MINISTERO DELLE POLITICHE AGRICOLE ALIMENTARI E FORESTALI - DECRETO 25 gennaio 2007 | Edilone.it

MINISTERO DELLE POLITICHE AGRICOLE ALIMENTARI E FORESTALI – DECRETO 25 gennaio 2007

MINISTERO DELLE POLITICHE AGRICOLE ALIMENTARI E FORESTALI - DECRETO 25 gennaio 2007 - Recepimento della decisione della Commissione U.E. n. 2006/749/CE del 31 ottobre 2006, concernente le misure fitosanitarie d'emergenza contro la propagazione dell'organismo nocivo Pseudomonas solanacearum (Smith) Smith, per quanto riguarda l'Egitto. (GU n. 66 del 20-3-2007)

MINISTERO DELLE POLITICHE AGRICOLE ALIMENTARI E FORESTALI

DECRETO 25 gennaio 2007

Recepimento della decisione della Commissione U.E. n. 2006/749/CE del
31 ottobre 2006, concernente le misure fitosanitarie d’emergenza
contro la propagazione dell’organismo nocivo Pseudomonas solanacearum
(Smith) Smith, per quanto riguarda l’Egitto.

IL MINISTRO DELLE POLITICHE AGRICOLE ALIMENTARI E FORESTALI

Vista la direttiva del Consiglio dell’8 maggio 2000, n. 2000/29/CE
concernente le misure di protezione contro l’introduzione negli Stati
membri di organismi nocivi ai vegetali o ai prodotti vegetali e
successive modificazioni;
Visto il decreto legislativo 19 agosto 2005, n. 214 pubblicato nel
supplemento ordinario n. 169/L alla Gazzetta Ufficiale n. 248 del
24 ottobre 2005, concernente le misure di protezione contro
l’introduzione e la diffusione nella Comunita’ di organismi nocivi ai
vegetali o ai prodotti vegetali;
Vista la decisione della Commissione n. 2006/749/CE del 31 ottobre
2006 recante modifica della decisione n. 2004/4/CE del 22 dicembre
2003 che autorizza gli Stati membri ad adottare, a titolo
provvisorio, misure d’emergenza contro la propagazione dello
Pseudomonas solanacearum (Smith) Smith, causa del marciume bruno
della patata, per quanto riguarda l’Egitto;
Acquisito il parere favorevole del Comitato fitosanitario
nazionale, di cui all’art. 52 del decreto legislativo 19 agosto 2005,
n. 214 espresso nella seduta del 30 ottobre 2006;
Acquisito il parere favorevole della Conferenza permanente per i
rapporti tra lo Stato, le Regioni e le Provincie autonome di Trento e
di Bolzano, espresso nella seduta del 25 gennaio 2007;

Decreta:

Art. 1.

Finalita’

1. Le patate da consumo di Solanum tuberosum L. originarie
dell’Egitto possono essere introdotte nel territorio della Repubblica
italiana a condizione che siano rispettati i requisiti previsti nel
presente decreto.
2. Le patate di cui al comma 1 provengono dalle «zone indenni da
organismi nocivi», definite ai sensi dell’art. 2, a condizione che
siano rispettate le misure di cui al successivo art. 3, applicabili
ai tuberi coltivati in dette zone. A tali fini e’ verificato l’elenco
delle «zone indenni da organismi nocivi» riconosciute, comprendente i
dati di identificazione, comunicato dalla Commissione europea e
relativo al riconoscimento da parte dell’Egitto di dette zone.
3. Le disposizioni di cui ai commi precedenti sono valide per la
campagna d’importazione 2006/2007. Dette misure, inoltre, cessano di
essere applicate quando la Commissione U.E. notifica agli Stati
membri che sono state confermate n. 6 intercettazioni del batterio
Pseudomonas solanacearum (Smith) Smith in partite di patate
introdotte nella Comunita’, e che le intercettazioni hanno dimostrato
che il metodo d’identificazione delle «zone indenni da organismi
nocivi» o le procedure di sorveglianza ufficiale in Egitto non sono
stati sufficienti a prevenire il rischio di introduzione del batterio
in questione nella Comunita’.

Art. 2.

Definizioni delle zone di coltivazione delle patate egiziane

1. Ai fini del presente decreto:
a) per «zona indenne da organismi nocivi» si intende la zona
riconosciuta in Egitto ove sono state prodotte le patate destinate ad
essere introdotte nella Comunita’ conformemente alle «Norme
internazionali FAO per le misure fitosanitarie, n. 4: sorveglianza
degli organismi nocivi – condizioni per l’istituzione di zone indenni
da organismi nocivi», in particolare il punto 2.3;
b) per «zona» riconosciuta si intende un «settore» (unita’
amministrativa gia’ costituita comprendente un gruppo di «bacini») o
un «bacino» (unita’ irrigua) ed essa e’ identificata con il suo
numero di codice individuale ufficiale.

Art. 3.

Requisiti richiesti

1. Ai fini di quanto disposto all’art. 1 del presente decreto, si
devono rispettare le misure d’emergenza seguenti, oltre ai requisiti
fissati per le patate nelle parti A e B degli allegati I, II e IV del
decreto legislativo 19 agosto 2005, n. 214, fatta eccezione per i
requisiti di cui all’allegato IV, parte A, sezione I, punto 25.8.
2. Le patate da consumo destinate ad essere introdotte nel
territorio della Repubblica italiana devono essere state in Egitto:
a) ottenute da patate, di origine comunitaria diretta o ottenute
in precedenza da tali patate, prodotte in una «zona indenne da
organismi nocivi» riconosciuta secondo quanto disposto all’art. 1
che, immediatamente prima di essere piantate, sono state sottoposte
ad analisi ufficiali effettuate secondo il metodo di prove della
Comunita’ di cui al decreto ministeriale 23 febbraio 2000 per
individuare un’eventuale infezione latente e sono risultate indenni
dallo Pseudomonas solanacearum (Smith) Smith in tali analisi;
b) sottoposte a ispezioni ufficiali sul campo durante il ciclo
vegetativo per individuare eventuali sintomi del marciume bruno della
patata causato dallo Pseudomonas solanacearum (Smith) Smith e
risultate esenti da questi sintomi in tali ispezioni; poco prima
della raccolta e’ prelevato un campione di 500 tuberi per 5 feddan
(acri) o un campione di 200 tuberi per feddan (acro) o relativa
frazione per i campi di patate piu’ piccoli al fine di effettuare
esami di laboratorio, comprendenti una prova d’incubazione e
un’ispezione visiva di tuberi tagliati per individuare eventuali
sintomi del marciume bruno della patata causato dallo Pseudomonas
solanacearum (Smith) Smith e risultate esenti da questi sintomi in
tali ispezioni;
c) trasportate in centri di condizionamento ufficialmente
riconosciuti dalle Autorita’ egiziane per il trattamento esclusivo di
patate ammesse ad essere esportate nella Comunita’ durante la
campagna 2006/2007 e, al loro arrivo al centro di condizionamento
riconosciuto devono essere:
accompagnate da documenti che hanno scortato il carico dal
campo di raccolta, attestanti l’origine del carico secondo le zone di
cui all’art. 2;
sottoposte a ispezioni ufficiali su campioni di tuberi tagliati
per individuare eventuali sintomi del marciume bruno della patata
causato dallo Pseudomonas solanacearum (Smith) Smith e risultate
esenti da questi sintomi in tali ispezioni, effettuate secondo un
tasso di campionamento del 10% di sacchi e di 40 tuberi per sacco per
i sacchi da 70 kg o equivalenti e del 50% di sacchi e di 40 tuberi
per sacco per i contenitori da 1 o 1,5 tonnellate;
ufficialmente controllate dal momento del loro arrivo al centro
di condizionamento fino al loro imballaggio sigillato ai sensi del
punto 4., lettera f) del presente articolo.
3. L’elenco dei centri di condizionamento ufficialmente
riconosciuti dalle Autorita’ egiziane e’ trasmesso alla Commissione
U.E.
4. Al termine dell’imballaggio dei sacchi nel centro di
condizionamento le patate sono:
a) sottoposte ad ispezioni ufficiali su campioni di tuberi per
individuare eventuali sintomi del marciume bruno della patata causato
dallo Pseudomonas solanacearum (Smith) Smith e risultate esenti da
questi sintomi in tali ispezioni, effettuate secondo un tasso di
campionamento del 2% di sacchi per ciascuna spedizione e di 30 tuberi
ispezionati per sacco;
b) ufficialmente ispezionate al porto di spedizione,
immediatamente prima dell’esportazione verso la Comunita’, su un
campione di 400 originari da ogni zona indenne dal parassita
prelevato da almeno dieci sacchi per zona indenne;
c) sottoposte ad analisi ufficiali per individuare un’eventuale
infezione latente in campioni prelevati da ciascuna spedizione;
durante il periodo di esportazione occorre prelevare almeno un
campione per bacino o settore e rappresentato nella spedizione; vanno
prelevati in ogni caso almeno cinque campioni da sottoporre ad
analisi di laboratorio secondo il sistema di prove della Comunita’ di
cui al decreto ministeriale 23 febbraio 2000, e sono risultate
indenni dallo Pseudomonas solanacearum (Smith) Smith in tali analisi;
d) oggetto di un avviso ufficiale di sospensione di ulteriori
trattamenti durante la preparazione per la spedizione verso la
Comunita’ dal relativo bacino, qualorale ispezioni e/o le prove di
cui all’art. 3 facciano sospettare la presenza di Pseudomonas
solanacearum (Smith) Smith, sino a quando non viene smentito ogni
sospetto di infezione;
e) contestualmente al suddetto avviso ufficiale di sospensione,
viene designata una zona cuscinetto intorno al bacino relativo alla
presenza sospetta dell’infezione, a meno che non vi sia una barriera
fisica naturale (il deserto nel caso dei pivot). Non vengono
esportate patate dalla relativa zona cuscinetto sino a quando non
viene smentito ogni sospetto di infezione. Le dimensioni della zona
cuscinetto sono fissate in funzione del rischio di ulteriore
diffusione di Pseudomonas solanacearum (Smith) Smith dalla zona
indenne suddetta. Le informazioni sull’identificazione del suddetto
bacino e della relativa zona cuscinetto mediante il numero di codici
individuale ufficiale, come pure i risultati definitivi dell’analisi
sono comunicati immediatamente alla Commissione;
f) raccolte, manipolate e insaccate separatamente, compresa
l’utilizzazione normalmente separata di macchinari, bacino per
bacino, ove possibile, e in ogni caso per zona;
g) chiaramente etichettate su ciascun sacco sigillato, sotto il
controllo delle competenti Autorita’ egiziane, con un’indicazione
indelebile del rispettivo numero di codice ufficiale quale figura
nell’elenco delle zone indenni da organismi nocivi riconosciute,
compilato ai sensi dell’art. 1, comma 2 del presente decreto, e del
numero del lotto corrispondente;
h) preparate in lotti, costituiti ciascuno unicamente da patate
raccolte in un’unica zona ai sensi dell’art. 2;
i) accompagnate dal certificato fitosanitario, di cui agli
articoli 36 e 37 del decreto legislativo 19 agosto 2005, n. 214, con
indicazione del numero di lotto nella sezione «Marchi di
riconoscimento» nonche’ del numero di codice ufficiale di cui al
precedente punto f) nella sezione «Dichiarazioni supplementari».
Nella stessa sezione sono ugualmente indicati il numero di lotto dal
quale e’ stato prelevato un campione, ai fini delle ispezioni
ufficiali sopradescritte, come pure la dichiarazione ufficiale che le
analisi sono state effettuate;
i) esportate da un esportatore ufficialmente registrato, il cui
nome o marchio e’ indicato su ciascuna spedizione. L’elenco degli
esportatori ufficialmente registrati e’ fornito alla Commissione U.E
dalle Autorita’ fitosanitarie egiziane anteriormente al 1° gennaio
2007.

Art. 4.

Adempimenti dei Servizi fitosanitari regionali

1. I tuberi di Solanum tuberosum L. originari dell’Egitto possono
essere introdotti attraverso i punti di entrata portuali di cui
all’allegato VIII, punto 1, lettera b) del decreto legislativo
19 agosto 2005, n. 214.
2. Tutti gli acquirenti commerciali od altri, ai sensi dell’art. 19
del decreto legislativo 19 agosto 2005, n. 214, comunicano, ai sensi
del comma 3, dell’art. 39 del citato decreto legislativo con un
preavviso di almeno due giorni lavorativi l’arrivo della merce, ai
Servizi fitosanitari regionali del punto di entrata, l’arrivo delle
spedizioni di patate nonche’ le relative quantita’.
3. Nel punto di entrata le patate sono sottoposte alle ispezioni,
previste agli articoli da 36 a 41 del decreto legislativo 19 agosto
2005, n. 214, mediante controlli effettuati su campioni di tuberi,
ciascuno composto da almeno 200 tuberi prelevati da ciascun lotto
della spedizione o, se il lotto supera 25 tonnellate, da ogni 25
tonnellate o relativa frazione del lotto.
4. Qualora i campionamenti vengano effettuati da personale non
appartenente ai ruoli dei Servizi fitosanitari regionali e’
necessario che detto personale sia in possesso di sufficienti
requisiti tecnici e venga appositamente addestrato, dandone
comunicazione al Servizio fitosanitario centrale.
5. Ogni lotto della spedizione sottoposto a controllo visivo
mediante il taglio dei tuberi che costituiscono il campione, e’
tenuto separato sotto il controllo dei Servizi fitosanitari regionali
e non puo’ essere commercializzato o utilizzato fintantoche’ non sia
accertato che tali esami non abbiano rivelato ne’ fatto sospettare la
presenza dello Pseudomonas solanacearum (Smith) Smith.
6. Inoltre, nel caso in cui, a seguito dei controlli di cui ai
commi precedenti, si riscontrino in un lotto sintomi tipici di detto
batterio o sintomi tali che facciano sospettare l’infezione, tutti i
lotti rimanenti della spedizione provenienti dallo stesso bacino
restano sotto il controllo dei Servizi fitosanitari fino all’esito
definitivo delle analisi.
7. Le analisi in questione sono effettuate secondo il sistema di
prove della Comunita’, di cui al decreto ministeriale 23 febbraio
2000; qualora sia confermata la presenza del batterio Pseudomonas
solanacearum (Smith) Smith il lotto da cui e’ stato prelevato il
campione e’ sottoposto ad una delle misure seguenti:
a) rifiuto del lotto o autorizzazione ad inviare i prodotti verso
una destinazione al di fuori della Comunita’, oppure
b) distruzione del lotto.
8. Dette analisi sono effettuate preferibilmente nei laboratori
appartenenti ai Servizi fitosanitari regionali o alle Istituzioni
scientifiche pubbliche convenzionate. In caso diverso e’ necessario
informare preventivamente il Servizio fitosanitario centrale,
indicando la denominazione del laboratorio individuato.
9. Per entrambe le misure di cui alle lettere a) e b) del comma 7,
tutti i lotti rimanenti della spedizione, provenienti dallo stesso
bacino sono sottoposti ad analisi conformemente a quanto descritto al
comma 7 del presente articolo. Si preleva un ulteriore campione di
200 tuberi per ogni lotto che e’ sottoposto alle analisi
asintomatiche di cui al precedente comma 7.
10. I Servizi fitosanitari regionali competenti per il punto di
entrata comunicano entro 48 ore, ai Servizi fitosanitari competenti
per la destinazione dei tuberi di Solanum tuberosum L. originari
dall’Egitto gli estremi delle ditte destinatarie ed i quantitativi
importati ed i relativi numeri di lotto.
11. I Servizi fitosanitari regionali che ricevono le comunicazioni
di cui all’art. 6, comma 5, comunicano a loro volta al Servizio
fitosanitario regionale competente l’arrivo dei tuberi di patata di
origine egiziana, nel caso la lavorazione non avvenga nel territorio
di loro competenza.
12. I Servizi fitosanitari regionali competenti per il territorio
ove avviene la lavorazione delle patate di origine egiziana
verificano il rispetto di quanto stabilito all’art. 6.

Art. 5.

Ulteriori ispezioni fitosanitarie dei Servizi fitosanitari regionali

1. Oltre alle ispezioni previste all’art. 4, i Servizi fitosanitari
regionali effettuano analisi intese ad individuare un’infezione
latente, secondo il sistema di prove stabilito nel decreto
ministeriale sopramenzionato. I campionamenti dovranno garantire che
per ognuna delle zone riconosciute a termini dell’art. 2, comma 1,
lettera b), siano esse settore o bacino, le relative produzioni in
arrivo siano sottoposte ad analisi almeno una volta nel corso della
campagna d’importazione.
2. Durante la stagione d’importazione, i Servizi fitosanitari
regionali prelevano almeno un campione per bacino, definito all’art.
2, secondo un tasso di campionamento di 200 tuberi per ciascun lotto.
Il campione selezionato per l’individuazione di un’infezione latente
viene inoltre sottoposto ad una ispezione dei tuberi tagliati. Per
ciascun campione analizzato e confermato positivo si deve mantenere e
conservare in condizioni adeguate ogni estratto residuo di patata.
3. Ogni lotto da cui sono stati prelevati i campioni resta sotto il
controllo dei Servizi fitosanitari e non puo’ essere commercializzato
o utilizzato fintantoche’ non sia accertato che l’analisi suddetta
abbia confermato l’assenza dello Pseudomonas solanacearum (Smith)
Smith. Gli altri lotti appartenenti allo stesso bacino, dopo essere
stati sottoposti al controllo visivo mediante taglio, possono essere
commercializzati.
4. In caso di conferma della presenza, il lotto da cui e’ stato
prelevato il campione e’ sottoposto ad una delle misure seguenti:
a) rifiuto del lotto o autorizzazione ad inviare i prodotti verso
una destinazione al di fuori della Comunita’, oppure
b) distruzione del lotto.
5. I Servizi fitosanitari regionali sono tenuti a notificare
immediatamente al Ministero delle politiche agricole alimentari e
forestali – Servizio fitosanitario centrale – i risultati delle
analisi che facciano sospettare o confermino la presenza del
batterio; tale comunicazione e’ effettuata sulla base di un risultato
positivo di una prova o di prove rapide di screening.
6. Il Servizio fitosanitario centrale provvedera’ a darne
comunicazione alla Commissione U.E.

Art. 6.

Adempimenti per coloro che introducono e commercializzano le patate
egiziane

1. Tutti gli acquirenti commerciali od altri, ai sensi dell’art. 19
del decreto legislativo 19 agosto 2005, n. 214, che introducono,
lavorano o commercializzano nel territorio nazionale patate egiziane,
adottano misure adeguate per lo smaltimento dei residui dopo il
condizionamento o la lavorazione delle patate, in modo da evitare la
diffusione del batterio in questione a seguito di un’eventuale
infezione latente.
2. In particolare gli acquirenti commerciali sopracitati sono
tenuti a comunicare, entro 48 ore dall’arrivo in azienda, ai Servizi
fitosanitari regionali competenti per territorio l’ubicazione degli
impianti di lavorazione, che devono avere un ciclo di lavorazione, od
un impianto di trattamento dei rifiuti, comprese le acque di
lavaggio, tale da escludere il rischio di diffusione di Pseudomonas
solanacearum (Smith) Smith.
3. I Servizi fitosanitari regionali, di cui al comma 2, verificano
che gli impianti di lavorazione abbiano i requisiti di cui al comma 1
e che gli acquirenti commerciali di cui al comma 1 appongano sugli
imballaggi delle patate un’etichetta con la seguente dicitura:
Patate da consumo – origine Egitto – vietata la semina», prima che
questi ultimi vengano avviati alla commercializzazione.
4. Gli acquirenti commerciali che lavorano e confezionano le patate
di origine egiziana, devono comunicare ai Servizi fitosanitari
competenti di cui al comma 2, le quantita’ di patate lavorate ed il
relativo numero di sacchi o imballaggi.
5. Gli acquirenti che si limitano a commercializzare patate di
origine egiziana non lavorate hanno l’obbligo di comunicare, entro 48
ore dalla spedizione, al Servizio fitosanitario regionale competente
per il proprio territorio gli estremi dei destinatari ed i
quantitativi inviati.
6. Gli importatori hanno l’obbligo di comunicare ai Servizi
fitosanitari regionali competenti per il punto di entrata l’esatta
destinazione delle patate introdotte. Detti Servizi fitosanitari
regionali debbono darne comunicazione ai Servizi fitosanitari
competenti per il punto di arrivo.

Art. 7.

Relazioni finali

1. I Servizi fitosanitari regionali inviano al Servizio
fitosanitario centrale del Ministero delle politiche agricole
alimentari e forestali entro il 31 luglio 2007 le seguenti
informazioni sulle quantita’ importate e gli esami ufficiali
effettuati:
a) una copia di ciasun certificato fitosanitario e degli allegati
che lo accompagnano;
b) per ciascun certificato, l’indicazione dei lotti che sono
stati campionati per essere testati per eventuali infezioni latenti;
c) per i campioni testati in laboratorio, l’indicazione dei lotti
nei quali i sintomi sospetti sono stati osservati durante la
preparazione dei coni prima delle analisi;
d) il numero totale di ispezioni visive effettuate su campioni
prelevati dai lotti di patate da consumo indicati sul certificato
fitosanitario, specificando il motivo per il quale il numero delle
ispezioni e’ differente dal numero dei lotti indicati dal certificato
fitosanitario;
e) nel caso in cui, a seguito delle ispezioni visive del
campione, alcuni tuberi con sintomi sospetti del marciume bruno sono
stati inviati al laboratorio, indicare il numero dei tuberi ed il
risultato dell’analisi;
f) informazioni relative alle misure prese ed ai controlli
effettuati per l’eliminazione degli scarti dopo il condizionamento o
la trasformazione delle patate;
g) ispezioni effettuate sulle patate egiziane durante la
commercializzazione;
h) ogni ulteriore informazione sulle osservazioni effettuate
durante le ispezioni alle patate da consumo egiziane.
2. Le informazioni di cui al comma precedente sono trasmesse
compilando la tabella predisposta dalla Commissione U.E. di cui al
modello allegato.
Il presente decreto sara’ inviato alla Corte dei conti per la
registrazione.
Il presente decreto sara’ pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della
Repubblica italiana.
Roma, 25 gennaio 2007
Il Ministro: De Castro

Registrato alla Corte dei conti il 21 febbraio 2007
Ufficio di controllo atti Ministeri delle attivita’ produttive,
registro n. 1, foglio n. 139

Allegato

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MINISTERO DELLE POLITICHE AGRICOLE ALIMENTARI E FORESTALI – DECRETO 25 gennaio 2007

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