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MINISTERO DELLE ATTIVITA’ PRODUTTIVE

MINISTERO DELLE ATTIVITA' PRODUTTIVE - DECRETO 9 maggio 2003, n.156: Criteri e modalita' per il rilascio dell'abilitazione degli organismi di certificazione, ispezione e prova nel settore dei prodotti da costruzione, ai sensi dell'articolo 9, comma 2, del decreto del Presidente della Repubblica 21 aprile 1993, n. 246. (GU n. 152 del 3-7-2003)

MINISTERO DELLE ATTIVITA’ PRODUTTIVE

DECRETO 9 maggio 2003, n.156

Criteri e modalita’ per il rilascio dell’abilitazione degli organismi
di certificazione, ispezione e prova nel settore dei prodotti da
costruzione, ai sensi dell’articolo 9, comma 2, del decreto del
Presidente della Repubblica 21 aprile 1993, n. 246.

IL MINISTRO DELLE ATTIVITA’ PRODUTTIVE
di concerto con
IL MINISTRO DELLE INFRASTRUTTURE
E DEI TRASPORTI
e
IL MINISTRO DELL’INTERNO

Visto il decreto del Presidente della Repubblica 21 aprile 1993, n.
246;
Visto in particolare l’articolo 8 che disciplina gli organismi di
certificazione, di ispezione e i laboratori di prova preposti al
rilascio dell’attestato di conformita’ di cui all’articolo 6 del
medesimo decreto;
Visto altresi’ l’articolo 9, commi 2, 3, 4, 5, 6, 7, 8 e 9 del
richiamato decreto 21 aprile 1993, n. 246, il quale prevede la
fissazione, con decreto del Ministro delle attivita’ produttive, del
Ministro delle infrastrutture e dei trasporti e del Ministro
dell’interno, dei criteri di valutazione degli organismi di cui
all’articolo 8 comma 1, anche ai fini del rilascio dell’attestato di
conformita’ nonche’ le modalita’ di presentazione della relativa
domanda di abilitazione;
Sentito il Consiglio Superiore dei lavori pubblici, che si e’
favorevolmente espresso con parere n. 311 reso nell’adunanza del
20 ottobre 1999;
Udito il parere del Consiglio di Stato, espresso dalla Sezione
consultiva per gli atti normativi nell’adunanza del 22 novembre 1999;
Sentito il parere del Consiglio Superiore dei lavori pubblici, reso
nell’adunanza del 17 gennaio 2003;
Udito il parere del Consiglio di Stato, espresso dalla Sezione
consultiva per gli atti normativi nell’adunanza del 24 marzo 2003;
Ritenuto di non poter condividere interamente il citato parere del
Consiglio di Stato con riferimento alla lettera c) nella parte
relativa alla previsione di un modello per la predisposizione del
manuale di qualita’ in quanto i contenuti di detto manuale derivano
direttamente dalle norme armonizzate UNI CEI EN45011-UNI CEI EN45012,
nonche’ i rilievi di cui alla lettera d) in quanto si ritiene di
qualificare il silenzio sull’istanza come accoglimento implicito
anziche’ come silenzio rigetto realizzandosi in tal modo una tutela
piu’ efficace dell’interessato;
Ritenuto, altresi’, di non condividere il citato parere con
riferimento alla seconda parte della lettera g), in quanto il comma 7
dell’articolo 9 del presente regolamento fissa criteri di carattere
generale che l’Organismo deve rispettare in materia di riservatezza e
sicurezza delle informazioni acquisite nell’ambito dell’intera
attivita’ e non limitatamente al manuale di qualita’;
Vista la comunicazione al Presidente del Consiglio dei Ministri, a
norma dell’articolo 17, comma 3 della legge 23 agosto 1988, n. 400,
effettuata con nota n. 20263/R3C/100 in data 17 aprile 2003;

A d o t t a n o
il seguente regolamento:

Art. 1.
Requisiti degli Organismi
1. Gli Organismi di certificazione, di ispezione e i laboratori di
prova preposti al rilascio dell’attestato di conformita’ di cui
all’articolo 6 del decreto del Presidente della Repubblica 21 aprile
1993, n. 246 (di seguito denominati «Organismi»), sono abilitati
secondo le modalita’ ed i criteri di cui al presente decreto.
2. Possono ottenere l’abilitazione di cui al comma 1, le societa’
di persone o di capitali o gli enti pubblici o privati che svolgono o
intendono svolgere attivita’ nel campo del rilascio dell’attestato di
conformita’ dei prodotti da costruzione e che possiedono i seguenti
requisiti:
a) operano da almeno due anni nell’ambito di controlli e/o delle
prove ovvero delle valutazioni sui prodotti da costruzione;
b) applicano al loro interno regole e procedure che garantiscono
l’indipendenza e l’imparzialita’ dell’organismo nonche’ competenza e
affidabilita’ nel rilascio dell’attestato di conformita’, secondo
quanto stabilito nell’allegato IV della direttiva 89/106/CEE ed in
coerenza con quanto indicato nelle norme tecniche della serie UNI –
EN 45000.
3. L’Amministrazione competente accerta l’esistenza e
l’applicazione di tali regole e procedure, nonche’ impone, ove la
ritiene necessaria, l’istituzione di comitati tecnici che
garantiscono la correttezza delle procedure impiegate.
4. Non possono conseguire l’abilitazione gli Organismi direttamente
interessati in attivita’ di produzione, rappresentanza,
commercializzazione, manutenzione e messa in opera di prodotti
destinati alle opere di costruzione oggetto di prove, ovvero
certificazione, ai sensi del decreto del Presidente della Repubblica
del 21 aprile 1993, n. 246, oppure i cui titolari, soci o
rappresentanti legali sono direttamente interessati in alcuna delle
suddette attivita’.

Avvertenza:
Le note qui pubblicate sono state redatte
dall’amministrazione competente per materia, ai sensi
dell’art. 10, comma 3 del testo unico delle disposizioni
sulla promulgazione delle leggi, sull’emanazione dei
decreti del Presidente della Repubblica e sulle
pubblicazioni ufficiali della Repubblica italiana,
approvato con D.P.R. 28 dicembre 1985, n. 1092, al solo
fine di facilitare la lettura delle disposizioni di legge
alle quali e’ operato il rinvio. Restano invariati il
valore e l’efficacia degli atti legislativi qui trascritti.
Note alle premesse:
– Il testo dell’art. 8 del decreto del Presidente della
Repubblica 21 aprile 1993, n. 246 (Pubblicato nella
Gazzetta Ufficiale 22 luglio 1993, n. 170) recante
«Regolamento di attuazione della direttiva 89/106/CEE
relativa ai prodotti da costruzione.», e’ il seguente:
«Art. 8 (Organismi interessati dall’attestato di
conformita). 1. Ai fini del rilascio dell’attestato di
conformita’ di cui all’art. 6:
a) organismi di certificazione sono gli organismi
imparziali governativi o no, che possiedono la competenza e
le attribuzioni necessarie per eseguire la certificazione
di conformita’ secondo le regole di procedura e di gestione
fissate;
b) organismi d’ispezione sono gli organismi
imparziali aventi a disposizione l’organizzazione, il
personale, la competenza e l’integrita’ necessarie per
svolgere, secondo criteri specifici, compiti quali
valutazione, raccomandazione di accettazione e verifica
delle operazioni di controllo della qualita’ effettuate dal
fabbricante, selezione e valutazione dei prodotti in loco,
o in fabbrica, o altrove secondo criteri specifici;
c) laboratori di prova sono gli organismi imparziali
che misurano, esaminano, provano, classificano o
determinano in altro modo le caratteristiche o la
prestazione dei materiali o dei prodotti.
2. Le tre funzioni di cui al comma 1, o due di esse,
nei casi indicati dall’art. 7, lettera a), e con la
lettera b), procedura n. 1 o 2, possono essere svolte da un
solo organismo purche’ in possesso dei relativi requisiti.
3. Il servizio tecnico centrale del Consiglio superiore
dei lavori pubblici e’ organismo di certificazione ed
ispezione relativamente ai prodotti e sistemi destinati
alle opere di ingegneria strutturale e geotecnica, anche in
zone a rischio sismico, per i quali e’ di prioritaria
importanza il rispetto del requisito essenziale n. 1 di cui
all’allegato A (resistenza meccanica e stabilita).
4. Il centro studi ed esperienze del Corpo nazionale
dei vigili del fuoco e’ organismo di certificazione ed
ispezione relativamente ai prodotti e sistemi destinati
alla protezione attiva e passiva contro l’incendio per i
quali e’ di prioritaria importanza garantire il rispetto
del requisito essenziale n. 2 di cui all’allegato A
(sicurezza in caso di incendio). I laboratori del predetto
centro sono laboratori di prova per prodotti e sistemi
destinati alla protezione attiva e passiva contro
l’incendio.
5. Le spese relative al rilascio dell’attestato di
conformita’ sono a carico del richiedente.
6. Restano ferme le competenze del Ministero dei lavori
pubblici e del Consiglio superiore dei lavori pubblici per
l’applicazione dell’art. 20 della legge 5 novembre 1971, n.
1086. L’autorizzazione prevista da detto articolo
riguardera’ altresi’ le prove geotecniche sui terreni e
sulle rocce.
7. Restano salve le competenze del Ministero
dell’industria, del commercio e dell’artigianato e del
Ministero dei lavori pubblici per quanto attiene
l’applicazione della legge 26 maggio 1965, n. 595».
– Il testo dell’art. 6 del decreto del Presidente della
Repubblica 21 aprile 1993, n. 246 (Pubblicato nella

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