MINISTERO DELLE POLITICHE AGRICOLE ALIMENTARI E FORESTALI - DECRETO 23 novembre 2010 | Edilone.it

MINISTERO DELLE POLITICHE AGRICOLE ALIMENTARI E FORESTALI – DECRETO 23 novembre 2010

MINISTERO DELLE POLITICHE AGRICOLE ALIMENTARI E FORESTALI - DECRETO 23 novembre 2010 - Determinazione dei crileri e delle modalita' per la realizzazione di progetti o programmi per lo sviluppo e la valorizzazione della qualita' e dell'innovazione di processo, nonche' per la concessione dei relativi contributi concernenti la filiera del settore florovivaistico. (11A00522) - (GU n. 15 del 20-1-2011 )

MINISTERO DELLE POLITICHE AGRICOLE ALIMENTARI E FORESTALI

DECRETO 23 novembre 2010

Determinazione dei crileri e delle modalita’ per la realizzazione di
progetti o programmi per lo sviluppo e la valorizzazione della
qualita’ e dell’innovazione di processo, nonche’ per la concessione
dei relativi contributi concernenti la filiera del settore
florovivaistico. (11A00522)

IL CAPO DIPARTIMENTO
delle politiche competitive del mondo rurale e della qualita’

Visto il Reg. CE n. 1857/2006 della Commissione del 15 dicembre
2006 relativo all’applicazione degli articoli 87 ed 88 del trattato
agli aiuti di Stato a favore delle piccole e medie imprese attive
nella produzione di prodotti agricoli e recante modifica del Reg.
70/2001 e in particolare gli articoli 14 e 15;
Visto il Regolamento (CE) n. 1998/2006 della Commissione, del 15
dicembre 2006, relativo all’applicazione degli articoli 87 e 88 del
trattato agli aiuti d’importanza minore (de minimis);
Visto il Reg. CE n. 800/2008 della Commissione del 6 agosto 2008
che dichiara alcune categorie di aiuti compatibili con il mercato
comune in applicazione degli articoli 87 e 88 del trattato
(regolamento generale di esenzione per categoria) e, in particolare,
l’art. 34, concernente aiuti alla ricerca e sviluppo nei settori
dell’agricoltura e della perca nonche’ l’allegato I recante la
definizione delle Piccole e Medie Imprese (PMI);
Vista la legge 7 agosto 1990, n. 241, concernente nuove norme in
materia di procedimento amministrativo e di diritto di accesso ai
documenti amministrativi, ed in particolare l’art. 12 che prevede la
determinazione dei criteri e della modalita’ per la concessione di
sovvenzioni, contributi, sussidi ed ausili finanziari;
Vista la legge 7 marzo 2003, n. 38, recante disposizioni in materia
di agricoltura, ed in particolare l’art. 1, lett. q) sulla
costituzione e il funzionamento di efficienti organizzazioni dei
produttori e delle loro forme associative;
Visto il decreto legislativo 18 maggio 2001, n. 228, concernente
l’orientamento e la modernizzazione del settore agricolo, a norma
dell’art. 7 della legge 5 marzo 2001, n. 57;
Visto il decreto legislativo 27 maggio 2005, n. 102, sulla
regolazione dei mercati agroalimentare, a norma dell’art. 1, comma 2,
lettera c), della legge 7 marzo 2003, n. 38;
Visto il decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 5 agosto
2005 pubblicato sulla G.U.R.I. n. 212 del 12 settembre 2005, recante
disposizioni per la costituzione dei tavoli di filiera e la stipula
delle intese, ed in particolare l’art. 1, comma 3;
Visto il decreto ministeriale n. 1872 del 27 ottobre 2005 recante
le disposizioni dei tavoli di filiera, sulla base delle designazioni
pervenute dagli organismi maggiormente rappresentativi a livello
nazionale nei settori della produzione, della trasformazione, del
commercio e della distribuzione dei prodotti agricoli ed
agroalimentare, presenti o rappresentati nel Consiglio nazionale
dell’economia e del lavoro;
Visto il DPCM 8 novembre 2005 recante disposizioni per la
costituzione del tavolo di filiera florovivaistico;
Visto il decreto ministeriale 121 del 24 febbraio 2006 con il quale
e’ stato istituito il tavolo di filiera florovivaistico;
Visto il comma 1084, art. 1 della legge del 27 dicembre 2006, n.
296 relativa alle disposizioni per la formazione del bilancio annuale
e pluriennale dello Stato (legge finanziaria 2007);
Visto il decreto del Presidente della Repubblica 22 luglio 2009, n.
129, recante regolamento di riorganizzazione del Ministero delle
politiche agricole alimentari e forestali;
Vista la legge del 22 dicembre 2008, n. 204 inerente: «Bilancio di
previsione dello Stato per l’anno 2009 e bilancio pluriennale per il
triennio 2009-2011»;
Vista la legge del 30 dicembre 2008, n. 303 concernente:
«Ripartizione in capitoli delle Unita’ previsionali di base relative
al bilancio di previsione dello Stato finanziario 2009» con le quali
si dotava il capitolo di spesa 7643 p.g. 1 – somme occorrenti per
l’attuazione dei piani nazionali di settore e del programma quadro
finalizzato a favorire la gestione forestale sostenibile e a
valorizzare la multifunzionalita’ degli ecosistemi forestali – (Fondi
2009) delle disponibilita’ finanziarie necessarie ai suddetti piani
di settore;
Vista la Direttiva del Ministro datata 16 febbraio 2010, n. 1337
registrata alla Corte dei Conti in data 9 marzo 2010, reg. n. 1,
foglio n. 142, sull’azione amministrativa e sulla gestione per l’anno
2010;
Vista la Direttiva Dipartimentale 15 aprile 2010, n. 2252
registrato all’UCB il 30 maggio 2010 al n. 1030 che ripartisce i
fondi per le Direzioni del Dipartimento delle politiche competitive
del mondo rurale e della qualita’ di questo Ministero;
Vista la Direttiva del Ministro datata 23 giugno 2010, n. 6212
registrata alla Corte dei Conti in data 22 luglio 2010, reg. n. 3,
foglio n. 283, di modifica alla Direttiva Generale del 18 febbraio
2010, sull’azione amministrativa e sulla gestione per l’anno 2010;
Visto il decreto ministeriale n. 10013 del 1° luglio 2009 recante i
criteri e le modalita’ per la concessione di aiuti alle Unioni
nazionali e alle forme associate di organizzazioni di produttori
(Organizzazione comune) riconosciute, per la realizzazione di
specifici programmi di attivita’ a beneficio dei produttori associati
(produttori primari e piccole e medie imprese agricole);
Visto il Piano del settore Florovivaistico predisposto da questo
Ministero con il supporto e le indicazioni del Tavolo di Filiera
Florovivaistico composto dai rappresentanti delle Regioni, degli Enti
di ricerca, dalle Organizzazioni professionali agricole, del mondo
produttivo e da esperti del settore dei mercati, al fine del
conseguimento di obiettivi prioritari e strategici per il settore, e
ratificato nella seduta del 29 aprile 2010 dalla Conferenza
Permanente tra lo Stato le Regioni e le Provincie Autonome di Trento
e Bolzano;
Preso atto del verbale della riunione del Tavolo di filiera
Florovivaistico del 6 luglio 2010;
Considerata la necessita’ di determinare i criteri e le modalita’
per l’utilizzazione delle risorse rese disponibili al fine di
valorizzare la qualita’ delle produzioni nazionali e l’innovazione di
processo stabilendo regole generali e norme tecniche precise;

Decreta:

Art. 1

Ambito di applicazione

1. Il presente decreto disciplina la concessione dei contributi per
la realizzazione di progetti o programmi di attivita’ proposti da
Organismi della filiera del settore florovivaistico, volti alla
realizzazione di sistemi per promuovere la produzione, la
commercializzazione e la valorizzazione di tali prodotti attraverso
il legame con i territori di produzione a livello nazionale.

Art. 2

Soggetti interessati

1. I soggetti della filiera interessati alla realizzazione di
progetti o programmi di attivita’ di cui all’art. 1 sono i seguenti:
a) Distretti florovivaistici;
b) Consorzi;
c) Organizzazioni agricole riconosciute;
d) Associazioni;
e) Mercati floricoli;
f) Associazioni temporanee di scopo (ATS), Raggruppamenti
temporanei d’impresa (RTI), Associazioni temporanee d’impresa (ATI)
tra i soggetti di cui alle precedenti lettere.
2. Inoltre possono presentare o partecipare ai progetti nell’ambito
delle ATS, RTI e ATI, di cui alla lettera f) anche gli Enti di
ricerca, quali:
a) Dipartimenti, Istituti o Consorzi universitari;
b) Enti pubblici di ricerca nazionali e regionali, di Provincie
Autonome e di altri Enti territoriali;
c) Enti privati, fondazioni ed altri enti che abbiano tra i loro
scopi istituzionali e statutari la ricerca e/o sperimentazione, quale
attivita’ svolta non a scopo di lucro.
3. I destinatari finali dei benefici recati dal presente decreto
sono le PMI, come definite dall’allegato I del reg. 800/2006 in
premessa citato.

Art. 3

Condizioni per l’attuazione delle misure

1. I progetti ed i programmi delle attivita’, di cui al successivo
art. 4, sono finanziati nel rispetto di quanto stabilito dal
Regolamento (CE) n. 1857/2006, articoli 14 e 15, dal Regolamento (CE)
n. 800/2008, art. 34, nonche’ dal Regolamento (CE) n. 1998/2006
citati nelle premesse.
2. L’accesso ai servizi offerti nell’ambito delle attivita’ di cui
al successivo art. 4 deve essere garantito a tutti i produttori della
zona interessata, ancorche’ non associati ai soggetti interessati
alla realizzazione degli interventi, di cui all’art. 2, comma 1.

Art. 4

Campo di applicazione e azioni ammissibili

1. I progetti di filiera, pertinenti alle azioni previste nel Piano
di settore Florovivaistico 2010/2012 e concordate con il Tavolo di
filiera nell’ambito della riunione del 6 luglio 2010 dovranno
riguardare:
a) La qualita’;
b) La comunicazione e la promozione;
c) Le piante per l’utilizzo in ambito urbano ed extraurbano.

Art. 5

Attivita’ e costi ammissibili

1. Le attivita’ inerenti «la qualita’» del prodotto, di cui alla
lettera a) dell’art.4, sono riconducibili alle seguenti azioni del
Piano di settore:
1.1 – paragrafo 7.2 Obiettivi «primari»:
a) punto 9.: azioni di miglioramento del sistema distributivo
italiano anche attraverso aggregazione di imprese della filiera con
la costituzione di Associazioni, Cooperative, Consorzi ed in
particolare il miglioramento dei servizi logistici interni ai
Distretti o alle filiere interessate, ai sensi del Reg. (CE) n.
1998/2006;
b) punto 10.: valorizzazione della produzione italiana attraverso
la realizzazione di una certificazione nazionale riguardante la
qualita’ ovvero i marchi che certifichino produzioni ecosostenibili a
basso impatto ambientale, ai sensi dell’art. 14 del Reg. (CE) n.
1857/2006;
c) punto 11.: realizzazione di corsi di formazione ed
aggiornamento, per operatori florovivaisti e per esperti in
internazionalizzazione delle imprese florovivaistiche anche
attraverso la collaborazione di Enti ed Istituti qualificati, ai
sensi dell’art. 15 del Reg. (CE) n. 1857/2006;
1.2 – paragrafo 7.3 Obiettivi «secondari»:
a) punto 5.: azioni di sviluppo sperimentale allo scopo di
produrre piani, progetti o disegni per prodotti e processi innovativi
ai fini della riduzione dei costi e del miglioramento della qualita’,
ai sensi dell’art. 34 del Reg. (CE) n. 800/2008;
1.3 – paragrafo 7.4.2 «Azioni a livello nazionale» concernenti:
a) «Formazione professionale»: corsi di formazione di base e
continua dell’operatore florovivaista, corsi di assistenza tecnica ai
sensi dell’art. 15 del Reg. (CE) n. 1857/2006, nonche’ corsi per
operatori interessati alle azioni di qualita’ concernenti anche la
tracciabilita’, ai sensi dell’art. 14 comma 2, lettere b) e c) del
Reg. (CE) n. 1857/06;
b) «Valorizzazione delle produzioni»: attraverso la definizione di
uno standard minimo condiviso per le specie commercializzate a
livello comunitario nonche’ certificazioni di processo
eco-sociocompatibili volte a garantire anche il rispetto delle norme
di commercializzazione, ai sensi dell’art. 14 comma 2, lettere b) ed
e) del Reg. (CE) n. 1857/2006;
c) «Standardizzazione delle codifiche e qualificazione delle
produzioni»: programmi finalizzati alla standardizzazione delle
tecniche commerciali e di packaging, in relazione alle norme di
qualita’ e alla tipologia dei canali distributivi e commerciali, ai
sensi del Reg. (CE) n. 1998/2006;
2. Le attivita’ inerenti «la comunicazione e la promozione» del
prodotto, di cui alla lettera b) dell’art.4, riconducibili alle
seguenti azioni del Piano di settore:
2.1 – paragrafo 7.2 Obiettivi «primari»:
a) punto 7.: iniziative per la diffusione di conoscenze mirate
alla valorizzazione del prodotto e, in particolare:
1. l’organizzazione, la realizzazione e la partecipazione a
forum, anche telematici, per lo scambio di conoscenze, mostre e fiere
ai sensi dell’art. 15, paragrafo 2, lettera d) del Regolamento (CE)
n. 1857/2006; i costi ammissibili per le azioni sopra indicate sono:
i. le spese di iscrizione;
ii. le spese di viaggio;
iii. le spese per le pubblicazioni;
iv. l’affitto degli stand;
2. pubblicazioni, cataloghi e siti web, contenenti
informazioni sui produttori distinti per regione, che garantiscano un
accesso libero ed uniforme a tutti gli operatori, purche’ le
informazioni e le presentazioni siano neutre, ai sensi dell’art. 15,
paragrafo 2, lettera f) del Regolamento (CE) n. 1857/2006;
2.2 – paragrafo 7.4.2 «Azioni a livello nazionale» concernenti:
a) «Carenza di informazioni»: ricerche di mercato, analisi ed
indagini dei costi di produzione, dei flussi e delle tipologie dei
prodotti commercializzati dai dettaglianti e dai garden center ai
sensi dell’art. 14, comma 2, lett. a) del Reg. (CE) n. 1857/2006;
3. Le attivita’ inerenti «le piante per l’utilizzo in ambito urbano
ed extraurbano», di cui alla lettera c) dell’art.4, riconducibili
alle seguenti azioni del Piano di settore:
3.1 – paragrafo 7.2 Obiettivi «primari»:
a) punto 13.: predisposizione di un capitolato di appalto
armonizzato sul territorio nazionale, comprensivo di schede
tecnico/qualitative delle piante e standard specifici per opere a
verde, valutando l’idoneo percorso normativo occorrente; predisporre
a livello nazionale disciplinari e norme relativi alla progettazione,
realizzazione, cura e gestione del verde pubblico in ambito urbano ed
extraurbano ai sensi del Reg. (CE) n. 1998/2006;
3.2 – paragrafo 7.3 «Obiettivi secondari»:
a) punto 2.: predisposizione di «linee guida», a livello
locale, ai fini della progettazione, la realizzazione e la
manutenzione del verde pubblico e privato nonche’ di nuove opere a
verde anche alla luce di eventuali normative quadro nazionali ai
sensi del Reg. (CE) n. 1998/2006;
3.3 – paragrafo 7.4.2 «Azioni a livello nazionale» concernente:
a) «certificazione delle aziende e del personale»: definizione
di un sistema di valutazione rivolto alle imprese che realizzano
opere a verde pubblico ed al personale impiegato ai sensi del
Reg.(CE) n. 1998/2006.
4. Lo stanziamento complessivo previsto per le attivita’
progettuali e’ di euro 1.000.000,00.
5. I progetti dovranno avere un importo complessivo non superiore a
euro 312.500,00. Il contributo concesso non puo’ essere superiore
all’80% dell’importo complessivo del progetto e comunque non
superiore all’importo di euro 250.000,00.
6. I progetti che trattano attivita’ di ricerca e sviluppo, di cui
al comma 1 del presente articolo, potranno usufruire di un contributo
massimo del 99% della spesa ritenuta ammissibile. Per tutte le altre
attivita’ il contributo massimo e’ pari all’80% delle spese ammesse,
come previsto al comma 5 del presente articolo.
7. Le modalita’ di presentazione dei risultati e di rendicontazione
delle spese sono definiti con il provvedimento di concessione del
contributo.
8. Tutti gli importi sopra citati sono da intendersi IVA ed altri
oneri inclusi.
9. Qualora si rendessero disponibili ulteriori risorse
l’Amministrazione si riserva la possibilita’ di riaprire la
graduatoria di merito.
10. Nel piano finanziario devono essere previste le spese per la
Commissione di monitoraggio e verifica tecnico-amministrativa di cui
all’art. 12, determinate nell’importo complessivo applicando alla
spesa proposta la percentuale dell’1% per consentire di corrispondere
i gettoni di presenza alle riunioni nonche’ delle visite in loco di
cui al decreto legge del 31 maggio 2010, n. 78 convertito, con
modificazioni, nella legge n. 122 del 30 luglio 2010.

Art. 6

Documentazione per la presentazione dei progetti

1. I progetti devono essere redatti in conformita’ all’allegato
modello «A», facente parte integrante del presente decreto. In
particolare dovra’ essere indicata una descrizione precisa del
contenuto del progetto articolata in:
a. Presentazione del soggetto proponente e degli eventuali soggetti
aggregati dalla quale risulti il possesso dei requisiti di
ammissibilita’ di cui all’art.8;
b. Descrizione del contesto ed obiettivi del progetto;
c. Descrizione del progetto:
obiettivi perseguiti e risultati attesi,
azioni con il dettaglio del ruolo svolto da ogni soggetto
coinvolto,
tempi e luoghi di realizzazione del progetto (durata in mesi per un
massimo di mesi 24);
2. Piano finanziario del progetto, dettagliato per anno, con
l’indicazione della partecipazione finanziaria di ciascun soggetto
coinvolto.
3. Statuto sociale, ove previsto.
4. Delibera dell’Organo preposto che approva il piano finanziario,
che autorizza il legale rappresentante a presentare l’istanza,
impegna a non chiedere altri finanziamenti pubblici sul medesimo
progetto, nonche’ in modo irrevocabile ed incondizionato a non
alienare o non distogliere dalle finalita’ previste i beni acquistati
con il finanziamento, per un periodo minimo di cinque anni dalla data
di ultimazione del progetto.
5. Certificazione antimafia o certificato CCIAA rilasciato
utilizzando il collegamento telematico con il sistema informativo
della Prefettura.
6. In caso di aggregazioni temporanee, il soggetto responsabile del
progetto e’ l’Organismo capofila che deve essere chiaramente indicato
nella fase di presentazione del progetto.
7. Il soggetto proponente dovra’ inoltre certificare che non sono
percepiti altri contributi pubblici per le medesime azioni finanziate
dal presente avviso.
8. Dichiarazione che il richiedente non e’ stato destinatario delle
sanzioni interdittive o delle misure cautelari di cui al D.lgs.
231/01 che impediscono di contrattare con le Pubbliche
Amministrazioni.
9. Eventuale documentazione attestante la partecipazione del
soggetto/i proponente/i ad altre attivita’ e programmi finanziati da
questa Amministrazione;
10. La mancata presentazione della documentazione di cui ai
precedenti parr. 2, 5 e 8 comporta l’esclusione del progetto dalle
graduatorie di merito.

Art. 7

Presentazione dei progetti

1. I progetti devono pervenire in duplice copia accompagnati da una
lettera di trasmissione sottoscritta dal legale rappresentante del
soggetto proponente (nel caso di aggregazioni dal legale
rappresentante del soggetto capofila), a pena di esclusione entro e
non oltre le ore 14,00 del trentesimo giorno a decorrere dalla data
di pubblicazione del presente provvedimento nella Gazzetta Ufficiale
della Repubblica italiana, all’indirizzo: Ministero delle politiche
agricole alimentari e forestali – Dipartimento delle politiche
competitive del mondo rurale e della qualita’ – Direzione Generale
dello sviluppo agroalimentare e della qualita’ – SAQ VI – Via XX
Settembre n. 20 – 00187 Roma.
2. I progetti devono pervenire in un plico chiuso, controfirmato
sui lembi e sigillato, sul quale deve essere apposta, oltre
all’indicazione del mittente, la dicitura: NON APRIRE – “Progetto di
filiera relativo al settore florovivaistico” : “Sviluppo e
valorizzazione della qualita’ e dell’innovazione di processo”.
3. I progetti pervenuti dopo il termine fissato e quelli che
risultassero incompleti o non conformi a quanto indicato dal presente
decreto saranno esclusi dalle graduatorie di merito.

Art. 8

Requisiti di ammissibilita’ dei progetti

1. Il progetto e’ ritenuto idoneo per l’inclusione nelle
graduatorie di merito se:
b) e’ presentato da un soggetto indicato all’art. 2 del presente
provvedimento secondo lo schema riportato nell’allegato modello «A»;
c) perviene entro e non oltre la data indicata all’art. 7 del
presente provvedimento;
d) e’ coerente con le azioni di cui agli artt.4 e 5 del presente
provvedimento;
e) il costo totale del progetto rientra nei limiti indicati
all’art. 5 del presente provvedimento;
f) e’ completo di tutte le informazioni richieste di cui all’art.6.

Art. 9

Commissione di valutazione dei progetti

1. I progetti sono esaminati e valutati da una Commissione
tecnico-amministrativa appositamente nominata dal Capo Dipartimento
delle politiche competitive del mondo rurale e della qualita’.
2. La Commissione provvedera’ a stilare una graduatoria dei
progetti presentati, attribuendo un punteggio complessivo massimo
pari a 100 punti, sulla base di una scheda di valutazione predisposta
al momento della prima riunione di insediamento della Commissione
stessa, finalizzata a rendere oggettivi e misurabili i criteri di
seguito riportati:
Sezione A: impostazione progettuale (fino a 50 punti)
a. pertinenza dell’azione e congruita’ del progetto con gli
obiettivi dell’azione: fino a 15 punti;
b. trasferibilita’ e ricadute applicative dei risultati attesi e
loro misurabilita’: fino a 15 punti;
c. tecnologie di processo e strategie innovative per lo sviluppo
della filiera florovivaistica: fino a 10 punti;
d. validita’ del modello organizzativo di gestione del progetto:
fino a 5 punti;
e. percentuale del cofinanziamento a carico del proponente: fino a
5 punti.
Sezione B: potenzialita’ e ricadute sulla filiera (fino a 50
punti)
a. complementarieta’ degli obiettivi del progetto con altre
attivita’ del settore nel territorio considerato: fino a 10 punti;
b. superfici e quantita’ delle produzioni interessate dal progetto:
fino a 10 punti;
c. coinvolgimento nella realizzazione del progetto di piu’ soggetti
interessati di cui all’art. 2: fino a 5 punti;
d. produzioni a marchio ecocompatibile e/o equosolidale interessate
al progetto: fino a 10 punti;
e. coinvolgimento nella realizzazione del progetto di Universita’
ed Enti di ricerca pubblici e privati: fino a 5 punti;
f. partecipazione, da parte dei soggetti proponenti, ad attivita’ e
programmi gia’ finanziati da questa Amministrazione, nonche’
realizzati, di cui al sopra citato comma 9 dell’art. 6: fino a 10
punti.
3. Sulla base del punteggio assegnato e’ redatta una graduatoria
dei progetti.
4. I progetti relativi alla graduatoria di cui al comma precedente
verranno finanziati fino ad esaurimento dei rispettivi stanziamenti
di cui all’art. 5.

Art. 10

Criteri di erogazione di contributo

1. I contributi di cui all’art. 5, comma 1, par. 1.1 lettere b) e
c), par. 1.2 lettera a), par. 1.3 lettere a) e b), comma 2, par. 2.1
lettera a), par. 2.2 lettera a) sono erogati sotto forma di servizi
agevolati e non comportano pagamenti diretti ai produttori.
2. Gli aiuti di cui all’art. 5, comma 1, par. 1.1 lettera a), par.
1.3 lettera c), comma 3, par. 3.1 lettera a), par. 3.2 lettera a)
par. 3.3 lettera a) concessi ai sensi del Regolamento (CE) n.
1998/2006, sono assegnati ai soggetti interessati di cui al
precedente art. 2, comma 1, a condizione che l’importo dell’aiuto non
sia fissato in base al prezzo o alla quantita’ dei prodotti
acquistati dai produttori primari o immessi sul mercato dalle imprese
interessate e che l’aiuto stesso non sia subordinato al fatto di
venire parzialmente o interamente trasferito ai produttori primari.
L’aiuto e’ concesso, inoltre, a condizione che sia possibile
quantificare il valore dei servizi erogati a favore dei singoli
produttori per il tramite dei soggetti indicati dall’art. 2, ai fini
del controllo del rispetto del massimale previsto dal citato
regolamento relativo agli aiuti de minimis.
3. Secondo quanto indicato all’art. 5, comma 9, il finanziamento
puo’ includere l’IVA solo nel caso in cui la stessa sia riferita
all’acquisto di beni e servizi e rappresenti un costo puro per il
richiedente. In tal caso tale imposta deve essere esplicitamente
evidenziata nelle relative tabelle economiche e, ai fini
dell’eventuale rimborso, il soggetto beneficiario dovra’ dimostrare
l’impossibilita’ di detrarre l’IVA ai sensi di legge.
4. Non sono prese in considerazione ai fini del contributo, le
spese sostenute precedentemente all’approvazione del progetto stesso.
5. Il Ministero ha facolta’ di chiedere modifiche ai progetti
finanziabili, al fine di evitare eventuali sovrapposizioni delle
attivita’ rispetto a quelle proposte o gia’ attuate nell’ambito di
altri progetti, nonche’ specifiche di carattere tecnico.

Art. 11

Realizzazione dei progetti

1. I progetti ritenuti ammissibili dovranno essere realizzati entro
il termine indicato nel provvedimento di concessione del contributo
fino ad un periodo massimo di 24 mesi.
2. Eventuali varianti, nel limite massimo del 20% per ogni singola
azione, che si dovessero rendere necessarie in corso d’opera,
dovranno essere preventivamente sottoposte all’esame ed
all’approvazione di questo Ministero.
3. In caso di ritardo nell’esecuzione delle attivita’ oppure di
completamento delle azioni per cause imputabili al beneficiario delle
provvidenze statali, sara’ applicata una riduzione del contributo
concedibile sulla somma rendicontata e ritenuta ammissibile per
quella specifica azione, che verra’ definita nelle percentuali e
nelle modalita’ con il successivo provvedimento di approvazione del
progetto ed assunzione di impegno della spesa.

Art. 12

Commissione di monitoraggio e verifica dei progetti

1. Con successivo provvedimento del Capo Dipartimento delle
politiche competitive del mondo rurale e della qualita’, e’ nominata
la Commissione tecnico-amministrativa di monitoraggio e verifica dei
progetti.
2. La Commissione deve verificare la corretta esecuzione dei
progetti approvati, effettuando il controllo dello stato di
avanzamento dei progetti sia sulla base del piano di monitoraggio
semestrale presentato dai soggetti proponenti i progetti stessi, sia
attraverso specifiche visite in loco a cadenza semestrale da parte
dei componenti la Commissione stessa.
3. Le spese della Commissione sono determinate con le modalita’
previste dalla legge del 30 luglio 2010, n. 122, di cui al precedente
comma 10 dell’art. 5.

Art. 13

Modalita’ di liquidazione

1. Contestualmente all’approvazione del progetto, potra’ essere
concessa, se richiesta, un’anticipazione non superiore al 30% del
contributo concesso, previa presentazione di una polizza fideiussoria
nella misura dell’anticipo concesso, maggiorato degli interessi
legali.
2. Successivi acconti potranno essere concessi al superamento del
30% del contributo concesso fino ad un massimo dell’80% previa
presentazione di rendiconto delle spese sostenute, comprovate da
documenti contabili quietanzati ed a seguito del rilascio del nulla
osta da parte della Commissione di cui all’art.12, che avra’
proceduto al collaudo tecnico ed amministrativo dello stato
d’avanzamento lavori del progetto.
3. Il restante 20% dovra’ essere rendicontato come saldo finale e
sara’ corrisposto previa presentazione del rendiconto delle spese
sostenute, comprovate da documenti contabili quietanzati ed a seguito
del rilascio del nulla osta da parte della Commissione di verifica,
di cui all’art. 12, che avra’ proceduto al collaudo tecnico ed
amministrativo del progetto.
4. La polizza verra’ svincolata dopo la realizzazione del progetto
ed a seguito della liquidazione del saldo.

Art. 14

Diffusione dei risultati

1. I soggetti beneficiari dell’intervento pubblico si impegnano a
rendere disponibili tutte le conoscenze, le esperienze e le soluzioni
realizzate nell’ambito dei progetti finanziati nel rispetto della
normativa vigente e sulla base di specifici accordi.
2. In conformita’ con quanto disposto dall’art. 34, paragrafi 2, 3
e 4, del Regolamento (CE) n. 800/2008, i soggetti beneficiari
dell’intervento pubblico finalizzato alla ricerca e sviluppo si
impegnano affinche’:
vengano pubblicate su internet informazioni relative allo
svolgimento e alla finalita’ della ricerca prima del suo inizio. Tali
informazioni devono comprendere una data approssimativa dei risultati
attesi e l’indirizzo della loro pubblicazione su internet e deve
inoltre essere precisato che i risultati saranno disponibili
gratuitamente;
i risultati della ricerca siano messi a disposizione su internet
per un periodo di almeno 5 anni e siano pubblicati contestualmente ad
eventuali altre informazioni fornite a membri di organismi specifici;
gli aiuti sono di interesse di tutti gli operatori del settore
florovivaistico;
gli aiuti sono concessi direttamente all’organismo o all’Ente di
ricerca e non comportano la concessione diretta di aiuti non connessi
alla ricerca a favore di un’impresa di produzione, trasformazione o
commercializzazione di prodotti agricoli, ne’ forniscono un sostegno
in termini di prezzo ai produttori di detti prodotti.

Art. 15

Esenzione

1. Gli Aiuti di Stato previsti dal presente provvedimento sono
esentati dall’obbligo di notifica alla Commissione europea ai sensi
dei seguenti articoli:
Regolamento n. 1998/2006, per quanto riguarda le azioni previste
dal presente decreto all’art 5, comma 1 par. 1.1 lettera a), par. 1.3
lettera c) ed al comma 3 par. 3.1 lettera a), par. 3.2 lettera a)
par. 3.3 lettera a);
art. 14 del Regolamento n. 1857/2006, comma 2 per quanto riguarda
le azioni previste dall’art. 5, comma 1 par. 1.1 lettera b), par. 1.3
lettera a) e b), comma 2 par. 2.2 lettera a) del presente decreto;
art. 15 del Regolamento n. 1857/2006, comma 2 per quanto riguarda
le azioni previste dall’art 5, comma 1 par. 1.1 lettera c), comma 2
par. 2.1 lettera a), del presente decreto;
art. 34 del Reg 800/2008, per quanto riguarda le azioni previste
dal presente decreto all’art. 5, comma 1 par. 1.2 lettera a) del
presente decreto;
2. Una sintesi delle informazioni relative al presente regime di
aiuti e’ trasmessa alla Commissione europea, ai fini della
pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale dell’Unione europea.
3. Gli aiuti previsti dal presente decreto entrano in vigore dalla
data di pubblicazione del numero di registrazione della domanda di
esenzione sul sito internet delle competenti Direzioni Generali della
Commissione europea.

Art. 16

Disposizioni finali

1. Il presente decreto e’ trasmesso ai competenti Organi di
controllo per le previste registrazioni e pubblicato sulla Gazzetta
Ufficiale della Repubblica italiana; inoltre entra in vigore dalla
data della medesima.
2. Il presente decreto viene, altresi’, divulgato attraverso il
sito internet del Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e
Forestali www.politicheagricole.it nella Sezione concorsi e gare.
Nella stessa sezione sono pubblicati i documenti e le informazioni di
riferimento.
Roma, 23 novembre 2010

Il capo dipartimento: Rasi Caldogno

Allegato A

Parte di provvedimento in formato grafico

MINISTERO DELLE POLITICHE AGRICOLE ALIMENTARI E FORESTALI – DECRETO 23 novembre 2010

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