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MINISTERO DELLA SALUTE

MINISTERO DELLA SALUTE - DECRETO 23 dicembre 2002, n.317: Regolamento interministeriale recante norme di attuazione della direttiva 1999/29/CE, relativa alle sostanze ed ai prodotti indesiderabili nell'alimentazione degli animali. (GU n. 155 del 7-7-2003)

MINISTERO DELLA SALUTE

DECRETO 23 dicembre 2002, n.317

Regolamento interministeriale recante norme di attuazione della
direttiva 1999/29/CE, relativa alle sostanze ed ai prodotti
indesiderabili nell’alimentazione degli animali.

IL MINISTRO DELLA SALUTE
di concerto con
IL MINISTRO
DELLE POLITICHE AGRICOLE E FORESTALI
e con
IL MINISTRO
DELLE ATTIVITA’ PRODUTTIVE
Vista la legge 16 aprile 1987, n. 183;
Vista la legge 15 febbraio 1963, n. 281, e successive
modificazioni, sulla disciplina della preparazione e del commercio
dei mangimi, in particolare, l’articolo 1, comma 8, lettera f);
Visto il regolamento emanato con decreto interministeriale
11 maggio 1998, n. 241, recante norme di attuazione delle direttive
92/88/CEE, 94/16/CE e 96/6/CE, relative alle sostanze ed ai prodotti
indesiderabili nell’alimentazione degli animali;
Visto il decreto 21 maggio 1999, attuazione delle direttive 97/8/CE
e 98/60/CE della Commissione, relative alle sostanze ed ai prodotti
indesiderabili nell’alimentazione degli animali;
Vista la direttiva 1999/29/CE del Consiglio del 22 aprile 1999
relativa alle sostanze ed ai prodotti indesiderabili
nell’alimentazione degli animali;
Sentita la Commissione tecnica mangimi, prevista dall’articolo 9
della legge 15 febbraio 1963, n. 281, che ha espresso parere
favorevole nella seduta del 3 novembre 1999;
Considerato che la suddetta direttiva 1999/29/CE, codifica tutte le
direttive fino ad ora emanate relativamente alle sostanze ed ai
prodotti indesiderabilinell’alimentazione degli animali, abrogando
contestualmente le direttive CEE n. 74/63 del 17 dicembre 1973, n.
76/14 del 15 dicembre 1975, n. 76/934 del 1° dicembre 1976, n. 80/502
del 6 maggio 1980, n. 83/381 del 28 luglio 1983, n. 86/299 del
3 giugno 1986, n. 86/354 del 21 luglio 1986, n. 87/238 del 1° aprile
1987, n. 91/126 del 13 febbraio 1991, n. 91/132 del 4 marzo 1991, n.
92/63 del 10 luglio 1992, n. 92/88 del 26 ottobre 1992, n. 94/16 del
22 aprile 1994, n. 96/6/CE del 16 febbraio 1996, n. 97/8 del
7 febbraio 1997 e n. 98/60 del 24 luglio 1998;
Ritenuto di dare attuazione alla direttiva 1999/29/CE, procedendo
contestualmente alla abrogazione del citato regolamento 11 maggio
1998, n. 241, e del citato decreto 21 maggio 1999;
Visto l’articolo 17, commi 3 e 4 della legge 23 agosto 1988, n.
400;
Udito il parere del Consiglio di Stato, espresso dalla Sezione
consultiva per gli atti normativi nell’adunanza del 15 maggio 2000;
Vista la comunicazione al Presidente del Consiglio dei Ministri
effettuata con nota n. 600.11/24315/AG80/1032 del 6 giugno 2000;
Adotta
il seguente regolamento:
Art. 1.
1. Il presente regolamento disciplina le sostanze ed i prodotti
indesiderabili nell’alimentazione degli animali.
2. Sono fatte salve le disposizioni relative:
a) agli additivi nell’alimentazione degli animali, disciplinati
dal decreto del Presidente della Repubblica del 2 novembre 2001, n.
433;
b) alla commercializzazione dei mangimi disciplinata dalla legge
15 febbraio 1963, n. 281, e successive modificazioni ed integrazioni;
c) alla fissazione di contenuti massimi di residui
antiparassitari sui e nei prodotti destinati all’alimentazione degli
animali sempre che detti residui non siano menzionati nell’allegato
I, parte B;
d) ai microorganismi nei mangimi;
e) ai prodotti impiegati nell’alimentazione degli animali, di cui
all’allegato B del decreto ministeriale del 13 novembre 1985,
pubblicato nel supplemento ordinario n. 102 alla Gazzetta Ufficiale
n. 297 del 13 dicembre 1985 e successive modificazioni ed
integrazioni;
f) ai mangimi dietetici per animali disciplinati dal decreto
legislativo 24 febbraio 1997, n. 45.

Avvertenza:
Il testo delle note qui pubblicato e’ stato redatto
dall’amministrazione competente per materia, ai sensi
dell’art. 10, comma 3, del testo unico delle disposizioni
sulla promulgazione delle leggi, sull’emanazione dei
decreti del Presidente della Repubblica e sulle
pubblicazioni ufficiali della Repubblica italiana,
approvato con D.P.R. 28 dicembre 1985, n. 1092, al solo
fine di facilitare la lettura delle disposizioni di legge
alle quali e’ operato il rinvio. Restano invariati il
valore e l’efficacia degli atti legislativi qui trascritti.
Nota al titolo:
– La direttiva del Consiglio 1999/29/CE del 22 aprile
1999, pubblicata nella G.U.C.E. 4 maggio 1999, n. L 115,
recepita con legge 29 dicembre 2000, n. 422 (legge
comunitaria 2000), reca disciplina relativa alle sostanze
ed ai prodotti indesiderabili nell’alimentazione degli
animali.
Note alle premesse:
– La legge 16 aprile 1987, n. 183, riguarda
l’adeguamento dell’ordinamento interno agli atti normativi
comunitari, in particolare, il testo dell’art. 11 e’ il
seguente:
«Art. 11. – Il Governo o le regioni, se le
raccomandazioni o le direttive comunitarie non riguardano
materia gia’ disciplinata con legge o coperta con riserva
di legge, ne danno attuazione entro i termini previsti
dalla stessa mediante regolamenti o altri atti
amministrativi generali di competenza dei rispettivi organi
o con i procedimenti previsti per l’adozione degli stessi».
– La legge 15 febbraio 1963, n. 281, riguarda la
disciplina della preparazione e del commercio dei mangimi;
in particolare il testo dell’art. 1, comma 8, lettera f),
e’ il seguente:
«8. Il Ministro per la sanita’, di concerto con i
Ministri dell’agricoltura e delle foreste e dell’industria,
del commercio e dell’artigianato, sentito il parere della
commissione di cui all’art. 9, stabilisce con proprio
decreto:
a)-e) (Omissis);
f) le quantita’ massime di sostanze e prodotti
desiderabili tollerati negli alimenti per uso zootecnico,
stabilendo, se necessario, norme in materia di
utilizzazione, di confezionamento e di dichiarazioni da
fornire per detti alimenti».
– Il decreto interministeriale 11 maggio 1998, n. 241,
pubblicato nella Gazzetta Ufficiale 23 luglio 1998, n. 170,
riguarda il regolamento recante norme di attuazione delle
direttive 92/88/CEE, 94/16/CE e 96/6/CE, relative alle
sostanze ed ai prodotti indesiderabili nell’alimentazione
degli animali.
– Il decreto interministeriale 21 maggio 1999,
pubblicato nella Gazzetta Ufficiale 2 settembre 1999, n.
206, recante attuazione delle direttive 97/8/CE e 98/60/CE
della Commissione, relative alle sostanze ed ai prodotti
indesiderabili nell’alimentazione degli animali,
sostituisce gli allegati I e II al decreto 11 maggio 1998,
n. 241.
– L’art. 9 della legge 15 febbraio 1963, n. 281,
recita:
«Art. 9. – Presso il Ministero della sanita’ e’
istituita una commissione tecnica composta di due
rappresentanti del Ministero della sanita’, di cui uno con
funzioni di presidente; due rappresentanti dell’Istituto
superiore di sanita’; due rappresentanti del Ministero
dell’agricoltura e delle foreste; un rappresentante del
Ministero dell’industria, del commercio e dell’artigianato;
un rappresentante del Ministero delle finanze appartenente
al laboratorio chimico centrale delle dogane; un
rappresentante degli istituti di sperimentazione zootecnica
designato dal Ministero dell’agricoltura e delle foreste;
un rappresentante degli istituti zooprofilattici; due
rappresentanti delle organizzazioni dei produttori ed
importatori di integratori e di mangimi integrati; tre
rappresentanti della cooperazione, designati dalle
associazioni nazionali di tutela e di vigilanza delle
cooperative piu’ rappresentative; quattro rappresentanti
degli allevatori, di cui due rappresentanti dei coltivatori
diretti ed uno rappresentante dei mezzadri, designati dalle
associazioni nazionali di categoria piu’ rappresentative.
La commissione di cui sopra e’ nominata dal Ministro
per la sanita’, dura in carica quattro anni ed i suoi
membri possono essere riconfermati.
La commissione esprime il proprio parere nei casi
previsti dalla legge o quando sia richiesto dalle
amministrazioni interessate.».
– La direttiva del Consiglio n. 74/63/CEE del 17
dicembre 1973 pubblicata nella G.U.C.E. 11 febbraio 1974,
n. L 38, recepita con decreto ministeriale 30 dicembre
1975, decreto del Presidente della Repubblica 31 marzo
1988, n. 152, decreto ministeriale 24 settembre 1990, n.
322, e decreto ministeriale 14 dicembre 1991, relativa alle
sostanze ed ai prodotti indesiderabili nell’alimentazione
degli animali, e’ stata abrogata dall’allegato III, parte A
della direttiva 1999/29/CE.
– La direttiva 76/14/CEE del 15 dicembre 1975,
pubblicata nella G.U.C.E. 9 gennaio 1976, n. L 4, e’ la
prima direttiva della commissione che modifica l’allegato
della direttiva del Consiglio 74/63/CEE.
– La direttiva 76/934/CEE del 1° dicembre 1976,
pubblicata nella G.U.C.E. 31 dicembre 1976, n. L 364, e’ la
seconda direttiva della commissione che modifica l’allegato
della direttiva 74/63/CEE del Consiglio.
– La direttiva del Consiglio 80/502/CEE del 6 maggio
1980, pubblicata nella G.U.C.E. 20 maggio 1980, n. L 124,
modifica la direttiva 74/63/CEE.
– La direttiva 83/381/CEE del 28 luglio 1983,
pubblicata nella G.U.C.E. 13 agosto 1983, n. L 222, e’ la
terza direttiva della commissione che modifica l’allegato
della direttiva 74/63/CEE.
– La direttiva 86/299/CEE del 3 giugno 1986, pubblicata
nella G.U.C.E. 11 luglio 1986, n. L 189, e’ la quarta
direttiva della commissione che modifica l’allegato della
direttiva 74/63/CEE.
– La direttiva del Consiglio 86/354/CEE del 21 luglio
1986, recepita con decreto del Presidente della Repubblica
31 marzo 1988, n. 152, decreto ministeriale 24 settembre
1990, n. 322, decreto ministeriale 14 dicembre 1991,
pubblicata nella G.U.C.E. 2 agosto 1986, n. L 212, modifica
la direttiva 74/63/CEE relativa alla fissazione di
quantita’ massime per le sostanze e per i prodotti
indesiderabili negli alimenti degli animali, la direttiva
77/101/CEE relativa alla commercializzazione degli alimenti
semplici per gli animali e la direttiva 79/373/CEE relativa
alla commercializzazione degli alimenti composti per gli
animali.
– La direttiva 87/238/CEE del 1° aprile 1987,
pubblicata nella G.U.C.E. 25 aprile 1987, n. L 110,
modifica gli allegati della direttiva 74/63/CEE del
Consiglio relativa alle sostanze ed ai prodotti
indesiderabili nell’alimentazione degli animali.
– La direttiva 91/126/CEE del 13 febbraio 1991,
pubblicata nella G.U.C.E. 7 marzo 1991, n. L 60, modifica
gli allegati della direttiva 74/63/CEE.
– La direttiva del Consiglio n. 91/132/CEE del 4 marzo
1991, pubblicata nella G.U.C.E. 13 marzo 1991, n. L 66,
modifica la direttiva 74/63/CEE.
– La direttiva 92/63/CEE del 10 luglio 1992, pubblicata
nella G.U.C.E. 6 agosto 1992, n. L 221, modifica gli
allegati della direttiva 74/63/CEE.
– La direttiva 94/16/CE del 22 aprile 1994, pubblicata
nella G.U.C.E. 23 aprile 1994, n. L 104, modifica la
direttiva 74/63/CEE.
La direttiva 96/6/CE/Euratom del 16 febbraio 1996,
pubblicata nella G.U.C.E. 28 febbraio 1996, n. L 49,
modifica la direttiva 74/63/CEE.
– La direttiva 97/8/CE del 7 febbraio 1997, pubblicata
nella G.U.C.E. 19 febbraio 1997, n. L 48, recepita con
decreto ministeriale 21 maggio 1999, modifica la direttiva
74/63/CEE.
– La direttiva 98/60/CE del 24 luglio 1998, pubblicata
nella G.U.C.E. 25 luglio 1998, n. L 209, recepita con
decreto ministeriale 21 maggio 1999, modifica la direttiva
74/63/CEE.
– La legge 23 agosto 1988, n. 400, riguarda la
disciplina dell’attivita’ di Governo e l’ordinamento della
Presidenza del Consiglio dei Ministri e in particolare
all’art. 17, commi 3 e 4, recita:
«3. Con decreto ministeriale possono essere adottati
regolamenti nelle materie di competenza del Ministro o di
autorita’ sottordinate al Ministro, quando la legge
espressamente conferisce tale potere. Tali regolamenti, per
materie di competenza di piu’ Ministri, possono essere
adottati con decreti interministeriali, ferma restando la
necessita’ di apposita autorizzazione da parte della legge.
I regolamenti ministeriali ed interministeriali non possono
dettare norme contrarie a quelle dei regolamenti emanati
dal Governo. Essi debbono essere comunicati al Presidente
del Consiglio dei Ministri prima della loro emanazione.
4. I regolamenti di cui al comma 1 ed i regolamenti
ministeriali ed interministeriali, che devono recare la
denominazione di “regolamento”, sono adottati previo parere
del Consiglio di Stato, sottoposti al visto ed alla
registrazione della Corte dei conti e pubblicati nella
Gazzetta Ufficiale».
Note all’art. 1:
– Il decreto del Presidente della Repubblica 2 novembre
2001, n. 433, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale
15 dicembre 2001, n. 291, supplemento ordinario, riguarda
il regolamento di attuazione delle direttive 96/51/CE,
98/51/CE e 1999/20/CE in materia di additivi
nell’alimentazione degli animali.
– Il decreto ministeriale 13 novembre 1985, pubblicato
nel supplemento ordinario n. 102 alla Gazzetta Ufficiale n.
297 del 13 dicembre 1985, modificato da ultimo con decreto
ministeriale 3 ottobre 1996, pubblicato nella Gazzetta
Ufficiale 7 dicembre 1996, n. 287, reca l’elenco dei
prodotti di origine minerale e chimico industriali che
possono essere impiegati nell’alimentazione degli animali.
– Il decreto legislativo 24 febbraio 1997, n. 45,
pubblicato nella Gazzetta Ufficiale 6 marzo 1997, n. 54,
nel supplemento ordinario, reca «attuazione delle direttive
93/74/CEE, 94/39/CE, 95/9/CE e 95/10/CE in materia di
alimenti dietetici per animali».

Art. 2.
1. Ai fini del presente regolamento si intendono per «animali» gli
animali appartenenti a specie normalmente nutrite e tenute o
consumate dall’uomo nonche’ gli animali che vivono allo stato brado
se sono nutriti con mangimi.
2. Ai prodotti disciplinati dal presente regolamento si applicano
le definizioni di cui all’allegato I, lettere a), b), c), d), e), f),
n), della legge 15 febbraio 1963, n. 281, e successive modificazioni.
3. Le materie prime sono messe in circolazione soltanto se sono di
qualita’ sana, leale e mercantile.
4. Fatte salve le disposizioni di cui all’allegato II, parte A, non
possono, in particolare, essere considerate di qualita’ sana, leale e
mercantile le materie prime il cui contenuto di sostanze o prodotti
indesiderabili sia cosi’ alto da rendere impossibile il rispetto dei
contenuti massimi fissati nell’allegato I per i mangimi composti per
animali.

Note all’art. 2:
– La legge 15 febbraio 1963, n. 281, riguarda la
disciplina della preparazione e del commercio dei mangimi,
in particolare l’allegato I, lettere a), b), c), c1), d),
e), f), n), cosi’ come integrato e modificato dal decreto
del Ministero dell’agricoltura e delle foreste, datato
16 ottobre 1991, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale del
25 ottobre 1991, recita come segue:
«a) Mangimi: i prodotti di origine vegetale o animale
allo stato naturale, freschi o conservati, nonche’ i
derivati della loro trasformazione industriale, come pure
le sostanze organiche o inorganiche, semplici o in miscela,
comprendenti o no additivi, destinati all’alimentazione
degli animali per via orale.
b) Razione giornaliera: la quantita’ totale dei
mangimi, sulla base di un tasso di umidita’ del 12%,
necessaria in media al giorno ad un animale di una specie,
di una categoria di eta’ e di un rendimento determinato,
per soddisfare a tutti i suoi bisogni.
c) Mangimi semplici: i diversi prodotti di origine
vegetale o animale, allo stato naturale, freschi o
conservati, nonche’ i derivati della loro trasformazione
industriale, come pure le diverse sostanze organiche ed
inorganiche, comprendenti o no additivi, destinati come
tali all’alimentazione degli animali per via orale.
C1) ingredienti o materie prime: i diversi prodotti
vegetali o animali allo stato naturale, freschi o
conservati, nonche’ i derivati della loro trasformazione
industriale, come pure le sostanze organiche o inorganiche,
comprendenti o no additivi destinati a essere messi in
circolazione come mangimi semplici o per la preparazione di
mangimi composti oppure come supporto delle premiscele.
d) Mangimi composti: le miscele composte di prodotti
di origine vegetale o animale allo stato naturale, freschi,
o conservati, o di derivati della loro trasformazione
industriale, o di sostanze organiche e inorganiche,
comprendenti o no additivi, destinati all’alimentazione
degli animali per via orale sotto forma di mangimi completi
o di mangimi complementari.
e) Mangimi completi: le miscele di mangimi per gli
animali che, per la loro composizione, bastano ad
assicurare una razione giornaliera.
f) Mangimi complementari: le miscele di mangimi che
contengono tassi elevati di alcune sostanze e che, per la
loro composizione, assicurano la razione giornaliera
soltanto se sono associati ad altri mangimi per animali.
n) Animali familiari: gli animali che appartengono a
specie normalmente allevate e tenute, ma non consumate
dall’uomo, ad eccezione degli animali da pelliccia».
– La legge 15 febbraio 1963, n. 281, cosi’ come
modificata dal decreto del Presidente della Repubblica
31 marzo 1988, n. 152, riguarda la disciplina della
preparazione e del commercio dei mangimi.
– Per il testo dell’art. 1, comma 8, lettera f) si
vedano le note alle premesse.

Art. 3.
1 .Le sostanze e i prodotti elencati nell’allegato I sono tollerati
nei mangimi soltanto alle condizioni previste in tale allegato.
2. Fatto salvo l’articolo 2, comma 3, il Ministro della salute, con
decreto adottato ai sensi dell’articolo 1, comma 8, lettera f) della
legge 15 febbraio 1963, n. 281, e successive modificazioni, puo’
prevedere che le quantita’ massime previste nell’allegato I per i
mangimi possono essere superate, esclusivamente nel caso in cui si
tratti di foraggi prodotti in un’azienda agricola e utilizzati nella
stessa come tali ed a condizione che tale superamento sia reso
necessario da condizioni particolari e che non ne derivino effetti
nocivi per la salute dell’uomo e degli animali.
3. Nel decreto di cui al comma 2, previa individuazione dei fattori
di rischio, sono definite le procedure di controllo, nonche’
determinati i tempi e le zone di applicazione nell’ambito
dell’azienda.
4. Le materie prime elencate nell’allegato II, parte A, possono
essere immesse in circolazione soltanto se la quantita’ della
sostanza o del prodotto indesiderabile che figura nella colonna n. 1
non supera quella massima fissata nella colonna n. 3 dello stesso
allegato.
5. Qualora la quantita’ della sostanza o del prodotto
indesiderabile di cui alla colonna n. 1, dell’allegato II, parte A,
superi quella fissata nella colonna n. 3 dell’allegato I, per materie
prime per mangimi, la materia prima per mangimi di cui alla colonna 2
dell’allegato II, parte A, puo’ essere immessa in circolazione, fatto
salvo quanto previsto al comma 4, a condizione che sia:
a) destinata a stabilimenti che soddisfano le condizioni previste
dal decreto legislativo 13 aprile 1999, n. 123, che fissa le
condizioni e le modalita’ per il riconoscimento e la registrazione di
taluni stabilimenti ed intermediari operanti nel settore
dell’alimentazione degli animali;
b) accompagnata da un documento che deve indicare:
1) che la materia prima e’ destinata a fabbricanti di mangimi
composti che soddisfano la condizione prevista alla lettera a);
2) che la materia prima non puo’ essere utilizzata come tale
nell’alimentazione diretta degli animali;
3) la quantita’ della sostanza o del prodotto indesiderabile
presenti.
6. Il comma 5, lettere a) e b) si applica anche alle materie prime
per mangimi ed alle sostanze o ai prodotti indesiderabili elencati
nell’allegato II, parte B, la cui quantita’ massima non sia limitata
nella parte A, se la quantita’ della sostanza o del prodotto
indesiderabile presente nella materia prima per mangimi e’ superiore
a quella massima fissata nell’allegato I, colonna 3 per i mangimi
semplici corrispondenti.
7. Una partita di una materia prima per mangimi elencata
nell’allegato II, parte A, con un contenuto di una sostanza o di un
prodotto indesiderabile superiore al contenuto massimo fissato nella
colonna n. 3 dello stesso allegato non puo’ essere mescolata con
altre partite di materia prima per mangimi o con partite di mangimi.

Note all’art. 3:
– La legge 15 febbraio 1963, n. 281, riguarda la
disciplina della preparazione e del commercio dei mangimi;
in particolare il testo dell’art. 1, comma 8, lettera f),
e’ riportato nella nota alle premesse.
– Il decreto legislativo 13 aprile 1999, n. 123,
pubblicato nella Gazzetta Ufficiale 7 maggio 1999, n. 105,
reca: «Attuazione della direttiva 95/69/CE che fissa le
condizioni e le modalita’ per il riconoscimento e la
registrazione di taluni stabilimenti ed intermediari
operanti nel settore dell’alimentazione degli animali».

Art. 4.
1. I mangimi complementari, tenuto conto della diluizione prevista
per la loro utilizzazione, non possono contenere le sostanze e i
prodotti elencati nell’allegato I, in quantita’ superiori a quelle
fissate per i mangimi completi.

Art. 5.
1. Qualora il Ministero della salute constati, in base a motivi
circostanziati in seguito a nuovi dati o ad una nuova valutazione dei
dati esistenti, che una quantita’ massima stabilita nell’allegato I o
II oppure che una sostanza o un prodotto non menzionati in tali
allegati presentano un pericolo per la salute degli animali o degli
uomini o per l’ambiente puo’ provvisoriamente ridurre tale quantita’,
stabilire una quantita’ massima o vietare la presenza di tale
sostanza o prodotto nei mangimi per gli animali o nelle materie prime
per mangimi e ne informa immediatamente gli altri Stati membri e la
commissione CE, nonche’ le amministrazioni interessate, precisando i
motivi della decisione.
2. La decisione di cui al comma 1 e’ mantenuta fino alla adozione
di apposite disposizioni da parte del Consiglio o della Commissione
CE.

Art. 6.
1. Il servizio veterinario delle ASL competenti effettua, a
campione, il controllo ufficiale dei mangimi e delle materie prime
per accertare l’osservanza delle norme previste dal presente
regolamento.
2. Il servizio veterinario competente deve essere immediatamente
informato dall’importatore, dal produttore, dall’operatore o da
qualsiasi persona che, nello svolgimento delle proprie attivita’
professionali, possieda o abbia posseduto o abbia avuto contatto
diretto con una partita di materie prime per mangimi o di mangimi e
che sia a conoscenza delle seguenti circostanze:
a) la partita di materia prima per mangimi e’ inadatta per
qualsiasi impiego nell’alimentazione degli animali a causa della
contaminazione dovuta a sostanze o prodotti indesiderabili
contemplati dal presente regolamento e non e’ pertanto conforme
all’articolo 2, comma 3, costituendo di conseguenza un grave pericolo
per la salute degli animali o dell’uomo;
b) la partita di mangime non e’ conforme alle disposizioni
dell’allegato I e costituisce pertanto un grave pericolo per la
salute degli animali o dell’uomo.
3. L’informazione di cui al comma 2 deve essere fornita anche nel
caso in cui e’ prevista la distruzione della partita.
4. Previa verifica delle informazioni ricevute ai sensi del comma
2, il servizio veterinario, informato il Ministero della salute,
prende, nel caso di partite contaminate, le misure necessarie perche’
queste non siano utilizzate nell’alimentazione degli animali.
5. Il servizio veterinario controlla che la destinazione finale
delle partite contaminate compresa l’eventuale distruzione, non abbia
effetti nocivi sulla salute umana, o animale o sull’ambiente.
6. Nel caso in cui una partita di materie prime per mangimi o una
partita di mangimi per gli animali sia inviata in uno Stato membro
benche’ sia stata giudicata non conforme alle disposizioni del
presente regolamento a causa di un contenuto troppo elevato di
sostanze o prodotti indesiderabili, il Ministero della salute
comunica immediatamente agli altri Stati membri e alla commissione
tutte le informazioni utili concernenti la partita.

Art. 7.
1. Le disposizioni del presente regolamento si applicano anche ai
mangimi destinati all’esportazione verso Paesi terzi.
2. Il Ministero della salute puo’ respingere verso il Paese terzo
esportatore le partite di mangimi non conformi ai requisiti del
presente regolamento.

Art. 8.
1. E’ abrogato il decreto interministeriale 11 maggio 1998, n. 241,
e il decreto 21 maggio 1999.
Il presente regolamento, munito del sigillo dello Stato, sara’
inserito nella Raccolta ufficiale degli atti normativi della
Repubblica italiana. E’ fatto obbligo a chiunque spetti di osservarlo
e farlo osservare.
Roma, 23 dicembre 2002
Il Ministro della salute
Sirchia
Il Ministro delle politiche agricole e forestali
Alemanno
Il Ministro delle attivita’ produttive
Marzano
Visto, il Guardasigilli: Castelli
Registrato alla Corte dei conti il 20 febbraio 2003
Ufficio di controllo preventivo sui Ministeri dei servizi alla
persona e dei beni culturali, registro n. 1, foglio n. 128

Note all’art. 8:
– Il decreto interministeriale 11 maggio 1998, n. 241,
pubblicato nella Gazzetta Ufficiale 23 luglio 1998, n. 170,
riguarda il regolamento recante norme di attuazione delle
direttive 92/88/CE, 94/16/CE e 96/6/CE, relative alle
sostanze ed ai prodotti indesiderabili nell’alimentazione
degli animali.
– Il decreto interministeriale 21 maggio 1999,
pubblicato nella Gazzetta Ufficiale 2 settembre 1999, n.
206, recante attuazione delle direttive 97/8/CE e 98/60/CE
della Commissione, relative alle sostanze ed ai prodotti
indesiderabili nell’alimentazione degli animali,
sostituisce gli allegati I e II al decreto 11 maggio 1998,
n. 241.

Allegato I

—-> Vedere allegato da pag. 34 a pag. 42 in formato zip/pdf

MINISTERO DELLA SALUTE

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