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MINISTERO DELLE POLITICHE AGRICOLE E FORESTALI

MINISTERO DELLE POLITICHE AGRICOLE E FORESTALI - DECRETO 20 giugno 2003: Modalita' di attuazione delle interruzioni temporanee dell'attivita' di pesca per le navi abilitate allo strascico e/o volante relativamente all'anno 2003. (GU n. 194 del 22-8-2003)

MINISTERO DELLE POLITICHE AGRICOLE E FORESTALI

DECRETO 20 giugno 2003

Modalita’ di attuazione delle interruzioni temporanee dell’attivita’
di pesca per le navi abilitate allo strascico e/o volante
relativamente all’anno 2003.

IL DIRETTORE GENERALE
per la pesca e l’acquacoltura
Visto il decreto 19 giugno 2003 del Ministero delle politiche
agricole e forestali, recante il Piano di protezione delle risorse
acquatiche per l’anno 2003, di seguito denominato decreto;
Considerata la necessita’ di fissare le modalita’ di attuazione
delle interruzioni temporanee dell’attivita’ di pesca a strascico e/o
volante al fine di assicurare il raggiungimento degli obiettivi
indicati nel piano di protezione delle risorse acquatiche elaborato
ai sensi e per gli effetti di quanto previsto dal regolamento (CE) n.
2369/02, art. 12, comma 6, nonche’ dalla comunicazione della
Commissione europea in materia di aiuti di stato nel settore della
pesca e dell’acquacoltura;
Decreta:
Art. 1.
1. Entro il primo giorno feriale successivo alla data di inizio
dell’interruzione temporanea effettuata secondo le disposizioni del
decreto devono essere depositati, presso gli uffici marittimi, a cura
dell’armatore, i documenti di bordo dell’unita’ che effettua
l’interruzione e, per quelle unita’ per le quali sia stato
rilasciato, anche il libretto di controllo dell’imbarco e del consumo
del combustibile.
2. Entro tre giorni dall’inizio dell’interruzione, per le navi
dislocate in un porto diverso da quello di iscrizione, l’Autorita’
marittima, presso il cui ufficio sono stati depositati i documenti di
bordo, comunica all’ufficio marittimo d’iscrizione gli estremi di
individuazione della nave e la data di inizio dell’interruzione
temporanea.
3. Effettuata la consegna dei documenti di bordo, di cui al comma
1, la nave non puo’ essere trasferita in altro porto, ad esclusione
dell’ipotesi di cui all’art. 2, comma 2.
4. Al termine del periodo di interruzione, l’autorita’ marittima
nella cui giurisdizione e’ stata effettuata l’interruzione stessa,
rilascia, per ciascuna nave, un’attestazione predisposta secondo lo
schema in allegato A, da cui risulti il periodo di interruzione
effettuato.

Art. 2.
1. Durante il periodo d’interruzione temporanea e’ consentita,
senza disarmo della nave, l’esecuzione di operazioni di manutenzione
ordinaria e straordinaria, nonche’ l’effettuazione di operazioni
tecniche per il rinnovo dei certificati di sicurezza, purche’ la
relativa istanza di rinnovo sia stata prodotta in data antecedente
alla scadenza del certificato stesso.
2. Ai fini della realizzazione delle operazioni di cui al comma 1,
la nave puo’, durante il periodo d’interruzione temporanea,
raggiungere il luogo in cui saranno eseguite le operazioni stesse,
cosi’ come attestate da apposito impegno del cantiere, previo sbarco
delle attrezzature da pesca e preventiva autorizzazione dell’ufficio
marittimo presso il quale si e’ iniziata l’interruzione temporanea.
3. L’autorizzazione al trasferimento e’ rilasciata per il tempo
strettamente necessario per raggiungere il luogo ove saranno eseguite
le operazioni.
4. La nave, posta in disarmo per l’esecuzione di operazioni di
manutenzione ordinaria e straordinaria in data antecedente l’inizio
dell’interruzione e che permane in stato di disarmo durante il
periodo d’interruzione, non e’ ammessa alle misure di accompagnamento
sociale di cui al decreto.

Art. 3.
1. Per usufruire dell’opzione di cui all’art. 3, comma 5 del
decreto, l’armatore deve presentare, contestualmente alla
comunicazione al Capo del compartimento di iscrizione o all’autorita’
marittima del porto di base logistica, apposita autocertificazione
attestante l’avvenuto sbarco delle attrezzature per l’esercizio
dell’attivita’ a strascico e/o volante.
2. L’autorita’ marittima competente procede, entro sette giorni
dalla data della comunicazione di cui al comma 1, al sigillo delle
attrezzature sbarcate.
3. L’opzione di cui al precedente comma 1 comporta la mancata
ammissione alle misure di accompagnamento sociale previste dal
decreto.

Art. 4.
1. Al fine di conseguire la corresponsione delle misure sociali di
cui all’art. 8 del decreto, l’armatore ed i membri dell’equipaggio
presentano all’autorita’ marittima dell’ufficio di iscrizione della
nave o del porto in cui hanno effettuato il fermo, distinte domande
redatte secondo gli schemi in allegato al presente decreto.
2. Le domande devono pervenire entro il termine perentorio di venti
giorni dal termine del periodo di interruzione temporanea.
3. I membri dell’equipaggio possono presentare la domanda di cui al
precedente comma:
a) personalmente (allegato B1);
b) tramite le cooperative di pesca o loro consorzi, limitatamente
ai propri soci (allegato B2);
c) tramite il rilascio di mandato di assistenza e rappresentanza
ad un ente di patronato con delega per la trattenuta delle quote
sindacali alle organizzazioni sindacali dei lavoratori (allegato B3).

Art. 5.
1. Le misure sociali di cui all’art. 8 del decreto sono
corrisposte, per i trenta giorni consecutivi di interruzione
temporanea, a condizione che sussistano contemporaneamente i seguenti
requisiti:
a) la nave sia iscritta nelle matricole o nei registri delle navi
minori e galleggianti;
b) la nave sia abilitata, ai sensi dell’art. 4 della legge
17 febbraio 1982, n. 41, all’esercizio della pesca a strascico e/o
volante;
c) l’armatore sia iscritto nei registri delle imprese di pesca ed
abbia osservato tutte le disposizioni previste dal decreto e dalla
presente normativa.

Art. 6.
1. Lo sbarco dei membri dell’equipaggio nel periodo di interruzione
temporanea, salvo il caso di sbarco volontario o di forza maggiore,
comporta la non erogazione all’armatore degli oneri previdenziali ed
assistenziali.
2. Nel caso di sbarco volontario o di forza maggiore durante
l’interruzione temporanea, i benefici economici al marittimo ed
all’armatore sono corrisposti in relazione al numero dei giorni
effettivi di imbarco maturati nel periodo di interruzione.
3. Nel caso di sbarco avvenuto prima dell’inizio dell’interruzione
temporanea per malattia, infortunio, servizio militare o maternita’,
per la corresponsione del minimo monetario garantito si applicano le
disposizioni contenute nel contratto collettivo di lavoro vigente.
4. Nessuna misura sociale, di cui all’art. 8 del decreto, e’
corrisposta in relazione al marittimo imbarcato, durante il periodo
di interruzione temporanea, come unita’ aggiuntiva a quelli
risultanti imbarcati alla data d’inizio dell’interruzione medesima,
fatti salvi i casi di reimbarco di marittimi sbarcati per malattia,
infortunio, servizio militare o maternita’. In tal caso le misure
sociali relative al marittimo reimbarcato sono corrisposte per il
numero dei giorni effettivi di imbarco maturati nel periodo di
interruzione temporanea.

Art. 7.
1. I benefici economici connessi alle misure sociali di cui
all’art. 8 del decreto possono essere fruiti alternativamente:
a) a mezzo di ordine di pagamento emesso dal centro
amministrativo unificato presso la direzione marittima competente,
sulla base dei prospetti di liquidazione di cui agli allegati C e D;
b) mediante credito di imposta ed esonero dei contributi
assistenziali e previdenziali, dovuti per i marittimi imbarcati.
2. Le procedure di liquidazione relative alla lettera b), del
precedente comma 1 saranno disciplinate con successivo provvedimento.

Art. 8.
1. In caso di pagamento mediante la procedura di cui alla lettera
a), del precedente comma 1, il centro amministrativo unificato presso
la direzione marittima competente, emette ordini di pagamento singoli
o cumulativi secondo le richieste degli interessati.
2. Nel caso di pagamento cumulativo, i soggetti giuridici di cui
all’art. 5, comma 2, lettera b), del presente decreto, devono
provvedere, entro sette giorni dalla data di disponibilita’ delle
somme, al pagamento agli interessati delle somme ad essi
singolarmente spettanti, dandone comunicazione alla competente
Capitaneria di Porto. Per quanto riguarda la modalita’ di pagamento
di cui all’art. 5, comma 2, lettera c), del presente decreto, il
medesimo C.A.U. provvede al pagamento ai singoli interessati per
l’importo al netto della quota associativa sindacale e al pagamento
in un’unica soluzione dell’importo corrispondente alla sommatoria
delle singole quote associative sindacali in favore di ciascuna
organizzazione sindacale nazionale.
3. Gli ordini di pagamento di cui al precedente comma 1 sono
disposti a mezzo di accreditamento in conto corrente bancario o
postale indicati dal richiedente.
4. Avverso i provvedimenti adottati dai rispettivi C.A.U. sono
ammessi i mezzi di impugnativa previsti dalle leggi vigenti.
Il presente decreto e’ inviato all’organo di controllo per la
registrazione ed e’ pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della
Repubblica italiana.
Roma, 20 giugno 2003
Il direttore generale: Tripodi
Registrato alla Corte dei conti il 14 luglio 2003
Ufficio di controllo sui Ministeri delle attivita’ produttive,
registro n. 3 Politiche agricole e for…

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