MINISTERO DELL'AMBIENTE E DELLA TUTELA DEL TERRITORIO - CIRCOLARE 8 Giugno 2004: Decreto ministeriale 8 maggio 2003, n. 203: Indicazioni per l'operativita' nel settore tessile e abbigliamento. (GU n. 145 del 23-6-2004 | Edilone.it

MINISTERO DELL’AMBIENTE E DELLA TUTELA DEL TERRITORIO – CIRCOLARE 8 Giugno 2004: Decreto ministeriale 8 maggio 2003, n. 203: Indicazioni per l’operativita’ nel settore tessile e abbigliamento. (GU n. 145 del 23-6-2004

MINISTERO DELL'AMBIENTE E DELLA TUTELA DEL TERRITORIO - CIRCOLARE 8 Giugno 2004: Decreto ministeriale 8 maggio 2003, n. 203: Indicazioni per l'operativita' nel settore tessile e abbigliamento. (GU n. 145 del 23-6-2004 )

MINISTERO DELL’AMBIENTE E DELLA TUTELA DEL TERRITORIO

CIRCOLARE 8 Giugno 2004

Decreto ministeriale 8 maggio 2003, n. 203: Indicazioni per
l’operativita’ nel settore tessile e abbigliamento.

1. Materiale riciclato.
Definizione di materiale riciclato.
Materiali realizzati utilizzando rifiuti derivanti dal
post-consumo, nei limiti in peso imposti dalle tecnologie impiegate
per la produzione del materiale medesimo.
In deroga a quanto sopra, l’art. 9, comma 1, lettera b) del decreto
ministeriale 8 maggio 2003, n. 203, stabilisce che pur non provenendo
dal ciclo dei rifiuti o da cicli di post-consumo, i materiali tessili
costituiti ai cento per cento di fibre precedentemente incorporate in
un semilavorato o prodotto finito, derivanti dalla raccolta di flussi
omogenei di rifiuti, che comunque abbiano subito lavorazioni di
sfilacciatura o stracciatura, concorrono totalmente nel calcolo del
rifiuto introdotto nel materiale riciclato.
Materiali riciclati ammissibili alla iscrizione nel repertorio del
riciclaggio.
Sono iscrivibili, a titolo di esempio e in maniera non esaustiva,
nell’elenco dei materiali riciclati all’interno del repertorio del
riciclaggio:
fibre tessili rigenerate naturali (lana, cotone, seta, lino,
canapa, cashmere, etc.);
fibre tessili rigenerate artificiali (viscosa, acetato, etc.);
fibre tessili rigenerate sintetiche (poliestere, nylon, acrilico,
etc.);
filati per tessitura realizzati con fibre tessili rigenerate;
filati per maglieria realizzati con fibre tessili rigenerate;
tessuti per abbigliamento realizzati con fibre tessili
rigenerate;
altri tessuti per impieghi tecnici e industriali realizzati con
fibre tessili rigenerate (geotessili, tessuti per arredamento,
calzature, usi agricoli, etc.);
tessuti non tessuti realizzati con fibre tessili rigenerate;
ovatte, feltri e strutture non tessili propriamente dette, ma
costituite da fibre tessili.
Altri semilavorati tessili per impieghi industriali realizzati
con fibre tessili rigenerate.
Limite in peso imposto dalla tecnologia.
La tecnologia impiegata per la produzione del materiale riciclato
in questo settore impone in linea generale limiti in peso di rifiuti
o materiali tessili di cui all’art. 9, comma 1, lettera b) del
decreto ministeriale 8 maggio 2003, n. 203, molto variegati in
funzione delle prestazioni legate all’utilizzo dei materiali stessi;
tali limiti possono arrivare anche fino al 100% in talune
circostanze.
Pertanto detti limiti si possono individuare nel seguente modo:
fibre tessili: si assume un limite pari al 100% del peso del
materiale riciclato;
filati, tessuti e altri materiali tessili: il limite tecnologico
si evince dalla documentazione a corredo della richiesta di
iscrizione del materiale riciclato.
Occorre precisare che in ogni caso il limite tecnologico e’ da
intendersi come soglia massima di rifiuti e materiali tessili di cui
all’art. 9, comma 1, lettera b) del decreto ministeriale 8 maggio
2003, n. 203, che puo’ essere presente in ciascun materiale
riciclato.
L’entita’ effettiva di rifiuti e/o materiali tessili di cui
all’art. 9, comma 1, lettera b) del decreto ministeriale 8 maggio
2003, n. 203, dovra’ essere dichiarata nell’ambito dell’allegato A e
nella perizia a corredo della domanda.
Percentuale minima di rifiuti e/o materiali tessili di cui all’art.
9, comma 1, lettera b) del decreto ministeriale 8 maggio 2003, n.
203, contenuta nel materiale riciclato.
La presenza di rifiuti e/o di materiali tessili di cui alla deroga
ex art. 9, comma 1, lettera b), del decreto ministeriale 8 maggio
2003, n. 203, contenuti nei materiali riciclati afferenti il settore
tessile abbigliamento non puo’ essere inferiore al 40% in peso sul
totale del materiale riciclato stesso, di cui e’ richiesta
l’iscrizione al repertorio del riciclaggio.
2. Manufatto o bene ottenuto con materiale riciclato e categorie di
prodotti.
Definizione di manufatto o bene ottenuto con materiale riciclato.
Bene o manufatto che presenti una prevalenza in peso di materiale
riciclato.
La prevalenza in peso dei materiali riciclati e’ riferita al
materiale stesso e non ai rifiuti e altri materiali di cui all’art.
9, comma 1, lettera b) del decreto ministeriale 8 maggio 2003, in
esso contenuti.
Categorie di prodotti ottenuti con materiale riciclato ammissibili
alla iscrizione nel repertorio del riciclaggio.
Sono di seguito elencate – in maniera non esaustiva – le categorie
di prodotti per il settore tessile e abbigliamento, che potranno
essere integrate successivamente.
Nell’ambito di ciascuna categoria sono altresi’ indicati a titolo
di esempio e in maniera non esaustiva i beni e manufatti ottenuti con
materiali riciclati iscrivibili nel repertorio del riciclaggio:
a) abbigliamento esterno (categoria di prodotto):
esempi di beni o manufatti ottenuti con materiali riciclati:
abiti completi;
cappelli e copricapi in genere;
cappotti;
felpe;
fodere;
giacche;
gilet;
giubbe/giubbotti/giacconi;
gonne;
maglie/maglioni;
mantelli;
pantaloni;
scialli;
sciarpe;
tute;
etc.
b) effetti letterecci:
coperte;
plaids;
copriletti;
etc.
c) prodotti tessili per la pulizia:
panni;
strofinacci;
altri prodotti tessili per la pulizia;
etc.
d) pavimentazioni e rivestimenti tessili:
pavimentazioni tessili;
rivestimenti tessili;
etc.
e) strutture tessili isolanti:
pannellature;
imbottiture;
etc.
3. Metodologia di calcolo.
Nello specifico settore, non essendo possibile a causa della
disomogenita’ dei prodotti contenuti nelle categorie individuate,
definire un’unita’ di misura identificativa dell’unita’ di prodotto,
il termine quantitativo per la definizione dell’obbligo di cui
all’art. 3, comma 1 del decreto ministeriale 8 maggio 2003, n. 203,
per ciascuna categoria fa riferimento all’importo annuo destinato
all’acquisto di manufatti e beni appartenenti alla medesima.
4. Obbligo.
L’obbligo di copertura del trenta per cento del fabbisogno annuale
di manufatti e beni appartenenti a ciascuna categoria di prodotto, di
cui all’art. 3 del decreto ministeriale 8 maggio 2003, n. 203, si
riferisce a manufatti e beni realizzati con materiale riciclato
contenuti nell’elenco inserito nel repertorio del riciclaggio.
L’obbligo si genera al momento in cui i prodotti realizzati con
materiali riciclati, iscritti al repertorio del riciclaggio,
presentino contestualmente:
medesima destinazione d’uso, ancorche’ con aspetto,
caratteristiche merceologiche o ciclo produttivo diversi (es: diversa
composizione fibrosa o ciclo produttivo cardato in luogo di ciclo
pettinato);
prestazioni sostanzialmente conformi all’utilizzo cui sono
destinati, rispetto ai prodotti analoghi realizzati con materiali
vergini.
5. Congruita’ del prezzo.
La congruita’ del prezzo dei manufatti e beni realizzati con
materiali riciclati iscrivibili al repertorio del riciclaggio si
ritiene rispettata se tale valore non risulta superiore a quello
relativo ai corrispondenti beni e manufatti realizzati con materiali
vergini.
6. Iscrizione dei prodotti tessili e dell’abbigliamento nel
repertorio del riciclaggio.
Documentazione da produrre per l’iscrizione dei materiali riciclati:
allegato A, debitamente compilato in base allo schema riservato
ai materiali riciclati e accluso alla presente circolare;
relazione tecnica:
la domanda deve essere corredata anche da una relazione tecnica
tesa a fornire informazioni relative al materiale di cui e’ richiesta
l’iscrizione, con particolare riferimento alla composizione, alle
possibili applicazioni ed altri dati tecnici;
perizia giurata:
la perizia giurata deve documentaretla percentuale di rifiuti e
materiali tessili di cui all’art. 9, comma 1, lettera b) del decreto
ministeriale 8 maggio 2003, n. 203, presente nel materiale riciclato,
sulla base di analisi di processo, tramite dichiarazione di un
soggetto certificatore professionalmente abilitato.
Puo’ essere presentata un’unica perizia comprendente anche piu’
materiali riciclati da iscriversi al repertorio del riciclaggio, a
condizione che contenga le specifiche di ciascuno in termini di
contenuto di rifiuti e/o materiali tessili di cui alla deroga ex art.
9, comma 1, lettera b) del decreto ministeriale 8 maggio 2003.
Altre informazioni utili:
i soggetti interessati possono a loro discrezione corredare la
richiesta di iscrizione con ulteriori informazioni utili a
qualificare il materiale riciclato che intendono inserire nel
repertorio riciclato.
Documentazione da inviare per l’iscrizione dei manufatti o beni
realizzati con materiale riciclato.
Allegato A, debitamente compilato in base allo schema riservato ai
beni o manufatti realizzati con materiali riciclati e accluso alla
presente circolare.
Relazione tecnica di progetto, contenente:
a) una descrizione del manufatto;
b) l’evidenziazione delle parti realizzate in materiale
riciclato;
c) il peso complessivo del bene o manufatto;
d) una dichiarazione del peso di materiale riciclato utilizzato
per la realizzazione del manufatto o del bene;
e) le caratteristiche prestazionali;
f) l’indicazione della potenziale offerta del singolo prodotto;
g) dichiarazione del rispetto del parametro di congruita’ del
prezzo, di cui al punto 5 della presente circolare;
h) le norme nazionali e comunitarie, anche in tema di sicurezza,
salute, qualita’, cui e’ soggetto il manufatto e certificazi…

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