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MINISTERO DELLA SALUTE

MINISTERO DELLA SALUTE - DECRETO 28 marzo 2003, n.123: Regolamento recante aggiornamento del decreto ministeriale 21 marzo 1973, concernente la disciplina igienica degli imballaggi, recipienti, utensili destinati a venire in contatto con le sostanze alimentari o con sostanze d'uso personale. Recepimento delle direttive 2001/62/CE, 2002/16/CE e 2002/17/CE. (GU n. 125 del 31-5-2003- Suppl. Ordinario n.89)

MINISTERO DELLA SALUTE

DECRETO 28 marzo 2003, n.123

Regolamento recante aggiornamento del decreto ministeriale 21 marzo
1973, concernente la disciplina igienica degli imballaggi,
recipienti, utensili destinati a venire in contatto con le sostanze
alimentari o con sostanze d’uso personale. Recepimento delle
direttive 2001/62/CE, 2002/16/CE e 2002/17/CE.

IL MINISTRO DELLA SALUTE
Vista la direttiva 2001/62/CE della Commissione del 9 agosto 2001,
che modifica la direttiva n. 90/128/CEE relativa ai materiali e
oggetti destinati a venire a contatto con i prodotti alimentari;
Vista la direttiva 2002/16/CE della Commissione del 20 febbraio
2002 sull’uso di taluni derivati epossidici in materiali e oggetti
destinati a venire a contatto con i prodotti alimentari;
Vista la direttiva 2002/17/CE della Commissione del 21 febbraio
2002, che modifica la direttiva n. 90/128/CEE relativa ai materiali e
oggetti destinati a venire a contatto con i prodotti alimentari;
Ritenuto di dover procedere al recepimento delle direttive
sopracitate;
Visto l’articolo 3 del decreto del Presidente della Repubblica
23 agosto 1982, n. 777, cosi’ come modificato dall’articolo 3 del
decreto legislativo 25 gennaio 1992, n. 108;
Visto il decreto del Ministro della sanita’ 21 marzo 1973,
pubblicato nel supplemento ordinario alla Gazzetta Ufficiale n. 104
del 20 aprile 1973, concernente la disciplina igienica degli
imballaggi, recipienti, utensili destinati a venire in contatto con
le sostanze alimentari o con sostanze d’uso personale, modificato da
ultimo con il decreto del Ministro della sanita’ 30 maggio 2001, n.
267;
Ritenuto di dover provvedere, pertanto, a modificazioni ed
integrazioni del citato decreto ministeriale 21 marzo 1973;
Visto l’articolo 17, comma 3, della legge 23 agosto 1988, n. 400;
Sentito il Consiglio superiore di sanita’ che si e’ espresso nella
seduta del 18 novembre 2002;
Udito il parere del Consiglio di Stato espresso dalla sezione
consultiva per gli atti normativi nell’adunanza del 27 gennaio 2003;
Vista la comunicazione al Presidente del Consiglio dei Ministri al
sensi dell’articolo 17, comma 3, della legge 23 agosto 1988, n. 400,
effettuata in data 11 febbraio 2003;

Adotta
il seguente regolamento:
Art. 1.
1. All’articolo 5 del decreto 21 marzo 1973, modificato da ultimo
dall’articolo 1 del decreto 28 ottobre 1994, n. 735, e’ aggiunto, in
fine, il seguente comma:
«La verifica del rispetto dei limiti di migrazione specifica
prevista al paragrafo 1 puo’ essere garantita dalla determinazione
della quantita’ di una sostanza nel materiale o nell’oggetto finito,
a patto che sia stata definita una relazione tra tale quantita’ ed il
valore della migrazione specifica della sostanza attraverso una
sperimentazione adeguata oppure per mezzo dell’applicazione di
modelli di diffusione universalmente riconosciuti e basati su prove
scientifiche. Per dimostrare la non conformita’ di un materiale o di
un articolo e’ obbligatoria la conferma per via sperimentale del
valore di migrazione stimato».

Avvertenze:
Il testo delle note qui pubblicato e’ stato redatto
dall’amministrazione competente per materia, ai sensi
dell’art. 10, commi 2 e 3, del testo unico delle
disposizioni sulla promulgazione delle leggi,
sull’emanazione dei decreti del Presidente della Repubblica
e sulle pubblicazioni ufficiali della Repubblica italiana,
approvato con D.P.R. 28 dicembre 1985, n. 1092, al solo
fine di facilitare la lettura delle disposizioni di legge
modificate o alle quali e’ operato il rinvio. Restano
invariati il valore e l’efficacia degli atti legislativi
qui trascritti.
Per le direttive CE vengono forniti gli estremi di
pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale delle Comunita’
europee (GUCE).

Note alle premesse:
– La direttiva 2001/62/CE della Commissione del
9 agosto 2001 che modifica la direttiva 90/128/CEE relativa
ai materiali e oggetti di materia plastica destinati a
venire a contatto con i prodotti alimentari e’ stata
pubblicata nella GUCE serie L n. 221 del 17 agosto 2001.
– La direttiva 2002/16/CE della Commissione del
20 febbraio 2002 sull’uso di taluni derivati epossidici in
materiali e oggetti destinati a venire a contatto con i
prodotti alimentari e’ stata pubblicata nella GUCE serie L
n. 51 del 22 febbraio 2002.
– La direttiva 2002/17/CE della Commissione del
21 febbraio 2002 recante modifica della direttiva
90/128/CEE relativa ai materiali e oggetti di materia
plastica destinati a venire a contatto con i prodotti
alimentari e’ stata pubblicata nella GUCE serie L n. 58 del
28 febbraio 2002.
– Il testo dell’art. 3 del decreto del Presidente della
Repubblica 23 agosto 1982, n. 777 (Attuazione della
direttiva CEE n. 76/893 relativa ai materiali ed agli
oggetti destinati a venire a contatto con i prodotti
alimentari), cosi’ come modificato dall’art. 3 del decreto
legislativo 25 gennaio 1992, n. 108 (Attuazione della
direttiva 89/109/CEE concernente i materiali e gli oggetti
destinati a venire a contatto con i prodotti alimentari),
e’ il seguente:
«Art. 3. – 1. Con i decreti del Ministro della sanita’,
sentito il Consiglio superiore di sanita’, sono indicati
per i materiali e gli oggetti, destinati a venire a
contatto con le sostanze alimentari, di cui all’allegato I,
da soli o in combinazione tra loro, i componenti consentiti
nella loro produzione, e, ove occorrano, i requisiti di
purezza e le prove di cessione alle quali i materiali e gli
oggetti debbono essere sottoposti per determinare
l’idoneita’ all’uso cui sono destinati nonche’ le
limitazioni, le tolleranze e le condizioni di impiego sia
per i limiti di contaminazione degli alimenti che per gli
eventuali pericoli risultanti dal contatto orale.
2. Per i materiali e gli oggetti di materia plastica,
di gomma, di cellulosa rigenerata, di carta, di cartone, di
vetro, di acciaio inossidabile, di banda stagnata, di
ceramica e di banda cromata valgono le disposizioni
contenute nei decreti ministeriali 21 marzo 1973, 3 agosto
1974, 13 settembre 1975, 18 giugno 1979, 2 dicembre 1980,
25 giugno 1981, 18 febbraio 1984, 4 aprile 1985 e 1° giugno
1988, n. 243.
3. Il Ministro della sanita’, sentito il Consiglio
superiore di sanita’, procede all’aggiornamento e alle
modifiche da apportare ai decreti di cui ai commi 1 e 2.
4. Chiunque impieghi nella produzione materiali e
oggetti destinati, da soli o in combinazione tra loro, a
venire a contatto con le sostanze alimentari, in
difformita’ da quanto stabilito nei decreti di cui ai commi
1 e 2, e’ punito per cio’ solo con l’arresto sino a tre
mesi o con l’ammenda da lire cinquemilioni a lire
quindicimilioni».
– Il decreto ministeriale 21 marzo 1973 ha dettato la
disciplina igienica degli imballaggi, recipienti, utensili
destinati a venire in contatto con le sostanze alimentari o
con sostanze d’uso personale per quanto attiene i seguenti
materiali:
a) materie plastiche;
b) gomma;
c) cellulosa rigenerata;
d) carta e cartone;
e) vetro;
f) acciaio inossidabile.
I decreti ministeriali che hanno modificato ed
aggiornato il decreto ministeriale 21 marzo 1973 sono i
seguenti:
3 agosto 1974, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n.
227 del 31 agosto 1974;
19 novembre 1974, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale
n. 319 del 6 dicembre 1974;
27 marzo 1975, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n.
96 del 10 aprile 1975;
13 settembre 1975, pubblicato nella Gazzetta
Ufficiale n. 272 del 13 ottobre 1975;
18 giugno 1979, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale
n. 180 del 3 luglio 1979;
2 dicembre 1980, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale
n. 347 del 19 dicembre 1980;
25 giugno 1981, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale
n. 198 del 21 luglio 1981;
2 giugno 1982, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n.
200 del 22 luglio 1982;
20 ottobre 1982, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale
n. 340 dell’11 dicembre 1982;
18 febbraio 1984, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale
n. 76 del 16 marzo 1984;
4 aprile 1985, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n.
98 del 26 aprile 1985;
4 aprile 1985, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n.
120 del 23 maggio 1985;
7 agosto 1987, n. 395, pubblicato nella Gazzetta
Ufficiale n. 226 del 28 settembre 1987;
1° giugno 1988, n. 243, pubblicato nella Gazzetta
Ufficiale n. 153 del 1° luglio 1988;
18 gennaio 1991, n. 90, pubblicato nella Gazzetta
Ufficiale n. 67 del 20 marzo 1991;
30 ottobre 1991, n. 408, pubblicato nella Gazzetta
Ufficiale n. 303 del 28 dicembre 1991;
26 aprile 1993, n. 220, pubblicato nel supplemento
ordinario n. 64 alla Gazzetta Ufficiale n. 162 del
13 luglio 1993;
15 luglio 1993, n. 322, pubblicato nella Gazzetta
Ufficiale n. 199 del 25 agosto 1993;
20 settembre 1993, n. 516, pubblicato nella Gazzetta
Ufficiale n. 292 del 14 dicembre 1993;
3 giugno 1994, n. 511, pubblicato nella Gazzetta
Ufficiale n. 198 del 25 agosto 1994;
1° luglio 1994, n. 556, pubblicato nel supplemento
ordinario n. 132 alla Gazzetta Ufficiale n. 229 del
30 settembre 1994;
28 ottobre 1994, n. 735, pubblicato nella Gazzetta
Ufficiale n. 1 del 2 gennaio 1995;
8 febbraio 1995, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale
n. 68 del 22 marzo 1995;
24 febbraio 1995, n. 156, pubblicato nella Gazzetta
Ufficiale n. 103 del 5 maggio 1995;
13 luglio 1995, n. 405, pubblicato nella Gazzetta
Ufficiale n. 228 del 29 settembre 1995;
24 settembre 1996, n. 572, pubblicato nel supplemento
ordinario n. 195 alla Gazzetta Ufficiale n. 264
dell’11 novembre 1996;
6 febbraio 1997, n. 91, pubblicato nella Gazzetta
Ufficiale n. 77 del 3 aprile 1997;
22 luglio 1998, n. 338, pubblicato nella Gazzetta
Ufficiale n. 228 del 30 settembre 1998;
4 agosto 1999, n. 322, pubblicato nella Gazzetta
Ufficiale n. 218 del 16 settembre 1999;
17 dicembre 1999, n. 538, pubblicato nella Gazzetta
Ufficiale n. 28 del 4 febbraio 2000;
15 giugno 2000, n. 210, pubblicato nella Gazzetta
Ufficiale n. 175 del 28 luglio 2000;
1° dicembre 2000, n. 411, pubblicato nella Gazzetta
Ufficiale n. 11 del 15 gennaio 2001;
30 maggio 2001, n. 267, pubblicato nella Gazzetta
Ufficiale n. 155 del 6 luglio 2001.
– Il testo dell’art. 17, comma 3, della legge 23 agosto
1988, n. 400 (Disciplina dell’attivita’ di Governo e
ordinamento della Presidenza del Consiglio dei Ministri) e’
il seguente:
«3. Con decreto ministeriale possono essere adottati
regolamenti nelle materie di competenza del Ministro o di
autorita’ sottordinate al Ministro, quando la legge
espressamente conferisca tale potere. Tali regolamenti, per
materie di competenza di piu’ Ministri, possono essere
adottati con decreti interministeriali, ferma restando la
necessita’ di apposita autorizzazione da parte della legge.
I regolamenti ministeriali ed interministeriali non possono
dettare norme contrarie a quelle dei regolamenti emanati
dal Governo. Essi debbono essere comunicati al Presidente
del Consiglio dei Ministri prima della loro emanazione».

Nota all’art. 1:
– Si riporta il testo dell’art. 5 del decreto
ministeriale 21 marzo 1973, modificato da ultimo dal
decreto 28 ottobre 1994, n. 735, e ulteriormente modificato
dal decreto qui pubblicato:
«Art. 5. – Salvo diverse indicazioni particolari
riportate per i singoli materiali ed oggetti nel titolo II,
i materiali e gli oggetti non devono cedere i loro
costituenti ai prodotti alimentari o ai simulanti dei
prodotti alimentari in quantita’ superiori a 8 mg per
decimetro quadrato (mg/dm2) di superficie del materiale o
dell’oggetto (limite globale di migrazione).
Salvo diverse indicazioni particolari riportate per i
singoli materiali ed oggetti nel titolo II, i materiali e
gli oggetti non devono cedere i loro costituenti ai
prodotti alimentari in quantita’ superiori a 8 mg per
decimetro quadrato (mg/dm2) di superficie del materiale o
dell’oggetto (limite globale di migrazione). Tuttavia, tale
limite e’ pari a 50 mg di sostanza ceduta per chilogrammo
di prodotto alimentare (mg/kg) nei seguenti casi:
a) oggetti che siano recipienti o siano assimilabili
a recipienti o che possano essere riempiti, di capacita’
non inferiore a 500 ml e non superiore a 10 l;
b) oggetti che possono essere riempiti ma dei quali
non e’ possibile determinare l’area della superficie di
contatto con il prodotto alimentare;
c) coperchi, guarnizioni, tappi o altri dispositivi
di chiusura simili.
Gli stessi criteri di espressione dei risultati si
applicano per il controllo dell’osservanza dei limiti di
cessione specifica eventualmente indicati.
Nel caso di accoppiati e di altri materiali complessi,
deve corrispondere alle condizioni e caratteristiche del
presente decreto lo strato che viene a contatto diretto con
gli alimenti, sempreche’ tale strato esplichi la funzione
di barriera capace di impedire, per permeabilita’ o altra
causa, la migrazione di costituenti dei materiali non a
contatto diretto con l’alimento, e cio’ risulti alle prove
di cessione indicate nell’allegato IV.
Il controllo dei limiti di migrazione specifici non e’
obbligatorio qualora si possa accertare che, assumendo una
completa migrazione della sostanza residua nel materiale o
oggetto, essa non possa superare il limite specifico di
migrazione.
Il controllo del rispetto dei limiti di migrazione nei
prodotti alimentari e’ eseguito nelle peggiori condizioni
di durata e temperatura prevedibili per l’uso.
La verifica del rispetto dei limiti di migrazione
specifica puo’ essere garantita dalla determinazione della
quantita’ di una sostanza nel materiale o nell’oggetto
finito, a patto che sia stata definita una relazione tra
tale quantita’ ed il valore della migrazione specifica
della sostanza attraverso una sperimentazione adeguata
oppure per mezzo dell’applicazione di modelli di diffusione
universalmente riconosciuti e basati su prove scientifiche.
Per dimostrare la non conformita’ di un materiale o di un
articolo e’ obbligatoria la conferma per via sperimentale
del valore di migrazione stimato».

Art. 2.
1. L’articolo 9 del decreto ministeriale 21 marzo 1973, come
sostituito dall’articolo 2, comma 1, del decreto 26 aprile 1993, n.
220, e’ modificato come segue.
Il comma 1 e’ sostituito dal seguente:
«1. Per materia plastica si intende il composto macromolecolare
organico ottenuto per polimerizzazione, policondensazione,
poliaddizione o qualsiasi altro procedimento simile da molecole di
peso molecolare inferiore ovvero per modifica chimica di
macromolecole naturali. A questi composti macromolecolari possono
essere aggiunte altre sostanze».

Nota all’art. 2:
– Si riporta il testo dell’art. 9 del decreto
ministeriale 21 marzo 1973, come sostituito dall’art. 2,
comma 1, del decreto ministeriale 26 aprile 1993, n. 220, e
come ulteriormente modificato dal decreto qui pubblicato:
«Art. 9. – 1. Per materia plastica si intende il
composto macromolecolare organico ottenuto per
polimerizzazione, policondensazione, poliaddizione o
qualsiasi altro procedimento simile da molecole di peso
molecolare inferiore ovvero per modifica chimica di
macromolecole naturali. A questi composti macromolecolari
possono essere aggiunte altre sostanze.
2. Per la preparazione di materiali ed oggetti,
costituiti esclusivamente di materia plastica o composti da
due o piu’ strati – ognuno dei quali e’ costituito
esclusivamente di materia plastica – fissati fra loro
mediante adesivi o con qualunque altro mezzo, possono
essere impiegati esclusivamente:
a) i monomeri e le altre sostanze di partenza
indicate nell’allegato I, sezioni A e B, del presente
decreto alle condizioni e limitazioni eventualmente
indicate per le singole voci;
b) gli additivi riportati nell’allegato II, sezione
1, parte B, alle condizioni e limitazioni di impiego
eventualmente indicate per le singole voci.
3. Per quanto riguarda i composti a basso peso
molecolare, gli intermedi, i catalizzatori, i solventi e
gli agenti emulsionanti utilizzati nella preparazione dei
materiali e degli oggetti di cui al comma 1 si applicano le
disposizioni dell’art. 10.
4. Le resine e gli additivi riportati nell’allegato II,
sezione 1, parti A e B, possono essere impiegati, alle
condizioni e con le limitazioni ivi previste per la
produzione di: rivestimenti superficiali, applicati su
materiali diversi da quelli di cui al comma 1, ottenuti da
prodotti resinosi o polimerizzati sotto forma di liquidi,
polveri o dispersioni quali vernici, lacche, pitture, ecc.;
siliconi; resine epossidiche; materiali e oggetti composti
di due o piu’ strati, di cui quello destinato al contatto
diretto con i prodotti alimentari e’ costituito di materia
plastica e almeno uno strato non e’ costituito
esclusivamente di materia plastica.
4-bis. Le condizioni, limitazioni e tolleranze di
impiego di cui all’allegato I, sezioni A e B, si applicano
anche alle resine di cui al precedente comma 4».

Art. 3.
1. Nell’allegato IV, sez. 1, del decreto 21 marzo 1973, come
sostituito dall’allegato III del decreto 26 aprile 1993, n. 220, al
capo D, punto 7, la dizione:
«6 mg/kg o 1mg/dm2 nelle prove di migrazione con gli altri
simulanti di cui agli allegati II e III del presente decreto, e’
sostituita dalla seguente:
«12 mg/kg o 2mg/dm2 nei test di migrazione utilizzando gli altri
simulanti di cui agli allegati II e III del presente decreto».

Nota all’art. 3:
– Si riporta il testo del punto 7, capo D,
dell’allegato III del decreto ministeriale 26 aprile 1993,
n. 220, che sostituisce la sez. 1 dell’allegato IV del
decreto ministeriale 21 marzo 1973, come modificato dal
decreto qui pubblicato:
«7. Un materiale o un oggetto la cui migrazione superi
il limite globale di migrazione di una quantita’ non
superiore al valore della tolleranza analitica qui sotto
definita deve essere considerato conforme alla presente
direttiva.
Le seguenti tolleranze analitiche sono state osservate:
20 mg/kg o 3 mg/dm2 nelle prove di migrazione con
olio di oliva rettificato o suoi sostituti;
12 mg/kg o 2mg/dm2 nei test di migrazione utilizzando
gli altri simulanti di cui agli allegati II e III del
presente decreto».

Art. 4.
1. L’allegato I del decreto 26 aprile 1993, n. 220, modificato da
ultimo dal decreto 15 giugno 2000, n. 210, e’ modificato come segue:
a) al punto 8 delle «Introduzioni generali»:
i) la definizione di QM(T) e’ sostituita dalla seguente:
«QM(T) = Quantita’ massima di sostanza “residua” ammessa nel
materiale o oggetto espressa come quantita’ totale del gruppo o
della(e) sostanza(e) indicata(e). La sostanza nel materiale o
nell’oggetto deve essere determinata con un metodo convalidato di
analisi. Se attualmente tale metodo non esiste, puo’ essere
utilizzato un metodo analitico con adeguate caratteristiche di
prestazione al limite specificato, in attesa di elaborazione di un
metodo convalidato»;
ii) le seguenti definizioni sono inserite dopo quella di QM(T):
«QMA = Quantita’ massima di sostanza “residua” ammessa nel
materiale o oggetto finito espressa in mg per 6 dm2 della superficie
a contatto con i prodotti alimentari. La quantita’ della sostanza
nella superficie del materiale o dell’oggetto deve essere determinata
con un metodo convalidato di analisi. Se attualmente tale metodo non
esiste, puo’ essere utilizzato un metodo analitico con adeguate
caratteristiche di prestazione al limite specificato, in attesa di
elaborazione di un metodo convalidato;
QMA(T) = Quantita’ massima di sostanza “residua” ammessa nel
materiale o oggetto espressa in mg del totale del gruppo della(e)
sostanza(e) indicata(e) per 6 dm2 della superficie a contatto con i
prodotti alimentari. La quantita’ della sostanza nella superficie del
materiale o dell’oggetto deve essere determinata con un metodo
convalidato di analisi. Se attualmente tale metodo non esiste, puo’
essere utilizzato un metodo analitico con adeguate caratteristiche di
prestazione al limite specificato, in attesa di elaborazione di un
metodo convalidato»;
iii) le definizioni di LMS e LMS(T) sono sostituite dalle
seguenti:
«LMS = Limite di migrazione specifica nel prodotto o
simulante alimentare, qualora non diversamente specificato. La
migrazione specifica della sostanza deve essere determinata con un
metodo convalidato di analisi. Se attualmente tale metodo non esiste,
puo’ essere utilizzato un metodo analitico con adeguate
caratteristiche di prestazione al limite specificato, in attesa di
elaborazione di un metodo convalidato;
LMS(T) = Limite di migrazione specifica nel prodotto o
simulante alimentare, espresso come totale del gruppo o sostanza(e)
indicata(e). La migrazione specifica della sostanza deve essere
determinata con un metodo convalidato di analisi. Se attualmente tale
metodo non esiste, puo’ essere utilizzato un metodo analitico con
adeguate caratteristiche di prestazione al limite specificato, in
attesa di elaborazione di un metodo convalidato»;
b) alla sezione A, sono aggiunte, in fine, le sostanze riportate
nell’allegato I del presente decreto;
c) alla sezione A e’ modificata la colonna «restrizioni e/o
specifiche», per le sostanze riportate nell’allegato II del presente
decreto;
d) la sezione B e’ sostituita dall’allegato III del presente
decreto.

Nota all’art. 4:
– L’allegato I del decreto ministeriale 26 aprile 1993,
n. 220 (pubblicato nel supplemento ordinario alla Gazzetta
Ufficiale n. 162 del 13 luglio 1993), modificato da ultimo
dal decreto ministeriale 15 giugno 2000, n. 210 (pubblicato
nella Gazzetta Ufficiale n. 175 del 28 luglio 2000), e’
ulteriormente modificato dal regolamento qui pubblicato.

Art. 5.
1. L’elenco delle sostanze di cui all’allegato I del decreto
24 settembre 1996, n. 572, cosi’ come modificato da ultimo con il
decreto 1° dicembre 2000, n. 411, e’ sostituito dall’allegato IV del
presente decreto.

Nota all’art. 5:
– L’elenco degli additivi per materie plastiche di cui
all’allegato I del decreto ministeriale 24 settembre 1996,
n. 572 (pubblicato nel supplemento ordinario alla Gazzetta
Ufficiale n. 264 dell’11 novembre 1996), modificato da
ultimo dal decreto ministeriale 1° dicembre 2000, n. 411
(pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 11 del 15 gennaio
2001), e’ sostituito dall’allegato IV del regolamento qui
pubblicato.

Art. 6.
1. L’articolo 1, comma 1, lettera A) del decreto ministeriale
6 febbraio 1997, n. 91, e’ modificato come segue:
«1. Per la fabbricazione dei materiali ed oggetti in materia
plastica possono essere utilizzati esclusivamente i monomeri e le
altre sostanze di partenza che figurano nell’allegato I, sezione A
del decreto ministeriale 26 aprile 1993, n. 220, e successive
modificazioni».
2. In deroga a quanto previsto al comma 1, possono essere
impiegati, fino al 31 dicembre 2004, i monomeri e le altre sostanze
di partenza che figurano nell’allegato III del presente decreto.

Nota all’art. 6:
– L’art. 1, comma 1, lettera A), del decreto
ministeriale 6 febbraio 1997, n. 91 (pubblicato nella
Gazzetta Ufficiale n. 77 del 3 aprile 1997), e’ modificato
dal regolamento qui pubblicato.

Art. 7.
1. Il decreto 15 giugno 2000, n. 210, e’ modificato come segue:
a) l’allegato II e’ sostituito dall’allegato V al presente
decreto;
b) l’allegato III e’ sostituito dall’allegato VI al presente
decreto.

Nota all’art. 7:
– Gli allegati II e III del decreto ministeriale
15 giugno 2000, n. 210 (pubblicato nella Gazzetta Ufficiale
n. 175 del 28 luglio 2000), sono sostituiti rispettivamente
dagli allegati V e VI del regolamento qui pubblicato.

Art. 8.
1. I materiali ed oggetti che, allo stato di prodotti finiti, sono
destinati ad essere messi a contatto o sono messi a contatto con i
prodotti alimentari conformemente alla loro destinazione, fabbricati
con una o piu’ delle seguenti sostanze, ovvero che le contengano:
a) 2, 2-bis (4-idrossifenil) propano bis (2,3-epossipropil)etere
(di seguito denominato «BADGE») e alcuni suoi derivati;
b) bis(-idrossifenil)metano bis(2,3-epossipropil) eteri (di
seguito denominato «BFDGE») e alcuni loro derivati;
c) altri glicidi eteri del Novolac (di seguito denominati «NOGE»)
e alcuni loro derivati;
devono soddisfare i limiti di migrazione riportati negli allegati VII
e VIII.
2. Ai fini delle disposizioni di cui al comma 1, si intende per
materiali e oggetti:
a) materiali e oggetti composti da qualsiasi tipo di materia
plastica;
b) materiali e oggetti coperti da rivestimenti di superficie;
c) adesivi.
3. Le disposizioni di cui al comma 1 non si applicano ai
contenitori o ai serbatoi di stoccaggio con capacita’ superiore a
10.000 litri, ne’ alle relative tubature o alle tubature ad essi
collegate, che siano ricoperti da rivestimenti speciali denominati
«rivestimenti super resistenti».

Art. 9.
1. L’uso e/o la presenza di BADGE nella fabbricazione di materiali
e oggetti di cui all’articolo 8, comma 2, possono continuare ad
essere ammessi soltanto fino al 31 dicembre 2004.
2. L’uso e/o la presenza di BFDGE nella fabbricazione di materiali
e oggetti di cui all’articolo 8, comma 2, possono continuare ad
essere ammessi soltanto fino al 31 dicembre 2004.
3. A decorrere dal 1° marzo 2003, la quantita’ di componenti di
NOGE con piu’ di 2 anelli aromatici e almeno un gruppo epossidico
nonche’ i loro derivati, contenenti funzioni cloridriniche e aventi
massa molecolare inferiore a 1000 Dalton, non deve essere
riscontrabile nei materiali e oggetti di cui all’articolo 8, comma 2,
al limite di rilevabilita’ di 0,2 mg/6 dm2, compresa la tolleranza
analitica.
4. Il limite di rilevabilita’ di cui al comma 3 deve essere
determinato mediante metodo di analisi convalidato. In mancanza di
tale metodo puo’ essere utilizzato un metodo analitico con adeguate
caratteristiche di prestazione, in attesa dell’elaborazione di un
metodo convalidato.
5. L’uso e/o la presenza di NOGE nella fabbricazione di tali
materiali e oggetti possono continuare ad essere ammessi soltanto
fino al 31 dicembre 2004.

Art. 10.
1. Le disposizioni di cui agli articoli 8 e 9 non si applicano ai
materiali e oggetti coperti da rivestimenti di superficie e adesivi
di cui all’articolo 8, comma 2, lettere b) e c), posti in contatto
con i prodotti alimentari prima del 1° marzo 2003. Detti materiali e
oggetti possono continuare ad essere immessi sul mercato a condizione
che la data di riempimento figuri sugli stessi, tenuto conto delle
prescrizioni del decreto legislativo 25 gennaio 1992, n. 109, e
successive modificazioni.

Nota all’art. 10:
– Il decreto legislativo 27 gennaio 1992, n. 109,
recante: «Attuazione delle direttive 89/395/CEE e
89/396/CEE concernenti l’etichettatura, la presentazione e
la pubblicita’ dei prodotti alimentari», e’ stato
pubblicato nel supplemento ordinario alla Gazzetta
Ufficiale n. 39 del 17 febbraio 1992.

Art. 11.
1. Le disposizioni di cui agli articoli da 1 a 7 non si applicano
ai materiali ed oggetti che siano stati immessi in commercio prima
del 1° dicembre 2002.
2. A partire dal 1° marzo 2004 e’ vietato, limitatamente alle
sostanze individuate con il numero REF 13075, 13720, 15310, 25840 e
40020, commercializzare ed utilizzare i materiali ed oggetti
destinati a venire a contatto con i prodotti alimentari non conformi
alle disposizioni di cui agli articoli da 1 a 7 del presente decreto.
Il presente decreto, munito del sigillo dello Stato, sara’ inserito
nella Raccolta ufficiale degli atti normativi della Repubblica
italiana. E’ fatto obbligo a chiunque spetti di osservarlo e di farlo
osservare.
Roma, 28 marzo 2003
Il Ministro: Sirchia

Visto, il Guardasigilli: Castelli

Registrato alla Corte dei conti il 17 maggio 2003
Ufficio di controllo preventivo sui Ministeri dei servizi alla
persona e dei beni culturali, registro n. 3, foglio n. 137

ALLEGATI
—-> Vedere immagini da pag. 8 a pag. 48 della G.U.

MINISTERO DELLA SALUTE

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