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MINISTERO DELLA SALUTE - COMUNICATO: Linee guida relative alla disciplina igienico-sanitaria in materia di utilizzazione dei materiali e sottoprodotti derivanti dal ciclo produttivo e commerciale delle industrie agro-alimentari nell'alimentazione animale. (GU n. 180 del 2-8-2002)

MINISTERO DELLA SALUTE

COMUNICATO

Linee guida relative alla disciplina igienico-sanitaria in materia di
utilizzazione dei materiali e sottoprodotti derivanti dal ciclo
produttivo e commerciale delle industrie agro-alimentari
nell’alimentazione animale.

I sottoprodotti e gli scarti edibili derivanti dal ciclo
produttivo e commerciale dell’industria agro-alimentare possono
essere destinati, nel rispetto delle specifiche norme tecniche ed
igienico-sanitarie, all’alimentazione zootecnica.
Tale assetto sostanzialmente omogeneo in tutti i Paesi europei,
in quanto supportato da disposizioni comuni di matrice comunitaria,
in materia mangimistica, fa si che i materiali in questione, alle
condizioni sopra specificate, qualora vi sia una espressa volonta’ da
parte del produttore, possano essere impiegati in alimentazione
animale.
Cio’ e’ espressamente previsto dalla direttiva n. 96/25/CE
relativa alla circolazione delle materie prime per mangimi, cui e’
stata data attuazione, nel nostro Paese, con il decreto legislativo
17 agosto 1999, n. 360, che fornisce un elenco, seppur non esaustivo,
delle materie prime per mangimi, tra le quali sono inclusi i
sottoprodotti dell’industria agro-alimentare.
I materiali e i sottoprodotti derivanti dal ciclo produttivo e
commerciale dell’industria agro-alimentare non possono essere
esclusi, a priori, dalla definizione di rifiuto, quindi dal campo di
applicazione della direttiva n. 75/442/CEE, modificata dalla
direttiva 91/156/CEE, e attuata in Italia con decreto legislativo
5 febbraio 1997, n. 22, solo perche’ suscettibili di una
riutilizzazione economica, neanche nel caso in cui tali materiali
abbiano specifiche caratteristiche merceologiche.
In base alla definizione di cui all’art. 1 della direttiva n.
75/442/CEE e’ definito rifiuto “qualsiasi sostanza od oggetto di cui
il detentore si disfi o abbia deciso o abbia l’obbligo di disfarsi”,
ivi compresi i sottoprodotti e gli scarti dell’industria
agro-alimentare, che vengono quindi assoggettati alla disciplina
specifica sui rifiuti nel caso in cui esiste l’obbligo o la manifesta
volonta’ da parte del produttore/detentore di disfarsene.
I materiali ed i sottoprodotti derivanti dalle lavorazioni
dell’industria agro-alimentare sono “materie prime per mangimi” ove,
in presenza dei requisiti igienico-sanitari, esista la volonta’ del
produttore di volerli utilizzare nel ciclo alimentare zootecnico.
In tal caso i suddetti materiali non sono assoggettati alla
normativa sui rifiuti, bensi’ alle disposizioni relative alla
produzione e commercializzazione degli alimenti per animali e, nel
caso di prodotti di origine animale o contenenti costituenti di
origine animale, anche alle norme sanitarie vigenti in materia
(decreto legislativo n. 508/1992).
Si ritiene, pertanto, necessario che nel “piano di
auto-controllo” dello stabilimento produttore, sia presente una
sezione relativa alla gestione dei sottoprodotti.
La produzione di mangimi composti a partire dai materiali e dai
sottoprodotti derivanti dal ciclo produttivo e commerciale
dell’industria agro-alimentare, utilizzati come materie prime, deve
essere autorizzata ai sensi di quanto previsto all’art. 5, legge n.
281/1963 e successive modificazioni ed integrazioni.
In particolare, la produzione di mangimi composti per autoconsumo
aziendale, a partire dalle summenzionate materie prime, ancorche’ non
assoggettata dalla vigente normativa ad alcun regime autorizzativo,
deve essere comunque conforme a quanto previsto ai sensi del decreto
ministeriale 11 maggio 1998, n. 241, e successive modificazioni ed
integrazioni.
Gli stabilimenti che utilizzano dette materie prime per la
produzione di mangimi composti contenti taluni additivi e/o
premiscele di additivi, sia per l’immissione in commercio, sia per
autoconsumo aziendale, devono in ogni caso essere riconosciuti o
registrati ai sensi del decreto legislativo n. 123/1999.
L’autorita’ sanitaria competente attiva ogni necessaria vigilanza
e gli idonei controlli al fine di verificare che dette materie prime
siano in ogni caso di qualita’ sana, leale e mercantile.
L’effettiva destinazione per l’alimentazione animale e’
comprovata da un accordo di tipo formale (contratto) o, nel caso di
forniture occasionali, dalla documentazione fiscale.
In assenza delle suddette garanzie sull’effettiva destinazione
all’alimentazione animale, i materiali e i sottoprodotti derivanti
dal ciclo produttivo e commerciale dell’industria agroalimentare
dovranno essere sottoposti al regime giuridico dei rifiuti.
Nonostante le considerazioni di cui sopra, peraltro gia’ espresse
dal Ministero dell’ambiente e della tutela del territorio con nota
protocollo n. 8052/R.B0/01/C del 7 agosto 2001 indirizzata al
Ministero della salute ed al Ministero delle politiche agricole e
forestali, permane tuttora uno stato di incertezza tra gli operatori.
A tale proposito, in attesa di un eventuale atto normativo che
fornisca una maggiore regolamentazione ed un ulteriore chiarimento in
materia, e’ stata interpellata la Commissione tecnica mangimi,
istituita dall’art. 9 della legge 15 febbraio 1963, n. 281, che in
data 5 dicembre 2001 ha incaricato un “gruppo di lavoro” interno di
redigere un documento di approfondimento sull’argomento.
Il documento che segue prende in considerazione le diverse
tipologie di prodotti dell’industria agro-alimentare destinati
all’alimentazione animale, nonche’ i criteri e le modalita’ per il
relativo impiego.
1. Prodotti e sottoprodotti dell’industria agroalimentare.
La legislazione nazionale e comunitaria, pur fornendo alcuni
elenchi di mangimi semplici o materie prime per mangimi, chiarisce
piu’ volte che si tratta di elenchi non esaustivi e che altri
prodotti, non compresi nei predetti elenchi, possono essere destinati
all’alimentazione degli animali.
Tutti i prodotti utilizzati debbono comunque essere di qualita’
sana, leale e mercantile, non devono presentare tenori in sostanze
indesiderabili superiori ai massimi previsti (direttiva n. 1999/29/CE
e successive modifiche) e non devono essere compresi nell’elenco
degli “ingredienti di cui e’ vietato l’impiego negli alimenti
composti per animali” (decisione n. 91/516/CEE e successive
modificazioni).
Il decreto legislativo n. 360 del 7 agosto 1999, recepimento
della direttiva n. 96/25/CE del Consiglio del 29 aprile 1996,
riguardante la “circolazione delle materie prime per mangimi”, che ha
lo scopo, come viene precisato dalla stessa direttiva, di assicurare
un’efficace protezione della salute umana e degli animali, definisce
“materie prime per mangimi” ovvero “mangimi semplici” “i diversi
prodotti di origine vegetale o animale, allo stato naturale, freschi
o conservati, nonche’ i derivati della loro trasformazione
industriale, come pure le sostanze organiche o inorganiche,
comprendenti o no additivi, destinati ad essere impiegati per
l’alimentazione degli animali per via orale, direttamente come tali o
previa trasformazione, per la preparazione di mangimi composti oppure
come supporto di premiscele”.
I sottoprodotti ed i materiali derivanti dall’industria
agro-alimentare sono compresi nell’elenco non esclusivo delle
principali materie prime per mangimi, di cui all’allegato II, parte
A, capo II del succitato decreto n. 360/1999 e, in ottemperanza alle
disposizioni in esso previste, possono essere immesse in circolazione
solo se sul documento di accompagnamento o se del caso
sull’imballaggio, sul recipiente o sull’etichetta fissata allo
stesso, compaiono, tra l’altro, l’espressione “materia prima per
mangimi”, la denominazione di tale materia prima, nonche’ le
indicazioni di determinati tenori analitici (amido, proteina grezza,
sostanze grasse grezze, ceneri, etc.) previsti per ciascuna materia
prima considerata.
E’ obbligatorio inoltre aggiungere l’indicazione del nome o la
ragione sociale e l’indirizzo del responsabile dell’immissione in
circolazione.
2. Prodotti per l’alimentazione umana diretta, avviati
all’alimentazione animale per motivi non sanitari.
Qualora un prodotto alimentare originariamente destinato all’uomo
venga avviato all’alimentazione animale e’ da considerarsi a tutti
gli effetti materia prima per mangimi, anche durante il trasporto,
purche’ venga mantenuto in condizioni idonee di conservazione.
In questa categoria rientrano:
a) Prodotti alimentari per i quali non e’ stato ancora superata
la data di scadenza.
b) Prodotti alimentari di cui al punto a) con difetti di
fabbricazione o di confezionamento.
c) Prodotti alimentari di cui al punto a) destinati
all’alimentazione umana avviati all’alimentazione animale per motivi
commerciali (eccedenze, andamento del mercato, ecc.).
Per quanto riguarda specificatamente i prodotti di origine
animale ricadenti nelle tre categorie sopra citate – fatti salvi i
divieti relativi all’alimentazione degli animali allevati per la
produzione di derrate alimentari, stabiliti dalle norme di protezione
nei confronti delle encefalopatie spongiformi trasmissibili
(regolamento n. 999/2001/CE successive modificazioni) – rientrano
nell’ambito di applicazione delle norme sanitarie per l’eliminazione,
la trasformazione e l’immissione sul mercato dei sottoprodotti di
origine animale, attualmente contenute nella direttiva n. 90/667/CEE
del Consiglio cui e’ stata data attuazione, in Italia, con il decreto
legislativo n. 50…

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