999;
Visto il decreto ministeriale 26 febbraio 1994 recante disposizioni
in deroga per l’utilizzo del tappo «a fungo» per i vini frizzanti a
denominazione di origine;
Visto il decreto ministeriale 3 luglio 2003 concernente le
disposizioni nazionali applicative del regolamento (CE) n. 753/2002
della Commissione del 29 aprile 2002 sopra citato;
Ritenuto necessario stabilire specifiche disposizioni nazionali per
l’elaborazione dei vini frizzanti, nonche’ ricodificare in un unico
testo le disposizioni in materia di elaborazione, confezionamento,
designazione e presentazione dei vini frizzanti e dei vini frizzanti
gassificati, in conformita’ alle sopra citate disposizioni;
Visto il parere della Conferenza permanente per i rapporti tra lo
Stato, le regioni e le province autonome di Trento e Bolzano espresso
nella seduta del 15 luglio 2004;
Decreta:
Art. 1.
Definizioni
1. Per «vino frizzante» si intende il prodotto definito
all’allegato I n. 17 del regolamento (CE) n. 1493/99 comprendente, ai
sensi del presente decreto, le seguenti categorie:
a) il vino frizzante generico che, ai sensi del disposto
dell’allegato VII, sezione A, paragrafo 2, lettera f) del regolamento
(CE) n. 1493/99, nella designazione e presentazione e’ definito «vino
frizzante»;
b) il vino frizzante a indicazione geografica tipica che, ai
sensi del disposto dell’allegato VII, sezione A, paragrafo 2, lettera
f), del regolamento (CE) n. 1493/99, nella designazione e
presentazione e’ definito «vino frizzante»;
c) il vino frizzante di qualita’ prodotto in regioni determinate
che, ai sensi del disposto dell’allegato VII, sezione A, paragrafo 2,
lettera c), nella designazione e presentazione e’ indicato anche con
la sigla «v.f.q.p.r.d.»;
2. Per «vino frizzante gassificato» si intende il prodotto definito
all’allegato I, n. 18 del regolamento (CE) n. 1493/99.

Art. 2.
Elaborazione
1. Costituzione della partita. La partita destinata alla produzione
delle sottoelencate categorie di prodotti puo’ essere costituita,
anche in modo congiunto, da:
a) vino frizzante generico e vino frizzante gassificato: vini da
tavola e/o prodotti atti a dare vino da tavola;
b) vino frizzante a indicazione geografica tipica: vini e/o
prodotti atti a dare vino da tavola a indicazione geografica tipica,
nei limiti stabiliti dai singoli disciplinari di produzione;
c) vino frizzante di qualita’ prodotto in regioni determinate:
v.q.p.r.d. e/o prodotti atti a dare v.q.p.r.d., nei limiti stabiliti
dai singoli disciplinari di produzione.
2. Presa di spuma. La presa di spuma o frizzantatura del «vino
frizzante» puo’ avvenire in bottiglia e in grandi recipienti chiusi
resistenti a pressione. Per la presa di spuma della partita puo’
essere utilizzato unicamente:
mosto d’uva;
mosto d’uva parzialmente fermentato;
mosto concentrato;
mosto concentrato rettificato;
i prodotti di cui sopra anche in miscela tra loro.
L’aggiunta di mosto concentrato e di mosto concentrato rettificato
per la presa di spuma non e’ considerata ne’ come dolcificazione, ne’
come arricchimento.
L’aggiunta dei prodotti di cui sopra per la presa di spuma non deve
aumentare il titolo alcolometrico volumico totale originario della
partita di piu’ di 0,9% vol.
Fatte salve le misure piu’ restrittive stabilite dai singoli
disciplinari di produzione, per i vini frizzanti di qualita’ prodotti
in regioni determinate, il mosto d’uva, il mosto d’uva parzialmente
fermentato e il mosto concentrato devono provenire dalla zona di
produzione delle uve delimitata dai relativi disciplinari e per i
vini frizzanti a indicazione geografica tipica almeno l’85% di tutti
i componenti della partita, ivi compresi i prodotti utilizzati per la
dolcificazione e per la presa di spuma, devono provenire dalla zona
di produzione delle uve delimitata dai relativi disciplinari.
3. Dolcificazione. Le disposizioni in materia di dolcificazione,
applicabili ai prodotti utilizzati nella costituzione della partita
dei «vini frizzanti» e del «vino frizzante gassificato», sono quelle
contenute nel regolamento (CE) n. 1493/99 e successive modificazioni
e nei regolamenti d’applicazione, relative ai vini da tavola ed ai
v.q.p.r.d.
4. Gradazione dei componenti. Per i vini frizzanti di qualita’
prodotti in regione determinata e i vini frizzanti a indicazione
geografica tipica le gradazioni minime e le caratteristiche dei
componenti la partita sono quelle contenute nei relativi disciplinari
di produzione.
Per la produzione del vino frizzante generico il titolo alcolometro
volumico totale della partita, nonche’ dei prodotti utilizzati nella
costituzione della partita, non puo’ essere inferiore a 9 % vol.
Per la produzione del vino frizzante gassificato il titolo
alcolometro volumico totale della partita, nonche’ per i prodotti
utilizzati nella costituzione della partita non puo’ essere inferiore
a 9 % vol., ad eccezione per i prodotti utilizzati nella costituzione
della partita provenienti dalla zona C I b) per i quali non puo’
essere inferiore a 8 % vol.
5. Pratiche e trattamenti enologici. Le pratiche e i trattamenti
enologici che possono essere applicati ai «vini frizzanti» ed al
«vino frizzante gassificato» di cui all’art. 1 del presente
regolamento sono quelle elencate al n. 3 dell’allegato IV del
regolamento (CE) n. 1493/99. Fatte salve le misure piu’ restrittive
stabilite negli specifici disciplinari di produzione dei vini
frizzanti di qualita’ prodotti in regione determinata e dei vini
frizzanti a indicazione geografica tipica, nei locali dove si
preparano i vini frizzanti, di cui all’art. 1, paragrafo 1 del
presente decreto, ai sensi dell’allegato IV, paragrafo 1, lettera d)
e paragrafo 3, lettera e) del citato regolamento (CE) n. 1493/99, e’
consentita la detenzione e l’utilizzazione di anidride carbonica
detta altresi’ biossido di carbonio, di argo, di azoto, soli o
miscelati tra loro, unicamente per creare un’atmosfera inerte e
manipolare al riparo dell’aria i prodotti utilizzati nella
costituzione della partita.

Art. 3.
Gradazioni minime al consumo
1. Il «vino frizzante» e il «vino frizzante gassificato» di cui
all’art. 1 del regolamento devono presentare un titolo alcolometrico
effettivo non inferiore a 7% vol. ed un titolo alcolometrico totale
non inferiore a 9% vol.
2. Per i vini frizzanti di qualita’ prodotti in regione determinata
e per i vini frizzanti a indicazione geografica tipica devono essere
rispettate le eventuali regole disposte dai singoli disciplinari.

Art. 4.
Sovrapressione
1. La sovrapressione dell’anidride carbonica endogena in soluzione
del «vino frizzante» e la sovrapressione dovuta all’anidride
carbonica in soluzione totalmente o parzialmente aggiunta del «vino
frizzante gassificato» di cui all’art. 1 del presente regolamento,
contenuti in recipienti chiusi conservati a 20°C, non puo’ essere
inferiore a 1 bar e non superiore a 2,5 bar.
2. Ai fini dell’attivita’ di controllo e vigilanza da parte degli
Organismi preposti nell’ambito degli stabilimenti di produzione e/o
confezionamento, la determinazione di detta sovrapressione e’
effettuata al termine della preparazione del «vino frizzante» e del
«vino frizzante gassificato» e prima che gli stessi, regolarmente
confezionati, siano estratti dallo stabilimento di elaborazione,
mediante i metodi di analisi previsti dalla normativa comunitaria. Il
valore della determinazione e’ dato dalla media dei risultati
ottenuti dall’analisi di n. 4 esemplari di campione prelevati dalla
stessa partita.

[Continua nel file zip allegato]

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