MINISTERO DELLE POLITICHE AGRICOLE ALIMENTARI E FORESTALI - DECRETO 22 febbraio 2012 | Edilone.it

MINISTERO DELLE POLITICHE AGRICOLE ALIMENTARI E FORESTALI – DECRETO 22 febbraio 2012

MINISTERO DELLE POLITICHE AGRICOLE ALIMENTARI E FORESTALI - DECRETO 22 febbraio 2012 - Modifica dei criteri e procedure tecniche per l'iscrizione al Registro Nazionale di varieta' di specie ad uso foraggero e da tappeto erboso. (12A03735) - (GU n. 82 del 6-4-2012 - Suppl. Ordinario n.70)

MINISTERO DELLE POLITICHE AGRICOLE ALIMENTARI E FORESTALI

DECRETO 22 febbraio 2012

Modifica dei criteri e procedure tecniche per l’iscrizione al
Registro Nazionale di varieta’ di specie ad uso foraggero e da
tappeto erboso. (12A03735)

IL DIRETTORE GENERALE DELLA COMPETIVITA’ PER LO SVILUPPO RURALE

Vista la legge 25 novembre 1971, n. 1096, e successive modifiche e
integrazioni, che disciplina l’attivita’ sementiera ed in particolare
gli articoli 19 e 24 che prevedono l’istituzione obbligatoria, per
ciascuna specie di coltura, dei registri di varieta’ aventi lo scopo
di permettere l’identificazione delle varieta’ stesse;
Visto il decreto del Presidente della Repubblica 24 novembre 1972,
pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana n. 44
del 17 febbraio 1973, con il quale sono stati istituiti i registri di
varieta’ di cereali, patata, specie oleaginose e da fibra;
Visto il decreto ministeriale 14 gennaio 2004, pubblicato nella
Gazzetta Ufficiale n. 27 del 3 febbraio 2004, relativo ai caratteri e
condizioni da osservarsi ai fini della iscrizione delle varieta’ nel
registro nazionale, in attuazione delle direttive 2003/90/CE e
2003/91/CE del 6 ottobre 2003 della Commissione europea;
Visto il decreto ministeriale 25 ottobre 2007, pubblicato nella
Gazzetta Ufficiale n. 254 del 31 ottobre 2007, relativo ai caratteri
e condizioni da osservarsi ai fini della iscrizione delle varieta’
nel registro nazionale, in attuazione delle direttive 2007/48/CE e
2007/49/CE del 26 luglio 2007 della Commissione europea che
modificano, rispettivamente, le sopra citate direttive 2003/90/CE e
2003/91/CE;
Visto il decreto ministeriale del 25 gennaio 2008, n. 2016,
pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 89 del 15 aprile 2008, recante
approvazione dei criteri per l’iscrizione di varieta’ di foraggere al
registro nazionale delle varieta’ di specie agrarie;
Visto il decreto ministeriale del 27 maggio 2011, n. 11482,
pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 149 del 29 giugno 2011,
recante modifica di taluni allegati del decreto 25 gennaio 2008,
relativo all’approvazione dei criteri per l’iscrizione di varieta’
foraggere al Registro Nazionale delle varieta’ di specie agrarie;
Vista la direttiva 2009/74/CE del 26 giugno 2009, che modifica le
direttive 66/401/CEE, 66/402/CEE, 2002/55/CE e 2002/57/CE del
Consiglio per quanto riguarda le denominazioni botaniche delle piante
e le denominazioni scientifiche di altri organismi, nonche’ alcuni
allegati delle direttive 66/401/CEE, 66/402/CEE e 2002/57/CE alla
luce dell’evoluzione delle conoscenze scientifiche e tecniche,
recepita con decreto ministeriale 15 aprile 2010, n. 149;
Vista la richiesta inoltrata dal CNR ISPAAM, volta a istituire i
registri volontari delle specie Lolium rigidum Gaudin e Medicago
polymorpha L.;
Considerato che la Commissione Sementi, di cui all’articolo 19
della legge n. 1096/71, nella riunione del 3 febbraio 2011, ha
espresso parere favorevole all’istituzione dei predetti registri
volontari, previa redazione di criteri e procedure tecniche per
l’iscrizione al Registro nazionale di varieta’ di specie foraggere,
propri delle due specie citate;
Considerato che la Commissione Sementi, di cui all’articolo 19
della legge n. 1096/71, nella riunione del 16 gennaio 2012, ha
espresso parere favorevole all’adozione dei nuovi criteri e procedure
tecniche per l’iscrizione di varieta’ delle specie sopra citate;
Ritenuto di accogliere le proposte sopra menzionate;
Ritenuto inoltre necessario modificare taluni allegati contenuti
nei criteri per l’iscrizione di varieta’ di foraggere al Registro
Nazionale delle varieta’ di specie agrarie, di cui al decreto
ministeriale del 27 maggio 2011, per adeguare il nome scientifico
delle specie alla suddetta direttiva 2009/74/CE;
Visto il decreto legislativo 30 luglio 1999, n. 300, di riforma
dell’organizzazione del Governo, a norma dell’articolo 11 della legge
15 marzo 1997, n. 59;
Visto il decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, relativo alle
norme generali sull’ordinamento del lavoro alle dipendenze delle
amministrazioni pubbliche;
Visto il decreto del Presidente della Repubblica 22 luglio 2009, n.
129, concernente il regolamento di organizzazione del Ministero delle
politiche agricole alimentari e forestali;
Visto il decreto del Ministro delle Politiche agricole alimentari e
forestali n. 1572 del 19 febbraio 2010, registrato alla Corte dei
Conti, recante individuazione degli Uffici dirigenziali di livello
non generale;

Decreta:

Articolo unico

1. Sono approvati i nuovi criteri di iscrizione relativi alle
specie Lolium rigidum Gaudin e Medicago polymorpha L., secondo la
procedura di cui all’allegato del presente decreto;
2. L’allegato al decreto ministeriale 27 maggio 2011, recante
modifica di taluni allegati del decreto 25 gennaio 2008, relativo
all’approvazione dei criteri per l’iscrizione di varieta’ foraggere
al Registro Nazionale delle varieta’ di specie agrarie, e’ sostituito
dall’allegato al presente decreto, di cui e’ parte integrante.
Il presente decreto entrera’ in vigore il giorno successivo a
quello della sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale della
Repubblica italiana.
Roma, 22 febbraio 2012

Il direttore generale: Blasi

Avvertenza:
Il presente decreto non e’ soggetto al visto di controllo
preventivo di legittimita’ da parte della Corte dei conti, ne’ alla
registrazione da parte dell’Ufficio centrale del bilancio del
Ministero dell’economia e delle finanze.

Allegato

Criteri e procedure tecniche per
l’iscrizione al Registro Nazionale
di varieta’ di specie ad uso
foraggero e da tappeto erboso

Gennaio 2012

CRITERI E PROCEDURE TECNICHE PER L’ISCRIZIONE AL
REGISTRO NAZIONALE DI SPECIE AD USO FORAGGERO E
DA TAPPETO ERBOSO

PREMESSA

Il lavoro di revisione dei criteri e delle procedure per l’iscrizione
di specie foraggere e’ stato predisposto in collaborazione tra
Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali, I.N.R.A.N.
– ENSE Istituto Nazionale di Ricerca per gli Alimenti e la
Nutrizione, C.R.A. -Centro di Ricerca per le Produzioni Foraggere e
Lattiero-Casearie, Azienda “Stuard”, Veneto Agricoltura, anche sulla
base di un lavoro preparatorio dell’Istituto Sperimentale per le
Colture Foraggere realizzato nel 1999 in collaborazione con esperti
di diverse Istituzioni di ricerca.

PARTE GENERALE

1.1 Specie interessate

Le specie interessate dai criteri di iscrizione al registro nazionale
sono elencate nell’allegato n. 1.

1.2 Gestione delle prove

Il Centro di coordinamento, nominato dal MIPAAF, avvalendosi di un
gruppo tecnico costituito dai rappresentanti delle Istituzioni che
effettuano le prove, avra’ il compito di:
• esaminare la documentazione tecnica fornita dal costitutore;
• proporre le localita’ e le varieta’ testimoni per la prova
agronomica;
• predisporre l’elaborazione finale dei risultati delle prove.
Le funzioni del centro di coordinamento consistono in:
– ricevimento campioni di seme;
– preparazione campioni parcellari per tutte le localita’;
– reperimento campioni di varieta’ di riferimento;
– preparazione schema sperimentale;
– preparazione delle schede di raccolta dei dati;
– effettuazione di sopralluoghi alle prove di campo;
– elaborazione statistica dei risultati;
– preparazione e invio dei fascicoli per la Commissione Sementi;
– preparazione e invio dei fascicoli ai costitutori.
Il Centro di coordinamento potra’ consultare rappresentanti dei
costitutori e delle ditte sementiere

1.3 Questionario tecnico

Per ciascuna varieta’ il costitutore deve presentare un apposito
questionario tecnico contenente la genealogia, la descrizione
morfologica, le caratteristiche agronomiche e qualitative compresa la
destinazione d’uso della varieta’, le modalita’ con le quali e’ stata
ottenuta, le caratteristiche che la differenzi ano dalle altre
varieta’ note piu’ simili.
In allegato si riporta il questionario tecnico per ciascuna delle
specie interessate (allegati da n. 2.1, a n. 2.31).

1.4 Tempi per la presentazione della domanda

La domanda per l’iscrizione della varieta’ deve pervenire:
– in originale, completa del questionario tecnico, della scheda
descrittiva e della restante documentazione necessaria, al Ministero
delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali;
– in copia, alla Regione in cui ha sede il Centro di coordinamento e
– in copia, al Centro di coordinamento, completa di questionario
tecnico e scheda descrittiva, preferibilmente in formato elettronico.
entro il:

30 giugno varieta’ a semina autunnale

15 dicembre varieta’ a semina primaverile.

1.5 Materiale da inviare al Centro di coordinamento

Il costitutore deve inviare al Centro di coordinamento, entro il:

15 gennaio per le varieta’ a semina primaverile

15 agosto per le varieta’ a semina autunnale.

il quantitativo di seme riportato nell’allegato n. 3.
Le sementi non devono essere sottoposte ad alcun trattamento.
Le caratteristiche di germinabilita’ e purezza specifica devono
corrispondere a quelle previste dalla normativa comunitaria per la
categoria base.

1.6 Numero di localita’

La prova descrittiva viene realizzata in una localita’.
La prova agronomica viene realizzata in tre localita’.

1.7 Durata delle prove

Gli anni di semina per localita’ e la durata di ciascun ciclo di
rilievi sono riportati nell’allegato n. 4. Per la prova descrittiva
vengono condotti due cicli indipendenti di rilievi. Per la prova
agronomica vengono condotti due cicli di rilievi su parcelle ottenute
da due semine indipendenti per le specie annuali, per le specie
poliennali, vengono condotti due o tre cicli di rilievi, secondo la
persistenza della specie, sulla stessa parcelle ottenute da una
singola semina.

1.8 Disegno sperimentale

Nell’impostazione delle prove agronomiche deve essere adottato lo
schema sperimentale a blocchi randomizzati con tre repliche (due per
le varieta’ da tappeto erboso).

1.9 Epoca di semina

L’epoca di semina riferita alle singole specie e’ riportata
nell’allegato n 5. Detta epoca e’ da ritenersi indicativa e puo’
variare in relazione alle indicazioni del costitutore, in relazione a
motivate caratteristiche che della varieta’ candidata.

2. PROVA DESCRITTIVA

Scopo della prova descrittiva e’ l’identificazione della varieta’ e
l’accertamento dei requisiti di distinguibilita’, omogeneita’ e
stabilita’. Detti requisiti vengono accertati attraverso lo studio di
caratteri morfologici, fisiologici ed eventualmente biochimici e
molecolari. I principi d’esame di riferimento sono quelli riportati
nel documento UPOV TG/1/3 del 19 aprile 2002. Ove adottate si seguono
le linee direttrici del CPVO.

Collezione di riferimento e scelta dei testimoni varietali

Per ciascuna specie deve essere mantenuta dal Centro di coordinamento
una collezione di riferimento allo scopo di valutare la
distinguibilita’ della varieta’ in prova rispetto a quelle gia’ note.
La collezione e’ costituita da materiale di propagazione, scheda
descrittiva e possibilmente da una riproduzione fotografica della
varieta’.
La collezione comprende almeno le varieta’ iscritte o protette a
livello comunitario e possono essere incluse anche varieta’ che sono
state iscritte o protette in passato o, in casi specifici, comunque
conosciute.
Nell’ambito della collezione di riferimento vengono identificati i
testimoni da utilizzare per l’accertamento della distinguibilita’.
Il raggruppamento delle varieta’ in prova va effettuato sulla base
delle informazioni fornite dal costitutore attraverso il questionario
tecnico.
Le varieta’ da utilizzare come testimoni saranno quelle che vengono
considerate piu’ simili in rapporto a tale confronto.
Nella scelta viene tenuta presente anche l’origine genetica della
varieta’ in prova.

2.2 Condizioni della prova

Per ciascuna varieta’, la prova deve essere condotta su piante
spaziate e, all’occorrenza, su parcelle fila. Le tecniche colturali
devono essere adeguate per un ottimale sviluppo delle piante al fine
della migliore espressione dei caratteri. Test speciali, ove
previsti, mirano a valutare specifiche caratteristiche.
Il protocollo tecnico della prova e’ riportato nell’allegato n. 6.

2.3 Valutazione dei risultati

La valutazione dei risultati delle prove sara’ effettuata in funzione
del sistema riproduttivo, della tipologia varietale e della natura
dei caratteri in esame, cosi’ come specificati nell’allegato n. 7.

2.4 Valutazione della distinguibilita’

Una varieta’ e’ considerata distinta se essa si differenzia
chiaramente per uno o piu’ caratteri morfo-fisiologici da tutte le
altre varieta’ di cui e’ nota l’esistenza al momento della domanda di
iscrizione. I caratteri che consentono la distinguibilita’ della
varieta’ sono quelli riportati nella scheda descrittiva
I criteri per la valutazione della distinguibilita’ e la definizione
delle relative soglie di ammissibilita’ sono riportati nell’allegato
n. 8.

2.5 Valutazione dell’omogeneita’

Il giudizio sull’omogeneita’ viene espresso in relazione al sistema
riproduttivo della varieta’ candidata.
Il giudizio viene espresso sulla prova a piante spaziate e,
all’occorrenza, sulla prova in parcelle fila.
Nell’allegato n. 9 sono riportati i criteri di valutazione con le
soglie di ammissibilita’

2.6 Valutazione della stabilita’

Una varieta’ e’ stabile se essa resta conforme alla definizione dei
suoi caratteri essenziali a seguito di riproduzioni o moltiplicazioni
successive ovvero alla fine di ogni ciclo qualora il suo costi tutore
abbia definito un particolare ciclo di riproduzione o
moltiplicazione. requisito di stabilita’ e’ dato per acquisito
laddove e’ accertato il requisito di omogeneita’. Ove si ritenga
necessario eseguire il test di stabilita’ la valutazione deve essere
effettuata secondo i criteri riportati nell’allegato n. 10.

2.7 Scheda descrittiva

Per ciascuna specie viene riportata in allegato la scheda descrittiva
dei caratteri da rilevare (allegati da n. 11.1, a n. 11.31).
Le linee guida seguite nella definizione delle schede fanno
riferimento alle misure previste dalla direttiva 2003/90/CE della
Commissione del 6 ottobre 2003 e successive modificazioni, recepita
con D.M. 14 gennaio 2004 e successive modificazioni. Nell’allegato n.
11.32 e’ riportato l’elenco delle linee guida LTPOV o CPVO cui si e’
fatto riferimento.

3. PROVA PER LA VALUTAZIONE AGRONOMICA E DI UTILIZZAZIONE

Scopo della prova e’ quello di valutare il valore agronomico e di
utilizzazione delle varieta’ proposte per l’iscrizione. I caratteri
considerati ai fini della valutazione di detto valore sono:
– resa in biomassa;
– resa in seme, per le specie per le quali e’ prevista;
– resistenza ad organismi nocivi;
– comportamento nei confronti dell’ambiente fisico e climatico;
– aspetto estetico, per specie da tappeto erboso;
– persistenza.
Nel caso sia indicata dal costitutore un particolare carattere
speciale, potranno essere organizzate prove specifiche.

3.1 Testimoni varietali: criteri di scelta

La varieta’ in iscrizione dovra’ essere confrontata con le migliori
varieta’ commerciali appartenenti alla medesima tipologia varietale e
di utilizzazione. 11 confronto dovra’ seguire il principio di
specificita’ del testimone avvalendosi delle informazioni fornite dal
costitutore nel questionario tecnico. Tale specificita’ dovra’ tenere
conto dell’areale di adattamento, della tipologia varietale, della
tipologia di utilizzazione, delle caratteristiche qualitative e
merceologiche, della classe di precocita’ e altri caratteri
bio-agronomici rilevanti ai fini dell’espressione della potenzialita’
produttiva e del tipo di utilizzazione, nonche’ di caratteristiche
specifiche segnalate dal costitutore e ritenute di significativo
interesse.
I testimoni varietali dovranno essere periodicamente aggiornati in
funzione dei progressi della selezione e dell’evoluzione delle
tipologie varietali.

3.2 Localita’:criteri di scelta

La localita’ di prova dovra’ essere scelta in funzione dell’ambiente
di adattamento preferenziale della specie/varieta’ e delle
indicazioni del costitutore. Nello specifico, la scelta delle
localita’, nell’ambito della rete di campi prova, dovra’ essere fatta
con riferimento ai seguenti ambienti:
– ambiente continentale (Italia settentrionale)
– ambiente mediterraneo (Italia centro meridionale continentale e
insulare).
Nell’allegato n. 5 e’ riportato per ciascuna specie l’ambiente
preferenziale di semina.

3.3 Modalita’ di realizzazione della prova

Per ciascuna specie le modalita’ di realizzazione della prova sono
riportate negli allegati da n. 12.1 a n. 12.26.
In ogni localita’ di prova dovra’ essere adottata la migliore tecnica
colturale in uso nell’area relativamente alla specie e alla
particolare tipologia di utilizzazione della varieta’.

3.4 Valutazione dei risultati

I criteri per la valutazione del valore agronomico e di utilizzazione
sono riportati nell’allegato n. 13.

4. ISCRIZIONE DELLE SPECIE ANNUALI CON UN SOLO ANNO
DI PROVE UFFICIALI

11 costitutore ha facolta’ di chiedere l’iscrizione sottoponendo le
varieta’ di specie annuali ad un solo anno di prove ufficiali.
Anche in questo caso il costitutore deve inviare, entro le date
indicate al punto 1.4, la domanda di iscrizione fin dal 1° anno di
prove, indicando che intende avvalersi della possibilita’ fornita dal
presente paragrafo e indicando l’ubicazione delle prove descrittive e
agronomiche e dove verranno eventualmente effettuate le analisi di
laboratorio. La descrizione della varieta’ deve prevedere almeno i
caratteri previsti dal questionario tecnico. Il costitutore deve
altresi’ inviare al centro di coordinamento un campione della
varieta’ candidata del quantitativo previsto per il secondo anno di
prova nell’allegato 71. 3 entro le date indicate al punto1.5. Le
prove condotte dal costitutore devono essere ubicate in localita’
scelte con i criteri di cui al punto 1.6 e 3.2 e dovranno essere
eseguite in conformita’ ai protocolli d’esame previsti dal presente
documento. Il Centro di Coordinamento provvedera’ ad ispezionare le
prove in corso di realizzazione a cura del costitutore.
Al secondo anno di prova (primo anno ufficiale) oltre alla conferma
della domanda di iscrizione, che dovra’ pervenire entro le date e ai
destinatari indicati al punto 1.4, dovranno essere inviati:
• i risultati della prova descrittiva effettuata secondo le
modalita’ indicate al punto 2 e pertanto, l’elenco completo dei
caratteri della varieta’ e la valutazione dell’omogeneita’
• i risultati della prova agronomica e delle analisi di
laboratorio della varieta’ eseguita secondo protocolli d’esame
previsti negli allegati n. 12. In particolare dovranno essere
rispettati i testimoni utilizzati nelle prove ufficiali e il numero e
la distribuzione delle localita’.
Al centro di coordinamento i risultati delle prove devono essere
inviati in forma elettronica.
Inoltre, il costitutore deve inviare (entro le date indicate al punto
1.5) il materiale previsto all’allegato n. 3 per il primo anno di
prove ufficiali.
Qualora l’anno di prova ufficiale non confermi i risultati forniti
dal costitutore al momento della presentazione della domanda, la
varieta’ non verra’ iscritta e d’intesa con il Ministero, su parere
della Commissione Sementi la varieta’ puo’ essere rinviata a un
secondo anno di prove ufficiali, su richiesta del costitutore.

5 RAPPORTI CON IL COSTITUTORE

Se sorgessero problemi nel corso delle prove, il costitutore dovra’
essere informato tempestivamente. A prova ultimata, i dati saranno
inviati al costitutore.

6. COSTI DELLE PROVE

I costi delle prove effettuate secondo le modalita’ previste nel
presente protocollo sono riportati nell’allegato n. 14. Il costo
indicato nella colonna 21 e’ riferito a ciascuno dei due cicli di
prova descrittivi. Per le specie pluriennali, l’importo complessivo
della prova agronomica (colonna 17) viene convenzionalmente ripartito
in due quote attribuite a ciascuno dei cicli della prova descrittiva.
Qualora il costitutore si avvalga della possibilita’ di cui al
precedente punto 4 il costo, relativamente all’anno di prova
realizzato a sua cura, e’ limitato alla spesa di coordinamento.

Allegato 1

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Allegato 2

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Allegato 3

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Allegato 4

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Allegato 5

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Allegato 6

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Allegato 9

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Allegato 10

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Allegato 12

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Allegato 13

Parte di provvedimento in formato grafico

Allegato 14

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MINISTERO DELLE POLITICHE AGRICOLE ALIMENTARI E FORESTALI – DECRETO 22 febbraio 2012

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