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MINISTERO DELLE ATTIVITA’ PRODUTTIVE

MINISTERO DELLE ATTIVITA' PRODUTTIVE - DECRETO 25 giugno 2004: Approvazione della procedura di emergenza per fronteggiare la mancanza di copertura del fabbisogno di gas naturale, in caso di eventi climatici sfavorevoli, denominata «Procedura di emergenza climatica». (GU n. 227 del 27-9-2004)

MINISTERO DELLE ATTIVITA’ PRODUTTIVE

DECRETO 25 giugno 2004

Approvazione della procedura di emergenza per fronteggiare la
mancanza di copertura del fabbisogno di gas naturale, in caso di
eventi climatici sfavorevoli, denominata «Procedura di emergenza
climatica».

IL MINISTRO DELLE ATTIVITA’ PRODUTTIVE

Visto il decreto legislativo 23 maggio 2000, n. 164, recante
«attuazione della direttiva n. 98/30/CE recante norme comuni per il
mercato interno del gas naturale, emanato ai sensi dell’art. 41 della
legge 17 maggio 1999, n. 144, e in particolare,
l’art. 8, comma 7, il quale stabilisce che, con decreto del
Ministro dell’industria, del commercio e dell’artigianato, ora
Ministro delle attivita’ produttive, sono stabilite regole per il
dispacciamento in condizioni d’emergenza e definiti gli obblighi di
sicurezza del sistema nazionale del gas naturale;
l’art. 28, comma 2, il quale stabilisce che il Ministero delle
attivita’ produttive provvede alla sicurezza, all’economicita’ ed
alla programmazione a lungo termine del sistema nazionale del gas, e
persegue tali obiettivi anche mediante specifici indirizzi con le
finalita’ di salvaguardare la continuita’ e la sicurezza degli
approvvigionamenti, il funzionamento coordinato del sistema degli
stoccaggi, e di ridurre la vulnerabilita’ del sistema nazionale del
gas;
l’art. 28, comma 3, il quale stabilisce che, in caso di crisi del
mercato dell’energia o di gravi rischi per la sicurezza della
collettivita’, dell’integrita’ delle apparecchiature e degli impianti
di utilizzazione del gas naturale, il Ministero delle attivita’
produttive puo’ adottare le necessarie misure temporanee di
salvaguardia;
Visto il proprio decreto del 26 settembre 2001 pubblicato nella
Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana n. 235 del 9 ottobre
2001 con cui e’ stato, tra l’altro, istituito il Comitato tecnico di
emergenza e monitoraggio del sistema nazionale del gas naturale, di
seguito denominato il Comitato, al fine di formulare proposte per la
definizione delle possibili situazioni di emergenza, di individuare
gli strumenti d’intervento in caso di emergenza, di formulare
proposte per la definizione delle procedure e della tempistica per
l’attivazione di tali strumenti, nonche’ di effettuare periodicamente
il monitoraggio del funzionamento del sistema nazionale del gas
naturale, in relazione alle situazioni di emergenza;
Visto il proprio decreto del 29 ottobre 2001, con cui sono stati
nominati i membri del Comitato;
Considerato che, a seguito di condizioni climatiche sfavorevoli
durante il periodo di punta invernale si potrebbero verificare
problemi di copertura del fabbisogno del gas naturale;
Considerata la necessita’ di definire il ruolo, i compiti e le
responsabilita’ delle imprese di gas naturale che gestiscono impianti
del sistema nazionale del gas naturale e degli utenti del sistema del
gas naturale coinvolti nella gestione delle situazioni di emergenza;
Ritenuto di dovere garantire, a seguito di condizioni climatiche
sfavorevoli durante ciascun anno termico, la copertura del fabbisogno
previsto, riducendo al minimo i disagi conseguenti sui clienti finali
con consumi inferiori a 200.000 Smc/anno;
Su proposta del Comitato, formulata ai sensi dell’art. 8, comma 2,
del sopra citato decreto ministeriale 26 settembre 2001 e tenuto
conto delle osservazioni formulate dalla Societa’ Gestore della rete
di trasmissione nazionale S.p.a., responsabile per la trasmissione
dell’energia elettrica, e degli utenti della rete nazionale di
trasporto del gas naturale;
Ai fini della gestione di eventuali situazioni di emergenza del
sistema nazionale del gas naturale, causate da condizioni climatiche
sfavorevoli;

Decreta:
Art. 1.
Procedura di emergenza per fronteggiare eventi climatici sfavorevoli

1. E’ approvata la «Procedura di emergenza per fronteggiare la
mancanza di copertura del fabbisogno di gas naturale in caso di
eventi climatici sfavorevoli», nel seguito denominata Procedura di
emergenza climatica, riportata in allegato che costituisce parte
integrante del presente decreto.
2. La Procedura di emergenza climatica definisce gli interventi e
la loro sequenza, ed individua le imprese del gas naturale e gli
operatori del settore del gas naturale e dell’energia elettrica
responsabili della sua attuazione, per far fronte a situazioni
d’emergenza, nel bilanciamento complessivo del sistema nazionale del
gas naturale, che possono verificarsi a causa di condizioni
climatiche sfavorevoli.
3. Per quanto non diversamente specificato valgono le definizioni
di cui all’art. 2 del decreto legislativo 23 maggio 2000, n. 164.

Art. 2.
Ruoli e compiti

1. I soggetti individuati nella Procedura di emergenza climatica
hanno l’obbligo di contribuire, ciascuno nel proprio ruolo e secondo
le modalita’ ed i tempi previsti nella procedura stessa,
all’obiettivo della sicurezza del sistema nazionale del gas naturale,
facendo riferimento al Comitato ed all’impresa maggiore di trasporto,
definita dalla deliberazione 30 maggio 2001, n. 120/01,
dell’Autorita’ per l’energia elettrica, e il gas, nei casi indicati
dalla procedura stessa.
2. Le imprese di trasporto e le imprese di stoccaggio sono
responsabili dell’attuazione della Procedura di emergenza climatica e
di quanto stabilito nel decreto ministeriale 26 settembre 2001, e in
particolare degli interventi di monitoraggio e di quelli direttamente
operativi loro assegnati dalla procedura stessa.
3. Le imprese di trasporto assicurano il bilanciamento fisico della
rete di trasporto, rendendo accessibili le capacita’ di trasporto
disponibili per fare fronte alle situazioni di emergenza di cui al
presente decreto. Gli utenti hanno la responsabilita’ di rendere
disponibile nei punti di entrata della rete nazionale dei gasdotti i
volumi di gas necessari in funzione del prelievo ai punti di
riconsegna, nonche’ di assicurare l’applicazione della procedura per
l’eventuale riduzione o interruzione della fornitura di gas ai
rispettivi clienti finali.
4. Tenuto conto dell’entita’ dei consumi di gas naturale, previsti
in progressivo aumento nei prossimi anni per il settore
termoelettrico, i produttori d’energia elettrica mediante impianti
che utilizzano gas naturale, forniscono al Comitato ed all’impresa
maggiore di trasporto, tramite il Gestore della rete di trasmissione
nazionale dell’energia elettrica, i dati e le informazioni previsti
nella Procedura di emergenza climatica, al fine di permettere,
durante le situazioni di emergenza, una gestione razionale e
tempestiva delle risorse di gas naturale, secondo le priorita’ ed i
tempi stabiliti nella procedura stessa.
5. Nel periodo successivo alla chiusura dell’emergenza, ciascun
soggetto coinvolto elabora un rapporto riepilogativo delle azioni
svolte e delle eventuali difficolta’ incontrate e lo invia alla
Direzione generale per l’energia e le risorse minerarie del Ministero
delle attivita’ produttive, che lo sottopone al Comitato al fine del
monitoraggio dello sviluppo e della gestione dell’intera fase di
emergenza, del conseguente aggiornamento della Procedura di emergenza
climatica e dell’individuazione di interventi, anche di tipo
normativo, che possano eliminare o ridurre le conseguenze negative
dei problemi eventualmente riscontrati.

Art. 3.
Responsabilita’

1. Le imprese di trasporto e le imprese di stoccaggio, qualora
abbiano operato nel rispetto delle regole descritte nella Procedura
di emergenza climatica di cui al presente decreto, non sono tenute a
corrispondere agli utenti che usufruiscono dei servizi di trasporto e
di stoccaggio alcuna penale o risarcimento ne’ per inadempienze
contrattuali direttamente o indirettamente connesse al verificarsi
della situazione di emergenza, ne’ per i danni che gli utenti stessi
dovessero subire in conseguenza di tali inadempienze, ai sensi di
quanto stabilito dall’art. 9, comma 4, del decreto ministeriale del
26 settembre 2001. Parimenti, nessuna responsabilita’ potra’ essere
attribuita alle stesse imprese per eventuali danni subiti dai clienti
finali in conseguenza degli eventi occorsi nella fase d’emergenza.
2. In relazione a quanto previsto all’art. 17, comma 6, della
deliberazione 17 luglio 2002, n. 137/02, dell’Autorita’ per l’energia
elettrica e il gas, la formulazione della richiesta da parte
dell’impresa maggiore di trasporto agli utenti di rendere massime le
immissioni di gas in rete agendo sulle rispettive fonti di
approvvigionamento, di cui al punto 6 della Procedura di emergenza
climatica, sospende automaticamente l’applicabilita’ dei
corrispettivi di cui all’art. 17, comma 5, della deliberazione
stessa, nonche’ dei corrispettivi di scostamento presso i punti di
entrata in rete degli stoccaggi e dei corrispettivi di disequilibrio
di cui all’art. 17, commi 1, 2 e 3 della citata deliberazione.
3. Entro trenta giorni dal termine della fase di emergenza, le
imprese di trasporto e di stoccaggio interessate renderanno
disponibili al Ministero delle attivita’ produttive, all’Autorita’
per l’energia elettrica e il gas e agli utenti interessati la
documentazione riepilogativa sulle operazioni effettuate in relazione
all’utilizzo del gas di proprieta’ degli utenti stessi, al fine della
eventuale compensazione tra gli utenti dei volumi di gas interessati,
nonche’ all’e…

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