MINISTERO DELLE POLITICHE AGRICOLE ALIMENTARI E FORESTALI - DECRETO 4 dicembre 2008 | Edilone.it

MINISTERO DELLE POLITICHE AGRICOLE ALIMENTARI E FORESTALI – DECRETO 4 dicembre 2008

MINISTERO DELLE POLITICHE AGRICOLE ALIMENTARI E FORESTALI - DECRETO 4 dicembre 2008 - Modifica del decreto 20 dicembre 2006, recante disciplina della Camera nazionale arbitrale in agricoltura. (GU n. 51 del 3-3-2009 )

MINISTERO DELLE POLITICHE AGRICOLE ALIMENTARI E FORESTALI

DECRETO 4 dicembre 2008

Modifica del decreto 20 dicembre 2006, recante disciplina della
Camera nazionale arbitrale in agricoltura.

IL MINISTRO DELLE POLITICHE AGRICOLE
ALIMENTARI E FORESTALI

Visto il decreto legislativo 29 marzo 2004, n. 99 che, all’art. 16,
comma 3, reca disposizioni concernenti la disciplina della Camera
arbitrale in agricoltura;

Visto il decreto ministeriale 5 agosto 2004, pubblicato nella
Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana n. 191 del 16 agosto
2004, riguardante, tra l’altro, l’inserimento della clausola
arbitrale nell’ambito delle determinazioni relative alle domande
della PAC;

Visto il decreto ministeriale 20 dicembre 2006, pubblicato nella
Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana n. 43 del 21 febbraio
2007, recante disciplina della Camera nazionale arbitrale in
agricoltura;

Considerata la necessita’ di modificare talune previsioni del
decreto ministeriale 20 dicembre 2006, al fine di semplificare le
procedure di funzionamento;

Decreta:

Art. 1.

Competenze della Camera arbitrale

1. All’art. 3, comma 3, lettera i) del decreto ministeriale 20
dicembre 2006 sono abrogate le parole da «riceve in deposito i
compensi» a «sino al presente decreto».

Art. 2.

Arbitro unico

1. All’art. 6 del decreto ministeriale 20 dicembre 2006 sono
aggiunti alla fine i seguenti commi:

«3. Quando il valore della controversia non supera i 100.000 euro,
si fa luogo a procedimento arbitrale da esperirsi davanti ad un
arbitro unico.

4. La Camera arbitrale provvede all’insediamento dell’arbitro
unico.

5. Per le controversie sino a 20.000 euro sono esperibili
alternativamente la procedura monocratica di cui al presente articolo
o la procedura conciliativa di cui agli articoli 42 e seguenti».

Art. 3.

Collegio arbitrale. Pluralita’ delle parti

1. All’art. 7, comma 3, del decreto ministeriale 20 dicembre 2006
e’ aggiunto alla fine il seguente capoverso: «In ogni caso il numero
degli arbitri di parte privata ed il numero di parte pubblica devono
essere uguali».

Art. 4.

Responsabilita’ dell’arbitro

1. All’art. 16, comma 2, del decreto ministeriale 20 dicembre 2006
le parole «dal comma 2» sono sostituite con le parole «dal comma 1».

Art. 5.

Clausola compromissoria

1. L’art. 17 del decreto ministeriale 20 dicembre 2006 e’
sostituito dal seguente:

«Art. 17 (Clausola compromissoria). – 1. Agea e gli organismi
pagatori regionali convenzionati provvedono all’inserimento della
clausola compromissoria nei bandi ed atti di erogazione delle risorse
comunitarie.

2. La clausola compromissoria ha il seguente contenuto: “Ogni
controversia relativa alla validita’, interpretazione, esecuzione del
presente atto e’ devoluta al giudizio arbitrale ovvero alla procedura
conciliativa in conformita’ alle determinazioni del decreto del
Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali 20 dicembre
2006, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale del 27 febbraio 2007 e
successive modificazioni ed integrazioni, che le parti dichiarano
espressamente di conoscere ed accettare”.

3. La clausola sottoscritta cessa di avere efficacia in presenza
dei seguenti casi:
a) esistenza di notizia di reato relativa ai fatti oggetto della
domanda di arbitrato;
b) pendenza di procedimento penale qualora, per la decisione del
collegio arbitrale, siano rilevanti i fatti oggetto del procedimento
stesso;
c) formalizzazione della scheda di irregolarita’ di cui all’art. 3
del regolamento CE n. 1848/06 relativa ai fatti oggetto della domanda
di arbitrato;
d) formalizzazione della scheda di irregolarita’ di cui all’art. 3
del regolamento CE n. 595/91 (di cui alle posizioni inserite nel
registro debitori) relativa ai fatti oggetto della domanda di
arbitrato;
e) vigenza del provvedimento di sospensione ai sensi dell’art. 33,
comma 1, del decreto legislativo 18 maggio 2001, n. 228.

4. La clausola arbitrale riprende ad avere efficacia qualora
vengano meno le condizioni sospensive di cui al comma 3».

Art. 6.

Compromesso

1. All’art. 18 del decreto ministeriale 20 dicembre 2006 e’
aggiunto alla fine il seguente comma:

«5. Il soggetto pagatore non aderisce al compromesso in presenza
delle condizioni di cui all’art. 17, comma 3, nonche’ in presenza di
procedimenti pendenti di primo grado qualora l’avvocato patrocinante
dichiari che lo stato della causa non consente utilmente l’abbandono
del giudizio in corso».

Art. 7.

Introduzione della domanda arbitrale
Adempimenti finanziari

1. L’art. 20 del decreto ministeriale 20 dicembre 2006 e’
sostituito dal seguente:

«Art. 20 (Introduzione della domanda arbitrale. Adempimenti
finanziari). – 1. La parte interessata deposita presso la Camera
arbitrale istanza sottoscritta che dovra’ contenere, oltre la nomina
del proprio arbitro:
a) generalita’ del ricorrente ed elezione di domicilio;
b) convenzione arbitrale, indicazione della controparte, richiesta
di giudizio arbitrale;
c) esposizione esaustiva dei fatti, formulazione dei quesiti ed
indicazione del valore della controversia;
d) indicazione dei mezzi di prova e documenti a sostegno della
domanda;
e) indicazione del difensore ove nominato e procura alle liti.

2. La domanda di arbitrato e’ inviata alla Camera in originale,
assicurando modalita’ certe di ricezione della stessa.

3. Contemporaneamente alla sottoscrizione del lodo, il collegio
arbitrale determina il compenso dovuto e quantifica le spese
sopportate. Il segretario del collegio comunica alle parti la
richiesta.

4. Il collegio applica gli onorari del procedimento in ragione del
tariffario della Camera arbitrale, definito con decreto del direttore
della Camera in attuazione della legge 4 agosto 2006, n. 248, con
riferimento al tariffario di cui al decreto ministeriale 8 aprile
2004, n. 127 e successive modificazioni ed integrazioni, in relazione
ai minimi previsti, diminuiti del 20%. Gli onorari sono cosi’
ripartiti:
a) onorari e spese degli arbitri;
b) onorari e spese dell’eventuale perito d’ufficio, da considerare
quali oneri da aggiungersi agli onorari del collegio, calcolati sulla
base del tariffario della Camera arbitrale definito con decreto del
direttore, con riferimento ai minimi tariffari delle specifiche
tariffe professionali, diminuite del 20%;
c) oneri per l’amministrazione della procedura.

5. Il mancato versamento delle spese a cura di una parte puo’
consentire all’altra parte di provvedervi, fermo restando che le
somme erogate verranno portate a credito nel lodo finale.

6. Il collegio provvede, tramite il segretario, a tutti gli
adempimenti amministrativi o contabili necessari, versando le somme
eventualmente percepite dalle parti presso istituti di credito o
deposito di valori autorizzati. Il segretario deposita presso la
Camera arbitrale tutta la documentazione giustificativa delle spese
sostenute. Le parti possono visionare la documentazione ed estrarne
copia.

7. I membri del collegio e gli eventuali periti d’ufficio, a
conclusione del giudizio sono tenuti a versare, a titolo di rimborso
spese alla Camera arbitrale, il cinque per cento dei propri compensi.
Il segretario provvede a tale adempimento prima della definitiva
chiusura della procedura.

8. Il compenso del segretario, pari all’otto per cento dell’importo
complessivo dovuto al collegio arbitrale per onorario, e’ aggiunto a
questo importo.

9. Le domande proposte in via subordinata o alternativa non
concorrono a formare il valore della controversia; vi concorrono
invece le domande riconvenzionali.

10. Le incombenze fiscali sono assolte sull’originale depositato
presso la Camera arbitrale.».

Art. 8.

Dichiarazione di indipendenza degli arbitri
Insediamento del collegio arbitrale e primi adempimenti

1. All’art. 22, comma 5, la lettera c) e’ integrata con le parole
«quale condizione di procedibilita’».

Art. 9.

Transazione nel corso del giudizio

1. All’art. 28, comma 3, e’ abrogato l’ultimo capoverso.

Il presente decreto sara’ trasmesso al competente organo di
controllo per la registrazione e sara’ pubblicato nella Gazzetta
Ufficiale della Repubblica italiana.
Roma, 4 dicembre 2008
Il Ministro : Zaia
Registrato alla Corte dei conti il 23 gennaio 2009
Ufficio di controllo atti Ministeri delle attivita’ produttive,
registro n. 1, foglio n. 10

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