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MINISTERO DELLE POLITICHE AGRICOLE E FORESTALI

MINISTERO DELLE POLITICHE AGRICOLE E FORESTALI - DECRETO 24 luglio 2003: Disciplina del sistema di rintracciabilita' del latte al fine di assicurare la piu' ampia tutela degli interessi del consumatore (GU n. 179 del 4-8-2003)

MINISTERO DELLE POLITICHE AGRICOLE E FORESTALI

DECRETO 24 luglio 2003

Disciplina del sistema di rintracciabilita’ del latte al fine di
assicurare la piu’ ampia tutela degli interessi del consumatore

IL MINISTRO DELLE POLITICHE AGRICOLE E FORESTALI

di concerto con

IL MINISTRO DELLE ATTIVITA’ PRODUTTIVE

Visto il decreto legislativo 23 giugno 2003, n. 181 con il quale e’
stata recepita la direttiva 2000/13/CE concernente l’etichettatura e
la presentazione dei prodotti alimentari, nonche’ la relativa
pubblicita’;
Vista la legge 3 maggio 1989, n. 169, recante disciplina del
trattamento e della commercializzazione del latte alimentare vaccino
e sue modifiche ed integrazioni;
Visto il decreto ministeriale n. 185 del 9 maggio 1991 recante i
requisiti per la produzione di latte fresco pastorizzato di alta
qualita’;
Visto il decreto del Presidente della Repubblica 14 gennaio 1997,
n. 54, concernente il regolamento recante attuazione delle direttive
92/46/CEE e 92/47/CEE in materia di produzione ed immissione sul
mercato di latte e di prodotti a base di latte;
Visto il decreto legislativo 26 maggio 1997, n. 155 recante
attuazione delle direttive 93/43/CEE e 96/3/CE concernenti l’igiene
dei prodotti alimentari;
Visto il regolamento (CE) n. 2597/97 del Consiglio del 18 dicembre
1997 che fissa le disposizioni complementari dell’organizzazione
comune dei mercati nel settore del latte e dei prodotti
lattiero-caseari per quanto riguarda il latte alimentare;
Visto il regolamento (CE) 178/2002 del Parlamento europeo e del
Consiglio del 28 gennaio 2002 che stabilisce i principi e i requisiti
generali della legislazione alimentare;
Visto il decreto legislativo 4 ottobre 1999, n. 336 recante
attuazione delle direttive 96/22/CE e 96/23/CE concernenti il divieto
di utilizzazione di talune sostanze ad azione ormonica, tireostatica
e delle sostanze beta-antagoniste nelle produzioni di animali e le
misure di controllo su talune sostanze e sui loro residui negli
animali vivi e nei loro prodotti.
Visto il decreto legislativo 27 gennaio 1992, n. 119 recante
attuazione delle direttive 81/851/CEE, 81/852/CEE, 87/20/CEE e
90/676/CEE relative ai medicinali veterinari;
Visto il regolamento (CE) n. 1760/2000 del Parlamento europeo e del
Consiglio del 17 luglio 2000 che istituisce un sistema di
identificazione e di registrazione dei bovini e relativo
all’etichettatura delle carni bovine e dei prodotti a base di carni
bovine, e che abroga il regolamento (CE) n. 820/97 del Consiglio;
Vista la comunicazione alla Commissione europea ai sensi della
direttiva n. 98/34/CE;
Ritenuta la necessita’ di definire e disciplinare un sistema di
rintracciabilita’ del latte al fine di assicurare la piu’ ampia
tutela degli interessi del consumatore;
Decreta:
Art. 1.
Applicabilita’

l. Il presente decreto si applica alle fasi produttive finalizzate
all’ottenimento di latte alimentare vaccino di cui alla legge del
3 maggio 1989, n. 169, od ottenuto con i procedimenti previsti od
autorizzati in attuazione della medesima legge.

Art. 2.
Definizioni

l. Ai fini del presente decreto si intende per:
a) «latte crudo», il latte prodotto mediante secrezione dalla
ghiandola mammaria di vacche, sottoposto ad una temperatura non
superiore a 40°C, o ad un trattamento avente effetto equivalente;
b) «latte alimentare vaccino», le produzioni di latte di cui alla
legge 3 maggio 1989, n. 169, e al regolamento (CE) 2597/97;
c) «allevamenti», le imprese che effettuano attivita’ di
allevamento di bovini da latte la cui produzione e’ destinata
all’ottenimento di latte vaccino;
d) «centro di raccolta», lo stabilimento in cui il latte crudo
puo’ essere raccolto ed eventualmente raffreddato e filtrato;
e) «centro di standardizzazione», lo stabilimento non
strutturalmente collegato a un centro di raccolta, ne’ ad uno
stabilimento di trattamento o trasformazione, nel quale il latte
crudo puo’ essere sottoposto a scrematura o a modifica e regolazione
della materia grassa;
f) «primi acquirenti», l’impresa o l’associazione che acquista
latte direttamente dall’allevamento, eventualmente anche solo per
cederlo a una o piu’ imprese dedite al trattamento o alla
trasformazione del latte o di altri prodotti lattierocaseari senza
procedere ad alcuna operazione fisica sul latte;
g) «stabilimenti di trattamento», lo stabilimento in cui si
effettua il trattamento termico del latte ed il suo confezionarnento;
h) «trasportatori», gli operatori della logistica che si
interfacciano tra gli allevamenti, i centri di raccolta, i centri di
standardizzazione, gli stabilimenti di trattamento o trasformazione;
i) «mangimi», qualsiasi sostanza o prodotto, compresi gli
additivi, destinato alla nutrizione per via orale degli animali.

Art. 3.
Soggetti obbligati

1. I soggetti obbligati a rispettare le disposizioni del presente
decreto sono coloro che producono latte alimentare vaccino di cui
alla legge n. 169/1989, e in particolare:
a) i titolari degli allevamenti;
b) i primi acquirenti;
c) i titolari dei centri di raccolta;
d) i titolari dei centri di standardizzazione;
e) i trasportatori;
f) i responsabili delle aziende di trattamento.

Art. 4.
Obblighi

l. Il sistema di rintracciabilita’ adottato da ciascuno soggetto di
cui all’art. 3 deve consentire l’identificazione dell’origine del
latte crudo impiegato in ogni lotto di prodotto ottenuto nelle
medesime circostanze.
2. I soggetti di cui all’art. 3 sono tenuti a realizzare un sistema
di rintracciabilita’ contenente le informazioni di cui all’allegato
A, secondo i termini previsti nello stesso allegato.

Art. 5.
Manuale aziendale per la rintracciabilita’ del latte

1. I soggetti di cui all’art. 3 sono tenuti a realizzare entro il
1° aprile 2004, un «Manuale aziendale per la rintracciabilita’ del
latte».
2. Il manuale contiene le procedure di identificazione e
rintracciabilita’ e la relativa modulistica per la registrazione ad
integrazione della documentazione gia’ richiesta dalla normativa
vigente in materia.
3. Il sistema di rintracciabilita’ aziendale deve consentire una
efficace ricostruzione del percorso produttivo del latte.
4. Con successivo decreto del Ministro delle politiche agricole e
forestali di concerto con il Ministro delle attivita’ produttive, da
emanarsi entro il 30 settembre 2003, sono definite le linee guida per
la stesura del manuale aziendale per la rintracciabilita’ del latte,
anche tenendo conto delle norme UNI 10939/2001 e UNI 11020/2002.
Il presente decreto e’ pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della
Repubblica italiana.
Roma, 24 luglio 2003

Il Ministro delle politiche
agricole e forestali
Alemanno

Il Ministro
delle attività produttive
Marzano

Allegato A

A. Gli allevamenti sono obbligati a identificare e registrare:
1. i capi presenti in allevamento secondo quanto previsto dalla
normativa vigente;
2. la provenienza e l’impiego dei mangimi acquistati;
3. la produzione, preparazione e l’impiego dei mangimi
autoprodotti in allevamento;
4. le zone e il periodo di pascolo;
5. la provenienza e l’impiego dei medicinali utilizzati secondo
quanto previsto dalla normativa vigente;
6. i capi trattati con medicinali e l’esclusione dalla
destinazione al commercio del relativo latte secondo quanto previsto
dalla normativa vigente;
7. la data di mungitura;
8. l’orario di mungitura solo nel caso di latte da destinare a
latte fresco pastorizzato;
9. il latte venduto e la sua destinazione.
B. Entro il 1° aprile 2004 devono essere attuati gli obblighi
relativi ai punti 1, 5, 6, 7, 8 e 9.
C. Entro il 30 giugno 2004 per gli allevamenti con produzione
uguale o superiore a 2000 quintali di quota latte devono essere
attuati anche gli obblighi relativi ai punti 2, 3 e 4. Per gli
allevamenti con produzione inferiore a 2000 quintali di quota latte
non e’ richiesta l’identificazione e la registrazione delle
informazioni relative ai punti 3 e 4.
D. I primi acquirenti sono obbligati a identificare e registrare:
a) la provenienza del latte acquistato specificando i fornitori
e la/le provincia/e nella quale sono situati gli allevamenti, o la
nazione in caso di provenienza extranazionale;
b) il trasportatore e l’automezzo;
c) il latte venduto e la sua destinazione specificando la/le
provincia/e nella quale sono situati gli allevamenti di origine, o la
nazione in caso di provenienza extranazionale. Nel caso di latte
crudo da destinare alla produzione di latte fresco pastorizzato alta
qualita’ e nel caso di latte crudo biologico la provenienza deve
estendersi fino all’identificazione degli allevamenti di origine
interessati.
Nel caso in cui il primo acquirente svolga anche attivita’ di
centro di raccolta e/o centro di standardizzazione e/o stabilimento
di trattamento deve applicare quanto previsto dagli specifici
paragrafi successivi.
E. I centri di raccolta sono obbligati a identif…

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