MINISTERO DELLE POLITICHE AGRICOLE ALIMENTARI E FORESTALI - DECRETO 14 luglio 2011 | Edilone.it

MINISTERO DELLE POLITICHE AGRICOLE ALIMENTARI E FORESTALI – DECRETO 14 luglio 2011

MINISTERO DELLE POLITICHE AGRICOLE ALIMENTARI E FORESTALI - DECRETO 14 luglio 2011 - Arresto temporaneo obbligatorio delle unita' autorizzate all'esercizio della pesca con il sistema a strascico e/o volante. (11A10111) - (GU n. 176 del 30-7-2011 )

MINISTERO DELLE POLITICHE AGRICOLE ALIMENTARI E FORESTALI

DECRETO 14 luglio 2011

Arresto temporaneo obbligatorio delle unita’ autorizzate
all’esercizio della pesca con il sistema a strascico e/o volante.
(11A10111)

IL MINISTRO DELLE POLITICHE AGRICOLE
ALIMENTARI E FORESTALI

Vista la legge 14 luglio 1965, n. 963, e successive modifiche,
concernente la disciplina della pesca marittima ed, in particolare,
l’art. 32 che attribuisce al Ministro la possibilita’ di emanare
norme per la disciplina della pesca al fine di adeguarla alle
indicazioni provenienti dalla ricerca scientifica;
Visto il decreto del Presidente della Repubblica 2 ottobre 1968, n.
1639, recante il regolamento di esecuzione alla predetta legge n.
963/1965, ed in particolare l’art. 98;
Visto il decreto legislativo 18 maggio 2001, n. 226, recante
orientamento e modernizzazione del settore della pesca e
dell’acquacoltura, che prevede incentivi finanziari per gli
imprenditori ittici;
Visto il decreto legislativo 26 maggio 2004, n. 153, recante «Norme
di attuazione della legge 7 marzo 2003, n. 38 in materia di pesca
marittima»;
Visto il decreto legislativo 26 maggio 2004, n. 154, recante
«Modernizzazione del settore pesca e dell’acquacoltura, a norma
dell’art. 1, comma 2, della legge 7 marzo 2003, n. 38»;
Visto il regolamento (CE) n. 1967/2006 del Consiglio del 21
dicembre 2006 relativo alle misure di gestione per lo sfruttamento
sostenibile delle risorse della pesca nel Mar Mediterraneo e recante
modifica del regolamento (CEE) n. 2847/93 e che abroga il regolamento
(CE) n. 1626/94;
Visto il regolamento (CE) n. 1198/2006 del 27 luglio 2006, relativo
al Fondo europeo per la pesca, ed in particolare l’art. 24, paragrafo
I, lettera v);
Viste le basi scientifiche dei piani di gestione per le unita’
autorizzate al sistema di pesca a strascico iscritte nei
compartimenti marittimi inclusi nelle GSA 9, 10, 11, 16, 17, 18 e 19,
predisposti ai sensi dell’art. 19 del regolamento (CE) n. 1967/2006 e
gia’ esaminati dal Comitato tecnico scientifico della Commissione
europea;
Visti i Piani di gestione, articolati per GSA, inerenti la flotta a
strascico adottati a livello nazionale, da ultimo, con decreto
direttoriale del 20 maggio 2011, che prevedono riduzioni graduali
dello sforzo di pesca in linea con gli obiettivi fissati nel Piano di
adeguamento della flotta di cui, da ultimo, al decreto direttoriale
19 maggio 2011;
Vista la legge n. 241 del 1990 ed in particolare l’art. 21-ter
inerente l’esecutorieta’ dei provvedimenti amministrativi;
Visto l’art. 35, commi 1 e 3 del decreto-legge 6 luglio 2011, n.
98, recante disposizioni urgenti per la stabilizzazione finanziaria
che ha disposto la misura arresto temporaneo obbligatorio per le
imbarcazioni autorizzate all’uso del sistema strascico e/o volante;
Considerato che i dati del Comitato tecnico scientifico della
Commissione europea indicano che il 54% degli stock del Mar
Mediterraneo sottoposti a valutazione dello sforzo di pesca risultano
eccessivamente sfruttati e pertanto, si ritiene necessario applicare
il principio di precauzione cosi’ come regolato nel regolamento (CE)
del Consiglio n. 2371/2002;
Ritenuto necessario in conformita’ alla citata normativa, attuare
un fermo biologico continuativo al fine di rafforzare la tutela della
risorsa e garantire un migliore equilibrio fra le risorse biologiche
e l’attivita’ di pesca, attraverso la previsione di un periodo di
fermo temporaneo diversamente articolato per aree;
Considerato che le predette disposizioni eviteranno ulteriori
aumenti dei tassi di mortalita’ del novellame ed assicurano la
riproduzione o accrescimento di specie marine sovrasfruttate;
Ritenuto di disciplinare gli aiuti da erogare alle imprese di pesca
interessate dalla suddetta misura del fermo obbligatorio con
successivo provvedimento ministeriale;
Ritenuto opportuno, in relazione ai propri fini istituzionali,
promuovere l’immagine del pescatore quale guardiano del mare anche
attraverso il cofinanziamento di iniziative finalizzate alla tutela
dell’ecosistema marino;
Sentita la Commissione consultiva centrale per la pesca e
l’acquacoltura nella riunione del 14 luglio 2011;

Decreta:

Art. 1

Ambito applicativo

1. Le interruzioni temporanee della pesca, di cui al presente
decreto, riguardano le unita’ per le quali la licenza autorizza al
sistema di pesca a strascico e/o volante, ad esclusione delle unita’
abilitate alla pesca oceanica che operano oltre gli stretti, al fine
di garantire un idoneo equilibrio tra le risorse biologiche e
l’attivita’ di pesca.
2. Con successivo provvedimento ministeriale sono disciplinati i
criteri e le modalita’ per l’erogazione degli aiuti alle imprese di
pesca di cui al precedente comma, determinati in funzione dei giorni
lavorativi di fermo eseguiti nei periodi definiti dal successivo art.
2. Con lo stesso provvedimento sono indicati i termini inerenti
l’attivazione della cassa integrazione guadagni straordinaria in
deroga.

Art. 2

Arresto temporaneo obbligatorio

1. Per le navi da pesca di cui all’art. 1, comma 1 del presente
decreto, iscritte nei compartimenti marittimi da Trieste a Bari e’
disposta l’interruzione temporanea obbligatoria delle attivita’ di
pesca dal 1° agosto al 30 settembre del corrente anno.
2. Per le navi da pesca di cui all’art. 1, comma 1 del presente
decreto, iscritte nei compartimenti marittimi da Brindisi a Imperia
e’ disposta l’interruzione temporanea obbligatoria delle attivita’ di
pesca dal 30 settembre al 29 ottobre del corrente anno.
3. Per le navi da pesca all’art. 1, comma 1 del presente decreto,
iscritte nei compartimenti marittimi della regione Sardegna e della
regione Sicilia, l’interruzione temporanea obbligatoria della pesca
ha durata di almeno trenta giorni e fino ad un massimo di 60 giorni
consecutivi, nel rispetto dei periodi di cui ai piani di gestione in
premessa, la cui decorrenza e’ disposta con provvedimento della
regione.
4. Entro il giorno di inizio del fermo di cui ai precedenti commi,
devono essere depositati presso l’Autorita’ marittima nella cui
giurisdizione e’ effettuata l’interruzione, a cura dell’armatore, i
documenti di bordo dell’unita’ soggetta all’interruzione.
5. Effettuata la consegna dei documenti di bordo, l’unita’ puo’
essere trasferita in un altro porto per l’esecuzione di operazioni di
manutenzione ordinaria e straordinaria, nonche’ di operazioni
tecniche per il rinnovo dei certificati di sicurezza, previo sbarco
delle attrezzature da pesca e preventiva autorizzazione
dell’Autorita’ marittima di cui al precedente comma 4.
6. L’autorizzazione al trasferimento e’ rilasciata per il tempo
strettamente necessario per raggiungere il luogo, ove saranno
eseguite le operazioni.
7. Le navi da pesca che effettuano la pesca dei gamberi di
profondita’ nello Ionio, nel Ligure, nel Tirreno e nel Canale di
Sicilia, possono effettuare l’interruzione delle attivita’ di pesca
di cui al presente articolo, anche in aree diverse dai compartimenti
di iscrizione, in maniera cumulativa al termine del periodo di pesca
del gambero, dandone comunicazione preventiva all’Autorita’ marittima
del luogo di iscrizione dell’unita’ stessa entro due giorni
precedenti l’interruzione di cui ai commi 1 e 2 del presente
articolo.

Art. 3

Misure tecniche

1. Fermo restando quanto previsto dal Contratto collettivo
nazionale di lavoro in materia di riposo settimanale, in tutti i
compartimenti marittimi, e’ vietata la pesca con i sistemi a
strascico e/o volante nei giorni di sabato, domenica e festivi.
2. Il divieto di cui al comma 1 non si applica alle navi da pesca
esercitanti il pesca-turismo, previo sbarco degli attrezzi per lo
strascico e/o volante ovvero apposizione dei sigilli da parte della
Autorita’ marittima.
3. Le navi abilitate alla pesca mediterranea, nonche’ quelle che
effettuano la pesca dei gamberi di profondita’, in deroga alle
disposizioni di cui al comma 1, attuano l’interruzione tecnica al
termine di ogni campagna di pesca, in ragione del numero delle
giornate di sabato, domenica e festivi ricompresi nel periodo di
attivita’ di pesca effettivamente esercitata, ed a tal fine
l’armatore e’ tenuto a comunicare alla capitaneria del porto di
iscrizione la data di inizio e termine di ciascuna campagna di pesca
ed a consegnare i relativi documenti di bordo.

Art. 4

Misure tecniche successive all’interruzione temporanea

1. Per le otto settimane successive all’interruzione temporanea,
nell’areale compreso tra Trieste e Bari, l’esercizio della attivita’
di pesca con i sistemi a strascico e/o volante e’ vietato nel giorno
di venerdi’ ed in un altro giorno settimanale definito dall’armatore
comunicato anche nel medesimo giorno all’autorita’ marittima dei
porti di base logistica. Non e’ consentito il recupero di eventuali
giornate di inattivita’ causate da condizioni meteomarine avverse.
2. Dall’entrata in vigore del presente decreto e fino al 13
novembre 2011 e’ vietata, nelle acque dei compartimenti marittimi
dell’Adriatico, ad eccezione di quelli di Monfalcone e di Trieste, e
dello Ionio, la pesca a strascico e/o volante entro una distanza
dalla costa inferiore alle 4 miglia ovvero con una profondita’
d’acqua inferiore a 60 metri.
3. Il divieto di cui al comma 2 non si applica alle unita’ iscritte
in IV categoria abilitate alla pesca costiera locale entro sei miglia
dalla costa.

Art. 5

Modalita’ di esecuzione

1. Durante il periodo di interruzione temporanea della pesca di cui
agli articoli 2 e 4 e’ fatto divieto di esercitare l’attivita’ di
pesca, nelle acque del compartimento in cui si attua la misura, anche
alle navi da pesca provenienti da altri compartimenti abilitate ai
sistemi di pesca interessati. La violazione del presente divieto e’
punita in base alla normativa vigente.
2. Le navi da pesca che operano in aree diverse dai compartimenti
di iscrizione, possono effettuare l’interruzione temporanea nel
periodo previsto in tali aree, previa comunicazione scritta
all’ufficio di iscrizione della nave entro due giorni precedenti
l’interruzione ivi prevista e possono svolgere operazioni commerciali
e tecniche nei porti di iscrizione o di base logistica ottemperando
alle disposizioni impartite dell’Autorita’ marittima per il transito
nell’areale in fermo.
3. Le navi abilitate all’esercizio con altri sistemi di pesca,
oltre allo strascico e/o a volante, nonche’ quelle autorizzate al
pesca-turismo possono optare per la continuazione dell’attivita’, nel
periodo di interruzione obbligatorio, con gli attrezzi da posta,
palangari, circuizione e draga idraulica previo sbarco delle
attrezzature per strascico e/o volante. A tal fine l’armatore deve
darne comunicazione scritta, entro e non oltre il giorno precedente
l’inizio dell’interruzione temporanea obbligatoria, al capo del
compartimento di iscrizione o all’autorita’ marittima dei porti di
base logistica.

Art. 6

Iniziative a tutela dell’ecosistema marino

1. Dal periodo di fermo obbligatorio di cui al presente decreto,
sono avviate le procedure per la realizzazione delle iniziative
dirette alla tutela dell’ecosistema marino, quale obiettivo
istituzionale prioritario.
2. Con provvedimento del Direttore generale della pesca marittima e
dell’acquacoltura sono individuati le modalita’ attuative per la
realizzazione delle iniziative di interesse pubblico di cui al comma
1.

Art. 7

Disposizioni finali

1. Le Regioni sono autorizzate, laddove sussistano specifiche
esigenze biologiche nelle marinerie di propria competenza, a
deliberare ulteriori periodi di arresto temporaneo obbligatorio,
precedenti o successivi, rispetto a quelli definiti all’art. 2 del
presente decreto, per le navi autorizzate all’esercizio
dell’attivita’ di pesca con il sistema strascico e/o volante.
2. Nei periodi supplementari di arresto temporaneo obbligatorio
definiti dalle Regioni ai sensi del comma 1 del presente articolo,
l’attivita’ di pesca a strascico e/o a volante e’ vietata anche alle
navi da pesca provenienti da altri compartimenti abilitate ai sistemi
di pesca interessati.
Il presente decreto e’ divulgato attraverso il sito internet del
Ministero delle politiche agricole, alimentari e forestali e
l’affissione nell’albo delle Capitanerie di porto, nonche’ pubblicato
nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana.
Roma, 14 luglio 2011

Il Ministro: Romano

MINISTERO DELLE POLITICHE AGRICOLE ALIMENTARI E FORESTALI – DECRETO 14 luglio 2011

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