MINISTERO DELLE ATTIVITA' PRODUTTIVE - DECRETO 23 Settembre 2005 | Edilone.it

MINISTERO DELLE ATTIVITA’ PRODUTTIVE – DECRETO 23 Settembre 2005

MINISTERO DELLE ATTIVITA' PRODUTTIVE - DECRETO 23 Settembre 2005 - Definizione di passata di pomodoro. (GU n. 232 del 5-10-2005 )

MINISTERO DELLE ATTIVITA’ PRODUTTIVE
DECRETO 23 Settembre 2005
Definizione di passata di pomodoro.
IL MINISTRO
DELLE ATTIVITA’ PRODUTTIVE

di concerto con

i Ministri delle politiche agricole e forestali della salute
e per le politiche comunitarie

Visto l’art. 5, paragrafo 1, lettere a), b) e c) della direttiva
2000/13/CE;
Visto l’art. 4 del decreto legislativo 27 gennaio 1992, n. 109;
Visto il decreto legislativo 3 marzo 1993, n. 123;
Visto l’art. 1 della legge 3 agosto 2004, n. 204;
Considerato che la passata di pomodoro e’ un prodotto ottenuto
direttamente da pomodoro fresco;
Ritenuta la necessita’ di definire le condizioni d’uso della
denominazione di vendita «passata di pomodoro», in particolare i
requisiti che il prodotto deve possedere per rispondere alle
aspettative del consumatore;
Valutato il metodo di analisi per la verifica dell’eventuale
aggiunta di acqua;
Vista la notifica alla Commissione europea ai sensi e per gli
effetti della direttiva 98/34/CE;
Acquisito il parere della Conferenza permanente per i rapporti tra
lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano,
espresso nella seduta del 22 settembre 2005;

Decreta:

Art. 1.
Definizione di passata di pomodoro

1. La denominazione di vendita «Passata di pomodoro» e’ riservata
al prodotto ottenuto direttamente da pomodoro fresco, sano e maturo,
avente il colore, l’aroma ed il gusto caratteristici del frutto da
cui proviene, per spremitura, eventuale separazione di bucce e semi e
parziale eliminazione dell’acqua di costituzione in modo che il
residuo ottico rifrattometrico risulti compreso tra 5 e 12 gradi
Brix, con una tolleranza di 3%, al netto del sale aggiunto.
2. Per il prodotto definito al comma 1 puo’ essere usata anche la
denominazione di vendita «Passato di pomodoro».
3. Non e’ consentito concentrare il succo di pomodoro al di sopra
di 12 gradi Brix e provvedere poi alla successiva diluizione per la
preparazione della passata di pomodoro.
4. La passata di pomodoro, qualora non confezionata immediatamente,
deve essere condizionata in asettico.
5. Il prodotto di cui al comma 1 possiede i seguenti requisiti:
a) zuccheri totali, espressi in zucchero invertito, in misura non
inferiore a 42% del residuo ottico, al netto del sale aggiunto;
b) pH non superiore a 4,5;
c) limite di conteggio Howard (HMC): massimo 70 campi positivi;
l’esame microscopico va effettuato sul prodotto diluito a residuo
rifrattometrico 8% a 25°C se superiore e sul prodotto tal quale se
inferiore: in quest’ultimo caso il limite del 70% e’ ridotto in
proporzione;
d) impurezze minerali in misura non superiore allo 0,1% del
residuo ottico;
e) acido lattico in misura non superiore a 1% del residuo ottico
al netto del sale aggiunto.
6. La presenza di bucce e di semi non deve superare il limite del
4% in peso del prodotto finito.
7. E’ ammessa l’aggiunta dei seguenti ingredienti:
a) sale alimentare;
b) correttori di acidita’ previsti dal decreto del Ministro della
sanita’ 27 febbraio 1996, n. 209;
c) spezie, erbe, piante aromatiche e relativi estratti.
8. Gli ingredienti di cui al comma 7, lettera c), devono essere
evidenziati nell’etichettatura.

Art. 2.
Metodo di analisi

1. Per la determinazione dell’acqua aggiunta ai prodotti che
riportano la denominazione di vendita «passata di pomodoro» o
«passato di pomodoro» si applica il metodo di analisi UNI ENV 12141
(giugno 1997) e successive modifiche.

Art. 3.
Controlli

1. L’Ispettorato centrale per la repressione delle frodi effettua
controlli a sondaggio in tutte le fasi della produzione e della
commercializzazione della passata di pomodoro attraverso ispezioni e
prelievi di campioni da sottoporre ad analisi.
2. Restano ferme le disposizioni concernenti i controlli ufficiali
di cui al decreto legislativo 3 marzo 1993, n. 123.

Art. 4.
Destinazione ad altri paesi

1. I prodotti destinati ad altri Paesi riportano la denominazione
di vendita prevista od ammessa in tali Paesi.

Art. 5.
Mutuo riconoscimento

1. Il prodotto avente la denominazione di vendita «passata di
pomodoro» o «passato di pomodoro», legalmente fabbricato o
commercializzato negli altri Stati dell’Unione europea o in Turchia e
legalmente fabbricato negli Stati parti dell’accordo sullo Spazio
economico europeo, puo’ essere commercializzato nel territorio
italiano.
Tuttavia e’ vietato utilizzare la denominazione di vendita «passata
di pomodoro» o «passato di pomodoro», anche se accompagnata da
integrazioni o specificazioni, per designare un prodotto che si
differenzi in modo sostanziale da quello indicato nel presente
decreto dal punto di vista della sua composizione o della sua
fabbricazione.

Art. 6.
Sanzioni

Per le violazioni alle disposizioni di cui all’art. 1, commi 1 e 5,
del presente decreto si applicano rispettivamente le sanzioni
amministrative pecuniarie previste dall’art. 18, commi 2 e 3, del
decreto legislativo 27 gennaio 1992, n. 109 e successive
modificazioni.

Art. 7.
Entrata in vigore

1. Il presente decreto entra in vigore il giorno successivo alla
pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale.
2. I prodotti confezionati in conformita’ alle norme
precedentemente in vigore possono essere venduti fino ad esaurimento
delle scorte e, comunque, non oltre il 31 dicembre 2006.

Roma, 23 settembre 2005
Il Ministro delle attivita’ produttive
Scajola
Il Ministro delle politiche agricole e forestali
Alemanno
Il Ministro della salute
Storace
Il Ministro per le politiche comunitarie
La Malfa

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