MINISTERO DELLE ATTIVITA' PRODUTTIVE - DECRETO 30 dicembre 2005 | Edilone.it

MINISTERO DELLE ATTIVITA’ PRODUTTIVE – DECRETO 30 dicembre 2005

MINISTERO DELLE ATTIVITA' PRODUTTIVE - DECRETO 30 dicembre 2005 - Regimi derogatori ai criteri per la definizione della prevalenza di cui all'articolo 2513 del codice civile. (GU n. 20 del 25-1-2006)

MINISTERO DELLE ATTIVITA’ PRODUTTIVE

DECRETO 30 dicembre 2005
Regimi derogatori ai criteri per la definizione della prevalenza di
cui all’articolo 2513 del codice civile.

IL MINISTRO DELLE ATTIVITA’ PRODUTTIVE

di concerto con

IL MINISTRO DELL’ECONOMIA E DELLE FINANZE

Visto il decreto legislativo 30 luglio 1999, n. 300, riforma
dell’organizzazione del Governo, a norma dell’art. 11 della legge
15 marzo 1997, n. 59;
Visto il decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 34, modifiche ed
integrazioni al decreto legislativo 30 luglio 1999, n. 300,
concernenti le funzioni e la struttura organizzativa del Ministero
delle attivita’ produttive, a norma dell’art. 1 della legge 6 luglio
2002, n. 137;
Visto l’art. 2 del decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 34, che
riconosce al Ministero delle attivita’ produttive la vigilanza
ordinaria e straordinaria sulle cooperative;
Vista la legge 3 ottobre 2001, n. 366, concernente delega al
Governo per l’emanazione di uno o piu’ decreti legislativi recanti la
riforma organica della disciplina delle societa’ di capitali e
cooperative;
Visto il decreto legislativo 17 gennaio 2003, n. 6, recante riforma
organica della disciplina delle societa’ di capitali e societa’
cooperative, in attuazione della legge 3 ottobre 2001, n. 366;
Visto l’art. 111-undecies del decreto legislativo 17 gennaio 2003,
n. 6, che riconosce al Ministro delle attivita’ produttive di
concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze di stabilire,
con proprio decreto, regimi derogatori al requisito della prevalenza,
cosi’ come definiti dall’art. 2513 del codice civile;
Decreta:

Articolo unico

Sono stabiliti i regimi derogatori al requisito della prevalenza,
cosi’ come definiti dall’art. 2513 del codice civile, tenuto conto
della struttura delle imprese e del mercato in cui le cooperative
operano, delle specifiche disposizioni normative cui le cooperative
devono uniformarsi e della circostanza che la realizzazione del bene
destinato allo scambio mutualistico richieda il decorso di un periodo
di tempo superiore all’anno di esercizio.

Cooperative di lavoro.

Nelle cooperative di lavoro e nelle cooperative miste non si
computa, ai fini del calcolo di prevalenza di cui all’art. 2513 del
codice civile, il costo del lavoro delle unita’ lavorative non socie
assunte in forza di obbligo di legge o di contratto collettivo
nazionale di lavoro o di convenzione con la pubblica amministrazione,
ne’ il costo del lavoro delle unita’ lavorative che per espressa
disposizione di legge non possono acquisire la qualita’ di socio
della cooperativa.
Non si computa, altresi’, il costo del lavoro delle unita’
lavorative non socie di nazionalita’ straniera impiegate in attivita’
svolte dalla cooperativa fuori dai confini della Repubblica italiana.

Cooperative per la produzione e la distribuzione di energia
elettrica.

Nelle cooperative per la produzione e la distribuzione di energia
elettrica non si computano tra i ricavi i corrispettivi derivanti
dalla prestazione del servizio di fornitura di energia in base a
rapporti obbligatori imposti.

Cooperative agricole di allevamento e di conduzione.

Nelle cooperative di allevamento la condizione di prevalenza e’
rispettata quando dai terreni dei soci e delle cooperative sono
ottenibili almeno un quarto dei mangimi necessari per l’allevamento
stesso.
Nelle cooperative agricole per la conduzione associata di terreni,
la condizione di prevalenza e’ rispettata quando l’estensione dei
terreni coltivati dai soci supera il 50% dell’estensione totale dei
terreni condotti dalla cooperativa.

Enti di formazione.

Negli enti di formazione costituiti in forma cooperativa non si
computano, ai fini del calcolo del requisito della prevalenza
mutualistica di cui all’art. 2513 del codice civile, i finanziamenti
erogati da pubbliche amministrazioni per lo svolgimento di attivita’
di formazione in favore di utenti terzi.

Cooperative per il commercio equo e solidale.

Sono considerate a mutualita’ prevalente indipendentemente
dall’effettivo possesso dei requisiti di cui all’art. 2513 del codice
civile, le cooperative che operano prevalentemente nei settori di
particolare rilevanza sociale, quali le attivita’ di commercio equo e
solidale.
Per attivita’ di commercio equo e solidale si intende la vendita,
effettuata anche con l’impiego di attivita’ volontaria dei soci della
cooperativa, di prodotti che le cooperative o loro consorzi
acquistano direttamente da imprese di Stati in via di sviluppo o da
cooperative sociali di tipo b) ai sensi della legge 8 novembre 1991,
n. 381, con garanzia di pagamento di un prezzo minimo
indipendentemente dalle normali fluttuazioni delle condizioni di
mercato.

Societa’ finanziarie.

Le societa’ finanziarie, costituite in forma cooperativa ai sensi
della legge 27 febbraio 1985, n. 49, e successive modificazioni ed
integrazioni, sono considerate cooperative a mutualita’ prevalente
qualora rispettino i requisiti di cui all’art. 2514 del codice
civile.

Cooperative giornalistiche.

Nelle cooperative giornalistiche di cui alla legge 5 agosto 1981,
n. 416, non si computa il costo del lavoro dei soggetti con i quali
la cooperativa instaura, nei limiti e alle condizioni previste da
disposizioni di legge, rapporti di lavoro occasionale.

Cooperative di consumo operanti nei territori montani.

Le cooperative di consumo operanti esclusivamente nei comuni
montani, come individuati dalla legislazione vigente e con
popolazione non superiore a 10.000 abitanti, si intendono a
mutualita’ prevalente.

Calamita’ naturali.

Nei casi in cui la cooperativa perda la condizione di prevalenza di
cui all’art. 2513 del codice civile a causa di calamita’ naturali o
avversita’ atmosferiche di carattere eccezionale, dichiarate dalle
autorita’ competenti, che abbiano provocato danni alle culture, alle
infrastrutture e agli impianti produttivi, il periodo relativo ai due
esercizi previsto dal comma 1 dell’art. 2545-octies inizia a
decorrere dal venir meno degli effetti degli eventi medesimi.

Soci di enti giuridici.

Ai fini del calcolo della prevalenza di cui all’art. 2513, comma 1,
lettera a), tra le cessioni di beni e prestazioni di servizi verso
soci sono ricomprese quelle effettuate nei confronti di persone
fisiche socie di enti giuridici aventi la qualita’ di soci della
cooperativa.

Cooperative di editori che gestiscono agenzie giornali stiche.

I ricavi derivanti dalle prestazioni di servizi di informazione
sono assimilabili a quelli provenienti dall’attivita’ con i soci,
quando derivano dallo svolgimento di attivita’ con le pubbliche
amministrazioni per le quali il corrispettivo sia espressamente
determinato in misura pari ai costi sostenuti per la produzione dei
servizi medesimi o si riferisca a servizi acquistati, ai sensi
dell’art. 55, comma 24, della legge 27 dicembre 1997, n. 449, dalla
Presidenza del Consiglio dei Ministri per soddisfare l’interesse
pubblico connesso alle esigenze istituzionali di informazione.
Roma, 30 dicembre 2005

Il Ministro
delle attivita’ produttive
Scajola

Il Ministro dell’economia
e delle finanze
Tremonti

MINISTERO DELLE ATTIVITA’ PRODUTTIVE – DECRETO 30 dicembre 2005

Edilone.it