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MINISTERO DELL’AMBIENTE E DELLA TUTELA DEL TERRITORIO

MINISTERO DELL'AMBIENTE E DELLA TUTELA DEL TERRITORIO - DECRETO 30 giugno 2004: Criteri per la redazione del progetto di gestione degli invasi, ai sensi dell'articolo 40, comma 2, del decreto legislativo 11 maggio 1999, n. 152, e successive modifiche ed integrazioni, nel rispetto degli obiettivi di qualita' fissati dal medesimo decreto legislativo. (GU n. 269 del 16-11-2004)

MINISTERO DELL’AMBIENTE E DELLA TUTELA DEL TERRITORIO

DECRETO 30 giugno 2004

Criteri per la redazione del progetto di gestione degli invasi, ai
sensi dell’articolo 40, comma 2, del decreto legislativo
11 maggio 1999, n. 152, e successive modifiche ed integrazioni, nel
rispetto degli obiettivi di qualita’ fissati dal medesimo decreto
legislativo.

IL MINISTRO DELL’AMBIENTE E DELLA TUTELA DEL TERRITORIO

di concerto con

IL MINISTRO DELLE ATTIVITA’ PRODUTTIVE

IL MINISTRO DELLE POLITICHE AGRICOLE E FORESTALI e IL MINISTRO DELLE
INFRASTRUTTURE E DEI TRASPORTI

Vista la legge 8 luglio 1986, n. 349;
Visto il decreto legislativo 11 maggio 1999, n. 152, e successive
modifiche ed integrazioni;
Visto, in particolare, l’art. 40, commi 2, 3 e 4, del citato
decreto legislativo n. 152 del 1999, il quale prevede che le
operazioni di svaso, sghiaiamento e sfangamento degli invasi siano
effettuate secondo un progetto di gestione predisposto sulla base di
criteri fissati con decreto del Ministro dei lavori pubblici e del
Ministro dell’ambiente, di concerto con i Ministri dell’industria,
del commercio e dell’artigianato, per le politiche agricole e il
Ministro delegato della protezione civile;
Visto decreto legislativo 30 luglio 1999, n. 300, e successive
modifiche e integrazioni;
Visto l’art. 1, comma 2, del decreto del Presidente del Consiglio
dei Ministri 10 aprile 2001, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n.
104 del 7 maggio 2001, che trasferisce dal Ministero dei lavori
pubblici al Ministero dell’ambiente la Direzione generale della
difesa, del suolo e gli uffici con compiti in materia di gestione e
tutela delle risorse idriche;
Visto il decreto del Presidente della Repubblica 1° novembre 1959,
n. 1363;
Visto il decreto-legge 8 agosto 1994, n. 507, convertito, con
modificazioni, dalla legge 21 ottobre 1994, n. 584;
Acquisito il parere della Presidenza del Consiglio dei Ministri –
Dipartimento della protezione civile, con nota prot. n.
DPC/CG/0014811 del 19 marzo 2004;
Vista l’intesa della Conferenza permanente per i rapporti tra lo
Stato, le regioni e le province autonome di Trento e Bolzano, resa
nella riunione del 29 aprile 2004;
Decreta:
Art. 1.
Finalita’
1. Il presente decreto detta i criteri per la redazione del
progetto di gestione degli invasi di cui all’art. 40, commi 2 e 3,
del decreto legislativo 11 maggio 1999, n. 152, e successive
modifiche ed integrazioni, nel rispetto degli obiettivi di qualita’
fissati dal medesimo decreto legislativo.
2. Per gli sbarramenti non soggetti alle norme del decreto del
Presidente della Repubblica 1° novembre 1959, n. 1363, e successive
modifiche ed integrazioni, le regioni stabiliscono, in relazione alle
caratteristiche degli sbarramenti stessi e dei corpi idrici
interessati, quali di essi debbano essere sottoposti agli obblighi
del presente decreto e quali norme siano da applicare. Le attivita’
di svaso, sfangamento e spurgo non devono comunque pregiudicare la
qualita’ dell’acqua invasata e del corpo recettore.
3. In assenza della specifica disciplina regionale, decorso un anno
dalla data di entrata in vigore del presente decreto, le disposizioni
seguenti si applicano anche alle fattispecie del comma 2.

Art. 2.
Definizioni
1. Ai fini dell’applicazione del presente decreto si intende per:
a) «svaso»: svuotamento totale o parziale dell’invaso mediante
l’apertura degli organi di scarico o di presa;
b) «sfangamento o sghiaiamento»: operazione per rimuovere il
materiale sedimentato nel serbatoio;
c) «spurgo»: operazione di sfangamento che fa esitare a valle,
trascinato o disperso nella corrente idrica, attraverso gli organi di
scarico, o, eventualmente, di presa, il materiale solido sedimentato;
d) «asportazione di materiale a bacino vuoto»: operazione di
sfangamento che utilizza macchine per il movimento e per la rimozione
del materiale sedimentato;
e) «asportazione di materiale a bacino pieno»: operazione di
sfangamento che utilizza sistemi di pompaggio o di dragaggio;
f) «organo di presa»: complesso di apparecchiature e strutture
atte a consentire, con comando volontario o automatico, la
derivazione dell’acqua accumulata nell’invaso;
g) «organo di scarico o di sicurezza»: complesso di
apparecchiature e strutture atte a consentire, con comando volontario
o automatico, il rilascio di acqua a valle dello sbarramento;
h) «prove di funzionamento degli organi di scarico»: verifiche
periodiche atte a controllare la funzionalita’ degli organi stessi,
eseguite in ottemperanza alla normativa vigente;
i) «amministrazione competente a vigilare sulla sicurezza
dell’invaso e dello sbarramento»: l’amministrazione di cui all’art.
89, comma 1, lettera b), del decreto legislativo 31 marzo 1998, n.
112, e l’amministrazione di cui all’art. 91, comma 1, del medesimo
decreto legislativo, nel rispetto delle attribuzioni previste da tali
articoli;
l) «gestore»: il titolare della concessione di derivazione o
richiedente la stessa oppure, se soggetto diverso, il gestore dello
sbarramento.

Art. 3.
Progetto di gestione
1. Il progetto di gestione, predisposto dal gestore e approvato
dalle regioni, previo parere preventivo dell’amministrazione
competente a vigilare sulla sicurezza dell’invaso e dello
sbarramento, e’ finalizzato a definire il quadro previsionale delle
operazioni di svaso, sfangamento e spurgo connesse con le attivita’
di manutenzione dell’impianto, da eseguirsi anche per stralci, per
assicurare il mantenimento ed il graduale ripristino della capacita’
utile, propria dell’invaso e per garantire prioritariamente in ogni
tempo il funzionamento degli organi di scarico e di presa, nonche’ a
definire i provvedimenti da porre in essere durante le suddette
operazioni per la prevenzione e la tutela delle risorse idriche
invasate e rilasciate a valle dello sbarramento, conformemente alle
prescrizioni contenute nei piani di tutela delle acque e nel rispetto
degli obiettivi di qualita’ dei corpi idrici interessati. Copia del
progetto deve essere conservata presso l’ufficio locale del gestore a
disposizione dell’autorita’ preposta al controllo. Restano valide in
ogni caso le disposizioni fissate dal decreto del Presidente della
Repubblica n. 1363 del 1959 e dalle successive disposizioni
d’attuazione.
2. Il progetto di gestione contiene di norma le seguenti
informazioni:
a) il volume di materiale solido sedimentato nel serbatoio al
momento della redazione del progetto ed il volume medio di materiale
solido che sedimenta in un anno nel serbatoio;
b) le caratteristiche qualitative dei sedimenti sia fisiche,
ricavate da analisi di classificazione granulometrica, che chimiche,
anche in termini di inquinanti presenti, necessarie per ottenere, fra
l’altro, informazioni sulla provenienza del materiale solido
sedimentato nel serbatoio, sulla erodibilita’ dei suoli del bacino
idrografico sotteso dallo sbarramento e sulla influenza delle
attivita’ antropiche che gravitano sul medesimo bacino idrografico,
nonche’, ove necessario, il saggio biologico per evidenziare
eventuali effetti tossici;
c) le caratteristiche qualitative, ricavate da analisi, di
colonne d’acqua sovrastanti il materiale depositato;
d) la quantita’ e la qualita’ del materiale solido in sospensione
nelle acque normalmente rilasciate nel corpo idrico a valle dello
sbarramento;
e) quantita’ e qualita’ del materiale solido che si avrebbe in
sospensione nel corso d’acqua di valle in occasione di morbide in
assenza dello sbarramento;
f) modalita’ e tempi per il ripristino della capacita’ utile del
serbatoio; tali attivita’ devono comunque concludersi entro la
scadenza della concessione.
Le indagini qualitative di cui alle lettere b), c) e d) devono
essere effettuate in conformita’ alle disposizioni contenute nel
titolo II, capi I e II, e negli allegati del decreto legislativo n.
152 del 1999. E’ comunque obbligatoria la ricerca degli inquinanti
nei sedimenti di cui all’allegato 1 del medesimo decreto legislativo
n. 152 del 1999.
3. Nel caso di asportazione di materiale a bacino pieno o vuoto, il
progetto di gestione indica anche:
a) il volume di materiale solido che si prevede di rimuovere dal
serbatoio;
b) le modalita’ di rimozione del materiale;
c) la caratterizzazione qualitativa del materiale solido da
rimuovere;
d) le modalita’ di dislocazione ovvero di smaltimento del
materiale rimosso, da individuare in relazione alle caratteristiche
dell’ambiente destinato a ricevere i materiali asportati, o altra sua
riutilizzazione consentita considerando, tra l’altro, in relazione
alle sue caratteristiche di qualita’, l’utilizzo per colmate,
l’ammendamento per terreni agricoli, l’utilizzo per riprofilare
porzioni della morfometria dell’alveo fluviale in relazione alle
specifiche caratteristiche della zona d’alveo interessata;
e) le aree di dislocazione del materiale rimosso che devono
essere poste in condizioni di sicurezza idraulica sia per quanto
riguarda la stabilita’ degli ammassi, sia per quanto riguarda
l’esposizione a fenomeni erosivi, sia in caso di dislocazione in aree
golenali, per quanto riguarda il verificarsi di piene del fiume;
f) la verifica preventiva della fattibilita’ delle soluzioni
pr…

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