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MINISTERO DELLE POLITICHE AGRICOLE E FORESTALI

MINISTERO DELLE POLITICHE AGRICOLE E FORESTALI - DECRETO 19 giugno 2003: Piano di protezione delle risorse acquatiche per l'anno 2003. (GU n. 194 del 22-8-2003)

MINISTERO DELLE POLITICHE AGRICOLE E FORESTALI

DECRETO 19 giugno 2003

Piano di protezione delle risorse acquatiche per l’anno 2003.

IL SOTTOSEGRETARIO DI STATO
delegato per la pesca e l’acquacoltura
Vista la legge 14 luglio 1965, n. 963, e successive modifiche,
concernente la disciplina della pesca marittima;
Visto il decreto del Presidente della Repubblica 2 ottobre 1968, n.
1639, recante il regolamento di esecuzione alla predetta legge n.
963/1965;
Vista la legge 17 febbraio 1982, n. 41 e successive modifiche;
Visto il regolamento (CE) n. 1626/1994 del Consiglio, del 27 giugno
1994, e successive modifiche, che istituisce misure tecniche per la
conservazione delle risorse della pesca nel Mediterraneo;
Visto il regolamento (CE) n. 2369/2002 del Consiglio, del
20 dicembre 2002, recante modifica al regolamento (CE) n. 2792/1999
che definisce modalita’ e condizioni delle azioni strutturali
comunitarie nel settore della pesca, in particolare l’art. 12,
paragrafo 6, relativo alla possibilita’ da parte degli Stati membri
di varare misure di accompagnamento per i membri dell’equipaggio dei
pescherecci interessati, finanziate a livello nazionale, per
promuovere l’interruzione temporanea dell’attivita’ di pesca nel
quadro dei piani di protezione delle risorse acquatiche;
Visto il VI Piano nazionale della pesca e dell’acquacoltura
2000-2002, adottato con decreto 25 maggio 2000 del Ministro delle
politiche agricole e forestali, che, al fine di proteggere le risorse
acquatiche, individua nell’interruzione temporanea dell’attivita’ di
pesca uno degli strumenti di gestione capace di assicurare tale
obbiettivo;
Vista la legge 28 dicembre 2001, n. 448 (Finanziaria 2002), in
particolare l’art. 52, comma 81, che prevede lo stanziamento per
l’anno 2003 della somma di 10 milioni di euro necessaria a garantire
la copertura finanziaria per la realizzazione di misure di
accompagnamento sociale in occasione di interruzioni temporanee
dell’attivita’ di pesca a strascico e/o volante nel quadro di piani
di protezione delle risorse acquatiche:
Vista la legge 27 dicembre 2002, n. 289 (Finanziaria 2003), in
particolare l’art. 69, comma 14, che dispone la proroga fino al 2003
del VI Piano nazionale della pesca e dell’acquacoltura 2000/2002;
Visto il decreto ministeriale 26 luglio 1995, recante la disciplina
del rilascio delle licenze di pesca;
Visto il decreto ministeriale 16 giugno 1998, recante le modalita’
di attuazione delle interruzioni tecniche della pesca per le navi
abilitate allo strascico e/o volante relativamente all’anno 1998, ed
in particolare l’art. 9, cosi’ come modificato dall’art. 1, comma 2
del decreto ministeriale 9 luglio 1998, relativo all’istituzione di
quattro zone di riposo biologico;
Visti i decreti ministeriali 3 luglio 2002, recante il Piano di
protezione delle risorse acquatiche per l’anno 2002 e 5 luglio 2002,
recante le modalita’ di attuazione delle interruzioni temporanee
dell’attivita’ di pesca per le navi abilitate allo strascico
e/volante relativamente all’anno 2002;
Ravvisata, anche per il 2003, la necessita’ di garantire un
migliore equilibrio fra le risorse biologiche e l’attivita’ di pesca
attraverso un piano di protezione delle risorse acquatiche, elaborato
ai sensi e per gli effetti di quanto previsto dal citato regolamento
(CE) n. 2369/2002, art. 12, paragrafo 6, nonche’ dalla comunicazione
della Commissione europea in materia di aiuti di Stato nel settore
della pesca e dell’acquacoltura, subordinando l’erogazione delle
misure sociali di accompagnamento al preventivo giudizio di
compatibilita’ da parte della Commissione europea ai sensi dell’art.
88 del trattato dell’Unione europea;
Considerato che, ai sensi dell’art. 1, comma 2, lettera dd), della
legge 7 marzo 2003, n. 38, contenente disposizioni in materia di
agricoltura, il Governo e’ delegato ad emanare norme per individuare
idonee misure tecniche di conservazione delle specie ittiche al fine
di assicurare lo sviluppo sostenibile del settore della pesca e
dell’acquacoltura e la gestione razionale delle risorse biologiche
del mare, anche attraverso la modifica dell’art. 4 del decreto
legislativo n. 226 del 2001;
Considerata l’esigenza di istituire ulteriori zone di tutela
biologica e di fissare le relative modalita’ di attuazione;
Visto il decreto 5 novembre 2001, protocollo n. 36243/1162, del
Ministro delle politiche agricole e forestali, con il quale sono
state delegate al Sottosegretario di Stato on. Paolo Scarpa Bonazza
Buora le funzioni istituzionali concernenti la disciplina generale ed
il coordinamento in materia di pesca, acquacoltura e gestione delle
risorse ittiche marine;
Sentiti la Commissione consultiva centrale della pesca marittima e
il Comitato nazionale per la conservazione e la gestione delle
risorse biologiche del mare nella seduta congiunta dell’11 giugno
2003;
Decreta:
Art. 1.
Piano di protezione delle risorse acquatiche
1. E’ adottato il piano di protezione delle risorse acquatiche per
il 2003 basato sulle misure di conservazione delle risorse ittiche e,
piu’ in generale, di quella delle comunita’ biologiche del mare.

Art. 2.
Interruzione temporanea della pesca
a strascico e/o volante per l’anno 2003
1. Le interruzioni temporanee della pesca nell’anno 2003, per le
navi abilitate allo strascico e/o volante, ad esclusione delle unita’
abilitate alla pesca oceanica che operano oltre gli stretti, sono
disciplinate dai successivi articoli.
2. Per le navi iscritte nei compartimenti marittimi delle Regioni a
statuto speciale Sicilia e Sardegna l’attuazione delle interruzioni
tecniche della pesca e’ disciplinata dalle rispettive legislazioni
regionali.

Art. 3.
Interruzione temporanea obbligatoria
in Adriatico e Ionio
1. Per tutte le navi da pesca di cui all’art. 2, comma 1, iscritte
nei compartimenti marittimi da Trieste a Crotone compresi, e’
disposta un’interruzione temporanea obbligatoria della pesca di
trenta giorni consecutivi, nell’arco temporale 23 giugno-31 ottobre
2003, secondo i seguenti periodi:
a) da Trieste a Rimini dal 21 luglio al 19 agosto;
b) da Pesaro a Pescara dal 4 agosto al 2 settembre;
c) da Termoli a Molfetta dal 14 luglio al 12 agosto;
d) da Bari a Gallipoli dal 1° settembre al 30 settembre;
e) Taranto e Crotone dal 23 giugno al 22 luglio.
2. L’interruzione si effettua secondo il calendario stabilito dal
comma 1, fatto salvo che, entre l’11 luglio 2003, con ordinanza del
Capo del compartimento marittimo, conforme ad apposito parere della
Commissione consultiva locale per la pesca marittima, si disponga,
valutate anche le consuetudini di pesca nei compartimenti limitrofi,
un diverso periodo, nell’arco temporale 23 giugno-31 ottobre, con
data di inizio dell’interruzione coincidente con un lunedi’.
3. Nell’arco temporale 23 giugno-31 ottobre puo’ essere adottato
con ordinanza del Capo del compartimento marittimo, sentita la
Commissione consultiva locale per la pesca marittima, un ulteriore
periodo di interruzione temporanea di dieci giorni lavorativi.
4. Le ordinanze di cui ai commi 2 e 3 devono, altresi’, indicare il
divieto, per il periodo di interruzione, della pesca a strascico e/o
volante nelle acque compartimentali alle navi da pesca provenienti da
altri compartimenti.
5. Le navi da pesca che operano in aree diverse dai compartimenti
di iscrizione possono effettuare l’interruzione temporanea nel
periodo previsto in tali aree.
6. Le navi abilitate all’esercizio con altri sistemi di pesca,
oltre allo strascico e/o volante, nonche’ quelle autorizzate al
pescaturismo possono optare, previa comunicazione scritta
dell’armatore al Capo del compartimento di iscrizione o all’Autorita’
marittima del porto di base logistica, per la continuazione, durante
il periodo di interruzione, dell’attivita’ di pesca con gli altri
sistemi, previo sbarco delle attrezzature per lo strascico e/o
volante.

Art. 4.
Interruzione temporanea facoltativa in Tirreno
1. Le imprese armatrici di navi da pesca di cui all’art. 2, comma
1, ed iscritte nei compartimenti marittimi da Reggio Calabria ad
Imperia compresi, hanno facolta’ di aderire all’interruzione
temporanea della pesca per un periodo di trenta giorni consecutivi,
nell’arco temporale 23 giugno-31 ottobre 2003, previa comunicazione
scritta, al Capo del compartimento di iscrizione, della data di
inizio dell’interruzione e del porto di base logistica, almeno cinque
giorni prima della data di inizio prescelta.
2. Nel caso in cui nell’ambito del singolo compartimento marittimo,
tutte le imprese armatrici di navi abilitate allo strascico e/o
volante aderiscono all’interruzione temporanea nel medesimo periodo,
si applicano, per il compartimento stesso, le disposizioni di cui
all’art. 5, comma 4, e all’art. 6, comma 1, del presente decreto,
salvo diversa decisione adottata con ordinanza del Capo del
compartimento marittimo, sentita la Commissione consultiva locale per
la pesca marittima.

Art. 5.
Ulteriori misure tecniche
1. Fermo restando quanto previsto dal contratto collettivo
nazionale di lavoro in materia di riposo settimanale, in tutti i
compartimenti marittimi, fino al 31 dicembre 2003, e’ vietata la
pesca con sistemi a strascico e/o volante …

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