MINISTERO DELLE ATTIVITA' PRODUTTIVE - CIRCOLARE 23 marzo 2006, n.902 - Circolare esplicativa sulle modalita' e le procedure per la concessione ed erogazione delle agevolazioni alle attivita' produttive nelle aree sottoutilizzate del Paese previste dall'articolo 1, comma 2, del decreto-legge 22 ottobre 1992, n. 415, convertito, con modificazioni, dalla legge 19 dicembre 1992, n. 488, emanata ai sensi del decreto del Ministro delle attivita' produttive, di concerto con il Ministro dell'economia e delle finanze del 1° febbraio 2006. Settori «Industria», «Turismo» e «Commercio». (GU n. 81 del 6-4-2006 | Edilone.it

MINISTERO DELLE ATTIVITA’ PRODUTTIVE – CIRCOLARE 23 marzo 2006, n.902 – Circolare esplicativa sulle modalita’ e le procedure per la concessione ed erogazione delle agevolazioni alle attivita’ produttive nelle aree sottoutilizzate del Paese previste dall’articolo 1, comma 2, del decreto-legge 22 ottobre 1992, n. 415, convertito, con modificazioni, dalla legge 19 dicembre 1992, n. 488, emanata ai sensi del decreto del Ministro delle attivita’ produttive, di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze del 1° febbraio 2006. Settori «Industria», «Turismo» e «Commercio». (GU n. 81 del 6-4-2006

MINISTERO DELLE ATTIVITA' PRODUTTIVE - CIRCOLARE 23 marzo 2006, n.902 - Circolare esplicativa sulle modalita' e le procedure per la concessione ed erogazione delle agevolazioni alle attivita' produttive nelle aree sottoutilizzate del Paese previste dall'articolo 1, comma 2, del decreto-legge 22 ottobre 1992, n. 415, convertito, con modificazioni, dalla legge 19 dicembre 1992, n. 488, emanata ai sensi del decreto del Ministro delle attivita' produttive, di concerto con il Ministro dell'economia e delle finanze del 1° febbraio 2006. Settori «Industria», «Turismo» e «Commercio». (GU n. 81 del 6-4-2006 - Suppl. Ordinario n.85)

MINISTERO DELLE ATTIVITA’ PRODUTTIVE

CIRCOLARE 23 marzo 2006, n. 902
Circolare esplicativa sulle modalita’ e le procedure per la
concessione ed erogazione delle agevolazioni alle attivita’
produttive nelle aree sottoutilizzate del Paese previste
dall’articolo 1, comma 2, del decreto-legge 22 ottobre 1992, n. 415,
convertito, con modificazioni, dalla legge 19 dicembre 1992, n. 488,
emanata ai sensi del decreto del Ministro delle attivita’ produttive,
di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze del
1° febbraio 2006. Settori «Industria», «Turismo» e «Commercio».

Alle Imprese interessate
Alle Banche concessionarie
Agli Istituti collaboratori
Alla Cassa depositi e prestiti
S.p.a.
All’ABI
All’Ass.I.Lea
Alla Confindustria
Alla Confapi
Alla Confcommercio
Alla Confesercenti
All’Ance
Alla CNA
Alla Confartigianato
Alla Casartigiani

In ottemperanza a quanto disposto dall’art. 8 del decreto-legge
14 marzo 2005, n. 35, convertito, con modificazioni, dalla legge
14 maggio 2005, n. 80 in materia di riforma degli incentivi, il
Ministro delle attivita’ produttive, di concerto con il Ministro
dell’economia e delle finanze, ha adottato il decreto del 1° febbraio
2006, nel seguito denominato «decreto attuativo», con il quale sono
stati stabiliti i criteri e le modalita’ di concessione ed erogazione
delle agevolazioni alle attivita’ produttive previste dall’art. 1,
comma 2 del decreto-legge 22 ottobre 1992, n. 415, convertito, con
modificazioni, dalla legge 19 dicembre 1992, n. 488.
Nel rispetto delle procedure e delle modalita’ fissate dal predetto
decreto attuativo, con la presente circolare si forniscono,
relativamente ai settori «Industria», «Turismo» e «Commercio» e fatta
eccezione per le imprese artigiane di cui all’art. 15 del decreto
medesimo, specifiche indicazioni e precisazioni, nonche’, in
allegato, la nuova modulistica per la concessione e l’erogazione
delle agevolazioni e l’elenco della documentazione richiesta. Le
predette nuove modalita’ si applicano, come peraltro stabilito
dall’art. 16 del citato decreto attuativo, ai bandi il cui termine
iniziale di presentazione delle domande e’ successivo all’entrata in
vigore del medesimo decreto. Ai bandi emanati prima di tale data
continuano pertanto ad applicarsi le disposizioni del «testo unico
delle direttive» di cui al decreto ministeriale del 3 luglio 2000, e
successive modifiche e integrazioni, le disposizioni del regolamento
approvato con decreto ministeriale del 20 ottobre 1995, n. 527 e
successive modifiche e integrazioni, nonche’ quelle contenute nelle
relative circolari esplicative.
1 – Soggetti beneficiari e attivita’ ammissibili.
1.1 I soggetti che possono beneficiare delle agevolazioni sono le
imprese operanti nei settori di attivita’ indicati all’art. 1, commi
4 e 5, del decreto attuativo che intendono realizzare programmi di
investimento nell’ambito di proprie unita’ produttive ubicate nelle
«aree sottoutilizzate». Per unita’ produttiva si intende la
struttura, anche articolata su piu’ immobili fisicamente separati ma
prossimi, finalizzata allo svolgimento dell’attivita’ ammissibile
alle agevolazioni, dotata di autonomia produttiva, tecnica,
organizzativa, gestionale e funzionale. Nel caso in cui l’impresa
produca nello stesso luogo beni e servizi insieme, devono poter
essere individuate, ai fini delle valutazioni per la concessione
delle agevolazioni, due distinte unita’ produttive. Le «aree
sottoutilizzate» sono quelle di cui all’art. 61 della legge
27 dicembre 2002, coincidenti con le aree depresse individuate ai
sensi dell’art. 1, comma 1 del decreto-legge 8 febbraio 1995, n. 32,
convertito dalla legge 7 aprile 1995, n. 104, e successive modifiche
e integrazioni. L’elenco di tali aree e’ riportato nell’allegato n.
1.
Alla data di presentazione del Modulo di domanda di agevolazione di
cui al successivo punto 5.3, tali imprese devono essere gia’ iscritte
al registro delle imprese e devono trovarsi nel pieno e libero
esercizio dei propri diritti, non essendo in stato di scioglimento o
liquidazione e non essendo sottoposte a procedure di fallimento,
liquidazione coatta amministrativa e amministrazione controllata. Le
domande presentate dalle imprese individuali non ancora operanti alla
predetta data possono essere istruite e proposte per le agevolazioni
anche in assenza dell’iscrizione al registro delle imprese, purche’
le stesse imprese siano gia’ titolari di partita IVA. Per questi
ultimi soggetti detta iscrizione deve comunque avvenire ed essere
tempestivamente comprovata dall’impresa alla banca concessionaria
attraverso lo specifico certificato da allegare alla richiesta di
erogazione relativa all’ultimo stato di avanzamento (si veda il
successivo punto 7.3). Tutti i soggetti che richiedono le
agevolazioni, in considerazione della particolare procedura
concorsuale, devono trovarsi in regime di contabilita’ ordinaria. A
tal fine, i predetti soggetti rilasciano apposita dichiarazione nel
Modulo di domanda.
Le domande di agevolazione delle imprese artigiane, che rispondono
ai requisiti di ammissibilita’ di cui all’art. 15 del decreto
attuativo, non possono essere presentate a valere sui bandi relativi
al settore «Industria», ma esclusivamente su quelli riservati alle
imprese artigiane cui si applicano le modalita’ semplificate previste
dal medesimo art. 15.
Per beneficiare delle agevolazioni in argomento, le predette
imprese devono proporre un programma di investimenti organico e
funzionale, tecnicamente, economicamente e finanziariamente valido,
da realizzare nell’ambito di un’unita’ produttiva per lo svolgimento
di una delle attivita’ ammesse dalla presente normativa. Entro la
data di chiusura dei termini di presentazione delle domande di
agevolazioni il soggetto richiedente deve comprovare di avere la
piena disponibilita’ del suolo e, ove esistenti, degli immobili
dell’unita’ produttiva ove viene realizzato il programma, rilevabile
da idonei titoli di proprieta’, diritto reale di godimento,
locazione, anche finanziaria, o comodato, anche nella forma di
contratto preliminare di cui all’art. 1351 del codice civile. Alla
predetta data, gli atti o i contratti relativi ai detti titoli di
disponibilita’ devono risultare gia’ registrati, anche in ossequio a
quanto disposto dall’art. 18 del decreto del Presidente della
Repubblica n. 131/1986, testo unico sull’imposta di registro,
potendo, tuttavia, la registrazione intervenire successivamente solo
nei casi in cui la stessa viene effettuata per il tramite di un
pubblico ufficiale. In tale ultimo caso, la registrazione e, ove
previsto dalla legge, la trascrizione, devono essere comunque
comprovate dall’impresa entro e non oltre 30 giorni lavorativi dalla
chiusura dei termini di presentazione delle domande di agevolazioni.
La registrazione e/o la trascrizione oltre il suddetto termine
comporta l’invalidita’ della domanda. Qualora la piena disponibilita’
dell’immobile sia legata ad una concessione demaniale, occorre
distinguere l’ipotesi in cui la concessione demaniale venga richiesta
per la prima volta (e’ il caso dei nuovi impianti) da quella in cui
l’impresa richieda il rinnovo di una concessione gia’ ottenuta e
rinnovata periodicamente in passato. Nel primo caso la piena
disponibilita’ dell’immobile si determina con la concessione
demaniale. Nel secondo caso, in relazione ai tempi a volte lunghi
intercorrenti tra la richiesta di rinnovo ed il rinnovo stesso, e’
sufficiente che entro la data di chiusura dei termini di
presentazione delle domande di agevolazioni l’impresa abbia avanzato
la richiesta di rinnovo ed abbia pagato il relativo canone e che le
opere da realizzare nell’ambito del programma da agevolare rientrino
nelle previsioni della precedente concessione della quale e’ stato
richiesto il rinnovo. Nel caso in cui il programma di investimenti
ricada all’interno di agglomerati industriali ovvero di aree
attrezzate, individuati da Piani Regolatori di Consorzi industriali,
di cui all’art. 36, comma 4 della legge n. 317/1991, e successive
modifiche e integrazioni, o da Piani per Insediamenti Produttivi
predisposti da amministrazioni comunali, la piena disponibilita’ si
intende comprovata attraverso un atto formale di assegnazione di un
lotto specificatamente individuato nel quale siano indicati i tempi
massimi entro i quali dovra’ essere definita la procedura di
esproprio dell’area e, comunque, tenendo conto anche del livello
attuale e futuro di infrastrutturazione dell’area, potra’ essere
consentito concretamente l’insediamento nel lotto e, soprattutto,
l’avvio a realizzazione del programma da parte dell’impresa
assegnataria; tali tempi massimi, ai fini dell’accoglimento della
domanda di agevolazione, dovranno risultare compatibili con quelli
previsti dall’impresa per la realizzazione del programma medesimo. Il
riferimento ad un «lotto specificatamente individuato» deve
intendersi soddisfatto attraverso l’indicazione della superficie del
lotto stesso, corredata da una planimetria della zona con
l’individuazione di massima del lotto medesimo che ne mostri la
conformazione. Con riferimento al settore «Turismo», nel caso in cui
il programma di investimenti sia da realizzare in un immobile non di
proprieta’ dell’impresa richiedente, alla domanda di agevolazione
deve essere allegata una dichiarazione del proprietario dell’immobile
stesso attestante l’assenso alla realizzazione del programma, secondo
la schema di cui all’allegato n. 2.
Alla data di chiusura dei termini di presentazione delle domande di
agevolazioni, il suolo e gli immobili interessati dal programma di
investimenti devono essere gia’ rispondenti, in relazione
all’attivita’ da svolgere, ai vigenti specifici vincoli edilizi,
urbanistici e di destinazione d’uso, come risultante da idonea
documentazione o da perizia giurata che attestino la piena ed attuale
sussistenza di detto requisito.
1.2 Per le imprese operanti nel settore delle costruzioni che
intendano utilizzare i beni agevolati nell’ambito dei cantieri
ubicati nelle aree ammissibili di un’unica regione (si veda il
successivo punto 1.5), la disponibilita’ di cui al precedente punto
1.1 da parte dell’impresa e’ riferita alla sola stabile sede
operativa, sede che non deve necessariamente ricadere in un’area
ammissibile – e in tal caso non potranno essere ammesse alle
agevolazioni spese relative a beni e/o interventi nella stessa
utilizzati e/o realizzati. La predetta sede operativa deve, peraltro,
risultare dal certificato di iscrizione al Registro delle imprese. Si
precisa, inoltre che:
– la sussistenza della sede operativa nella regione e’ richiesta
per le sole imprese di costruzioni che intendono utilizzare i beni
del programma nei cantieri ubicati nelle aree ammissibili della
regione stessa. Tale condizione e’ mirata a comprovare che la
presenza dell’impresa nel territorio della regione ha carattere di
stabilita’ e continuita’ e non di episodicita’. A tale riguardo si
precisa che la sede operativa puo’ coincidere, a titolo
esemplificativo, con la sede legale dell’impresa, con un immobile
adibito al ricovero degli automezzi o anche con l’abitazione di un
socio o del titolare dell’impresa stessa, ferma restando tuttavia, la
condizione che tale sede sia riportata sul certificato di iscrizione
al Registro delle imprese e che della stessa l’impresa abbia piena
disponibilita’ entro la data di chiusura dei termini di presentazione
delle domande;
– qualora il programma di investimenti comprenda interventi da
agevolare su immobili (terreni e/o fabbricati) che l’impresa gia’
possiede o che intende acquistare o realizzare, la disponibilita’
dell’immobile, anche nel caso in cui l’impresa abbia rappresentato la
volonta’ di utilizzare i beni del programma nelle aree ammissibili di
una determinata regione, puo’ non essere necessariamente riferita
alla suddetta sede operativa risultante dal certificato del Registro
delle imprese all’atto della domanda, bensi’, in analogia a tutte le
altre imprese dei settori diversi da quello delle costruzioni, a
quella dei richiamati immobili ove effettuare gli interventi. In tal
caso, come per le richiamate altre imprese, per tali immobili dovra’
essere comprovata, attraverso idonea documentazione o perizia
giurata, anche la rispondenza, in relazione all’attivita’ da
svolgere, ai vigenti specifici vincoli edilizi, urbanistici e di
destinazione d’uso;
– le imprese in questione, qualora siano dispensate dal
comprovare l’iscrizione al Registro delle imprese ai sensi del
precedente punto 1.1, sono comunque tenute a dimostrare, entro la
data di chiusura dei termini di presentazione delle domande di
agevolazione, la disponibilita’ nella regione dell’immobile ove
ubicare la sede operativa ovvero ove realizzare gli interventi del
programma; la sussistenza della sede operativa stessa dovra’ poi
essere comprovata, attraverso il certificato di iscrizione al
Registro delle imprese, all’atto della trasmissione della
documentazione relativa all’ultimo stato di avanzamento (si veda il
successivo punto 7.3).
1.3 Le imprese beneficiarie vengono classificate di piccola, media
o grande dimensione secondo i criteri stabiliti con il decreto del
Ministro delle attivita’ produttive del 18 aprile 2005, pubblicato
nella Gazzetta Ufficiale n. 238 del 12 ottobre 2005, con il quale e’
stata adeguata la definizione di piccola e media impresa, da
utilizzare ai fini della concessione di aiuti alle attivita’
produttive, ed in particolare di quelli di cui alla legge n.
488/1992, alla disciplina comunitaria in materia.
1.4 I programmi di investimento promossi dalle imprese estrattive e
manifatturiere possono riguardare solo uno o piu’ dei settori
produttivi di cui alle sezioni C – «Estrazione di minerali» e D –
«Attivita’ manifatturiere» della Classificazione delle attivita’
economiche ISTAT 2002, fatti salvi i divieti e le limitazioni, di cui
al successivo punto 1.9, derivanti dalle vigenti specifiche normative
dell’Unione europea. L’attivita’ estrattiva e quella manifatturiera
devono inoltre essere comprovabili dall’impresa attraverso la
puntuale esposizione nel piano descrittivo (si veda il successivo
punto 3.1) del proprio ciclo tecnologico delle produzioni effettuate
e/o di quelle previste.
I programmi di investimento promossi dalle imprese operanti nel
settore della produzione e distribuzione di energia elettrica e di
calore di cui alle classi 40.1 e 40.3 della classificazione delle
attivita’ economiche ISTAT 2002, sono ammessi alle condizioni
indicate nell’allegato n. 1 al decreto attuativo.
Per le imprese fornitrici di servizi i programmi possono riguardare
una o piu’ delle attivita’ di cui al predetto allegato.
1.5 Con riferimento ai programmi di investimento promossi dalle
imprese operanti nel settore delle costruzioni di cui alla sezione F
della classificazione delle attivita’ economiche ISTAT 2002, in
relazione alla particolarita’ del settore ed alle modalita’ operative
di utilizzo dei beni strumentali, si applicano le condizioni previste
nell’allegato n. 1 al decreto attuativo. In particolare, qualora i
beni agevolabili non vengano utilizzati stabilmente nell’ambito di
un’unica unita’ produttiva per il periodo minimo di utilizzo di cui
all’art. 11, comma 1, lettera b) del decreto attuativo bensi’
nell’ambito dei cantieri dell’impresa ubicati nelle aree agevolabili
di un’unica regione che, ai fini della presente normativa, viene
intesa come «unita’ produttiva», la dichiarazione d’impegno del
legale rappresentante dell’impresa che richiede le agevolazioni di
cui al medesimo allegato n. 1 al decreto attuativo, e’ resa secondo
lo schema di cui all’allegato n. 3 alla presente circolare, facente
parte della documentazione a corredo della domanda di agevolazione.
In tal caso, si ricorda che:
– il programma da agevolare viene di conseguenza inserito nella
graduatoria ordinaria o nell’eventuale graduatoria speciale per
settore di cui al successivo punto 6.1, lettera b) relativa a detta
regione, con esclusione, quindi, dall’eventuale graduatoria speciale
per area di cui al medesimo punto 6.1, lettera b);
– la misura minima delle agevolazioni prevista nella regione
medesima per la dimensione dell’impresa viene applicata a tutti i
beni del programma, indipendentemente dall’effettiva localizzazione
degli stessi nel territorio della regione;
– ai fini della determinazione dell’indicatore regionale di cui
al punto 6.4, ai programmi relativi a beni utilizzati nell’ambito dei
cantieri ubicati nelle aree ammissibili di un’unica regione, si
applica il minore dei punteggi assegnati per il settore delle
costruzioni, in relazione alle varie aree del territorio ed alla
tipologia del programma da agevolare, ivi compresi quelli assunti
pari a zero in quanto non espressi.
1.6 I programmi di investimento promossi dalle imprese del settore
«Turismo», cosi’ come definito all’art. 1, comma 4, lettera b) del
decreto attuativo, possono riguardare una o piu’ delle attivita’ ivi
elencate, nonche’ le ulteriori attivita’ ammissibili indicate dalle
regioni e dalle province autonome con le modalita’ e nei termini di
cui all’art. 8, comma 11, lettera c) del medesimo decreto attuativo.
1.7 I programmi di investimento promossi dalle imprese del settore
«Commercio», cosi’ come definito all’art. 1, comma 4, lettera c) del
decreto attuativo, possono riguardare una o piu’ delle attivita’ ivi
elencate nonche’ quelle di cui all’allegato n. 2 al medesimo decreto.
Ai fini della corretta e univoca interpretazione delle suddette
attivita’ si forniscono le seguenti precisazioni:
– per quanto concerne gli esercizi di vendita al dettaglio
classificati media e grande struttura (di cui alla lettera c2)
dell’art. 1, comma 4 del decreto attuativo) si precisa che, secondo
il principio generale della coincidenza tra soggetto beneficiario e
gestore dell’attivita’ agevolata che regola la concessione delle
agevolazioni, i centri commerciali non rientrano tra le attivita’
ammissibili in quanto, ancorche’ assimilati ad una grande o media
struttura ai fini dell’autorizzazione all’apertura, essi non sono un
singolo esercizio commerciale, bensi’ una struttura all’interno della
quale opera una pluralita’ di soggetti con attivita’ economiche
distinte e separate da quelle del titolare dell’autorizzazione del
centro;
– con riferimento agli esercizi commerciali di vendita
all’ingrosso, centri di distribuzione e servizi complementari gestiti
da strutture operative dell’associazionismo economico (di cui alla
lettera c3 dell’art. 1, comma 4 e alla lettera d), dell’allegato n. 2
del decreto attuativo), per strutture operative dell’associazionismo
economico si intendono le Unioni Volontarie ed i Gruppi di Acquisto,
ricomprendendo tra questi ultimi anche le societa’ cooperative tra
dettaglianti. Le Unioni volontarie sono forme di integrazione
verticale, regolate da uno statuto ed evidenziate da uno o piu’
marchi comuni, fra uno o piu’ grossisti e commercianti al dettaglio i
quali, pur conservando singolarmente la propria autonomia giuridica e
patrimoniale, si accordano dal punto di vista operativo, anche
attraverso contratti di franchising, al fine di organizzare in comune
gli acquisti ed alcuni servizi per lo sviluppo delle vendite ed il
miglioramento della produzione delle singole imprese aderenti. I
Gruppi di Acquisto sono associazioni costituite in prevalenza da
commercianti al dettaglio, ciascuno dei quali conserva la propria
autonomia giuridica e patrimoniale, promosse al fine di realizzare
acquisti e servizi di vendita in comune;
– per quanto concerne gli esercizi di vendita all’ingrosso e
centri di distribuzione (di cui alla lettera c3) del citato art. 1,
comma 4 del decreto attuativo), per superficie dell’unita’ produttiva
si intende l’area destinata alla vendita, compresa quella occupata da
banchi, scaffalature e simili, nonche’ quella destinata a magazzini,
depositi, locali di lavorazione, uffici e servizi. Per centri di
distribuzione si intendono le strutture all’interno delle quali la
singola impresa commerciale o la struttura operativa
dell’associazionismo economico provvedono allo stoccaggio, alla
movimentazione ed alla spedizione delle merci agli esercizi
commerciali dell’impresa stessa ovvero a quelli delle imprese
aderenti alla struttura operativa dell’associazionismo economico
medesima;
– per quanto concerne le attivita’ di vendita per corrispondenza
e commercio elettronico (di cui alla lettera c4) dell’art. 1, comma 4
del decreto attuativo), per commercio elettronico si intende
l’attivita’ commerciale ovvero quella di acquisto di merci in nome e
per conto proprio e la loro rivendita svolta tramite la rete
internet, mediante l’utilizzo di un sito web (e-commerce);
– per quanto concerne i centri di assistenza tecnica (di cui alla
lettera a) dell’allegato n. 2 al decreto attuativo), la sussistenza
dell’autorizzazione regionale all’esercizio delle attivita’ previste
nello statuto, di cui al comma 1, dell’art. 23 del decreto
legislativo 31 marzo 1998, n. 114, deve essere comprovata da una
dichiarazione del legale rappresentante del centro di assistenza
tecnica secondo lo schema di cui all’allegato n. 4 alla presente
circolare, da produrre entro la data di chiusura dei termini di
presentazione delle domande di agevolazioni;
– per quanto concerne le attivita’ di cui alla lettera b)
dell’allegato n. 2 al decreto attuativo, per societa’ di gestione di
centri commerciali si intende la societa’ alla quale e’ affidata la
gestione unitaria delle infrastrutture e degli spazi di servizio
comuni del centro commerciale;
– le imprese fornitrici di «servizi complementari» devono essere
costituite sotto forma di societa’ regolari.
Inoltre, con riferimento ai pubblici esercizi di cui alla lettera
c6) dell’art. 1, comma 4 del decreto attuativo, si precisa che sono
ammissibili alle agevolazioni i programmi promossi da pubblici
esercizi ove siano svolte le seguenti attivita’:
a) somministrazione di pasti e bevande (ristoranti, trattorie,
tavole calde, pizzerie, birrerie ed esercizi similari);
b) somministrazione di bevande, nonche’ di latte, di dolciumi,
compresi i generi di pasticceria e gastronomia (bar, caffe’,
gelaterie, pasticcerie ed esercizi similari).
Tali attivita’ possono essere svolte anche:
– congiuntamente all’attivita’ di trattenimento e svago in
discoteche, sale da ballo, sale da gioco, locali notturni,
stabilimenti balneari ed esercizi similari;
– all’interno di esercizi posti nelle aree di servizio delle
autostrade e nelle stazioni ferroviarie, aeroportuali e marittime;
– all’interno di mezzi di trasporto pubblico, solo se a
percorrenza urbana ovvero in disarmo.
Sono pertanto escluse dalle agevolazioni le attivita’ di
somministrazione di alimenti e bevande svolte:
– al domicilio del consumatore;
– negli esercizi annessi ad alberghi, pensioni, locande od altri
complessi ricettivi, le cui prestazioni sono riservate agli
alloggiati;
– nelle mense aziendali e negli spacci annessi ai circoli non
aperti al pubblico;
– negli esercizi nei quali la somministrazione stessa e’
esercitata in via diretta a favore dei propri dipendenti da
amministrazioni, enti o imprese;
– in scuole, ospedali, comunita’ religiose, stabilimenti
militari, delle Forze di polizia e del Corpo nazionale dei vigili del
fuoco.
In relazione ai predetti programmi promossi dai pubblici esercizi
si forniscono le seguenti ulteriori precisazioni:
a) per quanto concerne i programmi diretti allo sviluppo di
formule commerciali che prevedano l’integrazione della
somministrazione con la vendita di beni e/o servizi, ai fini
dell’ammissibilita’ del programma di investimenti, la
somministrazione si intende integrata con la vendita di beni e/o
servizi qualora il programma stesso preveda la creazione, all’interno
del pubblico esercizio, di un’area esclusivamente dedicata a tale
vendita con una superficie almeno pari al 10% di quella di
somministrazione indicata nell’autorizzazione allo svolgimento
dell’attivita’. Qualora il programma di investimenti riguardi un
pubblico esercizio nel quale sia gia’ svolta un’attivita’ di vendita
di beni e/o servizi, il programma medesimo deve comportare, ai fini
dell’ammissibilita’, un incremento della superficie esistente
dedicata a tale vendita in misura almeno pari al 50% della stessa,
fermo restando che la superficie di vendita alla conclusione del
programma deve risultare almeno pari al 10% di quella di
somministrazione. La superficie di vendita cui si fa riferimento,
rilevabile dalla planimetria di cui nel seguito, e’ quella in pianta
occupata dalle attrezzature di vendita (banconi, scaffalature,
camerini per la prova dei capi di abbigliamento, ecc.) e quella a
disposizione del personale addetto alla vendita stessa. Non viene
computata a tal fine la superficie destinata a magazzini, depositi,
locali di lavorazione, uffici e servizi; non viene altresi’ computata
la superficie dedicata alla vendita di generi di monopolio, di beni
derivanti dall’ordinaria attivita’ di trasformazione svolta
all’interno dell’esercizio, di bevande alcoliche (ad eccezione del
vino) e non alcoliche, di prodotti di gastronomia e di dolciumi,
compresi i generi di gelateria e pasticceria, di servizi relativi a
concorsi, pronostici e scommesse, nonche’ le superfici destinate a
giochi ed apparecchi di intrattenimento di cui all’art. 110 del regio
decreto 18 giugno 1931, n. 773, recante «Testo Unico delle Leggi di
Pubblica Sicurezza (TULPS)» e successive modifiche e integrazioni,
ovvero alle attivita’ connesse alla consegna al domicilio del
cliente;
b) per quanto concerne i programmi promossi da imprese aderenti a
catene commerciali anche in forme di franchising, per catena
commerciale si intende un numero minimo di cinque pubblici esercizi,
anche se appartenenti ad imprese diverse purche’ legate da contratto
di franchising, aventi medesimo marchio e/o insegna, ed anche se
localizzati in comuni diversi (quelli diversi dall’esercizio oggetto
del programma possono essere localizzati anche in aree non
ammissibili). Per franchising si intende la concessione di licenze di
diritti di proprieta’ immateriale relativi a marchi o segni
distintivi e know-how per l’utilizzo e la distribuzione di beni o la
prestazione di servizi. Oltre la licenza su diritti di proprieta’
immateriale, il franchisor (affiliante) fornisce inoltre al
franchisee (affiliato), durante il periodo di vigenza del contratto,
un’assistenza tecnica o commerciale. La licenza e l’assistenza
tecnica formano parte integrante della formula commerciale oggetto
del franchising. Tale definizione si intende automaticamente
sostituita da quella eventualmente introdotta da una successiva norma
nazionale;
c) per quanto concerne i programmi promossi da imprese che hanno
ottenuto marchi di qualita’ del servizio e/o di tipicita’
dell’offerta gastronomica rilasciati o attestati da camere di
commercio, regioni o province, i marchi di qualita’ del servizio e/o
di tipicita’ dell’offerta gastronomica devono essere stati gia’
ottenuti alla data di presentazione del Modulo di domanda (ancorche’
la relativa documentazione sia presentata successivamente ma comunque
entro la chiusura dei termini di presentazione delle domande) e
devono riferirsi all’esercizio oggetto del programma di investimenti
proposto per le agevolazioni e devono essere stati rilasciati o
attestati da camere di commercio, regioni e/o province sulla base di
norme tecniche dalle stesse riconosciute.
Infine, sempre in relazione alle predette attivita’ ammissibili di
somministrazione di alimenti e bevande, si precisa che entro i
termini di chiusura del bando, l’impresa istante deve produrre alla
banca concessionaria, con le medesime modalita’ indicate per la
documentazione ordinariamente prevista per l’accesso ai benefici
della legge n. 488/92 e ad integrazione di quest’ultima, la seguente
documentazione:
– copia dell’autorizzazione alla somministrazione al pubblico di
alimenti e bevande (ex legge n. 287/1991, art. 3, commi 1 e 4)
relativa all’esercizio cui si riferisce il programma di investimenti;
nel caso di programmi classificati come «nuovo impianto» diretti allo
sviluppo di formule commerciali che prevedono l’integrazione della
somministrazione con la vendita di beni e/o servizi, l’obbligo di
allegare alla domanda di agevolazione la predetta autorizzazione va
applicato tenendo conto di quanto disposto dall’art. 3, comma 1 della
legge 287/1991, ai sensi del quale il sindaco del comune competente
rilascia le autorizzazioni verificando la conformita’ dei locali ai
criteri prescritti dalla normativa ovvero riservandosi di verificare
detta conformita’ ove cio’ non sia possibile in via preventiva;
pertanto, in base a tale disposizione e’ sufficiente allegare alla
domanda l’atto autorizzativo di carattere preliminare con il quale il
rilascio dell’autorizzazione definitiva e’ rinviato all’esito degli
accertamenti prescritti dalla normativa. L’autorizzazione definitiva
dovra’ comunque essere allegata alla richiesta di erogazione relativa
all’ultimo stato di avanzamento (si veda il successivo punto 7.3);
– planimetria dell’esercizio, redatta e sottoscritta da un
tecnico abilitato, che evidenzi le superfici destinate e/o da
destinare alla somministrazione e quelle destinate o da destinare
alla vendita di beni e/o servizi e comprendente il lay-out delle
relative attrezzature (limitatamente ai programmi diretti allo
sviluppo di formule commerciali che prevedano l’integrazione della
somministrazione con la vendita di beni e/o servizi);
– dichiarazione del titolare o del legale rappresentante
dell’impresa istante che attesti l’appartenenza alla catena
commerciale come sopra definita, fornendo le necessarie specifiche
per l’individuazione della stessa: numero e ubicazione dei pubblici
esercizi, imprese titolari, contratti, ecc. (limitatamente ai
programmi promossi da imprese aderenti a catene commerciali anche in
forme di franchising);
– copia del certificato/attestato di qualita’ del servizio o di
tipicita’ dell’offerta gastronomica (limitatamente ai programmi
promossi da imprese che hanno ottenuto marchi di qualita’ del
servizio e/o di tipicita’ dell’offerta gastronomica rilasciati o
attestati da camere di commercio, regioni o province).
Si precisa, inoltre, che per quanto riguarda la predisposizione del
piano descrittivo di cui al punto 3.1, qualora le agevolazioni siano
richieste per i programmi diretti allo sviluppo di formule
commerciali che prevedano l’integrazione della somministrazione con
la vendita di beni e/o servizi, l’impresa istante deve compiutamente
descrivere le modalita’ di realizzazione dell’integrazione
dell’attivita’ di somministrazione con l’attivita’ di vendita,
specificando altresi’ i beni/servizi oggetto dell’attivita’ di
vendita, nonche’ le superfici destinate alla somministrazione ed alla
vendita di beni e/o servizi (precedente e successiva al programma),
cosi’ come rappresentata nella planimetria allegata.
1.8 La legge n. 488/1992 costituisce la normativa nazionale da
utilizzare per il cofinanziamento delle misure di aiuto dell’Unione
europea previste nel Quadro Comunitario di Sostegno 2000-2006 e dal
relativo Programma Operativo Nazionale «Sviluppo Imprenditoria
Locale» per le aree Obiettivo 1, e negli eventuali interventi
nell’ambito dei programmi regionali finalizzati all’utilizzo delle
risorse comunitarie.
Limitatamente ai programmi di investimento che possono essere
ammessi al cofinanziamento, al fine di consentire il pieno rispetto
dei predetti programmi operativi nazionali e regionali, nonche’ delle
scadenze fissate dall’Unione europea per gli impegni di spesa e per
l’erogazione a saldo dell’agevolazione, potranno essere previste
particolari disposizioni in deroga a quelle contenute nella presente
circolare, che comunque saranno tempestivamente rese note e riportate
nei decreti di concessione provvisoria delle agevolazioni.
1.9 Per quanto riguarda i settori agevolabili, occorre rilevare che
taluni di essi, sono soggetti a divieti e/o limitazioni come di
seguito specificato:
Siderurgia: in tale settore, cosi’ come definito nell’allegato B
della disciplina multisettoriale degli aiuti regionali destinati ai
grandi progetti d’investimento di cui alla comunicazione numero
C(2002) 315, pubblicata nella G.U.C.E. C70 del 19 marzo 2002, e’
fatto divieto di concedere aiuti all’investimento.
Cantieristica navale: per tale settore, cosi’ come definito nella
disciplina sugli aiuti al settore della costruzione navale di cui
alla comunicazione 2003/C 317/06 del 30 dicembre 2003 sono ammessi
solo programmi di investimento riguardanti:
* l’adeguamento o ammodernamento di cantieri esistenti, non
connessi ad una ristrutturazione finanziaria dei cantieri stessi,
allo scopo di aumentarne la produttivita’ purche’:
– nelle regioni che soddisfano i criteri per l’opzione di cui
all’art. 87.3.a del Trattato e che corrispondono alla mappa approvata
dalla Commissione per ciascuno Stato membro per la concessione di
aiuti di Stato a finalita’ regionale, l’intensita’ dell’aiuto non
superi il 22,5% ESN;
– nelle regioni che soddisfano i criteri per l’opzione di cui
all’art. 87.3.c del Trattato e che corrispondono alla mappa approvata
dalla Commissione per ciascuno Stato membro per la concessione di
aiuti di Stato a finalita’ regionale, l’intensita’ dell’aiuto non
superi il 12,5% ESN o il massimale applicabile per gli aiuti di Stato
a finalita’ regionale, se questo e’ inferiore;
– riguardino esclusivamente spese ammissibili in base agli
orientamenti comunitari in vigore sugli aiuti di Stato a finalita’
regionale.
* l’innovazione di cantieri di costruzione esistenti, fino ad
un’intensita’ massima di aiuto del 20% lordo, purche’ siano connessi
all’applicazione industriale di prodotti e processi innovativi, vale
a dire prodotti o processi tecnologicamente nuovi o sensibilmente
migliorati rispetto allo stato dell’arte del settore nella Comunita’,
che siano sottoposti al rischio di insuccesso tecnologico o
industriale, a condizione che:
– gli aiuti siano limitati a coprire le spese d’investimento,
concezione, ingegneria industriale e collaudo direttamente ed
esclusivamente connesse alla parte innovativa del progetto.
L’impresa interessata deve adeguatamente indicare nel piano
descrittivo, di cui al successivo punto 3.1, e, se del caso,
documentare la sussistenza delle suddette condizioni. Qualora le
agevolazioni richieste risultassero superiori alle predette
intensita’ massime, si provvedera’ alle necessarie rettifiche
attraverso una riduzione dell’ammontare delle stesse secondo i
criteri indicati nell’allegato n. 5.
Fibre sintetiche: in tale settore, cosi’ come definito
nell’allegato D della disciplina multisettoriale degli aiuti
regionali destinati ai grandi progetti d’investimento e’ fatto
divieto di concedere aiuti all’investimento.
Industria automobilistica, cosi’ come definita nell’allegato C
della disciplina multisettoriale degli aiuti regionali destinati ai
grandi progetti d’investimento:
– per i programmi di investimento con agevolazione in Equivalente
Sovvenzione Lordo superiore a 5 Meuro, l’agevolazione puo’ essere
concesso nel limite del 30% del corrispondente massimale UE di aiuto
valido per dimensione d’impresa ed ubicazione dell’unita’ produttiva;
– per i programmi di investimento con spese ammissibili ed
agevolazione concedibile pari o inferiori ai detti limiti,
l’agevolazione puo’ essere concessa nel limite del suddetto
corrispondente massimale.
Industrie alimentari, delle bevande e del tabacco: secondo quanto
stabilito dagli Orientamenti Comunitari per gli aiuti di stato nel
settore agricolo G.U.C.E. C28 1° febbraio 2000, ai fini della
concessione di aiuti di Stato per la trasformazione e la
commercializzazione dei prodotti agricoli di cui all’Allegato I del
Trattato di Amsterdam, ferma restando l’esclusione dal
cofinanziamento FESR, le tipologie di investimento ammissibili ai
fondi nazionali sono quelle indicate dalle regioni del Centro-Nord
nei rispettivi Piani di Sviluppo Rurale (PSR) e dalle regioni del
Mezzogiorno nei Programmi Operativi Regionali (POR) e nei relativi
complementi di programmazione vigenti alla data di apertura del
bando, fatte salve le eventuali modifiche estensive che dovessero
eventualmente intervenire entro la data di chiusura del bando.
Ai fini dell’applicazione delle disposizioni contenute nei suddetti
POR e PSR, si precisa che i limiti regionali di trasformazione,
spesso richiamati nei predetti documenti di programmazione regionali,
ai sensi della legge n. 488/1992, verranno considerati come limiti
riferiti alla singola impresa, in modo da permettere la puntuale
verifica del rispetto di tale limitazione da parte di ciascuna
impresa medesima; a tal riguardo, il recupero di capacita’
abbandonate, ai sensi della legge n. 488/1992, sara’, quindi,
possibile solo da parte della stessa impresa, in modo da evitare che
piu’ imprese possano beneficiare di tale condizione, comportando, di
fatto, un aumento della capacita’ regionale. Inoltre, relativamente
al settore della trasformazione del pomodoro, in attesa che i POR e i
PSR vengano armonizzati con la nuova regolamentazione comunitaria che
prevede la sostituzione delle vecchie quote di trasformazione
assegnate alle singole imprese con una soglia nazionale di prodotto
fresco da destinare alla trasformazione, ai sensi della legge n.
488/92, si continuera’ a far riferimento alle quote di trasformazione
assegnate alle imprese. Pertanto, gli investimenti saranno
considerati ammissibili a condizione che non comportino un aumento
della capacita’ di trasformazione che vada oltre la quota attribuita
alla singola impresa.
Inoltre, sono ammissibili ai soli fondi nazionali gli investimenti
rientranti nella classe 15.20 – «Lavorazione e conservazione di pesce
e di prodotti a base di pesce» della Classificazione delle attivita’
economiche ISTAT 2002 che rispettano le condizioni del punto 2.4
dell’allegato III al regolamento CE n. 2792/1999, e successive
modifiche e integrazioni. In particolare, ai fini di cui sopra:
a) per «trasformazione e commercializzazione dei prodotti della
pesca e dell’acquacoltura» si intende l’intera serie di operazioni di
manutenzione, trattamento, produzione e distribuzione effettuate tra
il momento dello sbarco o della pesca e la fase del prodotto finale;
b) non sono ammissibili gli investimenti riguardanti:
– prodotti della pesca e dell’acquacoltura destinati ad essere
utilizzati e trasformati per fini diversi dal consumo umano, salvo
qualora si tratti d’investimenti concernenti esclusivamente il
trattamento, la trasformazione e la commercializzazione degli scarti
dei prodotti della pesca e dell’acquacoltura;
– il commercio al dettaglio.
Ai fini delle verifiche istruttorie e della concessione delle
agevolazioni, le imprese che operano nel settore della
«trasformazione e commercializzazione dei prodotti agricoli» di cui
all’Allegato I del Trattato di Amsterdam ovvero nel settore della
«Lavorazione e conservazione di pesce e di prodotti a base di pesce»,
devono fornire alle banche concessionarie, nel piano descrittivo di
cui al successivo punto 3.1, tutti gli elementi e le informazioni
utili a comprovare la sussistenza delle condizioni oggettive e
soggettive per l’ammissibilita’ alle agevolazioni previste dai
predetti regolamenti e orientamenti comunitari e dai POR e PSR
regionali.
Sulla base delle suesposte considerazioni, corre l’obbligo di
avvertire le imprese ed i soggetti interessati che anche per i
suddetti settori di attivita’ ammissibili la concessione delle
agevolazioni sara’ disposta secondo l’ordine delle graduatorie di cui
al successivo punto 6.1 ma sulla base delle risorse, secondo il caso,
cofinanziate o nazionali disponibili.
Sono subordinate alla notifica alla Commissione U.E. ed
all’approvazione da parte di quest’ultima le concessioni delle
agevolazioni relative ai programmi assoggettati alla disciplina
multisettoriale degli aiuti ai grandi progetti d’investimento
(G.U.C.E. C70 del 19 marzo 2002). Sono altresi’ subordinate alla
predetta notifica e approvazione le concessioni di agevolazioni per
programmi nel settore della trasformazione e commercializzazione dei
prodotti agricoli di cui all’Allegato I del Trattato di Amsterdam,
che comportino un investimento complessivo ammissibile superiore a 25
milioni di euro o che prevedano un contributo superiore a 12 milioni
di euro.
In tutti i casi in cui la concessione delle agevolazioni e’
subordinata alla notifica alla Commissione dell’Unione europea ed
all’approvazione da parte di quest’ultima, il Ministero delle
attivita’ produttive, al ricevimento degli esiti di detta notifica,
provvede ad emanare uno specifico decreto che recepisce tali esiti ed
a trasmetterlo ai soggetti interessati ai fini della successiva fase
di erogazione delle agevolazioni.
1.10 Qualora uno stesso programma riguardi piu’ attivita’
assoggettabili a differenti regimi agevolativi (ammissibili al
cofinanziamento, ammissibili ai soli fondi nazionali, non
ammissibili), si distinguono i seguenti casi, indipendentemente da
altre eventuali attivita’ svolte dall’impresa nella stessa unita’
produttiva:
– se il programma concerne una sola attivita’, pur se non
prioritaria nell’economia dell’impresa, o piu’ attivita’
assoggettabili al medesimo regime, si applica il regime
corrispondente;
– se il programma concerne piu’ attivita’, in parte ammissibili a
cofinanziamento ed in parte ai soli fondi nazionali, il programma
stesso puo’ essere positivamente considerato per l’accesso ai soli
fondi nazionali;
– se il programma concerne piu’ attivita’, in parte non
ammissibili, il programma stesso non e’ ammissibile alle
agevolazioni, a meno che non si riescano ad individuare ed escludere
gli investimenti relativi all’attivita’ non ammissibile.
In ogni caso, nel piano descrittivo devono risultare univocamente
individuabili tutti gli elementi necessari per la valutazione
dell’attivita’ ammissibile.
2 – Agevolazioni concedibili.
2.1 Le agevolazioni sono concesse nella forma di contributo in
conto capitale e di finanziamento agevolato secondo i limiti e le
condizioni stabilite dall’art. 2 del decreto attuativo. A tal fine si
precisa che:
1) il finanziamento bancario ordinario e’ condizione di
ammissibilita’ alle agevolazioni ed e’ concesso dalle banche (di
seguito denominate «soggetti finanziatori») che sottoscrivono uno
specifico accordo con Cassa depositi e prestiti S.p.a. ed il
correlato mandato interbancario sulla base delle disposizioni
contenute nella convenzione stipulata ai sensi della delibera CIPE n.
76 del 15 luglio 2005; entro la data di chiusura dei termini di
presentazione delle domande di agevolazioni, l’impresa richiedente
trasmette la comunicazione di esito della delibera del finanziamento
bancario (nel seguito «delibera del finanziamento ordinario»),
redatta secondo lo schema allegato alla predetta convenzione; tale
delibera potra’ riferirsi anche all’eventuale finanziamento bancario
integrativo previsto nella convenzione medesima;
2) il finanziamento bancario ordinario deve essere di importo e
durata pari a quelli del finanziamento agevolato richiesto;
3) le imprese, tenuto conto della possibilita’ di richiedere un
minor importo del contributo in conto capitale (si veda il successivo
punto 6.2), potranno individuare differenti combinazioni delle
predette agevolazioni, sulla base delle misure indicate nell’allegato
n. 1, fermo restando che:
a) l’ammontare del contributo in conto capitale non puo’ in
nessun caso risultare superiore alla somma dei due finanziamenti
(agevolato e ordinario);
b) il finanziamento bancario ordinario deve essere sempre
almeno pari al 15% degli investimenti ammissibili alla cui copertura
e’ destinato;
c) la somma del contributo in conto capitale, del finanziamento
agevolato e del finanziamento ordinario non puo’ essere superiore
all’importo degli investimenti ammissibili;
d) l’ammontare dei mezzi apportati dall’impresa non deve essere
inferiore al 25% degli investimenti ammissibili. A tal fine si
precisa che rientrano in tale categoria tutti i mezzi di copertura
finanziaria, ivi compreso il predetto finanziamento ordinario e/o
l’eventuale operazione di locazione finanziaria, esenti da qualsiasi
aiuto pubblico.
Le agevolazioni sono concesse entro i limiti delle intensita’
massime di aiuto previste dalla disciplina comunitaria in relazione
alla dimensione di impresa e alle aree territoriali di intervento,
tenuto conto della misura richiesta. A tal fine, qualora le
agevolazioni richieste risultassero superiori alle predette
intensita’ massime, si provvedera’ alle necessarie rettifiche
attraverso una riduzione dell’ammontare delle stesse secondo i
criteri indicati nell’allegato n. 5.
2.2 Ai fini del trattamento fiscale, tenuto conto che il contributo
in conto capitale e’ concesso in relazione a beni ammortizzabili, si
precisa che lo stesso e’ da considerare a tutti gli effetti come
contributo in conto impianti ai sensi dell’art. 88 del decreto del
Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917 – Approvazione
del testo unico delle imposte sui redditi, e successive modifiche e
integrazioni.
2.3 Nel caso in cui il programma di investimenti preveda, in tutto
o in parte, beni acquisiti tramite locazione finanziaria,
l’operazione di leasing, deliberata da societa’ che sottoscrivono uno
specifico accordo con Cassa depositi e prestiti s.p.a., sulla base
delle disposizioni contenute nella convenzione stipulata ai sensi
della delibera CIPE n. 76 del 15 luglio 2005, sostituisce il
finanziamento bancario ordinario, con riferimento ai soli
investimenti realizzati tramite la stessa operazione di leasing e nei
limiti della quota necessaria ad assicurare la parita’ di importo con
il finanziamento agevolato richiesto, la cui misura minima e’
comunque pari al 15% degli investimenti ammissibili. L’ammontare del
contributo in conto capitale non puo’ risultare maggiore della somma
del finanziamento agevolato e della equivalente quota di leasing;
inoltre, la somma di questi tre importi non puo’ essere superiore al
totale degli investimenti in leasing ammissibili. Entro la data di
chiusura dei termini di presentazione delle domande di agevolazioni,
l’impresa richiedente trasmette la comunicazione di esito di delibera
della societa’ di leasing (nel seguito «delibera della societa’ di
leasing») redatta secondo lo schema allegato alla predetta
convenzione. Nel caso in cui il programma preveda anche investimenti
da realizzare mediante acquisto diretto, sara’ comunque necessario un
finanziamento bancario di importo pari a quello del finanziamento
agevolato riguardante detti investimenti.
Il finanziamento agevolato ha durata massima pari a quella residua
del contratto di leasing alla data di stipula del finanziamento
medesimo; tale durata in ogni caso non puo’ essere inferiore a
diciotto mesi, pena l’inammissibilita’ degli investimenti realizzati
in leasing, ferma restando la durata massima di quindici anni
stabilita all’art. 2, comma 2 del decreto attuativo.
L’importo del finanziamento agevolato non puo’ essere superiore al
50% del valore del debito residuo in linea capitale dell’operazione
di leasing alla data di stipula del finanziamento medesimo.
Il piano di rimborso dei canoni del contratto di leasing deve
assicurare, in relazione a ciascuna rata del finanziamento agevolato,
che il rapporto tra l’importo del debito residuo in linea capitale
del finanziamento agevolato medesimo e quello del contratto di
leasing, non superi il valore del rapporto originario alla data di
scadenza della prima rata di ammortamento del contratto di
finanziamento agevolato, tra il finanziamento agevolato medesimo e il
debito in linea capitale del contratto di leasing al netto
dell’eventuale maxi canone pattuito e dell’importo in linea capitale
degli eventuali canoni gia’ corrisposti dall’impresa.
L’importo e/o la durata del finanziamento agevolato stabiliti in
sede di concessione provvisoria sono pertanto rideterminati alla data
di stipula del relativo contratto, ricalcolando, se del caso, anche
il contributo in conto capitale.
Qualora alla data di sottoscrizione della Scheda Tecnica di cui al
successivo punto 5.3, il contratto di leasing sia gia’ in decorrenza,
ai fini della concessione delle agevolazioni, l’importo e la durata
del finanziamento agevolato concedibile sono stabiliti con
riferimento al debito residuo e alla durata residua dell’operazione
di leasing alla data presunta di stipula del finanziamento medesimo,
ricalcolando, se del caso, anche il contributo in conto capitale; a
tal fine si conviene che la data di stipula intervenga alla scadenza
dell’ottavo mese successivo al termine ultimo di presentazione delle
domande (vedasi punto 5.1).
2.4 L’ammontare delle agevolazioni calcolato in via provvisoria
viene rideterminato a conclusione del programma di investimenti,
sulla base delle spese ammissibili effettivamente sostenute e della
verifica relativa al rispetto delle intensita’ massime di aiuto
previste dalla disciplina comunitaria. L’ammontare delle agevolazioni
cosi’ definitivamente determinato non puo’ in alcun modo essere
superiore a quello individuato in via provvisoria.
3 – Programmi e spese ammissibili .
3.1 Ciascuna domanda di agevolazione deve essere correlata ad un
programma di investimenti che non puo’ riguardare piu’ di una sola
unita’ produttiva e che deve essere organico e funzionale, da solo
idoneo, cioe’, a conseguire gli obiettivi produttivi ed economici
prefissati dall’impresa ed indicati nella domanda di agevolazione.
Uno stesso programma non puo’ essere suddiviso in piu’ domande di
agevolazione. Allo scopo di evidenziare compiutamente le
caratteristiche del programma e di consentirne la valutazione
l’impresa deve corredare la domanda di agevolazione con un piano
descrittivo, concernente il programma e l’unita’ produttiva
nell’ambito della quale il programma stesso viene realizzato.
Il piano descrittivo deve adeguatamente approfondire gli argomenti
indicati in modo necessariamente sintetico nella Scheda Tecnica di
cui al successivo punto 5.3. Esso riguarda in particolare la
descrizione dell’organizzazione e del campo di attivita’
dell’impresa, del programma di investimenti sia sotto l’aspetto
tecnico, produttivo, organizzativo e gestionale e delle ragioni che
ne giustificano la realizzazione, del prodotto/servizio e delle
tematiche ambientali. Al fine di agevolare la redazione di tale
documento, si fornisce nell’allegato n. 6 un indice ragionato degli
argomenti che devono essere contenuti nel piano descrittivo, da
adattare alle circostanze ed alle caratteristiche specifiche di
ciascun programma.
3.2 Sono ammessi alle agevolazioni i programmi il cui importo
complessivo delle spese ammissibili rientra nei limiti stabiliti
dall’art. 3, comma 4 del decreto attuativo, e di seguito riportati:
– settori «Industria» e «Turismo»: da 1 milione di euro a 50
milioni di euro;
– settore «Commercio»: da 1 milione di euro a 20 milioni di euro.
Su proposta delle regioni e delle province autonome, ai sensi
dell’art. 8, comma 11, lettera c) del decreto attuativo, il limite
minimo puo’ essere cosi’ modificato:
a) da 400.000 euro a 1.500.000 euro per il settore «Industria»,
ad eccezione delle attivita’ di servizi;
b) da 300.000 euro a 2.500.000 euro per il settore «Turismo»;
c) da 150.000 euro a 1.000.000 euro per il settore «Commercio» e
per le attivita’ di servizi.
I predetti programmi non possono essere ammessi alle agevolazioni
se avviati prima della presentazione del modulo di domanda di cui al
successivo punto 5.3.
3.3 Alle agevolazioni sono ammissibili i programmi di investimento
che rientrano nelle tipologie definite all’art. 3 del decreto
attuativo. Per una corretta applicazione di dette definizioni, si
forniscono le seguenti ulteriori indicazioni, in relazione a ciascun
settore, precisando che i dati da rilevare ai fini di cui si tratta
sono quelli riferiti, qualora non diversamente specificato,
all’«unita’ produttiva», cosi’ come definita al precedente punto 1.1.
3.4 Con riferimento al settore «Industria», si precisa che:
a) per quanto concerne l’ampliamento, per «capacita’ di
produzione» si intende il valore teorico massimo della produzione,
espresso in opportuna unita’ di misura (laddove non e’ possibile
altra soluzione, espressa in n. di ore-uomo) conseguibile per ogni
unita’ di tempo (preferibilmente il turno di otto ore o, per
lavorazioni a ciclo continuo, le 24 ore) e per ciascun prodotto,
nelle migliori condizioni di funzionamento e senza fermate di alcun
tipo;
b) per quanto concerne l’ammodernamento:
– per «produttivita» si intende il rapporto tra il fatturato
netto ed il numero di occupati, cosi’ come indicati nella Scheda
tecnica;
– per «condizioni ecologiche legate ai processi produttivi» si
intendono sia quelle ambientali che quelle di lavoro;
c) per quanto concerne la riconversione: e’ da intendere tale il
programma attraverso il quale, con riferimento alla Classificazione
delle attivita’ economiche ISTAT 2002, vengono sostituite, in tutto o
in parte, le produzioni con altre appartenenti a «gruppi» differenti.
3.5 Con riferimento al settore «Turismo», si precisa che:
a) per quanto concerne l’ampliamento, la capacita’ produttiva e’
riferita alla potenzialita’ delle strutture esistenti in termini di
disponibilita’ di numero di camere, posti letto, aree di sosta, ore
uomo, ecc.;
b) per quanto concerne la riconversione: e’ da intendere tale il
programma attraverso il quale si passa da un’attivita’ funzionante,
anche non ammissibile alle agevolazioni ai sensi della presente
normativa, ad un’altra diversa ammissibile, sempre che cio’ sia
compatibile con gli specifici vincoli edilizi, urbanistici e di
destinazione d’uso degli immobili funzionali alla nuova attivita’. A
tal fine si intende convenzionalmente «funzionante» l’attivita’ in
corso alla data di presentazione del Modulo di domanda o che non sia
cessata prima dei due anni precedenti tale data. Qualora la suddetta
attivita’ preesistente risulti cessata da oltre due anni dalla citata
data, il programma viene classificato come nuovo impianto.
3.6 Con riferimento al settore «Commercio», nel caso di ampliamento
il programma e’ finalizzato ad accrescere la capacita’ produttiva
attraverso un potenziamento delle strutture esistenti. Tale
incremento, limitatamente agli esercizi commerciali di vendita al
dettaglio nonche’ a quelli di vendita all’ingrosso ed ai centri di
distribuzione, si realizza attraverso l’aumento significativo della
«superficie di vendita», per i primi, o della «superficie totale»,
per gli altri, dell’unita’ produttiva non inferiore al 20% di quella
preesistente. Per «superficie di vendita» dell’unita’ produttiva si
intende, per gli esercizi commerciali di vendita al dettaglio, l’area
destinata alla vendita, compresa quella occupata da banchi,
scaffalature e simili; non costituisce superficie di vendita quella
destinata a magazzini, depositi, locali di lavorazione, uffici e
servizi. Per gli esercizi commerciali di vendita all’ingrosso e per i
centri di distribuzione, la «superficie di vendita» coincide con
quella dell’unita’ produttiva come indicata al precedente punto 1.1.
Per i pubblici esercizi, i servizi complementari e per le attivita’
che esercitano la vendita per corrispondenza e/o il commercio
elettronico l’incremento della capacita’ produttiva e’ espresso in
opportune unita’ di misura e, ove non sia possibile altra soluzione,
in numero di ore-uomo.
3.7 Per tutti i settori, la riattivazione consiste nell’utilizzo di
una unita’ produttiva esistente, della quale sia accertato un
permanente stato di inattivita’, per lo svolgimento di un’attivita’
ammissibile uguale o funzionalmente analoga a quella svolta
precedentemente. A tal fine si intende convenzionalmente
«permanente», lo stato di inattivita’ che si e’ protratto per almeno
i due anni precedenti la data di presentazione del Modulo di domanda.
Ai fini della concedibilita’ delle agevolazioni e’ necessario che i
soggetti che determinano le scelte e gli indirizzi dell’impresa
richiedente siano diversi da quelli titolari della struttura
inattiva. Per tali iniziative possono essere ammesse le spese di
manutenzione in senso lato purche’ capitalizzate e funzionalmente
indispensabili al ripristino dell’attivita’. Per completezza
espositiva si precisa che, nel caso di stato di inattivita’
«permanente», qualora la nuova attivita’ non sia uguale o
funzionalmente analoga alla precedente, tanto da non consentire il
prevalente riutilizzo funzionale della struttura preesistente,
l’iniziativa e’ da classificare come nuovo impianto; qualora lo stato
di inattivita’ non sia «permanente», l’iniziativa viene classificata,
a seconda delle caratteristiche del programma, di ampliamento o di
ammodernamento, nel caso di attivita’ uguale o funzionalmente analoga
alla precedente, di riconversione, nel caso di attivita’ diversa da
quella precedente (si vedano i precedenti punti 3.4 e 3.5).
3.8 Per tutti i settori, per quanto concerne il trasferimento si
precisa che tale tipologia sussiste esclusivamente allorche’ il
programma di investimenti riguardi il cambiamento della
localizzazione dell’unita’ produttiva e detto cambiamento sia imposto
da decisioni e/o ordinanze emanate dall’amministrazione pubblica
centrale o locale anche in riferimento a piani di riassetto
produttivo e urbanistico o a finalita’ di risanamento e di
valorizzazione ambientale. In tutti gli altri casi nei quali il
cambiamento della localizzazione dell’unita’ produttiva derivi da
un’esigenza dell’impresa, il programma e’ da inquadrare, oltre che
come trasferimento, anche, a tutti gli effetti, in una delle altre
tipologie di cui il programma stesso presenta le caratteristiche
peculiari ed e’ con riferimento a quest’ultima tipologia che viene
attribuito il punteggio relativo all’indicatore regionale di cui al
successivo punto 6.4. E’ questo, ad esempio, il caso legato
all’impossibilita’ per l’impresa di ampliare la propria struttura
produttiva nell’esistente localizzazione; in tale ipotesi, in
presenza di un cambiamento della localizzazione accompagnato da un
incremento della capacita’ di produzione, il programma sarebbe da
classificare come «trasferimento ed ampliamento».
In tutti i casi di cambiamento della localizzazione, e, quindi, non
solo nei casi di semplice trasferimento, ai fini del calcolo delle
agevolazioni, dalle spese ritenute ammissibili dalla banca
concessionaria deve essere portato in detrazione il valore dei
cespiti gia’ utilizzati e non piu’ reimpiegati nell’attivita’
produttiva compresi tra quelli di cui all’art. 4, comma 1, lettere
b), c) e d) del decreto attuativo. Il suddetto valore da portare in
detrazione e’ quello che risulta da una perizia giurata redatta da un
tecnico che l’impresa deve individuare in relazione alle competenze
ed abilitazioni professionali necessarie. Tale perizia deve valutare
i cespiti di cui si tratta all’epoca della cessazione dall’impiego
nell’attivita’ produttiva, qualora questa sia gia’ avvenuta, o alla
data di redazione della perizia stessa, qualora detta cessazione si
debba ancora verificare.
3.9 Ai sensi di quanto previsto dall’art. 4, comma 4 del decreto
attuativo, con riferimento alle tipologie di spesa ammissibili e
tenuto conto delle esclusioni e limitazioni ivi previste, si
forniscono le seguenti precisazioni.
Le spese ammissibili riguardano in generale:
a) progettazioni ingegneristiche riguardanti le strutture dei
fabbricati e gli impianti, sia generali che specifici, direzione dei
lavori, studi di fattibilita’ economico-finanziaria e di valutazione
di impatto ambientale, oneri per le concessioni edilizie, collaudi di
legge, prestazioni di terzi per l’ottenimento delle certificazioni di
qualita’ e ambientali secondo standard e metodologie
internazionalmente riconosciuti, spese per l’istruttoria del
finanziamento bancario e la valutazione delle garanzie da parte del
soggetto finanziatore, spese per la stipula del contratto di
finanziamento di cui al punto 6.8; limitatamente ai settori «Turismo»
e «Commercio», quote iniziali di franchising;
b) suolo aziendale, sue sistemazioni e indagini geognostiche;
c) opere murarie e assimilate;
d) infrastrutture specifiche aziendali;
e) macchinari, impianti ed attrezzature varie, nuovi di fabbrica,
ivi compresi quelli necessari all’attivita’ amministrativa
dell’impresa, ed esclusi quelli relativi all’attivita’ di
rappresentanza; mezzi mobili strettamente necessari al ciclo di
produzione purche’ dimensionati alla effettiva produzione,
identificabili singolarmente ed a servizio esclusivo dell’impianto
oggetto delle agevolazioni;
f) programmi informatici commisurati alle esigenze produttive e
gestionali dell’impresa;
g) brevetti concernenti nuove tecnologie di prodotti e processi
produttivi.
Con riferimento alle predette spese si applicano i seguenti limiti,
divieti e condizioni:
1) le spese di cui alla precedente lettera a) sono agevolabili,
per le grandi imprese, limitatamente alle progettazioni
ingegneristiche riguardanti le strutture dei fabbricati e gli
impianti, sia generali che specifici;
2) l’ammontare relativo all’insieme delle spese di cui alla
lettera a) e’ agevolabile, per tutte le imprese, nel limite del 5%
dell’investimento complessivo ammissibile;
3) le spese di cui alla lettera a) relative alle prestazioni di
terzi per l’ottenimento delle certificazioni di qualita’ e ambientali
includono anche quelle riferite all’ente certificatore e non possono
da sole costituire un programma organico e funzionale agevolabile;
4) le spese relative all’acquisto del suolo aziendale, di cui
alla lettera b), sono ammesse nel limite del 10% dell’investimento
complessivo ammissibile;
5) in relazione alle spese di cui alle lettere c) e d), si
precisa:
per il settore «Turismo», le spese riguardanti l’acquisto di un
immobile esistente (opere murarie e assimilate, funzionali, ancorche’
a seguito di modifiche, all’attivita’ ammissibile, comprensive o meno
del relativo suolo), possono essere agevolate, in funzione delle
caratteristiche dell’immobile stesso e/o dell’attivita’ da svolgere,
fino ad un valore massimo del 50% dell’investimento complessivo
ammissibile;
per il settore «Commercio», l’importo complessivo delle spese
di cui alle lettere c) e d), e’ agevolabile fino ad un ammontare
massimo del 50% dell’investimento complessivo ammissibile dell’intero
programma.
Pertanto, per entrambi i predetti settori, un programma consistente
solo nella realizzazione o nell’acquisto di immobili e/o altre opere
murarie non e’ agevolabile. Nel caso che il programma preveda
l’acquisto di un immobile esistente comprensivo del relativo suolo,
al fine di verificare il rispetto dei relativi predetti limiti
previsti per il solo suolo aziendale e per le opere murarie,
l’impresa deve produrre una perizia giurata attestante il valore del
suolo stesso.
Limitatamente al settore «Industria», l’acquisto del solo immobile
aziendale non inserito in un piu’ vasto programma di investimenti
inquadrabile in una delle tipologie di cui all’art. 3, comma 2,
lettera a) del decreto attuativo, puo’ essere ammesso alle
agevolazioni solo se l’impresa richiedente conduceva precedentemente
la propria attivita’ in locali in fitto; in tal caso si ritiene,
convenzionalmente, che l’acquisto sia finalizzato alla
riorganizzazione aziendale e la relativa iniziativa viene, pertanto,
classificata di «ammodernamento».
Si precisa inoltre:
per il settore «Industria», le spese relative agli immobili,
soprattutto se adibiti ad uffici, sostenute dalle imprese fornitrici
di servizi possono essere ammesse alle agevolazioni nella misura in
cui pertinenti e congrue secondo i parametri validi per le imprese
industriali. A tale riguardo, la superficie per uffici puo’ essere
ritenuta pertinente, in via orientativa, nella misura di 25 mq per
addetto;
per il settore «Commercio» le spese di cui alle lettere c) e d)
sostenute dalle imprese fornitrici di servizi complementari possono
essere ammesse alle agevolazioni nella misura in cui pertinenti e
congrue secondo i parametri validi per le imprese industriali; a tale
riguardo, la superficie per uffici puo’ essere ritenuta pertinente,
in via orientativa, nella misura di 25 mq per addetto. A titolo di
esempio si specifica che per una societa’ di gestione di centri
commerciali non possono essere considerate pertinenti le spese
riferite agli spazi ed alle infrastrutture comuni che essa ha in
gestione in quanto non facenti parte dell’unita’ produttiva;
6) con riferimento alle spese di cui alla lettera c), la spesa
relativa all’acquisto di un immobile esistente e gia’ agevolato e’
ammissibile purche’ siano gia’ trascorsi, alla data di presentazione
del Modulo di domanda, dieci anni dalla data di ultimazione del
precedente programma agevolato; tale limitazione non ricorre nel caso
in cui l’Amministrazione concedente abbia revocato e recuperato
totalmente le agevolazioni medesime; a tal fine va acquisita una
specifica dichiarazione del legale rappresentante dell’impresa
richiedente le agevolazioni o di un suo procuratore speciale resa ai
sensi e per gli effetti degli articoli 47 e 76 del decreto del
Presidente della Repubblica n. 445 del 28 dicembre 2000, secondo lo
schema di cui all’allegato n. 7;
7) in relazione alle spese di cui alla lettera e), si precisa che
per beni nuovi di fabbrica si intendono quelli mai utilizzati e
fatturati direttamente dal costruttore (o dal suo rappresentante o
rivenditore); qualora vi siano ulteriori giustificate fatturazioni
intermedie, fermo restando che i beni non devono essere mai stati
utilizzati, dette fatturazioni non devono presentare incrementi del
costo del bene rispetto a quello fatturato dal produttore o suo
rivenditore;
8) le spese di cui alle lettere c) ed e) possono comprendere
anche quelle relative alla realizzazione, nell’ambito dell’unita’
produttiva, di asili nido;
9) le spese di cui alle lettere a), f) e g), che per loro natura
possono essere riferite all’attivita’ dell’impresa nel suo complesso,
sono ammesse alle agevolazioni limitatamente alla parte utilizzata
per l’attivita’ svolta nell’unita’ produttiva interessata dal
programma agevolato e nei limiti ritenuti congrui in relazione alle
condizioni di mercato;
10) limitatamente al settore «Industria», le spese di cui alle
lettere e) ed f) e relative progettazioni e, limitatamente alle
imprese che svolgono attivita’ di costruzioni, quelle di cui alle
lettere c) e d) sono ammesse alle agevolazioni anche se sostenute con
commesse interne di lavorazione, purche’ capitalizzate;
11) limitatamente al settore «Industria», le spese di cui alla
lettera e), relative alle attrezzature facenti parte del programma di
investimenti da agevolare, la cui installazione non e’ prevista
presso l’unita’ produttiva interessata dal programma medesimo bensi’
presso altre unita’, della stessa impresa o di altre dello stesso
gruppo o di terzi, possono essere ammesse alle agevolazioni purche’:
a. siano relative ad attrezzature utilizzate per lavorazioni
effettivamente connesse al completamento del ciclo produttivo da
agevolare;
b. dette attrezzature siano accessorie all’iniziativa da
agevolare, nel senso che la relativa spesa ammissibile deve essere
contenuta nel limite del 20% di quella relativa al capitolo
«Macchinari, impianti e attrezzature»;
c. vengano ubicate presso unita’ produttive localizzate, al
momento dell’acquisto (data del documento di trasporto), in aree
ammissibili agli interventi della legge n. 488/1992;
d. siano singolarmente identificabili mediante immatricolazione
ed iscrizione nel libro dei beni prestati a terzi o, nel caso di
utilizzo presso altre unita’ produttive della stessa impresa, nel
libro dei cespiti ammortizzabili; in ogni caso la loro ubicazione
deve risultare dai documenti di trasporto tenuti ai sensi del decreto
del Presidente della Repubblica n. 627 del 6 ottobre 1978 e del
decreto ministeriale 29 novembre 1978, e successive modifiche e
integrazioni;
e. vengano forniti, per ciascun bene, gli elementi utili di
conoscenza in riferimento ai relativi contratti posti in essere
(modalita’, durata, ecc.);
f. la cessione in uso avvenga a titolo gratuito;
g. i beni non vengano destinati a finalita’ produttive estranee
a quelle dell’impresa cedente; a tal fine quest’ultima deve acquisire
e trasmettere alla banca concessionaria, appena possibile, una
dichiarazione di impegno in tal senso del legale rappresentante delle
imprese cessionarie sottoscritta con le modalita’ di cui all’art. 38
del decreto del Presidente della Repubblica n. 445 del 28 dicembre
2000;
h. il legale rappresentante dell’impresa cedente sottoscriva ed
alleghi alla domanda di agevolazione una dichiarazione di impegno al
rispetto dei predetti vincoli e condizioni sottoscritta con le
modalita’ di cui all’art. 38 del decreto del Presidente della
Repubblica n. 445 del 28 dicembre 2000;
12) le spese relative ai programmi informatici, di cui alla
lettera f), anche se realizzati con commesse interne di lavorazione,
sono agevolabili limitatamente alle piccole e medie imprese; tra le
suddette spese sono incluse altresi’ quelle relative ai servizi per
la realizzazione o la personalizzazione di applicazioni informatiche
di cui all’art. 8, comma 11, lettere b1), b2) e b5). Si precisa,
altresi’, che le spese relative al software di base, indispensabile
al funzionamento di una macchina o di un impianto, non rientrano tra
le suddette spese ma sono da considerare in uno con la spesa relativa
alla macchina governata dal software medesimo.
13) le spese relative all’acquisto di brevetti, di cui alla
lettera g), sono ammissibili limitatamente al settore «Industria» e
non possono superare, per le grandi imprese, il 25% dell’investimento
complessivo ammissibile;
14) le spese relative all’acquisto di beni in valuta diversa
dall’euro possono essere ammesse alle agevolazioni per un
controvalore in euro pari all’imponibile ai fini IVA riportato sulla
«bolletta doganale d’importazione»;
15) le spese relative a beni acquistati dall’impresa con
un’operazione «Legge Sabatini» non agevolata possono essere ammesse
alle agevolazioni solo nel caso di operazione «pro-soluto»;
16) le spese relative all’acquisto del suolo, di immobili o di
programmi informatici o di brevetti, di cui alle lettere b), c), f) e
g), di proprieta’ di uno o piu’ soci dell’impresa richiedente le
agevolazioni o, nel caso di soci persone fisiche, dei relativi
coniugi ovvero di parenti o affini dei soci stessi entro il terzo
grado, sono ammissibili in proporzione alle quote di partecipazione
nell’impresa medesima degli altri soci; la rilevazione della
sussistenza delle predette condizioni, con riferimento sia a quella
di socio che a quella di proprietario, che determinano la
parzializzazione della spesa, va effettuata a partire dai
ventiquattro mesi precedenti la data di presentazione del Modulo di
domanda. Le predette spese relative alla compravendita tra due
imprese non sono ammissibili qualora, a partire dai ventiquattro mesi
precedenti la data di presentazione del Modulo di domanda, le imprese
medesime si siano trovate nelle condizioni di cui all’art. 2359 del
codice civile o siano state entrambe partecipate, anche
cumulativamente, per almeno il venticinque per cento, da medesimi
altri soggetti; tale ultima partecipazione rileva, ovviamente, anche
se determinata in via indiretta. A tal fine va acquisita una
specifica dichiarazione del legale rappresentante dell’impresa
richiedente le agevolazioni o di un suo procuratore speciale resa ai
sensi e per gli effetti degli articoli 47 e 76 del decreto del
Presidente della Repubblica n. 445 del 28 dicembre 2000, secondo lo
schema di cui all’allegato n. 7;
17) per il settore «Industria», con riferimento ai programmi
promossi dalle imprese operanti nel settore della produzione e
distribuzione di energia elettrica e calore, le spese relative alle
reti di distribuzione dell’energia elettrica, del vapore e dell’acqua
calda sono ammissibili, limitatamente alla parte ricadente
all’interno del territorio comunale nel quale e’ ubicato l’impianto
di produzione necessaria a raggiungere l’utente della fornitura, a
condizione che gli impianti stessi siano di proprieta’ dell’impresa
produttrice e siano realizzati su terreni di cui l’impresa stessa
abbia piena disponibilita’ secondo quanto specificato al punto 1.1
della presente circolare;
18) per il settore «Turismo», sono altresi’ ammissibili le spese
per «servizi annessi». Si intendono «servizi annessi» le strutture o
gli impianti attraverso i quali viene migliorata la qualita’ del
servizio ricettivo offerto e che siano funzionalmente collegati alla
struttura ricettiva principale ove viene svolta l’attivita’
ammissibile (non sono pertanto ammessi i «servizi annessi» alle
strutture diverse da quelle ricettive). Essi devono essere ubicati
nello stesso comune della struttura principale o, qualora alla stessa
adiacenti, anche in altro comune, ed essere gestiti dagli stessi
soggetti della struttura ricettiva principale medesima. A titolo
puramente esemplificativo, per servizi annessi si intendono: piscine,
ristoranti, bar, market, impianti sportivi, discoteche, sale da
ballo, impianti ricreativi, parcheggi e garage, attrezzature e
servizi per la nautica, servizi termali, ecc. Qualora le strutture o
gli impianti di cui sopra siano indispensabili, in relazione ad
eventuali prescrizioni imposte da specifiche normative, per lo
svolgimento dell’attivita’ da agevolare, essi vanno considerati parte
integrante della struttura ricettiva principale e non devono quindi
essere considerati «servizi annessi». A tal fine, l’impresa
interessata deve indicare nel piano descrittivo anche detti
riferimenti normativi. In sede di esame finale, la banca
concessionaria deve verificare il rispetto delle predette
prescrizioni normative in relazione agli obiettivi raggiunti del
programma, acquisendo dalle imprese interessate tutti i necessari
elementi di valutazione. La gestione dei servizi annessi puo’
costituire anche attivita’ ammissibile qualora indicata come tale
dalle regioni ai sensi del precedente punto 1.6. Le spese del
programma da agevolare relative ai «servizi annessi», qualora questi
ultimi non siano indicati dalle regioni quali ulteriori attivita’
ammissibili, sommate al valore di quelli eventualmente preesistenti
al programma medesimo, si considerano ammissibili, nel limite del
settantacinque per cento del valore (preesistente + nuovo) dei beni
strumentali destinati allo svolgimento dell’attivita’ ammissibile. Ai
fini della valutazione della suddetta incidenza massima, le imprese
indicano nello specifico prospetto del piano descrittivo il valore
degli eventuali beni strumentali preesistenti destinati allo
svolgimento dell’attivita’ ammissibile e, separatamente, di quelli
relativi agli eventuali «servizi annessi» preesistenti, desumendoli,
a scelta dell’impresa, da specifica perizia giurata (da allegare alla
domanda di agevolazione) o dal libro dei cespiti ammortizzabili (al
lordo degli ammortamenti). Ai fini dell’ammissibilita’ delle predette
spese per i «servizi annessi» le imprese devono, nel piano
descrittivo, obbligatoriamente dettagliarle e indicarle sia
nell’ambito dell’investimento complessivo che, separatamente da
quest’ultimo, nel richiamato specifico prospetto;
19) per il settore «Turismo», tra le spese di cui alla lettera e)
sono incluse anche quelle relative a corredi, stoviglie e posateria
purche’ iscritte nel libro dei cespiti ammortizzabili;
20) per il settore «Turismo», le spese ammissibili relative alle
strutture agro-turistiche o di turismo rurale sono quelle relative
all’attivita’ ricettiva e relativi «servizi annessi», con
l’esclusione delle spese che presentino caratteristiche prettamente
agricole.
Non sono ammesse le spese per mezzi di trasporto targati (ad
eccezione dei mezzi all’interno dei quali si svolge una fase del
ciclo di produzione), le spese notarili (fatte salve quelle per la
stipula del contratto di finanziamento di cui al punto 6.8), quelle
relative a scorte di materie prime e ausiliarie, macchinari, impianti
e attrezzature usati, le spese di funzionamento in generale, ivi
comprese quelle di pura sostituzione, e, comunque, tutte le spese non
capitalizzate; non sono altresi’ ammissibili le spese relative a
imposte e tasse, fatte eccezione per gli oneri doganali relativi ai
beni ammissibili in quanto costi accessori dei beni stessi e, in
quanto tali, capitalizzati. Non sono ammesse le spese relative ai
beni acquisiti con il sistema della locazione finanziaria gia’ di
proprieta’ dell’impresa beneficiaria delle agevolazioni, ad eccezione
del suolo aziendale, purche’ l’impresa stessa l’abbia acquistato
successivamente alla presentazione della domanda di agevolazione. Non
sono altresi’ ammessi i titoli di spesa nei quali l’importo
complessivo imponibile dei beni agevolabili sia inferiore a 500,00
euro. I pagamenti dei titoli di spesa non possono essere regolati per
contanti, pena l’esclusione del relativo importo dalle agevolazioni.
3.10 Limitatamente ai programmi di investimento relativi ai settori
«Industria» e «Turismo», la realizzazione del programma da agevolare
o di una parte dello stesso puo’ essere commissionata con la
modalita’ del cosiddetto «contratto chiavi in mano», fermo restando
che non sono ammissibili prestazioni derivanti da attivita’ di
intermediazione commerciale e/o assistenza ad appalti.
Le forniture che intervengono attraverso contratti «chiavi in mano»
devono consentire di individuare i reali costi delle sole
immobilizzazioni tipologicamente ammissibili alle agevolazioni
depurati dalle componenti di costo di per se’ non ammissibili.
Pertanto, ai fini del riconoscimento di ammissibilita’ delle spese,
tali contratti di fornitura potranno essere utilmente considerati
alle seguenti ulteriori condizioni:
– il contratto «chiavi in mano» dovra’ contenere l’esplicito
riferimento alla pratica di agevolazioni legge n. 488/1992; esso
dovra’ quindi contenere una dichiarazione con la quale l’impresa
beneficiaria specifica di aver richiesto detta fornitura per la
realizzazione, in tutto o in parte, del programma di investimenti di
cui alla domanda di agevolazione;
– al contratto di fornitura «chiavi in mano» dovra’ essere
allegato, formandone parte integrante, il prospetto dettagliato di
tutte le distinte acquisizioni, da individuare singolarmente e
raggruppare secondo le note categorie di spesa (progettazione e
studi, suolo, opere murarie e assimilate, macchinari impianti e
attrezzature), con individuazione dei costi per ciascuna singola voce
di spesa;
– il general contractor dovra’ impegnarsi a fornire, per il tramite
dell’impresa beneficiaria ed a semplice richiesta di quest’ultima, o
della Banca concessionaria o del Ministero o di loro delegati, ogni
informazione riguardante le forniture dei beni e dei servizi che lo
stesso general contractor acquisisce in relazione alla commessa
affidatagli, ed in particolare il nominativo dei suoi fornitori ed i
titoli di spesa che questi emettono nei suoi confronti utili a
comprovare la natura delle forniture ed il loro costo; tale impegno
dovra’ essere esplicitamente riportato nel contratto. La mancata
ottemperanza determina l’automatica decadenza dai benefici di tutte
le prestazioni, di qualsiasi natura, oggetto del contratto;
– possono essere oggetto di agevolazione i soli contratti «chiavi
in mano» il cui general contractor abbia stabile organizzazione
(modello di convenzione OCSE – art. 5) in Italia ove dovra’ essere
custodita e reperita la predetta documentazione di spesa anche ai
fini dei controlli previsti dal decreto attuativo e dalla presente
circolare.
L’impresa che intenda fare ricorso a tale particolare modalita’ di
acquisizione dei beni da agevolare e’ tenuta a darne informazione nel
piano descrittivo ovvero, avendo maturato la decisione in corso
d’opera e rappresentando tale modalita’ una vera e propria variazione
sostanziale del programma, a darne tempestiva comunicazione alla
banca concessionaria illustrandone le ragioni. Quest’ultima valuta,
tra l’altro, la comprovata, specifica esperienza progettuale e
tecnica nel settore da parte del soggetto cui l’impresa istante
intende affidare la realizzazione del contratto «chiavi in mano», con
particolare riferimento all’avvenuta progettazione e realizzazione di
altri impianti similari da parte dello stesso; a tal fine l’impresa
istante e’ tenuta a fornire tutti gli elementi necessari. La banca
concessionaria, sulla base di tali elementi e di eventuali ulteriori
chiarimenti richiesti all’impresa, formula il proprio motivato parere
circa l’ammissibilita’ di tale modalita’ e della conseguente
agevolabilita’ dell’intero programma ovvero, a seconda dei casi, dei
beni interessati.
3.11 La modifica del sistema di acquisizione dei beni del programma
dalla locazione finanziaria all’acquisto diretto o viceversa e’
consentita, nel rispetto delle condizioni e dei principi generali
fissati dalla normativa, entro e non oltre la stipula del contratto
di finanziamento di cui al successivo punto 6.8, pena la revoca delle
agevolazioni riferite ai predetti beni. Non e’ consentito che la
suddetta modifica intervenga successivamente all’acquisizione del
bene in quanto, altrimenti, verrebbero a configurarsi, a seconda dei
casi, le ipotesi di acquisto di un bene usato o di lease-back,
entrambe non ammissibili. E’ altresi’ necessario che la modifica,
qualora intervenga tra la chiusura dei termini di presentazione delle
domande di agevolazioni e la pubblicazione delle graduatorie, non
comporti variazione dei dati esposti nella Scheda Tecnica rilevanti
ai fini del calcolo degli indicatori, caso per il quale la domanda
verrebbe a decadere.
Qualora l’impresa abbia apportato tali modifiche deve darne
tempestiva comunicazione – come da specifico obbligo sottoscritto nel
Modulo di domanda – sia alla banca concessionaria che all’istituto
collaboratore interessati affinche’ se ne possa tener conto in sede
di decreto di concessione delle agevolazioni o di modifica dello
stesso. A ciascun programma corrisponde sempre e comunque un unico
decreto contenente la separata indicazione delle spese ammesse per i
beni di acquisto diretto e di quelle per i beni in leasing e
dell’ammontare delle relative agevolazioni.
In relazione a tali modifiche, la banca concessionaria acquisisce,
a seconda dei casi, la delibera del finanziamento ordinario o la
delibera della societa’ di leasing.
3.12 L’ultimazione del programma deve avvenire non oltre 48 mesi
dalla data del relativo decreto di concessione provvisoria delle
agevolazioni, ovvero, per i programmi soggetti alla notifica alla
Commissione europea, dalla data del provvedimento ministeriale
relativo agli esiti della detta notifica di cui al punto 1.9. Ad
eccezione di questi ultimi programmi, tale termine e’ ridotto a
ventiquattro mesi nei soli casi, disciplinati dal successivo punto
7.1, per i quali sia stata richiesta e concessa l’erogazione del
contributo in conto capitale in sole due quote. In entrambe tali
ipotesi puo’ essere concessa una proroga, di non oltre sei mesi, per
eccezionali cause di forza maggiore, che l’impresa deve richiedere
alla banca concessionaria entro e non oltre la scadenza dei 48 o dei
24 mesi; non possono essere agevolate spese effettuate
successivamente. Per i programmi che possono essere ammessi al
cofinanziamento, si veda quanto specificato al precedente punto 1.8.
Ai fini di cui sopra, la data di effettuazione della spesa e’
quella del relativo titolo ancorche’ quietanzato o pagato
successivamente. La data di ultimazione del programma e’ quella
relativa all’ultimo dei titoli di spesa ammissibili ovvero, per i
beni in leasing, e’ quella relativa all’ultimo verbale di consegna
dei beni; per i programmi che comprendono sia beni in leasing che
beni acquistati direttamente dall’impresa, la data di ultimazione
coincide con l’ultima delle suddette date; nel caso in cui, per i
beni in leasing, la data del primo titolo di spesa ammissibile e,
quindi, quella di avvio a realizzazione del programma, sia successiva
alla data di consegna dei beni, per ultimazione del programma si
intende la data dell’ultimo titolo di spesa ammissibile, in analogia
ai programmi con soli beni acquistati direttamente dall’impresa; in
tal caso la dichiarazione relativa all’ultimazione del programma, di
cui all’art. 10, comma 1 del decreto attuativo, non e’ sostituita
dalla copia del verbale di consegna dei beni bensi’ dalla stessa
dichiarazione resa, con le previste modalita’, dall’istituto
collaboratore (si veda anche il punto 6.7, lettera g).
3.13 Per consentire, in sede di accertamento sull’avvenuta
realizzazione del programma di investimenti o di controlli ed
ispezioni, un’agevole ed univoca individuazione fisica dei
macchinari, impianti di produzione ed attrezzature maggiormente
rilevanti oggetto di agevolazioni, e comunque di tutti quelli il cui
costo unitario sia almeno pari a Euro 10.000,00, l’impresa deve
attestare la corrispondenza delle fatture e degli altri titoli di
spesa, ovvero, per i beni acquisiti in locazione finanziaria, dei
relativi verbali di consegna, con il macchinario, l’impianto o
l’attrezzatura stessi, compresi quelli realizzati con commesse
interne di lavorazione. A tal fine il legale rappresentante
dell’impresa deve rendere, ai sensi degli articoli 47 e 76 del
decreto del Presidente della Repubblica n. 445 del 28 dicembre 2000,
una specifica dichiarazione corredata di apposito elenco, utilizzando
lo schema di cui all’allegato n. 8 ed il prospetto di cui
all’allegato n. 9. La dichiarazione puo’ essere resa anche da un
procuratore speciale, nel qual caso deve essere prodotta anche la
relativa procura o copia autentica della stessa. I beni fisici
elencati devono essere riscontrabili attraverso l’apposizione, sui
beni stessi, di una specifica targhetta riportante in modo chiaro ed
indelebile il numero con il quale il bene medesimo e’ stato
trascritto nell’elenco ed il numero di progetto recato dalla domanda
nella quale e’ inserito il bene; a tal fine si puo’ fare riferimento
anche al numero di matricola assegnato dal fornitore. Qualora non si
faccia riferimento a quest’ultimo, ciascun bene deve essere
identificato attraverso un solo numero dell’elenco e non puo’ essere
attribuito lo stesso numero di riferimento a piu’ beni. Dal momento
che l’impresa puo’ essere soggetta a controlli ed ispezioni fin dalla
fase istruttoria, e’ opportuno che l’elenco dei beni di cui si tratta
venga predisposto all’avvio del programma ed aggiornato in relazione
a ciascun acquisto o all’eventuale dismissione dei beni trascritti,
riportando, in quest’ultimo caso, nell’apposita colonna, ai fini
della verifica del rispetto dell’obbligo di cui all’art. 11, comma 1,
lettera b) del decreto attuativo, gli elementi comprovanti la data
della dismissione medesima (fattura di vendita, documento di
trasporto, fattura o documento interno relativi allo smontaggio,
ecc.). Se l’elenco dei beni e’ composto da piu’ pagine, queste devono
essere numerate progressivamente, timbrate e firmate dal legale
rappresentante o suo procuratore speciale. La dichiarazione e
l’elenco di cui sopra devono essere esibiti dall’impresa su richiesta
del personale incaricato degli accertamenti, dei controlli o delle
ispezioni, nonche’ allegati alla documentazione di spesa di cui al
successivo punto 7.4, presentata ai fini di ciascuna erogazione.
All’atto della presentazione della documentazione di spesa, l’elenco
dovra’ essere integrato con l’indicazione del costo di ciascun bene
in esso indicato. La mancata o incompleta tenuta di dette scritture
da’ luogo a contestazione all’impresa e, nel caso di ripetuta
inadempienza, alla revoca totale o parziale delle agevolazioni.
L’impresa deve inoltre acquisire e conservare la documentazione
utile a comprovare il requisito di nuovo di fabbrica dei macchinari,
impianti e attrezzature oggetto delle richieste di erogazione di cui
al successivo punto 7.3 (ad esempio, certificati di origine dei
macchinari, documenti di trasporto, certificati di assicurazione,
documenti di immatricolazione, dichiarazioni di conformita’ di cui
alla Direttiva 98/37/CE del 22 giugno 1998, dichiarazione del
fornitore, ecc.). Tale documentazione deve essere esibita
dall’impresa su richiesta del personale incaricato degli
accertamenti, dei controlli o delle ispezioni, nonche’ allegata in
copia alla documentazione di spesa di cui al successivo punto 7.4,
presentata ai fini di ciascuna erogazione. La mancata o incompleta
esibizione di detta documentazione da’ luogo a contestazione
all’impresa e, nel caso di ripetuta inadempienza, alla revoca totale
o parziale delle agevolazioni.
4 – Banche concessionarie e istituti collaboratori.
4.1 Gli adempimenti istruttori propedeutici alla concessione delle
agevolazioni ed i riscontri, gli accertamenti e le verifiche
necessari all’erogazione delle agevolazioni stesse, sono svolti dai
soggetti indicati dall’art. 5 del decreto attuativo, denominati
«banche concessionarie». I rapporti tra il Ministero e le banche
concessionarie sono regolamentati da apposita convenzione tesa ad
evitare duplicazioni dell’attivita’ istruttoria e ad assicurare
snellezza e rapidita’ procedurali ed uniformita’ di comportamento da
parte delle banche medesime. Ai sensi del comma 2 del citato art. 5
le banche concessionarie possono stipulare sub-convenzioni con altre
banche o societa’ di leasing, denominati «istituti collaboratori»,
ferma restando, in capo alla banca concessionaria, la titolarita’
dell’attivita’ istruttoria. Si riporta, in allegato n. 10, l’elenco
aggiornato alla data della presente circolare, delle banche
concessionarie convenzionate con il Ministero e degli istituti
collaboratori convenzionati con le banche concessionarie.
4.2 Nel caso in cui l’impresa intenda realizzare il programma con
l’acquisizione, in tutto o in parte, di beni con il sistema della
locazione finanziaria, deve rivolgersi ad uno degli istituti
collaboratori a tal fine abilitati (si veda anche il successivo punto
5.2). Una banca concessionaria, ancorche’ abilitata alla locazione
finanziaria, non puo’ ricoprire il duplice ruolo di soggetto
istruttore e di locatore per la medesima operazione. All’istituto
collaboratore, per tali programmi, vengono riservati, tra l’altro, i
seguenti ulteriori adempimenti:
– ricevere la domanda di agevolazione (art. 7, comma 1 del
decreto attuativo);
– trasmettere tempestivamente il Modulo di domanda e la relativa
documentazione alla banca concessionaria indicata dall’impresa nel
Modulo stesso (art. 7, comma 1 del decreto attuativo);
– stipulare con il soggetto agente di cui al punto 6.8 il
contratto di finanziamento agevolato di cui al medesimo punto;
– sottoscrivere le dichiarazioni concernenti lo stato
d’avanzamento dei lavori e documentare la regolarita’ delle eventuali
opere murarie ai fini delle erogazioni (punto 7.3 della presente
circolare);
– predisporre la documentazione di spesa e trasmetterla alla
banca concessionaria (art. 12, comma 1 del decreto attuativo);
– controfirmare e trasmettere alla banca concessionaria
l’eventuale richiesta dell’impresa di proroga per l’ultimazione dei
lavori, prevista dall’art. 11, comma 5 del decreto attuativo.
In relazione allo specifico adempimento di cui all’art. 7, comma 1
del decreto attuativo, l’istituto collaboratore deve trasmettere alla
banca concessionaria il Modulo di domanda e la relativa
documentazione in originale entro e non oltre cinque giorni
lavorativi dal relativo ricevimento ed attraverso un mezzo che
garantisca la consegna entro e non oltre le quarantotto ore
successive.
5 – Presentazione delle domande e istruttorie delle banche
concessionarie.
5.1 I termini di presentazione delle domande di agevolazioni sono
fissati con decreto del Ministro delle attivita’ produttive.
Ai fini della presentazione delle domande valgono i divieti e
limitazioni stabiliti dall’art. 7, comma 2 del decreto attuativo. A
tal riguardo si ricorda che il mancato rispetto di detti divieti e
condizioni comporta l’inammissibilita’ della domanda.
5.2 La domanda di agevolazione deve essere necessariamente
presentata:
– alla sola banca concessionaria, qualora il programma
d’investimenti preveda solo spese sostenute direttamente dall’impresa
richiedente;
– al solo istituto collaboratore, qualora il programma
d’investimenti preveda, in tutto o anche solo in parte,
l’acquisizione di beni tramite locazione finanziaria.
Ai fini di cui sopra si precisa quanto segue:
– la banca concessionaria e’ prescelta dall’impresa tra i
soggetti convenzionati con il Ministero delle attivita’ produttive
per l’effettuazione dell’istruttoria della domanda;
– l’istituto collaboratore deve necessariamente essere
convenzionato con la banca concessionaria prescelta dall’impresa per
l’istruttoria ed essere la societa’ di leasing locatrice dei beni
oggetto di agevolazione;
– l’attivita’ svolta dall’istituto collaboratore per gli
adempimenti finalizzati alla concessione delle agevolazioni di cui si
tratta non riveste carattere istruttorio; per detta attivita’,
pertanto, non e’ dovuto dall’impresa all’istituto medesimo alcun
compenso, fatto salvo quello esigibile per gli adempimenti derivanti
dall’accordo sottoscritto con Cassa depositi e prestiti S.p.a.
I beni di uno stesso programma non possono essere acquisiti in
locazione finanziaria tramite piu’ societa’ di leasing, a meno che
queste ultime non siano riunite in «pool»; in tal caso, ai fini
dell’ammissibilita’ delle spese relative ai beni interessati:
1) ciascuna societa’ di leasing deve aderire al «pool» per la
frazione di propria competenza degli investimenti del programma da
agevolare;
2) tutte le societa’ aderenti al «pool» devono essere istituti
collaboratori e cioe’ convenzionate con almeno una delle banche
concessionarie;
3) la societa’ capofila del «pool», in particolare, deve essere
convenzionata con la banca concessionaria prescelta dall’impresa per
l’istruttoria ed a carico della stessa gravano tutti gli adempimenti
e le responsabilita’ derivanti dalla normativa, ed in particolare dal
decreto attuativo e dalla presente circolare, anche in nome e per
conto delle altre societa’ aderenti al «pool» medesimo, fermo
restando che ogni societa’ di leasing aderente al «pool» stipula con
il soggetto agente di cui al successivo punto 6.8 il finanziamento
agevolato per la quota di investimenti di sua competenza;
4) tra le suddette societa’ deve essere sottoscritta una
specifica, formale convenzione di «pool», una per ciascun programma
da agevolare, che, oltre ad individuare la societa’ capofila, a
regolamentare i rapporti tra le parti e ad indicare gli adempimenti e
le responsabilita’ della capofila medesima come sopra specificato,
indichi la suddivisione dell’investimento tra le societa’ stesse; la
predetta convenzione deve essere trasmessa, a cura della societa’
capofila, alla banca concessionaria unitamente al contratto di
locazione.
Nel caso di operazioni in «pool» e’ la societa’ capofila che svolge
le funzioni di istituto collaboratore e, pertanto, alla stessa
l’impresa deve trasmettere la domanda di agevolazione.
5.3 La domanda di agevolazione deve essere presentata, entro i
termini di cui al precedente punto 5.1, utilizzando il Modulo
appositamente predisposto, il cui facsimile, con le relative
istruzioni per la compilazione, e’ riportato nell’allegato n. 11.
Tale Modulo riporta, tra l’altro, l’ammontare degli investimenti
previsti dal programma, ammontare che, in linea con gli orientamenti
comunitari, non puo’ subire modifiche in aumento fino alla data di
chiusura dei termini di presentazione delle domande; il medesimo
ammontare, peraltro, in considerazione della particolare procedura
concorsuale, non puo’ subire modifiche, neanche in diminuzione, in
quanto rilevanti ai fini del calcolo degli indicatori, tra tale data
e quella di pubblicazione delle graduatorie. Il Modulo deve essere
corredato, pena l’invalidita’ della domanda medesima, di tutta la
documentazione di cui all’allegato n. 12 necessaria per
l’espletamento dell’attivita’ istruttoria. Tale documentazione puo’
essere trasmessa anche separatamente dal Modulo e, comunque, entro la
chiusura dei termini per la presentazione delle domande di
agevolazioni; in tal caso, ciascun documento deve recare il numero di
progetto del Modulo al quale si riferisce. Elementi basilari della
detta documentazione sono la Scheda Tecnica (il cui fac-simile, con
le relative istruzioni per la compilazione, e’ riportato
nell’allegato n. 13), contenente i principali dati e le informazioni
sull’impresa proponente e sul programma di investimenti, il piano
descrittivo di cui al punto 3.1, in doppia copia, e la delibera del
finanziamento bancario di cui al punto 2.1 e/o, per i programmi che
prevedono investimenti da realizzare tramite locazione finanziaria,
delibera della societa’ di leasing di cui al punto 2.3.
Nel caso di «programmi misti», che cioe’ prevedono parte degli
investimenti in acquisto diretto e parte in locazione finanziaria,
deve essere presentata un’unica domanda.
Il Modulo deve essere compilato utilizzando esclusivamente il
modello a stampa, che deve essere timbrato e firmato dal legale
rappresentante dell’impresa o da un suo procuratore speciale, ai
sensi e per gli effetti degli articoli 47 e 76 del decreto del
Presidente della Repubblica n. 445 del 28 dicembre 2000; nel caso in
cui a firmare sia un procuratore speciale, alla domanda deve essere
allegata la relativa procura o copia autentica della stessa. Il
Modulo riporta a stampa il numero di progetto pre-assegnato e,
pertanto, al fine di eliminare il rischio della duplicazione di tali
numeri e’ rigorosamente vietata la presentazione di domande redatte
su fotocopie del Modulo a stampa, ancorche’ compilate e firmate in
originale; qualora, per qualsiasi motivo, il Modulo di domanda
venisse presentato in difformita’ da quanto sopra specificato, la
domanda stessa, per i suddetti motivi, non sara’ considerata valida.
La Scheda Tecnica deve essere elaborata, pena l’invalidita’ della
domanda, tramite personal computer, utilizzando esclusivamente lo
specifico software predisposto dal Ministero che sara’ reso
disponibile nel sito del Ministero stesso
(www.attivitaproduttive.gov.it), stampando il relativo elaborato su
normali fogli bianchi formato A4. Le pagine della Scheda Tecnica a
stampa e quelle del piano descrittivo devono essere poste nella
corretta sequenza e rese solidali con firma o timbro a cavallo di
ciascuna coppia di fogli e sull’ultima deve essere apposta la firma
del legale rappresentante della societa’ o di un suo procuratore
speciale con le medesime modalita’ previste per il Modulo di domanda.
Tra la documentazione da allegare al Modulo di domanda e’ altresi’
compresa una doppia copia (n. 2 floppy disk) del supporto magnetico
contenente la versione informatica della Scheda Tecnica generata
attraverso il software predetto. Il Modulo originale a stampa e’ reso
disponibile presso le banche concessionarie e gli istituti
collaboratori.
L’impresa richiedente e’ tenuta a comunicare tutte le variazioni
riguardanti i dati esposti nella Scheda Tecnica che dovessero
intervenire successivamente alla sua presentazione. Qualora tali
variazioni riguardino dati rilevanti ai fini del calcolo degli
indicatori ed intervengano tra la chiusura dei termini di
presentazione delle domande e la pubblicazione delle graduatorie, la
relativa domanda sara’ considerata decaduta. Cio’ in considerazione
del carattere concorsuale della procedura ed al fine di evitare
alterazioni del principio della parita’ di condizioni tra le imprese
partecipanti al medesimo bando.
Sia il Modulo di domanda che la prevista documentazione di cui
all’allegato n. 12 devono essere presentati a mezzo raccomandata o
posta celere con avviso di ricevimento. Quale data di presentazione
si considera quella del timbro postale di spedizione. La domanda
presentata al di fuori dei termini non e’ considerata valida.
5.4 Entro la data di chiusura dei termini di presentazione delle
domande di agevolazioni, l’impresa trasmette una semplice fotocopia
del Modulo e della relativa Scheda Tecnica alla regione o alla
provincia autonoma di Trento o Bolzano nella quale insiste,
interamente o prevalentemente (si veda il successivo punto 6.4),
l’unita’ produttiva interessata dal programma di investimenti. Entro
la medesima data, una copia del file di Scheda tecnica generato con
l’apposito software di compilazione di cui sopra deve essere
trasmesso al Ministero delle attivita’ produttive esclusivamente per
via telematica, con le modalita’ che saranno specificate nelle
istruzioni per l’utilizzo del software medesimo rese disponibili nel
sito internet «www.attivitaproduttive.gov.it».
5.5 Le domande istruite positivamente dalla banca concessionaria ma
non agevolate a causa delle disponibilita’ finanziarie inferiori
all’importo delle agevolazioni complessivamente richieste, possono
essere inserite, invariate, nella graduatoria relativa al solo primo
bando utile successivo, mantenendo valida la decorrenza di
ammissibilita’ delle spese e nel rispetto delle condizioni vigenti
per il bando medesimo, purche’ le imprese interessate ne diano
esplicita conferma, secondo lo schema di cui all’allegato n. 14.
Detta conferma, unitamente alla nuova delibera del finanziamento
bancario di cui al punto 2.1 e/o, per i programmi che prevedono
investimenti da realizzare tramite locazione finanziaria, alla nuova
delibera della societa’ di leasing di cui al punto 2.3 (ovvero alla
copia autentica del contratto di leasing per gli investimenti gia’
realizzati), deve essere presentata alla banca concessionaria entro i
termini di presentazione delle domande relativi al solo primo bando
utile successivo. Qualora l’impresa intenda mantenere valide le
predette condizioni di ammissibilita’ delle spese e, al contempo,
riformulare la domanda di agevolazione, la domanda riformulata deve
essere presentata, unitamente alla nuova delibera di finanziamento
bancario (e/o nuova delibera della societa’ di leasing e/o copia
autentica del contratto di leasing), entro lo stesso termine, fermo
restando che l’importo delle spese per il quale si richiede
l’agevolazione non puo’ essere aumentato.
Nel caso di investimenti da realizzare tramite locazione
finanziaria, si ricorda che, secondo quanto precisato al punto 2.3,
la durata residua del contratto di leasing alla data di stipula del
finanziamento agevolato non puo’ essere inferiore a 18 mesi, pena
l’inammissibilita’ dei predetti investimenti.
Ai fini della riformulazione:
– le modifiche possono riguardare esclusivamente: la misura
dell’agevolazione richiesta, e le spese a fronte delle quali vengono
richieste le agevolazioni, fermo restando che l’importo complessivo
delle stesse puo’ variare solo in diminuzione; e’, inoltre, possibile
modificare, nei limiti di cui al precedente punto 3.11, le modalita’
di acquisizione dei singoli beni del programma da acquisto diretto a
locazione finanziaria e viceversa;
– le suddette modifiche devono essere obbligatoriamente
rappresentate attraverso una nuova Scheda Tecnica, accompagnata
dall’altra documentazione di cui all’allegato n. 12 eventualmente
variata e, solo ai fini dell’attribuzione alla domanda riformulata di
un nuovo numero di progetto per la relativa gestione amministrativa,
dall’originale a stampa di un nuovo Modulo di domanda; la nuova
Scheda Tecnica e la nuova documentazione dovranno riferirsi al numero
di progetto del detto nuovo Modulo;
– la dimensione dell’impresa richiedente, da indicare nella
Scheda Tecnica riformulata, deve essere rilevata con riferimento alla
data di presentazione del Modulo di domanda originario;
– la domanda riformulata deve evidenziare, nell’apposito spazio
del frontespizio della Scheda Tecnica, che si tratta, appunto, di
domanda riformulata ai sensi dell’art. 9, comma 3 del decreto
attuativo;
– la domanda riformulata deve necessariamente essere presentata
alla banca concessionaria che ha redatto l’istruttoria della domanda
originaria ovvero, nel caso di beni in leasing, all’istituto
collaboratore locatore dei beni stessi; quest’ultimo puo’ anche
essere diverso rispetto all’eventuale originario, purche’ sia
convenzionato con la suddetta medesima banca concessionaria;
– qualora non vengano seguite le precedenti indicazioni e
modalita’, il nuovo Modulo viene considerato a tutti gli effetti come
relativo ad una domanda presentata per la prima volta.
Le domande agevolate in misura parziale a causa dell’insufficienza
delle risorse finanziarie, possono utilizzare le predette modalita’
con l’ulteriore condizione che all’atto della richiesta di
inserimento, ovvero della domanda riformulata, sia espressa formale
rinuncia all’agevolazione concessa secondo lo schema di cui
all’allegato n. 15.
La banca concessionaria trasmette al Ministero l’elenco delle
domande non agevolate per le quali l’impresa ha confermato il
reinserimento, di quelle agevolate parzialmente per le quali
l’impresa ha richiesto il reinserimento e le risultanze istruttorie
delle domande riformulate, entro i termini di cui all’art. 8, comma 4
del decreto attuativo.
5.6 Le banche concessionarie, al ricevimento del Modulo di domanda
e della documentazione di cui all’allegato n. 12 da parte
dell’impresa o, per i casi in cui e’ previsto, da parte dell’istituto
collaboratore, sono tenute a verificarne la completezza e la
regolarita’, con riferimento, in particolare, ai dati esposti nella
Scheda Tecnica rilevanti ai fini del calcolo degli indicatori, alla
presenza del piano descrittivo (in doppia copia) e della delibera di
finanziamento bancario e/o della delibera della societa’ di leasing;
le banche, inoltre, devono verificare che il Modulo sia in originale
e compilato in ogni sua parte, che la Scheda Tecnica sia stata
redatta tramite il software ministeriale e che sia allegata doppia
copia del relativo floppy disk. La domanda che alla data di chiusura
dei termini di presentazione delle domande di agevolazioni risulti
carente dei suddetti elementi e dell’ulteriore documentazione di cui
all’allegato n. 12, fatto salvo quanto precisato al successivo punto
6.2 in merito alla mancata indicazione della percentuale
dell’agevolazione richiesta, nonche’ quella trasmessa oltre i
predetti termini, non e’ considerata valida e deve essere respinta,
con una specifica nota contenente, nel rispetto dei principi dettati
dalla legge 7 agosto 1990, n. 241 e successive modifiche ed
integrazioni, puntuali ed esaurienti motivazioni, trattenendo agli
atti il Modulo di domanda e la documentazione a corredo. Detta nota
deve essere trasmessa anche al Ministero, alla regione o alla
provincia autonoma (nel caso di Trento o Bolzano) competente e,
secondo il caso, al soggetto finanziatore e/o all’istituto
collaboratore.
Con riferimento ai dati ed alla documentazione prodotti
dall’impresa, la banca concessionaria puo’ richiedere esclusivamente
la rettifica dei soli errori e irregolarita’ formali, nonche’
precisazioni e chiarimenti ritenuti necessari per il completamento
dell’attivita’ istruttoria, con una specifica, formale nota
raccomandata con avviso di ricevimento. L’impresa e’ tenuta a
corrispondere in modo puntuale e completo alla richiesta della banca
concessionaria con nota trasmessa con le medesime modalita’, valide
per le domande, di cui al precedente punto 5.3, entro e non oltre
quindici giorni successivi alla data di ricevimento della richiesta
medesima; in caso contrario la domanda si intende a tutti gli effetti
decaduta e la banca concessionaria, ne da’ tempestiva e motivata
comunicazione all’impresa interessata con nota trasmessa per
conoscenza anche al Ministero, alla regione o alla provincia autonoma
(nel caso di Trento o Bolzano) interessata e, secondo il caso, al
soggetto finanziatore e/o all’istituto collaboratore.
5.7 Accertata la regolarita’ e la completezza del Modulo di domanda
e della documentazione prevista, la banca concessionaria procede alla
istruttoria e redige una relazione attenendosi allo schema concordato
con il Ministero. La banca concessionaria puo’ richiedere, nel corso
dell’istruttoria, oltre che la rettifica dei soli errori e
irregolarita’ formali, anche precisazioni e chiarimenti ritenuti
necessari per il completamento degli accertamenti istruttori.
L’accertamento istruttorio riguarda principalmente:
– la sussistenza di tutte le condizioni per l’ammissione alle
agevolazioni;
– la conformita’ della delibera di finanziamento ordinario e/o,
per i programmi che prevedono investimenti da realizzare tramite
locazione finanziaria, della delibera della societa’ di leasing alle
condizioni e allo schema di cui alla convenzione stipulata ai sensi
della delibera del CIPE n. 76 del 15 luglio 2005; la delibera deve
contenere specifico riferimento al programma di investimenti oggetto
della domanda di agevolazione e alla valutazione
economico-finanziaria dell’iniziativa svolta dal soggetto
finanziatore e/o dalla societa’ di leasing. Le banche accertano
inoltre che la delibera abbia un importo ed una validita’ temporale
compatibili con l’iniziativa e con i tempi necessari per la stipula
del contratto di finanziamento di cui al successivo punto 6.8; in
mancanza di detta compatibilita’, la banca concessionaria richiedera’
all’impresa una nuova delibera o conferma della delibera originaria
che, in deroga a quanto previsto al punto 5.6 in merito alle
richieste di integrazioni, dovra’ pervenire, pena la decadenza della
domanda, entro e non oltre quindici giorni prima del termine ultimo
per l’invio al Ministero delle risultanze istruttorie. La banca
concessionaria acquisisce, inoltre, la conferma dell’accordo e la
conferma del mandato interbancario sottoscritte dal soggetto
finanziatore e/o dalla societa’ di leasing ai sensi della citata
convenzione;
– la validita’ tecnica del programma, con particolare riferimento
alla potenzialita’ degli impianti ed alle produzioni conseguibili per
i programmi riguardanti i settori «Industria» e «Turismo» ovvero ai
volumi di vendita previsti per i programmi riguardanti il settore
«Commercio»; le banche concessionarie valutano, inoltre, la validita’
del programma sotto il profilo delle prestazioni ambientali sulla
base di quanto indicato nel piano descrittivo nonche’ nelle
specifiche dichiarazioni in materia che l’impresa proponente allega
alla domanda;
– la coerenza del piano finanziario per la copertura degli
investimenti e delle spese relative alla normale gestione con le
spese ritenute ammissibili e le corrispondenti agevolazioni
concedibili. Le banche verificano, altresi’, che l’importo degli
altri mezzi finanziari esenti da qualsiasi aiuto pubblico non sia
inferiore, in valore nominale, al 25% dell’investimento ammissibile
(si veda il punto 2.1);
– la piena disponibilita’ dell’immobile (suolo e/o fabbricati)
nell’ambito del quale viene realizzato il programma e la
corrispondenza dell’immobile stesso, in relazione all’attivita’ da
svolgere, ai vigenti specifici vincoli edilizi, urbanistici e di
destinazione d’uso; qualora la predetta disponibilita’ sia comprovata
da un atto formale di assegnazione di un lotto, l’accertamento dovra’
riguardare anche la compatibilita’ dei tempi richiamata nel medesimo
punto 1.1, ricorrendo, se e’ il caso tenuto conto di eventuali
termini piu’ restrittivi di cui al precedente punto 1.8 alla modifica
da due a tre quote annuali del richiesto regime di erogazione del
contributo in conto capitale di cui al punto 7.1;
– l’ammissibilita’ degli investimenti indicati dall’impresa, sia
per quanto attiene alla pertinenza che alla congruita’ delle spese
prospettate, al fine di proporne l’ammontare per le agevolazioni e la
relativa suddivisione nei principali capitoli di spesa;
– i dati che determinano il valore degli indicatori di cui al
successivo punto 6.1, ad eccezione di quello relativo alla misura
richiesta delle agevolazioni, che viene indicato dall’impresa e non
puo’ essere modificato a seguito degli accertamenti istruttori.
La banca concessionaria verifica altresi’, con riferimento ai
programmi che prevedono investimenti da realizzare tramite locazione
finanziaria, che sussistano le condizioni stabilite al punto 2.3.
La banca concessionaria puo’ rettificare, in esito agli
accertamenti istruttori, i dati relativi al calcolo degli indicatori
(con la sola eccezione della percentuale richiesta dell’agevolazione
massima consentita), ma, comunque, mai in modo da determinare
incrementi del valore degli indicatori medesimi che non siano
conseguenza di riduzioni dell’investimento ammissibile o che non
dipendano da rettifiche di chiari errori o irregolarita’ formali
comprovati da riscontri oggettivi.
Per quanto concerne l’esame di pertinenza e congruita’ delle spese,
si precisa che il primo deve tendere ad evidenziare spese, appunto,
non pertinenti, ai sensi della normativa vigente, al programma da
agevolare e ad escluderle da quelle proposte per le agevolazioni.
Tali spese, a titolo meramente esemplificativo e non esaustivo, sono
quelle relative a manutenzioni, beni usati, acquisto di terreno di
superficie eccedente rispetto ai reali fabbisogni produttivi
dell’impresa, fabbricati o parti degli stessi adibiti ad usi diversi
da quelli connessi all’attivita’ produttiva, beni la cui natura non
ne consente l’uso per il periodo minimo prescritto, minuterie ed
utensili di uso manuale comune, ecc. Per quanto concerne l’esame di
congruita’, si distingue tra quello condotto ai fini della
concessione provvisoria e quello per l’erogazione. Nella prima fase,
tale esame deve essere finalizzato alla valutazione del costo
complessivo del programma, in relazione alle caratteristiche
tecniche, senza condurre accertamenti sul costo dei singoli beni – a
meno che non emergano elementi chiaramente e macroscopicamente
incongrui – tenuto conto dell’esigenza di non aggravare il
procedimento di adempimenti che non siano strettamente necessari agli
scopi cui il procedimento stesso e’ finalizzato. L’esame di
congruita’ da condurre in sede di erogazione a stato di avanzamento,
dovra’ essere, invece, puntuale e dovra’ essere teso a valutare,
anche attraverso la documentazione di spesa ed in riferimento alle
caratteristiche costruttive e di prestazione, l’adeguatezza dei piu’
significativi costi esposti rispetto al totale complessivo
dell’investimento prospettato.
L’istruttoria delle domande deve concludersi con un giudizio
positivo o negativo sull’agevolabilita’ del programma.
Le banche concessionarie inviano alle imprese interessate, nel
rispetto dei principi dettati dalla legge 7 agosto 1990, n. 241 e
successive modifiche e integrazioni, una nota con la quale danno
informazione dell’esito istruttorio. Per le domande definite con
esito positivo la predetta nota (redatta secondo lo schema di cui
all’allegato n. 16) e’ trasmessa anche alle regioni e alle province
autonome competenti e indica l’importo delle agevolazioni concedibili
a fronte delle spese ritenute ammissibili, i beni e le relative spese
eventualmente ritenute non ammissibili e i dati proposti per il
calcolo degli indicatori, cosi’ come eventualmente rettificati in
sede istruttoria; la medesima nota e’ altresi’ trasmessa al soggetto
finanziatore. Per le domande definite con esito negativo, la nota
espone compiutamente le motivazioni su cui si fonda tale esito
istruttorio.
Entro novanta giorni dalla scadenza del termine finale di
presentazione delle domande (si veda il precedente punto 5.1), le
banche concessionarie, secondo le modalita’ indicate dal Ministero,
trasmettono al Ministero stesso le risultanze istruttorie e alla
Cassa depositi e prestiti S.p.a. i dati relativi alle domande
definite con esito positivo. Per il computo del suddetto termine, non
si considera il mese di agosto. La Cassa depositi e prestiti S.p.a.,
entro dieci giorni dal ricevimento della predetta comunicazione,
informa il Ministero delle attivita’ produttive dell’avvenuta
adozione delle delibere di finanziamento agevolato.
5.8 Nel caso in cui, successivamente alla domanda di agevolazione,
al soggetto richiedente ne subentri un altro a seguito di fusione,
scissione, conferimento o cessione d’azienda o di ramo d’azienda
risultante da atto pubblico o scrittura privata con firme autenticate
da notaio, il nuovo soggetto puo’ richiedere di subentrare nella
titolarita’ della domanda e, qualora gia’ emessa, della concessione
delle agevolazioni. Il subentro nella titolarita’ della concessione
puo’ essere consentito, fra l’altro, a condizione che, qualora ai
fini dell’inserimento in graduatoria siano state riconosciute le
premialita’ di cui al punto 6.5, sia verificata, anche in capo al
soggetto subentrante, la sussistenza delle medesime condizioni utili
per le predette premialita’ alla data in cui ha effetto l’operazione
societaria di cui si tratta. Con riferimento all’eventuale subentro
nella titolarita’ della domanda fermo restando l’obbligo di cui al
precedente punto 5.3 circa la tempestiva comunicazione delle
variazioni intervenute nel programma da parte del soggetto titolare
della domanda stessa la possibilita’ di ammettere il detto subentro
risulta evidentemente subordinata, dovendo essere salvaguardati i
tempi previsti dal precedente punto 5.7 per gli accertamenti
istruttori, al fatto che la richiesta alla banca concessionaria di
subentro nella titolarita’ della domanda di agevolazione avvenga
entro e non oltre il termine finale di presentazione delle domande.
Ai fini del subentro:
a) il soggetto subentrante sottoscrive, con le medesime
modalita’, le dichiarazioni, gli impegni, le autorizzazioni e gli
obblighi gia’ sottoscritti dal soggetto richiedente in sede di
domanda di agevolazione e presenta una delibera di finanziamento
ordinario e/o, in relazione agli investimenti da realizzare tramite
locazione finanziaria, una delibera della societa’ di leasing, per un
importo pari al finanziamento agevolato indicato nella delibera
rilasciata a favore del primo soggetto o, qualora gia’ emesso, nel
decreto di concessione provvisoria; qualora sia gia’ stata prodotta
la Scheda Tecnica, lo stesso soggetto subentrante aggiorna, tramite
una specifica dichiarazione sostitutiva di notorieta’ del proprio
legale rappresentante o procuratore speciale, solo i dati e le
informazioni di cui ai punti A e D della Scheda Tecnica medesima
variati a seguito del subentro, fermi restando tutti gli altri, e
trasmette la documentazione, di cui al precedente punto 5.3 ed
all’allegato 12, limitatamente alla parte variata a seguito del
subentro medesimo;
b) la banca concessionaria verifica, con riferimento al nuovo
soggetto, alla dimensione dello stesso ed al programma di cui alla
domanda di agevolazione, la sussistenza dei requisiti soggettivi ed
oggettivi per la concessione o la conferma delle agevolazioni
medesime;
c) la dimensione del soggetto subentrante viene rilevata, con i
criteri di cui al precedente punto 1.3 e con riferimento alla data in
cui lo stesso diviene legittimamente titolare del programma e,
quindi, a quella in cui ha effetto l’operazione societaria di cui si
tratta;
d) le agevolazioni vengono calcolate sulla base della misura
agevolativa massima relativa al soggetto subentrante, applicando la
percentuale richiesta indicata nella domanda dal primo soggetto; nel
caso di concessione gia’ emessa, il nuovo valore dell’agevolazione
non puo’, comunque, superare l’importo indicato nel decreto relativo
a detta concessione. Qualora l’operazione societaria di cui si tratta
abbia effetto nel corso del prescritto quinquennio d’obbligo di
mantenimento dei beni agevolati, nel calcolo delle agevolazioni si
tiene conto delle frazioni di detto quinquennio relative al soggetto
originario ed a quello subentrante;
e) gli altri dati relativi al calcolo degli indicatori di cui
alla Scheda Tecnica sono soggetti ai medesimi vincoli ed alle
medesime condizioni sussistenti in capo al primo soggetto;
f) qualora il subentro intervenga successivamente alla stipula
del contratto di finanziamento con il primo soggetto, detta proposta
e’ comunicata dalla banca concessionaria anche al soggetto agente di
cui al punto 6.8, per gli adempimenti di competenza attinenti al
contratto di finanziamento medesimo.
5.9 Nel caso in cui un’impresa che intenda richiedere o abbia
richiesto o ottenuto le agevolazioni della legge n. 488/1992 per un
programma di investimenti che essa stessa intende sostenere o che ha
sostenuto nell’ambito di una propria unita’ produttiva, ceda o abbia
ceduto ad un altro soggetto, mediante contratto di affitto, la
gestione dell’azienda o del ramo d’azienda nell’ambito del quale si
sviluppa il detto programma, essa puo’, in particolari ed eccezionali
casi e fornendo le necessarie garanzie, rispettivamente, avanzare la
domanda di agevolazione o una specifica istanza tesa al mantenimento
della validita’ della domanda stessa o dell’eventuale decreto di
concessione. Per il settore «Turismo» l’affitto non puo’ riguardare
la gestione dei servizi annessi, qualora questi non rientrino tra le
ulteriori attivita’ ammissibili indicate dalle regioni.
Per il settore «Commercio», l’istanza puo’ riguardare
esclusivamente il mantenimento dell’eventuale decreto di concessione.
Con riferimento all’istanza per il mantenimento della validita’
della domanda fermo restando l’obbligo di cui al precedente punto 5.3
circa la tempestiva comunicazione delle variazioni intervenute nel
programma da parte del soggetto titolare della domanda stessa la
possibilita’ di ammettere la suddetta operazione risulta
evidentemente subordinata, dovendo essere salvaguardati i tempi
previsti dal precedente punto 5.7 per gli accertamenti istruttori, al
fatto che la richiesta alla banca concessionaria avvenga entro e non
oltre il termine finale di presentazione delle domande. A tale
riguardo giova ricordare comunque che, in ogni caso, non possono
essere prese in considerazione le istanze, tese al mantenimento della
validita’ della domanda, relative a contratti di affitto che abbiano
effetto ai fini del calcolo degli indicatori utili per la formazione
delle graduatorie ed intervenuti successivamente alla chiusura dei
termini di presentazione delle domande di agevolazioni e fino alla
pubblicazione delle graduatorie, in quanto gli stessi, ai sensi della
vigente normativa, comportano la decadenza della domanda.
Ai fini di cui sopra:
a) il soggetto interessato, insieme alla domanda di agevolazione
ovvero all’istanza per il mantenimento della validita’ della domanda
stessa o dell’eventuale decreto di concessione, fornisce le
motivazioni che stanno alla base della decisione e che impediscono o
rendono non conveniente la continuazione della gestione in proprio,
il momento in cui la decisione stessa e’ maturata, le notizie e le
informazioni sul soggetto subentrante nella conduzione e su ogni
altro elemento utile alla valutazione, da parte della banca
concessionaria, circa le necessarie garanzie che venga salvaguardato,
a seguito dell’operazione di affitto, l’interesse pubblico che
potrebbe condurre o che ha condotto alla concessione delle
agevolazioni;
b) il medesimo soggetto interessato, inoltre, allega alla domanda
di agevolazione ovvero alla predetta istanza una dichiarazione
sostitutiva di notorieta’ del proprio legale rappresentante o
procuratore speciale con la quale aggiorna/integra i dati e le
informazioni della propria Scheda Tecnica con quelli del conduttore,
l’ulteriore documentazione prevista dalla normativa a corredo del
Modulo di domanda, limitatamente alla parte per la quale rileva il
contratto di affitto, nonche’ una dichiarazione attestante l’assenso
all’operazione del soggetto finanziatore e/o della societa’ di
leasing;
c) la banca concessionaria effettua le proprie valutazioni
istruttorie in merito a quanto rappresentato dall’impresa attraverso
la domanda o l’istanza e la documentazione di cui ai predetti punti
a) e b) e inoltra al Ministero delle attivita’ produttive una propria
motivata proposta di accoglimento o di rigetto dell’istanza
dell’impresa;
d) il Ministero delle attivita’ produttive, sulla base della
proposta della banca concessionaria, adotta i conseguenti
provvedimenti. In caso di non accoglimento dell’istanza, qualora la
cessione in affitto sia gia’ avvenuta o avvenga comunque, la domanda
decade ovvero le agevolazioni concesse sono revocate. I provvedimenti
adottati dal Ministero sono comunicati a cura della banca
concessionaria anche al soggetto finanziatore e/o alla societa’ di
leasing, ovvero al soggetto agente di cui al punto 6.8 se il
contratto di finanziamento e’ stato gia’ stipulato.
Ottenuta la concessione delle agevolazioni ovvero l’autorizzazione
all’operazione di affitto, il proprietario ed il conduttore, ai fini
della prima erogazione utile delle agevolazioni successiva alla
concessione ovvero all’autorizzazione medesima, sottoscrivono
ciascuno uno specifico atto, secondo gli schemi di cui agli allegati
nn. 17 e 18, attraverso il quale prendono atto dell’obbligo del pieno
rispetto degli impegni che la concessione comporta – quali, ad
esempio, quelli riferiti al rispetto delle norme urbanistiche,
ambientali, sul lavoro, settoriali, ecc. – ed il proprietario, che
rimane, comunque, l’unico titolare delle agevolazioni, mantiene la
piena ed esclusiva responsabilita’ in ordine al mancato rispetto di
tali impegni e della conseguente eventuale revoca delle agevolazioni
anche se dipendente da comportamenti tenuti dal conduttore.
5.10 Nel caso in cui un’impresa che abbia richiesto o abbia
ottenuto le agevolazioni della legge n. 488/1992 per un programma di
investimenti che essa stessa ha sostenuto o che intende sostenere
nell’ambito di una propria unita’ produttiva, trasferisca o abbia
trasferito ad un altro soggetto parte delle attivita’ produttive o di
servizio e dei relativi beni strumentali agevolati nell’ambito del
detto programma, mediante atto di conferimento, scorporo o cessione
di ramo d’azienda (comunemente denominato «outsourcing»), essa puo’,
fermi restando i propri requisiti soggettivi di ammissibilita’, in
particolari casi opportunamente motivati e fornendo le necessarie
garanzie, avanzare una specifica istanza tesa al mantenimento della
validita’ della domanda stessa o dell’eventuale decreto di
concessione delle agevolazioni in relazione alle sole spese del
programma dalla stessa sostenute. Per il settore «Turismo»
l’operazione di «outsourcing» non puo’ riguardare la gestione dei
servizi annessi qualora questi non rientrino tra le ulteriori
attivita’ ammissibili indicate dalle regioni.
Inoltre, per i settori «Turismo» e «Commercio», l’istanza puo’
riguardare esclusivamente il mantenimento dell’eventuale decreto di
concessione.
Con riferimento all’istanza di mantenimento della validita’ della
domanda fermo restando l’obbligo di cui al precedente punto 5.3 circa
la tempestiva comunicazione delle variazioni intervenute nel
programma da parte del soggetto titolare della domanda stessa la
possibilita’ di ammettere il predetto trasferimento risulta
evidentemente subordinata, dovendo essere salvaguardati i tempi
previsti dal precedente punto 5.7 per gli accertamenti istruttori, al
fatto che la richiesta alla banca concessionaria avvenga entro e non
oltre il termine finale di presentazione delle domande. A tale
riguardo giova ricordare comunque che, in ogni caso, non possono
essere prese in considerazione le istanze, tese al mantenimento della
validita’ della domanda, relative ai suddetti trasferimenti che
abbiano effetto ai fini del calcolo degli indicatori utili per la
formazione delle graduatorie ed intervenuti successivamente alla
chiusura dei termini di presentazione delle domande di agevolazioni e
fino alla pubblicazione delle graduatorie, in quanto gli stessi, ai
sensi della vigente normativa, comportano la decadenza della domanda.
Ai fini di cui sopra:
a) il soggetto interessato, insieme all’istanza per il
mantenimento della validita’ della domanda di agevolazione o
dell’eventuale decreto di concessione, allega una dichiarazione
attestante l’assenso all’operazione del soggetto finanziatore e/o
della societa’ di leasing e fornisce:
– gli elementi che evidenzino compiutamente le attivita’
produttive e/o di servizio interessate dal trasferimento e che
assicurino circa il mantenimento, anche a seguito dell’operazione,
della organicita’ e funzionalita’ del programma da agevolare o
agevolato;
– un elenco dei beni agevolati interessati dal trasferimento
secondo le modalita’ di cui al precedente punto 3.13 e l’impegno
circa l’esclusivo utilizzo degli stessi per le finalita’ del detto
programma;
– le motivazioni che stanno alla base della decisione e che
impediscono o rendono non conveniente la continuazione della gestione
in proprio ed il momento in cui la decisione stessa e’ maturata;
– le notizie e le informazioni sul soggetto destinatario del
trasferimento e su ogni altro elemento utile alla valutazione, da
parte della banca concessionaria, circa le necessarie garanzie che
venga salvaguardato, a seguito dell’operazione, l’interesse pubblico
che potrebbe condurre o che ha condotto alla concessione delle
agevolazioni;
b) la banca concessionaria effettua le proprie valutazioni
istruttorie in merito a quanto rappresentato dall’impresa attraverso
l’istanza e la documentazione di cui al predetto punto a) e inoltra
al Ministero delle attivita’ produttive una propria motivata proposta
di accoglimento o di rigetto dell’istanza dell’impresa;
c) il Ministero delle attivita’ produttive, sulla base della
proposta della banca concessionaria in merito all’istanza per il
mantenimento della validita’ della domanda di agevolazione o
dell’eventuale decreto di concessione, adotta i conseguenti
provvedimenti. In caso di non accoglimento dell’istanza, qualora il
trasferimento sia gia’ avvenuto o avvenga comunque, la domanda decade
o le agevolazioni concesse a fronte dei beni interessati dal
trasferimento stesso vengono revocate. I provvedimenti adottati dal
Ministero sono comunicati a cura della banca concessionaria anche al
soggetto finanziatore e/o alla societa’ di leasing, ovvero al
soggetto agente di cui al punto 6.8 se il contratto di finanziamento
e’ stato gia’ stipulato.
Ottenuta la concessione delle agevolazioni ovvero l’autorizzazione
all’operazione di trasferimento, l’impresa istante ed il destinatario
del trasferimento, ai fini della prima erogazione utile delle
agevolazioni successiva alla concessione ovvero all’autorizzazione
medesima, sottoscrivono ciascuno uno specifico atto, secondo gli
schemi di cui agli allegati numeri 19 e 20, attraverso il quale
assumono gli obblighi che la concessione comporta – quali, ad
esempio, quelli riferiti al rispetto delle norme urbanistiche,
ambientali, sul lavoro, settoriali, ecc. – e l’impresa istante, in
particolare, in quanto unico titolare delle agevolazioni, mantiene la
piena ed esclusiva responsabilita’ in ordine al mancato rispetto di
tali impegni e della conseguente eventuale revoca delle agevolazioni
anche se dipendente da comportamenti tenuti dal destinatario del
trasferimento. In merito all’erogazione delle agevolazioni si precisa
che, anche nell’ipotesi in cui i beni oggetto del trasferimento siano
acquisiti in locazione finanziaria, le erogazioni stesse vengono
disposte in favore dell’impresa istante pur se nei relativi contratti
subentri il soggetto destinatario del trasferimento.
6 – Graduatorie e concessioni provvisorie.
6.1 La concessione delle agevolazioni avviene sulla base della
posizione assunta dai programmi in specifiche graduatorie di merito,
distinte per ciascun settore, seguendo l’ordine decrescente, dalla
prima fino all’esaurimento dei fondi disponibili per ciascuna
graduatoria.
Le graduatorie sopra richiamate sono:
a) una graduatoria ordinaria per ciascuna regione, relativa ai
programmi comportanti investimenti complessivamente ammissibili fino
a 25 milioni di euro per i settori «Industria» e «Turismo» e fino a
20 milioni di euro per il settore «Commercio»;
b) una graduatoria speciale per ciascuna regione, riferita ai
programmi comportanti investimenti complessivamente agevolabili fino
a 25 milioni di euro per i settori «Industria» e «Turismo» e fino a
20 milioni di euro per il settore «Commercio» e relativi alle aree
territoriali o ai settori di attivita’ eventualmente individuati come
prioritari dalla regione ai sensi dell’art. 8, comma 7, lettera b)
del decreto attuativo;
c) limitatamente ai settori «Industria» e «Turismo», due
graduatorie multiregionali, una per le iniziative ubicate nelle aree
del Mezzogiorno e l’altra per quelle ubicate nelle aree del
Centro-Nord, riguardanti i programmi comportanti investimenti
complessivamente ammissibili superiori a 25 milioni di euro e fino a
50 milioni di euro.
Per quanto concerne le graduatorie regionali speciali di cui alla
precedente lettera b):
– ciascuna regione puo’ destinare a tale graduatoria non piu’ del
50% delle risorse ad essa destinate;
– non e’ consentita una combinazione tra i due criteri di
formazione per aree o per settori ne’ la formulazione di due distinte
graduatorie;
– ciascuna «area» e’ costituita dall’intero territorio
ammissibile di comuni la cui superficie complessiva non superi il 50%
di quella ammissibile della regione;
– ciascun settore di attivita’ e’ individuato con i seguenti
criteri: per il settore «Industria» con riferimento alle «Divisioni»
ammissibili della Classificazione della attivita’ economiche ISTAT
2002, per il settore «Turismo» con riferimento alle attivita’
ammissibili indicate all’art. 1, comma 4, lettera b) del decreto
attuativo, ivi comprese quelle ulteriori individuate dalle regioni,
per il settore «Commercio» con riferimento a quelle contrassegnate
dalle lettere da c1) a c6) dell’art. 1, comma 4 del medesimo decreto;
– le regioni formulano le proposte relative alle graduatorie
speciali entro il 31 ottobre di ciascun anno, contestualmente a
quelle concernenti le priorita’ di cui al punto 6.4, con riferimento
alle domande da presentare nell’anno successivo;
– eventuali programmi che, per esaurimento delle specifiche
risorse, dovessero risultare non agevolati nella misura richiesta
dall’impresa nelle graduatorie regionali speciali, concorrono
automaticamente all’attribuzione delle risorse disponibili per le
corrispondenti graduatorie regionali ordinarie di cui alla lettera
a);
– le risorse destinate dalle regioni alle graduatorie speciali ed
eventualmente non attribuite, sono automaticamente utilizzate per le
corrispondenti graduatorie di cui alla lettera a).
Tutte le dette graduatorie vengono formate dal Ministero entro
trenta giorni dal termine finale di invio delle risultanze
istruttorie da parte delle banche concessionarie e vengono dallo
stesso Ministero pubblicate sulla Gazzetta Ufficiale della Repubblica
italiana. In ciascuna graduatoria vengono inseriti tutti i programmi
i cui esiti istruttori delle banche concessionarie siano positivi,
indicando, sulla base delle disponibilita’ attribuite alla
graduatoria medesima, quelli agevolabili e quelli che non potranno
ottenere l’agevolazione per insufficienza delle disponibilita’
medesime. Ai fini dell’attribuzione delle risorse, con riferimento a
ciascuna graduatoria di cui alle precedenti lettere a) e b), si tiene
conto di una riserva del 70% in favore delle piccole e medie imprese;
le somme della suddetta riserva del 70% eventualmente non utilizzate
dalle piccole e medie imprese vengono assegnate alle grandi imprese
della medesima graduatoria.
La posizione che ciascun programma assume nella graduatoria di
pertinenza e’ determinata in relazione ai valori assunti dai seguenti
indicatori:
1) rapporto tra la misura massima del contributo in conto
capitale concedibile e la misura richiesta (la tabella delle misure
agevolative concedibili e’ riportata nell’allegato n. 1);
2) rapporto tra le spese ammissibili relative ad investimenti
innovativi e il totale delle spese ammissibili;
3) punteggio complessivo conseguito dal programma sulla base di
specifiche priorita’ che, per le graduatorie ordinarie e speciali di
cui alle precedenti lettere a) e b) sono individuate dalle regioni e,
per le graduatorie multiregionali di cui alla precedente lettera c),
sono definite con decreto del Ministro delle attivita’ produttive, ai
sensi dell’art. 8, comma 10 del decreto attuativo.
In merito alla determinazione di ciascuno dei detti indicatori, si
specifica quanto indicato nei punti seguenti.
6.2 Indicatore n. 1: ciascuna impresa, all’atto della presentazione
della domanda di agevolazione, puo’ richiedere l’intera misura
agevolativa massima del contributo in conto capitale, o una parte
della stessa, ovvero non richiedere tale forma di agevolazione. Detto
indicatore non puo’ essere oggetto di rettifica da parte della banca
concessionaria e l’impresa, una volta indicata la misura richiesta
nella Scheda Tecnica, non puo’ piu’ modificarla una volta trascorsi i
termini per la presentazione delle domande; la misura deve risultare
coerente con il piano di copertura del fabbisogno finanziario del
programma e rispettare le condizioni di cui al precedente punto 2.1,
cio’ in relazione anche a quanto esposto al precedente punto 5.7 in
merito alle valutazioni istruttorie da parte della banca
concessionaria.
Ai fini di cui sopra:
– la misura dell’agevolazione richiesta deve essere
necessariamente espressa in rapporto alla misura percentuale massima,
indicando punti percentuali interi, in lettere ed in cifre; in caso
di difformita’ tra le due indicazioni si assume la percentuale in
lettere; nel caso in cui vengano indicate frazioni decimali, come
misura richiesta viene assunta la parte intera precedente la virgola;
– in caso di mancata indicazione nella Scheda Tecnica di tale
percentuale si considera che l’impresa non abbia inteso rinunciare ad
una quota dell’agevolazione massima concedibile e, pertanto, la
misura richiesta viene assunta pari al 100% di quella massima;
– qualora la misura richiesta venga indicata pari a 0%, per cui
l’impresa rinuncia completamente all’agevolazione in forma di
contributo in conto capitale, ai soli fini del calcolo
dell’indicatore il denominatore del suddetto rapporto e’ assunto,
convenzionalmente, pari a 0,01%;
– alla riduzione del contributo in conto capitale puo’
corrispondere, su richiesta dell’impresa, un incremento del
finanziamento agevolato di importo al massimo pari a quello della
riduzione, fatto salvo il rispetto delle condizioni previste al punto
2.1; in particolare si ricorda che l’importo del finanziamento
agevolato, cosi’ come risultante dal predetto incremento, deve essere
pari a quello del finanziamento bancario, ovvero della quota di
leasing ad esso equiparata (per tale ipotesi si veda il precedente
punto 2.3); in ogni caso l’ammontare complessivo del contributo in
conto capitale, del finanziamento agevolato e del corrispondente
finanziamento bancario (o quota leasing equiparata) non puo’ superare
l’importo degli investimenti ammissibili.
6.3 Indicatore n. 2: gli investimenti innovativi sono quelli
individuati dall’art. 8, comma 11, lettera b) del decreto attuativo.
Al riguardo, con specifico riferimento alle disposizioni contenute
nelle lettere b.1), b.2) e b.5) del medesimo comma, si ritiene
opportuno precisare che le spese relative all’acquisizione di servizi
per la realizzazione o personalizzazione di applicazioni informatiche
sono computate tra gli investimenti innovativi solo se il programma
prevede altresi’ l’acquisizione o realizzazione delle
apparecchiature, macchinari, impianti, piattaforme e tecnologie
previste dalle sopra richiamate disposizioni.
L’impresa indica in Scheda tecnica il valore dei predetti
investimenti, imputandoli esclusivamente ai capitoli di spesa di cui
alle lettere e), f) e g) del precedente punto 3.9, e fornisce una
descrizione degli stessi nel piano descrittivo di cui al punto 3.1;
l’impresa dovra’ inoltre allegare alla domanda una perizia giurata,
rilasciata da un professionista iscritto al relativo albo
professionale che attesti la conoscenza nel dettaglio della o delle
tecnologie oggetto degli investimenti innovativi, descriva in modo
puntuale le caratteristiche tecniche dei suddetti investimenti e ne
attesti la rispondenza ad una delle categorie individuate dall’art.
8, comma 11, lettera b) del decreto attuativo.
6.4 Indicatore n. 3. Le priorita’ regionali sono individuate da
ciascuna regione e provincia autonoma in base ai seguenti criteri:
a) per le graduatorie regionali ordinarie di cui al precedente
punto 6.1, lettera a), con riferimento alle aree del territorio, ai
settori di attivita’ ed alle tipologie di investimento ammissibili
alle agevolazioni;
b) per le graduatorie regionali speciali, di cui al precedente
punto 6.1, lettera b):
– con riferimento ai settori ed alle tipologie di investimento,
nel caso di graduatorie speciali per aree;
– con riferimento alle aree ed alle tipologie di investimento,
nel caso di graduatorie speciali per settori.
Tali priorita’ sono indicate attraverso l’attribuzione a ciascuna
combinazione dei detti elementi di un punteggio numerico intero
compreso tra zero e trenta, per le graduatorie ordinarie, ovvero tra
zero e venti, per quelle speciali.
Ai fini di cui sopra:
– per aree del territorio si fa riferimento a quelle dei singoli
Comuni;
– per settori di attivita’ si fa riferimento: per il settore
«Industria» alla Classificazione delle attivita’ economiche ISTAT
2002, per il settore «Turismo» alle attivita’ ammissibili indicate
all’art. 1, comma 4, lettera b) del decreto attuativo, ivi comprese
quelle ulteriori individuate dalle regioni, per il settore
«Commercio» alle attivita’ contrassegnate dalle lettere da c1) a c6)
dell’art. 1, comma 4 del medesimo decreto;
– per tipologie di investimento si fa riferimento a ciascuna
delle tipologie di cui all’art. 3 del decreto attuativo.
Entro il termine di cui al precedente punto 6.1, unitamente alle
proposte riguardanti le graduatorie speciali, le regioni possono
comunicare al Ministero le priorita’, sia per le graduatorie
ordinarie che per quelle speciali, da applicare alle domande da
presentare nell’anno successivo.
Nel caso in cui una regione non formuli proposte in merito alla
graduatoria speciale e/o alle priorita’, la graduatoria speciale
relativa alla regione medesima non viene formata e l’indicatore
regionale assume, per tutti i programmi della graduatoria regionale
di competenza, valore pari a zero; si intendono invece confermate
anche per l’anno successivo le proposte formulate dalla regione per
l’anno precedente (relative sia alla graduatoria speciale che alle
priorita) qualora la stessa non provveda a modificarle entro il
termine sopra indicato. Il Ministro delle attivita’ produttive,
valutata la compatibilita’ delle proposte avanzate dalle singole
regioni con lo sviluppo complessivo di tutte le altre aree
interessate oltre che con le ulteriori disposizioni del presente
decreto, le approva entro il 31 dicembre di ciascun anno.
A ciascun programma viene, pertanto, attribuito il punteggio
determinato dalla regione con i criteri sopra indicati; il punteggio
complessivo cosi’ ottenuto costituisce il valore dell’indicatore
regionale del programma medesimo.
Ai fini di cui sopra:
– il punteggio relativo all’elemento territoriale viene
attribuito con riferimento all’ubicazione dell’unita’ produttiva
indicata al punto B1 della Scheda Tecnica; quello relativo
all’elemento settoriale, con riferimento al punto B4.2; quello
relativo alla tipologia, con riferimento al punto B5 (si veda
l’allegato n. 13); nel caso in cui l’unita’ produttiva insista su due
o piu’ territori comunali, anche appartenenti a regioni diverse, ai
quali vengano riconosciuti punteggi diversi, alla stessa intera
unita’ produttiva si applica il punteggio regionale relativi al
comune nel quale l’unita’ medesima insiste prevalentemente (maggiore
superficie) ed il programma viene inserito nella graduatoria
regionale di pertinenza di detto comune;
– nel caso di programma classificato, insieme, di «trasferimento»
e di un’altra tipologia (si veda il precedente punto 3.8), il
punteggio relativo all’elemento tipologico assume, per il programma
stesso, il valore attribuito dalla regione a tale altra tipologia;
– nel caso in cui un programma di investimenti riguardi due o
piu’ attivita’ diverse cui la regione ha attribuito punteggi
differenti, all’intero programma viene attribuito il punteggio minore
tra quelli attribuibili alle singole attivita’ qualora separatamente
considerate.
Nel caso di programmi promossi dalle imprese di costruzioni che
prevedano l’utilizzo dei beni agevolati nei cantieri ubicati nelle
aree ammissibili di un’unica regione, di cui al precedente punto 1.5,
si applica il minore dei punteggi assegnati dalla regione al settore
delle costruzioni, con riferimento alle aree del territorio ed alla
tipologia del programma da agevolare.
Per quanto riguarda i pubblici esercizi, le indicazioni da parte
delle regioni in merito alle attivita’ da inserire nell’eventuale
graduatoria speciale, nonche’ ai punteggi da attribuire alle stesse
ai fini dell’indicatore regionale, sono riferite, senza ulteriori
frazionamenti o condizioni particolari, all’intera categoria dei
pubblici esercizi.
Per quanto concerne l’indicatore relativo alle priorita’ da
applicare ai fini della formazione delle graduatorie multiregionali
di cui al precedente punto 6.1 lettera c), si precisa che il Ministro
delle attivita’ produttive puo’ individuare, con proprio decreto,
adottato d’intesa con le regioni, i punteggi da attribuire ai
programmi riguardanti specifici settori di attivita’ e/o aree
territoriali. Il valore dell’indicatore e’ pertanto rappresentato da
detto punteggio.
6.5 Il valore di ciascuno dei predetti indicatori e’ incrementato
delle misure percentuali di seguito indicate, tra loro cumulabili:
a) 1,5 % per i programmi proposti dalle imprese che, con
riferimento agli ultimi tre bilanci approvati alla data di
presentazione del Modulo di domanda, presentano un valore medio delle
spese di ricerca e sviluppo, rilevabili dalla relazione sulla
gestione ovvero dalla nota integrativa di cui, rispettivamente, agli
articoli 2428 e 2427 del codice civile, pari almeno al 3% del
fatturato; l’incremento degli indicatori e’ dello 0,75% se il
predetto valore medio delle spese di ricerca e sviluppo e’ pari
almeno al 2% del fatturato e inferiore al 3%; il valore del fatturato
da considerare e’ quello corrispondente alla voce A.1 del conto
economico redatto secondo le vigenti norme del codice civile. Le
imprese trasmettono, entro la data di chiusura dei termini di
presentazione delle domande, copia dei succitati bilanci completi
della relazione sulla gestione o, in mancanza, della nota
integrativa, da cui risulti il valore e la descrizione delle spese di
ricerca e sviluppo sostenute;
b) 1% per i programmi proposti dalle imprese che, con riferimento
all’ultimo bilancio approvato alla data di presentazione del Modulo
di domanda, presentano un incremento della quota di fatturato
derivante da esportazioni dirette pari ad almeno il 30% del valore
medio della stessa quota nei tre bilanci precedenti quello di
riferimento, ovvero per i programmi proposti dalle imprese che, con
riferimento a ciascuno degli ultimi tre bilanci approvati alla data
di presentazione della domanda, presentino un valore della quota di
fatturato da esportazioni dirette pari ad almeno il 50% del valore
complessivo del fatturato di cui alla voce A.1 del conto economico
redatto secondo le vigenti norme del codice civile; il valore del
fatturato da esportazioni dirette da considerare e’ quello riportato
nella dichiarazione annuale IVA di ciascuno degli esercizi di
riferimento. Le imprese trasmettono, entro la data di chiusura dei
termini di presentazione delle domande, copia dei succitati bilanci e
delle dichiarazioni annuali IVA;
c) 0,5 % per i programmi proposti dalle imprese che, alla data di
presentazione del Modulo di domanda, abbiano gia’ aderito a sistemi
internazionali riconosciuti di certificazione ambientale ISO 14001 o
EMAS (Reg. CE 761/2001). A tal fine, le imprese trasmettono, entro la
data di chiusura dei termini di presentazione delle domande, copia
della predetta certificazione;
d) 0,5 % per i programmi proposti dalle imprese risultanti da
operazioni di fusione di cui agli articoli 2501 e seguenti del codice
civile, perfezionate nei dodici mesi antecedenti la data di
presentazione del Modulo di domanda; le predette operazioni di
fusione devono riferirsi a imprese che alla data di perfezionamento
dell’operazione di fusione:
– siano classificate di piccola o media dimensione ai sensi
della disciplina comunitaria vigente;
– risultino operanti da almeno tre anni; a tal fine si
considerano operanti le imprese che, con riferimento a ciascuno dei
tre bilanci approvati alla medesima data, presentano un valore di
fatturato diverso da zero alla voce A1 del conto economico;
– presentino, con riferimento agli ultimi due bilanci approvati
alla medesima data, un valore medio dei ricavi da gestione tipica di
cui alla voce A1 del Conto economico e delle immobilizzazioni nette
di cui allo Stato patrimoniale pari, entrambi, ad almeno il 15% della
somma dei predetti valori riferiti a tutti i soggetti interessati
dalla fusione;
– operino in settori di attivita’ riconducibili alla medesima
divisione della classificazione delle attivita’ economiche ISTAT
2002, ovvero siano contraddistinte da un forte collegamento economico
a monte o a valle; a tal fine, il predetto collegamento economico
sussiste allorquando ciascuna delle imprese interessate
dal-l’operazione di fusione ha fatturato ad almeno una delle altre
non meno del 25% del totale del fatturato annuo riferito all’ultimo
bilancio approvato prima del perfezionamento dell’operazione di
fusione; a tal proposito il fatturato di riferimento e’ quello di cui
alla voce A1 del Conto economico.
Ai fini di quanto sopra l’operazione di fusione si intende
perfezionata alla data in cui decorrono gli effetti della fusione ai
sensi dell’art. 2504-bis del codice civile. Le imprese richiedenti le
agevolazioni trasmettono, entro la data di chiusura dei termini di
presentazione delle domande, copia dell’atto di fusione, certificati
CCIAA, copia degli ultimi tre bilanci approvati riferiti alle imprese
che hanno partecipato alla fusione, dichiarazioni del rappresentante
legale dell’impresa risultante dalla fusione, redatte secondo lo
schema di cui all’allegato n. 21, attestanti il possesso del
requisito di PMI da parte di ciascuna delle predette imprese, nonche’
copia delle documentazioni contabili comprovanti il valore del
fatturato utile al fine di dimostrare il collegamento economico di
cui sopra;
e) 0,25 % per i programmi proposti dalle imprese nelle cui unita’
produttive, nei dodici mesi precedenti la data di presentazione del
Modulo di domanda, siano stati realizzati stages della durata minima
di tre mesi, finalizzati all’inserimento di laureati, sulla base di
accordi con Universita’ o Centri di ricerca pubblici e privati. A tal
fine, le imprese trasmettono, entro la data di chiusura dei termini
di presentazione delle domande, copia autentica degli accordi
stipulati con le Universita’ e/o i Centri di ricerca unitamente a
copia autentica dei singoli contratti di stages;
f) 0,25 % per i programmi proposti da imprese che, alla data di
presentazione del Modulo di domanda, risultino dotate, nell’unita’
produttiva oggetto del programma, di strutture adibite ad asili nido
conformi alla vigente normativa in materia, nonche’ per i programmi
proposti da imprese che abbiano ottenuto, con riferimento
all’esercizio precedente la medesima data, la riduzione tariffaria
dei premi per l’assicurazione contro gli infortuni sul lavoro di cui
agli articoli 19 e 24 del decreto del Ministro del lavoro e della
previdenza sociale del 12 dicembre 2000. A tal fine, le imprese
trasmettono, entro la data di chiusura dei termini di presentazione
delle domande, relativamente alle strutture adibite ad asili nido,
copia dell’autorizzazione rilasciata dal Comune competente,
relativamente alla dimostrazione della riduzione tariffaria
riconosciuta, copia del relativa provvedimento dell’INAIL;
g) 1 % per i programmi proposti da imprese che, alla data di
presentazione del Modulo di domanda, risultino costituite da non piu’
di un anno; per le imprese individuali si fa riferimento alla data di
iscrizione nel registro delle imprese.
6.6 Il punteggio complessivo che il programma consegue e che
determina la posizione dello stesso in graduatoria e’ ottenuto
sommando algebricamente i valori degli indicatori, eventualmente
maggiorati in base alle premialita’ sopra indicate, normalizzati (si
veda l’Appendice).
Il Ministero si riserva di sottoporre a verifica a consuntivo il
valore degli indicatori suscettibili di subire variazioni al fine di
evidenziarne gli eventuali scostamenti in diminuzione rispetto a
quelli posti a base per la formazione delle graduatorie. Ai fini
della verifica concernente l’indicatore n. 2 di cui al precedente
punto 6.3 l’investimento complessivo da computare e’ il minore tra
quello ammesso in via definitiva e quello ammesso in via provvisoria.
6.7 Per i programmi utilmente collocati in graduatoria, il
Ministero adotta i decreti di concessione provvisoria, nei limiti
delle risorse finanziarie assegnate per il contributo in conto
capitale e per il finanziamento agevolato, procedendo in ordine
decrescente dal primo e fino ad esaurimento delle risorse stesse; per
i programmi non agevolabili a causa dell’esaurimento delle risorse e
per quelli definiti con esito istruttorio negativo, adotta i relativi
provvedimenti di diniego e di esclusione. Tutti i provvedimenti
adottati sono trasmessi alle banche concessionarie, che curano il
conseguente invio alle imprese, agli istituti collaboratori e,
limitatamente ai provvedimenti di concessione, ai soggetti agenti di
cui al successivo punto 6.8.
Qualora il fabbisogno finanziario dell’ultimo programma agevolabile
di ciascuna graduatoria, ad eccezione di quelle speciali, dovesse
essere solo in parte coperto dalle disponibilita’ residue, si procede
alla concessione della somma pari a dette disponibilita’ residue,
agevolando, comunque, l’intero programma. E’ fatta salva la facolta’
per l’impresa interessata di rinunciare formalmente a dette
agevolazioni ridotte e di richiedere l’inserimento nel bando
successivo come specificato nel precedente punto 5.5. Eventuali somme
che dovessero rendersi disponibili a seguito di successive esclusioni
dalle graduatorie, di rinunce o di revoche delle agevolazioni
concesse, affluiscono nelle disponibilita’ dell’anno o del bando
successivo.
Il decreto di concessione, oltre ad indicare l’impresa
beneficiaria, la tipologia del programma agevolato e l’ubicazione
dell’unita’ produttiva, indica, separatamente per i beni acquistati
direttamente dall’impresa e per quelli acquisiti in locazione
finanziaria, gli investimenti ammessi alle agevolazioni suddivisi per
capitolo di spesa e l’ammontare delle agevolazioni totali, articolate
in contributo in conto capitale e finanziamento agevolato, e di
ciascuna delle due o, secondo il caso, tre quote del contributo in
conto capitale. Il decreto stabilisce, tra l’altro, a carico
dell’impresa titolare, i seguenti obblighi:
a) di dichiarare, prima dell’erogazione delle agevolazioni, di
non aver ottenuto dopo la presentazione della domanda di agevolazione
o, in caso contrario, di aver restituito e, comunque di rinunciare ad
ottenere, per i beni del programma oggetto della concessione, aiuti
di stato di qualsiasi natura in base ad altre leggi nazionali,
regionali o comunitarie o comunque concesse da enti o istituzioni
pubbliche, fatti salvi gli aiuti concessi secondo la regola de
minimis;
b) di ottemperare, prima dell’erogazione delle agevolazioni, ad
eventuali condizioni particolari specificatamente indicate nel
decreto medesimo;
c) di non distogliere dall’uso previsto le immobilizzazioni
materiali o immateriali agevolate, prima di cinque anni dalla
relativa data di entrata in funzione;
d) di osservare nei confronti dei lavoratori dipendenti le norme
sul lavoro ed i contratti collettivi di lavoro;
e) di ultimare il programma entro 24 o, secondo il caso, 48 mesi
dalla data del decreto di concessione provvisoria delle agevolazioni,
fatti salvi i minori termini eventualmente previsti per consentire
l’ammissibilita’ del programma medesimo al cofinanziamento
comunitario (si veda il precedente punto 1.8);
f) di realizzare la quota di investimenti necessaria per
l’erogazione a stato di avanzamento della prima quota di contributo
in conto capitale entro diciotto o, secondo il caso, trentasei mesi
dalla data del decreto di concessione;
g) di comunicare tempestivamente, e comunque entro i termini
prescritti, la data di ultimazione del programma e, nel caso di
programma che preveda l’acquisizione, in tutto o in parte, di beni in
locazione finanziaria, di trasmettere copia dell’ultimo verbale di
consegna dei beni;
h) di osservare le specifiche norme settoriali anche appartenenti
all’ordinamento comunitario;
i) limitatamente ai programmi di investimento relativi al settore
«Industria», di non modificare, nel corso di realizzazione del
programma agevolato, l’attivita’ economica alla quale sono destinati
gli investimenti del programma stesso con conseguente inquadramento
in una «divisione» (due cifre) della Classificazione ISTAT 2002
diversa da quella indicata al punto B4.2 della Scheda Tecnica, come
eventualmente modificata in sede istruttoria;
l) limitatamente ai programmi di investimento relativi al settore
«Turismo», di non modificare, nel corso di realizzazione del
programma agevolato, l’indirizzo produttivo dell’impianto, con cio’
trasformando l’attivita’ esercitata nell’unita’ produttiva
interessata dal programma stesso da ricettiva a non ricettiva o
viceversa;
m) limitatamente ai programmi di investimento relativi al settore
«Commercio», di non modificare, nel corso di realizzazione del
programma agevolato, l’attivita’ alla quale sono destinati gli
investimenti del programma stesso con conseguente inquadramento:
– per le attivita’ di cui alle lettere c1), c2), c3), c4) e c6)
dell’art. 2, comma 4 del decreto attuativo, in una «divisione» (due
cifre) della Classificazione ISTAT 2002 diversa da quella indicata al
punto B4.2 della Scheda Tecnica, come eventualmente modificata in
sede istruttoria;
– per le attivita’ di cui alla lettera c5) dello stesso art. 2,
comma 4, in una diversa da quella indicata al punto B4.2 della Scheda
Tecnica, come eventualmente modificata in sede istruttoria;
n) di stipulare il contratto di finanziamento entro novanta
giorni dal ricevimento del decreto di concessione provvisoria delle
agevolazioni, fatto salvo quanto previsto in relazione agli
investimenti da realizzare tramite locazione finanziaria (si veda il
punto 6.8);
o) di ottemperare agli impegni assunti con il contratto di
finanziamento e di non procedere alla sua estinzione anticipata prima
dell’erogazione a saldo del contributo in conto capitale;
p) di restituire le somme ottenute a seguito della concessione e
non dovute, maggiorate di un interesse pari al tasso ufficiale di
riferimento (TUR) vigente alla data dell’erogazione, fatti salvi i
casi in cui sono applicabili le maggiorazioni di tasso e le sanzioni
di cui all’art. 9 del decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 123.
6.8 Il contratto di finanziamento, relativo sia alla quota
agevolata che a quella ordinaria, e’ stipulato, successivamente alla
concessione delle agevolazioni ed entro novanta giorni dalla data di
ricevimento del decreto di concessione provvisoria da parte
dell’impresa, tra l’impresa beneficiaria e il soggetto agente, ossia
il soggetto che ha sottoscritto, con la Cassa depositi e prestiti e
il Ministero delle attivita’ produttive, la convenzione di cui alla
delibera CIPE n. 76 del 15 luglio 2005 per lo svolgimento delle
attivita’ relative alla stipula, all’erogazione ed alla gestione del
finanziamento; il soggetto agente puo’ coincidere con la banca
concessionaria o e’ da quest’ultima indicato. La stipula del
contratto e’ perfezionata, in conformita’ alle disposizioni del
decreto attuativo, sulla base dell’avvenuta conferma, da parte del
soggetto finanziatore, dell’accordo e del mandato interbancario
previsti dalla predetta convenzione. Per i programmi soggetti alla
notifica alla Commissione europea, il contratto e’ stipulato
successivamente al provvedimento del Ministero delle attivita’
produttive relativo agli esiti di detta notifica ed entro novanta
giorni dalla data di ricevimento del decreto medesimo.
Nel caso di investimenti da realizzare mediante locazione
finanziaria, il contratto di finanziamento, relativo alla sola quota
agevolata, e’ stipulato tra il succitato soggetto agente e la
societa’ di leasing in relazione a ciascun contratto di leasing,
successivamente alla concessione delle agevolazioni e, comunque, dopo
la consegna dei beni; se il contratto di leasing prevede piu’
consegne o piu’ stati di avanzamento il contratto di finanziamento
agevolato potra’ essere stipulato dopo la prima consegna o dopo il
primo stato di avanzamento.
E’ possibile stipulare un solo contratto di finanziamento agevolato
a fronte di piu’ contratti di leasing, a condizione che la scadenza
di questi ultimi consentano di stabilire una scadenza univoca per il
finanziamento agevolato e di attribuire in proporzione ai singoli
contratti di leasing l’importo del predetto finanziamento agevolato.
In tal caso il finanziamento agevolato e’ stipulato dopo l’ultima
consegna e, ai fini di quanto precisato al precedente punto 2.3 per i
contratti di leasing gia’ in decorrenza, tenendo conto del valore
complessivo del debito residuo in linea capitale di tutti i contratti
di leasing medesimi.
Il contratto di finanziamento agevolato e’ stipulato entro e non
oltre novanta giorni dalla data di ricevimento del decreto di
concessione provvisoria delle agevolazioni da parte della societa’ di
leasing, ovvero, qualora a tale data i beni oggetto del contratto di
leasing non siano stati ancora consegnati, entro novanta giorni dalla
data di consegna dei beni medesimi.
Successivamente alla stipula, la banca concessionaria acquisisce
dal soggetto agente copia del contratto di finanziamento.
La banca concessionaria e’ tenuta a comunicare al soggetto agente
le modifiche soggettive ed oggettive che intervengono in relazione
all’iniziativa agevolata.
7 – Erogazione delle agevolazioni.
7.1 Le erogazioni in favore dell’impresa o dell’istituto
collaboratore, sia del contributo in conto capitale sia del
finanziamento, avvengono per stato d’avanzamento, sulla base della
documentazione di spesa di cui al punto 7.4.
Il contributo in conto capitale e’ reso disponibile dal Ministero
in due o tre quote annuali di pari ammontare, la prima delle quali il
giorno successivo alla stipula del contratto di finanziamento di cui
al punto 6.8 e le altre dal primo gennaio di ciascuno degli anni
successivi; in particolare, detta disponibilita’ e’ in due quote nel
caso in cui il programma da agevolare venga ultimato entro i 24 mesi
successivi alla data del decreto di concessione provvisoria delle
agevolazioni e l’impresa ne abbia fatta esplicita richiesta nella
Scheda Tecnica, in tre quote negli altri casi. Sono esclusi dalla
possibilita’ di richiedere due quote i programmi soggetti alla
notifica alla Commissione europea. Ai fini delle erogazioni del
contributo in conto capitale, l’impresa, o l’istituto collaboratore,
deve comprovare, di avere sostenuto:
– nel caso di due erogazioni: almeno la meta’ della spesa
complessiva approvata per la prima erogazione ed il totale della
stessa, come eventualmente aggiornato a seguito dell’ultimazione del
programma, per la seconda;
– nel caso di tre erogazioni: almeno un terzo della spesa
complessiva approvata per la prima erogazione, almeno i due terzi per
la seconda ed il totale della stessa, come eventualmente aggiornato a
seguito dell’ultimazione del programma, per la terza.
Ai fini di cui sopra si fa riferimento alla data dell’effettivo
pagamento delle fatture e degli altri titoli di spesa. In ogni caso
il raggiungimento, alla data della disponibilita’, di uno stato
d’avanzamento superiore a quello corrispondentemente necessario, non
puo’ dare luogo ad una erogazione superiore a quella predeterminata,
ne’ il raggiungimento del necessario stato d’avanzamento prima della
data della disponibilita’, puo’ dare luogo ad un’erogazione
anticipata.
La prima quota del solo contributo in conto capitale puo’, su
richiesta, essere svincolata dall’avanzamento del programma ed essere
erogata a titolo di anticipazione, previa presentazione di
fideiussione bancaria o polizza assicurativa irrevocabile,
incondizionata ed escutibile a prima richiesta a favore del Ministero
delle attivita’ produttive, rilasciata in stretta conformita’ alle
disposizioni di cui alla circolare del Ministero stesso del 27 maggio
2005; conseguentemente, l’escussione della fideiussione e/o della
polizza avviene sulla base della sola richiesta della banca
concessionaria che abbia accertato la sussistenza dei presupposti di
cui all’art. 11, comma 1 del decreto attuativo. Detta garanzia
fideiussoria, redatta secondo lo schema riportato all’allegato n. 22,
e’ sottoscritta con firma autenticata ed e’ completa di attestazione
dei poteri di firma del/dei sottoscrittore/i, pena il non
accoglimento della stessa. Le garanzie possono essere prestate dalle
banche, dalle imprese di assicurazioni indicate nella legge 10 giugno
1982, n. 348 e dagli intermediari finanziari iscritti nell’elenco
speciale previsto dall’art. 107 del decreto legislativo 1° settembre
1993, n. 385. Qualora la garanzia sia rilasciata dalla medesima banca
concessionaria, la firma puo’ non essere autenticata e possono essere
omessi i poteri di firma.
L’erogazione del finanziamento avviene in non piu’ di sei quote,
ovvero in non piu’ di tre quote se per il contributo in conto
capitale e’ prevista l’erogazione in due quote. Ciascuna quota del
finanziamento e’ erogata in misura corrispondente allo stato di
avanzamento del programma. Per lo stato di avanzamento si tiene
conto, indipendentemente dall’avvenuto pagamento delle forniture,
della data delle fatture e degli altri titoli di spesa, per quanto
riguarda i beni acquistati o realizzati direttamente, ovvero della
data di consegna dei beni oggetti del contratto di leasing per quanto
riguarda i beni da acquisire in locazione finanziaria; nel caso di
fatture e titoli di spesa documentati e non pagati l’erogazione del
finanziamento dovra’ essere utilizzata esclusivamente per il
pagamento degli stessi. Ai fini dell’erogazione del finanziamento
agevolato, ciascuna richiesta riguarda stati di avanzamento riferiti
ad un periodo non inferiore a sei mesi.
7.2 Nei casi di riduzione del programma di spesa, prima di
procedere all’erogazione delle quote residue di contributo in conto
capitale in favore, secondo il caso, dell’impresa o dell’istituto
collaboratore, la banca concessionaria procede al ricalcolo della
singola quota costante erogabile. Qualora l’impresa debba comunque
restituire quote di contributo gia’ erogate, la stessa puo’ attivare,
in alternativa alla detrazione delle somme, di cui all’art. 11, comma
8 del decreto attuativo, una procedura di compensazione. A tal fine,
e’ necessario che l’impresa medesima ne faccia esplicita richiesta
alla banca concessionaria e che la stessa non abbia provveduto alla
restituzione all’atto della prima erogazione utile successiva. In
tale ultima circostanza, la banca concessionaria richiede al
Ministero la quota spettante al netto dell’importo, in linea
capitale, che l’impresa stessa deve restituire. I relativi interessi
e le eventuali maggiorazioni sono trattenute dalla banca al momento
dell’erogazione e successivamente restituite al Ministero. Detti
interessi sono computati dal momento dell’erogazione all’impresa
delle somme non dovute, comprensive delle eventuali relative
maggiorazioni, fino alla data della valuta della prima erogazione
utile successiva.
7.3 Ai fini di ciascuna erogazione sia del contributo in conto
capitale sia del finanziamento agevolato, l’impresa, per i beni
acquistati o realizzati direttamente, e/o l’istituto collaboratore,
per i beni acquisiti in locazione finanziaria, trasmettono alla banca
concessionaria una richiesta corredata della documentazione di cui
all’allegato n. 23 nonche’ della documentazione di spesa di cui al
successivo punto 7.4 (quest’ultima non deve essere allegata nel caso
di richiesta a titolo di anticipazione). La richiesta di erogazione e
la documentazione di spesa devono essere cucite tra loro e firmate o
timbrate a cavallo di ciascuna coppia di fogli. La richiesta di
erogazione per stato di avanzamento presentata dall’istituto
collaboratore deve essere inoltre accompagnata da una dichiarazione
dell’impresa, concernente le spese ed i relativi beni cui si
riferisce la richiesta di erogazione medesima.
Le richieste di erogazione e le dichiarazioni devono essere
formulate, a seconda dei casi, in base agli schemi seguenti, avendo
cura di ricopiare il relativo testo, omettendo le ipotesi che non
ricorrono, onde evitare cancellazioni o abrasioni:
allegato n. 24: Richiesta di erogazione dell’impresa a titolo di
anticipazione;
allegato n. 25: Richiesta di erogazione dell’istituto
collaboratore a titolo di anticipazione;
allegato n. 26: Richiesta di erogazione dell’impresa a stato di
avanzamento per investimenti inferiori a 1.500.000,00 euro;
allegato n. 27: Richiesta di erogazione dell’impresa a stato di
avanzamento per investimenti pari o superiori a 1.500.000,00 euro;
allegato n. 28: Richiesta di erogazione dell’istituto
collaboratore a stato di avanzamento;
allegato n. 29: Dichiarazione dell’impresa da allegare alla
richiesta di erogazione a stato di avanzamento dell’istituto
collaboratore per investimenti inferiori a 1.500.000,00 euro;
allegato n. 30: Dichiarazione dell’impresa da allegare alla
richiesta di erogazione a stato di avanzamento dell’istituto
collaboratore per investimenti pari o superiori a 1.500.000,00 euro.
In relazione alle spese cui si riferisce la richiesta di
erogazione, si precisa che le stesse non possono comprendere quelle
che la banca concessionaria ha ritenuto non ammissibili, indicandole
nella comunicazione di cui al precedente punto 5.7.
La richiesta di erogazione relativa all’ultimo stato di avanzamento
deve essere trasmessa entro e non oltre sei mesi dalla data di
ultimazione del programma o, per i programmi gia’ ultimati alla data
di ricevimento del decreto di concessione provvisoria, entro e non
oltre sei mesi da quest’ultima data (per i programmi che possono
essere ammessi al cofinanziamento, si veda il precedente punto 1.9).
Alla scadenza dei sei mesi, in assenza di gravi e giustificati motivi
– che, comunque, devono essere comunicati con congruo anticipo alla
banca concessionaria – quest’ultima propone la revoca delle
agevolazioni al Ministero il quale procede alla emanazione del
conseguente decreto.
L’impresa deve inoltre comunicare alla banca concessionaria, con
dichiarazione resa dal legale rappresentante o da suo procuratore
speciale, entro trenta giorni dall’ultimazione del programma, ovvero
entro trenta giorni dalla data di ricevimento del decreto di
concessione provvisoria per i programmi gia’ ultimati a tale data, la
data di ultimazione del programma medesimo e di entrata in funzione
degli impianti. In considerazione del fatto che dalla data di entrata
in funzione decorre il periodo di cinque anni di cui all’art. 11,
comma 1 del decreto attuativo durante il quale i beni agevolati non
possono essere distolti dall’uso previsto, pena la revoca totale o
parziale delle agevolazioni, la data di entrata in funzione coincide,
convenzionalmente, con quella di ultimazione; e’ tuttavia data
facolta’ alle imprese, in caso di programmi articolati, per i quali
l’entrata in funzione degli impianti puo’ anche in parte precedere
l’ultimazione del programma, di rendere piu’ dichiarazioni di entrata
in funzione, relative a blocchi di investimento funzionalmente
autonomi. In tale ultimo caso l’impresa deve individuare, con
ciascuna dichiarazione, i beni del relativo blocco funzionalmente
autonomo, facendo anche riferimento ai relativi numeri di
identificazione riportati nell’elenco di cui al precedente punto
3.13. Ai fini di cui sopra, la data di ultimazione del programma e’
quella definita al precedente punto 3.12. Per i programmi riguardanti
solo beni in locazione finanziaria, ovvero per quelli che ne
comprendono parte ed il cui ultimo verbale di consegna e’ successivo
alla data dell’ultimo titolo di spesa relativo ai beni acquistati
direttamente dall’impresa, la dichiarazione attestante la data di
ultimazione del programma e’ sostituita dall’ultimo verbale di
consegna dei beni; l’impresa trasmette contestualmente copia della
comunicazione concernente la detta data alla societa’ di leasing ai
fini del rispetto del termine di cui all’art. 9, comma 1 del decreto
attuativo.
7.4 La documentazione di spesa consiste in:
a) copia autentica delle fatture o delle altre documentazioni
fiscalmente regolari, ovvero, ove consentite, commesse interne di
lavorazione. Le copie autentiche possono essere predisposte anche
dalla banca concessionaria, previa esibizione, da parte dell’impresa,
dei documenti in originale e copia. In alternativa, la documentazione
in argomento puo’ consistere in elenchi o in elaborati di
contabilita’ industriale riepilogativi dei suddetti titoli; in questo
caso i titoli devono essere riepilogati per capitolo di spesa e per
ciascuno deve essere indicato il numero e la data, il fornitore, una
chiara e completa descrizione sufficiente all’univoca individuazione
delle singole immobilizzazioni acquisite ed il relativo importo al
netto dell’I.V.A. Qualora la banca concessionaria non dovesse
riscontrare la rispondenza dei predetti elenchi e/o elaborati alle
suddette indicazioni, con particolare riferimento alla chiara
descrizione delle singole immobilizzazioni acquisite, deve restituire
la documentazione di spesa all’impresa o all’istituto collaboratore,
dandone, in quest’ultimo caso, comunicazione all’impresa stessa.
L’eventuale ripresentazione, secondo le suddette indicazioni, della
documentazione di spesa oltre i sei mesi di cui al precedente punto
7.3, puo’ dare luogo all’attivazione delle ivi richiamate procedure
di revoca delle agevolazioni concesse;
b) copia della documentazione di cui al precedente punto 3.13
utile a comprovare il requisito di nuovo di fabbrica dei macchinari,
impianti e attrezzature oggetto delle richieste di erogazione;
c) dichiarazione ed allegato elenco dei macchinari, impianti e
attrezzature di cui al precedente punto 3.13;
d) copia della documentazione comprovante l’avvenuto pagamento
delle forniture ovvero l’elenco delle fatture non ancora pagate per
le quali si richiede il pagamento mediante l’erogazione del
finanziamento. Ai fini della richiesta di erogazione delle quote di
contributo in conto capitale si tiene conto esclusivamente delle
fatture e degli altri titoli di spesa pagati.
I beni cui si riferisce la documentazione di spesa devono essere
fisicamente individuabili e presenti presso l’unita’ produttiva
interessata dal programma di investimenti alla data della richiesta,
ad eccezione di quelli per i quali il titolo di spesa documentato
costituisce acconto e di quelli acquistati con contratti «chiavi in
mano».
Gli originali della documentazione di spesa sopra indicata devono
comunque essere tenuti a disposizione dall’impresa per gli
accertamenti, i controlli e le ispezioni previsti dal decreto
attuativo. Si precisa altresi’ che l’impresa deve riportare sugli
originali dei titoli di spesa, in modo indelebile, la dicitura «Spesa
di euro … … dichiarata per la …(prima, seconda, terza)…
erogazione del prog. n……. ex legge n. 488/1992».
Le commesse interne di lavorazione, ove consentite, devono
esplicitare l’oggetto della commessa stessa, le date di apertura e
chiusura, i materiali impiegati, distinti tra acquisti e prelievi da
magazzino, con gli estremi dei documenti di spesa ed il relativo
costo, il numero degli addetti impiegati, suddivisi per categoria, e
delle rispettive ore di lavorazione ed il relativo costo, le spese
generali in misura congrua rispetto ai costi di gestione e, comunque,
non superiore al 25% del costo della manodopera utilizzata. Il costo
dei materiali prelevati dal magazzino e’ quello di inventario, con
esclusione di qualsiasi ricarico. Il costo del personale e’
determinato in base a quello orario medio, ottenuto dividendo la
retribuzione annua media della categoria di appartenenza, comprensiva
di oneri sociali, per il numero di ore lavorative annue della
categoria medesima, secondo i contratti di lavoro e dedotto il 5% per
assenze dovute a cause varie.
Alle commesse interne deve essere allegato l’elenco delle fatture
di acquisto o dei buoni di prelievo dei materiali, nonche’ un
prospetto riepilogativo dei dati concernenti le prestazioni di
manodopera contenente, per ciascun mese di esecuzione della commessa,
il numero degli addetti impiegati, suddiviso per categoria, e quello
delle ore prestate, e la relativa valorizzazione oraria. In calce a
detto prospetto il legale rappresentante dell’impresa deve attestare,
ai sensi e per gli effetti di cui agli articoli 47 e 76 del decreto
del Presidente della Repubblica n. 445 del 28 dicembre 2000, che le
valorizzazioni sono state effettuate sulla base della retribuzione
annua media, come in precedenza determinata, e del numero di
dipendenti che hanno prestato la loro opera per la realizzazione
della commessa.
7.5 La banca concessionaria accerta la vigenza dell’impresa
beneficiaria delle agevolazioni, la completezza e la pertinenza al
programma agevolato della documentazione esibita dall’impresa stessa
o dall’istituto collaboratore e, in relazione ad ogni stato di
avanzamento utile per l’erogazione della corrispondente quota di
contributo in conto capitale, effettua anche il sopralluogo per le
verifiche sugli investimenti realizzati presso l’unita’ produttiva
oggetto del programma.
Effettuati i predetti adempimenti, le banche concessionarie, entro
il termine di trenta giorni lavorativi dalla data di presentazione
della documentazione di cui al punto 7.4 e, per il contributo in
conto capitale, non prima della data della disponibilita’, richiedono
al Ministero e al soggetto agente l’erogazione delle quote di
contributo in conto capitale e di finanziamento corrispondenti allo
stato di avanzamento presentato dall’impresa ed accertato dalle
banche concessionarie medesime, inserendo il relativo programma nel
primo elenco utile di cui al punto 7.6.
Per quanto riguarda il contributo in conto capitale, al momento
dell’erogazione dell’ultima quota e’ trattenuto il 10% del contributo
totale concesso, da conguagliare successivamente alla concessione
definitiva di cui al punto 8.2; qualora, in relazione alla
documentazione di spesa relativa all’ultimo stato di avanzamento,
emergano elementi tali da condurre ad una sensibile riduzione del
contributo concesso in via provvisoria, la banca concessionaria
richiede l’ultima quota dopo aver proceduto al ricalcolo della
singola quota erogabile e procede altresi’ a ricalcolare l’importo
del finanziamento agevolato spettante, dandone comunicazione al
soggetto agente ai fini dell’erogazione a saldo del finanziamento
medesimo.
7.6 Il Ministero accredita le quote di contributo in conto capitale
presso i conti correnti aperti dalle banche concessionarie, uno per
ciascuna banca. A tal fine le banche concessionarie trasmettono al
Ministero l’elenco dei programmi agevolati per i quali, a seguito di
richiesta di erogazione da parte delle imprese o degli istituti
collaboratori interessati, hanno verificato con esito positivo le
condizioni per l’erogazione medesima; l’inserimento del singolo
programma nell’elenco puo’ avvenire a partire dal giorno successivo
alla stipula del contratto di finanziamento di cui al punto 6.8, per
la prima quota, e a partire dal 1° gennaio del primo anno successivo
e del secondo anno successivo, rispettivamente, per la seconda e la
terza quota. La trasmissione degli elenchi avviene con cadenza
quindicinale, alla meta’ ed alla fine di ciascun mese. Al ricevimento
degli elenchi, il Ministero provvede nei tempi piu’ solleciti ad
accreditare, sui predetti conti, le quote di contributo richieste
ovvero a comunicare i nominativi delle imprese per le quali non e’
possibile procedere all’erogazione. Tali somme sono quindi erogate
alle imprese o agli istituti collaboratori entro cinque giorni
lavorativi dall’intervenuto accreditamento. L’impresa puo’ provvedere
tempestivamente ai propri adempimenti, cosi’ da attivare le suddette
procedure di erogazione della singola quota fin dallo stesso giorno
della disponibilita’.
Relativamente al finanziamento, il soggetto agente, anche sulla
base delle richieste delle banche concessionarie, accredita le
singole quote sul conto corrente indicato dall’impresa o
dall’istituto collaboratore secondo le modalita’ previste nel
contratto di finanziamento e nei mandati conferiti dalla Cassa
depositi e prestiti e dal soggetto finanziatore per la gestione del
finanziamento ai sensi della convenzione di cui al punto 6.8. A tal
fine le banche concessionarie trasmettono al soggetto agente l’elenco
dei programmi agevolati per i quali, a seguito di richiesta di
erogazione da parte delle imprese o degli istituti collaboratori
interessati, hanno verificato con esito positivo le condizioni per
l’erogazione medesima. La trasmissione degli elenchi avviene con
cadenza quindicinale, alla meta’ ed alla fine di ciascun mese. Il
soggetto agente comunica alla banca concessionaria l’avvenuto
accreditamento delle somme ai beneficiari ovvero i casi per i quali
non e’ possibile procedere all’erogazione.
7.7 Nel caso in cui il programma preveda, in tutto o in parte,
l’acquisizione di beni in locazione finanziaria, le singole
erogazioni vengono richieste alla banca concessionaria dall’istituto
collaboratore e, separatamente, anche dall’impresa, ciascuno per la
parte di contributo relativo alle spese ammesse e sostenute di
propria competenza, e vengono disposte in favore del richiedente.
Con riferimento al contributo in conto capitale, l’istituto
collaboratore, a partire dalla prima erogazione, trasferisce
all’impresa il contributo nell’arco del quinquennio successivo alla
data di decorrenza di ciascun contratto, indipendentemente dalla
durata dello stesso; cio’ avviene per rate semestrali posticipate
determinate sulla base dell’ammontare di ciascuna quota di contributo
erogata. Nel caso di investimenti realizzati con piu’ contratti di
locazione, la quota di contributo erogata andra’ attribuita
prioritariamente ai contratti gia’ entrati in decorrenza, a partire
dal primo, nel limite del contributo relativo a ciascun contratto
medesimo.
Il primo trasferimento comprende le eventuali quote di contributo
relative ai semestri gia’ scaduti e gli interessi sulle erogazioni
gia’ effettuate dalla banca concessionaria, calcolati con
capitalizzazione annua al tasso ufficiale di riferimento (T.U.R.) in
vigore al momento delle singole erogazioni stesse, per il periodo
intercorrente tra la data di valuta di ciascuna erogazione e quella
dell’effettivo trasferimento. I successivi trasferimenti
comprenderanno anche gli interessi maturati nel semestre sul residuo
contributo, calcolati con capitalizzazione annua al detto tasso
vigente al momento delle singole erogazioni. L’istituto collaboratore
comunica alla banca concessionaria l’avvenuto accreditamento
all’impresa di ciascuna rata di contributo.
Con riferimento al finanziamento agevolato, l’istituto
collaboratore, a partire dalla prima erogazione del finanziamento
medesimo, provvede alla riduzione dei canoni di locazione finanziaria
e, in caso di preammortamento, degli interessi di prelocazione, in
modo da garantire che il beneficio del finanziamento agevolato venga
trasferito all’impresa beneficiaria. A tal fine, il canone e/o la
rata di interessi di prelocazione dovuti dall’impresa beneficiaria in
relazione a ciascun contratto di leasing saranno composti da una
quota, corrispondente al finanziamento agevolato concesso per quel
contratto, determinata al tasso agevolato e da una rimanente quota
determinata a tasso di mercato. L’istituto collaboratore comunica
alla banca concessionaria il piano di rimborso dei canoni come sopra
determinati.
Nel caso in cui l’erogazione del finanziamento agevolato avvenga
successivamente alla decorrenza del contratto di leasing, la
riduzione dei canoni si applica a partire dal primo canone con
scadenza successiva alla data della predetta erogazione.
7.8 E’ consentito che l’impresa titolare delle agevolazioni rilasci
regolare procura speciale all’incasso o cessione di credito in
relazione al contributo in conto capitale. A tal fine:

– sia la procura speciale all’incasso che la cessione di credito
non possono essere rilasciate in favore della banca concessionaria
incaricata dell’istruttoria ne’ dei propri istituti collaboratori;
cio’ in considerazione della commistione di interessi contrastanti
che verrebbe in tal caso a determinarsi in capo a tali soggetti a
causa della sovrapposizione di compiti da un canto di natura
pubblicistica e dall’altro di natura privatistica;
– e’ consentito che cio’ avvenga in favore di quei soggetti che
non svolgono funzioni con incidenza diretta nel procedimento di
concessione ed erogazione di cui si tratta e, quindi, anche le altre
banche concessionarie ed i relativi istituti collaboratori, questi
ultimi, naturalmente, purche’ non siano contemporaneamente
collaboratori della banca concessionaria incaricata dell’istruttoria;
– sia le cessioni di credito che le procure all’incasso devono
essere notificate dall’impresa cedente unicamente alla banca
concessionaria incaricata dell’istruttoria che, previo espletamento,
limitatamente alla cessione di credito, degli accertamenti sugli
esiti della prevista certificazione antimafia nei confronti del
cessionario (con esclusione dei soggetti considerati «pubblici»), che
deve essere acquisita dalla banca concessionaria medesima, e la
redazione di formale presa d’atto – da notificare al Ministero delle
attivita’ produttive in caso di cessione – provvede all’erogazione
nei confronti del nuovo soggetto titolato all’incasso.
8 – Concessioni definitive.
8.1 Entro novanta giorni dal ricevimento della richiesta di
erogazione relativa all’ultimo stato di avanzamento ovvero
dell’eventuale ulteriore documentazione ritenuta necessaria per gli
accertamenti richiesti dalla normativa, le banche concessionarie
provvedono a redigere una relazione sullo stato finale del programma
di investimenti, secondo gli schemi concordati con il Ministero,
contenente gli elementi indicati all’art. 12, comma 7 del decreto
attuativo, nonche’ notizie in merito all’eventuale sussistenza di
procedure di fallimento, liquidazione coatta amministrativa e
amministrazione controllata, e/o, qualora previsto, di cause ostative
ai sensi della vigente normativa antimafia.
La relazione finale e’ trasmessa al Ministero unitamente alla
documentazione di spesa relativa all’intero programma – ad eccezione
dei programmi la cui spesa ammessa risulta inferiore a 1.500.000,00
euro, la cui documentazione viene trattenuta dalle banche
concessionarie – e alla richiesta di erogazione relativa all’ultimo
stato di avanzamento. La documentazione di spesa di cui al punto 7.4
lettera a) deve essere vistata, punzonata o timbrata a secco dalla
banca concessionaria per attestazione della pertinenza e congruita’
delle singole spese proposte ed inoltre, qualora la documentazione
stessa consista nelle copie delle fatture, per attestazione di
conformita’ delle copie stesse agli originali accompagnati da idonea
attestazione dell’avvenuto pagamento.
8.2 Ricevuta la relazione finale di spesa ed i relativi allegati da
parte della banca concessionaria il Ministero, per i programmi con
spesa ammessa in via provvisoria pari o superiore a 1.500.000,00
euro, dispone accertamenti sull’avvenuta realizzazione del programma
di investimenti attraverso apposite commissioni, allo scopo di
verificare l’ultimazione dei lavori, la presenza, pur a campione, dei
beni riportati nell’elenco di cui al precedente punto 3.13, la
tipologia dell’iniziativa realizzata, lo stato di attivita’
dell’unita’ produttiva, gli obiettivi produttivi conseguiti con il
programma agevolato, il rispetto delle norme urbanistiche e di quelle
per la tutela dell’ambiente mediante l’acquisizione di idonea
documentazione, nonche’ le condizioni di ammissibilita’ dei singoli
titoli di spesa, cosi’ come proposte dalla banca concessionaria, in
relazione alla natura degli investimenti ed ai divieti, limitazioni e
condizioni di cui all’art. 4 del decreto attuativo, al precedente
punto 3.9 e ad altre direttive all’uopo emanate dal Ministero.
Per i programmi la cui spesa ammessa risulta inferiore a
1.500.000,00 euro, l’accertamento sulla realizzazione del programma
da parte del Ministero consiste nella verifica della sussistenza e
della completezza della relazione finale e delle dichiarazioni
contenute nella richiesta di erogazione relativa all’ultimo stato di
avanzamento.
Sulla base di una relazione monografica riassuntiva degli esiti di
detti accertamenti, il Ministero emana il decreto di concessione
definitivo, dando disposizioni alla banca concessionaria di erogare
quanto ancora dovuto all’impresa, ivi compreso il 10% di cui al
precedente punto 7.5. Qualora sia decorso il termine di cui all’art.
13, comma 5 del decreto attuativo, si procede come disciplinato dallo
stesso articolo. Detto provvedimento e’ trasmesso alle banche
concessionarie per il conseguente invio alle imprese, agli istituti
collaboratori, in presenza di beni acquisiti in locazione
finanziaria, e ai soggetti agenti.
9 – Revoche.
9.1 Il Ministero procede alla revoca parziale o totale delle
agevolazioni, autonomamente o su segnalazione motivata da parte della
banca concessionaria, previo eventuale accertamento ispettivo sulle
inadempienze da parte dell’impresa. Il decreto di revoca dispone,
inoltre, l’eventuale recupero delle somme erogate, indicandone le
modalita’ ed e’ altresi’ trasmesso dalla banca concessionaria al
soggetto agente.
Con riferimento all’art. 11, comma 1 del decreto attuativo, danno
luogo a revoca totale le infrazioni o le inadempienze di cui alle
lettere c), d), f), g), h), i), l), m); danno luogo a revoca totale o
parziale quelle di cui alle lettere a), b) ed e).
In relazione a quanto indicato alla lettera a), si precisa che la
revoca delle agevolazioni e’ parziale, qualora il cumulo riguardi
singoli beni e qualora tale cumulo sia stato oggetto della specifica
dichiarazione prevista successivamente alla concessione provvisoria e
prima dell’erogazione delle agevolazioni; la revoca e’ totale in
tutti gli altri casi, in particolare qualora il mancato rispetto
venga rilevato nel corso degli accertamenti o delle ispezioni di cui
agli articoli 13 e 14 del decreto attuativo, senza che l’impresa ne
abbia dato precedente segnalazione.
In relazione a quanto indicato alla lettera d), si precisa che la
revoca delle agevolazioni interviene qualora, alla data di scadenza
dei trentasei mesi dalla data del decreto di concessone, ovvero dei
diciotto mesi dalla medesima data per i programmi per i quali il
contributo in conto capitale e’ reso disponibile in due quote,
l’impresa e/o, per i beni acquisiti in locazione finanziaria, la
societa’ di leasing, non siano in condizione di dimostrare di avere
sostenuto spese, a fronte del programma approvato, per un importo
complessivo, al netto dell’IVA, in misura almeno pari a quella
necessaria per poter richiedere la prima quota del contributo in
conto capitale. Per i programmi «misti» (che prevedono cioe’ sia
acquisti diretti che in leasing) si puo’ fare riferimento, ai soli
fini della dimostrazione dello stato di avanzamento raggiunto (e,
quindi, non a quelli di erogazione), ad una dichiarazione
dell’impresa attestante lo stato di avanzamento dell’intero programma
alla scadenza dei trentasei o diciotto mesi, benche’ non sia stato
ancora realizzato, per la parte di acquisto diretto e/o per quella in
leasing, separatamente considerate, lo stato d’avanzamento necessario
per la prima erogazione. Decorsi trenta giorni dalla predetta data di
scadenza senza che l’impresa abbia autonomamente dimostrato il
necessario stato d’avanzamento, la banca concessionaria provvede a
contestare formalmente all’impresa medesima il presunto mancato
rispetto delle suddette condizioni e ad accertarne l’eventuale
sussistenza. Qualora da tale accertamento emerga l’insussistenza
delle suddette condizioni, la banca ne da’ comunicazione al Ministero
per le conseguenti valutazioni e l’eventuale avvio del procedimento
di revoca delle agevolazioni concesse.
In talune circostanze e’ consentita la modifica da due a tre quote
annuali del regime di erogazione del contributo in conto capitale, a
valle del provvedimento di concessione provvisoria, ove l’impresa
interessata ne faccia esplicita richiesta alla banca concessionaria.
A tal fine la banca provvedera’ a:
– verificare che la mancata dimostrazione dello stato di
avanzamento dei lavori nei tempi gia’ prescritti sia dipesa da cause
di forza maggiore, e quindi da circostanze che in nessun modo possano
ricondursi alla volonta’, a colpa o a negligenza dell’impresa;
– accertare la fattibilita’ tecnica del programma di investimenti
nei tempi massimi prescritti per i casi in cui l’erogazione e’
prevista in tre quote annuali;
– aggiornare, ove necessario, le proprie risultanze istruttorie
tenendo conto del nuovo piano temporale degli investimenti;
– acquisire, nei casi previsti dalla legge, la certificazione
antimafia nelle forme previste dall’art. 5 del decreto del Presidente
della Repubblica n. 252/1998 e successive modifiche e integrazioni.
Effettuati con esito positivo gli accertamenti indicati, la banca
propone al Ministero la modifica del regime di erogazione del
contributo, il cui importo non puo’ per questo essere aumentato
rispetto a quello a suo tempo assentito, e a comunicare la suddetta
variazione al soggetto agente.
Qualora l’impresa beneficiaria abbia gia’ fruito della prima
erogazione del contributo in conto capitale a titolo di
anticipazione, l’efficacia della predetta modifica del regime di
erogazione del contributo e’ subordinata alla sostituzione della
polizza assicurativa o fideiussione bancaria, a suo tempo presentate,
con una nuova che tenga conto della modifica medesima ed alla
restituzione da parte dell’impresa di una somma pari alla differenza
tra quanto gia’ erogato a titolo di anticipazione e quanto si sarebbe
potuto erogare secondo l’articolazione in tre quote, maggiorata, in
relazione a quanto disposto dall’art. 11, comma 9 del decreto
attuativo, di un interesse pari al tasso ufficiale di riferimento
(TUR) vigente alla data dell’erogazione.
In mancanza delle condizioni per la modifica del regime di
erogazione, si provvedera’ alla revoca delle agevolazioni concesse e
all’escussione della polizza/fideiussione, ricorrendo i presupposti
di cui all’art. 11, comma 1, lettera d) del decreto attuativo.
In relazione a quanto indicato alla lettera e) si precisa che nel
caso in cui il programma non venga ultimato entro i termini
prescritti, comprensivi di eventuale proroga, la revoca e’ parziale e
interessa le agevolazioni afferenti i titoli di spesa datati
successivamente a detti termini, fatta salva ogni ulteriore
determinazione conseguente alle verifiche sull’effettivo
completamento dell’investimento e sul raggiungimento degli obiettivi
prefissati.
In relazione a quanto indicato alla lettera g), si precisa che al
fine di valutare lo scostamento relativo a un indicatore, sia il
valore posto a base per la formazione della graduatoria che quello
verificato a consuntivo sono considerati al netto delle maggiorazioni
percentuali, di cui al punto 6.5, eventualmente riconosciute; si
procede quindi alla revoca totale delle agevolazioni allorche’ anche
per uno solo degli indicatori tale valore subisca uno scostamento in
diminuzione superiore ai 20 punti percentuali.
Con riferimento alla lettera h), la revoca totale delle
agevolazioni e’ disposta qualora sia riscontrato, anche nel corso di
accertamenti e/o ispezioni, l’insussistenza alla data di
presentazione della domanda di agevolazione delle condizioni previste
al punto 6.5 che avevano determinato il riconoscimento delle
maggiorazioni degli indicatori.
In relazione a quanto indicato alla lettera m) si precisa che,
qualora il contratto di finanziamento si risolva per inadempimento
del soggetto beneficiario o nel caso di estinzione anticipata dello
stesso prima dell’erogazione a saldo del contributo in conto capitale
di cui al precedente punto 8.2, il soggetto agente ne da’ immediata
comunicazione alla banca concessionaria per la conseguente proposta
di revoca al Ministero. A tal proposito si precisa che la risoluzione
o estinzione anticipata del contratto intervenuta successivamente
all’erogazione del saldo del contributo in conto capitale non
determina la revoca del contributo in conto capitale, ma la sola
cessazione del beneficio in termini di differenziale di interessi sul
finanziamento agevolato, a decorrere dalla data della risoluzione o
estinzione medesima.
Per quanto riguarda i programmi di investimento promossi dalle
imprese di costruzioni che utilizzino stabilmente i beni agevolati
per il previsto quinquennio di mantenimento dei beni stessi
nell’ambito dei propri cantieri di un’unica regione (si veda il
precedente punto 1.5), le agevolazioni sono revocate qualora
l’impresa non tenga presso la propria sede operativa della regione
interessata l’apposito registro dei beni agevolati dai quali si
desuma inequivocabilmente, con riferimento a ciascun cantiere
medesimo, l’ubicazione dei beni stessi.
10 – Monitoraggio.
10.1 Ai fini del monitoraggio dei programmi agevolati, l’impresa
beneficiaria, a partire dal ricevimento del decreto di concessione
provvisoria di cui all’art. 9, comma 1 del decreto attuativo,
provvede ad inviare alla banca concessionaria, entro sessanta giorni
dalla chiusura di ciascun esercizio sociale a decorrere da quello
relativo all’avvio e fino al quinto esercizio successivo a quello di
ultimazione del programma agevolato, una dichiarazione resa dal
proprio legale rappresentante o suo procuratore speciale ai sensi e
per gli effetti degli articoli 47 e 76 del decreto del Presidente
della Repubblica n. 445 del 28 dicembre 2000. Tale dichiarazione,
redatta secondo gli schemi di cui all’allegato n. 31, fornisce, in
particolare, informazioni sullo stato d’avanzamento del programma con
l’indicazione degli eventuali beni dismessi. Il dato relativo allo
stato d’avanzamento e’ dichiarato fino alla prima scadenza utile
successiva alla conclusione del programma. La mancata, incompleta o
inesatta dichiarazione dei dati richiesti puo’ determinare, previa
contestazione all’impresa inadempiente, la revoca totale delle
agevolazioni concesse.
La banca concessionaria e’ tenuta a riscontrare la corrispondenza
e/o la compatibilita’ dei dati contenuti nella predetta dichiarazione
con quelli in proprio possesso e a trasmettere copia della predetta
dichiarazione al soggetto agente.
11 – Norme transitorie di prima applicazione.
11.1 Al primo bando utile successivo alla pubblicazione nella
Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana del decreto attuativo,
possono partecipare, ai fini indicati all’art. 9, comma 3 del
predetto decreto, anche le domande non agevolate per insufficienza
delle risorse finanziarie nel diciassettesimo bando (Industria),
diciannovesimo bando (Turismo) e ventesimo bando (Commercio), che non
siano gia’ state oggetto, nell’ambito dei medesimi bandi, di
inserimento automatico o riformulazione ai sensi dell’art. 6, comma 8
del decreto del Ministro dell’industria, del commercio e
dell’artigianato 20 ottobre 1995, n. 527 e successive modifiche e
integrazioni.
Le modalita’ per tale partecipazione sono quelle indicate al punto
5.5 per le domande riformulate.
Roma, 23 marzo 2006
Il Ministro: Scajola

Appendice

—-> Vedere Appendice a pag. 37 del S.O. in formato
zip/pdf

Allegati

—-> Vedere Allegati da pag. 38 a pag. 120 del S.O. in formato
zip/pdf

MINISTERO DELLE ATTIVITA’ PRODUTTIVE – CIRCOLARE 23 marzo 2006, n.902 – Circolare esplicativa sulle modalita’ e le procedure per la concessione ed erogazione delle agevolazioni alle attivita’ produttive nelle aree sottoutilizzate del Paese previste dall’articolo 1, comma 2, del decreto-legge 22 ottobre 1992, n. 415, convertito, con modificazioni, dalla legge 19 dicembre 1992, n. 488, emanata ai sensi del decreto del Ministro delle attivita’ produttive, di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze del 1° febbraio 2006. Settori «Industria», «Turismo» e «Commercio». (GU n. 81 del 6-4-2006

Edilone.it