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Ministero della sanità

Ministero della sanità - Piano di interventi e misure tecniche per la individuazione ed eliminazione del rischio connesso all'impiego di materiali contenenti amianto in edifici scolastici e ospedalieri pubblici e privati.

Circolare 10/07/1986 n. 45
Ministero della sanità – Piano di
interventi e misure tecniche per la individuazione ed eliminazione del
rischio connesso all’impiego di materiali contenenti amianto in
edifici scolastici e ospedalieri pubblici e privati.

TESTO

In merito
alla problematica in oggetto si premette:
_ che l’OMS ha recentemente
riconosciuto l’impossibilità di individuare per l’amianto una
concentrazione nell’aria che rappresenti un rischio nullo per la
popolazione, date le proprietà cancerogene di questo inquinante;
_ che
la Commissione centrale contro l’inquinamento atmosferico, nella sua
seduta del 14 aprile 1986, ha concluso di conseguenza circa
l’impossibilità di stabilire uno standard di qualità dell’aria per il
citato inquinante.
_ che la regione Lombardia ha già provveduto ad
emanare una propria circolare contenente “prime raccomandazioni
tecniche e piano degli interventi per la individuazione e la
eliminazione dei rischi connessi all’uso di componenti di amianto nei
trattamenti fonoassorbenti di alcune strutture dei plessi scolastici
di ogni ordine e grado” (Bollettino ufficiale della regione Lombardia,
il supplemento straordinario al n. 7, 12 febbraio 1986).
_ che si
ritiene necessario fornire raccomandazioni da recepirsi su tutto il
territorio nazionale;
_ che, per i rischi sanitari connessi
all’esposizione alle fibre di amianto, si individuano prioritariamente
tra gli ambienti di vita collettiva da tutelare, le strutture edilizie
scolastiche di ogni ordine e grado, gli asili-nido e le strutture
edilizie ospedaliere.
Questo Ministero in base a quanto premesso, nel
raccomandare di evitare per il futuro l’impiego di materiali
contenenti fibre di amianto nelle strutture edilizie sopraindicate,
ritiene necessaria la definizione di una strategia di intervento atta
all’individuazione delle predette strutture pubbliche e private da
bonificare nonchè alla quantizzazione ed eliminazione del rischio
connesso alla presenza di amianto nelle stesse.
Per il raggiungimento
di tali obiettivi si dovrà provvedere ad attivare gli idonei enti
operanti a livello regionale, provinciale e locale per l’esecuzione
delle seguenti operazioni:
1) la localizzazione e la caratterizzazione
delle strutture edilizie, scolastiche ed ospedaliere nelle quali vi
sia presenza di amianto, comunque impiegato;
2) la determinazione del
livello di contaminazione da fibre di amianto nelle strutture di cui
al punto 1);
3) la bonifica delle succitate strutture, anche se
destinate a successiva demolizione o trasformazione, attraverso misure
tecniche idonee all’abbattimento dei livelli di inquinamento
accertati.

1) LOCALIZZAZIONE E CARATTERIZZAZIONE DELLE STRUTTURE
EDILIZIE
A cura delle unità sanitarie locali, con la massima urgenza
richiesta, saranno effettuati sopralluoghi conoscitivi (ove possibile
tramite apposite commissioni tecniche costituite da esperti, di cui
almeno un igienista industriale ed un architetto o ingegnere edile) in
tutte le strutture edilizie scolastiche di ogni ordine e grado, asili
nido e strutture edilizie ospedaliere, per verificare:
a) la presenza
nei singoli locali di materiali contenenti amianto o sospetti tali,
comunque utilizzati;
b) il numero e il tipo di locali con la relativa
estensione delle pareti e dei soffitti interessati;
c) lo stato di
conservazione dei locali stessi ed in particolare delle superfici di
cui al punto b).
In occasione dei precitati sopralluoghi si dovranno
compilare le schede-modello di cui alle appendici 2 e 3.
In ogni
locale in cui ricorrano le condizioni previste dalla succitata lettera
a) si dovrà disporre la raccolta di un minimo di tre campioni
rappresentativi, ciascuno di almeno 10 grammi di materiale sospetto,
da collocarsi in appositi contenitori a tenuta, opportunamente
etichettati, con le indicazioni del luogo, della data e del nominativo
dell’operatore che ha effettuato il prelievo. La raccolta e l’analisi
dei campioni mediante microscopia elettronica analitica, o
diffratometria a raggi X (per una prima analisi qualitativa potrà
essere utilizzata la microscopia ottica), dovranno essere effettuate a
cura dei presidi e servizi multizonali di prevenzione (art. 22 della
legge n. 833) o di altre idonee strutture pubbliche o private
convenzionate, che provvederanno altresì al completamento dei dati
richiesti dalle schede-modello (appendici 2 e 3). Ove non fosse
possibile reperire a livello locale le apparecchiature e/o le
competenze idonee, le unità sanitarie locali potranno, tramite gli
assessorati regionali competenti, richiedere che l’analisi dei
campioni raccolti venga effettuata dal laboratorio di ultrastrutture
dell’Istituto superiore di sanità.
Nei casi in cui lo stato di
conservazione dei locali ispezionati e risultati positivi all’analisi
per presenza di amianto, risulti definibile pessimo o mediocre, si
procederà direttamente e subito, alle operazioni di bonifica di cui al
punto 3).
Nei casi in cui, pur verificata analiticamente la presenza
di amianto, si sia tuttavia constatato uno stato di conservazione
definibile buono o ottimo, si procederà alle operazioni di cui al
punto 2).
Le unità sanitarie locali dovranno inviare tempestivamente
copie delle schede compilate (appendici 2 e 3), sia ai competenti
assessorati regionali che, per loro tramite, a questo Ministero –
Direzione generale dei servizi dell’igiene pubblica.

2)
DETERMINAZIONE DEL LIVELLO DI CONTAMINAZIONE
Per valutare i livelli di
contaminazione da fibre di amianto nelle strutture considerate si
dovrà procedere all’aspirazione, mediante idonea apparecchiatura,
della polvere presente sul pavimento e su tutte le superfici degli
arredi presenti nell’ambiente da campionare, evitando la raccolta di
rifiuti macroscopici (frammenti di carta, di tessuto, ecc.). Tale
operazione, da effettuare con la massima accuratezza, dovrà essere
eseguita, nel caso delle strutture scolastiche, successivamente ad un
periodo (di durata non inferiore a giorni sette) in cui si sarà
evitato di effettuare operazioni di pulizia. Tale periodo dovrà essere
immediatamente successivo ad una fase di normale attività
scolastica.
I campioni prelevati e raccolti su filtri a perdere,
idonei per caratteristiche di ritenzione e non utilizzati in
precedenza, saranno posti in appositi contenitori di plastica a
tenuta, oppurtanamente etichettati, con l’indicazione del luogo, della
data e del nominativo dell’operatore che ha effettuato il prelievo.
La
raccolta, la mineralizzazione dei campioni per l’eliminazione della
componente organica e la loro analisi mediante microscopia elettronica
analitica, dovranno essere effettuate a cura dei presidi e dei servizi
multizonali di prevenzione (art. 22 delle legge n. 833) o di altre
idonee strutture pubbliche o private convenzionate. Ove non fosse
possibile reperire a livello locale le apparecchiature e/o le
competenze idonee, le unità sanitarie locali potranno, tramite gli
assessorati regionali competenti, richiedere che l’analisi dei
campioni raccolti venga effettuata dal laboratorio di ultrastrutture
dell’Istituto superiore di sanità.
Nei casi in cui i risultati delle
analisi effettuate indichino una contaminazione ambientale da amianto,
si dovrà procedere a programmare gli interventi di cui al punto 3);
tali interventi dovranno essere immediatamente attivati ove la
concentrazione di fibre di amianto, espressa come valore ponderale,
superi il limite operativo di un microgrammo/grammo di polvere
inorganica raccolta.
Nell’intervallo tra la prima segnalazione
dell’esistenza di un possibile rischio da amianto e la definizione del
piano di interventi nelle strutture edilizie considerate, dovranno
comunque essere attuate misure idonee al massimo contenimento del
rischio.
Tali misure dovranno riguardare il rigoroso controllo delle
operazioni di manutenzione ordinaria e straordinaria degli edifici
stessi, nonchè delle attività di pulizia, giornaliera e periodica, dei
locali interni.

3) DIRETTIVE TECNICHE PER LA BONIFICA: MODALITÀ,
NORME DI COMPORTAMENTO DURANTE GLI INTERVENTI, SMALTIMENTO DEL
MATERIALE DI RISULTA.
PROVVEDIMENTI CONSIGLIATI
Esistono diverse
possibilità per contenere od eliminare il rischio da esposizione ad
amianto negli edifici.
Le soluzioni permanenti si basano
essenzialmente su due approcci alternativi: a) la rimozione
dell’amianto e la sua sostituzione con altri materiali idonei;
b) il
confinamento dell’amianto con opportuni materiali specificamente
prodotti a tale scopo e/o mediante paratie o controsoffitti
sigillati.
La rimozione presenta l’indubbio vantaggio di costituire
una soluzione definitiva nel tempo, pur comportando rischi per gli
operatori; essa deve essere effettuata in condizioni rigorosamente
controllate, con idonee protezioni e da personale altamente
specializzato. Le procedure di protezione personale ed ambientale
consigliate sono riportate nelle successive raccomandazioni di cui
all’appendice 1.
Inoltre, una volta rimosso l’amianto, sarà necessario
mettere al suo posto altri materiali che dovranno comunque avere,
oltre a caratteristiche di innocuità, proprietà fonoassorbenti e/o
ignifughe come richiesto dalla destinazione d’uso degli edifici.
Le
tecniche di confinamento dell’amianto variano a seconda delle
condizioni specifiche. Nel caso di soffitti ad amianto spruzzato è
possibile procedere con incapsulanti o con l’installazione di
controsoffitti. La previsione di installare anche la
controsoffittatura sigillata sarà tuttavia decisa di volta in volta.
Infatti tali strutture, se non realizzate in muratura, richiedono una
manutenzione periodica e l’accessibilità dell’intercapedine nella
quale col tempo si potrebbe determinare un accumulo di fibre.
Per
ovviare a questi inconvenienti, è opportuno che l’installazione di
confrosoffitti sia sempre accompagnata dall’applicazione di prodotti
incapsulanti.
Essi sono costituiti da copolimeri p…

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