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MINISTERO DELLE ATTIVITA’ PRODUTTIVE

MINISTERO DELLE ATTIVITA' PRODUTTIVE - DECRETO 3 luglio 2003: Disposizioni per il cofinanziamento delle iniziative a vantaggio dei consumatori, di cui all'art. 148, comma 1, della legge 23 dicembre 2000, n. 388. (GU n. 166 del 19-7-2003- Suppl. Ordinario n.113)

MINISTERO DELLE ATTIVITA’ PRODUTTIVE

DECRETO 3 luglio 2003

Disposizioni per il cofinanziamento delle iniziative a vantaggio
dei consumatori, di cui all’art. 148, comma 1, della legge 23
dicembre 2000, n. 388.

IL DIRETTORE GENERALE
per l’Armonizzazione del mercato
e la tutela dei consumatori

Vista la legge 23 dicembre 2000, n. 388, concernente «Disposizioni
per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato» e,
in particolare, l’art. 148, comma 1 il quale ha previsto che le
entrate derivanti dalle sanzioni amministrative irrogate
dall’Autorita’ garante della concorrenza e del mercato siano
destinate ad iniziative a vantaggio dei consumatori;
Visto, altresi’, l’art. 148, comma 2 della legge 23 dicembre 2000,
n. 388, il quale stabilisce che le entrate di cui al comma 1 del
medesimo articolo siano riassegnate con decreto del Ministro
dell’economia e delle finanze ad un apposito Fondo iscritto nello
stato di previsione del Ministero delle attivita’ produttive per
essere destinate alle iniziative del suddetto comma 1, individuate di
volta in volta con decreto del Ministro delle attivita’ produttive,
previo parere delle Commissioni parlamentari competenti;
Visto il decreto del Ministro dell’economia e delle finanze n.
124331 del 2002 che istituisce il capitolo n. 1650, denominato «Fondo
derivante dalle sanzioni amministrative irrogate dall’Autorita’
garante della concorrenza e del mercato da destinare ad iniziative a
vantaggio dei consumatori», nello stato di previsione del Ministero
delle attivita’ produttive;
Visto il decreto del Ministro dell’economia e delle finanze n.
17385 del 20 febbraio 2003 che, in attuazione di quanto disposto
dall’articolo 148, comma 2 della legge 23 dicembre 2000, n. 388 ha
provveduto a riassegnare le entrate di cui al comma 1 del medesimo
articolo al Fondo derivante dalle sanzioni amministrative irrogate
dall’Autorita’ garante della concorrenza e del mercato da destinare
ad iniziative a vantaggio dei consumatori, per un importo complessivo
di Euro 29.290.853;
Visto il decreto del Ministro delle attivita’ produttive del 26
maggio 2003 che, sentite le commissioni parlamentari competenti, ha
individuato le iniziative di cui all’art. 148, comma 1 della legge 23
dicembre 2000, n. 388, raggruppandole secondo tre linee di
intervento;
Considerato che alla linea di intervento 2, come individuata dal
citato decreto, sono stati assegnati Euro 24.000.000;
Considerato, altresi’, che all’art. 4 del citato decreto si dispone
che la direzione generale per l’armonizzazione del mercato e la
tutela dei consumatori effettui apposito monitoraggio circa i
risultati conseguiti con le iniziative cofinanziate, al fine di
informare le competenti commissioni parlamentari;
Visto, altresi’, l’art. 3 del predetto decreto del 26 maggio 2003,
il quale stabilisce che il direttore generale per l’armonizzazione
del mercato e la tutela dei consumatori assegni, all’interno di ogni
linea di intervento e nel limite del relativo importo totale
previsto, le risorse a ciascuna delle attivita’ indicate e ne dia
attuazione, fissando i criteri, i termini e le modalita’ di utilizzo
delle risorse stesse;
Ritenuto opportuno dare immediata attuazione alla linea di
intervento 2;

Decreta:
Art. 1.
Definizioni
1. Ai fini del presente decreto, si intende per:
a) «legge», la legge 23 dicembre 2000, n. 388;
b) «decreto di ripartizione», il decreto del Ministro delle
attivita’ produttive del 26 maggio 2003;
c) «cofinanziamento», il contributo erogato dal Ministero a
valere sul capitolo n. 1650 dello stato di previsione del Ministero
delle attivita’ produttive, istituito dal decreto del Ministro
dell’economia e delle finanze n. 124331 del 2002 e denominato «Fondo
derivante dalle sanzioni amministrative irrogate dall’Autorita’
garante della concorrenza e del mercato da destinare ad iniziative a
vantaggio dei consumatori»;
d) «iniziative», le iniziative a vantaggio dei consumatori, di
cui all’articolo 148, comma 1 della legge 23 dicembre 2000, n. 388;
e) «tipologie di progetti», le attivita’ indicate all’art. 2,
comma 1, lettere a), b) e c) del presente decreto;
f) «Ministero», il Ministero delle attivita’ produttive;
g) «Direzione generale», la Direzione generale per
l’armonizzazione del mercato e la tutela dei consumatori;
h) «CNCU», il Consiglio nazionale dei consumatori e degli utenti,
di cui all’art. 4 della legge 30 luglio 1998, n. 281;
i) «soggetti proponenti», i soggetti ammessi a presentare domanda
di cofinanziamento, cosi’ come definiti all’art. 4 del presente
decreto;
l) «soggetti beneficiari», i soggetti i cui progetti vengono
cofinanziati, secondo le modalita’ indicate nell’art. 11 del presente
decreto.

Art. 2.
Ripartizione delle disponibilita’ finanziarie
1. Le risorse destinate al cofinanziamento dei progetti di cui alla
linea di intervento 2 dell’allegato al decreto di ripartizione, pari
a Euro 24.000.000, sono assegnate, riservando Euro 200.000 per lo
svolgimento dell’attivita’ di monitoraggio e controllo di cui al
successivo art. 13, alle tre tipologie di progetti indicate nella
predetta linea di intervento nel modo seguente:
a) Euro 10.000.000 per i progetti di rilevanza nazionale;
b) Euro 3.800.000 per i progetti di rilevanza regionale;
c) Euro 10.000.000 per i progetti proposti dalle regioni e dalle
province autonome di Trento e Bolzano per il completamento di
iniziative gia’ avviate a favore dei consumatori.
2. Qualora, a seguito della formazione delle graduatorie di cui al
successivo art. 11, non vengano completamente utilizzate le risorse
assegnate ad una o due delle tipologie di progetti di cui al
precedente comma 1, si procede ad attribuire le risorse eccedenti
alle/alla tipologie/tipologia che presentano/presenta progetti non
cofinanziati, o cofinanziati parzialmente, per carenza di risorse,
attraverso un riparto proporzionale al fabbisogno non coperto.
3. Qualora, anche a seguito del riparto di cui al precedente comma,
le risorse complessivamente disponibili non risultino completamente
utilizzate, con decreto ministeriale si provvedera’, ove sia
possibile in relazione ai limiti posti dalla legislazione in materia
di contabilita’ pubblica, a riaprire i termini per la presentazione
di nuove domande di cofinanziamento.

Art. 3.
Progetti ammissibili
1. I progetti ammissibili al cofinanziamento sono suddivisi tra le
seguenti tipologie, come stabilito dal decreto di ripartizione:
a) progetti di rilevanza nazionale – ciascun progetto di
rilevanza nazionale deve riguardare servizi sulle seguenti materie:
a1) informazione su prezzi e tariffe: miglioramento della
condizione informativa dei consumatori sui prezzi di beni e servizi
di largo e generale consumo, compresi i servizi di pubblica utilita’
e finanziari, anche attraverso l’elaborazione o sviluppo di servizi
informativi, telematici e di materiali divulgativi; monitoraggio;
apertura di appositi sportelli informativi e call center, anche
mediante accordi di collaborazione con enti territoriali piu’ vicini
al consumatore e/o con organismi nazionali o amministrazioni
centrali;
a2) sicurezza: servizi di orientamento del consumatore
all’acquisto di prodotti sicuri; monitoraggio sull’efficienza dei
servizi; miglioramento del livello di conoscenza dei consumatori sui
soggetti pubblici cui spetta la sorveglianza sulla sicurezza dei
prodotti; predisposizione di strumenti di analisi e studi,
organizzazione di centri di informazione e documentazione, sui
prodotti e sui servizi; apertura di appositi sportelli informativi e
call center, anche mediante accordi di collaborazione con enti
territoriali piu’ vicini al consumatore e/o con organismi nazionali o
amministrazioni centrali;
a3) qualita’: servizi di informazione sulle carte dei servizi e
sugli standard di qualita’ previsti; assistenza di tipo
amministrativo prestata a titolo gratuito; apertura di appositi
sportelli informativi e call center, anche mediante accordi di
collaborazione con enti territoriali piu’ vicini al consumatore e/o
con organismi nazionali o amministrazioni centrali; studi e analisi
sulla qualita’ dei prodotti e dei servizi offerti ai consumatori ed
agli utenti;
a4) etichettatura e pubblicita’: servizi di informazione,
orientamento, analisi e monitoraggio; assistenza di tipo
amministrativo prestata a titolo gratuito in materia di etichettatura
di prodotti, caratteristiche delle merci e in materia di pubblicita’;
miglioramento della conoscenza normativa; apertura di appositi
sportelli informativi e call center, anche mediante accordi di
collaborazione con enti territoriali piu’ vicini al consumatore e al
produttore, nonche’ con organismi nazionali o amministrazioni
centrali;
a5) RC-Auto: servizi di informazione, orientamento,
monitoraggio, verifica delle procedure, assistenza degli utenti dei
servizi assicurativi di tipo amministrativo prestata a titolo
gratuito; apertura di appositi sportelli informativi e call center,
anche mediante accordi di collaborazione con enti territoriali piu’
vicini al consumatore e/o con organismi nazionali o amministrazioni
centrali; incremento e diffusione di strumenti di formazione ed
orientamento;
a6) strumenti normativi dei diritti dei consumatori: servizi, a
titolo gratuito, tesi al potenziamento e al miglioramento
dell’attivita’ di assistenza e consulenza prestata ai consumatori e
divulgazione con qualsiasi strumento, relativamente ai diritti di cui
all’art. 1 della legge n. 281 del 1998;
b) progetti di rilevanza regionale – ciascun progetto di
rilevanza regionale deve riguardare servizi sulle seguenti materie:
b1) informazione su prezzi e tariffe: miglioramento della
condizione informativa dei consumatori sui prezzi di beni e servizi
di largo e generale consumo, compresi i servizi di pubblica utilita’,
e servizi finanziari, anche attraverso l’elaborazione o sviluppo di
servizi informativi, telematici e di materiali divulgativi;
monitoraggio; apertura di appositi sportelli informativi e call
center, anche mediante accordi di collaborazione con enti
territoriali piu’ vicini al consumatore e/o con organismi nazionali o
amministrazioni centrali;
b2) sicurezza: servizi di orientamento del consumatore
all’acquisto di prodotti sicuri; monitoraggio sull’efficienza dei
servizi; miglioramento del livello di conoscenza dei consumatori sui
soggetti pubblici cui spetta la sorveglianza sulla sicurezza dei
prodotti; predisposizione di strumenti di analisi e studi,
organizzazione di centri di informazione e documentazione, sui
prodotti e sui servizi; apertura di appositi sportelli informativi e
call center, anche mediante accordi di collaborazione con enti
territoriali piu’ vicini al consumatore e/o con organismi nazionali o
amministrazioni centrali;
b3) qualita’: servizi di informazione sulle carte dei servizi e
sugli standard di qualita’ previsti; assistenza di tipo
amministrativo prestata a titolo gratuito; apertura di appositi
sportelli informativi e call center, anche mediante accordi di
collaborazione con enti territoriali piu’ vicini al consumatore e/o
con organismi nazionali o amministrazioni centrali; studi e analisi
sulla qualita’ dei prodotti e dei servizi offerti ai consumatori ed
agli utenti;
b4) etichettatura e pubblicita’: servizi di informazione,
orientamento, analisi e monitoraggio; assistenza di tipo
amministrativo prestata a titolo gratuito in materia di etichettatura
di prodotti, caratteristiche delle merci e in materia di pubblicita’;
miglioramento della conoscenza normativa; apertura di appositi
sportelli informativi e call center, anche mediante accordi di
collaborazione con enti territoriali piu’ vicini al consumatore e al
produttore nonche’ con organismi nazionali o amministrazioni
centrali;
b5) RC-Auto: servizi di informazione, orientamento,
monitoraggio, verifica delle procedure, assistenza degli utenti dei
servizi assicurativi di tipo amministrativo prestata a titolo
gratuito; apertura di appositi sportelli informativi e call center,
anche mediante accordi di collaborazione con enti territoriali piu’
vicini al consumatore e/o con organismi nazionali o amministrazioni
centrali; incremento e diffusione di strumenti di formazione ed
orientamento;
b6) azioni a tutela dei consumatori: servizi di assistenza,
consulenza dei consumatori e divulgazione con qualsiasi strumento
relativamente ai diritti di cui all’articolo 1 della legge n. 281 del
1998, nonche’ cura degli interessi collettivi dei consumatori ed
utenti nell’ambito del territorio regionale interessato;
c) progetti proposti dalle regioni e dalle province autonome di
Trento e Bolzano per il completamento di iniziative gia’ avviate a
favore dei consumatori. Ai sensi del presente decreto, per
«iniziative gia’ avviate» si intendono quelle direttamente realizzate
dalle regioni e dalle province autonome di Trento e Bolzano per le
quali l’atto amministrativo con il quale si e’ dato avvio alla
realizzazione sia intervenuto in data antecedente alla presentazione
della domanda. Ai fini della lettera c) del presente comma, si
considerano «a favore dei consumatori», le iniziative che interessano
le materie di cui alle precedenti lettere a) e b), nonche’ quelle
approvate nei piani regionali, nel rispetto dei limiti e con le
modalita’ previste dal presente decreto.
2. I progetti di cui alle lettere a) e b) del comma 1, devono
essere proposti, rispettivamente, dai soggetti proponenti definiti
alle lettere a) e b) del successivo art. 4. Ciascun progetto proposto
puo’ riguardare una o piu’ materie di cui, rispettivamente, alle
lettere da a1) ad a6) e da b1) a b6) del comma 1.
3. Uno stesso soggetto proponente puo’ presentare sia progetti
relativi a piu’ materie che progetti relativi a singole materie, a
condizione che una stessa materia non sia trattata in piu’ progetti.
I progetti, proposti da uno stesso soggetto proponente, che trattano
la/e stessa/e materia/e non saranno considerati ammissibili al
cofinanziamento e, per quanto riguarda le regioni e le province
autonome, ciascuna di esse non puo’, comunque, presentare piu’ di sei
progetti.
4. Qualora un soggetto proponente presenti piu’ progetti, questi
deve indicare una scala di priorita’ tra di essi assegnando a ciascun
progetto un valore percentuale intero, compreso tra 1 e 99, in misura
tale che la somma dei valori assegnati sia pari a 100; qualora uno, o
piu’, dei progetti presentati non siano ritenuti ammissibili al
cofinanziamento, i valori percentuali ad essi assegnati vengono
ripartiti, tra i rimanenti progetti ammessi, in misura proporzionale
ai valori assegnati a questi ultimi. Nel caso in cui un soggetto
proponente presenti un solo progetto, il valore assegnato e’
automaticamente pari a 100.
5. Ciascun progetto di cui alla lettera a) del comma 1 deve
interessare almeno cinque regioni, con esclusione delle associazioni
dei consumatori e degli utenti operanti esclusivamente nei territori
ove risiedono minoranze linguistiche costituzionalmente riconosciute.
Ciascun progetto di cui alla lettera b) del comma 1 deve essere
riferito ad un’unica regione e, ai fini dell’ammissibilita’ al
cofinanziamento, deve ottenere il parere favorevole della regione o
della provincia autonoma competente, secondo le modalita’ di cui al
successivo art. 8, comma 6.
6. L’importo delle spese ammissibili per ciascun progetto non puo’
essere inferiore a Euro 100.000 per i progetti di cui alle lettere a)
e c) del comma 1 e a Euro 50.000 per i progetti di cui alla lettera
b) del comma stesso.

Art. 4.
Soggetti proponenti
1. Possono presentare domanda per l’accesso al cofinanziamento dei
progetti di cui al precedente articolo i seguenti soggetti:
a) per la realizzazione dei progetti di cui all’art. 3, comma 1,
lettera a), le associazioni di consumatori presenti nel CNCU, in
quanto iscritte all’elenco di cui all’art. 5 della legge 30 luglio
1998, n. 281 alla data di pubblicazione del presente decreto;
b) per la realizzazione dei progetti di cui all’art. 3, comma 1,
lettera b), le altre associazioni di consumatori presenti sul
territorio che, in base al proprio statuto, abbiano lo scopo
esclusivo della tutela dei consumatori e degli utenti, e che, alla
data del 31 dicembre 2002, risultino costituite per atto pubblico o
scrittura privata autenticata. Sono escluse le associazioni che,
seppure dotate di autonomia giuridica e contabile, siano emanazione
locale, federate o comunque connesse con una delle associazioni di
cui alla lettera a) del presente comma, ovvero i cui associati siano
computati, ai fini del possesso del requisito numerico per
l’iscrizione nell’elenco di cui all’art. 5 della legge 30 luglio
1998, n. 281, tra quelli di una delle medesime associazioni di cui
alla lettera a).
c) per la realizzazione dei progetti di cui all’art. 3, comma 1,
lettera c), le regioni e le province autonome di Trento e Bolzano.

Art. 5.
Misura massima del cofinanziamento
1. Per la realizzazione dei progetti di cui all’art. 3, i soggetti
proponenti possono richiedere il cofinanziamento delle spese
previste, fino ad un massimo pari al 70% del loro importo considerato
ammissibile ai sensi del successivo art. 6.
2. L’importo del cofinanziamento di cui al precedente comma non
puo’ in ogni caso essere superiore a Euro 500.000 per ciascun
progetto di cui alle lettere a) e c) dell’art. 3, comma 1 ed a Euro
150.000 per i progetti di cui alla lettera b) del medesimo comma.
3. La copertura finanziaria della restante parte delle spese
ammissibili, fino alla concorrenza del 100%, deve essere garantita
attraverso l’apporto di risorse finanziarie da parte dello stesso
soggetto proponente e/o di altri soggetti pubblici o privati, ivi
compresi i finanziamenti comunitari, fatto salvo quanto previsto
dall’art. 5, comma 3, della legge 30 luglio 1998, n. 281.

Art. 6.
Spese ammissibili
1. Sono ammissibili al cofinanziamento esclusivamente le spese,
sostenute dal soggetto proponente successivamente alla data di
presentazione della domanda e per le quali sia prodotta idonea e
specifica documentazione attestante, altresi’, l’avvenuto pagamento,
direttamente imputabili alla realizzazione del progetto e relative a:
a) acquisizione e/o noleggio di macchinari ed attrezzature nuovi
di fabbrica, da utilizzare presso locali e sedi del soggetto
beneficiario;
b) acquisizione, realizzazione od utilizzo di programmi
informatici;
c) acquisizione di servizi relativi a specifiche iniziative di
comunicazione nonche’ ad attivita’ divulgativa del progetto
realizzato, con il limite del 10% del totale delle spese ammissibili
qualora si tratti di spese di pubblicita’; i materiali e i prodotti
divulgativi e pubblicitari, sia cartacei che multimediali, realizzati
con i progetti cofinanziati dovranno riportare, in modo chiaro e
leggibile, la seguente dicitura: «Progetto cofinanziato dal Ministero
delle attivita’ produttive», pena la non ammissibilita’ delle spese
suddette;
d) consulenze professionali, se prestate da imprese e societa’,
anche in forma cooperativa, iscritte al registro delle imprese, o da
altri soggetti privati aventi personalita’ giuridica o da enti
pubblici, ovvero da professionisti iscritti ad un albo professionale
legalmente riconosciuto; questi ultimi purche’ non ricoprenti cariche
sociali presso il soggetto proponente e purche’ non dipendenti o
collaboratori con contratto di collaborazione coordinata e
continuativa del soggetto stesso;
e) costi relativi al personale dipendente del soggetto proponente
e ad altre figure a questo assimilate dalla normativa vigente,
compreso il personale parasubordinato nonche’ il personale impegnato,
con qualsiasi tipologia contrattuale, in via specifica per la
realizzazione del progetto con esclusione delle prestazioni
professionali; in relazione a tali costi devono essere fornite
informazioni relative al numero, alla qualifica, alla descrizione dei
compiti nonche’ alla durata dell’impiego di ciascun addetto nel
progetto; tali spese devono essere espresse in costi orari per il
tempo dedicato al progetto, non devono superare le retribuzioni e gli
oneri normalmente risultanti dai contratti collettivi di lavoro
applicabili alla categoria, ne’ essere al di sotto del minimo
sindacale stabilito per ogni categoria interessata;
f) spese generali, per le quali non e’ possibile determinare
l’esatto importo destinato ad ogni singola attivita’, come, ad
esempio, affitto di locali, illuminazione, riscaldamento,
assicurazioni, uso di telefono, fax, servizi postali e di corriere,
viaggi e missioni del personale dipendente come definito alla
precedente lettera e), ecc. Tali spese vengono riconosciute
forfetariamente e senza obbligo di rendicontazione, per un importo
pari al 40% dei costi ammessi di cui alla precedente lettera e).
2. I costi di cui alla lettera e) del precedente comma sono
considerati ammissibili al cofinanziamento nel limite massimo del 50%
dell’ammontare complessivo delle spese ammissibili del progetto.
3. Per i progetti presentati dalle associazioni di cui alla lettera
a), comma 1, art. 3, sono ammesse, altresi’, con riferimento alle
tipologie di spesa di cui alle lettere c) ed e) del comma 1, le spese
relative ad attivita’ eseguite, in relazione al progetto, dalle
associazioni che, dotate di autonomia giuridica e contabile, siano
emanazione locale, federate o comunque connesse con il soggetto
proponente, ovvero i cui associati siano computati, ai fini del
possesso del requisito numerico per l’iscrizione nell’elenco di cui
all’art. 5 della legge 30 luglio 1998, n. 281, tra quelli del
soggetto proponente. Le attivita’ di cui al presente comma devono
essere effettuate dietro pagamento, da parte del soggetto proponente,
di corrispettivi specifici risultanti da idonea documentazione
contabile rilasciata dall’associazione locale, federata o comunque
connessa che svolge l’attivita’.
4. Per i progetti presentati dalle regioni o dalle province
autonome di Trento e Bolzano di cui alla lettera c) dell’art. 3,
comma 1, le spese ritenute ammissibili riguardano esclusivamente
quelle di cui alle lettere a), b), c), e d) del precedente comma 1.
5. Le spese sostenute per il progetto devono essere dichiarate:
a) al lordo di I.V.A., da parte dei soggetti proponenti che
dichiarino che il valore dell’imposta in questione rappresenta un
costo non recuperabile;
b) al netto di I.V.A., da parte dei restanti soggetti proponenti.
6. Per idonea e specifica documentazione attestante l’avvenuto
pagamento delle spese sostenute, si intende lettera liberatoria del
fornitore dei beni e dei servizi acquisiti ovvero documentazione
bancaria da cui si evinca il relativo pagamento.
7. Sui titoli di spesa originali il soggetto beneficiario dovra’
apporre, in modo chiaro ed indelebile la seguente dicitura: «Spesa
cofinanziata al &ul; % dal Ministero delle attivita’ produttive
DGAMTC ai sensi del decreto ministeriale 26 maggio 2003».

Art. 7.
Termine per la realizzazione dei progetti
1. I progetti di cui all’art. 3 del presente decreto devono essere
completati, pena la revoca del cofinanziamento concesso, entro e non
oltre ventiquattro mesi dalla data del decreto di concessione del
cofinanziamento. Puo’ essere concessa, per gravi e sopravvenute cause
non imputabili al soggetto beneficiario, una proroga non superiore a
sei mesi, che deve essere richiesta almeno tre mesi prima dalla
scadenza del suddetto termine.
2. Per date di avvio e di ultimazione del progetto si intendono,
rispettivamente, quella del primo e dell’ultimo titolo di spesa, se
il progetto si e’ concluso con prestazioni di terzi o con
acquisizione di beni e servizi, ovvero quella dichiarata dal legale
rappresentante del soggetto proponente se il progetto si e’ avviato o
concluso con costi interni.
3. Per ciascun progetto deve essere dichiarata, nel modulo di
domanda, la durata prevista, espressa in mesi, per la realizzazione
del progetto.
4. Per i progetti di cui alla lettera c) dell’articolo 3 del
presente decreto, le regioni o le province autonome di Trento e
Bolzano devono, dichiarare la data prevista di conclusione dei lavori
del progetto rispetto al quale la richiesta di cofinanziamento
costituisce completamento, nonche’ specificare il contenuto della
parte gia’ realizzata.

Art. 8.
Termini e modalita’ per la presentazione delle domande
1. Le domande per l’accesso al cofinanziamento possono essere
presentate a partire dal giorno successivo alla data di pubblicazione
nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana del presente
decreto ed entro e non oltre il cinque settembre 2003, pena
l’irricevibilita’ della domanda stessa.
2. La domanda di cofinanziamento deve essere inviata a mezzo
raccomandata a/r ovvero presentata a mano in busta chiusa al seguente
indirizzo: Ministero delle attivita’ produttive, Direzione generale
per l’armonizzazione del mercato e la tutela dei consumatori, via
Molise n. 2 – 00187 Roma. Nel caso di presentazione a mano, le
domande devono essere presentate alla Direzione generale per
l’armonizzazione del mercato e la tutela dei consumatori, via Molise
n. 2 – Roma, IV piano, dalle ore 10,00 alle ore 14,00, che rilascera’
apposita ricevuta.
3. Per la determinazione della data di presentazione della domanda
fa fede il timbro postale di spedizione ovvero, nel caso di
presentazione a mano, il timbro apposto sul plico all’atto del
ricevimento.
4. Per i soggetti di cui alle lettere a) e b) del comma 1 dell’art.
4, la domanda, in regola con il bollo nei casi non esenti ai sensi
dell’art. 27-bis del decreto del Presidente della Repubblica 26
ottobre 1972, n. 642, deve essere formulata secondo lo schema
predisposto nell’allegato n. 1 al presente decreto e corredata dalla
documentazione indicata nell’allegato n. 3. Per i soggetti di cui
alla lettera c) del comma 1 dell’art. 4, la domanda deve essere
formulata secondo lo schema predisposto nell’allegato n. 2 al
presente decreto e corredata dalla documentazione indicata
nell’allegato n. 3.
5. Ogni plico deve contenere la domanda e la documentazione
relativa ad un solo progetto da cofinanziare e deve recare la
dicitura: «legge n. 388/2000, art. 148, comma 1. Iniziative a
vantaggio dei consumatori».
6. Per le domande riferite ai progetti di cui all’art. 3, comma 1,
lettera b), copia della domanda e della scheda tecnica devono essere
contestualmente trasmesse, agli indirizzi riportati nell’allegato n.
16 ed in un plico recante la dicitura «legge n. 388/2000, art. 148,
comma 1. Iniziative a vantaggio dei consumatori. Richiesta di
parere», alla regione o alla provincia autonoma nel cui territorio e’
prevista la realizzazione del progetto. Queste ultime, entro il
trentesimo giorno successivo al termine ultimo per la presentazione
delle domande di cui al comma 1 del presente articolo, devono
trasmettere, anche via fax, alla Direzione generale il proprio
motivato parere sul progetto presentato. In caso di mancato
ricevimento di tale parere entro il predetto termine, vale il
principio del silenzio-assenso.

Art. 9.
Modalita’ e termini per l’istruttoria dei progetti
1. La Direzione generale effettua l’istruttoria dei progetti
presentati al fine di valutare la completezza della documentazione
prodotta, la presenza dei requisiti soggettivi ed oggettivi e di
verificare la rispondenza del progetto alle disposizioni del presente
decreto.
2. La Direzione generale ha facolta’ di richiedere, con
raccomandata con avviso di ricevimento, l’integrazione della
documentazione allegata alle domande. Il soggetto proponente dovra’
ottemperare alla richiesta, con le stesse modalita’, entro dieci
giorni solari dalla data di ricevimento della richiesta stessa, pena
la non ammissibilita’ della domanda.
3. Entro sessanta giorni dalla chiusura dei termini per la
presentazione delle domande di cofinanziamento, la Direzione generale
conclude l’attivita’ istruttoria, attribuendo a ciascun progetto un
punteggio secondo le modalita’ del successivo art. 10.

Art. 10.
Parametri per l’attribuzione del punteggio
1. La Direzione generale verifica l’idoneita’ di ciascun progetto a
realizzare l’obiettivo prefissato nell’ambito delle materie indicate
al precedente art. 3 e gli assegna un punteggio in base ai seguenti
parametri:
a) per i progetti di cui alle lettere a) e b) dell’art. 3 del
presente decreto, rapporto tra spese ammissibili per il personale e
totale delle spese ammissibili da 0 a 40 punti;
b) rapporto tra spese ammissibili non cofinanziate e spese
ammissibili totali da 0 a 30 punti;
c) rapporto tra spese ammissibili (espresse in migliaia di euro)
e durata prevista di realizzazione del progetto (espressa in mesi) da
0 a 15 punti;
d) durata prevista di realizzazione del progetto (espressa in
mesi) da 0 a 15 punti;
e) per i progetti di cui alla lettera c) dell’art. 3 del presente
decreto, rapporto tra totale dei costi gia’ sostenuti e somma dei
costi gia’ sostenuti e di quelli da sostenere ammessi al
cofinanziamento, vale a dire:

X
Ve = —–
X + Y

ove
Ve = valore del parametro «e» relativo al progetto
X = totale dei costi gia’ sostenuti (secondo le stesse tipologie di
spesa indicate al comma 1 dell’art 6)
Y = costi da sostenere ammessi al cofinanziamento da 0 a 40 punti;
2. Ai fini della determinazione dei punteggi di cui al precedente
comma, si intende:
a) per «spese ammissibili», le spese ammissibili cosi’ come
determinate a seguito dell’attivita’ istruttoria prevista al
precedente art. 9;
b) per «spese ammissibili per il personale», le spese di cui
all’art. 6, comma 1, lettera e), cosi’ come determinate a seguito
dell’attivita’ istruttoria prevista al precedente art. 9;
c) per «durata prevista di realizzazione del progetto», il
periodo di tempo intercorrente, espresso in mesi con arrotondamento
all’unita’ superiore qualora il periodo sia superiore a quindici
giorni, tra la data di avvio dei lavori e la data di ultimazione del
progetto, cosi’ come definite all’art. 7, comma 2.
3. Per ogni parametro del comma 1, il relativo punteggio viene
attribuito applicando la seguente formula:

P max
P = ——————- (Vp – V min)
(V max – V min)

P = punteggio attribuito al parametro per ciascun progetto
P max = punteggio massimo attribuibile al parametro
V max = valore massimo del parametro riscontrato tra tutti i
progetti riferiti ad una stessa graduatoria (v. successivo art. 11,
comma 1)
V min = valore minimo del parametro riscontrato tra tutti i
progetti riferiti ad una stessa graduatoria (v. successivo art. 11,
comma 1)
Vp = valore del parametro relativo al progetto
4. Il punteggio complessivo attribuito a ciascun progetto e’
ottenuto sommando il valore del punteggio di ogni parametro valido
per ciascuna graduatoria e moltiplicando tale somma per il valore
percentuale attribuito al progetto dal soggetto proponente, secondo
la scala di priorita’ di cui all’art. 3, comma 4 del presente
decreto.

Art. 11
Formazione delle graduatorie e decreti di concessione
1. I progetti ritenuti idonei sono inseriti in tre graduatorie,
ciascuna relativa ad una delle tipologie di cui all’art. 2, comma 1,
lettere a), b) e c) del presente decreto.
2. All’interno delle graduatorie, i progetti vengono ordinati in
senso decrescente sulla base del punteggio attribuito ai sensi
dell’art. 10, con indicazione del cofinanziamento concedibile.
3. Le risorse finanziarie disponibili per ciascuna graduatoria sono
quelle indicate all’art. 2, comma 1 del presente decreto. Il
cofinanziamento viene concesso, per ciascuna graduatoria, seguendo
l’ordine di cui al precedente comma, fino all’esaurimento dei fondi.
Qualora, per insufficienza dei fondi disponibili anche a seguito
dell’eventuale applicazione di quanto disposto al comma 2 dell’art.
2, un progetto non risulti completamente cofinanziato nella misura
richiesta, a quest’ultimo verra’ concesso il cofinanziamento nei
limiti delle risorse residue. Il soggetto proponente, qualora accetti
il cofinanziamento nella misura ridotta, presenta una specifica
dichiarazione di impegno a realizzare il progetto nella sua interezza
cosi’ come ammesso, ovvero una dichiarazione di rinuncia al
cofinanziamento.
4. Il Ministero provvede alla formazione delle graduatorie, da
pubblicare nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana, ed
emana, contestualmente, i relativi decreti di concessione. Per i
progetti non ammessi al cofinanziamento e’ inviata specifica
comunicazione, con l’indicazione dei motivi di esclusione.

Art. 12.
Erogazione del cofinanziamento
1. L’erogazione del cofinanziamento e’ effettuata dal Ministero
secondo le seguenti modalita’:
a) una prima quota, a titolo di anticipazione, pari al 40%
dell’importo totale del cofinanziamento, previa richiesta da parte
del soggetto beneficiario, redatta secondo lo schema degli allegati
n. 5 e n. 13, e, per i soggetti di cui all’art. 4, comma 1, lettere
a) e b), dietro presentazione di adeguata fideiussione bancaria o
polizza assicurativa irrevocabile, incondizionata ed escutibile a
prima richiesta, redatta in stretta conformita’ allo schema di cui
all’allegato n. 12, sottoscritta, pena il non accoglimento della
stessa, con firma autenticata e completa di attestazione dei poteri
di firma del/dei sottoscrittore/i e rilasciata, a favore del
Ministero delle attivita’ produttive, esclusivamente dalle banche e
dalle imprese di assicurazione autorizzate a norma di legge;
b) una seconda quota, sempre a titolo di anticipazione, pari al
40% dell’importo totale del cofinanziamento, previa richiesta da
parte del soggetto beneficiario, redatta secondo lo schema degli
allegati n. 6 e n. 14, corredata dalla documentazione di spesa
attestante l’avvenuto pagamento per un importo almeno pari al 40%
delle spese totali ammesse al cofinanziamento; il Ministero, previa
verifica di tutta la documentazione inviata, provvede all’erogazione
della seconda quota;
c) una terza quota, a saldo, previa richiesta da parte del
soggetto beneficiario redatta secondo lo schema degli allegati n. 8 e
n. 15 ed a seguito del provvedimento di concessione definitivo di cui
al successivo comma 5.
2. E’ fatto obbligo ai soggetti beneficiari di presentare, entro
novanta giorni dall’ultimazione del progetto come definita nel comma
2 dell’art. 7, la documentazione finale delle spese sostenute,
unitamente a tale documentazione, i soggetti beneficiari trasmettono
la relazione sul progetto realizzato (v. allegato n. 10). Sia la
documentazione finale delle spese sostenute che la predetta relazione
devono essere firmate dal rappresentante legale del soggetto
beneficiario.
3. Il Ministero, sulla base della documentazione finale delle
spese, della relazione sul progetto realizzato di cui al comma
precedente e dell’esito delle verifiche effettuate ai sensi del
successivo art. 13, accerta la conformita’ del progetto realizzato a
quello ammesso, determina l’ammontare delle spese complessivamente
sostenute e ritenute ammissibili e procede, applicando la stessa
percentuale di cofinanziamento originariamente concessa, a
ricalcolare l’importo del cofinanziamento stesso che, in ogni caso,
non puo’ essere superiore a quello indicato nel decreto di
concessione.
4. Qualora l’importo complessivo del cofinanziamento, come
rideterminato a seguito delle attivita’ di cui al comma 3, risulti
inferiore all’ammontare complessivo delle quote gia’ erogate a titolo
di anticipazione, e’ fatto obbligo al soggetto beneficiario di
restituire, con versamento presso la tesoreria centrale o provinciale
dello Stato, le somme in eccesso, secondo quanto stabilito al comma 4
dall’art. 9 del decreto legislativo del 31 marzo 1998, n. 123.
5. Sulla base degli esiti delle attivita’ previste ai precedenti
commi 3 e 4, il Ministero emette il provvedimento definitivo di
concessione e contestualmente procede a svincolare la fideiussione in
essere.

Art. 13.
Monitoraggio e controlli
1. Al fine di acquisire, ai sensi dell’art. 4 del decreto 26 maggio
2003, le informazioni da fornire alle Commissioni parlamentari della
Camera dei deputati e del Senato della Repubblica competenti per
materia, nonche’ per verificare presso i soggetti beneficiari sia lo
stato di avanzamento del progetto che la sua completa realizzazione e
le spese sostenute, il Ministero, contestualmente al decreto di
concessione del cofinanziamento, nomina una commissione incaricata di
effettuare i predetti accertamenti.

Art. 14.
Revoche
1. Il Ministero procede alla revoca totale del cofinanziamento
corrisposto e con il conseguente obbligo, da parte del soggetto
beneficiario, della restituzione, con versamento presso la tesoreria
centrale o provinciale dello Stato, delle somme gia’ ricevute,
secondo quanto stabilito di cui al comma 4 dall’art. 9 del decreto
legislativo del 31 marzo 1998, n. 123, nei seguenti casi:
mancato rispetto di quanto previsto al comma 2 dell’art. 12 o
l’eventuale negativa valutazione della documentazione finale delle
spese e della relazione esplicativa da parte del Ministero;
mancato completamento dei progetti entro il termine fissato
dall’art. 7, comma 1;
scostamento a consuntivo anche di uno solo dei parametri di cui
all’art. 10 suscettibili di variazione, in misura superiore al 30%
rispetto al valore del parametro stesso calcolato in fase
istruttoria;
mancato rispetto delle vigenti norme sul lavoro, sulla
prevenzione degli infortuni e sulla salvaguardia dell’ambiente di
lavoro.
per le associazioni di cui alla lettera a) dell’art. 4 del
presente decreto, cancellazione delle associazioni dei consumatori
dall’elenco di cui all’art. 5 della legge n. 281 del 1998, prima
della ultimazione del progetto;
per tutte le associazioni dei consumatori, qualsiasi variazione
dello scopo sociale che introduca finalita’ diverse dalla tutela dei
consumatori e degli utenti, prima della ultimazione del progetto.
2. Nel caso di alienazione, nei due anni successivi alla data di
ultimazione del progetto, di macchinari e attrezzature acquistati ed
ammessi a cofinanziamento, il Ministero procede alla revoca parziale
del cofinanziamento corrisposto, relativamente ai beni alienati, con
il conseguente obbligo, da parte del soggetto beneficiario, della
restituzione, con versamento presso la tesoreria centrale o
provinciale dello Stato, delle somme gia’ ricevute, secondo quanto
stabilito di cui al comma 4 dall’art. 9 del decreto legislativo del
31 marzo 1998, n. 123.
Roma, 3 luglio 2003
Il direttore generale: Primicerio

Allegati

—-> vedere allegati da pag. 12 a pag. 51 del S.O. in formato zip/pdf

MINISTERO DELLE ATTIVITA’ PRODUTTIVE

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