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MINISTERO DELL’AMBIENTE E DELLA TUTELA DEL TERRITORIO

MINISTERO DELL'AMBIENTE E DELLA TUTELA DEL TERRITORIO - DECRETO 8 maggio 2003, n.203: Norme affinche' gli uffici pubblici e le societa' a prevalente capitale pubblico coprano il fabbisogno annuale di manufatti e beni con una quota di prodotti ottenuti da materiale riciclato nella misura non inferiore al 30% del fabbisogno medesimo. (GU n. 180 del 5-8-2003)

MINISTERO DELL’AMBIENTE E DELLA TUTELA DEL TERRITORIO

DECRETO 8 maggio 2003, n.203

Norme affinche’ gli uffici pubblici e le societa’ a prevalente
capitale pubblico coprano il fabbisogno annuale di manufatti e beni
con una quota di prodotti ottenuti da materiale riciclato nella
misura non inferiore al 30% del fabbisogno medesimo.

IL MINISTRO DELL’AMBIENTE E DELLA TUTELA DEL TERRITORIO
di concerto con
IL MINISTRO DELLE ATTIVITA’ PRODUTTIVE
e
IL MINISTRO DELLA SALUTE

Vista la legge 28 dicembre 2001, n. 448 e, in particolare,
l’articolo 52, comma 56, che prevede che con decreto del Ministro
dell’ambiente e della tutela del territorio, di concerto con i
Ministri delle attivita’ produttive e della salute, sentito, il
Ministro per gli affari regionali, siano stabilite le metodologie di
calcolo, nonche’ la definizione di materiale riciclato, al fine di
consentire alle regioni di adottare le disposizioni necessarie a
garantire che il trenta percento del fabbisogno annuale di manufatti
e beni siano realizzati con materiale riciclato;
Visto il decreto legislativo 5 febbraio 1997, n. 22 e, in
particolare, l’articolo 4;
Visto l’articolo 17, comma 3, della legge 23 agosto 1988, n. 400;
Considerato che la creazione di un mercato per i prodotti derivanti
dalle operazioni di riciclaggio rappresenta un obiettivo fondamentale
della normativa comunitaria e che l’ampliamento del mercato dei
manufatti e beni ottenuti da materiale riciclato e’ una componente
fondamentale delle attivita’ di gestione dei rifiuti;
Sentito il parere del Ministro per gli affari regionali, reso con
nota n. 1728/UL del 2 agosto 2002;
Sentita la Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le
regioni e le province autonome di Trento e Bolzano, in data
26 settembre 2002;
Udito il parere del Consiglio di Stato espresso dalla Sezione
consultiva per gli atti normativi, nell’adunanza del 27 gennaio 2003;
Vista la comunicazione al Presidente del Consiglio, effettuata con
nota UL/2003/1933 del 10 marzo 2003;

E m a n a

il seguente decreto:

Art. 1.
Finalita’ e destinatari

1. Il presente decreto individua regole e definizioni affinche’ le
regioni adottino disposizioni, destinate agli enti pubblici ed alle
societa’ a prevalente capitale pubblico, anche di gestione dei
servizi, che garantiscano che manufatti e beni realizzati con
materiale riciclato coprano almeno il trenta per cento del fabbisogno
annuale.

Avvertenza:

Il testo delle note qui pubblicato e’ stato redatto
all’amininistraziozie competente per materia, ai sensi
dell’art. 10, comma 3, del testo unico delle disposizioni
sulla promulgazione delle leggi, sull’emanazione dei
decreti del Presidente della Repubblica e sulle
pubblicazioni ufficiali della Repubblica italiana,
approvato con D.P.R. 28 dicembre 1985, n. 1092, al solo
fine di facilitare la lettura delle disposizioni di legge
alle quali e’ operato il rinvio. Restano invariati il
valore e l’efficacia degli atti legslativi qui trascritti.

Note alle premesse:

– Il comma 56, dell’art. 52 della legge 28 dicembre
2001, n. 448, recante: «disposizioni per la formazione del
bilancio annuale e pluriennale dello Stato (legge
finanziaria 2002) pubblicata nella Gazzetta Ufficiale del
29 dicembre 2001, n. 301 (S.O.), e’ il seguente:
«56. Al decreto legislativo 5 febbraio 1997, n. 22,
sono apportate le seguenti modificazioni:
a) entro il 31 marzo 2002 le regioni, sulla base
delle metodologie di calcolo e della definizione di
materiale riciclato stabilite da apposito decreto del
Ministero dell’ambiente e della tutela del territorio, di
concerto con i Ministeri delle attivita’ produttive e della
salute, sentito il Ministro per gli affari regionali,
adottano le disposizioni occorrenti affinche’ gli uffici e
gli enti pubblici, e le societa’ di prevalente capitale
pubblico, anche di gestione dei servizi, coprano il
fabbisogno annuale dei manufatti e beni, indicati nel
medesimo decreto, con una quota di prodotti ottenuti da
materiale riciclato non inferiore al 30 per cento del
fabbisogno medesimo;
b) all’art. 41, comma 2, lettera e), sono aggiunte le
seguenti parole: «, anche eventualmente destinando,
nell’ambito della ripartizione dei costi prevista dalla
lettera h), una quota aggiuntiva del contributo ambientale
ai consorzi che realizzano le percentuali di recupero
superiori a quelle minime indicate nel Programma generale,
al fine del conseguimento degli obiettivi globali di cui
all’allegato E, lettera a), annesso al presente decreto.
Nella medesima misura e’ ridotta la parte del contributo
spettante ai consorzi che non raggiungono i singoli
obiettivi di recupero».
– L’art. 4 del decreto legislativo 5 febbraio 1997, n.
22, recante: «attuazione delle direttive 91/156/CEE sui
rifiuti, 91/609/CEE sui rifiuti pericolosi e 94/62/CE sugli
imballaggi e sui rifiuti di imballaggio», pubblicato nella
Gazzetta Ufficiale 15 febbraio 1997, n. 38 (S.O.), e’ il
seguente:
«Art. 4 (Recupero dei rifiuti). – 1. Ai fini di una
corretta gestione dei rifiuti le autorita’ competenti
favoriscono la riduzione dello smaltimento finale di
rifiuti attraverso:
a) il reimpiego ed il riciclaggio;
b) le altre forme di recupero per ottenere materia
prima dai rifiuti;
c) l’adozione di misure economiche e la
determinazione di condizioni di appalto che prevedano
l’impiego dei materiali recuperati dai rifiuti al fine di
favorire il mercato dei materiali medesimi;
d) l’utilizzazione principale dei rifiuti come
combustibile o come altro mezzo per produrre energia.
2. Il riutilizzo, il riciclaggio e il recupero di
materia prima debbone essere considerati preferibili
rispetto alle altre forme di recupero.
3. Al fine di favorire e incrementare le attivita’ di
riutilizzo, di riciclaggio e di recupero le autorita’
competenti ed i produttori promuovono analisi dei cicli di
vita dei prodotti, eco-bilanci, informazioni e tutte le
altre iniziative utili.
4. Le autorita’ competenti promuovono e stipulano
accordi e contratti di programma con i soggetti economici
interessati al fine di favorire il riutilizzo, il
riciclaggio ed il recupero dei rifiuti, con particolare
riferimento al reimpiego di materie prime e di prodotti
ottenuti dalla raccolta differenziata con la possibilita’
di stabilire agevolazioni in materia di adempimenti
amministrativi nel rispetto delle norme comunitarie ed il
ricorso a strumenti economici.».
– Si riporta il testo del comma 3 dell’art. 17 della
legge 23 agosto 1988, n. 400 (Disciplina dell’attivita’ di
Governo e ordinamento della Presidenza del Consiglio dei
Ministri):
«3. Con decreto ministeriale possono essere adottati
regolamenti nelle materie di competenza del Ministro o di
autorita’ sottordinate al Ministro, quando la legge
espressamente conferisca tale potere. Tali regolamenti, per
materie di competenza di piu’ Ministri, possono essere
adottati con decreti interministeriali, ferma restando la
necessita’ di apposita autorizzazione da parte della legge.
I regolamenti ministeriali ed interministeriali non possono
dettare norme contrarie a quelle dei regolamenti emanati
dal Governo. Essi debbono essere comunicati al Presidente
del Consiglio dei Ministri prima della loro emanazione.».

Art. 2.
Definizioni

1. Ai fini del presente decreto valgono le seguenti definizioni:
a) Materiale riciclato: un materiale che sia realizzato
utilizzando rifiuti derivanti dal post-consumo, fatto salvo quanto
previsto all’articolo 9, nei limiti in peso imposti dalle tecnologie
impiegate per la produzione del materiale medesimo;
b) Manufatti e beni ottenuti con materiale riciclato: un
manufatto o un bene realizzato con una prevalenza in peso di
materiale riciclato;
c) Destinatari: enti pubblici e societa’ a prevalente capitale
pubblico, anche di gestione dei servizi;
d) Categorie di prodotto: tipologie di manufatti e beni ottenuti
con materiale riciclato; l’elenco e’ predisposto ed aggiornato,
almeno una volta l’anno, su proposta del gruppo di lavoro, di cui
all’articolo 5, con decreto di natura non regolamentare;
e) Repertorio del riciclaggio (RR): elenco di materiali riciclati
e di manufatti e beni ottenuti con materiale riciclato che verra’
definito dal gruppo di lavoro, di cui all’articolo 5;

[Continua nel file zip allegato]

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