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MINISTERO DELLE ATTIVITA’ PRODUTTIVE – CIRCOLARE 5 dicembre 2003, n.9464: Legge n. 488/1992

MINISTERO DELLE ATTIVITA' PRODUTTIVE - CIRCOLARE 5 dicembre 2003, n.9464: Legge n. 488/1992 - Modifiche alla circolare n. 900047 del 25 gennaio 2001 concernente le modalita' e le procedure per la concessione e l'erogazione delle agevolazioni al «settore commercio» nelle aree depresse del Paese. (GU n. 294 del 19-12-2003)

MINISTERO DELLE ATTIVITA’ PRODUTTIVE

CIRCOLARE 5 dicembre 2003, n.9464

Legge n. 488/1992 – Modifiche alla circolare n. 900047 del 25 gennaio
2001 concernente le modalita’ e le procedure per la concessione e
l’erogazione delle agevolazioni al «settore commercio» nelle aree
depresse del Paese.

Alle Imprese interessate
Alle Banche concessionarie
Agli Istituti collaboratori
All’A.B.I.
All’ASS.I.LEA.
Alla CONFINDUSTRIA
Alla CONFAPI
Alla CONFCOMMERCIO
Alla CONFESERCENTI
all’ANCE
Al Comitato di coordinamento delle
confederazioni artigiane

Con decreto del Ministro delle attivita’ produttive del 24 luglio
2003, in ottemperanza a quanto previsto dall’art. 52, comma 77, della
legge n. 448/2001, sono state apportate modifiche ed integrazioni al
testo unico delle direttive della legge n. 488/1992 al fine di
estendere le agevolazioni di cui alla medesima legge n. 488/1992 alle
attivita’ di somministrazione di alimenti e bevande effettuate da
esercizi aperti al pubblico, nel seguito denominati per brevita’
«pubblici esercizi».
Con il medesimo decreto del 24 luglio 2003 sono state rimosse
alcune limitazioni all’accesso alle agevolazioni di cui si tratta,
precedentemente vigenti, nei riguardi dei cosiddetti «esercizi di
vicinato», nei confronti dei quali inoltre e’ ora consentita
l’agevolabilita’ dei programmi di ammodernamento, tipologia
ammissibile anche per i pubblici esercizi; e’ stata inoltre eliminata
la prevista seconda maggiorazione degli indicatori per i programmi
comportanti l’accorpamento di piu’ esercizi commerciali.
Le suddette modifiche e integrazioni hanno efficacia a partire dai
bandi il cui termine finale di presentazione delle domande sia
successivo al 7 ottobre 2003 (giorno precedente all’entrata in vigore
del decreto ministeriale 24 luglio 2003 di modifica del testo unico
delle direttive).
Premesso quanto sopra, al fine di consentire l’accesso alle
agevolazioni del «settore commercio», le modalita’ di concessione ed
erogazione delle agevolazioni della legge n. 488/1992 per tale
settore di cui alla circolare n. 900047 del 25 gennaio 2001,
pubblicata nel supplemento ordinario n. 34 alla Gazzetta Ufficiale
della Repubblica italiana n. 46 del 24 febbraio 2001, sono modificate
come di seguito specificato.
1. Soggetti beneficiari.
1.1. Per quanto riguarda i pubblici esercizi, sono ammissibili alle
agevolazioni quelli ove sono svolte le seguenti attivita’:
a) somministrazione di pasti e bevande (ristoranti, trattorie,
tavole calde, pizzerie, birrerie ed esercizi similari);
b) somministrazione di bevande, nonche’ di latte, di dolciumi,
compresi i generi di pasticceria e gastronomia (bar, caffe’,
gelaterie, pasticcerie ed esercizi similari).
Tali attivita’ possono essere svolte anche:
congiuntamente all’attivita’ di trattenimento e svago in
discoteche, sale da ballo, sale da gioco, locali notturni,
stabilimenti balneari ed esercizi similari;
all’interno di esercizi posti nelle aree di servizio delle
autostrade e nelle stazioni ferroviarie, aeroportuali e marittime;
all’interno di mezzi di trasporto pubblico, solo se a percorrenza
urbana ovvero in disarmo.
Sono pertanto escluse dalle agevolazioni le attivita’ di
somministrazione di alimenti e bevande svolte:
al domicilio del consumatore;
negli esercizi annessi ad alberghi, pensioni, locande od altri
complessi ricettivi, le cui prestazioni sono rese esclusivamente agli
alloggiati;
nelle mense aziendali e negli spacci annessi ai circoli non
aperti al pubblico;
negli esercizi nei quali la somministrazione stessa e’ esercitata
in via diretta a favore dei propri dipendenti da amministrazioni,
enti o imprese;
in scuole, ospedali, comunita’ religiose, stabilimenti militari,
delle forze di polizia e del Corpo nazionale dei vigili del fuoco.
1.2. Per quanto riguarda gli esercizi di vicinato, ai fini
dell’ammissibilita’ alle agevolazioni, non e’ piu’ richiesto che gli
stessi siano inseriti in centri commerciali ovvero aderenti a forme
associative di via o di strada ovvero aderenti a strutture operative
dell’associazionismo economico operanti con propria insegna
commerciale.
2. Programmi di investimento ammissibili.
2.1. Per quanto riguarda i pubblici esercizi di cui al precedente
punto 1.1, possono essere agevolati esclusivamente i programmi di
investimento:
a) diretti allo sviluppo di formule commerciali che prevedano
l’integrazione della somministrazione con la vendita di beni e/o
servizi;
b) promossi da imprese aderenti a catene commerciali anche in
forma di franchising;
c) promossi da imprese che hanno ottenuto marchi di qualita’ del
servizio e/o di tipicita’ dell’offerta gastronomica rilasciati o
attestati da Camere di commercio, regioni e/o province.
Per quanto concerne la precedente lettera a), si precisa che, ai
fini dell’ammissibilita’ del programma di investimenti, la
somministrazione si intende integrata con la vendita di beni e/o
servizi qualora il programma stesso preveda la creazione, all’interno
del pubblico esercizio, di un’area esclusivamente dedicata a tale
vendita con una superficie almeno pari al 10% di quella di
somministrazione indicata nell’autorizzazione allo svolgimento
dell’attivita’. Qualora il programma di investimenti riguardi un
pubblico esercizio nel quale sia gia’ svolta un’attivita’ di vendita
di beni e/o servizi, il programma medesimo deve comportare, ai fini
dell’ammissibilita’, un incremento della superficie esistente
dedicata a tale vendita in misura almeno pari al 50% della stessa,
fermo restando che la superficie di vendita alla conclusione del
programma deve risultare almeno pari al 10% di quella di
somministrazione. La superficie di vendita cui si fa riferimento,
rilevabile dalla planimetria di cui al successivo punto 3.1, lettera
b) e dai dati forniti nella parte descrittiva del business plan, e’
quella in pianta occupata dalle attrezzature di vendita (banconi,
scaffalature, camerini per la prova dei capi di abbigliamento, ecc.)
e quella a disposizione del personale addetto alla vendita stessa.
Non viene computata a tal fine la superficie destinata a magazzini,
depositi, locali di lavorazione, uffici e servizi; non viene altresi’
computata la superficie dedicata alla vendita di generi di monopolio,
di beni derivanti dall’ordinaria attivita’ di trasformazione svolta
all’interno dell’esercizio, di bevande alcoliche (ad eccezione del
vino) e non alcoliche, di prodotti di gastronomia e di dolciumi,
compresi i generi di gelateria e pasticceria, di servizi relativi a
concorsi, pronostici e scommesse, nonche’ le superfici destinate a
giochi ed apparecchi di intrattenimento di cui all’art. 110 del regio
decreto 18 giugno 1931, n. 773, recante «Testo unico delle leggi di
pubblica sicurezza (TULPS)» e successive modifiche e integrazioni,
ovvero alle attivita’ connesse alla consegna al domicilio del
cliente.
Per quanto concerne la precedente lettera b), si precisa che per
catena commerciale si intende un numero minimo di 5 pubblici
esercizi, anche se appartenenti ad imprese diverse purche’ legate da
contratto di franchising, aventi medesimo marchio e/o insegna, ed
anche se localizzati in comuni diversi (quelli diversi dall’esercizio
oggetto del programma possono essere localizzati anche in aree non
ammissibili). Per franchising si intende la concessione di licenze di
diritti di proprieta’ immateriale relativi a marchi o segni
distintivi e know-how per l’utilizzo e la distribuzione di beni o la
prestazione di servizi. Oltre la licenza su diritti di proprieta’
immateriale, il franchisor (affiliante) fornisce inoltre al
franchisee (affiliato), durante il periodo di vigenza del contratto,
un’assistenza tecnica o commerciale. La licenza e l’assistenza
tecnica formano parte integrante della formula commerciale oggetto
del franchising. Tale definizione si intende automaticamente
sostituita da quella eventualmente introdotta da una successiva norma
nazionale.
Per quanto concerne la precedente lettera c), si precisa che i
marchi di qualita’ del servizio e/o di tipicita’ dell’offerta
gastronomica devono essere stati gia’ ottenuti alla data di
presentazione del modulo di domanda delle agevolazioni (ancorche’ la
relativa documentazione di cui al successivo punto 3.1, lettera d),
sia presentata successivamente, entro la data di chiusura dei termini
di presentazione delle domande) e devono riferirsi all’esercizio
oggetto del programma di investimenti proposto per le agevolazioni e
devono essere stati rilasciati o attestati da Camere di commercio,
regioni e/o province sulla base di norme tecniche dalle stesse
riconosciute.
2.2. Per quanto riguarda gli esercizi di vicinato e i pubblici
esercizi, le tipologie dei programmi ammissibili sono: nuovo
impianto, ampliamento, ammodernamento, ristrutturazione e
trasferimento.
A tale riguardo, per quanto concerne i pubblici esercizi, fatte
salve le definizioni di ristrutturazione e trasferimento di cui al
punto 3.2 della circolare n. 900047 del 25 gennaio 2001, si precisa
che si considerano ampliamenti tutti i programmi che prevedano un
incremento dell’occupazione. Qualora non vi sia tale incremento, i…

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