MINISTERO DELLE POLITICHE AGRICOLE ALIMENTARI E FORESTALI - DECRETO 8 maggio 2009 | Edilone.it

MINISTERO DELLE POLITICHE AGRICOLE ALIMENTARI E FORESTALI – DECRETO 8 maggio 2009

MINISTERO DELLE POLITICHE AGRICOLE ALIMENTARI E FORESTALI - DECRETO 8 maggio 2009 - Norme concernenti la classificazione delle carcasse bovine e suine. (09A08159) (GU n. 159 del 11-7-2009 )

MINISTERO DELLE POLITICHE AGRICOLE ALIMENTARI E FORESTALI

DECRETO 8 maggio 2009

Norme concernenti la classificazione delle carcasse bovine e
suine. (09A08159)

TITOLO I

IL MINISTRO DELLE POLITICHE AGRICOLE
ALIMENTARI E FORESTALI

Visto il regolamento (CE) n. 1234/2007 del Consiglio del 22 ottobre
2007, e successive modifiche ed integrazioni, recante organizzazione
comune dei mercati agricoli e disposizioni specifiche per taluni
prodotti agricoli, in particolare l’articolo 42, l’allegato III –
parte IV e l’allegato V – parti A e B;
Visto il regolamento (CE) n. 1249/2008 della Commissione del 10
dicembre 2008, recante modalita’ di applicazione relative alle
tabelle comunitarie di classificazione delle carcasse di bovini,
suini e ovini e alla comunicazione dei prezzi delle medesime;
Visto il regolamento (CE) n. 1760/2000 del Parlamento europeo e del
Consiglio, del 17 luglio 2000, che istituisce un sistema di
identificazione e registrazione dei bovini e relativo alla
etichettatura delle carni bovine e dei prodotti a base di carni
bovine;
Vista la legge 8 luglio 1997, n. 213, e successive modifiche e
integrazioni, recante norme sanzionatorie in materia di
classificazione delle carcasse bovine, in applicazione di regolamenti
comunitari;
Visto il decreto ministeriale 6 maggio 1996, n. 482, pubblicato
nella Gazzetta Ufficiale n. 218 del 17 settembre 1996, con il quale
sono stati attribuiti alle Regioni i compiti di controllo presso gli
stabilimenti di macellazione che sono tenuti a identificare e
classificare le carcasse e mezzene di bovini adulti;
Visto il decreto 8 ottobre 2007, recante attribuzione dei compiti
di controllo sulla classificazione delle carcasse suine agli istituti
INEQ, IPQ e ICQ;
Vista la circolare 26 aprile 1999, n. 5, relativa alla rilevazione
dei prezzi di mercato delle carcasse di bovini adulti;
Vista la circolare 30 giugno 2003, n. 2, recante linee guida per la
rilevazione dei prezzi di mercato delle carcasse di suino;
Vista la circolare 22 marzo 2005, n. 11, relativa alle tecniche di
classificazione automatizzate delle carcasse bovine;
Vista la decisione della Commissione europea 2001/468/CE, dell’8
giugno 2001, relativa all’autorizzazione dei metodi di
classificazione delle carcasse di suino in Italia;
Visti i decreti ministeriali 4 maggio 1998, n. 298, e 11 luglio
2002 recanti, rispettivamente, disposizioni per la classificazione
delle carcasse di bovini adulti e di suini;
Considerato che i predetti decreti fanno riferimento a regolamenti
comunitari abrogati e che si rende necessario emanare disposizioni
nazionali aggiornate, in applicazione dei regolamenti comunitari
attualmente vigenti, per assicurare l’uniformita’ della
classificazione e della rilevazione dei prezzi delle carcasse bovine
e suine al fine di garantire l’equo compenso dei produttori sulla
base del peso della carcassa a freddo degli animali consegnati al
macello;
Considerato che un giusto apprezzamento del valore della carcassa
dei suini e’ conseguito anche con una stima del tenore di carne magra
basata sui criteri oggettivi del peso della carcassa e della
misurazione fisica di una o piu’ parti anatomiche della carcassa;
Considerato che in Italia esistono due distinte popolazioni suine,
le cui carni danno luogo a differenti mercati, per cui occorre
utilizzare due equazioni di stima, riferite l’una al suino leggero,
il cui peso carcassa e’ compreso tra 70 e 110 kg, e l’altra piu’
adatta alla classificazione del suino pesante, il cui peso carcassa
e’ compreso tra i 110,1 e i 155 kg;
Considerato che le imprese che effettuano macellazioni per una
media annua inferiore a 75 bovini e a 200 suini a settimana, possono
ottenere una deroga alla classificazione previa apposita richiesta da
far pervenire al Ministero delle politiche agricole alimentari e
forestali;
Considerato che gli obblighi in materia di classificazione non si
applicano alle strutture di macellazione che disossano tutti i bovini
abbattuti;
Considerato che per il settore suino si reputa opportuno, ai sensi
dell’art. 20, comma 2 del regolamento n. 1249/2008, non rendere
obbligatoria la classificazione per le strutture di macellazione che
lavorano esclusivamente suini nati ed ingrassati nei propri
allevamenti e che sezionano la totalita’ delle carcasse;
Considerato che le imprese che effettuano la macellazione per conto
terzi, non disponendo di informazioni sui prezzi di acquisto del
bestiame, debbono essere esentati dalla rilevazione e trasmissione
dei prezzi di mercato;
Sentita la Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le
regioni e le province autonome di Trento e Bolzano nella seduta del
29 aprile 2009, ai sensi dell’art. 2, comma 1, del decreto
legislativo 4 giugno 1997, n. 143;
Decreta:

Art. 1.

Campo di applicazione

1. Il presente decreto stabilisce le modalita’ di applicazione
delle tabelle comunitarie di classificazione delle carcasse dei
bovini adulti e dei suini nonche’ le relative comunicazioni dei
prezzi di mercato, come previsto dal regolamento (CE) n. 1249/2008.

TITOLO IICARNI BOVINE

Art. 2.

Classificazione e identificazione delle carcasse bovine

1. La tabella comunitaria di cui all’allegato V, parte A del
regolamento (CE) n. 1234/2007 e successive modifiche e integrazioni,
denominata in seguito «tabella comunitaria», si applica alle carcasse
di «bovini adulti» definiti dall’allegato III, parte IV, punto 2,
dello stesso regolamento 1234/2007 ovvero: «bovini il cui peso vivo
e’ superiore a 300 chilogrammi».
2. Tutti gli stabilimenti di macellazione riconosciuti ai sensi
dell’art. 4 del regolamento (CE) n. 853/2004 del Parlamento europeo e
del Consiglio del 29 aprile 2004, e del decreto legislativo 6
novembre 2007, n. 193, denominati di seguito «stabilimenti», che sono
muniti di bollo sanitario ai sensi dell’art. 5, paragrafo 2 del
citato regolamento (CE) n. 853/2004, in combinato disposto con
l’allegato I, Sezione I, Capo III del regolamento (CE) n. 854/2004
del Parlamento europeo e del Consiglio, classificano e identificano
le carcasse o mezzene di bovini adulti da essi macellati
conformemente alla tabella comunitaria, cosi’ come disposto dal punto
V dell’allegato V, parte A del regolamento (CE) n. 1234/2007.
3. L’eta’ per identificare le categorie «A» e «B» dei bovini di cui
al successivo art. 8, comma 1, viene verificata sulla base delle
informazioni disponibili nel quadro del sistema di identificazione e
di registrazione dei bovini istituito conformemente alle disposizioni
del titolo I del regolamento (CE) n. 1760/2000 del Parlamento europeo
e del Consiglio.

TITOLO IICARNI BOVINE

Art. 3.

Mondatura

1. Gli stabilimenti effettuano le operazioni di mondatura delle
carcasse o mezzene, qualora lo stato di ingrassamento lo giustifichi,
prima della pesatura e dell’identificazione delle carcasse stesse.
2. Ai sensi dell’art. 13, comma 4 del regolamento (CE) n.
1249/2008, la mondatura comporta esclusivamente l’asportazione
parziale del grasso esterno a livello:
a) dell’anca, del lombo e della zona medio costale;
b) della punta del petto, sul contorno della regione anogenitale e
della coda;
c) della fesa.

TITOLO IICARNI BOVINE

Art. 4.

Deroghe ed esenzioni

1. Gli stabilimenti che macellano in media annuale fino a 75 bovini
adulti alla settimana, possono ottenere una deroga dall’obbligo della
classificazione, previa apposita richiesta, da redigere sulla base
del modello di cui all’allegato 1, da far pervenire al Ministero
delle politiche agricole alimentari e forestali – Dipartimento delle
politiche europee e internazionali – Direzione generale per
l’attuazione delle politiche comunitarie e internazionali di mercato
– Ufficio ATPO III – via XX Settembre, 20 – 00187 Roma, denominato in
seguito «Ministero».
2. Sulla base della richiesta di deroga di cui al comma 1, il
Ministero valuta l’opportunita’ della concessione del nulla osta.
3. Sono esentati dagli obblighi di cui all’art. 2, comma 1, gli
stabilimenti che provvedano al disossamento delle carcasse di tutti i
bovini abbattuti.

TITOLO IICARNI BOVINE

Art. 5.

Classificazione, identificazione e comunicazione dei risultati

1. L’identificazione delle carcasse si effettua mediante
apposizione di un marchio ad inchiostro indelebile ed atossico che
indica la categoria, la classe di conformazione e lo stato
d’ingrassamento del bestiame macellato, utilizzando le sigle e i
numeri di cui al successivo art. 8, comma 1, ben visibili e di
altezza pari ad almeno due centimetri.
2. La marchiatura e’ apposta:
a) sui quarti posteriori, a livello del controfiletto, all’altezza
della quarta vertebra lombare;
b) sui quarti anteriori, a livello della punta di petto, a 10-30
cm di distanza dal centro dello sterno.
3. In deroga al disposto del comma 1, l’identificazione puo’ essere
effettuata tramite etichettatura, previa autorizzazione da richiedere
al Ministero, sulla base del modello di cui all’allegato 2,
attenendosi alle disposizioni seguenti:
a) le etichette sono numerate progressivamente e le loro
dimensioni non possono essere inferiori a 50 cm2;
b) oltre ai dati riguardanti la identificazione, le etichette
indicano il numero di riconoscimento del macello, il numero di
identificazione o di macellazione dell’animale, la data di
macellazione ed il peso della carcassa, specificando se a caldo o a
freddo;
c) le indicazioni di cui alla precedente lettera b) devono essere
perfettamente leggibili ed esenti da qualsiasi correzione o
cancellatura. Ogni eventuale correzione deve essere chiaramente
indicata nell’etichetta ed essere eseguita sotto la supervisione
delle autorita’ responsabili dei controlli di cui al successivo art.
10, comma 1, secondo le disposizioni stabilite dalle medesime
autorita’ di controllo, tenuto conto degli indirizzi previsti al
successivo art. 11;
d) le etichette non possono essere manomesse, devono resistere
alle lacerazioni e aderire saldamente su ogni quarto (anteriore e
posteriore), sulle parti anatomiche definite per la marchiatura.
4. Il responsabile dello stabilimento comunica in forma scritta,
anche con sistemi elettronici, il risultato della classificazione
alle persone fisiche o giuridiche che hanno fatto procedere
all’abbattimento del proprio bestiame.
5. La comunicazione scritta di cui al comma 4 contiene per ciascuna
carcassa:
la categoria, la classe di conformazione e lo statod’ingrassamento
di cui al successivo art. 8, comma 1;
il peso, specificando se si tratta del peso constatato a caldo o a
freddo;
la presentazione della carcassa al momento della pesatura e della
classificazione al gancio.
6. Qualora venga eseguita la classificazione automatica, ai sensi
della circolare 22 marzo 2005, n. 11, le informazioni di cui al
precedente comma 5 vanno integrate con l’indicazione della tecnica di
classificazione automatica utilizzata.

TITOLO IICARNI BOVINE

Art. 6.

Esperti classificatori

1. I responsabili degli stabilimenti, per ottemperare al disposto
dell’art. 5, si avvalgono di esperti classificatori in possesso di
abilitazione e di tesserino di cui al decreto ministeriale 30
dicembre 2004, conseguiti previo superamento di apposito corso e
rilasciati dal Ministero.

TITOLO IICARNI BOVINE

Art. 7.

Rilevazione dei prezzi di mercato

1. I responsabili degli stabilimenti provvedono alla rilevazione
dei prezzi di mercato delle carcasse bovine classificate a termini
della tabella comunitaria, secondo le disposizioni del regolamento
(CE) n. 1249/2008 della Commissione, del presente decreto e della
circolare 26 aprile 1999, n. 5.
2. Le persone fisiche o giuridiche che fanno procedere annualmente
alla macellazione di almeno 10.000 capi di bovini adulti provvedono
alla determinazione del prezzo per categoria, classe di conformazione
e stato di ingrassamento sulla base delle comunicazioni ricevute dai
responsabili degli stabilimenti di cui all’art. 5, commi 4, 5 e 6.

TITOLO IICARNI BOVINE

Art. 8.

Categorie e classi per la rilevazione dei prezzi di mercato

1. La rilevazione settimanale dei prezzi di mercato, in base alla
tabella comunitaria, e’ riferita alle categorie con relative classi
di conformazione e di stato di ingrassamento, di cui all’art. 14,
comma 1 del regolamento (CE) n. 1249/2008 della Commissione, di
seguito riportate:
Categoria A (carcasse di giovani animali maschi non castrati di
eta’ inferiore a due anni): Classi U2, U3, R2, R3, O2, O3;
Categoria B (carcasse di altri animali maschi non castrati):
Classe R3;
Categoria C (carcasse di animali maschi castrati): Classi U2, U3,
U4, R3, R4, O3, O4;
Categoria D (carcasse di animali femmine che hanno gia’ figliato):
Classi R3, R4, O2, O3, O4, P2, P3;
Categoria E (carcasse di altri animali femmine): Classi U2, U3,
R2, R3, R4, O2, O3, O4.
2. Il prezzo di mercato constatato in base alla tabella comunitaria
e’ il prezzo entrata macello, al netto dell’imposta sul valore
aggiunto pagato al fornitore per l’animale. Nel caso in cui agli
stabilimenti pervengano animali da macellare non direttamente dai
produttori, al citato prezzo di mercato si aggiungono le spese di
trasporto e quelle di eventuali intermediazioni.
3. Il prezzo di mercato di cui al comma 2 e’ espresso per 100 kg di
carcassa. Il peso da prendere in considerazione e’ quello della
carcassa a caldo, constatato non piu’ di un’ora dopo la giugulazione
dell’animale, oppure quello a freddo, corrispondente a quello a caldo
diminuito del 2%.
4. Ai fini dell’accertamento dei prezzi di mercato, le carcasse
devono essere conformi al disposto dell’art. 13, comma 3, del
regolamento (CE) n. 1249/2008 della Commissione, che identifica la
carcassa di riferimento come segue:
– senza reni, grasso di rognonata e grasso di bacino;
– senza diaframma, ne’ pilastro del diaframma;
– senza coda;
– senza midollo spinale;
– senza grasso mammario;
– senza corona della fesa;
– senza vena giugulare (vena grassa).
5. Se la presentazione della carcassa al momento della pesatura e
della classificazione al gancio differisce da quella della carcassa
di riferimento, il peso e’ adeguato applicando i coefficienti
correttivi riportati nell’allegato 3.

TITOLO IICARNI BOVINE

Art. 9.

Comunicazione dei prezzi

1. La comunicazione dei prezzi rilevati e’ trasmessa dai
responsabili degli stabilimenti o dalle persone fisiche o giuridiche
interessate direttamente al Ministero, in forma elettronica (a mezzo
posta elettronica all’indirizzo dedicato
prezzicarcasse@politicheagricole.gov.it, o web attraverso apposito
applicativo del Sistema Informativo Agricolo Nazionale – SIAN o altro
sistema informatico) ed in via eccezionale a mezzo telefax al
seguente numero: 06 4665 6143. Le comunicazioni devono pervenire
entro e non oltre le ore 13 del martedi’ successivo alla settimana di
riferimento (che decorre dal lunedi’ alla domenica). La medesima
comunicazione e’ inviata anche alla Camera di Commercio competente
per territorio.
2. Sulla base delle comunicazioni di cui al comma 1, il Ministero
provvede all’elaborazione dei prezzi medi nazionali da comunicare
alla Commissione, ai sensi dell’art. 36 del regolamento (CE) n.
1249/2008.
3. Le Camere di Commercio, sulla base delle comunicazioni di cui al
comma 1, provvedono a diffondere i prezzi tramite le apposite
mercuriali od ogni altro mezzo utile di divulgazione.
4. I responsabili degli stabilimenti compilano e tengono a
disposizione degli organi di controllo un riepilogo settimanale delle
macellazioni con relativa documentazione contabile, dalla quale
risulta la classificazione delle carcasse bovine ed i relativi prezzi
rilevati. Analoga registrazione e’ effettuata anche dalle persone
fisiche o giuridiche che fanno procedere annualmente alla
macellazione di almeno 10.000 capi di bovini adulti.

TITOLO IICARNI BOVINE

Art. 10.

Controlli

1. I controlli sull’accertamento delle operazioni di
classificazione delle carcasse bovine, sull’operato dei
classificatori, nonche’ sulla rilevazione dei prezzi di mercato da
parte dei responsabili degli stabilimenti, sono svolti senza
preavviso dalle Regioni e Province autonome, ai sensi del presente
decreto e del decreto ministeriale 6 maggio 1996, n. 482, pubblicato
nella Gazzetta Ufficiale n. 218 del 17 settembre 1996, secondo le
modalita’ previste dagli articoli 11 e 12 del regolamento (CE) n.
1249/2008 e gli indirizzi di cui al successivo art. 11, con frequenza
pari ad almeno:
due volte per trimestre, su un numero non inferiore a 40 carcasse,
in tutti gli stabilimenti che, in media annuale, macellano piu’ di 75
bovini adulti per settimana;
una volta a semestre, su un numero non inferiore a 20 carcasse, in
tutti gli stabilimenti che, in media annuale, macellano meno di 75
bovini adulti per settimana, non in deroga ai sensi dell’art. 4.
2. Per tutti gli stabilimenti in deroga ai sensi dell’art. 4, i
controlli vengono effettuati una volta all’anno, al fine di
verificare la sussistenza delle condizioni di deroga.
3. Il Ministero puo’ effettuare presso gli stabilimenti la
supervisione dei controlli concertata con le Regioni, comprendente
anche prove individuali nei confronti degli esperti classificatori.
4. I responsabili delle inadempienze agli obblighi di
classificazione e rilevazione dei prezzi di mercato delle carcasse
bovine sono assoggettati alle sanzioni previste dalla legge 8 luglio
1997, n. 213 e successive modificazioni ed integrazioni.

TITOLO IICARNI BOVINE

Art. 11.

Indirizzi sui controlli

1. Il Ministero provvede a diramare gli indirizzi e le procedure
per l’organizzazione e l’effettuazione dei controlli sulla base delle
risultanze di un «Gruppo di lavoro», costituito da un rappresentante
del Ministero, con funzioni di coordinamento, e da quattro esperti
regionali designati dalla Conferenza permanente per i rapporti tra lo
Stato, le Regioni e le Province autonome di Trento e Bolzano.
2. Il Gruppo di cui al comma precedente puo’ avvalersi di tecnici
di comprovata esperienza in materia di classificazione delle carcasse
bovine.

TITOLO IIICARNI SUINE

Art. 12.

Classificazione delle carcasse di suino

1. Ai sensi dell’art. 20 del Regolamento (CE) n. 1249/2008 della
Commissione, tutti gli stabilimenti classificano e identificano le
carcasse suine secondo la tabella comunitaria stabilita all’allegato
V, parte B del regolamento (CE) n. 1234/2007 del Consiglio.

TITOLO IIICARNI SUINE

Art. 13.

Deroghe ed esenzioni

1. Gli stabilimenti che macellano, in media annuale, meno di 200
suini alla settimana, possono ottenere una deroga dall’obbligo della
classificazione previa apposita richiesta, da redigere sulla base del
modello di cui all’allegato 1, da far pervenire all’indirizzo
indicato all’art. 4, comma 1.
2. Sulla base della richiesta di deroga di cui al comma 1, il
Ministero valuta l’opportunita’ della concessione del nulla osta.
3. Sono esentati dagli obblighi prescritti all’art. 12 gli
stabilimenti in cui i suini nascono, sono allevati, macellati e
sezionati nell’ambito della stessa impresa.

TITOLO IIICARNI SUINE

Art. 14.

Carcassa di riferimento

1. Ai sensi dell’allegato V, parte B, del regolamento (CE) n.
1234/2007 del Consiglio, la carcassa di riferimento di suino e’
definita come il corpo di un suino macellato, dissanguato e svuotato,
intero o diviso a meta’, senza la lingua, le setole, le unghie, gli
organi genitali, la sugna, i rognoni e il diaframma.
2. Fatta salva la presentazione di riferimento di cui al comma 1,
in Italia le carcasse di suino devono essere presentate, al momento
della pesata e della classificazione, con la sugna.
3. La misurazione fisica del tenore di carne magra delle carcasse
deve essere effettuata, al momento della pesata, secondo i metodi
descritti nell’allegato 4, per determinare l’appartenenza alle classi
commerciali previste dall’allegato V, parte B, punto II del
regolamento (CE) n. 1234/2007, di seguito riportate:

=====================================================================
Carne magra stimata in percentuale del peso della carcassa | Classe
=====================================================================
55 o piu’ | E
50 fino a meno di 55 | U
45 fino a meno di 50 | R
40 fino a meno di 45 | O
meno di 40 | P

TITOLO IIICARNI SUINE

Art. 15.

Categorie di animali e identificazione

1. Dopo la classificazione le carcasse sono marcate con lettere
maiuscole indicanti la categoria di peso (H=heavy, pesante o L=light,
leggero) e la classe di carnosita’ (E, U, R, O, P) o, in alternativa,
con la lettera indicante la categoria di peso seguita dalla
percentuale di carne magra.
2. La marcatura deve essere effettuata sulla cotenna a livello
della zampa posteriore o del prosciutto, mediante inchiostro
indelebile e termoresistente. Le lettere o le cifre devono essere ben
visibili ed avere un’altezza di almeno 2 cm.
3. Qualora si volesse procedere alla identificazione tramite
etichetta, e’ necessario richiedere la preventiva autorizzazione al
Ministero, sulla base del modello di cui all’allegato 2.

TITOLO IIICARNI SUINE

Art. 16.

Rilevazione dei prezzi

1. I responsabili degli stabilimenti, ad eccezione di quelli che
operano per conto terzi, provvedono alla rilevazione dei prezzi di
mercato delle carcasse suine classificate a termini della tabella
comunitaria, secondo le disposizioni del regolamento (CE) n.
1249/2008 della Commissione, del presente decreto e della circolare
30 giugno 2003, n. 2.
2. I prezzi sono determinati sulla base di quelli pagati, franco
macello e al netto dell’imposta sul valore aggiunto, ai fornitori
delle carcasse suine, classificate secondo le classi commerciali
stabilite dalla tabella di classificazione e rapportate alla
presentazione di riferimento.
3. Al fine di fissare i prezzi delle carcasse di suini secondo
criteri comparabili basati su peso morto freddo e percentuale di
carne magra, il peso a caldo della carcassa, cosi’ come definita
all’art. 14, e’ calcolato applicando l’equazione e i coefficienti
riportati in allegato 5. Il peso a freddo e’ ottenuto detraendo il 2%
del peso a caldo della carcassa, misurato entro i primi 45 minuti
dalla giugulazione dell’animale. Se il periodo di 45 minuti viene
superato, la detrazione del 2% deve essere diminuita dello 0,1% per
quarto d’ora supplementare di ritardo.

TITOLO IIICARNI SUINE

Art. 17.

Comunicazioni

1. La comunicazione dei prezzi medi rilevati, suddivisi per
categorie di suino leggero e pesante, e’ trasmessa dai responsabili
degli stabilimenti direttamente al Ministero in forma elettronica (a
mezzo posta elettronica all’indirizzo dedicato
prezzicarcasse@politicheagricole.it, o web attraverso apposito
applicativo del Sistema Informativo Agricolo Nazionale – SIAN o altro
sistema informatico) ed in via eccezionale a mezzo telefax al
seguente numero: 06 4665 6143. Le comunicazioni devono pervenire
entro e non oltre le ore 13 del martedi’ successivo alla settimana di
riferimento (che decorre dal lunedi’ alla domenica). La medesima
comunicazione e’ inviata anche alla Camera di Commercio competente
per territorio.
2. Sulla base delle comunicazioni di cui al comma 1, il Ministero
provvede all’elaborazione dei prezzi medi nazionali da comunicare
alla Commissione, ai sensi dell’art. 36 del regolamento (CE) n.
1249/2008, per le seguenti categorie di animali e relative classi di
qualita’:
categoria di suino pesante: classe R;
categoria di suino leggero: classe E;
categoria di suinetto di peso medio vivo di circa 20 kg.
3. Le Camere di Commercio, sulla base delle comunicazioni di cui al
comma 2, provvedono a diffondere i prezzi tramite le apposite
mercuriali od ogni altro mezzo utile di divulgazione.

TITOLO IIICARNI SUINE

Art. 18.

Controlli

1. I controlli per l’accertamento della corretta applicazione delle
operazioni di classificazione e di rilevazione dei prezzi delle
carcasse suine sono svolti dal Ministero e dalle Regioni e Province
autonome, secondo le modalita’ previste dall’art. 24 del regolamento
(CE) n. 1249/2008 e gli indirizzi di cui al successivo art. 19.
2. I controlli di cui al comma 1 sono eseguiti senza preavviso,
almeno due volte per trimestre in tutti i macelli che abbattono in
media annuale un numero pari o superiore a 200 suini alla settimana.
3. Per tutti gli stabilimenti in deroga, ai sensi dell’art. 13, i
controlli vengono effettuati una volta all’anno al fine di verificare
la sussistenza delle condizioni di deroga.
4. Il Ministero con proprio decreto puo’ affidare le attivita’ di
controllo di cui al comma 2 ad Organismi terzi al fine di rendere le
stesse attivita’ organiche ed omogenee su tutto il territorio
nazionale. In tal senso valgono le disposizioni del decreto
ministeriale decreto ministeriale 8 ottobre 2007 con le quali e’
previsto di avvalersi degli Istituti Nord Est Qualita’, Parma
Qualita’ e Calabria Qualita’.
5. Il Ministero, di concerto con le Regioni e Province autonome,
puo’ effettuare supervisioni sulle attivita’ di controllo espletate
dagli Istituti di cui al comma 4.

TITOLO IIICARNI SUINE

Art. 19.

Indirizzi sui controlli

1. Il Ministero provvede a diramare gli indirizzi e le procedure
per l’organizzazione e l’effettuazione dei controlli sulla base delle
risultanze di un «Gruppo di lavoro», costituito da un rappresentante
del Ministero, con funzioni di coordinamento, e da quattro esperti
regionali designati dalla Conferenza permanente per i rapporti tra
Stato, Regioni e le Province autonome di Trento e Bolzano.
2. Il Gruppo di cui al comma precedente puo’ avvalersi di tecnici
di comprovata esperienza in materia di classificazione delle carcasse
suine.
I decreti ministeriali 4 maggio 1998, n. 298 e 11 luglio 2002
recanti, rispettivamente, disposizioni per la classificazione delle
carcasse di bovini adulti e di suini, sono abrogati.
Il presente decreto sara’ trasmesso alla Corte dei conti per la
registrazione ed entra in vigore il giorno successivo a quello della
sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana.
Roma, 8 maggio 2009

Il Ministro : Zaia

Registrato alla Corte dei conti il 19 giugno 2009
Ufficio di controllo atti Ministeri delle attivita’ produttive,
registro n. 3, foglio n. 17

TITOLO IIICARNI SUINE

Allegato 1

—-> Vedere Allegato a pag. 9 <---- TITOLO IIICARNI SUINE Allegato 2 ----> Vedere Allegato a pag. 10 <---- TITOLO IIICARNI SUINE Allegato 3 ----> Vedere Allegato a pag. 11 <---- TITOLO IIICARNI SUINE Allegato 4 ----> Vedere Allegato a pag. 12 <---- TITOLO IIICARNI SUINE Allegato 5 ----> Vedere Allegato a pag. 13 <----

MINISTERO DELLE POLITICHE AGRICOLE ALIMENTARI E FORESTALI – DECRETO 8 maggio 2009

Edilone.it