MINISTERO DELL'AMBIENTE E DELLA TUTELA DEL TERRITORIO - DECRETO 16 giugno 2005 | Edilone.it

MINISTERO DELL’AMBIENTE E DELLA TUTELA DEL TERRITORIO – DECRETO 16 giugno 2005

MINISTERO DELL'AMBIENTE E DELLA TUTELA DEL TERRITORIO - DECRETO 16 giugno 2005 - Linee guida di programmazione forestale. (GU n. 255 del 2-11-2005)

MINISTERO DELL’AMBIENTE E DELLA TUTELA DEL TERRITORIO

DECRETO 16 giugno 2005

Linee guida di programmazione forestale.

IL MINISTRO DELL’AMBIENTE E DELLA TUTELA DEL TERRITORIO

Visto l’art. 7 della legge 5 marzo 2001, n. 57, che al comma 1
delega il Governo ad emanare decreti legislativi per la
modernizzazione nei settori dell’agricoltura, delle foreste, della
pesca e dell’acquacoltura e al comma 3, lettera i), stabilisce che
detti decreti legislativi siano diretti a creare condizioni per
favorire lo sviluppo sostenibile del sistema forestale, in aderenza
ai criteri e ai principi individuati dalle conferenze ministeriali
sulla protezione delle foreste in Europa;
Visto il decreto legislativo 18 maggio 2001, n. 227, recante
orientamento e modernizzazione del settore forestale, che all’art. 3,
comma 1, affida al Ministero dell’ambiente e della tutela del
territorio e al Ministero delle politiche agricole e forestali,
ciascuno per quanto di propria competenza, l’incarico di emanare
linee guida in materia forestale, in relazione alle quali le regioni
definiscono le linee di tutela, conservazione, valorizzazione e
sviluppo del settore forestale nel territorio di loro competenza,
attraverso la redazione e la revisione di propri piani forestali;
Vista la convenzione per la protezione delle Alpi, firmata a
Salisburgo nel novembre 1991, che fissa gli obiettivi per una
corretta politica ambientale per la salvaguardia a lungo termine
dell’ecosistema alpino nonche’ la tutela degli interessi economici
delle popolazioni residenti ed il relativo protocollo per le foreste
montane, con lo scopo di conservare le foreste montane come habitat
quasi naturale e, quando cio’ sia necessario, di svilupparle o di
aumentare l’estensione e di migliorare la loro stabilita’;
Vista la convenzione sulla diversita’ biologica, sottoscritta a Rio
de Janeiro il 5 giugno 1992 e ratificata con la legge 14 febbraio
1994, n. 124;
Considerato che nel corso della sesta conferenza delle parti
firmatarie della convenzione sulla diversita’ biologica, tenutasi
all’Aja nel 2002, e’ stata adottata la decisione VI/22 che
nell’allegato I definisce un programma di lavoro per la conservazione
della diversita’ biologica forestale, considerata elemento
insostituibile per la complessiva conservazione della diversita’
biologica anche in relazione al rapporto foreste – clima e che
ribadisce piu’ volte l’importanza della gestione forestale
sostenibile;
Vista la convenzione quadro delle Nazioni Unite sui cambiamenti
climatici, adottata a New York il 9 maggio 1992 ed il protocollo di
Kyoto del dicembre 1997 che ne rappresenta uno degli strumenti
attuativi e che riconosce alle foreste un ruolo significativo nelle
politiche di stabilizzazione del clima per la loro capacita’ di
fissazione del carbonio;
Vista la convenzione delle Nazioni Unite sulla lotta alla
desertificazione (United Nations convention to combat desertification
– UNCCD) del 17 giugno 1994, ratificata con la legge 4 giugno 1997,
n. 170;
Vista la convenzione sul commercio internazionale delle specie
minacciate di estinzione della flora e della fauna (CITES) firmata a
Washington il 3 marzo 1973 e ratificata con la legge 19 dicembre
1975, n. 874;
Visti gli esiti della conferenza delle Nazioni Unite su ambiente e
sviluppo (UNCED), tenutasi a Rio de Janeiro nel 1992, che hanno dato
concretezza al concetto di gestione forestale sostenibile (GFS),
definendone le tre principali dimensioni, ecologica (conservazione
delle risorse boschive), sociale (impatti sociali positivi) ed
economica (efficienza nell’organizzazione dell’offerta dei prodotti o
dei servizi forestali), e hanno affermato un quadro di principi volti
ad ottenere un consenso globale sulla gestione, la conservazione e lo
sviluppo sostenibile di tutte le tipologie di foreste, noti con la
denominazione di principi forestali; tali principi accompagnano il
capitolo 11 di agenda 21, dedicato alla strategia contro la
deforestazione;
Viste le proposte d’azione del comitato intergovernativo sulle
foreste (Intergovernmental panel on forest, IPF 1995-97) e del Forum
intergovernativo sulle foreste (Intergovernmental forum on forest,
IFF 1997-2000) per la promozione di politiche nazionali ed
internazionali per una gestione forestale sostenibile, che hanno
trovato seguito a partire dal 10 ottobre 2000 nel programma
pluriennale di lavoro del Forum delle Nazioni Unite sulle foreste
(United Nations forum on forests, UNFF);
Considerata la particolare attenzione rivolta alle politiche di
pianificazione forestale nazionale in ambito FAO;
Visto il VI programma di azione per l’ambiente della Comunita’
europea 2001-2010 (decisione n. 1600/2002/CE);
Visto il piano d’azione dell’Unione europea contro il commercio
illegale del legno (FLEGT) adottato il 13 ottobre 2003;
Vista la direttiva 92/43/CEE del consiglio del 21 maggio 1992
relativa alla conservazione degli habitat naturali e seminaturali e
della flora e della fauna selvatiche che promuove la costituzione di
una rete ecologica europea coerente, denominata Natura 2000,
costituita da zone speciali di conservazione (ZSC) e da zone di
protezione speciale (ZPS) recepita in Italia dal decreto del
Presidente della Repubblica dell’8 settembre 1997, n. 357
successivamente modificato ed integrato dal decreto del Presidente
della Repubblica del 12 marzo 2003, n. 120;
Visto il regolamento (CE) n. 1782/2003 del 29 settembre 2003 che
stabilisce norme comuni relative al regime di sostegno diretto
nell’ambito della politica agricola comune (PAC), recepito in Italia
con il decreto del Ministero delle politiche agricole e forestali del
5 agosto 2004, recante disposizioni per l’attuazione della riforma
della politica agricola comune, ed in particolare il criterio della
condizionalita’;
Vista la proposta di regolamento del consiglio sullo sviluppo
rurale da parte del Fondo europeo agricolo per lo sviluppo rurale
(FEASR) del 14 luglio 2004;
Considerato che l’Italia, aderendo al processo Paneuropeo delle
conferenze ministeriali sulla protezione delle foreste in Europa
(MCPFE), ha fatto proprio il concetto di gestione forestale
sostenibile (GFS) cosi’ come definito dalle risoluzioni di Strasburgo
(1990), Helsinki (1993), Lisbona (1998) e Vienna (2003) ed in
particolare dalla risoluzione H1 di Helsinki del 1993, che chiede una
«gestione corretta e l’uso delle foreste e dei terreni forestali
nelle forme e a un tasso di utilizzo tali da mantenere la loro
diversita’ biologica, produttivita’, capacita’ di rinnovazione,
vitalita’ e una potenzialita’ che assicuri, adesso e in futuro,
rilevanti funzioni ecologiche, economiche e sociali a livello locale,
nazionale e globale tali da non comportare danni ad altri
ecosistemi»;
Considerato che, al fine di dare integrale ed armonica applicazione
alle disposizioni del richiamato art. 3, commi 1 e 2, del decreto
legislativo 18 maggio 2001, n. 227, e’ opportuno prefigurare un
sistema di programmazione forestale concertato con i diversi attori
titolari di competenze in materia, che tenga conto degli aspetti
della tutela, della valorizzazione, dello sviluppo e del monitoraggio
nel settore forestale, con particolare riguardo alla gestione
forestale sostenibile al fine di calare nella realta’ italiana gli
indirizzi maturati in ambito internazionale contenuti nelle
convenzioni e trattati sottoscritti dal nostro Paese;
Considerato che in tale ottica lo Stato italiano, inteso nella
pluralita’ delle sue articolazioni centrali e regionali, intende
fornire un quadro di riferimento per sviluppare linee programmatiche
ed interventi puntuali sul territorio;
Vista l’intesa, sancita ai sensi dell’art. 8, comma 6 delle legge
5 giugno 2003, n. 131, dalla conferenza permanente per i rapporti tra
lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e Bolzano,
nella seduta del 15 luglio 2004, repertorio atti n. 2049, sulle linee
guida di programmazione forestale previste dall’art. 3, comma 1, del
decreto legislativo 18 maggio 2001, n. 227;
Decreta:

1. Sono emanate ai sensi dell’art. 3 del decreto legislativo
18 maggio 2001, n. 227, le seguenti linee guida in materia forestale
che hanno lo scopo di valutare lo stato di conservazione del settore
in relazione alla tutela della biodiversita’ e di individuare
elementi di indirizzo per la programmazione che le regioni attueranno
nel rispetto degli impegni internazionali e della normativa
comunitaria e nazionale in materia ed in considerazione delle
strategie, dei criteri e degli indicatori da essi individuati.
I. Le foreste in Italia

Secondo l’ultimo inventario forestale nazionale del 1985
(MAF/ISAFA, 1988), la superficie forestale italiana ammonta a
8.675.100 ettari, includendo nel bosco 2.160.900 ettari di formazioni
arbustive, rupestri e riparie.
Le prime proiezioni dei dati relativi al nuovo inventario forestale
nazionale (inventario nazionale delle foreste e dei serbatoi di
carbonio), confermano una stima di superficie complessiva del
patrimonio forestale italiano di circa 10,5 milioni di ettari.
Secondo i dati ISTAT 2000, il 53% della superficie forestale e’
governata a ceduo e ceduo composto, la cui eta’ media e’ di circa 20
anni, e il 43% a fustaia, la cui eta’ non e’ molto superiore a quella
dei cedui, attestandosi su una media di 40 anni. Il restante 4% e’
coperto da macchia mediterranea.
Nel 1985 la massa l…

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