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MINISTERO DELLE ATTIVITA’ PRODUTTIVE

MINISTERO DELLE ATTIVITA' PRODUTTIVE - DECRETO 13 gennaio 2004, n.73: Regolamento recante norme di attuazione dell'articolo 12 della legge 12 dicembre 2002, n. 273, concernente il sostegno del programma nazionale di razionalizzazione del comparto delle fonderie di ghisa e di acciaio. (GU n. 69 del 23-3-2004)

MINISTERO DELLE ATTIVITA’ PRODUTTIVE

DECRETO 13 gennaio 2004, n.73

Regolamento recante norme di attuazione dell’articolo 12 della legge
12 dicembre 2002, n. 273, concernente il sostegno del programma
nazionale di razionalizzazione del comparto delle fonderie di ghisa e
di acciaio.

IL MINISTRO DELLE ATTIVITA’ PRODUTTIVE

Visto il decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 123, recante
disposizioni per la razionalizzazione degli interventi di sostegno
pubblico alle imprese, a norma dell’articolo 4, comma 4, lettera c)
della legge 15 marzo 1997, n. 59;
Visto l’articolo 12 della legge 12 dicembre 2002, n. 273;
Visto l’articolo 17, comma 3, della legge 23 agosto 1988, n. 400;
Udito il parere del Consiglio di Stato, espresso dalla sezione
consultiva per gli atti normativi nell’adunanza del 25 agosto 2003;
Sentita la Conferenza permanente tra Stato, regioni e province
autonome di Trento e Bolzano;
Vista la comunicazione al Presidente del Consiglio dei Ministri, a
norma dell’articolo 17, comma 3, della citata legge n. 400 del 1988
(Nota n. 774085 del 15 settembre 2003);

Adotta

il seguente regolamento:

Art. 1.

Ripartizione stanziamenti

1. Gli stanziamenti previsti dal comma 1 dell’articolo 12 della
legge 12 dicembre 2002, n. 273, sono percentualmente ripartiti nel
modo seguente:
a) per le finalita’ di riorganizzazione della capacita’
produttiva del settore, di cui alla lettera a) del comma 2
dell’articolo 12 della legge 12 dicembre 2002, n. 273: 65%;
b) per le finalita’ di miglioramento del collegamento fra domanda
e offerta, di cui alla lettera b) del comma 2 dell’articolo 12 della
legge 12 dicembre 2002, n. 273: 10%;
c) per le finalita’ di rilocalizzazione, di cui alla lettera c)
del comma 2 dell’articolo 12 della legge 12 dicembre 2002, n. 273:
15%;
d) per le finalita’ di innovazione tecnologica, di cui alla
lettera d) del comma 2 dell’articolo 12 della legge 12 dicembre 2002,
n. 273: 10%.
2. Eventuali disponibilita’ residue sul singolo stanziamento
riservato per ciascuna delle predette finalita’, sono redistribuite
proporzionalmente alle esigenze che si manifestano per le rimanenti
finalita’.
3. A conclusione dell’istruttoria per la concessione dei
contributi, in caso di impossibilita’ a soddisfare le richieste
pervenute, si operano riduzioni in misura proporzionale all’entita’
del contributo spettante a ciascuna impresa con la seguente
procedura:
a) prima fase – e’ stabilito un limite massimo di contribuzione
pari a euro duemilionicinquecentomila per ciascun soggetto che
realizzi un programma di distruzione degli impianti, con la riduzione
dei contributi risultanti superiori al predetto limite massimo;
b) seconda fase – qualora lo stanziamento fosse ancora
insufficiente a soddisfare tutte le richieste, si provvede a ridurre
i contributi nei confronti di tutte le imprese istanti.
4. In ogni caso, la singola impresa non puo’ usufruire di
contributi complessivamente superiori a tre milioni di euro.

Avvertenza:
Il testo delle note qui pubblicato e’ stato redatto
dall’amministrazione competente per materia, ai sensi
dell’art. 10, comma 3, del testo unico delle disposizioni
sulla promulgazione delle leggi,sull’emanazione dei decreti
del Presidente della Repubblica e sulle pubblicazioni
ufficiali della Repubblica italiana, approvato con D.P.R.
28 dicembre 1985, n. 1092, al solo fine di facilitare la
lettura delle disposizioni di legge alle quali e’ operato
il rinvio. Restano invariati il valore e l’efficacia degli
atti legislativi qui trascritti.
– Per le direttive CEE vengono forniti gli estremi di
pubblicazione nella GazzettaUfficiale delle Comunita’
europee (GUCE).

Note alle premesse:

– Si trascrive il testo dell’art. 12 della legge
12 dicembre 2002, n. 273 (Misure per favorire l’iniziativa
privata e lo sviluppo della concorrenza):
«Art. 12 (Incentivi per il settore delle fonderie). –
1. Ai fini della realizzazione di un programma di
razionalizzazione del comparto delle fonderie di ghisa e di
acciaio e’ autorizzato lo stanziamento di 11.900.000 euro
per l’anno 2002 e di 13.500.000 euro per ciascuno degli
anni 2003 e 2004.
2. Il programma di cui al comma 1 e’ diretto, nel
rispetto della normativa comunitaria in materia di aiuti di
Stato, al perseguimento delle seguenti finalita’:
a) promuovere una migliore qualificazione della
produzione, anche attraverso la riorganizzazione della
capacita’ produttiva e lo sviluppo di condizioni favorevoli
alla sua concentrazione nelle imprese che presentano piu’
elevati livelli di competitivita’;
b) favorire migliori forme di collegamento tra la
domanda e l’offerta;
c) favorire la rilocalizzazione delle imprese per le
quali sussistano problemi di compatibilita’ ambientale con
il territorio in cui sono situati i loro stabilimenti, in
base a quanto stabilito dal decreto legislativo 4 agosto
1999, n 372, recante attuazione della direttiva 96/61/CE
relativa alla prevenzione e riduzione integrate
dell’inquinamento;
d) favorire l’innovazione tecnologica volta alla
riduzione delle fonti inquinanti e all’aumento del
risparmio energetico.
3. Con decreto del Ministro delle attivita’ produttive,
sentita la Conferenza permanente per i rapporti tra lo
Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di
Bolzano, sono definiti le modalita’ e i criteri per la
realizzazione del programma di cui al comma 1.
4. All’onere derivante dall’attuazione del presente
articolo, come determinato dal comma 1, si provvede
mediante corrispondenre riduzione dello stanziamento
iscritto, ai fini del bilancio triennale 2002-2004,
nell’ambito dell’unita’ previsionale di base di conto
capitale «Fondo speciale» dello stato di previsione del
Ministero dell’economia e delle finanze per l’anno 2002,
allo scopo parzialmente utilizzando l’accantonamento
relativo al Ministero delle attivita’ produttive.».
– Si trascrive il testo del comma 3 dell’art. 17 della
legge 23 agosto 1988, n. 400 (Disciplina dell’attivita’ di
Governo e ordinamento della Presidenza del Consiglio dei
Ministri):
«3. Con decreto ministeriale possono essere adottati
regolamenti nelle materie di competenza del Ministro o di
autorita’ sott’ordinate al Ministro, quando la legge
espressamente conferisca tale potere. Tali regolamenti, per
materie di competenza di piu’ Ministri, possono essere
adottati con decreti interministeriali, ferma restando la
necessita’ di apposita autorizzazione da parte della legge.
I regolamenti ministeriali ed interministeriali non possono
dettare norme contrarie a quelle dei regolamenti emanati
dal Governo. Essi debbono essere comunicati al Presidente
del Consiglio dei Ministri prima della loro emanazione.».

Nota all’art. 1:
– Il testo dell’art. 12 della legge 12 dicembre 2002,
n. 273, e’ riportato nelle note alle premesse.

Art. 2.

Riorganizzazione della capacita’ produttiva

1. Ai fini della riorganizzazione del settore, per la presenza nel
sistema produttivo di un eccesso di capacita’ produttiva, vengono
incentivati programmi per la distruzione fisica degli impianti e
macchinari che compongono il ciclo di produzione, con la conseguente
chiusura del sito produttivo. Per sito produttivo si intende una
unita’ produttiva idonea a realizzare un ciclo completo di attivita’
di fonderia: fusione, colata, formatura, finitura come definiti
nell’allegato C.
2. La misura del contributo fa riferimento al piu’ elevato dei due
valori previsti dalla Comunicazione della U.E. C (2002) 315 del
7 marzo 2002: «margine di contribuzione a costi fissi» – «valore
residuo degli impianti da rottamare», ed e’:
a) del 100% nell’ipotesi di riduzione della capacita’ produttiva
conseguente a fusione tra imprese o ad accordi tra imprese di
fonderia, che prevedano, tra l’altro, adeguata soluzione dei problemi
occupazionali. In particolare, la fonderia che acquisisce la
produzione dismessa deve dimostrare di aver raggiunto, nella media
degli ultimi tre bilanci approvati, valori positivi di ROS. La
certificazione deve essere effettuata da parte di una societa’ di
revisione. Va inoltre dimostrata, con perizia di tecnico esperto del
settore, la capacita’ di realizzare, con i propri impianti, la
produzione della fonderia che cessa l’attivita’;
b) del 60% della sua entita’ massima per la sola riduzione di
capacita’ produttiva.
3. I predetti valori sono cosi’ individuati:
a) valore attualizzato del margine di contribuzione del
rendimento degli impianti nell’ultimo triennio 2000-2002; per la
determinazione del margine di contribuzione dell’impresa industriale,
si fa riferimento alle sole voci di ricavo e di costo a monte del
risultato operativo ad esclusione quindi delle componenti di natura
sia finanziaria sia extraoperativa;
b) valore contabile residuo degli impianti da rottamare, al netto
degli ammortamenti effettuati al 31 dicembre 2002.
4. I valori stessi sono accertati attraverso una istruttoria
tecnica svolta da istituzione creditizia specializzata nella
valutazione di complessi aziendali ed impianti industriali, con
convenzione con il Ministero delle attivita’ produttive, a seguito di
selezione ad evidenza pubblica. L’onere derivante dalla predetta
convenzione e’ a carico dello stanziamento previsto dall’articolo 12
della legge 12 dicembre 2002, n. 273.
5. Le imprese istanti sono altresi’ tenute:
a) ad effettuare una riclassificazione dei bilanci da parte di
societa’ di revisione, secondo lo schema di cui all’allegato D;
b) a prevedere, nei programmi di distruzione degli impianti, una
adeguata soluzione dei problemi occupazionali conseguenti;
c) a procedere alla distruzione degli impianti oggetto di
incentivazione entro un anno dalla pubblicazione nella Gazzetta
Ufficiale della Repubblica italiana del presente regolamento;
d) per fruire del 100% del contributo, a presentare un accordo
sottoscritto con l’impresa in grado di realizzare la produzione
dismessa in cui siano indicati i requisiti di cui al comma 2, lettera
a), del presente articolo.
6. La distruzione degli impianti produttivi consiste nel taglio
delle parti degli impianti indicate nell’allegato C. I costi di tali
operazioni sono detratti dal ricavo della cessione del rottame.
7. Apposite commissioni costituite con decreto del Direttore
generale per il coordinamento degli incentivi alle imprese procedono
alla verifica della distruzione degli impianti produttivi. Per i
relativi compensi si fa riferimento al decreto del Ministro
dell’industria, del commercio e dell’artigianato 27 marzo 1984, e
successive modificazioni. Il relativo onere e’ a carico dello
stanziamento previsto dall’articolo 12, della legge 12 dicembre 2002,
n. 273.
8. I ricavi ottenuti dalle imprese istanti con la vendita del
rottame, al netto dei costi sostenuti per gli interventi
riconducibili al taglio alla fiamma e alla demolizione degli
impianti, sono conferiti mediante versamento alle entrate di bilancio
dello Stato e, comunque, dopo aver percepito l’intero contributo
spettante per la rottamazione degli impianti. Non sono detraibili i
costi di rimozione e smaltimento di eventuali materiali
tossico-nocivi. Non sono riconoscibili costi di personale protratti
oltre la data di verifica, da parte della Commissione ispettiva,
della avvenuta rottamazione degli impianti. La differenza tra ricavi
e costi ammissibili, riferita alla vendita del rottame, viene
calcolata dall’aministrazione sulla base della documentazione redatta
in conformita’ dell’allegato E. Il risultato di tale calcolo viene
comunicato alle imprese per il successivo versamento alle entrate di
bilancio.

Nota all’art. 2:
– La comunicazione della U.E. C(2002) 315 del 7 marzo
2002 e’ pubblicata sulla G.U.C.E. C315 del 7 marzo 2002.
– Il testo dell’art. 12 della legge 12 dicembre 2002,
n. 273, e’ riportato nelle note alle premesse.

Art. 3.

Collegamento tra domanda e offerta

1. Vengono incentivati programmi di informatizzazione volti al
miglioramento dei rapporti commerciali tra produttori ed
utilizzatori, anche al fine di favorire e accelerare lo scambio e
l’acquisizione automatica delle informazioni.
2. E’ stabilito un contributo a fondo perduto nella misura del 70%
delle spese ammissibili nei limiti della normativa comunitaria sul
«de minimis», di cui al regolamento (CE) n. 69/2001 della Commissione
del 12 gennaio 2001.
3. Le spese ammissibili a contributo sono quelle effettuate
successivamente alla data di presentazione della domanda, purche’
regolarmente fatturate al soggetto istante e riferite alle seguenti
tipologie di costo:
a) hardware e software per le finalita’ specifiche di cui al
progetto;
b) creazione di directories elettroniche, sistemi di
classificazione e ricerca dei dati;
c) costi iniziali per reti ed interconnessione, per la sicurezza
delle transazioni, per firma digitale e per sistemi di pagamento
elettronico;
d) hardware e software per sistemi di prototipazione rapida;
e) hardware e software per la simulazione dei sistemi di colata e
di alimentazione e la ricerca di eventuali difetti sulle produzioni
di fonderia;
f) sistemi per la lettura del disegno tridimensionale e i
relativi collegamenti con la prototipazione;
g) hardware e software per l’identificazione del getto durante il
ciclo produttivo;
h) hardware e software per la rilevazione delle difettologie di
prodotto;
i) spese per studi di fattibilita’ e/o analisi dei progetti
finalizzati alla riduzione dell’impatto ecologico e al risparmio
energetico.
4. Non sono ammissibili le spese per le dotazioni e le spese di
gestione.
5. Il termine per la realizzazione dell’investimento e’ fissato al
31 dicembre 2004.

Nota all’art. 3:
– La normativa comunitaria sul «de minimis» di cui al
regolamento (CE) n. 69/2001 della Commissione del
12 gennaio 2001, e’ stato pubblicata nella G.U.C.E. L 10/30
del 3 gennaio 2001.

Art. 4.

Rilocalizzazione delle imprese

1. Sono incentivati i programmi di quelle imprese che, previa
chiusura del vecchio sito produttivo, provvedono al trasferimento
presso un nuovo sito o presso una unita’ di fonderia gia’ esistente
degli impianti e macchinari appartenenti al ciclo produttivo della
fonderia.
2. Il contributo viene riconosciuto alle imprese in accertate
situazioni di incompatibilita’ ambientale, a condizione che la
rilocalizzazione non comporti aumento di capacita’ produttiva.
3. La misura del contributo e’ stabilita in ragione del 70% delle
spese ammissibili nei limiti della normativa comunitaria sul «de
minimis», di cui al regolamento (CE) n. 69/2001 della Commissione del
12 gennaio 2001.
4. Sono ritenute ammissibili le spese strettamente connesse alle
operazioni di smontaggio, trasporto e montaggio degli impianti.
5. Non sono ammesse le spese imputabili a commesse interne nonche’
spese di manutenzione sia ordinaria che straordinaria.
6. Il termine per la realizzazione dei programmi di
rilocalizzazione e’ fissato al 31 dicembre 2004.

Art. 5.

Innovazione tecnologica

1. Per gli interventi diretti alla riduzione delle fonti inquinanti
ed all’aumento del risparmio energetico, sono applicate le procedure
di cui all’articolo 14, comma primo, della legge 17 febbraio 1982, n.
46. A tal fine viene applicata la procedura a bando prevista
dall’articolo 11 della direttiva del Ministro dell’industria, del
commercio e dell’artigianato del 16 gennaio 2001, pubblicata nella
Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana, n. 79 del 4 aprile
2001, per l’agevolazione di programmi relativi a progetti pilota con
elevato grado di diffusione dei risultati per il settore di
interesse. La priorita’ del programma e’ altresi’ valutata in
relazione al grado di aggregazione delle imprese interessate.
2. Il termine per la realizzazione dei singoli programmi e’
stabilito al 31 dicembre 2004.

Nota all’art. 5:
– Si trascrive il testo del comma primo dell’art. 14
della legge 17 febbraio 1982, n. 46 (Interventi per i
settori dell’economia di rilevanza nazionale):
«Art. 14. – Presso il Ministero dell’industria, del
commercio e dell’artigianato e’ istituito il “Fondo
speciale rotativo per l’innovazione tecnologica”. Il fondo
e’ amministrato con gestione fuori bilancio ai sensi
dell’art. 9 della legge 25 novembre 1971, n. 1041.».
– Si trascrive il testo dell’art. 11 della direttiva
del Ministero dell’industria, del commercio e
dell’artigianato del 16 gennaio 2001 (Direttiva per la
concessione delle agevolazioni del fondo speciale rotativo
per l’innovazione tecnologica di cui all’art. 14 della
legge 17 febbraio 1982, n. 46):
«Art. 11 (Riserva per programmi di particolare
rilevanza). 1. Una quota non superiore al 30 per cento
delle disponibilita’ complessive del fondo di ciascun anno
puo’ essere utilizzata per l’incentivazione di programmi di
cui all’art. 2 di rilevante interesse per lo sviluppo
tecnologico e produttivo del Paese ovvero riferiti a
sistemi produttivi locali omogenei o a distretti
industriali.
2. Con appositi bandi, da pubblicare nella Gazzetta
Ufficiale, emanati annualmente dal Ministero
dell’industria, commercio e dell’artigianato previo parere
del Comitato tecnico, sono individuati le tematiche
tecnologiche e territoriali di intervento, gli obiettivi e
i criteri di selezione dei programmi di cui al comma 1
nonche’ i termini per la presentazione dei progetti di
massima.
3. Il Ministero dell’industria, del commercio e
dell’artigianato, previo parere del Comitato tecnico, sulla
base dei criteri di selezione di cui al comma 2 e nei
limiti delle disponibilita’ risultanti dalla quota di cui
al comma 1, seleziona i progetti di massima ammissibili
dandone comunicazione ai soggetti proponenti ammessi per la
presentazione del programma definitivo.
4. L’istruttoria e la valutazione dei programmi
definitivi, la concessione e l’erogazione dei benefici di
cui all’art. 4 avviene secondo le modalita’ e i termini
fissati dagli articoli 5, 7, 8 e 9 del presente decreto.».

Art. 6.

Presentazione domanda

1. Le domande sono redatte secondo lo schema di cui all’allegato A
e corredate della documentazione indicata nell’allegato B del
presente regolamento. Le domande e la relativa documentazione sono
prodotte in bollo e trasmesse al seguente indirizzo: Ministero delle
attivita’ produttive – Direzione generale per il coordinamento degli
incentivi alle imprese – via del Giorgione 2/B – 00147 Roma, mediante
raccomandata entro novanta giorni dalla pubblicazione del presente
regolamento nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana.

Art. 7.

Condizioni di ammissibilita’ della domanda

1. Le imprese esercenti attivita’ di fonderia di ghisa e di acciaio
che intendono fruire dei contributi previsti dall’articolo 12 della
legge 12 dicembre 2002, n. 273, per le finalita’ ivi indicate al
punto a) devono:
a) essere iscritte ne1 registro delle imprese; rientrano nella
fattispecie anche le imprese derivanti da procedimenti di fusione,
incorporazione o scissione di imprese aventi personalita’ giuridica
prima del 1° gennaio 2000; rientrano altresi’ le unita’ produttive
che eseguono l’intero ciclo produttivo di fonderia, anche se
appartenenti alla stessa impresa;
b) non aver modificato l’oggetto della loro produzione e la
struttura dei loro impianti dopo il 1° gennaio 2002;
c) aver realizzato regolarmente fino alla data del 31 dicembre
2001 una produzione certificata con perizia giurata di un tecnico
esperto del settore iscritto nel registro dei periti nominato dal
tribunale;
d) essere nel possesso degli impianti da dismettere alla data
della domanda stessa;
e) non avere in corso procedure fallimentari o concorsuali.
2. Le imprese esercenti attivita’ di fonderia di ghisa e di acciaio
che intendono avvalersi del contributo per perseguire le finalita’ di
cui ai punti b), c) e d) dell’articolo 12 della legge 12 dicembre
2002, n. 273, devono:
a) essere iscritte nel registro delle imprese;
b) essere in possesso degli impianti alla data della domanda;
c) non avere in corso procedure fallimentari o concorsuali.

Art. 8.

Erogazione contributi

1. L’erogazione dei contributi avviene sulla base delle risultanze
dell’istruttoria effettuata con esito positivo.
2. L’impresa richiedente e’ tenuta a comunicare tutte le variazioni
riguardanti i dati esposti nella domanda e nei suoi allegati che
dovessero intervenire successivamente alla presentazione della
domanda stessa.

Art. 9.

Revoca delle agevolazioni

1. E’ fatto divieto alle societa’ beneficiarie delle agevolazioni
di ripristinare la capacita’ produttiva soppressa nei cinque anni
successivi alla data del pagamento.
2. In caso di innoservanza di quanto disposto al comma 1, le
imprese interessate perdono il diritto alle agevolazioni nella misura
pari alla capacita’ produttiva ripristinata, con il conseguente
obbligo di restituire il corrispondente contributo comprensivo di
interessi legali e rivalutazione.
3. In caso di inosservanza dell’accordo interaziendale di cui
all’articolo 2, comma 2, lettera a) del presente decreto, l’impresa
interessata perde il diritto al beneficio del maggior contributo.
4. Ai sensi della normativa vigente, le disposizioni dei precedenti
commi si applicano alle societa’ controllanti, controllate o comunque
collegate alle societa’ destinatarie dei contributi medesimi.
5. La revoca dei benefici concessi e’, altresi’, disposta nelle
fattispecie previste dall’articolo 9 del decreto legislativo 31 marzo
1998, n. 123.
Il presente decreto, munito del sigillo dello Stato, sara’ inserito
nella Raccolta ufficiale degli atti normativi della Repubblica
italiana. E’ fatto obbligo a chiunque spetti di osservarlo e di farlo
osservare.
Roma, 13 gennaio 2004
Il Ministro: Marzano
Visto, il Guardasigilli: Castelli Registrato alla Corte dei conti
il 9 marzo 2004 Ufficio di controllo sugli atti dei Ministeri delle
attivita’ produttive, registro n. 1, foglio n. 250

Nota all’art. 9:
– Si trascrive il testo dell’art. 9 del decreto
legislativo 31 marzo 1998, n. 123 (Disposizioni per la
razionalizzazione degli interventi di sostegno pubblico
alle imprese, a norma dell’art. 4, comma 4, lettera c),
della legge 15 marzo 1997, n. 59):
«Art. 9 (Revoca dei benefici e sanzioni). – 1. In caso
di assenza di uno o piu’ requisiti, ovvero di
documentazione incompleta o irregolare, per fatti comunque
imputabili al richiedente e non sanabili, il soggetto
competente provvede alla revoca degli interventi e, in caso
di revoca dal bonus fiscale, ne da immediata comunicazione
al Ministero delle finanze.
2. In caso di revoca degli interventi, disposta ai
sensi del comma 1, si applica anche una sanzione
amministrativa pecuniaria consistente nel pagamento di una
somma in misura da due a quattro volte l’importo
dell’intervento indebitamente fruito.
3. Qualora i beni acquistati con l’intervento siano
alienati, ceduti o distratti nei cinque anni successivi
alla concessione, ovvero prima che abbia termine quanto
previsto dal progetto ammesso all’intervento, e’ disposta
la revoca dello stesso, il cui importo e’ restituito con le
modalita’ di cui al comma 4.
4. Nei casi di restituzione dell’intervento in
conseguenza della revoca di cui al comma 3, o comunque
disposta per azioni o atti addebitati all’impresa
beneficiaria, e della revoca di cui al comma 1, disposta
anche in misura parziale purche’ proporzionale
all’inadempimento riscontrato, l’impresa stessa versa il
relativo importo maggiorato di un interesse pari al tasso
ufficiale di sconto vigente alla data dell’ordinativo di
pagamento, ovvero alla data di concessione del credito di
imposta, maggiorato di cinque punti percentuali. In tutti
gli altri casi la maggiorazione da applicare e’ determinata
in misura pari al tasso ufficiale di sconto.
5. Per le restituzioni di cui al comma 4 i crediti
nascenti dai finanziamenti erogati ai sensi del presente
decreto legislativo sono preferiti a ogni altro titolo di
prelazione da qualsiasi causa derivante, ad eccezione del
privilegio per spese di giustizia e di quelli previsti
dall’art. 2751-bis del codice civile e fatti salvi i
diritti preesistenti dei terzi. Al recupero dei crediti si
provvede con l’iscrizione al ruolo, ai sensi dell’art 67,
comma 2, del decreto del Presidente della Repubblica
28 gennaio 1988, n. 43, delle somme oggetto di
restituzione, nonche’ delle somme a titolo di rivalutazione
e interessi e delle relative sanzioni.
6. Le somme restituite ai sensi del comma 4 sono
versate all’entrata del bilancio dello Stato per
incrementare la disponibilita’ di cui all’art. 10, comma
2.».

Allegato A

Domanda in regola con l’imposta di bollo

Al Ministero delle attivita’ produttive – Direzione generale
coordinamento incentivi alle imprese – Via del Giorgione, 2/B – 00147
Roma

La sottoscritta Societa’ &ul; con sede legale in &ul; via &ul; n.
…… tel. ……………. telefax ……………… codice
fiscale &ul; in possesso dei requisiti di legge, chiede il contributo
previsto dall’articolo 12, della legge 12 dicembre 2002, n. 273, in
relazione (riportare i punti che interessano):
a) alla riduzione di capacita’ produttiva connessa agli impianti
siti nei seguenti stabilimenti:
stabilimento di &ul; (ubicazione);
impianti: (breve descrizione);
stabilimento di &ul; (ubicazione);
impianti &ul; (breve descrizione);
b) alla realizzazione di migliori forme di collegamento fra la
domanda e l’offerta;
c) alla rilocalizzazione degli impianti per i quali sussistono
problemi di compatibilita’ ambientali con il territorio:
da stabilimento di: &ul; (ubicazione);
impianti &ul; (breve descrizione);
a stabilimento di: &ul; (ubicazione);
impianti: &ul; (breve descrizione);
d) al programma di innovazione tecnologica volto alla riduzione
delle fonti inquinanti e/o all’aumento del risparmio energetico.

SCHEMA DI PROGETTO DI MASSIMA

Soggetto/i proponente/i (ragione sociale e sede)
Notizie sul progetto:
argomento;
obiettivi;
pertinenza alle tematiche del bando;
fattibilita’;
costo globale previsto;
tempi di realizzazione.
Ubicazione dell’iniziativa.
Capacita’ tecniche dell’impresa/e.
Contenuti di innovativita’ e confronto con lo stato dell’arte.
Effetti previsti in termini di riduzione delle emissioni inquinanti
ed all’aumento del risparmio energetico.
Potenziale diffusivita’ dei risultati ottenuti.
Si dichiara ad ogni effetto che gli elementi forniti sia con la
presente istanza sia con la documentazione allegata sono
rigorosamente conformi alla realta’.
Data ……………………….
Legale rappresentate …………………………..

Allegato B
(legge 12 dicembre 2002, n. 273 – articolo 12)

Ai fini del riconoscimento del diritto ai contributi di cui alla
lettera a) dell’articolo 12 della legge 12 dicembre 2002, n. 273, e’
necessario presentare in allegato alla domanda la documentazione
sotto specificata:
1. Dichiarazione del legale rappresentante della societa’,
rilasciata ai sensi del decreto del Presidente della Repubblica
28 dicembre 2000, n. 445, articolo 46 e seguenti, attestante i
seguenti punti:
a) iscrizione nel registro delle imprese con indicazione della
CCIAA, numero e data di iscrizione;
b) iscrizione all’I.N.P.S. e inquadramento nel settore di
appartenenza;
c) livello occupazionale medio per ciascuno degli anni 2000/2002,
per ciascun stabilimento;
d) possesso degli impianti da sopprimere alla data della domanda;
e) esistenza di collegamenti o controlli con altre societa’;
f) assenza di procedure fallimentari o concorsuali.
2. Dichiarazione a firma del presidente del collegio sindacale
attestante che a partire dal 1° gennaio 2000 e fino al momento della
presentazione della domanda non si sono verificate mutazioni
dell’oggetto della produzione e della struttura degli impianti.
3. Perizia giurata di tecnico esperto del settore, iscritto nel
registro dei periti nominato dal tribunale sulla produzione
effettivamente realizzata in ciascuno degli anni 2000/2001.
4. Relazione tecnica sottoscritta dal legale rappresentante
dell’impresa, dalla quale risulti:
a) ragione sociale, sede legale, capitale sociale, e sua
ripartizione, estremi dell’atto costitutivo e scadenza;
b) composizione organi societari;
c) composizione del gruppo di appartenenza e posizionamento
attuale della richiedente;
d) principali vicende societarie successive al 31 dicembre 1998;
e) produzione e impianti:
gamma produttiva nel biennio 2000-2001;
descrizione dettagliata e precisa degli impianti ed evoluzione
della struttura produttiva nel triennio con indicazione delle
relative PMP;
estremi e contenuto della perizia giurata;
f) entita’ del contributo richiesto;
g) individuazione degli impianti oggetto di chiusura corredati da
documentazione fotografica;
h) statistiche:
vendite a quantita’ e valore nel triennio 2000/2002 suddivise
per tipologia di prodotto;
personale in forza suddiviso per stabilimento e categoria con
indicazione dell’eventuale ricorso alla C.I.G.;
i) gestione:
andamento economico nel triennio 2000/2002 (allegare bilanci);
conti economici aziendali riclassificati ai fini del calcolo
della contribuzione (vedi schema allegato);
j) calcolo del contributo:
individuazione del v.c.n. depurato al 31 dicembre 2002
(calcolato sulla base dei soli ammortamenti ordinari);
valori del m.c.c.f. nel triennio.
Ai fini del riconoscimento del diritto ai contributi di cui alle
lettere b) e d) dell’articolo 12 della legge 12 dicembre 2002, n.
273, e’ necessario presentare in allegato alla domanda la
documentazione sotto specificata:
1. dichiarazione di cui al precedente punto 1, attestante quanto
previsto dai paragrafi a), b), c), d), ed e);
2. relazione tecnica sottoscritta dal legale rappresentante
dell’impresa dalla quale risulti:
quanto previsto dal precedente punto 4, paragrafi a), b), c) e
d);
progetto di investimento contenente, finalita’, descrizione,
preventivo di spesa con il dettaglio per ciascuna voce di spesa
programmata;
entita’ del contributo richiesto.
Ai fini del riconoscimento del diritto ai contributi di cui alla
lettera c) dell’articolo 12 della legge 12 dicembre 2002, n. 273, e’
necessario presentare in allegato alla domanda la documentazione
sotto specificata:
1. dichiarazione di cui al precedente punto 1, attestante quanto
previsto dai paragrafi a), b), c), d) ed e);
2. certificazioni di incompatibilita’ ambientale.
3. relazione tecnica, sottoscritta dal legale rappresentante
dell’impresa, dalla quale risulti:
quanto previsto dal precedente punto 4, paragrafi a), b), c) e
d);
progetto di rilocalizzazione contenente, motivazioni che hanno
determinato la necessita’ di rilocalizzazione, descrizione
dettagliata degli impianti da trasferire nella nuova unita’
produttiva, preventivo di spesa con il dettaglio per ciascuna voce di
spesa programmata, entita’ del contributo richiesto.

Allegato C

ELENCO IMPIANTI PRODUTTIVI ROTTAMABILI

Gli impianti devono essere resi inutilizzabili mediante il taglio di
una parte funzionale (per taglio si intende o la tranciatura di una
intera sezione o l’asportazione di una modesta area)

—-> Vedere immagini da pag. 10 a pag. 12 in formato zip/pdf

Allegato D
(Legge 12 dicembre 2002, n. 273)

—-> Vedere immagini alle pagg. 13 e 14 in formato zip/pdf

Allegato E

DOCUMENTAZIONE DA TRASMETTERE A DIMOSTRAZIONE DEI COSTI SOSTENUTI PER
LA ROTTAMAZIONE DEGLI IMPlANTI E DEI RICAVI OTTENUTI DALLA VENDITA
DEL ROTTAME.

1. Ricavi dalla vendita del rottame.
Documentazione:
bolle di accompagnamento o di consegna del materiale, riportanti
tipo e quantita’ di materiale in peso (es. pezzi rottamati del forno
fusorio per un totale di 1.000 Kg, ecc.);
fattura di vendita del materiale rottamato;
contratti, ordini, appalti, ovvero altri documenti che consentono
l’individuazione della natura del rottame.
2. Costi sostenuti dall’azienda.
Possono essere portate in detrazione le spese vive di demolizione
degli impianti oggetto di contributo.
La documentazione da raccogliere e trasmettere al Ministero a
dimostrazione dei costi sostenuti dovra’ essere la seguente:
a) costi del personale (documentazione):
elenco del personale dipendente;
numero delle giornate di lavoro (fogli presenza);
costo orario (cedolino paga);
conteggio del costo sostenuto (paga base, oneri differiti ed
oneri sociali, ecc.);
b) costi delle ditte esterne (documentazione):
contratto;
nota di prestazione d’opera, riportante il costo orario e
quello giornaliero;
fattura quietanzata delle prestazioni svolte (giornate di
lavoro, persone, macchinari, ecc.).

MINISTERO DELLE ATTIVITA’ PRODUTTIVE

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