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MINISTERO DELLE POLITICHE AGRICOLE E FORESTALI

MINISTERO DELLE POLITICHE AGRICOLE E FORESTALI - DECRETO 31 luglio 2003: Modalita' di attuazione della legge 30 maggio 2003, n. 119, concernente il prelievo supplementare nel settore del latte e dei prodotti lattiero-caseari. (GU n. 183 del 8-8-2003)

MINISTERO DELLE POLITICHE AGRICOLE E FORESTALI

DECRETO 31 luglio 2003

Modalita’ di attuazione della legge 30 maggio 2003, n. 119,
concernente il prelievo supplementare nel settore del latte e dei
prodotti lattiero-caseari.

IL MINISTRO DELLE POLITICHE AGRICOLE E FORESTALI

Visto il regolamento (CEE) n. 3950/92 del Consiglio del 28 dicembre
1992, che istituisce un prelievo supplementare nel settore del latte
e dei prodotti lattiero-caseari;
Visto il regolamento (CE) n. 1392/2001 della Commissione del
9 luglio 2001, recante modalita’ d’applicazione del regolamento (CEE)
n. 3950/92 del Consiglio che istituisce un prelievo supplementare nel
settore del latte e dei prodotti lattiero-caseari;
Visto il decreto-legge 28 marzo 2003, n. 49, concernente «Riforma
della normativa in tema di applicazione del prelievo supplementare
nel settore del latte e dei prodotti lattiero-caseari», convertito,
con modificazioni, dalla legge 30 maggio 2003, n. 119;
Visto, in particolare, l’art. 1, comma 7, della legge 30 maggio
2003, n. 119, in base al quale entro quarantacinque giorni dalla
entrata in vigore del decreto-legge 28 marzo 2003, n. 49, cosi’ come
modificato dalla legge di conversione 30 maggio 2003, n. 119, con
decreto del Ministro delle politiche agricole e forestali, sono
definite le modalita’ di attuazione;
Sentita la Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato e le
regioni e le province autonome di Trento e Bolzano nella riunione del
24 luglio 2003;
Acquisito il parere espresso dalle competenti Commissioni
parlamentari;

A d o t t a

il seguente decreto:

Art. 1.

Sistema informativo agricolo nazionale

1. Per l’attuazione dell’art. 1, comma 6, del decreto-legge
28 marzo 2003, n. 49, convertito, con modificazioni, dalla legge
30 maggio 2003, n. 119 (legge n. 119/2003), l’Agenzia per le
erogazioni in agricoltura (AGEA) rende disponibili i servizi relativi
alla gestione del regime del prelievo supplementare nel settore del
latte e dei prodotti lattiero-caseari attraverso il Sistema
informativo agricolo nazionale (SIAN), determinando le modalita’ di
accesso telematico.
2. Le regioni e province autonome (regioni) si avvalgono del SIAN
per tutti gli adempimenti previsti dal presente decreto; a tal fine
possono consultare i dati relativi a tutti gli acquirenti e a tutti i
produttori in esso registrati. Possono, inoltre, avvalersi dei
servizi del SIAN per le operazioni di stampa e spedizione delle
comunicazioni di cui all’art. 3, comma 4, del presente decreto.
3. I dati comunicati dalle regioni tramite il SIAN fanno fede ad
ogni effetto per gli adempimenti previsti dal presente decreto a
carico degli acquirenti riconosciuti, i quali a tal fine si avvalgono
del SIAN e possono consultare i dati relativi ai propri conferenti.
4. Le associazioni o organizzazioni di acquirenti che intendono
avvalersi del SIAN devono presentare all’AGEA un’apposita richiesta,
comunicando codice fiscale, denominazione, sede e rappresentante
legale.
5. Le ditte acquirenti devono comunicare alla regione che li ha
riconosciuti l’adesione ed il recesso da una associazione o
organizzazione di acquirenti.
6. Le associazioni o organizzazioni di acquirenti registrate nel
SIAN possono consultare i dati relativi agli acquirenti loro
associati che hanno comunicato la propria adesione.
7. Le regioni registrano nel SIAN le organizzazioni di produttori
da loro riconosciute.
8. I produttori devono comunicare alla regione, come definita
all’art. 2, comma 1, del presente decreto, l’adesione ad una
organizzazione. In assenza di tale comunicazione il produttore, ai
fini dell’applicazione della legge n. 119/2003, viene considerato non
associato; le adesioni, gia’ comunicate prima dell’entrata in vigore
del presente decreto, devono essere ripetute.
9. Le organizzazioni di produttori riconosciute e registrate nel
SIAN possono consultare i dati relativi ai produttori che hanno
comunicato la propria adesione.
10. Le regioni verificano la decorrenza delle adesioni e dei
recessi loro comunicati ai sensi del presente articolo e le
registrano nel SIAN.
11. I centri autorizzati di assistenza agricola (CAA) possono
consultare attraverso il SIAN i dati settoriali relativi ai soggetti
per i quali hanno ricevuto il mandato; i dati informatizzati del
fascicolo aziendale da loro detenuto, che siano rilevanti per la
gestione del settore, sono resi accessibili ai competenti uffici
regionali.

Art. 2.

Classificazione delle aziende

1. La regione o provincia autonoma competente per l’esecuzione
degli adempimenti del regime del prelievo supplementare relativi ad
una azienda produttrice di latte e’ quella dove risulta ubicato il
centro aziendale dell’azienda stessa. Il centro aziendale e’
identificato attraverso la particella catastale su cui e’ ubicata la
stalla e il codice aziendale assegnato dalla Azienda sanitaria locale
(ASL) competente tenendo conto anche delle specificita’ del catasto
ex austro-ungarico, nelle zone in cui esso e’ ancora vigente.
2. Ogni azienda di produzione viene identificata, conformemente a
quanto disposto dal decreto del Presidente della Repubblica
1° dicembre 1999, n. 503, attraverso il codice unico delle aziende
agricole (CUAA) e ogni sua unita’ tecnico-economica attraverso il
comune di ubicazione; pertanto sono considerate unitariamente unita’
produttive con medesimo conduttore e ubicate nello stesso comune.
3. Un’azienda produttrice di latte e’ classificata ricadente:
a) in zona di montagna, se il suo centro aziendale principale di
produzione ed almeno il 50% della superficie agricola utilizzata
complessiva sono ubicati in una zona classificata ai sensi della
direttiva 75/268/CEE, art. 3, paragrafo 3, e successive
modificazioni, integrazioni e codificazioni, nonche’ ai sensi del
regolamento (CE) n. 1257/99 del Consiglio del 17 maggio 1999;
b) in zona svantaggiata, se il suo centro aziendale principale di
produzione e almeno il 50% della superficie agricola utilizzata
complessiva sono ubicati nelle zone classificate ai sensi dell’art.
3, paragrafi 3 o 4 della medesima direttiva;
c) in zona di pianura negli altri casi.
4. Le regioni provvedono a tenere aggiornata la classificazione
aziendale.

Art. 3.

Determinazione della quota

1. Il quantitativo individuale di riferimento e’ costituito da
un’unica quota per le consegne e da un’unica quota per le vendite
dirette quale risulta, per il primo periodo di applicazione, dalle
comunicazioni individuali relative al periodo di produzione lattiera
2003/2004.
2. Il registro pubblico delle quote, istituito dall’art. 2, comma
2, della legge n. 119/2003 e’ tenuto informaticamente dall’AGEA
all’interno del SIAN, ed e’ consultabile integralmente da chi ne ha
interesse.
3. Entro il trentesimo giorno precedente l’inizio di ciascun
periodo di commercializzazione le regioni iscrivono nel registro di
cui al comma 2 i quantitativi di riferimento individuali aggiornati.
4. Anteriormente all’inizio di ciascun periodo di
commercializzazione le regioni, a mezzo di lettera raccomandata con
avviso di ricevimento, inviano a ciascun produttore un certificato in
due copie, una delle quali recante l’indicazione «copia per
l’acquirente», contenente:
a) gli estremi identificativi dell’azienda;
b) la classificazione di cui all’art. 2, comma 3 del presente
decreto;
c) i quantitativi individuali di riferimento di inizio periodo e
il tenore di materia grassa di riferimento;
d) il dettaglio delle variazioni della quota che determinano il
quantitativo di riferimento.
5. La previsione di cui all’art. 2, comma 2-ter, della legge n.
119/2003 si applica in tutti i casi di nuova assegnazione o
acquisizione di quantitativi di riferimento da parte di produttori
che conducono un’azienda agricola presa in affitto o comodato e non
ai quantitativi che sono stati trasferiti insieme all’azienda stessa
da parte del cessionario.
6. Al termine del contratto di affitto o comodato, o negli altri
casi approvati dalle regioni, il produttore puo’ trasferire il
proprio quantitativo di riferimento individuale in una nuova azienda,
purche’ ubicata nella stessa zona di classificazione di quella
precedentemente condotta.
7. Sono esclusi dalle assegnazioni di quota di cui all’art. 3 della
legge n. 119/2003, i produttori che a partire dal periodo 1995/1996
abbiano venduto, ovvero affittato per un periodo superiore a due
campagne lattiere, in tutto o in parte, i quantitativi di riferimento
di cui erano titolari, separatamente dall’azienda. Non sono compresi
nei trasferimenti di cui al presente comma gli affitti di sola quota
in corso di periodo di cui all’art. 6, paragrafo 1, del regolamento
(CEE) n. 3950/92, cosi’ come modificato dal regolamento (CE) n.
1256/99.

Art. 4.

Decadenza delle quote

1. Qualora nel corso dell’ultimo periodo di dodici mesi, il
produttore non utilizzi il proprio quantitativo individuale di
riferimento, separatamente per le consegne e le vendite dirette, per
almeno il 70 per cento, senza aver ottenuto il riconoscimento di una
causa di forza maggiore, decade dalla titolarita’ della quota non
utilizzata.
2. Nel caso delle consegne per la verifica di utilizzo si adotta il
quantitativo rettificato ai sensi dell’art. 4, …

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