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MINISTERO DELLA SALUTE

MINISTERO DELLA SALUTE - DECRETO 16 ottobre 2003: Misure sanitarie di protezione contro le encefalopatie spongiformi trasmissibili. (GU n. 289 del 13-12-2003)

MINISTERO DELLA SALUTE

DECRETO 16 ottobre 2003

Misure sanitarie di protezione contro le encefalopatie spongiformi
trasmissibili.

IL MINISTRO DELLA SALUTE

Visto il decreto legislativo 18 aprile 1994, n. 286, e successive
modifiche;
Visto il decreto legislativo 30 gennaio 1993, n. 28, e successive
modifiche;
Visto il decreto legislativo 25 febbraio 2000, n. 80;
Visto il decreto del Ministro per le politiche agricole 30 agosto
2000, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana –
serie generale – n. 268 del 16 novembre 2000;
Visto il decreto del Ministro della sanita’ 29 settembre 2000,
pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana – serie
generale – n. 263 del 10 novembre 2000, come modificato dal decreto
del Ministro della sanita’ 15 gennaio 2001, pubblicato nella Gazzetta
Ufficiale della Repubblica italiana – serie generale – n. 31 del
7 febbraio 2001;
Vista la legge 19 gennaio 2001, n. 3, di conversione, con
modificazioni, del decreto-legge 21 novembre 2000, n. 335, recante
misure per il potenziamento della sorveglianza epidemiologica della
encefalopatia spongiforme bovina;
Vista la legge 12 marzo 2001, n. 49, di conversione, con
modificazioni, del decreto-legge 11 gennaio 2001, n. 1, recante
disposizioni urgenti per la distruzione del materiale specifico a
rischio per encefalopatie spongiformi e delle proteine animali ad
alto rischio, nonche’ per l’ammasso pubblico temporaneo delle
proteine animali a basso rischio, e successive modifiche;
Vista l’ordinanza del Ministro della sanita’ 27 marzo 2001, recante
misure sanitarie di protezione contro le encefalopatie spongiformi
trasmissibili (Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana – serie
generale – n. 75 del 30 marzo 2000), e successive modifiche;
Visto il regolamento (CE) n. 999/2001 del Parlamento e del
Consiglio recante disposizioni per la prevenzione, il controllo e
l’eradicazione di alcune encefalopatie spongiformi trasmissibili,
come modificato, in particolare, dai regolamenti (CE) n. 1326/2001 e
n. 1139/2003 della Commissione europea;
Visto il regolamento (CE) n. 1774/2002 del Parlamento europeo e del
Consiglio che stabilisce le norme sanitarie relative ai sottoprodotti
di origine animale non destinati all’alimentazione umana, e
successive modifiche;
Ritenuto che per taluni aspetti tecnico-operativi e’ opportuno
predisporre apposite linee guida di concerto con le regioni e le
province autonome;
Considerato che l’accertamento di rilevanti errori nella versione
italiana del regolamento (CE) 999 e delle sue successive modifiche,
pubblicati nella Gazzetta Ufficiale della Comunita’ europea, impone,
in attesa delle correzioni gia’ richieste alla Commissione europea,
la necessita’ di avere come riferimento il testo in lingua inglese o
francese dello stesso regolamento (CE) citato;
Ritenuto necessario sostituire le misure sanitarie contro le
encefalopatie spongiformi trasmissibili adottate in precedenza per
tener conto delle disposizioni introdotte dai riferiti regolamenti
(CE) 999/2000 e 1774/2002, come modificati;
Decreta:
Art. 1.
1. Il materiale specifico a rischio e’ individuato e disciplinato
dalle disposizioni e dagli allegati di cui al regolamento (CE) n.
1774/2002, come modificato – d’ora innanzi regolamento (CE) 1774 –
nonche’ da quelle piu’ specifiche contenute nel regolamento (CE) n.
999/2000 e relativi allegati, come modificato – d’ora innanzi
regolamento (CE) 999 – con riguardo ai tessuti ed organi animali
considerati in quest’ultimo regolamento. E’ altresi’ materiale
specifico a rischio l’intero corpo degli animali di cui all’art. 4,
paragrafo 1, lettera a), punti i) ed ii) del regolamento (CE) 1774, e
l’intero corpo degli animali delle specie bovina, ovina e caprina,
comunque morti, che devono essere eliminati senza rimozione di alcuna
loro parte, organo o tessuto, comprese le pelli, ad eccezione dei
tessuti od organi necessari ai fini della diagnosi per TSE.
2. Nel caso di raccolta, stoccaggio o miscelazione del materiale
specifico a rischio con altro prodotto o materiale classificato, ai
sensi del regolamento (CE) 1774, di categoria 2 o 3, compresi i
materiali destinati alla trasformazione in un impianto di
trasformazione di categoria 1 ai sensi del medesimo regolamento (CE)
1774, tutto il materiale resta assoggettato alle prescrizioni
relative al materiale specifico a rischio e deve essere eliminato.

Art. 2.
1. I titolari o i responsabili di stabilimenti, allevamenti
zootecnici, locali – comprese le macellerie autorizzate ai sensi
all’art. 29 del regio decreto 20 dicembre 1928, n. 3298 – impianti o
mezzi di trasporto che svolgono una qualunque delle attivita’
considerate nei citati regolamenti (CE) 999 e 1774 relative al
materiale specifico a rischio di cui all’art. 1, sono diretti
destinatari dell’obbligo di osservare ogni disposizione, riguardante
l’attivita’ svolta, contenuta nei citati regolamenti comunitari e nei
relativi allegati, comprese quelle modificative se introdotte con
uguale atto normativo comunitario, assumendo la responsabilita’ per
tutte le operazioni inerenti al citato materiale effettuate nei
luoghi di propria pertinenza.
2. Oltre a quanto previsto al comma 1, i soggetti di cui al
medesimo comma 1, devono:
a) essere in possesso delle autorizzazioni necessarie
all’esercizio delle rispettive attivita’;
b) assicurare il rispetto delle prescrizioni in materia di
prevenzione e protezione dei lavoratori specificate nell’allegato I
al presente decreto;
c) garantire che ogni operazione riguardante il materiale
specifico a rischio venga effettuata in autocontrollo da personale
appositamente addestrato, secondo procedure sottoposte a controllo
del servizio veterinario;
d) compilare e conservare tutti i documenti commerciali e
sanitari ed i registri di cui ai regolamenti (CE) 999 e 1774, per
almeno due anni. Il medesimo termine e’ esteso anche alle macellerie
nel caso di cui al punto 14, lettera c) dell’allegato XI al
regolamento (CE) 999;
e) assicurare la propria collaborazione ai servizi veterinari
delle aziende sanitarie in occasione delle attivita’ di vigilanza o
controllo;
f) attenersi alle linee guida che saranno adottate con
provvedimento della Conferenza permanente per i rapporti tra lo
Stato, le regioni e le province autonome di Trento e Bolzano;
g) adottare misure atte ad evitare la contaminazione delle carni
con il materiale specifico a rischio.
3. I titolari o i responsabili di impianti di incenerimento e
coincenerimento per l’eliminazione del materiale di cui all’art. 1,
oltre agli altri obblighi cui e’ fatto riferimento nel presente
decreto, devono inviare ai servizi veterinari delle regioni e delle
province autonome un prospetto riepilogativo del materiale in
questione distrutto entro il 30 aprile di ogni anno.

Art. 3.
1. Il materiale specifico a rischio di bovini, ovini e caprini,
destinati alla produzione di carni o prodotti per il consumo umano o
animale, deve essere rimosso al momento della macellazione degli
animali.
2. Fermo restando quanto previsto al comma 1, l’asportazione della
colonna vertebrale dalle carni dei bovini di eta’ superiore ai dodici
mesi puo’ essere effettuata nello stabilimento in cui l’animale e’
stato macellato, in un laboratorio di sezionamento autorizzato ai
sensi del decreto legislativo 18 aprile 1996, n. 286, e successive
modifiche, nonche’ in un locale in possesso dell’autorizzazione di
cui all’art. 29 del regio decreto 20 dicembre 1928, n. 3298; in ogni
caso, la rimozione del midollo spinale deve avvenire presso il
medesimo stabilimento in cui l’animale e’ stato macellato.
3. La rimozione della colonna vertebrale presso le macellerie puo’
essere effettuata solo se le stesse, oltre ad essere in possesso
dell’autorizzazione di cui all’art. 29 del regio decreto 20 dicembre
1928, n. 3298, sono state espressamente autorizzate dall’Autorita’
sanitaria competente, sentita la regione o la provincia autonoma con
riguardo alle modalita’ e periodicita’ delle operazioni di vigilanza
e controllo; le regioni e le province autonome possono stabilire
ulteriori adempimenti, quali quelli relativi alla registrazione e al
mantenimento dei dati inerenti alle carni e al materiale specifico a
rischio ottenuti. Restano comunque fermi gli obblighi di cui al
punto 10, lettera b), dell’allegato XI al regolamento (CE) 999.
4. Le carni bovine con ossa della colonna vertebrale, devono essere
etichettate in conformita’ al regolamento (CE) 1760/2000, ed
identificate ed accompagnate dal documento commerciale, in
conformita’ a quanto stabilito al punto 14 dell’allegato XI al
regolamento (CE) 999.
5. Lo stoccaggio ed il trasporto delle carni di cui al comma 4,
ottenute da bovini di eta’ superiore ai dodici mesi, deve essere
effettuato in modo da escludere qualsiasi contatto con altre carni
eventualmente stoccate o trasportate e la superficie esposta della
colonna vertebrale deve essere adeguatamente protetta.
6. Il midollo spinale delle carcasse degli ovini e caprini puo’
essere asportato anche in stabilimenti di sezionamento che devono
essere specificamente autorizzati a tal fine dall’Autorita’ sanitaria
competente, sentita la regione o la provincia autonoma con riguardo
alle modalita’ e periodicita’ delle operazioni di vigilanza e
controllo; le regioni e le provin…

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