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MINISTERO DELLE INFRASTRUTTURE E DEI TRASPORTI

MINISTERO DELLE INFRASTRUTTURE E DEI TRASPORTI - DECRETO 21 giugno 2004: Aggiornamento delle istruzioni tecniche per la progettazione, l'omologazione e l'impiego delle barriere stradali di sicurezza e le prescrizioni tecniche per le prove delle barriere di sicurezza stradale. (GU n. 182 del 5-8-2004)

MINISTERO DELLE INFRASTRUTTURE E DEI TRASPORTI

DECRETO 21 giugno 2004

Aggiornamento delle istruzioni tecniche per la progettazione,
l’omologazione e l’impiego delle barriere stradali di sicurezza e le
prescrizioni tecniche per le prove delle barriere di sicurezza
stradale.

IL MINISTRO DELLE INFRASTRUTTURE E DEI TRASPORTI

Visto il decreto ministeriale 18 febbraio 1992, n. 223, recante
istruzioni tecniche per la progettazione l’omologazione e l’impiego
delle barriere stradali di sicurezza;
Visto l’art. 8 dello stesso decreto che prevede l’aggiornamento
periodico delle suddette istruzioni a cura del Ministero dei lavori
pubblici – Ispettorato generale per la circolazione e la sicurezza
stradale, sentito il Consiglio superiore dei lavori pubblici, in
rapporto all’esperienza maturata ed allo stato dell’arte;
Visto il decreto ministeriale 15 ottobre 1996, con il quale sono
state aggiornate le istruzioni tecniche per la progettazione,
l’omologazione e l’impiego delle barriere stradali di sicurezza;
Visto il decreto ministeriale 3 giugno 1998, con il quale sono
state nuovamente aggiornate le istruzioni tecniche per la
progettazione, l’omologazione e l’impiego delle barriere stradali di
sicurezza;
Visto il decreto ministeriale 11 giugno 1999, con il quale sono
state integrate e modificate alcune disposizioni di carattere
amministrativo del decreto 3 giugno 1998 ed apportati alcuni
aggiornamenti tecnici a talune disposizioni delle allegate
istruzioni;
Visto il decreto ministeriale 2 agosto 2001, con il quale e’ stato
modificato il termine di due anni previsto dall’art. 3 del decreto
11 giugno 1999 per l’acquisto dell’efficacia operativa delle
istruzioni tecniche allegate al decreto 3 giugno 1998, con quello di
un anno dalla pubblicazione del medesimo decreto 2 agosto 2001;
Visto il decreto ministeriale 23 dicembre 2002, n. 3639, con il
quale e’ stato ulteriormente modificato il termine annuale previsto
dal citato decreto 2 agosto 2001, con quello di un anno dalla
pubblicazione del medesimo decreto 23 dicembre 2002;
Considerato che si rende necessario aggiornare nuovamente il
contenuto tecnico delle istruzioni allegate ai succitati decreti
ministeriali, anche in relazione alla evoluzione della normativa
tecnica a livello europeo;
Vista la direttiva n. 89/106/CEE, e successive modificazioni,
relativa al ravvicinamento delle disposizioni legislative,
regolamentari ed amministrative degli Stati membri concernenti i
prodotti da costruzione;
Vista la norma UNI EN 1317, parte 1, del maggio 2000, inerente
«Terminologia e criteri generali per i metodi di prova» per le
barriere di sicurezza stradale;
Vista la norma UNI EN 1317, parte 2, dell’aprile 1998, inerente
«Classi di prestazione, criteri di accettazione delle prove d’urto e
metodi di prova per le barriere di sicurezza»;
Vista la norma UNI EN 1317, parte 3, del gennaio 2002, inerente
«Classi di prestazione, criteri di accettabilita’ basati sulle prove
di impatto e metodi di prova per attenuatori d’urto»;
Vista la norma UNI EN 1317, parte 4, del maggio 2003, inerente
«Classi di prestazione, criteri di accettazione per la prova d’urto e
metodi di prova per terminali e transizioni delle barriere di
sicurezza»;
Considerata l’esigenza, nell’ottica di una progressiva
armonizzazione delle norme europee inerenti i dispositivi di
sicurezza delle costruzioni stradali, di recepire nel sistema
normativo italiano le norme di cui ai precedenti «visto»;
Visto l’art. 41, comma 3, del decreto legislativo 30 luglio 1999,
n. 300, con il quale e’ stato istituito il Ministero delle
infrastrutture e dei trasporti e sono state trasferite allo stesso le
funzioni e i compiti gia’ del Ministero dei lavori pubblici;
Visto il voto n. 209/2003, emesso dal Consiglio superiore dei
lavori pubblici nella seduta del 28 novembre 2003, con il quale lo
stesso Consiglio ha espresso parere favorevole, con osservazioni e
raccomandazioni, al testo stesso;
Considerato che tutte le osservazioni e raccomandazioni valutate
rilevanti e sostanziali sono state recepite;
Considerato che alcune, di carattere procedurale e formale di
dettaglio possono trovare una piu’ compiuta risposta in fase di
attuazione del provvedimento attraverso direttive e circolari;
Considerato, al contrario, diversamente valutabili alcune
osservazioni nell’ottica dell’esigenza di un piu’ puntuale
recepimento delle norme europee di settore, con specifico riferimento
alle norme UNI EN parti 1-2-3-4;
Tutto quanto sopra premesso e considerato;
Decreta:
Art. 1.
Aggiornamento istruzioni tecniche
1. Le istruzioni tecniche per la progettazione, l’omologazione e
l’impiego delle barriere stradali di sicurezza e le prescrizioni
tecniche per le prove delle barriere di sicurezza stradale ai fini
dell’omologazione, allegate al decreto ministeriale 3 giugno 1998 con
le modificazioni di cui al decreto ministeriale 11 giugno 1999, sono
aggiornate ai sensi dell’art. 8 del decreto ministeriale 18 febbraio
1992, n. 223, e sostituite dalle istruzioni tecniche per la
progettazione, l’omologazione e l’impiego dei dispositivi di ritenuta
nelle costruzioni stradali allegate al presente decreto.
2. Con il presente decreto sono altresi’ recepite le norme UNI EN
1317 parti 1,2.3 e 4, che individuano la classificazione
prestazionale dei dispositivi di sicurezza nelle costruzioni
stradali, le modalita’ di esecuzione delle prove d’urto ed i relativi
criteri di accettazione.

Art. 2.
Studio, ricerca e monitoraggio sui dispositivi di ritenuta nelle
costruzioni stradali
1. E’ compito del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti
svolgere attivita’ di studio, ricerca e monitoraggio sui dispositivi
di ritenuta nelle costruzioni stradali, anche avvalendosi del
supporto di soggetti esterni di comprovata esperienza nel settore.
2. Tale attivita’ e’ finanziata con i proventi derivanti dai
diritti di competenza del Ministero delle infrastrutture e dei
trasporti per l’omologazione dei dispositivi di ritenuta.

Art. 3.
Disposizioni transitorie
1. Le disposizioni del presente decreto e le istruzioni tecniche ad
esso allegate, fatto salvo quanto previsto al comma 8, si applicano
alle domande di omologazione presentate successivamente alla data di
entrata in vigore dello stesso decreto.
2. I dispositivi la cui domanda di omologazione sia stata
presentata prima della data di entrata in vigore del presente decreto
saranno esaminati e, se del caso, omologati secondo le disposizioni
del decreto ministeriale 3 giugno 1998 e del successivo decreto
ministeriale 11 giugno 1999. E’ facolta’ del richiedente
l’omologazione chiedere, entro e non oltre trenta giorni dalla data
di entrata in vigore del presente decreto, il riesame della barriera
o del dispositivo in base alle disposizioni dello stesso decreto
integrando, se necessario, la documentazione.
3. I dispositivi di ritenuta gia’ omologati o che saranno omologati
sulla base delle norme vigenti prima dell’entrata in vigore del
presente decreto, manterranno l’omologazione ottenuta per un periodo
di tre anni a decorrere dalla data di entrata in vigore del presente
decreto.
4. Entro il suddetto periodo tali dispositivi potranno essere
riesaminati alla luce delle disposizioni del presente decreto, ai
fini della conferma o meno della precedente omologazione. Il riesame
sara’ effettuato su richiesta del titolare o del richiedente
l’omologazione, da formulare, a pena di decadenza della stessa, entro
e non oltre sei mesi:
dalla data di entrata in vigore del presente decreto, per i
dispositivi gia’ omologati entro tale data;
dalla data di trasmissione del certificato di omologazione, per i
dispositivi omologati successivamente alla data di entrata in vigore
del presente decreto.
In caso di mancata conferma, l’omologazione originaria mantiene la
sua validita’ per un periodo di tre anni a decorrere dalla data di
entrata in vigore del presente decreto.
5. Le prove d’urto eseguite precedentemente alla data di entrata in
vigore del presente decreto secondo la norma UNI EN 1317, parti 1, 2,
3 e 4, presso campi prova gia’ autorizzati in base al decreto
ministeriale3 giugno 1998, anche in assenza di certificazione secondo
le norme ISO EN 17025 sono ammessi per l’esame o il riesame ai fini
dell’ottenimento dell’omologazione in base alle nuove disposizioni.
6. In attesa che le disposizioni del decreto ministeriale
18 febbraio 1992, n. 223, acquistino efficacia operativa per tutte le
tipologie di dispositivi, gli enti appaltanti devono richiedere, per
le tipologie per le quali non siano state ancora emanate le circolari
previste dall’art. 9 del suddetto decreto ministeriale 18 febbraio
1992, n. 223, dispositivi rispondenti alle norme UNI EN 1317, parti
1, 2, 3 e 4, richiedendo, ai fini della verifica di rispondenza alle
suddette norme, rapporti di crash test rilasciati da campi prova
dotati di certificazione secondo le norme ISO EN 17025.
7. Per un periodo di tre anni dalla data di entrata in vigore del
presente decreto, gli enti appaltanti, per le tipologie di
dispositivi per le quali non siano state ancora emanate le circolari
previste dall’art. 9 del decreto ministeriale 18 febbraio 1992, n.
223, sono tenuti ad accettare anche dispositivi rispondenti alle
nuove disposizioni o al d…

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