MINISTERO DELLE ATTIVITA' PRODUTTIVE - DECRETO 23 settembre 2005 | Edilone.it

MINISTERO DELLE ATTIVITA’ PRODUTTIVE – DECRETO 23 settembre 2005

MINISTERO DELLE ATTIVITA' PRODUTTIVE - DECRETO 23 settembre 2005 - Approvazione delle condizioni di ammissibilita' e delle disposizioni di carattere generale per l'amministrazione del Fondo di garanzia per le piccole e medie imprese, di cui all'articolo 2, comma 100, lettera a), della legge 23 dicembre 1996, n. 662, a seguito di rideterminazione delle caratteristiche degli interventi del Fondo stesso, ai sensi del decreto ministeriale 20 giugno 2005. (GU n. 230 del 3-10-2005)

MINISTERO DELLE ATTIVITA’ PRODUTTIVE

DECRETO 23 settembre 2005

Approvazione delle condizioni di ammissibilita’ e delle disposizioni
di carattere generale per l’amministrazione del Fondo di garanzia per
le piccole e medie imprese, di cui all’articolo 2, comma 100, lettera
a), della legge 23 dicembre 1996, n. 662, a seguito di
rideterminazione delle caratteristiche degli interventi del Fondo
stesso, ai sensi del decreto ministeriale 20 giugno 2005.

IL MINISTRO DELLE ATTIVITA’ PRODUTTIVE

Visto l’art. 2, comma 100, lettera a) della legge 23 dicembre 1996,
n. 662;
Visto l’art. 15 della legge 7 agosto 1997, n. 266;
Visto l’art. 1, comma 209, della legge 30 dicembre 2004, n. 311
come modificato dall’art. 4, comma 1, lettera a-ter) del
decreto-legge 14 marzo 2005, n. 35, convertito, con modificazioni,
dalla legge 14 maggio 2005, n. 80;
Visto l’art. 4 del decreto del Ministro delle attivita’ produttive
e del Ministro per l’innovazione e le tecnologie del 20 giugno 2005
pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 152 del 2 luglio 2005,
«Rideterminazione delle caratteristiche degli interventi del Fondo di
garanzia per le piccole e medie imprese», che prevede che le
modalita’ di concessione della garanzia di cui al medesimo decreto si
applicano alle richieste pervenute al gestore a decorrere dalla data
di entrata in vigore del decreto ministeriale di approvazione, ai
sensi dell’art. 13 del decreto 31 maggio 1999, n. 248, delle
condizioni di ammissibilita’ e delle disposizioni di carattere
generale adottate dal Comitato di cui all’articolo 15, comma 3, della
legge 7 agosto 1997, n. 266;
Visto l’art. 13 del decreto ministeriale 31 maggio 1999, n. 248,
«Regolamento recante criteri e modalita’ per la concessione della
garanzia e per la gestione del Fondo di garanzia per le piccole e
medie imprese», che prevede che il Comitato di cui all’art. 15,
comma 3, della legge 7 agosto 1997, n. 266 adotta le necessarie
disposizioni operative per l’amministrazione del Fondo di cui
all’art. 2, comma 100, lettera a) della legge 23 dicembre 1996, n.
662, e che le condizioni di ammissibilita’ e le disposizioni di
carattere generale sono soggette all’approvazione del Ministro delle
attivita’ produttive sentito il Ministro delle politiche agricole e
forestali e sono pubblicate nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica
italiana;
Vista nota di MCC S.p.a. con la quale sono state trasmesse le
condizioni di ammissibilita’ e le disposizioni di carattere generale
adottate dal Comitato di cui all’art. 15, comma 3, della legge
7 agosto 1997, n. 266, nella riunione del 21 luglio 2005;
Sentito il Ministro delle politiche agricole e forestali;
Decreta:

Art. 1.
1. Sono approvate le condizioni di ammissibilita’ e le disposizioni
di carattere generale per l’amministrazione del Fondo di garanzia per
le piccole e medie imprese di cui all’art. 2, comma 100, lettera a),
della legge 23 dicembre 1996, n. 662, adottate dal Comitato previsto
dall’art. 15, comma 3, della legge 7 agosto 1997, n. 266, nella
riunione del 21 luglio 2005.
2. Per ogni operazione finanziaria ammessa all’intervento del Fondo
di garanzia, viene accantonato, a titolo di coefficiente di rischio,
un importo non inferiore all’8% dell’importo garantito dal Fondo.
3. E’ riportato in allegato al presente decreto il testo delle
condizioni di ammissibilita’ e delle disposizioni di carattere
generale di cui al comma 1.

Art. 2.
1. Le condizioni di ammissibilita’ e le disposizioni di carattere
generale per l’amministrazione del Fondo di garanzia di cui all’art.
1 entrano in vigore il giorno successivo alla pubblicazione del
presente decreto nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana.
Roma, 23 settembre 2005
Il Ministro: Scajola

Allegato

CONDIZIONI DI AMMISSIBILITA’ E DISPOSIZIONI DI CARATTERE GENERALE PER
L’AMMINISTRAZIONE DEL FONDO DI GARANZIA PER LE PICCOLE E MEDIE
IMPRESE DI CUI ALL’Art. 2, COMMA 100, LETTERA A) DELLA LEGGE
23 DICEMBRE 1996, n. 662.

Parte I

DEFINIZIONI

Nelle presenti disposizioni l’espressione:
a) «Fondo», indica il Fondo di garanzia a favore delle piccole
e medie imprese costituito presso il MCC S.p.A. dall’art. 2,
comma 100, lettera a), della legge 23 dicembre 1996, n. 662, e
successive modificazioni e integrazioni;
b) «Comitato», indica l’organo competente a deliberare in
materia di concessione della garanzia e di gestione del Fondo
previsto dall’art. 15, comma 3, della legge 7 agosto 1997, n. 266;
c) «Garanzia Diretta», indica la garanzia prestata dal Fondo
direttamente a favore dei soggetti finanziatori;
d) «Controgaranzia», indica la garanzia prestata dal Fondo a
favore dei Confidi e degli Altri fondi di garanzia;
e) «Cogaranzia», indica la garanzia prestata dal Fondo
direttamente a favore dei soggetti finanziatori e congiuntamente ai
Confidi, agli Altri fondi di garanzia ovvero a fondi di garanzia
istituiti nell’ambito della Unione europea o da essa cofinanziati;
f) «PMI», indica le piccole e medie imprese, economicamente e
finanziariamente sane, costituite anche in forma cooperativa, in
possesso dei parametri dimensionali di cui alla disciplina
comunitaria in materia di aiuti di Stato alle PMI, vigente alla data
di presentazione della richiesta di ammissione ai benefici del Fondo;
al riguardo si precisa che:
i parametri dimensionali devono essere calcolati secondo
quanto previsto dal decreto del Ministro dell’industria, del
commercio e dell’artigianato del 18 settembre 1997 (G.U.R.I. del
1° ottobre 1997);
nel caso di impresa beneficiaria appartenente ad un gruppo: i
parametri dimensionali dell’impresa beneficiaria vengono rilevati
come somma dei valori riferiti all’impresa considerata ed alle altre
di cui la stessa detenga, anche indirettamente, il 25% o piu’ del
capitale o dei diritti di voto; detto criterio si applica anche alle
imprese che detengono il 25% o piu’ del capitale o dei diritti di
voto dell’impresa beneficiaria;
per piccole e medie imprese economicamente e finanziariamente
sane si intendono quelle di cui venga accertata, sulla base della
consistenza patrimoniale e finanziaria, la possibilita’ di far fronte
agli impegni finanziari derivanti dalle operazioni per le quali e’
richiesto l’intervento del Fondo;
g) «Piccole imprese», indica le imprese, economicamente e
finanziariamente sane, costituite anche in forma cooperativa,
definite di piccola dimensione ai sensi della disciplina comunitaria
in materia di aiuti di Stato alle PMI, vigente alla data di
presentazione della richiesta di ammissione ai benefici del Fondo. Al
riguardo, si precisa che i parametri dimensionali sono calcolati
secondo quanto previsto dalla raccomandazione 96/280/CE, della
Commissione, del 3 aprile 1996. Ai sensi della raccomandazione sono
definite piccole le imprese:
aventi meno di 50 dipendenti, e
o un fatturato annuo non superiore a 7 milioni di euro, o
un totale di bilancio annuo non superiore a 5 milioni di
euro,
e in possesso del requisito di indipendenza di seguito
definito.
Sono considerate imprese indipendenti quelle il cui capitale o i
cui diritti di voto non sono detenuti per 25% o piu’ da una sola
impresa, oppure, congiuntamente, da piu’ imprese non conformi alla
definizione di piccola impresa. Questa soglia puo’ essere superata
nelle due fattispecie seguenti:
se l’impresa e’ detenuta da societa’ di investimenti
pubblici, societa’ di capitali di rischio o investitori
istituzionali, a condizione che questi non esercitino alcun
controllo, individuale o congiunto, sull’impresa;
se il capitale e’ disperso in modo tale che sia impossibile
determinare da chi e’ detenuto e se l’impresa dichiara di poter
legittimamente presumere che non e’ detenuto per il 25% o piu’ da una
sola impresa, oppure, congiuntamente, da piu’ imprese non conformi
alla definizione di piccola impresa.
Per il calcolo delle soglie di cui sopra, occorre sommare i dati
dell’impresa destinataria e di tutte le imprese di cui detiene,
direttamente o indirettamente, il 25% o piu’ del capitale o dei
diritti di voto.
Quando un’impresa, alla data di chiusura del bilancio, supera,
verso l’alto o verso il basso, le soglie del numero di dipendenti o
dei massimali finanziari specificati, perde o acquista la qualifica
di «piccola impresa» soltanto se detta circostanza si ripete durante
due esercizi consecutivi.
Il numero di persone occupate corrisponde al numero di
unita-lavorative-anno (ULA), cioe’ al numero di dipendenti occupati a
tempo pieno durante un anno, mentre i lavoratori a tempo parziale e
quelli stagionali rappresentano frazioni di ULA. L’anno da prendere
in considerazione e’ quello dell’ultimo esercizio contabile
approvato.
Le soglie per il fatturato e per il totale di bilancio sono
quelle dell’ultimo esercizio contabile approvato di dodici mesi. Nel
caso di un’impresa di recente costituzione, la cui contabilita’ non
e’ stata ancora approvata, le soglie da applicare sono soggette a una
stima secondo buona fede eseguita nel corso dell’esercizio.
I parametri di cui alle lettere f) e g) vengono applicati fino
alla conclusione delle procedure di comunicazione e notifica dei
nuovi parametri di cui al decreto del Ministro delle attivita’
produttive del 18 aprile 2005.
h) «Consorzi», indica i consorzi e societa’ consortili tra PMI
di cui agli articoli 17, 18, 19 e 23 della legge 5 ottobre 1991, n.
317, e le societa’ consortili miste di cui all’art. 27 della medesima
legge, economicamente e finanziariamente sani; per consorzi
economicamente e finanziariamente sani si intendono quelli di cui
venga accertata, sulla base della consistenza patrimoniale e
finanziaria, la possibilita’ di far fronte agli impegni finanziari
derivanti dalle operazioni per le quali e’ richiesto l’intervento del
Fondo; le societa’ consortili miste devono essere in possesso dei
parametri dimensionali di cui alla disciplina comunitaria in materia
di aiuti di Stato alle piccole e medie imprese, vigenti alla data di
presentazione della richiesta di ammissione ai benefici del Fondo.
i) «Microimprese», indica le piccole imprese con un numero di
dipendenti non superiore a 10;
j) «Banche», indica le banche iscritte all’albo di cui all’art.
13 del decreto legislativo 1° settembre 1993, n. 385;
k) «Intermediari», indica gli intermediari finanziari iscritti
nell’elenco speciale di cui all’art. 107 del decreto legislativo
1° settembre 1993, n. 385;
l) «SFIS», indica le societa’ finanziarie per l’innovazione e
lo sviluppo iscritte all’albo di cui all’art. 2, comma 3, della legge
5 ottobre 1991, n. 317;
m) «Confidi», indica i soggetti di cui all’art. 13 del decreto
legge 30 settembre 2003, n. 269, convertito nella legge 24 novembre
2003, n. 326;
n) «Altri fondi di garanzia», indica i fondi di garanzia
gestiti da Banche, da Intermediari o da soggetti iscritti nell’elenco
generale di cui all’art. 106 del decreto legislativo 1° settembre
1993, n. 385;
o) «Confidi operanti nei settori agricolo, agroalimentare e
della pesca», indica i Confidi il cui capitale sociale o fondo
interconsortile sia sottoscritto, per almeno il 50%, da imprenditori
operanti nei settori agricolo, agroalimentare e della pesca.
p) «Investimenti», indica gli investimenti materiali ed
immateriali da effettuare nel territorio nazionale successivamente
alla data di presentazione della richiesta di finanziamento al
soggetto finanziatore. Tali investimenti non devono essere una mera
sostituzione di quelli gia’ esistenti e non devono essere alienati,
ceduti o distratti per cinque anni dalla data di ammissione
all’intervento del Fondo. Sono esclusi gli investimenti relativi a
mezzi di trasporto iscritti ai pubblici registri fatta eccezione per
i mezzi di trasporto destinati al trasporto di specifici beni e
distinti da una particolare attrezzatura relativa a tale scopo (la
specificita’ deve risultare dalle carte di circolazione, ovvero da
altri documenti rilasciati dagli uffici provinciali della
motorizzazione civile);
q) «Investimenti immateriali», indica le spese legate al
trasferimento di tecnologie sotto forma di acquisizione di brevetti,
di licenze di sfruttamento o di conoscenze tecniche brevettate e di
conoscenze tecniche non brevettate. Tali investimenti devono essere
sfruttati esclusivamente nello stabilimento beneficiario dell’aiuto,
essere considerati elementi patrimoniali ammortizzabili, essere
acquistati presso un terzo alle condizioni di mercato e figurare
all’attivo dell’impresa e restare nello stabilimento del beneficiario
dell’aiuto almeno per un periodo di 5 anni.
r) «Finanziamenti a medio – lungo termine», indica i
finanziamenti, ivi compresi lo sconto di effetti e la locazione
finanziaria, di durata superiore a diciotto mesi e non superiore a
dieci anni concessi a PMI e Consorzi a fronte di Investimenti;
s) «Prestiti partecipativi», indica i finanziamenti di durata
superiore a diciotto mesi e non superiore a dieci anni la cui
remunerazione e’ composta da una parte fissa integrata da una parte
variabile commisurata al risultato economico di esercizio
dell’impresa finanziata, concessi a PMI e Consorzi a fronte di
Investimenti;
t) «Partecipazioni», indica le partecipazioni di minoranza, di
durata non superiore a dieci anni, nel capitale di PMI, costituite in
forma di societa’ di capitali, acquisite a fronte di un piano di
sviluppo produttivo dell’impresa (gli investimenti contenuti nel
piano di sviluppo produttivo sono quelli definiti nella lettera n));
u) «Altre operazioni» indica qualsiasi operazione finanziaria,
purche’ direttamente finalizzata all’attivita’ di impresa, diversa
dai Finanziamenti a medio-lungo termine, dai Prestiti partecipativi e
dalle Partecipazioni, escluse, nel caso di intervento di Garanzia
Diretta, le operazioni di consolidamento dei debiti a breve termine
ai sensi dell’art. 2 della legge 8 agosto 1995, n. 341;
v) «Tasso di riferimento» indica il tasso da applicare per le
operazioni di attualizzazione/rivalutazione di cui all’art. 2, comma
2 del decreto legislativo del 31 marzo 1998, n. 123 (il tasso e’
pubblicato su internet all’indirizzo:
http://europa.eu.int./comm/competition/state aid/others/reference rat
es.html);
w) «Costo di provvista» indica la media mensile dei rendimenti
lordi dei titoli pubblici soggetti a tassazione («RENDISTATO») cosi’
come definita dall’art. 1, lettera b), del decreto del Ministro del
tesoro del 21 dicembre 1994 e resa nota dalla Banca d’Italia;
x) «Contratti d’area» indica i contratti d’area di cui all’art.
2, commi 203 e seguenti della legge 23 dicembre 1996, n. 662;
y) «Patti territoriali» indica i patti territoriali di cui
all’art. 2, commi 203 e seguenti della legge 23 dicembre 1996, n.
662;
z) «Imprese a prevalente partecipazione femminile» indica le
societa’ cooperative e le societa’ di persone costituite in misura
non inferiore al 60% da donne, le societa’ di capitali le cui quote
di partecipazione spettino in misura non inferiore ai due terzi a
donne e i cui organi di amministrazione siano costituiti per almeno i
due terzi da donne, nonche’ le imprese individuali gestite da donne,
che operino nei settori dell’industria, dell’artigianato,
dell’agricoltura, del commercio, del turismo e dei servizi (art. 2,
comma 1, lettera a), legge 215/1992).

Parte II

GARANZIA DIRETTA

A. Richiedenti, beneficiari, operazioni ammissibili.
1. Soggetti richiedenti.
Possono richiedere la Garanzia Diretta:
1.1. le Banche – anche in qualita’ di capofila di pool di
banche;
1.2. gli Intermediari;
1.3. le SFIS.
2. Soggetti beneficiari finali.
2.1. Soggetti beneficiari finali sono le PMI e i Consorzi
operanti nei settori (classificazione ISTAT 1991):
C – Estrazione di minerali, con esclusione delle classi:
13.10 – Estrazione di minerali di ferro (tutta la classe,
ad eccezione delle piriti);
13.20 – Estrazione di minerali metallici non ferrosi
(limitatamente al minerale di manganese);
D – Attivita’ manifatturiere, con esclusione delle classi:
23.10 – Fabbricazione di prodotti di cokeria;
24.70 – Fabbricazione di fibre sintetiche e artificiali;
27.10 – Produzione di ferro, di acciaio e di ferroleghe
(CECA) (*);
27.52 – Fusione di acciaio;
34.10 – Fabbricazione di autoveicoli, limitatamente a:
– fabbricazione di autovetture destinate al trasporto di
persone;
(*) per attivita’ dell’industria siderurgica, quale definita
nel trattato CECA si intende: ghisa e ferroleghe; ghisa per la
produzione dell’acciaio, per fonderia e altre ghise grezze,
manganesifera e ferro-manganese carburato; prodotti grezzi e prodotti
semilavorati di ferro, d’acciaio comune o d’acciaio speciale,
compresi i prodotti di reimpiego o di rilaminazione; acciaio liquido
colato o no in lingotti, compresi i lingotti destinati alla
fucinatura, prodotti semilavorati quali blumi, billette e bramme,
bidoni, coils, larghi laminati a caldo; prodotti finiti a caldo di
ferro, di acciaio comune o di acciaio speciale (non sono compresi i
getti di acciaio, i pezzi fucinati e i prodotti ottenuti con impiego
di polveri); rotaie, traverse, piastre e stecche, travi, profilati
pesanti e barre da 80 mm e piu’, palancole, barre e profilati
inferiori a 80 mm e piatti inferiori a 150 mm, vergella, tondi e
quadri per tubi, nastri e bande laminate a caldo (comprese le bande
per tubi e i coils considerati come prodotti finiti), lamiere
laminate a caldo inferiori a 3 mm, piastre e lamiere di spessore di 3
mm e piu’, larghi piatti di 150 mm e piu’; prodotti terminali di
ferro, acciaio comune o acciaio speciale (non sono compresi i tubi in
acciaio, i nastri laminati a freddo di larghezza inferiore a 500 mm
eccetto quelli destinati alla produzione di banda stagnata, i
trafilati, le barre calibrate e i getti di ghisa; latta, lamiere
piombate, banda nera, lamiere zincate, altre lamiere rivestite,
lamiere laminate a freddo inferiori a 3 mm, lamiere magnetiche,
nastro destinato alla produzione banda stagnata, lamiere laminate a
freddo, in rotoli e in fogli di spessore uguale o superiore a 3 mm)
– fabbricazione di autoveicoli per il trasporto di merci:
limitatamente agli autocarri, ai furgoni ed ai trattori stradali;
– fabbricazione di telai muniti di motori per gli
autoveicoli di questa classe;
– fabbricazione di autobus, filobus;
– fabbricazione di motori per autoveicoli;
34.20 – Fabbricazione di carrozzerie per autoveicoli e
fabbricazione di rimorchi e semirimorchi, limitatamente a:
– fabbricazione di carrozzerie (comprese le cabine) per
autoveicoli;
e con esclusione delle categorie:
27.22.1 – Produzione di tubi senza saldatura;
27.22.2 – Produzione di tubi avvicinati, aggraffati,
saldati e simili (limitatamente a ai tubi con diametro superiore a
406,4 mm);
35.11.1 – Cantieri navali per costruzioni metalliche,
limitatamente a:
– costruzione di navi mercantili a scafo metallico per il
trasporto di passeggeri e/o merci, di almeno 100 tsl;
– costruzione di pescherecci a scafo metallico di almeno
100 tsl (solo se destinati all’esportazione);
– costruzione di draghe o altre navi per lavori in mare a
scafo metallico (escluse le piattaforme di trivellazione), di almeno
100 tsl;
– costruzione di rimorchiatori a scafo metallico con
potenza non inferiore a 365 Kw;
35.11.3 – Cantieri di riparazioni navali, limitatamente a:
– la trasformazione delle navi a scafo metallico di cui
al precedente 35.11.1, di almeno 1000 tsl, limitatamente
all’esecuzione di lavori che comportano una modifica radicale del
piano di carico, dello scafo, del sistema di propulsione o delle
infrastrutture destinate ad ospitare i passeggeri;
– la riparazione delle navi a scafo metallico di cui al
precedente 35.11.1
E – Produzione e distribuzione di energia elettrica, gas e
acqua;
F – Costruzioni;
G – Commercio all’ingrosso e al dettaglio; riparazione di
autoveicoli, motocicli e di beni personali e per la casa;
H – Alberghi e ristoranti;
I – Trasporti, magazzinaggio e comunicazioni, con esclusione
delle attivita’ di trasporto merci e persone. Sono ammesse
all’intervento del Fondo le imprese di autotrasporto che vantano
crediti nei confronti delle imprese ammesse all’amministrazione
straordinaria di cui all’art. 2, legge 18 febbraio 2004, n. 39, nei
sei mesi precedenti all’ammissione alla predetta amministrazione
straordinaria (art. 5, legge 27 marzo 2004, n. 77).
K – Attivita’ immobiliari, noleggio, informatica, ricerca,
altre attivita’ professionali ed imprenditoriali;
M – Istruzione;
N – Sanita’ e altri servizi sociali;
O – Altri servizi pubblici, sociali e personali.
2.2. Sono sottoposte ai limiti previsti dalle vigenti
disposizioni comunitarie in materia di aiuti «de minimis» le
operazioni relative a PMI e Consorzi operanti nei settori
(classificazione ISTAT 1991):
D – Attivita’ manifatturiere, classe:
34.30 – Fabbricazione di parti e di accessori per
autoveicoli e per loro motori:
– fabbricazione di varie parti e accessori per
autoveicoli: fabbricazione di freni, cambi di velocita’, assi, ruote,
ammortizzatori di sospensione, radiatori, silenziatori, tubi di
scappamento, frizioni, volanti, piantoni e scatole dello sterzo;
– fabbricazione di parti ed accessori di carrozzerie di
autoveicoli: cinture di sicurezza, portiere, paraurti.
2.3. Le operazioni relative a PMI e Consorzi operanti nei
settori della trasformazione e commercializzazione di prodotti
agricoli di cui all’Allegato I del Trattato CE sono sottoposte ai
limiti e alle condizioni di ammissibilita’ previsti dai Programmi
operativi regionali (POR) e relativi Complementi di Programmazione
(CdP), o dai Piani di sviluppo rurale (PSR).
2.4. I soggetti beneficiari finali devono:
– essere iscritti nel registro delle imprese, istituito
presso la Camera di commercio, industria, artigianato e agricoltura
competente per territorio;
– non essere iscritti all’Albo delle imprese artigiane;
essere valutati economicamente e finanziariamente sani da MCC
sulla base dei criteri approvati dal Comitato.
3. Operazioni ammissibili.
3.1. Sono ammissibili alla Garanzia Diretta:
a) i Finanziamenti a medio – lungo termine;
b) i Prestiti partecipativi;
c) le Partecipazioni;
d) le Altre operazioni, nei limiti previsti dalle vigenti
disposizioni comunitarie in materia di aiuti «de minimis»;
e) i finanziamenti, finalizzati al reintegro del capitale
circolante ed aventi durata massima di sessanta mesi, concessi, ai
sensi dell’art. 5, legge 27 marzo 2004, n. 77, alle imprese di
autotrasporto e alle Piccole imprese che vantano crediti nei
confronti delle imprese ammesse all’amministrazione straordinaria di
cui all’art. 2, legge 18 febbraio 2004, n. 39, nei sei mesi
precedenti all’ammissione alla predetta amministrazione
straordinaria. Tali finanziamenti sono ammissibili nei limiti dei
crediti vantati dalle imprese di autotrasporto e dalle Piccole
imprese nei confronti delle imprese ammesse alla predetta
amministrazione straordinaria e nei limiti previsti dalle vigenti
disposizioni comunitarie in materie di aiuti «de minimis».
3.2. Non sono ammissibili alla Garanzia Diretta le Altre
operazioni relative a PMI e Consorzi operanti nei settori della
trasformazione e commercializzazione di prodotti agricoli di cui
all’Allegato I del Trattato CE.
3.3. La Garanzia Diretta e’ cumulabile, sulla stessa
operazione, con altre garanzie pubbliche nei limiti delle misure
previste al punto 4.2. La Garanzia Diretta e’ cumulabile, sullo
stesso investimento, con altri regimi di aiuto, nel limite
dell’intensita’ agevolativa massima fissata dalla Unione europea. Per
le PMI e i Consorzi ubicati nelle zone ammesse alle deroghe di cui
all’art. 87.3.a) e 87.3.c) del Trattato CE, qualora per effetto del
cumulo si superi il limite di intensita’ agevolativa fissato
dall’Unione europea per le PMI ubicate nelle regioni non ammesse alle
deroghe suddette, la cumulabilita’ e’ permessa a condizione che la
PMI o il Consorzio partecipi al finanziamento dell’investimento
ammissibile con un apporto pari, al netto di qualsiasi aiuto, almeno
al 25% dell’ammontare dell’investimento stesso.
3.3. I soggetti richiedenti e i soggetti beneficiari finali
possono richiedere che la Garanzia Diretta sia concessa secondo la
regola «de minimis» anche relativamente ai Finanziamenti a
medio-lungo termine, ai Prestiti partecipativi e alle Partecipazioni.
4. Natura e misura massima dell’agevolazione.
4.1. Natura della garanzia – La garanzia e’ esplicita,
incondizionata ed irrevocabile; e’ inoltre diretta, nel senso che si
riferisce ad una singola esposizione.
4.2. Copertura massima delle operazioni – la Garanzia Diretta
puo’ essere concessa in misura non superiore:
all’80% dell’ammontare di ciascuna delle operazioni ammesse
ai benefici del Fondo per le operazioni relative a:
Imprese a prevalente partecipazione femminile;
soggetti beneficiari finali ubicati nelle Zone ammesse alla
deroga di cui all’art. 87.3.a) del Trattato CE per gli aiuti a
finalita’ regionale;
soggetti beneficiari finali che sottoscrivono Contratti
d’area o Patti territoriali.
al 60% dell’ammontare di ciascuna delle operazioni ammesse ai
benefici del Fondo per le operazioni relative agli altri soggetti
beneficiari finali;
all’85% dell’ammontare delle operazioni di cui al punto 3.1.,
lettera e).
Nel caso di locazione finanziaria per ammontare dell’operazione
si intende il costo del bene.
4.3. Copertura massima dell’ammontare dell’esposizione – Nei
limiti della copertura massima delle operazioni, la Garanzia Diretta
copre l’ammontare dell’esposizione per capitale, interessi,
contrattuali e di mora dei soggetti richiedenti nei confronti dei
soggetti beneficiari finali, calcolato al sessantesimo giorno
successivo all’intimazione di pagamento di cui ai punto 11.1., in
misura non superiore:
all’80% per le operazioni relative a:
Imprese a prevalente partecipazione femminile;
soggetti beneficiari finali ubicati nelle Zone ammesse alla
deroga di cui all’art. 87.3.a) del Trattato CE per gli aiuti a
finalita’ regionale;
soggetti beneficiari finali che sottoscrivono Contratti
d’area o Patti territoriali;
al 60% per le operazioni relative agli altri soggetti
beneficiari finali;
all’85% per le operazioni di cui al punto 3.1., lettera e).
4.4. Sulla quota di finanziamento garantita dal Fondo non puo’
essere acquisita alcuna altra garanzia reale, assicurativa e
bancaria. Sulla parte residua del finanziamento possono essere
acquisite garanzie reali, assicurative, bancarie, il cui valore
cauzionale complessivo, calcolato secondo le percentuali riportate
nella tabella di cui al punto 4.6., non superi la quota di
finanziamento non coperta dalla garanzia del Fondo.
4.5. La Garanzia Diretta e’ cumulabile, sulla stessa
operazione, con altre garanzie pubbliche nei limiti delle misure
previste al punto 4.2. La Garanzia Diretta e’ cumulabile, sullo
stesso investimento, con altri regimi di aiuto, nel limite
dell’intensita’ agevolativa massima fissata dalla Unione europea. Per
le PMI ubicate nelle zone ammesse alle deroghe di cui all’art.
87.3.a) e 87.3.c) del Trattato CE, qualora per effetto del cumulo si
superi il limite di intensita’ agevolativa fissato dall’Unione
europea per le PMI ubicate nelle regioni non ammesse alle deroghe
suddette, la cumulabilita’ e’ permessa a condizione che la PMI
partecipi al finanziamento dell’investimento ammissibile con un
apporto pari, al netto di qualsiasi aiuto, almeno al 25%
dell’ammontare dell’investimento stesso.
4.6. Tabella riportante le percentuali per la determinazione
del valore cauzionale delle garanzie:

=====================================================================
| 50% del valore inteso come costo
Ipoteca su immobili industriali | di ricostruzione ridotto per
(compresi impianti fissi) | vetusta’
=====================================================================
Ipoteca su altri immobili |60% del valore di mercato
———————————————————————
Ipoteca su terreni edificabili |60% del valore di mercato
———————————————————————
Privilegio su impianti, macchinari|
e attrezzature |10% del valore di mercato
———————————————————————
Pegno su titoli di Stato o |
garantiti dallo Stato |80% del valore di borsa
———————————————————————
Pegno su obbligazioni di enti |
pubblici |80% del valore di borsa
———————————————————————
Fidejussioni bancarie |100% dell’importo
———————————————————————
Fidejussioni assicurative |80% dell’importo
———————————————————————
Pegno su titoli azionari e |
obbligazionari privati |50% del valore di borsa

I soggetti richiedenti possono proporre valori cauzionali diversi
purche’ adeguatamente motivati.

B. Ammissione all’intervento del Fondo.
5. Richieste di ammissione.
5.1. Termine di presentazione delle richieste – La richiesta di
ammissione deve pervenire a MCC entro 6 mesi dalla data della
delibera delle operazioni da parte dei soggetti richiedenti. Sono
improcedibili le richieste pervenute a MCC oltre il suddetto termine.
5.2. Richieste preventive – E’ consentito presentare la richiesta
di ammissione prima della delibera delle operazioni da parte dei
soggetti richiedenti; in tal caso i soggetti richiedenti devono
comunicare la data della propria delibera entro 3 mesi dalla data
della delibera del Comitato.
5.3. Modulo di richiesta – Le richieste di ammissione devono
essere inoltrate (anche via fax o attraverso il sistema di posta
elettronica certificato) a MCC sul modulo di richiesta comunicato da
MCC, o su versione conforme. Sono improcedibili le richieste arrivate
a MCC non conformi al suddetto modulo, non sottoscritte con timbro e
firma autografa o prive del codice fiscale e della partita IVA del
soggetto beneficiario finale. Per le operazioni di cui al punto 3.1.,
lettera e), al modulo di richiesta dovra’ essere allegata
dichiarazione sostitutiva di atto di notorieta’ rilasciata dal
soggetto beneficiario finale ai sensi dell’art. 47 del decreto del
Presidente della Repubblica del 28 dicembre 2000, n. 445, attestante:
la denominazione sociale dell’impresa debitrice ammessa
all’amministrazione straordinaria di cui all’art. 2 legge 18 febbraio
2004, n. 39;
la data in cui e’ maturato il credito e l’importo dello stesso.
5.4. Documentazione relativa agli Intermediari e alle SFIS –
Contestualmente alla presentazione della prima richiesta di
ammissione alla Garanzia Diretta gli Intermediari e le SFIS devono
inviare a MCC:
copia dell’ultimo bilancio approvato;
per gli Intermediari, copia della documentazione comprovante
l’iscrizione nell’elenco speciale di cui all’art. 107 del decreto
legislativo 1° settembre 1993, n. 385;
per le SFIS, copia della documentazione comprovante
l’iscrizione all’albo di cui all’art. 2, comma 3, della legge
5 ottobre 1991, n. 317.
5.5. Inefficacia – La Garanzia Diretta e’ inefficace qualora sia
stata concessa sulla base di dati, notizie o dichiarazioni, mendaci,
inesatte o reticenti, se quantitativamente e qualitativamente
rilevanti ai fini dell’ammissibilita’ all’intervento del Fondo, che i
soggetti richiedenti avrebbero potuto verificare con la dovuta
diligenza professionale o qualora non sia rispettato il termine
previsto al punto 5.2.
6. Istruttoria delle richieste di ammissione.
6.1. Comunicazione del numero di posizione – MCC assegna alle
richieste arrivate un numero di posizione progressivo e comunica ai
soggetti richiedenti e ai soggetti beneficiari finali, in forma
scritta (posta, fax o attraverso il sistema di posta elettronica
certificato) entro 15 giorni lavorativi dall’arrivo delle richieste,
il numero di posizione assegnato e il responsabile dell’unita’
organizzativa competente per l’istruttoria, ovvero comunica
l’improcedibilita’.
6.2. Data di arrivo – La data da prendere in considerazione ai
fini dell’assegnazione del numero di posizione progressivo delle
richieste e’ quella di arrivo a MCC. La documentazione che arriva
dopo le ore 17,00 e’ considerata arrivata il primo giorno lavorativo
successivo. I termini di scadenza che cadono in un giorno di chiusura
degli uffici si considerano automaticamente prorogati al primo giorno
lavorativo successivo.
6.3. Termine per la delibera del Comitato – Le richieste di
ammissione, complete dei dati previsti dal modulo di richiesta, sono
presentate al Comitato, nel rispetto dell’ordine cronologico di
arrivo o di completamento, in tempo utile perche’ possano essere
deliberate entro il termine di 2 mesi dalla data di arrivo della
richiesta o di completamento della stessa. Alle richieste relative
alle Imprese a prevalente partecipazione femminile, e’ riconosciuta
priorita’ nell’istruttoria e nella delibera del Comitato.
6.4. Completamento delle richieste di ammissione – Qualora MCC
nel corso dell’istruttoria richiedesse il completamento dei dati
previsti, ivi compresa la rettifica o integrazione di dichiarazioni
erronee o incomplete, ovvero i chiarimenti necessari ai fini
dell’istruttoria stessa, il termine per la delibera del Comitato
decorre dalla data in cui arrivano, anche se sottoscritti dal solo
soggetto richiedente, i dati, le rettifiche o integrazioni ovvero i
chiarimenti richiesti.
6.5. Rigetto delle richieste di ammissione – Le richieste sono
respinte d’ufficio qualora i dati previsti dal modulo di richiesta,
le rettifiche o integrazioni ovvero i chiarimenti, non arrivino a MCC
entro il termine di 6 mesi dalla data della richiesta di MCC stesso.
6.6. Comunicazione dell’esito delle richieste di ammissione – MCC
comunica in forma scritta (posta, fax o attraverso il sistema di
posta elettronica certificato) ai soggetti richiedenti e ai soggetti
beneficiari finali l’ammissione all’intervento del Fondo, ovvero i
motivi che hanno indotto a ritenere inammissibile la richiesta, entro
dieci giorni lavorativi dalla data della delibera del Comitato.
Alle proposte di rigetto delle richieste presentate a MCC si
applica quanto previsto dall’art. 10-bis della legge n. 241/1990.
6.7. Antimafia – L’ammissione all’intervento del Fondo e’
assoggettata alla vigente normativa antimafia. L’acquisizione delle
informazioni previste dalla normativa vigente sulla materia e’
regolamentata nell’apposita circolare di MCC.
6.8. Disponibilita’ – L’ammissione all’intervento del Fondo e’
deliberata dal Comitato subordinatamente alla esistenza di
disponibilita’ impegnabili a carico del Fondo. MCC comunica
tempestivamente, con avviso da pubblicare nella Gazzetta Ufficiale
della Repubblica italiana, l’avvenuto esaurimento delle risorse
disponibili e restituisce ai soggetti richiedenti, le cui richieste
non siano soddisfatte, la documentazione da essi inviata. Ove si
rendano disponibili ulteriori risorse finanziarie, MCC comunica la
data dalla quale e’ possibile presentare le relative richieste, con
avviso da pubblicare nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica
italiana, almeno 60 giorni prima del termine iniziale.
6.9. Comunicazioni a MCC – I soggetti richiedenti devono
comunicare a MCC eventuali variazioni della titolarita’ dei soggetti
beneficiari finali nonche’ ogni altro fatto ritenuto rilevante
sull’andamento dei soggetti beneficiari finali di cui siano venuti a
conoscenza.
7. Variazioni.
7.1. Richiesta di variazione – Ai fini della conferma della
Garanzia Diretta i soggetti richiedenti, per ogni operazione ammessa,
devono presentare preventiva richiesta di variazione della delibera
del Comitato in caso di variazioni:
a) delle garanzie prestate in favore dei soggetti richiedenti;
b) delle finalita’ di investimento inizialmente previste,
limitatamente alle variazioni intervenute nei 5 anni successivi alla
data di ammissione all’intervento del Fondo;
c) della titolarita’ del credito a seguito di cessioni
effettuate ai sensi dell’art. 2260 del codice civile ovvero della
legge 30.4.1999, n. 130
7.2. Istruttoria e delibera delle richieste di variazione – Alle
richieste di variazione si applicano, per quanto compatibili, le
modalita’ previste al paragrafo 6 per le richieste di ammissione.
8. Controlli.
Il Comitato, con delibera approvata dal Ministro dell’industria,
del commercio e dell’artigianato sentito il Ministro per le politiche
agricole, stabilisce le modalita’ di svolgimento delle verifiche e
dei controlli effettuati da MCC specificamente orientati
all’accertamento dell’effettiva destinazione dei fondi per le
finalita’ previste dal decreto del Ministro dell’industria, del
commercio e dell’artigianato di concerto con il Ministro del tesoro,
del bilancio e della programmazione economica n. 248/1999 e dalle
presenti disposizioni operative.
Sulle operazioni con durata maggiore o uguale a 3 anni concesse a
soggetti beneficiari finali fino a 100 dipendenti e finalizzate:
a) alla copertura di investimenti materiali ed immateriali, e/o
all’assunzione di nuovi dipendenti; o
b) al sostegno di nuove imprese che risultano operative da non
oltre 12 mesi;
la Corte dei conti europea ed i funzionari della Commissione
europea possono in ogni momento effettuare accertamenti documentali
ed ispezioni in loco presso i soggetti richiedenti ed i soggetti
beneficiari finali.
9. Erogazione dei finanziamenti con durata superiore a 18 mesi.
9.1. Termine per l’erogazione – Almeno il 25% dell’importo
ammesso all’intervento del Fondo deve essere erogato ai soggetti
beneficiari finali entro 12 mesi dalla data della delibera del
Comitato di ammissione alla Garanzia Diretta. Per le operazioni di
locazione finanziaria tale termine si riferisce alla data della
consegna dei beni.
9.2. Proroga dei termini per l’erogazione – I termini per
l’erogazione possono essere prorogati, su delibera del Comitato,
soltanto se la proroga e’ richiesta prima della loro scadenza e
motivata con riguardo a cause oggettive, non imputabili a giudizio
del Comitato a responsabilita’ del soggetto beneficiario finale, che
hanno impedito l’erogazione.
9.3. Contratto di finanziamento – Le operazioni devono essere
perfezionate mediante un contratto di finanziamento e, qualora non
contestuale, relativo atto di erogazione. Le operazioni possono
essere regolate ad un tasso di interesse (fisso o variabile)
liberamente contrattato tra i soggetti richiedenti e i soggetti
beneficiari ed espresso in termini di tasso annuo nominale. Il tasso
deve essere determinato ed indicato in sede di contratto di
finanziamento e/o di erogazione. Entro i 3 mesi successivi
all’erogazione a saldo, i soggetti richiedenti devono far arrivare a
MCC dichiarazione attestante la data di valuta dell’erogazione,
l’importo erogato e la data di scadenza dell’ultima rata.
In caso di erogazione a saldo antecedente alla data di
concessione della Garanzia Diretta da parte del Comitato, i soggetti
richiedenti devono far arrivare a MCC la predetta dichiarazione entro
i 3 mesi successivi alla data della delibera del Comitato.
9.4. Contratto di locazione finanziaria – Le operazioni di
locazione finanziaria devono essere perfezionate mediante un
contratto di leasing cui fa seguito la sottoscrizione del verbale di
consegna. Le operazioni possono essere definite sia a canoni fissi
che variabili liberamente contrattati tra i soggetti richiedenti
(societa’ di leasing) e i soggetti beneficiari (utilizzatori). Entro
i 3 mesi successivi alla consegna del bene, i soggetti richiedenti
(societa’ di leasing) devono far arrivare a MCC dichiarazione
attestante la data di consegna dei beni e il costo di acquisto dei
beni oggetto della locazione al netto di IVA e la data di scadenza
dell’ultimo canone.
9.5. Decorrenza della garanzia – La Garanzia Diretta ha effetto
dalla data della sua concessione da parte del Comitato o dalla data
di valuta dell’erogazione del finanziamento se questo e’ erogato dopo
la concessione della Garanzia Diretta, ovvero nel caso di locazione
finanziaria dalla data di consegna del bene se questa e’ avvenuta
dopo la concessione della Garanzia Diretta.
10. Acquisizione delle partecipazioni.
10.1. Termine per l’acquisizione – Almeno il 25% dell’importo
ammesso all’intervento del Fondo deve essere acquisito entro 12 mesi
dalla data della delibera del Comitato di ammissione alla Garanzia
Diretta. Entro i 3 mesi successivi all’acquisizione, i soggetti
richiedenti devono far arrivare a MCC una dichiarazione attestante la
data dell’acquisizione e l’importo acquisito.
10.2. Proroga dei termini per l’acquisizione – Il termine per
l’acquisizione puo’ essere prorogato, su delibera del Comitato,
soltanto se la proroga e’ richiesta prima della scadenza e motivata
con riguardo a cause oggettive, non imputabili a giudizio del
Comitato a responsabilita’ del soggetto beneficiario finale, che
hanno impedito l’acquisizione.

C. Attivazione della garanzia.

11. Avvio delle procedure di recupero nei confronti del soggetto
beneficiario finale.
11.1. Avvio delle procedure di recupero del credito – In caso di
inadempimento del soggetto beneficiario finale, i soggetti
richiedenti devono avviare le procedure di recupero del credito
inviando al soggetto beneficiario finale inadempiente e, per
conoscenza, a MCC, l’intimazione del pagamento dell’ammontare
dell’esposizione per rate o canoni insoluti, capitale residuo e
interessi di mora, tramite raccomandata con avviso di ricevimento,
entro 12 mesi dalla data dell’inadempimento, intendendosi per tale la
data della prima rata o canone rimasto insoluto, ovvero dalla data di
ammissione a procedure concorsuali.
11.2. Revoca dei finanziamenti con durata non superiore a 18 mesi
– Fermo restando il termine di cui al punto 11.1, nel caso di
operazioni con durata non superiore a 18 mesi per data di
inadempimento si intende la data della risoluzione o revoca. I
soggetti richiedenti possono deliberare la risoluzione o revoca dei
finanziamenti con durata non superiore a 18 mesi entro 1 mese dalla
scadenza e devono dare comunicazione dell’avvenuta risoluzione o
revoca a MCC entro 3 mesi dalla scadenza dei suddetti finanziamenti.
11.3. Intimazione del pagamento – L’intimazione del pagamento di
cui al punto 11.1. puo’ avvenire, alternativamente, mediante l’invio
al soggetto beneficiario finale inadempiente di:
diffida di pagamento;
decreto ingiuntivo, ovvero, in caso di procedure concorsuali,
istanza di ammissione allo stato passivo o atto equivalente.
MCC si riserva di richiedere copia della predetta documentazione.
12. Attivazione del Fondo.
12.1. Termine per la presentazione delle richieste di attivazione
del Fondo – Trascorsi 60 giorni dalla data di invio della intimazione
di cui al punto 11.1. senza che sia intervenuto il pagamento degli
importi dovuti da parte del soggetto beneficiario finale, i soggetti
richiedenti possono richiedere l’attivazione del Fondo.
12.2. Richiesta di attivazione del Fondo – La richiesta di
attivazione del Fondo deve essere inviata a MCC, mediante
raccomandata con avviso di ricevimento, entro 120 giorni dalla data
di invio della intimazione di cui al punto 11.1. Il mancato rispetto
di tale termine e’ causa di inefficacia della garanzia del Fondo.
12.3. Documentazione – Alla richiesta di attivazione del Fondo
deve essere allegata la seguente documentazione:
copia della delibera di concessione del finanziamento o
dell’operazione di locazione finanziaria;
(solo per i finanziamenti con durata superiore a 18 mesi) copia
del contratto di finanziamento, ovvero copia del contratto di
leasing;
(solo per i finanziamenti con durata superiore a 18 mesi) copia
dell’atto di erogazione, ovvero del verbale di consegna;
(solo per i finanziamenti con durata superiore a 18 mesi) copia
del piano di ammortamento o del piano di locazione finanziaria con le
relative scadenze;
dichiarazione dei soggetti richiedenti che attesti:
a) la data di inadempimento, come definita ai punti 11.1.
o 11.2.;
b) la data di avvio delle procedure di recupero del credito
con indicazioni sugli atti intrapresi e sulle eventuali somme
recuperate;
c) l’ammontare dell’esposizione, rilevato al 60° giorno
successivo alla data della intimazione di pagamento di cui al punto
11.1., comprensivo delle rate o canoni scaduti e non pagati, del
capitale residuo e degli interessi contrattuali e di mora;
copia dei bilanci approvati dei soggetti beneficiari finali e/o
della documentazione relativa agli altri dati sulla base dei quali i
soggetti richiedenti hanno compilato il modulo di richiesta.
12.4. Inefficacia – La Garanzia Diretta e’ inefficace in caso non
sia verificata la rispondenza sostanziale dei dati di bilancio e/o
della documentazione relativa agli altri dati con i dati forniti dai
soggetti richiedenti nel modulo di richiesta e in caso non siano
stati rispettati i termini previsti ai punti 11.1, 11.2 e 12.2.
12.5. Istruttoria delle richieste di attivazione del Fondo – Alle
richieste di liquidazione si applicano, per quanto compatibili, le
modalita’ previste al paragrafo 6. per le richieste di ammissione.
12.6. Termine per la liquidazione dell’importo massimo garantito
– Entro 90 giorni dal ricevimento della completa documentazione di
cui al punto 12.3. MCC liquida ai soggetti richiedenti l’importo
garantito, nella misura massima deliberata dal Comitato in sede di
ammissione dell’operazione all’intervento del Fondo, dell’ammontare
dell’esposizione di cui al punto 12.3 lettera c).
13. Surrogazione legale.
13.1. Surrogazione legale – Ai sensi dell’art. 2, comma 4, del
decreto del Ministro delle attivita’ produttive e del Ministro per
l’innovazione e le tecnologie del 20 giugno 2005 pubblicato nella
G.U.R.I. n. 152 del 2 luglio 2005, a seguito della liquidazione della
perdita al soggetto richiedente, il Fondo acquisisce il diritto di
rivalersi sul soggetto beneficiario finale per le somme pagate. MCC
nello svolgimento delle procedure di recupero del credito per conto
del Fondo applica quanto previsto dall’art. 2, comma 4 del medesimo
decreto.
13.2. Relazione sulle attivita’ di recupero – MCC predispone una
relazione sulle attivita’ di recupero svolte e l’elenco delle somme
recuperate con l’indicazione delle relative date di incasso, da
sottoporre annualmente all’esame del Comitato.
14. Liquidazione della perdita per le Partecipazioni.
14.1. Termine di arrivo della richiesta – Per la liquidazione
della perdita i soggetti richiedenti devono far arrivare a MCC, entro
3 mesi dalla data della dismissione delle Partecipazioni, espressa
richiesta alla quale devono essere allegati:
copia dell’atto notarile di sottoscrizione delle
Partecipazioni;
copia dell’atto notarile di dismissione delle Partecipazioni;
copia dei bilanci, approvati, dei soggetti beneficiari finali
e/o della documentazione relativa agli altri dati sulla base dei
quali i soggetti richiedenti hanno compilato il modulo di richiesta.
14.2. Inefficacia – La Garanzia Diretta e’ inefficace in caso non
sia verificata la rispondenza sostanziale dei dati di bilancio e/o
degli altri dati con i dati forniti dai soggetti richiedenti nel
modulo di richiesta, e in caso non sia stato rispettato il termine
previsto al punto 14.1.
14.3. Liquidazione della minusvalenza – Il Fondo interviene nella
misura massima di cui al punto 4.2 sulla differenza tra i prezzi
diacquisto e di cessione delle quote o delle azioni risultanti dagli
atti notarili o dai fissati bollati. Nei casi di liquidazione
volontaria o concorsuale dell’impresa partecipata, per la
determinazione del valore ipotetico di realizzo delle quote o azioni
deve essere prodotta una perizia giurata contenente una valutazione
delle Partecipazioni effettuata da un perito iscritto all’albo dei
consulenti tecnici d’ufficio, i cui oneri sono a carico dei soggetti
richiedenti. La liquidazione della minusvalenza e’ deliberata dal
Comitato.
14.4. Istruttoria delle richieste di liquidazione della perdita –
Alle richieste di liquidazione della perdita si applicano, per quanto
compatibili, le modalita’ previste al paragrafo 6 per le richieste di
ammissione.

Parte III

CONTROGARANZIA

A. Richiedenti, beneficiari, operazioni ammissibili.
1. Soggetti richiedenti.
1.1. Possono richiedere la Controgaranzia:
i Confidi;
gli Altri fondi di garanzia.
2. Soggetti beneficiari finali.
2.1. Soggetti beneficiari finali sono le PMI e i Consorzi
operanti nei settori (classificazione ISTAT 1991):
C – Estrazione di minerali, con esclusione delle classi:
13.10 – Estrazione di minerali di ferro (tutta la classe, ad
eccezione delle piriti);
13.20 – Estrazione di minerali metallici non ferrosi
(limitatamente al minerale di manganese);
D – Attivita’ manifatturiere, con esclusione delle classi:
23.10 – Fabbricazione di prodotti di cokeria;
24.70 – Fabbricazione di fibre sintetiche e artificiali;
27.10 – Produzione di ferro, di acciaio e di ferroleghe
(CECA) (*);
27.52 – Fusione di acciaio;
34.10 – Fabbricazione di autoveicoli, limitatamente a:
– fabbricazione di autovetture destinate al trasporto di
persone;
– fabbricazione di autoveicoli per il trasporto di merci:
limitatamente agli autocarri, ai furgoni ed ai trattori stradali;
– fabbricazione di telai muniti di motori per gli
autoveicoli di questa classe;
– fabbricazione di autobus, filobus;
– fabbricazione di motori per autoveicoli;
(*) per attivita’ dell’industria siderurgica, quale definita
nel trattato CECA si intende: ghisa e ferroleghe; ghisa per la
produzione dell’acciaio, per fonderia e altre ghise grezze,
manganesifera e ferro-manganese carburato; prodotti grezzi e prodotti
semilavorati di ferro, d’acciaio comune o d’acciaio speciale,
compresi i prodotti di reimpiego o di rilaminazione; acciaio liquido
colato o no in lingotti, compresi i lingotti destinati alla
fucinatura, prodotti semilavorati quali blumi, billette e bramme,
bidoni, coils, larghi laminati a caldo; prodotti finiti a caldo di
ferro, di acciaio comune o di acciaio speciale (non sono compresi i
getti di acciaio, i pezzi fucinati e i prodotti ottenuti con impiego
di polveri); rotaie, traverse, piastre e stecche, travi, profilati
pesanti e barre da 80 mm e piu’, palancole, barre e profilati
inferiori a 80 mm e piatti inferiori a 150 mm, vergella, tondi e
quadri per tubi, nastri e bande laminate a caldo (comprese le bande
per tubi e i coils considerati come prodotti finiti), lamiere
laminate a caldo inferiori a 3 mm, piastre e lamiere di spessore di 3
mm e piu’, larghi piatti di 150 mm e piu’; prodotti terminali di
ferro, acciaio comune o acciaio speciale (non sono compresi i tubi in
acciaio, i nastri laminati a freddo di larghezza inferiore a 500 mm
eccetto quelli destinati alla produzione di banda stagnata, i
trafilati, le barre calibrate e i getti di ghisa; latta, lamiere
piombate, banda nera, lamiere zincate, altre lamiere rivestite,
lamiere laminate a freddo inferiori a 3 mm, lamiere magnetiche,
nastro destinato alla produzione banda stagnata, lamiere laminate a
freddo, in rotoli e in fogli di spessore uguale o superiore a 3 mm);
34.20 – Fabbricazione di carrozzerie per autoveicoli e
fabbricazione di rimorchi e semirimorchi, limitatamente a:
– fabbricazione di carrozzerie (comprese le cabine) per
autoveicoli;
e con esclusione delle categorie:
27.22.1 – Produzione di tubi senza saldatura;
27.22.2 – Produzione di tubi avvicinati, aggraffati, saldati
e simili (limitatamente a ai tubi con diametro superiore a 406,4 mm);
35.11.1 – Cantieri navali per costruzioni metalliche,
limitatamente a:
– costruzione di navi mercantili a scafo metallico per il
trasporto di passeggeri e/o merci, di almeno 100 tsl;
– costruzione di pescherecci a scafo metallico di almeno
100 tsl (solo se destinati all’esportazione);
– costruzione di draghe o altre navi per lavori in mare a
scafo metallico (escluse le piattaforme di trivellazione), di almeno
100 tsl;
– costruzione di rimorchiatori a scafo metallico con
potenza non inferiore a 365 Kw.
35.11.3 – Cantieri di riparazioni navali, limitatamente a:
– la trasformazione delle navi a scafo metallico di cui al
precedente 35.11.1, di almeno 1000 tsl, limitatamente all’esecuzione
di lavori che comportano una modifica radicale del piano di carico,
dello scafo, del sistema di propulsione o delle infrastrutture
destinate ad ospitare i passeggeri;
– la riparazione delle navi a scafo metallico di cui al
precedente 35.11.1.
E – Produzione e distribuzione di energia elettrica, gas e
acqua.
F – Costruzioni.
G – Commercio all’ingrosso e al dettaglio; riparazione di
autoveicoli, motocicli e di beni personali e per la casa.
H – Alberghi e ristoranti.
I – Trasporti, magazzinaggio e comunicazioni, con esclusione
delle attivita’ di trasporto merci e persone. Sono ammesse
all’intervento del Fondo le imprese di autotrasporto che vantano
crediti nei confronti delle imprese ammesse all’amministrazione
straordinaria di cui all’art. 2, legge 18 febbraio 2004, n. 39, nei
sei mesi precedenti all’ammissione alla predetta amministrazione
straordinaria (art. 5, legge 27 marzo 2004, n. 77).
K – Attivita’ immobiliari, noleggio, informatica, ricerca,
altre attivita’ professionali ed imprenditoriali.
M – Istruzione.
N – Sanita’ e altri servizi sociali.
O – Altri servizi pubblici, sociali e personali.
2.2. Sono sottoposte ai limiti previsti dalle vigenti
disposizioni comunitarie in materia di aiuti «de minimis» le
operazioni relative a PMI e Consorzi operanti nei settori
(classificazione ISTAT 1991):
D – Attivita’ manifatturiere, classe:
34.30 – Fabbricazione di parti e di accessori per autoveicoli
e per loro motori:
– fabbricazione di varie parti e accessori per autoveicoli:
fabbricazione di freni, cambi di velocita’, assi, ruote,
ammortizzatori di sospensione, radiatori, silenziatori, tubi di
scappamento, frizioni, volanti, piantoni e scatole dello sterzo;
– fabbricazione di parti ed accessori di carrozzerie di
autoveicoli: cinture di sicurezza, portiere, paraurti.
2.3. Le operazioni relative a PMI e Consorzi operanti nei settori
della trasformazione e commercializzazione di prodotti agricoli di
cui all’Allegato I del Trattato CE sono sottoposte ai limiti e alle
condizioni di ammissibilita’ previsti dai Programmi operativi
regionali (POR) e relativi Complementi di Programmazione (CdP), o dai
Piani di sviluppo rurale (PSR) .
2.4. I Confidi operanti nei settori agricolo, agroalimentare e
della pesca possono richiedere la Controgaranzia anche per operazioni
di garanzia effettuate a favore di soggetti beneficiari finali
operanti nel settore della «produzione primaria» e della pesca
(classificazione ISTAT 1991):
A – Agricoltura, caccia e silvicoltura.
B – Pesca, piscicoltura e servizi connessi.
2.5. I soggetti beneficiari finali devono:
essere iscritti nel registro delle imprese, istituito presso la
Camera di commercio, industria, artigianato e agricoltura competente
per territorio;
non essere iscritti all’Albo delle imprese artigiane;
essere valutati economicamente e finanziariamente sani da MCC
sulla base dei criteri approvati dal Comitato.
3. Operazioni ammissibili.
3.1. Sono ammissibili alla Controgaranzia le operazioni di
garanzia effettuate dai soggetti richiedenti su:
a) Finanziamenti a medio – lungo termine;
b) Prestiti partecipativi;
c) Partecipazioni;
d) Altre operazioni, nei limiti previsti dalle vigenti
disposizioni comunitarie in materia di aiuti «de minimis»;
e) i finanziamenti, finalizzati al reintegro del capitale
circolante ed aventi durata massima di 60 mesi, concessi, ai sensi
dell’art. 5, legge 27 marzo 2004, n. 77, alle imprese di
autotrasporto e alle Piccole imprese che vantano crediti nei
confronti delle imprese ammesse all’amministrazione straordinaria di
cui all’art. 2, legge 18 febbraio 2004, n. 39, nei sei mesi
precedenti all’ammissione alla predetta amministrazione
straordinaria. Tali finanziamenti sono ammissibili nei limiti dei
crediti vantati dalle imprese di autotrasporto e dalle Piccole
imprese nei confronti delle imprese ammesse alla predetta
amministrazione straordinaria e nei limiti previsti dalle vigenti
disposizioni comunitarie in materie di aiuti «de minimis».
3.2. Non sono ammissibili alla Controgaranzia le Altre operazioni
relative a PMI e Consorzi operanti nei settori della trasformazione e
commercializzazione di prodotti agricoli di cui all’Allegato I del
Trattato CE.
3.3. Le operazioni di garanzia di cui al punto 2.4. ammissibili
alla Controgaranzia possono essere effettuate su:
3.3.1. finanziamenti a breve termine, di durata non superiore
ai 12 mesi; in tal caso si applicano le condizioni di cui alla
Comunicazione della Commissione europea 96/C, pubblicata nella GUCE
n. C/44 del 16 febbraio 1996;
3.3.2. finanziamenti a medio-lungo termine concessi a fronte di
investimenti, compatibilmente con le condizioni poste dall’Unione
europea negli «Orientamenti comunitari per gli aiuti di Stato nel
settore agricolo», pubblicati nella GUCE n. C/28 del 1° febbraio
2000.
3.4. La Controgaranzia e’ cumulabile, sulla medesima operazione,
con altre garanzie pubbliche nei limiti delle misure previste al
punto 5.2. La Controgaranzia e’ cumulabile, sul medesimo
investimento, con altri regimi di aiuto, nel limite dell’intensita’
agevolativa massima fissata dall’Unione europea. Per le PMI e i
Consorzi ubicati nelle zone ammesse alle deroghe di cui all’art.
87.3.a) e 87.3.c) del Trattato CE, qualora per effetto del cumulo si
superi il limite di intensita’ agevolativa fissato dall’Unione
europea per le PMI ubicate nelle regioni non ammesse alle deroghe
suddette, la cumulabilita’ e’ permessa a condizione che la PMI o il
Consorzio partecipi al finanziamento dell’investimento ammissibile
con un apporto pari, al netto di qualsiasi aiuto, almeno al 25%
dell’ammontare dell’investimento stesso.
3.5. I soggetti richiedenti possono richiedere che la
Controgaranzia sia concessa secondo la regola «de minimis» anche
relativamente ai Finanziamenti a medio – lungo termine, ai Prestiti
partecipativi e alle Partecipazioni.
4. Tipologie di Controgaranzia.
La Controgaranzia puo’ essere concessa:
a «prima richiesta», secondo le modalita’ di cui al paragrafo
5;
in forma «sussidiaria», secondo le modalita’ di cui al
paragrafo 6.
5. Natura e misura della Controgaranzia «a prima richiesta».
5.1 La Controgaranzia «a prima richiesta» e’ esplicita,
incondizionata ed irrevocabile.
5.2 La Controgaranzia «a prima richiesta» e’ concessa ai soggetti
richiedenti in misura non superiore al 90% dell’importo da essi
garantito sui finanziamenti di cui al punto 3.1., a condizione che:
a) la garanzia dei Confidi e degli Altri fondi di garanzia
abbia caratteristiche identiche e sia prestata con le medesime
modalita’ della Garanzia Diretta di cui alla Parte II delle presenti
disposizioni;
b) i soggetti richiedenti abbiano garantito una quota non
superiore al 60% dell’ammontare di ciascuna operazione. Per le
operazioni relative a:
b1) Imprese a prevalente partecipazione femminile;
b2) soggetti beneficiari finali ubicati nelle Zone ammesse
alla deroga di cui all’art. 87.3.a) del Trattato CE per gli aiuti a
finalita’ regionale;
b3) soggetti beneficiari finali che sottoscrivono Contratti
d’area o Patti territoriali,
tale quota e’ elevata all’80% dell’ammontare di ciascuna
operazione. Tale quota e’ invece elevata all’85% per le operazioni di
cui al punto 3.1., lettera e).
5.3 Sulla quota di finanziamento garantita dai soggetti
richiedenti non puo’ essere acquisita alcuna altra garanzia reale,
assicurativa e bancaria. Sulla parte residua del finanziamento
possono essere acquisite garanzie reali, assicurative, bancarie, il
cui valore cauzionale complessivo, calcolato secondo le percentuali
riportate nella tabella di cui al punto 5.6, non superi la quota di
finanziamento non coperta dalla garanzia concessa dai soggetti
richiedenti.
5.4 Nel limite della copertura massima dei finanziamenti di cui
al precedente punto 5.2., la Controgaranzia copre fino al 90% della
somma liquidata ai soggetti finanziatori dai Confidi e dagli Altri
fondi di garanzia.
5.5 La Controgaranzia e’ escutibile, in caso di inadempimento dei
soggetti beneficiari finali, a semplice richiesta:
a) dei Confidi e degli Altri fondi di garanzia ammessi
all’intervento del Fondo che hanno gia’ pagato il debito da essi
garantito, ovvero;
b) dei soggetti finanziatori, nel caso di mancato pagamento in
garanzia da parte dei Confidi o degli Altri fondi di garanzia.
5.6 Tabella riportante le percentuali per la determinazione del
valore cauzionale delle garanzie

=====================================================================
| 50% del valore inteso come costo
Ipoteca su immobili industriali | di ricostruzione ridotto per
(compresi impianti fissi) | vetusta’
=====================================================================
Ipoteca su altri immobili |60% del valore di mercato
———————————————————————
Ipoteca su terreni edificabili |60% del valore di mercato
———————————————————————
Privilegio su impianti, macchinari|
e attrezzature |10% del valore di mercato
———————————————————————
Pegno su titoli di Stato o |
garantiti dallo Stato |80% del valore di borsa
———————————————————————
Pegno su obbligazioni di enti |
pubblici |80% del valore di borsa
———————————————————————
Fidejussioni bancarie |100% dell’importo
———————————————————————
Fidejussioni assicurative |80% dell’importo
———————————————————————
Pegno su titoli azionari e |
obbligazionari privati |50% del valore di borsa

6. Controgaranzia «sussidiaria».
6.1 Qualora non ricorrano le condizioni di cui al punto 5.2
lettera a), la Controgaranzia e’ concessa in forma «sussidiaria»,
secondo le modalita’ di cui ai successivi punti.
6.2 Copertura massima delle operazioni – La Controgaranzia puo’
essere concessa in misura non superiore al 90% dell’ammontare
garantito dai soggetti richiedenti di ciascuna operazione.
6.3. Copertura massima della perdita – Nei limiti della copertura
massima delle operazioni, la Controgaranzia copre fino al 90% della
somma versata a titolo definitivo dai soggetti richiedenti ai
soggetti finanziatori.
6.4. Copertura massima della garanzia dei soggetti richiedenti –
La Controgaranzia puo’ essere accordata a condizione che i soggetti
richiedenti abbiano garantito una quota non superiore al 60%
dell’ammontare di ciascuna operazione. Detta quota e’ elevata:
fino all’80% per le operazioni relative a:
Imprese a prevalente partecipazione femminile;
soggetti beneficiari finali ubicati nelle Zone ammesse alla
deroga di cui all’art. 87.3.a) del Trattato CE per gli aiuti a
finalita’ regionale;
soggetti beneficiari finali che sottoscrivono Contratti
d’area o Patti territoriali;
fino all’85% per le operazioni di cui al punto 3.1., lettera
e).
Tale quota massima deve essere indicata nella convenzione tra
soggetti richiedenti e soggetti finanziatori da trasmettere in copia
a MCC.
B. Ammissione all’intervento del Fondo.

7. Richieste di ammissione.
7.1. Termini di presentazione delle richieste – La richiesta di
ammissione deve arrivare al MCC entro 6 mesi dalla data:
a) di delibera delle operazioni da parte dei soggetti
finanziatori;
b) di delibera della garanzia da parte dei soggetti
richiedenti.
Sono improcedibili le richieste arrivate a MCC oltre i suddetti
termini.
7.2. Richieste preventive – E’ consentito presentare la richiesta
di ammissione prima della delibera delle operazioni da parte dei
soggetti finanziatori; in tal caso i soggetti richiedenti, e/o i
soggetti finanziatori nel caso di Controgaranzia «a prima richiesta»,
devono comunicare la data della delibera di concessione del
finanziamento o di acquisizione della partecipazione da parte dei
soggetti finanziatori entro 3 mesi dalla data della delibera del
Comitato.
7.3. Modulo di richiesta – Le richieste di ammissione devono
essere inoltrate (anche via fax o attraverso il sistema di posta
elettronica certificato) a MCC sul modulo di richiesta comunicato da
MCC, o su versione conforme. Sono improcedibili le richieste arrivate
al MCC non conformi al suddetto modulo, non sottoscritte con timbro e
firma autografa o prive del codice fiscale e della partita IVA del
soggetto beneficiario finale. Per le operazioni di cui al punto 3.1.,
lettera e), al modulo di richiesta dovra’ essere allegata
dichiarazione sostitutiva di atto di notorieta’ rilasciata dal
soggetto beneficiario finale ai sensi dell’art. 47 del decreto del
Presidente della Repubblica del 28 dicembre 2000, n. 445, attestante:
a) la denominazione sociale dell’impresa debitrice ammessa
all’amministrazione straordinaria di cui all’art. 2, legge
18 febbraio 2004, n. 39;
b) la data in cui e’ maturato il credito e l’importo dello
stesso.
7.3.1. Nel solo caso di Controgaranzia «a prima richiesta», i
soggetti richiedenti devono trasmettere al soggetto finanziatore
copia della richiesta di ammissione alla Controgaranzia.
7.4. Documentazione relativa ai soggetti richiedenti –
Contestualmente alla presentazione della prima richiesta di
ammissione alla Controgaranzia, i soggetti richiedenti devono inviare
a MCC:
a) copia della documentazione comprovante l’iscrizione
nell’elenco generale, o nella apposita sezione prevista dal comma 4
dell’art. 155, previsto dall’art. 106 del decreto legislativo
1° settembre 1993, n. 385;
b) copia dell’ultimo bilancio approvato;
c) informazioni sul soggetto richiedente redatte sul modulo
comunicato da MCC, o su versione conforme, compilato in ogni sua
parte e sottoscritto in originale;
d) copia delle convenzioni sottoscritte dal soggetto
richiedente con i soggetti finanziatori.
Nel caso di Controgaranzia «a prima richiesta», i soggetti
richiedenti devono inviare, oltre a quanto previsto dai punti a), b),
c) e d), anche:
e) copia delle convenzioni sottoscritte dal soggetto
richiedente con i soggetti finanziatori. Da tali convenzioni deve
risultare in modo chiaro ed esplicito che la garanzia ha
caratteristiche identiche ed e’ prestata con le medesime modalita’
della Garanzia Diretta di cui alla parte II delle presenti
disposizioni.
I Confidi operanti nei settori agricolo, agroalimentare e della
pesca devono anche inviare a MCC:
f) dichiarazione sostitutiva di atto di notorieta’ (ai sensi
dell’art. 47, decreto del Presidente della Repubblica del 28 dicembre
2000, n. 445) attestante i requisiti di cui all’art. 5, comma 1, del
decreto legislativo 30 aprile 1998, n. 173;
la documentazione di cui alle lettere b), c), e) e g) deve
essere inviata annualmente entro 1 mese dalla approvazione del
bilancio.
7.5. Autorizzazione a certificare che i soggetti beneficiari
finali risultano economicamente e finanziariamente sani – Su espressa
richiesta, i Confidi e gli Altri fondi di garanzia di cui all’art. 3,
comma 9 del decreto del Ministro dell’industria, del commercio e
dell’artigianato di concerto con il Ministro del tesoro, del bilancio
e della programmazione economica n. 248/1999 che dispongano di
adeguata capacita’ di valutazione del merito creditizio, possono
essere abilitati a certificare che i soggetti beneficiari finali
risultano economicamente e finanziariamente sani, nonche’ a
presentare le richieste con riferimento all’insieme delle operazioni
deliberate. La capacita’ di valutazione del merito creditizio sara’
valutata da MCC sulla base dei criteri oggettivi stabiliti con
decreto del Ministero dell’industria, del commercio e
dell’artigianato del 14 luglio 2000. Alle richieste presentate dai
soggetti abilitati a certificare il merito creditizio, e’
riconosciuta priorita’ nell’istruttoria e nella delibera del
Comitato.
7.6. Istruttoria delle richieste di autorizzazione – Alle
richieste di autorizzazione si applicano, per quanto compatibili, le
modalita’ previste al paragrafo 8 per le richieste di ammissione.
7.7. Inefficacia – La Controgaranzia e’ inefficace qualora sia
stata concessa sulla base di dati, notizie o dichiarazioni, mendaci,
inesatte o reticenti, se quantitativamente e qualitativamente
rilevanti ai fini dell’ammissibilita’ all’intervento del Fondo, che i
soggetti richiedenti avrebbero potuto verificare con la dovuta
diligenza professionale o qualora non sia rispettato il termine
previsto al punto 7.2.
8. Istruttoria delle richieste di ammissione.
8.1. Comunicazione del numero di posizione – Il MCC assegna alle
richieste arrivate un numero di posizione progressivo e comunica ai
soggetti richiedenti, in forma scritta (posta, fax o attraverso il
sistema di posta elettronica certificato), entro 15 giorni lavorativi
dall’arrivo delle richieste, il numero di posizione assegnato e il
responsabile dell’unita’ organizzativa competente per l’istruttoria,
ovvero comunica l’improcedibilita’.
8.2. Data di arrivo – La data da prendere in considerazione ai
fini dell’assegnazione del numero di posizione progressivo delle
richieste e’ quella di arrivo a MCC. La documentazione che arriva
dopo le ore 17,00 e’ considerata arrivata il primo giorno lavorativo
successivo. I termini di scadenza che cadono in un giorno di chiusura
degli uffici si considerano automaticamente prorogati al primo giorno
lavorativo successivo.
8.3. Termine per la delibera del Comitato – Le richieste di
ammissione, complete dei dati previsti dal modulo di richiesta, sono
presentate al Comitato, nel rispetto dell’ordine cronologico di
arrivo o di completamento, in tempo utile perche’ possano essere
deliberate entro il termine di 2 mesi dalla data di arrivo della
richiesta o di completamento della stessa. Alle richieste relative
alle Imprese a prevalente partecipazione femminile e’ riconosciuta
priorita’ nell’istruttoria e nella delibera del Comitato.
8.4. Completamento delle richieste di ammissione – Qualora MCC
nel corso dell’istruttoria richiedesse il completamento dei dati
previsti, ivi compresa la rettifica o integrazione di dichiarazioni
erronee o incomplete, ovvero i chiarimenti necessari ai fini
dell’istruttoria stessa, il termine per la delibera del Comitato
decorre dalla data in cui arrivano i dati, le rettifiche o
integrazioni ovvero i chiarimenti richiesti.
8.5. Rigetto delle richieste di ammissione – Le richieste sono
respinte d’ufficio qualora i dati previsti nel modulo di richiesta,
le rettifiche o integrazioni ovvero i chiarimenti, non arrivino al
MCC entro il termine di 6 mesi dalla data della richiesta del MCC
stesso.
8.6. Comunicazione dell’esito delle richieste di ammissione – MCC
comunica in forma scritta (posta, fax o attraverso il sistema di
posta elettronica certificato) ai soggetti richiedenti l’ammissione
al Fondo, ovvero i motivi che hanno indotto a ritenere inammissibile
la richiesta, entro 10 giorni lavorativi dalla data della delibera
del Comitato.
Alle proposte di rigetto delle richieste presentate a MCC si
applica quanto previsto dall’art. 10-bis della legge n. 241/1990.
Nel caso di Controgaranzia «a prima richiesta», i soggetti
richiedenti devono comunicare ai soggetti finanziatori l’avvenuta
concessione o il rigetto della Controgaranzia, trasmettendo copia
della comunicazione dell’esito.
8.7. Antimafia – L’ammissione all’intervento del Fondo e’
assoggettata alla vigente normativa antimafia. L’acquisizione delle
informazioni previste dalla normativa vigente sulla materia e’
regolamentata nell’apposita circolare di MCC.
8.8. Disponibilita’ – L’ammissione al Fondo e’ deliberata dal
Comitato subordinatamente alla esistenza di disponibilita’
impegnabili a carico del Fondo. MCC comunica tempestivamente, con
avviso da pubblicare nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica
italiana, l’avvenuto esaurimento delle risorse disponibili e
restituisce ai soggetti richiedenti, le cui richieste non siano
soddisfatte, la documentazione da essi inviata. Ove si rendano
disponibili ulteriori risorse finanziarie, MCC comunica la data dalla
quale e’ possibile presentare le relative richieste, con avviso da
pubblicare nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana, almeno
sessanta giorni prima del termine iniziale.
8.9. Comunicazioni a MCC – I soggetti richiedenti, e/o i soggetti
finanziatori nel caso di Controgaranzia «a prima richiesta», devono
comunicare a MCC eventuali variazioni della titolarita’ dei soggetti
beneficiari finali nonche’ ogni altro fatto ritenuto rilevante
sull’andamento dei soggetti beneficiari finali di cui siano venuti a
conoscenza.
9. Variazioni e controlli.
9.1. Richiesta di variazione – Ai fini della conferma della
Controgaranzia i soggetti richiedenti, e/o i soggetti finanziatori
nel caso di Controgaranzia «a prima richiesta», per ogni operazione
ammessa, devono presentare preventiva richiesta di variazione della
delibera del Comitato in caso di variazioni:
delle garanzie prestate in favore dei soggetti finanziatori;
delle finalita’ di investimento inizialmente previste
limitatamente alle variazioni intervenute nei cinque anni successivi
alla data di ammissione all’intervento del Fondo;
della titolarita’ del credito a seguito di cessioni effettuate
ai sensi dell’art. 2260 del codice civile ovvero della legge
30 aprile 1999, n. 130.
9.2 Istruttoria delle richieste di variazione – Alle richieste di
variazione si applicano, per quanto compatibili, le modalita’
previste al paragrafo 8 per le richieste di ammissione.
9.3. Controlli – Il Comitato, con delibera approvata dal Ministro
dell’industria, del commercio e dell’artigianato sentito il Ministro
per le politiche agricole, stabilisce le modalita’ di svolgimento
delle verifiche e dei controlli effettuati da MCC specificamente
orientati all’accertamento dell’effettiva destinazione dei fondi per
le finalita’ previste dal decreto del Ministro dell’industria, del
commercio e dell’artigianato di concerto con il Ministro del tesoro,
del bilancio e della programmazione economica n. 248/99 e dalle
presenti disposizioni operative.
Sulle operazioni con durata maggiore o uguale a tre anni concesse
a soggetti beneficiari finali fino a 100 dipendenti e finalizzate:
a) alla copertura di investimenti materiali ed immateriali, e/o
all’assunzione di nuovi dipendenti; o
b) al sostegno di nuove imprese che risultano operative da non
oltre 12 mesi;
la Corte dei conti europea ed i funzionari della Commissione europea
possono in ogni momento effettuare accertamenti documentali ed
ispezioni in loco presso i soggetti richiedenti ed i soggetti
beneficiari finali.
10. Erogazione dei finanziamenti con durata superiore a diciotto
mesi.
10.1. Termine per l’erogazione – Almeno il 25% dell’importo
ammesso all’intervento del Fondo deve essere erogato ai soggetti
beneficiari finali entro dodici mesi dalla data della delibera del
Comitato di ammissione alla Controgaranzia.
10.2. Proroga dei termini per l’erogazione – I termini per
l’erogazione possono essere prorogati, su delibera del Comitato,
soltanto se la proroga e’ richiesta prima della loro scadenza e
motivata con riguardo a cause oggettive, non imputabili a giudizio
del Comitato a responsabilita’ dell’impresa beneficiaria, che hanno
impedito l’erogazione.
10.3. Contratto di finanziamento – Le operazioni devono essere
perfezionate mediante un contratto di finanziamento e, qualora non
contestuale, relativo atto di erogazione. Le operazioni possono
essere regolate ad un tasso di interesse (fisso o variabile)
liberamente contrattato tra i soggetti finanziatori e i soggetti
beneficiari ed espresso in termini di tasso annuo nominale. Il tasso
deve essere determinato ed indicato in sede di contratto di
finanziamento e/o di erogazione. Entro i tre mesi successivi
all’erogazione a saldo, i soggetti richiedenti, e/o i soggetti
finanziatori nel caso di Controgaranzia «a prima richiesta», devono
far arrivare a MCC dichiarazione attestante la data di valuta
dell’erogazione, l’importo erogato e la data di scadenza dell’ultima
rata.
In caso di erogazione a saldo antecedente alla data di
concessione della Controgaranzia da parte del Comitato, i soggetti
richiedenti, e/o i soggetti finanziatori nel caso di Controgaranzia
«a prima richiesta», devono far pervenire a MCC la predetta
dichiarazione entro i tre mesi successivi alla data della delibera
del Comitato.
10.4. Contratto di locazione finanziaria – Le operazioni di
locazione finanziaria devono essere perfezionate mediante un
contratto di leasing cui fa seguito la sottoscrizione del verbale di
consegna. Le operazioni possono essere definite sia a canoni fissi
che variabili liberamente contrattati tra i soggetti finanziatori
(societa’ di leasing) e i soggetti beneficiari (utilizzatori). Entro
i tre mesi successivi alla consegna del bene, i soggetti richiedenti,
e/o i soggetti finanziatori nel caso di Controgaranzia «a prima
richiesta», devono far arrivare a MCC dichiarazione attestante la
data di consegna dei beni e il costo di acquisto dei beni oggetto
della locazione al netto di IVA e la data di scadenza dell’ultimo
canone.
10.5. Decorrenza della garanzia – La Controgaranzia ha effetto
dalla data della sua concessione da parte del Comitato o dalla data
di valuta dell’erogazione del finanziamento se questo e’ erogato dopo
la concessione della Controgaranzia.
10.6. Inefficacia – Nel solo caso di Controgaranzia «sussidiaria»
di cui al paragrafo 6, la Controgaranzia non e’ efficace nei casi di
inadempimento del debitore verificatosi nei dodici mesi successivi
alla data di erogazione del primo 25%, o alla data di delibera del
Comitato se successiva a quella di erogazione del primo 25% e in caso
non siano stati rispettati i termini previsti ai punti 10.1 e 10.3 o
10.4. Per le garanzie prestate dai soggetti richiedenti su
finanziamenti di durata non superiore a trentasei mesi il termine e’
ridotto a sei mesi.
11. Acquisizione delle partecipazioni.
11.1. Termine per l’acquisizione – Almeno il 25% dell’importo
ammesso all’intervento del Fondo deve essere acquisito entro dodici
mesi dalla data della delibera del Comitato di ammissione alla
Controgaranzia. Entro i tre mesi successivi all’acquisizione, i
soggetti richiedenti devono far arrivare a MCC una dichiarazione
attestante la data dell’acquisizione e l’importo acquisito.
11.2. Proroga dei termini per l’acquisizione – Il termine per
l’acquisizione puo’ essere prorogato, su delibera del Comitato,
soltanto se la proroga e’ richiesta prima della scadenza e motivata
con riguardo a cause oggettive, non imputabili a giudizio del
Comitato a responsabilita’ del soggetto beneficiario finale, che
hanno impedito l’acquisizione.
C. Attivazione della Controgaranzia «a prima richiesta».

12. Avvio delle procedure di recupero
12.1. Avvio delle procedure di recupero del credito – In caso di
inadempimento del soggetto beneficiario finale, devono essere
avviate, a cura del soggetto finanziatore, le procedure di recupero
del credito inviando al soggetto beneficiario finale inadempiente e,
per conoscenza, a MCC, l’intimazione del pagamento dell’ammontare
dell’esposizione per rate o canoni insoluti, capitale residuo e
interessi di mora, tramite raccomandata con avviso di ricevimento,
entro 12 mesi dalla data dell’inadempimento, intendendosi per tale la
data della prima rata o canone rimasto insoluto, ovvero dalla data di
ammissione a procedure concorsuali.
12.2. Revoca dei finanziamenti con durata non superiore a
diciotto mesi – Fermo restando il termine di cui al punto 12.1, nel
caso di operazioni con durata non superiore a diciotto mesi, per data
di inadempimento si intende la data della risoluzione o revoca. I
soggetti finanziatori possono deliberare la risoluzione o revoca dei
finanziamenti con durata non superiore a diciotto mesi entro 1 mese
dalla scadenza ed i soggetti richiedenti devono dare comunicazione
dell’avvenuta risoluzione o revoca a MCC entro tre mesi dalla
scadenza dei suddetti finanziamenti.
12.3. Intimazione del pagamento – L’intimazione del pagamento di
cui al punto 12.1 puo’ avvenire, alternativamente, mediante l’invio
al soggetto beneficiario finale inadempiente di:
diffida di pagamento;
decreto ingiuntivo, ovvero, in caso di procedure concorsuali,
istanza di ammissione allo stato passivo o atto equivalente.
MCC si riserva di richiedere copia della predetta documentazione.
13. Attivazione del Fondo.
13.1. Termine per la presentazione delle richieste di attivazione
del Fondo – La richiesta di attivazione del Fondo deve arrivare a MCC
entro tre mesi dalla data del versamento effettuato dai soggetti
richiedenti ai soggetti finanziatori.
13.2. Documentazione – I soggetti richiedenti devono allegare
alla richiesta di attivazione del Fondo:
copia della delibera di concessione della garanzia del soggetto
richiedente;
copia della delibera di concessione del finanziamento;
(solo per i finanziamenti con durata superiore a diciotto mesi)
copia del contratto di finanziamento;
(solo per i finanziamenti con durata superiore a diciotto mesi)
copia dell’atto di erogazione;
(solo per i finanziamenti con durata superiore a diciotto mesi)
copia del piano di ammortamento o del piano di locazione finanziaria
con le relative scadenze;
indicazione della data dell’inadempimento del soggetto
beneficiario finale, come definita ai punti 12.1 e 12.2;
la data di avvio delle procedure di recupero del credito con
indicazioni sugli atti intrapresi e sulle eventuali somme recuperate;
copia della attestazione del soggetto finanziatore dell’importo
complessivamente versato dal soggetto richiedente e della data
dell’avvenuto versamento;
copia dei bilanci, approvati, dei soggetti beneficiari finali e
della documentazione relativa agli altri dati sulla base dei quali i
soggetti richiedenti hanno compilato il modulo di richiesta;
13.3. Inefficacia – La Controgaranzia e’ inefficace in caso non
sia verificata la rispondenza sostanziale dei dati di bilancio e
della documentazione relativa agli altri dati con i dati forniti dai
soggetti richiedenti nel modulo di richiesta e in caso non siano
rispettati i dei termini previsti ai punti 12.1, 12.2 e 13.1.
13.4. Istruttoria delle richieste di attivazione del Fondo – Alle
richieste di attivazione si applicano, per quanto compatibili, le
modalita’ previste al paragrafo 6 per le richieste di ammissione.
13.5. Termine per la liquidazione della perdita – Entro novanta
giorni dal ricevimento della completa documentazione di cui al
punto 13.2, MCC liquida ai soggetti richiedenti, nei limiti
dell’importo massimo garantito e secondo la percentuale di copertura
della perdita deliberati dal Comitato in sede di ammissione
dell’operazione all’intervento del Fondo, un importo non superiore al
90% della somma gia’ versata dai soggetti richiedenti ai soggetti
finanziatori.
13.6. Restituzione al Fondo delle somme recuperate dal soggetto
richiedente – Le somme recuperate dal soggetto richiedente a seguito
dell’espletamento delle procedure di recupero del credito nei
confronti del soggetto beneficiario finale inadempiente, al netto
delle spese legali documentate, devono essere versate al Fondo entro
sessanta giorni dalla data del recupero delle stesse.
13.7. Liquidazione della perdita – La liquidazione della perdita
e’ deliberata dal Comitato.
14. Mancato pagamento in garanzia dei soggetti richiedenti.
14.1. Attivazione diretta del Fondo – Nel caso in cui i soggetti
richiedenti non abbiano adempiuto, entro centoventi giorni dalla data
della richiesta dei soggetti finanziatori di escussione della
garanzia, al pagamento della somma dovuta, i soggetti finanziatori,
nei limiti dell’importo massimo garantito e secondo la percentuale di
copertura dell’esposizione deliberati dal Comitato in sede di
ammissione dell’operazione alla Controgaranzia, possono richiedere
direttamente l’attivazione del Fondo.
14.2. Presentazione delle richieste di attivazione diretta del
Fondo – Le richieste di attivazione diretta del Fondo devono essere
inviate a MCC mediante raccomandata con avviso di ricevimento.
14.3. Documentazione – Alla richiesta di attivazione diretta del
Fondo deve essere allegata la seguente documentazione:
copia della delibera di concessione del finanziamento o
dell’operazione di locazione finanziaria;
(solo per i finanziamenti con durata superiore a diciotto mesi)
copia del contratto di finanziamento, ovvero copia del contratto di
leasing;
(solo per i finanziamenti con durata superiore a diciotto mesi)
copia dell’atto di erogazione, ovvero del verbale di consegna;
(solo per i finanziamenti con durata superiore a diciotto mesi)
copia del piano di ammortamento o del piano di locazione finanziaria
con le relative scadenze;
dichiarazione dei soggetti finanziatori che attesti:
a) la data di inadempimento, come definita al punto 12.1
o 12.2;
b) la data di avvio delle procedure di recupero del credito
con indicazioni sugli atti intrapresi e sulle eventuali somme
recuperate;
c) la somma dovuta dai Confidi o dagli Altri fondi di
garanzia a fronte delle garanzie rilasciate ai soggetti finanziatori;
d) la data della richiesta dei soggetti finanziatori di
escussione della garanzia dei Confidi o degli Altri fondi di
garanzia;
e) copia dei bilanci approvati dei soggetti beneficiari
finali e della documentazione relativa agli altri dati e informazioni
relative al soggetto beneficiario finale riportati nel modulo di
richiesta.
14.4. Inefficacia – La garanzia del Fondo e’ inefficace qualora
non sia verificata la rispondenza sostanziale dei dati di bilancio e
della documentazione relativa agli altri dati e informazioni relative
al soggetto beneficiario finale riportati nel modulo di richiesta e
in caso i soggetti finanziatori non abbiano rispettato i termini di
cui al punto 12.1 o 12.2 o non abbiano usato la dovuta diligenza
professionale nella verifica della documentazione ricevuta di cui al
punto 7.3.1.
14.5. Istruttoria delle richieste di attivazione diretta del
Fondo – Alle richieste di attivazione diretta del Fondo si applicano,
per quanto compatibili, le modalita’ previste per le richieste di
ammissione alla Garanzia Diretta di cui al paragrafo 6, parte II,
delle presenti disposizioni.
14.6. Termine per la liquidazione dell’importo massimo garantito
– Entro novanta giorni dal ricevimento della completa documentazione
di cui al punto 14.3 MCC liquida ai soggetti finanziatori, nei limiti
dell’importo massimo garantito e secondo la percentuale di copertura
della perdita deliberati dal Comitato in sede di ammissione
dell’operazione alla Controgaranzia, un importo non superiore al 90%
della somma dovuta dai Confidi e dagli Altri fondi di garanzia.
14.7. Surrogazione legale – Ai sensi dell’art. 3, comma 3, del
decreto del Ministro delle attivita’ produttive e del Ministro per
l’innovazione e le tecnologie del 20 giugno 2005 pubblicato in
G.U.R.I. n. 152 del 2.7.2005, a seguito della liquidazione della
perdita al soggetto finanziatore, il Fondo acquisisce il diritto di
rivalersi sul soggetto beneficiario finale per le somme pagate. MCC
nello svolgimento delle procedure di recupero del credito per conto
del Fondo applica quanto previsto dall’art. 3, comma 3 del medesimo
decreto.
14.8. Relazione sulle attivita’ di recupero – MCC predispone una
relazione sulle attivita’ di recupero svolte e l’elenco delle somme
recuperate con l’indicazione delle relative date di incasso, da
sottoporre annualmente all’esame del Comitato.
D. Attivazione della Controgaranzia «sussidiaria».

15. Acconto sulla futura perdita.
15.1. Avvio delle procedure di recupero del credito – Le
procedure di recupero del credito devono essere avviate, a cura del
soggetto finanziatore, entro diciotto mesi dalla data di
inadempimento del debitore, intendendosi per data dell’inadempimento:
per i finanziamenti con durata inferiore o pari a diciotto
mesi: data della risoluzione o revoca;
per i finanziamenti con durata superiore a diciotto mesi: data
della prima rata rimasta insoluta, anche parzialmente.
15.2. Revoca dei finanziamenti con durata non superiore a
diciotto mesi – Fermo restando il termine di cui al precedente punto
15.1, i soggetti finanziatori possono deliberare la risoluzione o
revoca dei finanziamenti con durata non superiore a diciotto mesi
entro 1 mese dalla scadenza degli stessi ed i soggetti richiedenti
devono dare comunicazione dell’avvenuta risoluzione o revoca a MCC
entro il termine di 3 mesi dalla scadenza dei suddetti finanziamenti.
15.3. Comunicazione dell’avvio delle procedure di recupero del
credito – La comunicazione dell’avvio delle procedure di recupero del
credito deve arrivare a MCC entro tre mesi dall’avvio delle procedure
stesse.
15.4. Documentazione – Alla comunicazione devono essere allegati:
copia della delibera di concessione della garanzia del soggetto
richiedente;
copia della delibera di concessione del finanziamento;
copia della attestazione del soggetto finanziatore dell’importo
complessivamente versato dal soggetto richiedente e della data
dell’avvenuto versamento;
copia dei bilanci, approvati, dei soggetti beneficiari finali
e/o della documentazione relativa agli altri dati sulla base dei
quali i soggetti richiedenti hanno compilato il modulo di richiesta.
Nel caso di finanziamenti con durata superiore a diciotto mesi,
alla comunicazione devono essere allegati anche:
copia del contratto di finanziamento;
copia dell’atto di erogazione;
copia del piano di ammortamento o del piano di locazione
finanziaria con le relative scadenze.
15.5. Inefficacia – La Controgaranzia e’ inefficace in caso non
sia verificata la rispondenza sostanziale dei dati di bilancio e/o
della documentazione relativa agli altri dati con i dati forniti dai
soggetti richiedenti nel modulo di richiesta e in caso non siano
stati rispettati i termini previsti ai punti 15.1. e 15.2.
15.6. Acconto sulla futura perdita – La Controgaranzia puo’
essere attivata a titolo di acconto, su espressa richiesta e previo
avvio delle procedure di recupero del credito, in misura non
superiore all’80% della somma gia’ versata, o vincolata, a titolo
provvisorio, dai soggetti richiedenti ai soggetti finanziatori.
15.7. Istruttoria delle richieste di acconto – Alle richieste di
acconto si applicano, per quanto compatibili, le modalita’ previste
al paragrafo 6 per le richieste di ammissione.
15.8. Liquidazione dell’acconto – La liquidazione dell’acconto
sulla futura perdita e’ deliberata dal Comitato.
15.9. Partecipazioni – Per le operazioni di garanzia su
Partecipazioni non si da’ luogo ad acconto.
16. Liquidazione della perdita.
16.1. Termine di arrivo della richiesta – La richiesta di
liquidazione della perdita deve arrivare a MCC, dopo che siano state
concluse le procedure di recupero o che il Comitato abbia deliberato
l’irrecuperabilita’ del credito, entro 3 mesi dalla data del
versamento a titolo definitivo effettuato dai soggetti richiedenti ai
soggetti finanziatori, corredata da attestazione del soggetto
finanziatore dell’importo complessivamente versato e della data
dell’avvenuto versamento.
16.2. Conguaglio a carico del Fondo – Nei limiti dell’importo
massimo liquidabile e secondo la percentuale di copertura della
perdita deliberati dal Comitato in sede di ammissione dell’operazione
all’intervento del Fondo, il Fondo interviene, al netto
dell’eventuale acconto, in misura non superiore al 90% della somma
gia’ versata a titolo definitivo dai soggetti richiedenti ai soggetti
finanziatori.
16.3. Conguaglio a favore del Fondo – In caso di conguaglio a
favore del Fondo la differenza tra la somma ricevuta in acconto dai
soggetti richiedenti e la quota della perdita a carico del Fondo deve
essere versata al Fondo entro un mese dalla data della comunicazione
dell’esito della richiesta di liquidazione della perdita. Nel caso la
somma recuperata dai soggetti richiedenti risulti maggiore di quella
da essi inizialmente versata o vincolata a titolo provvisorio ai
soggetti finanziatori, tale somma deve essere versata al Fondo nella
stessa misura percentuale dell’acconto di cui al paragrafo 15.
16.4. Istruttoria delle richieste di liquidazione della perdita –
Alle richieste di liquidazione della perdita si applicano, per quanto
compatibili, le modalita’ previste al paragrafo 6 per le richieste di
ammissione.
16.5. Liquidazione della perdita – La liquidazione della perdita
e’ deliberata dal Comitato.
16.6. Inefficacia – La Controgaranzia e’ inefficace qualora non
siano stati rispettati i termini di cui ai punti 15.1 15.2 e qualora
alla determinazione della perdita abbia concorso negligenza da parte
dei soggetti richiedenti. In caso di inefficacia l’acconto
eventualmente ricevuto deve essere restituito al Fondo maggiorato
dell’interesse pari al Tasso di riferimento [per periodi superiori al
mese si applica il tasso vigente il primo giorno di ciascun periodo
successivo, in regime di capitalizzazione semplice (360/360)].
E. Partecipazioni: liquidazione della perdita

17.1. Termine di arrivo della richiesta – La richiesta di
liquidazione della perdita deve arrivare a MCC entro 3 mesi dalla
data del versamento a titolo definitivo effettuato dai soggetti
richiedenti ai soggetti finanziatori, corredata da attestazione del
soggetto finanziatore dell’importo complessivamente versato e della
data dell’avvenuto versamento. Alla richiesta devono essere allegati:
copia della delibera di concessione della garanzia del soggetto
richiedente;
copia dell’atto notarile di sottoscrizione delle
Partecipazioni;
copia dell’atto notarile di dismissione delle Partecipazioni;
copia della attestazione del soggetto finanziatore dell’importo
complessivamente versato e della data dell’avvenuto versamento;
copia dei bilanci approvati dei soggetti beneficiari finali e/o
della documentazione relativa agli altri dati sulla base dei quali i
soggetti richiedenti hanno compilato il modulo di richiesta.
17.2. Liquidazione della perdita – Nei limiti dell’importo
massimo liquidabile e secondo la percentuale di copertura della
perdita deliberati dal Comitato in sede di ammissione dell’operazione
all’intervento del Fondo, il Fondo interviene in misura non superiore
al 90% della somma gia’ versata a titolo definitivo dai soggetti
richiedenti ai soggetti finanziatori. La liquidazione della perdita
e’ deliberata dal Comitato.
17.3. Istruttoria delle richieste di liquidazione della perdita –
Alle richieste di liquidazione della perdita si applicano, per quanto
compatibili, le modalita’ previste al paragrafo 6 per le richieste di
ammissione.
17.4. Inefficacia – La Controgaranzia e’ inefficace in caso non
sia verificata la rispondenza sostanziale dei dati di bilancio e
degli altri dati con i dati forniti dai soggetti richiedenti nel
modulo di richiesta, qualora alla determinazione della perdita abbia
concorso negligenza da parte dei soggetti richiedenti e in caso non
sia stato rispettato il termine di cui al punto 17.1.

Parte IV

COGARANZIA

1. Possono richiedere la Cogaranzia i Confidi e gli Altri fondi
di garanzia che abbiano stipulato apposita convenzione con MCC. La
convenzione regolera’, comunque nei limiti della misura massima
dell’agevolazione previsti per la Garanzia Diretta dalla Parte II
delle presenti disposizioni, i criteri, le modalita’ e le procedure
di concessione della Cogaranzia, di versamento dell’acconto e di
liquidazione della perdita.
2. Sulla base di apposita convenzione stipulata con il Ministero
dell’industria, del commercio e dell’artigianato, il Fondo puo’
effettuare operazioni in Cogaranzia con fondi di garanzia istituiti
nell’ambito dell’Unione europea o da essa cofinanziati.
3. I Confidi e gli Altri fondi di garanzia, beneficiari di
contributi pubblici, che richiedono l’intervento di Cogaranzia del
Fondo oltre i limiti previsti dall’art. 12 del decreto ministeriale
n. 248/1999, devono inviare:
a) una dichiarazione attestante la sussistenza delle condizioni
di cui al punto 4.3 della Comunicazione della Commissione europea
sull’applicazione degli articoli 87 e 88 del Trattato CE agli aiuti
di Stato concessi sotto forma di garanzie; in particolare la
dichiarazione deve attestare:
– che il Confidi o il fondo di garanzia non concede garanzie a
imprese che si trovino in difficolta’ finanziarie;
– che le imprese garantite dal Confidi o dal fondo di garanzia, in
linea di principio, sono in grado di ottenere sui mercati finanziari
un prestito a condizioni di mercato senza alcun intervento pubblico;
– che la garanzia del Confidi o del fondo di garanzia e’ connessa
ad una operazione finanziaria specifica, e’ circoscritta ad un
importo massimo predeterminato, non assiste piu’ dell’80% del
prestito in essere e non e’ prorogabile;
– che e’ prevista una dotazione finanziaria globale del Confidi o
del fondo di garanzia, soggetta a revisione con periodicita’ quanto
meno annuale;
b) una relazione comprovante che i corrispettivi pagati dalle
imprese garantite consentono, con ogni probabilita’,
l’autofinanziamento del Confidi o del fondo di garanzia ed in
particolare coprono sia i normali rischi inerenti alla concessione
della garanzia sia le spese amministrative, e che in ogni caso tali
corrispettivi sono, attualmente, almeno pari all’1% all’anno sul
finanziamento in essere rapportato all’importo garantito;
a) l’ultimo bilancio approvato;
b) il regolamento interno, approvato dall’organo deliberante
del Confidi o del fondo di garanzia, recante i criteri di valutazione
economico-finanziaria delle imprese per l’ammissione alla garanzia;
c) il regolamento interno, approvato dall’organo deliberante
del Confidi o del fondo di garanzia, recante i criteri e le modalita’
per la concessione della garanzia;
d) la delibera di approvazione dei regolamenti interni.
4. I Confidi e gli Altri fondi di garanzia devono comunicare a
MCC eventuali variazioni ritenute rilevanti in quanto comunicato in
ottemperanza al precedente punto 3., lettere a), b), c), d) ed e).

Parte V

VERSAMENTI AL FONDO

1. Entro tre mesi dalla delibera del Comitato di concessione
della Garanzia Diretta, della Controgaranzia e della Cogaranzia i
soggetti richiedenti devono versare al Fondo, a pena di decadenza,
una commissione «una tantum» pari a:
– 0,25% dell’importo garantito dal Fondo per le operazioni relative
alle piccole imprese ubicate nelle Zone ammesse alla deroga di cui
all’art. 87.3.c) del Trattato CE per gli aiuti a finalita’ regionale;
– 0,50% dell’importo garantito dal Fondo per le operazioni relative
alle medie imprese e Consorzi ubicati nelle Zone ammesse alla deroga
di cui all’art. 87.3.c) del Trattato CE per gli aiuti a finalita’
regionale;
– 0,50% dell’importo garantito dal Fondo per le operazioni relative
alle piccole imprese ubicate nei restanti territori,
– 1% dell’importo garantito dal Fondo per le operazioni relative
alle medie imprese e Consorzi ubicati nei restanti territori;
2. La commissione non e’ dovuta per le operazioni relative a:
– Imprese a prevalente partecipazione femminile;
– soggetti beneficiari finali ubicati nelle Zone ammesse alla
deroga di cui all’art. 87.3.a) del Trattato CE per gli aiuti a
finalita’ regionale;
– soggetti beneficiari finali che sottoscrivono Contratti d’area o
Patti territoriali.
3. Alle operazioni relative alle Microimprese si applica la
commissione prevista per le operazioni relative alle piccole imprese
ridotta del 50%.
4. La commissione e’ altresi’ ridotta del 50% per le
Partecipazioni e per i Prestiti partecipativi per i quali il tasso
applicato per la parte fissa non e’ superiore al 75% del Costo di
provvista.
5. In caso di riduzione dell’importo effettivamente garantito,
rinuncia o inefficacia dell’intervento del Fondo, la commissione
dovuta e’ proporzionalmente ridotta.

Parte VI

METODOLOGIA DI CALCOLO DELL’EQUIVALENTE SOVVENZIONE LORDO

I valori dell’ESL per il Fondo sono stati calcolati tenendo conto
dei costi della garanzia, diversi per area d’intervento e dimensione
del soggetto beneficiario finale.
L’ESL e’ calcolato equiparando a un contributo in conto interessi
la differenza tra il costo medio di mercato delle garanzie con
caratteristiche simili concesse su finanziamenti a PMI economicamente
e finanziariamente sane e il costo della garanzia del Fondo per i
soggetti richiedenti.
E’ stato stimato un costo medio di mercato della garanzia pari
all’1% annuo.
L’importo dell’ESL e’ calcolato secondo la formula: ESL = z F – G
quale differenza tra il costo medio di mercato della garanzia «F»,
moltiplicato per la percentuale garantita dal Fondo «z», e il costo
della garanzia del Fondo «G».
Il costo di mercato della garanzia «F» e’ dato dalla sommatoria
dei valori attuali della commissione annuale sul residuo capitale in
essere al 31 dicembre di ogni anno.
Il costo della garanzia del Fondo «G» e’ dato dalla commissione
«una tantum» sull’importo garantito.

—-> Vedere Formule a pag. 48 in formato zip/pdf

MINISTERO DELLE ATTIVITA’ PRODUTTIVE – DECRETO 23 settembre 2005

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