MINISTERO DELLE POLITICHE AGRICOLE ALIMENTARI E FORESTALI - DECRETO 14 giugno 2012 | Edilone.it

MINISTERO DELLE POLITICHE AGRICOLE ALIMENTARI E FORESTALI – DECRETO 14 giugno 2012

MINISTERO DELLE POLITICHE AGRICOLE ALIMENTARI E FORESTALI - DECRETO 14 giugno 2012 - Approvazione dello schema di piano dei controlli, in applicazione dell'articolo 13, comma 17, del decreto legislativo 8 aprile 2010, n. 61, recante la tutela delle denominazioni di origine e delle indicazioni geografiche dei vini. (12A07124) - (GU n. 150 del 29-6-2012 )

MINISTERO DELLE POLITICHE AGRICOLE ALIMENTARI E FORESTALI

DECRETO 14 giugno 2012

Approvazione dello schema di piano dei controlli, in applicazione
dell’articolo 13, comma 17, del decreto legislativo 8 aprile 2010, n.
61, recante la tutela delle denominazioni di origine e delle
indicazioni geografiche dei vini. (12A07124)

IL MINISTRO DELLE POLITICHE AGRICOLE
ALIMENTARI E FORESTALI

Visto il regolamento (CE) n. 1234/2007 del Consiglio del 22 ottobre
2007, recante l’Organizzazione comune dei mercati agricoli e
disposizioni specifiche per taluni prodotti agricoli, regolamento
unico OCM;
Visto il regolamento (CE) n. 491/2009 del Consiglio del 25 maggio
2009, recante la modifica del regolamento (CE) n. 1234/2007
(regolamento unico OCM), con il quale, in particolare, i contenuti
del regolamento (CE) n. 479/2008 sono stati inseriti nel citato
regolamento (CE) n. 1234/2007 a decorrere dal 1° agosto 2009;
Visto il regolamento (CE) n. 607/2009 della Commissione del 14
luglio 2009 che stabilisce talune regole di applicazione del
regolamento del Consiglio n. 479/2008 riguardo le denominazioni di
origine protetta e le indicazioni geografiche, le menzioni
tradizionali, l’etichettatura e la presentazione di taluni prodotti
del settore vitivinicolo;
Visto il regolamento (CE) n. 401 della Commissione del 7 maggio
2010 che modifica e rettifica il regolamento (CE) n. 607/2009 della
Commissione recante modalita’ di applicazione del regolamento (CE) n.
479/2008 del Consiglio per quanto riguarda le denominazioni di
origine protette e le indicazioni geografiche protette, le menzioni
tradizionali, l’etichettatura e la presentazione di determinati
prodotti vitivinicoli;
Visto il decreto legislativo 8 aprile 2010, n. 61, recante la
tutela delle denominazioni di origine e delle indicazioni geografiche
dei vini;
Visto il decreto ministeriale 2 novembre 2010 concernente
l’approvazione dello schema di piano dei controlli, in applicazione
dell’art. 13, comma 17, del decreto legislativo 8 aprile 2010, n. 61,
recante la tutela delle denominazioni di origine, in attuazione
dell’art. 15 della legge 7 luglio 2009, n. 88;
Visto il decreto ministeriale 16 dicembre 2010 concernente
disposizioni applicative del decreto legislativo 8 aprile 2010, n.
61, relativo alla tutela delle denominazioni di origine e delle
indicazioni geografiche dei vini, per quanto concerne la disciplina
dello schedario viticolo e della rivendicazione annuale delle
produzioni;
Visto il decreto ministeriale 16 dicembre 2010 concernente le
disposizioni generali in materia di costituzione e riconoscimento dei
consorzi di tutela delle denominazioni di origine e delle indicazioni
geografiche dei vini;
Visto il decreto ministeriale 19 aprile 2011 recante le
disposizioni, le caratteristiche, le diciture nonche’ le modalita’
per la fabbricazione, l’uso, la distribuzione, il controllo ed il
costo dei contrassegni di Stato per i vini a denominazione di origine
controllata e garantita e per i vini a denominazione di origine
controllata;
Visto il decreto ministeriale 11 novembre 2011 concernente la
disciplina degli esami chimico-fisici per i vini DOP e IGP, degli
esami organolettici e dell’attivita’ delle commissioni di
degustazione per i vini DOP e del relativo finanziamento;
Considerata la necessita’ di adeguare il sistema di certificazione
e di controllo dei vini DOP e IGP, e pertanto gli schemi tipo di
piano di controllo, alle disposizioni applicative del decreto
legislativo 8 aprile 2010, n. 61, emanate successivamente all’entrata
in vigore del decreto ministeriale 2 novembre 2010;
Visti gli esiti della seduta di Comitato permanente di
coordinamento in materia di agricoltura del 28 marzo 2012, nel corso
della quale si e’ ritenuto di dover subordinare l’avviso sul
provvedimento ad un ulteriore approfondimento tecnico, da tenersi in
sede interregionale;
Visti gli esiti favorevoli dell’ulteriore incontro di
approfondimento, tenutosi il 16 aprile 2012 con le regioni e le
province autonome, le associazioni di categoria e le organizzazioni
interprofessionali operanti nel settore vitivinicolo;
Considerato che nel corso della Conferenza Stato-regioni del 10
maggio 2012 nonostante il parere favorevole del comitato tecnico
permanente di coordinamento in materia di agricoltura reso in data 3
maggio 2012 non e’ stata raggiunta l’intesa;
Visto l’art. 3, comma 3, del decreto legislativo 28 agosto 1997, n.
281, concernente la definizione ed ampliamento delle attribuzioni
della Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e
le province autonome di Trento e Bolzano ed unificazione, per le
materie ed i compiti di interesse comune delle regioni, delle
province e dei comuni, con la Conferenza Stato-citta’ ed autonomie
locali;
Vista la deliberazione del Consiglio dei Ministri, adottata nella
riunione del 7 giugno 2012 resa ai sensi del citato art. 3, comma 3,
del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281;

Decreta:

Art. 1

Definizioni e termini

1. Ai fini del presente decreto, si intende per:
a) «Ministero», il Ministero delle politiche agricole alimentari e
forestali;
b) «ICQRF», il Dipartimento dell’Ispettorato centrale della tutela
della qualita’ e della repressione frodi dei prodotti agroalimentari
del Ministero – Direzione generale per il riconoscimento degli
organismi di controllo e certificazione e tutela del consumatore;
c) «categorie» della filiera vitivinicola, i soggetti immessi nel
sistema di controllo: viticoltori, vinificatori, imbottigliatori,
intermediari, ossia aziende non classificabili tra le precedenti ed
operanti l’acquisto e la vendita di uve, prodotti a monte del vino e
vini destinati alla DO e/o alla IG nonche’ vini a DO e/o IG, che non
effettuano alcuna trasformazione e/o imbottigliamento dei prodotti;
d) «filiera vitivinicola rappresentativa» ai sensi dell’art. 13,
comma 8, del decreto legislativo n. 61/2010;
e) «struttura di controllo», le autorita’ pubbliche designate e gli
organismi di controllo autorizzati dall’ICQRF alla verifica del
disciplinare dei vini DOCG. e/o DOC;
f) «gruppo tecnico di valutazione», l’organo di cui all’art. 13,
comma 1, del decreto legislativo 8 aprile 2010, n. 61;
g) «decreto», il presente decreto;
h) «decreto legislativo», il decreto legislativo 8 aprile 2010, n.
61;
i) «DO», denominazioni di origine, comprendente le DOCG e le DOC;
l) «DOCG», denominazione di origine controllata e garantita;
m) «DOC», denominazione di origine controllata;
n) «DOP», denominazione di origine protetta;
o) «IG», indicazione geografica tipica o indicazione geografica
protetta;
p) «IGT», indicazione geografica tipica;
q) «IGP», indicazione geografica protetta;
r) «fascetta», contrassegno di Stato per i vini DOCG e DOC.

Art. 2

Ambito di applicazione

1. L’attivita’ di controllo per i vini a DO e IG di cui agli
articoli 118-sexdecies e 118-septdecies del regolamento (CE) n.
1234/2007, indicato nelle premesse, e’ svolta dalle strutture di
controllo secondo i criteri ed i contenuti dei rispettivi piani di
controllo e prospetti tariffari approvati, sentito il gruppo tecnico
di valutazione di cui all’art. 13, comma 1, del decreto legislativo.
2. L’immissione nel sistema di controllo e’ condizione necessaria
per la certificazione e la rivendicazione delle D.O. e per la
rivendicazione delle I.G.
3. Ciascuna produzione D.O. o I.G., ivi comprese le eventuali
sottozone e tipologie previste dal disciplinare di produzione, e’
soggetta al controllo di una sola struttura di controllo.
4. Ciascuna struttura di controllo puo’ effettuare l’attivita’ di
controllo di cui al comma 1 per una o piu’ produzioni D.O. e I.G.
5. Lo schema di piano dei controlli relativo alla produzione dei
vini a denominazione di origine e ad indicazione geografica, le
relative istruzioni ed il prospetto tariffario di cui agli allegati
da 1 a 5, costituiscono parte integrante del presente decreto.

Art. 3

Istituzione del sistema di controllo

1. Le strutture di controllo sono iscritte nell’«Elenco delle
strutture di controllo per le denominazioni di origine protette e per
le indicazioni geografiche protette del settore vitivinicolo»,
istituito presso l’ICQRF, distinto in due sezioni per le autorita’
pubbliche designate e gli organismi di controllo autorizzati, e reso
disponibile sul portale SIAN.
2. La scelta della struttura di controllo e’ effettuata con le
modalita’ di cui all’art. 13, commi 8 e 9, del decreto legislativo.
3. Entro trenta giorni dalla data di pubblicazione sul sito
internet del Ministero del documento unico e del disciplinare di
produzione, il soggetto individuato per il controllo della specifica
DO o IG trasmette all’ICQRF ed alla competente regione o provincia
autonoma il piano dei controlli e il relativo prospetto tariffario
redatti secondo lo schema allegato al presente decreto, nonche’ la
documentazione di cui all’art. 13, comma 11, del decreto legislativo,
ivi compreso l’elenco dei membri dell’organo decidente i ricorsi.
4. Entro sessanta giorni successivi alla presentazione della
documentazione di cui al comma 3 l’ICQRF, esaminata la
documentazione, acquisito il parere del gruppo tecnico di
valutazione, nonche’ della filiera rappresentativa, emana il decreto
di autorizzazione o di designazione.
5. L’autorizzazione e la designazione di cui al precedente comma ha
validita’ triennale ed e’ rinnovabile, alla scadenza del triennio, su
richiesta dei soggetti legittimati.
6. Tuttavia, prima della scadenza del triennio, a seguito di
ordinanza di ingiunzione emessa a carico della struttura di controllo
per le violazioni di cui all’art. 25 del decreto legislativo, la
filiera vitivinicola rappresentativa puo’ comunicare all’ICQRF la
volonta’ di avvalersi dell’attivita’ di un’altra struttura di
controllo tra quelle iscritte all’elenco di cui al comma 1. In caso
di passaggio ad altra struttura di controllo decade ogni impegno,
vincolo e condizione intercorrente tra i soggetti della filiera
vitivinicola e la precedente struttura di controllo.
7. L’ICQRF, accertate le violazioni di cui al comma 6, ne da’
comunicazione alla filiera rappresentativa per le finalita’ previste
dallo stesso comma.
8. L’autorizzazione e la designazione di cui al comma 4 puo’ essere
sospesa o revocata nel caso sussistano le condizioni di cui all’art.
13, comma 4, del decreto legislativo, sentito il parere della regione
o provincia autonoma interessata ed il gruppo tecnico di valutazione.
9. Il Ministero pubblica sul sito internet istituzionale i dati
relativi ai prospetti tariffari approvati nonche’ l’elenco delle
strutture di controllo autorizzate o designate in riferimento alle
singole DO o IG.

Art. 4

Adempimenti delle strutture di controllo

1. La struttura di controllo non puo’ modificare il piano di
controllo ed il sistema tariffario, la denominazione sociale, il
proprio statuto, i propri organi di rappresentanza, il personale
ispettivo, la composizione del comitato di certificazione e
dell’organo decidente i ricorsi, cosi’ come depositati presso il
Ministero, senza il preventivo assenso del Ministero stesso.
2. Ogni modifica del piano dei controlli e del prospetto tariffario
deve comunque essere preventivamente comunicata alla filiera
rappresentativa.
3. Nella prima seduta il gruppo tecnico di valutazione approva il
regolamento contenente, tra l’altro, i criteri per la valutazione del
personale in carico alle strutture di controllo e dei prospetti
riepilogativi dei costi inseriti nello schema di tariffario di cui
agli allegati 3 e 5 del presente decreto.
4. La struttura di controllo deve garantire, per ciascuna DO o IG,
la tracciabilita’ documentale ed informatica delle azioni e delle
attivita’ previste dal piano dei controlli approvato.
5. La struttura di controllo provvede, per ciascuna DO o IG, allo
svolgimento delle attivita’ previste dal relativo piano dei controlli
approvato comunicando, per gli adempimenti di competenza, anche in
via informatica all’ICQRF ed alle regioni e province autonome
territorialmente competenti:
a) le non conformita’ gravi, redatte secondo lo schema di cui
all’allegato 6 del presente decreto, entro quindici giorni lavorativi
dalla data di accertamento documentale o entro venti giorni
lavorativi dalla data accertamento ispettivo. L’ICQRF
territorialmente competente, limitatamente ai casi di non conformita’
grave riscontrati a carico delle produzioni vitivinicole a DO
confezionate scaturenti dalle verifiche di conformita’ cui alla
scheda 4 – Imbottigliatore del piano dei controlli entro venti giorni
lavorativi dalla data accertamento ispettivo, stabilisce se
intraprendere immediatamente le azioni di competenza o se attendere
l’esito dell’eventuale ricorso avverso alla non conformita’ che,
comunque, dovra’ essere inoltrato dal soggetto interessato entro
trenta giorni dalla comunicazione e concluso dalla struttura di
controllo entro quarantacinque giorni dalla data di ricevimento;
b) le non conformita’ lievi, redatte secondo lo schema di cui
all’allegato 6 del presente decreto, per le quali il soggetto
interessato non abbia fornito riscontro della risoluzione della non
conformita’ entro trenta giorni dalla comunicazione;
c) trascorsi i termini di trenta giorni di cui alla lettera b), le
non conformita’ lievi divengono gravi a seguito di valutazione del
Comitato di certificazione.
Al termine dell’iter eventualmente avviato a seguito di ricorso
avverso il provvedimento di non conformita’, la struttura di
controllo deve inoltrare all’ICQRF competente e alla regione o
provincia competente la copia del ricorso presentato dal soggetto
interessato unitamente alla decisione emessa dall’organo decidente i
ricorsi.
La struttura di controllo deve inoltrare, entro quindici giorni
dalla conclusione dell’iter, all’ICQRF competente e alla regione o
provincia competente la decisione emessa dal Comitato di
certificazione unitamente alla copia dei documenti giustificativi o
del ricorso avverso presentati dal soggetto interessato.
6. Fermo restando il trattamento delle fattispecie di non
conformita’ di cui al comma precedente, la struttura di controllo e’
tenuta a comunicare al soggetto interessato, alle regioni e province
autonome e agli altri enti territorialmente competenti, con le
tempistiche di cui al comma 7, qualsiasi non conformita’ lieve
riconducibile al mancato aggiornamento dei dati contenuti nello
schedario viticolo, ovvero i casi di cui all’art. 22, comma 3, del
decreto legislativo.
7. Nelle more dell’applicazione delle disposizioni di cui al
decreto ministeriale 16 dicembre 2010 recante disposizioni
applicative del decreto legislativo 8 aprile 2010, n. 61, per quanto
concerne la disciplina dello schedario viticolo e della
rivendicazione annuale delle produzioni, le regioni e le province
autonome o gli enti territorialmente competenti, entro la data di
rivendicazione delle produzioni ottenute sulle superfici oggetto
delle non conformita’ di cui al comma 5, verificano l’aggiornamento e
la validita’ del dato relativo alle superfici vitate operato dal
soggetto interessato, tenuto conto anche delle informazioni contenute
nelle comunicazioni di non conformita’.
8. Nei casi di non conformita’ di cui al comma 5, la struttura di
controllo deve inoltrare al soggetto interessato la comunicazione di
non conformita’, entro quindici lavorativi dalla data di accertamento
documentale o entro venti giorni lavorativi dalla data accertamento
ispettivo.
9. La documentazione risultante dal sistema di certificazione e di
controllo, adeguatamente aggiornata, gestita ed archiviata, anche in
modo informatizzato, per singola DO o IG, e’ in ogni momento a
disposizione delle Autorita’ di vigilanza. La struttura di controllo
deve consegnare la predetta documentazione all’ICQRF o alla struttura
di controllo subentrante, in caso di scioglimento o revoca
dell’autorizzazione o della designazione.
10. La documentazione di cui al precedente comma 9 e’ detenuta
presso la sede della struttura di controllo o, in caso di piu’ sedi
operative territoriali, presso ognuna di esse.
11. Il piano dei controlli approvato ed il prospetto tariffario,
per le singole DO o IG, saranno resi disponibili alla filiera
vitivinicola interessata tramite la pubblicazione sul sito internet
della struttura di controllo.

Art. 5

Elenchi dei soggetti della filiera vitivinicola

1. Per i soggetti della filiera che alla data di pubblicazione del
presente decreto non siano gia’ immessi nel sistema di controllo e
che intendono rivendicare una produzione vitivinicola a DO o IG, le
rispettive rivendicazioni delle uve e/o le richieste di
certificazione e/o le comunicazioni di imbottigliamento costituiscono
a tutti gli effetti notifica di iscrizione agli elenchi dei soggetti
partecipanti alla filiera vitivinicola per le DO o le IG di loro
interesse.
2. Salvo comunicazione di disdetta degli interessati, i soggetti
immessi nel sistema di controllo della DO e IG si ritengono iscritti
agli elenchi dei soggetti partecipanti alla filiera vitivinicola e
tale iscrizione si intende tacitamente rinnovata di anno in anno.

Art. 6

Sistema di certificazione e controllo

1. La struttura di controllo svolge, a carico dei soggetti iscritti
negli elenchi di cui all’art. 5, l’attivita’ di certificazione e di
controllo per singola DO e l’attivita’ di controllo per singola IG
sulla base degli schemi dei rispettivi piani di controllo allegati al
presente decreto.
2. La certificazione delle produzioni di vino atto a divenire DO
viene richiesta dai soggetti immessi nel sistema di certificazione e
controllo sulla base del procedimento e delle disposizioni del
decreto ministeriale 11 novembre 2011 indicato nelle premesse. Nel
caso di giudizio di idoneita’ la struttura di controllo rilascia la
certificazione per la relativa partita, secondo il modello di cui
all’allegato 7.
3. Il controllo dei vini a DO e ad IG deve garantire, sotto la
responsabilita’ della struttura di controllo, la rispondenza
quantitativa sulle movimentazioni di carico e scarico dei vini ed
inoltre, per le partite imbottigliate, la loro tracciabilita’. Le
comunicazioni previste dal piano dei controlli possono essere inviate
alla struttura di controllo anche per via telematica sulla base degli
strumenti informatici gia’ in possesso degli operatori, nei tempi
previsti dal regolamento (CE) n. 436/09 per le relative annotazioni
sui registri. Le procedure e le modalita’ previste dal piano dei
controlli devono garantire, attraverso controlli a campione,
l’espletamento degli esami analitici sulle partite di vino a IG.
4. La struttura di controllo svolge controlli ispettivi, per
ciascuna DO o IG e per ciascuna categoria di soggetti immessi nel
sistema tutelato, su una percentuale fissata negli schemi dei
rispettivi piani di controllo; tuttavia, a seguito della motivata
richiesta di incremento delle percentuali presentata dal Consorzio di
tutela riconosciuto ai sensi dell’art. 17, comma 4, del decreto
legislativo, o, in assenza, dalla filiera rappresentativa, l’ICQRF
competente per territorio convoca la/e regione/i e/o la/e province
autonome interessata/e, la struttura di controllo incaricata e lo
stesso Consorzio di tutela o, in assenza, la filiera rappresentativa,
al fine di valutare ed eventualmente approvare la variazione
richiesta.
5. Gli operatori da sottoporre a controllo per ogni categoria della
filiera vitivinicola devono essere estratti tramite sorteggio casuale
effettuato dalla struttura di controllo, secondo le percentuali
indicate negli allegati 2 e 4, alla presenza di un funzionario
dell’Ufficio ICQRF competente per il territorio di produzione della
DO o della IG e, ove la regione o provincia autonoma lo ritenga
opportuno, di un funzionario della medesima, redigendo, a conclusione
delle operazioni, apposito verbale. Ogni anno e’ sorteggiato un
ulteriore numero di soggetti gia’ sottoposti a controllo da
riproporre a verifica che rappresentino il 2 per cento degli stessi.
Nel caso siano state riscontrate non conformita’ gravi l’1 per cento
del sorteggio, deve riguardare i soggetti destinatari del
provvedimento di non conformita’.
6. Nel caso in cui un soggetto immesso nel sistema tutelato delle
DO o IG sia sorteggiato per una o piu’ categorie della stessa DO o
IG, la struttura di controllo deve svolgere contestualmente le
attivita’ ispettive, qualora sia in grado di verificare tutti i
requisiti richiesti dagli schemi di piano di controllo, in
considerazione della stagionalita’ delle fasi di controllo.
7 . Le attivita’ ispettive di cui al comma 6 si intendono estese a
tutte le categorie delle DO o IG a cui il soggetto controllato e’
iscritto ai sensi dell’art. 13, comma 12, del decreto legislativo e
per le quali la struttura di controllo e’ stata autorizzata o
designata, eccetto la categoria del viticoltore. Tali attivita’
ispettive concorrono a determinare le percentuali minime previste dal
piano per le categorie e/o per le DO o IG interessate e, a tal fine,
se ne tiene conto nelle operazioni di sorteggio.
8. Al fine di rendicontare i quantitativi di vino a DO e IG
imbottigliato, i soggetti imbottigliatori, non oltre sette giorni
lavorativi dalla data di conclusione delle operazioni di
imbottigliamento e comunque almeno tre giorni lavorativi prima della
data di trasferimento o di vendita dei prodotti imbottigliati,
comunicano alla competente struttura di controllo tutte le
informazioni contenute nel modello di cui all’allegato 8 del presente
decreto. Tali informazioni possono essere trasmesse anche
telematicamente sui supporti informatici gia’ in possesso degli
operatori.
9. Limitatamente ai casi di urgenza, relativi al trasferimento o
alla vendita immediata di partite di vini, il soggetto interessato
effettua comunicazione preventiva di imbottigliamento. La struttura
di controllo deve emettere parere entro le successive 24 ore
lavorative, previa verifica della sussistenza dei requisiti
quantitativi della partita oggetto di imbottigliamento. La relativa
partita diviene trasferibile e/o vendibile allo scadere del predetto
termine.
10. Le fascette per i vini a DOCG e a DOC interessati devono essere
richieste alla struttura di controllo autorizzata indicando i
riferimenti alla certificazione di idoneita’ della partita oggetto di
imbottigliamento.
11. La struttura di controllo, verificata la sussistenza dei
requisiti quantitativi, consegna le fascette, esonerando gli
imbottigliatori dagli obblighi di cui ai commi 8 e 9.
12. Per le partite di vino atte a divenire DO i cui disciplinari di
produzione prevedono un periodo di affinamento in bottiglia, nonche’
le partite imbottigliate, sotto la responsabilita’ del soggetto
detentore, antecedentemente all’espletamento delle analisi
chimico-fisiche ed organolettiche di cui all’art. 15 del decreto
legislativo, il rilascio della certificazione costituisce
autorizzazione per l’immissione al consumo, salvo quanto previsto nei
commi 10 e 11 per le eventuali fascette necessarie.
13. Nel caso di immissione al consumo di partite di vini a DO o ad
IG, ottenute esclusivamente da uve rivendicate in proprio o in
qualita’ di soci di una cantina cooperativa, possono essere applicate
le seguenti disposizioni. Per le partite di vino a IG che non sono
oggetto di riclassificazione, l’avvenuta rivendicazione costituisce
autorizzazione all’immissione in consumo. Per le partite di vino a IG
ottenute a seguito di taglio tra partite rivendicate, la
presentazione della relativa comunicazione alla struttura di
controllo costituisce autorizzazione all’immissione in consumo. Per
le partite di vino a DO, rivendicate, che non sono oggetto di taglio,
riclassificazione, declassamento, assemblaggio, l’ottenimento della
certificazione costituisce autorizzazione all’immissione in consumo.
Per le partite di vino a DO ottenute a seguito di taglio e/o
assemblaggio, tra partite rivendicate, dopo la certificazione di
idoneita’, la presentazione della relativa comunicazione alla
struttura di controllo costituisce autorizzazione all’immissione in
consumo. I soggetti interessati alle disposizioni del presente comma
dovranno comunicare, mensilmente ed anche in forma riepilogativa,
tutte le informazioni di cui al comma 8.

Art. 7

Flusso delle informazioni

1. Nel caso di riclassificazione di uva e/o vino atto a divenire DO
o declassamento di vino a DO ad altra denominazione di origine o
indicazione geografica, i soggetti della filiera, entro il giorno
lavorativo successivo alla data di effettuazione, ne danno
comunicazione, anche mediante strumenti informatici, alla struttura
di controllo che, a sua volta, informa entro i tre giorni lavorativi
successivi la struttura di controllo competente per la DO e/o IG
risultante dall’operazione mettendo a disposizione a titolo gratuito,
e senza oneri aggiuntivi a carico dei soggetti della filiera, la
documentazione e gli atti necessari al proseguimento del procedimento
di certificazione della produzione vitivinicola.
2. Alla struttura di controllo e’ fornito l’accesso telematico ai
servizi SIAN per la consultazione e l’acquisizione dello schedario
viticolo, delle dichiarazioni di vendemmia e di produzione, delle
dichiarazioni di giacenza dei vini e per l’inserimento dei dati di
cui all’art. 13, comma 16, del decreto legislativo, ivi compresi i
provvedimenti di non conformita’ lievi e/o gravi emerse a seguito
delle attivita’ previste dal piano dei controlli. Le modalita’ e le
tempistiche per l’inserimento e la gestione dei dati di cui sopra
sono definite d’intesa tra l’ICQRF, le regioni e le provincie
autonome e gli enti gestori delle banche dati.
3. Le comunicazioni previste dallo schema di piano dei controlli
allegato potranno essere effettuate mediante telefax, posta
ordinaria, posta elettronica o mediante qualsiasi altro mezzo
telematico di comunicazione secondo le modalita’ concordate tra i
soggetti interessati.
4. Gli enti detentori e gestori dei dati sono obbligati a metterli
a disposizione gratuitamente alle strutture di controllo.
5. La struttura di controllo deve fornire, alle regioni e province
autonome ed all’ICQRF, l’accesso al sistema informatico di gestione
dei carichi e degli scarichi dei prodotti vitivinicoli oggetto di
certificazione e controllo.
6. Per le finalita’ di cui all’art. 8, commi 1 e 2, del decreto
ministeriale 16 dicembre 2010, relativo alle disposizioni generali in
materia di costituzione e riconoscimento dei consorzi di tutela, la
struttura di controllo deve fornire i dati relativi alla quantita’ di
prodotto DO (uva rivendicata, vino rivendicato e vino effettivamente
imbottigliato) sottoposto al sistema di controllo nella campagna
vendemmiale precedente a carico dei soci dei consorzi di tutela di
cui all’art. 17, comma 1, del decreto legislativo. I medesimi
consorzi devono richiedere tali dati comunicando annualmente l’elenco
dei soci.
7. Per le finalita’ di cui all’art. 9, commi 1 e 2, del decreto
ministeriale 16 dicembre 2010, relativo alle disposizioni generali in
materia di costituzione e riconoscimento dei consorzi di tutela, la
struttura di controllo deve fornire i dati relativi alla quantita’ di
prodotto DO (uva rivendicata, vino rivendicato e vino effettivamente
imbottigliato), sottoposto al sistema di controllo nella campagna
vendemmiale precedente, a carico di tutti i soggetti rivendicanti la
DO anche se non appartenenti ai consorzi di tutela di cui all’art.
17, comma 4, del decreto legislativo.
8. Fino all’avvio della funzionalita’ di una banca dati condivisa
in cui le strutture di controllo devono far confluire tutti i dati
relativi all’attivita’ di controllo e certificazione svolta, ciascuna
struttura di controllo e’ tenuta a fornire alla regione o provincia
autonoma territorialmente competente e al consorzio di tutela, report
semestrali sullo stato di evoluzione delle singole DO e IG riportanti
anche i dati relativi alle produzioni vitivinicole certificate,
imbottigliate ed esportate.
9. I report di cui al comma 8 devono essere redatti secondo
modalita’ concordate con la regione o la provincia autonoma
territorialmente competente.
10. La struttura di controllo e’ tenuta a trasmettere all’ICQRF ed
alle regioni e le province autonome competenti, entro il 1° marzo di
ciascun anno, la relazione sull’attivita’ di controllo svolta
nell’anno precedente, contenente, per ogni tipologia di controllo
prevista dal piano dei controlli della singola D.O. e I.G., almeno i
dati e gli elementi documentali di cui all’allegato 9 del presente
decreto.

Art. 8

Disposizioni per la commercializzazione
all’estero dei vini a D.O. e I.G. sfusi

1. Le disposizioni di cui al presente decreto si applicano anche ai
prodotti vitivinicoli a D.O. e I.G. commercializzati sfusi verso
altri Stati membri dell’UE o paesi terzi importatori. In tal senso, a
carico dei soggetti esportatori, si applicano le attivita’ di
controllo ed il prospetto tariffario previste per la categoria
vinificatori e/o intermediari.
2. Al fine di rendicontare i quantitativi di vino a D.O. e I.G.
destinato all’esportazione, gli esportatori, entro il giorno
lavorativo successivo dall’effettuazione delle operazioni, devono
trasmettere alla struttura di controllo copia del documento di
trasporto giustificativo della transazione commerciale, anche per via
informatica.

Art. 9

Disposizioni per la vendita diretta al consumatore finale dei vini a
DO e a IG operata da parte dei vinificatori, intermediari e
imbottigliatori

1. Le disposizioni di cui al presente decreto si applicano anche
per i prodotti vitivinicoli certificati a DO o rivendicati a IG
oggetto di vendita diretta al consumatore finale. Per vendita diretta
al consumatore finale si intende la vendita di prodotti a DO o IG
allo stato sfuso in contenitori di proprieta’ dell’acquirente.
2. Per i vini di cui al presente decreto, e’ ammessa la vendita
diretta al consumatore finale esclusivamente di:
a) vini a DO certificati, se consentita dal disciplinare di
produzione;
b) vini ad IG rivendicati.
3. I soggetti interessati devono comunicare mensilmente alla
struttura di controllo i quantitativi di vini a DO o IG venduti
direttamente al consumatore finale. Nel caso di vini a DO la
comunicazione deve riportare anche i riferimenti alle certificazioni
di idoneita’ delle relative partite.

Art. 10

Disposizioni transitorie

1. Entro trenta giorni dalla data di emanazione del presente
decreto la filiera vitivinicola rappresentativa individua, per
singola D.O. e/o I.G., la struttura di controllo cui affidare lo
svolgimento delle verifiche di conformita’ al disciplinare di
produzione. In caso di assenza dell’individuazione da parte della
filiera rappresentativa, la scelta sara’ eseguita, entro i successivi
quindici giorni, dalle regioni e dalle provincie autonome competenti
per il territorio di produzione della singola D.O. e/o I.G. Entro
trenta giorni dalla data di individuazione le strutture di controllo
presentano all’ICQRF ed alla regione o provincia autonoma competente
il piano di controllo ed il prospetto tariffario delle singole D.O. e
I.G. elaborati secondo lo schema allegato al presente decreto al fine
di consentire l’approvazione. L’ICQRF, sentito il gruppo tecnico di
valutazione di cui all’art. 13, comma 1, del decreto legislativo,
provvede, entro il 31 luglio 2012, all’emanazione dei decreti di
autorizzazione e designazione allo svolgimento dei controlli previsti
dal decreto legislativo alle strutture di controllo per tutte le DOP
riconosciute.
2. L’efficacia dei decreti di autorizzazione e di designazione
precedentemente emanati cessa alla data del 31 luglio 2012.
3. Gli allegati 6, 7, 8 e 9 al presente decreto possono essere
modificati con decreto dell’ispettore generale capo dipartimento
dell’Ispettorato centrale della tutela della qualita’ e della
repressione frodi dei prodotti agroalimentari, sentite le regioni e
le provincie autonome.
4. Il decreto ministeriale 2 novembre 2010 relativo
all’approvazione dello schema di piano dei controlli e’ abrogato.
Il presente decreto e’ pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della
Repubblica italiana ed entra in vigore dalla data di sua emanazione.
Roma, 14 giugno 2012

Il Ministro: Catania

Allegato 1

Parte di provvedimento in formato grafico

Allegato 2

Parte di provvedimento in formato grafico

Allegato 3

Parte di provvedimento in formato grafico

Allegato 4

Parte di provvedimento in formato grafico

Allegato 5

Parte di provvedimento in formato grafico

Allegato 6

Parte di provvedimento in formato grafico

Allegato 7

Parte di provvedimento in formato grafico

Allegato 8

Parte di provvedimento in formato grafico

Allegato 9

Parte di provvedimento in formato grafico

MINISTERO DELLE POLITICHE AGRICOLE ALIMENTARI E FORESTALI – DECRETO 14 giugno 2012

Edilone.it