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MINISTERO DELLA SALUTE

MINISTERO DELLA SALUTE - DECRETO 17 dicembre 2004: Piano nazionale di selezione genetica per la resistenza alle encefalopatie spongiformi negli ovini. (GU n. 51 del 3-3-2005)

MINISTERO DELLA SALUTE

DECRETO 17 dicembre 2004

Piano nazionale di selezione genetica per la resistenza alle
encefalopatie spongiformi negli ovini.

IL MINISTERO DELLA SALUTE

Visto il testo unico delle leggi sanitarie, approvato con regio
decreto 27 luglio 1934, n. 1265, e successive modificazioni;
Visto il regolamento di polizia veterinaria approvato con decreto
del Presidente della Repubblica n. 320 dell’8 febbraio 1954;
Vista la legge 2 giugno 1988, n. 218 pubblicata nella Gazzetta
Ufficiale n. 144 del 21 giugno 1988 concernente «Misure per la lotta
contro l’afta epizootica ed altre malattie epizootiche degli
animali»;
Visto l’art. 117, comma 2, della Costituzione cosi’ come modificato
dalla legge costituzionale 18 ottobre 2001, n. 3 pubblicata nella
Gazzetta Ufficiale n. 248 del 24 ottobre 2001;
Vista l’ordinanza del Ministro della sanita’ del 10 maggio 1991,
pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana n. 113
del 6 maggio 1991 concernente «Norme per la profilassi di malattie
animali»;
Visto il decreto legislativo 30 giugno 1993, n. 270 concernente il
riordinamento degli Istituti zooprofilattici sperimentali e in
particolare l’art. 2, comma 2;
Visto il decreto del Ministro della sanita’ del 3 agosto 1991,
pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana n. 193
del 19 agosto 1991 concernente il «Riconoscimento del centro per lo
studio e le ricerche sulle encefalopatie animali e neuropatologie
comparate dell’Istituto zooprofilattico sperimentale del Piemonte,
Liguria e Valle d’Aosta, quale centro di referenza nazionale;
Visto il decreto del Ministero della sanita’ 29 gennaio 1997
pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana n. 34
dell’11 febbraio 1997 concernente «Misure integrative per la
sorveglianza permanente delle encefalopatie spongiformi trasmissibili
degli animali»;
Visto il decreto del Ministro della sanita’ dell’8 aprile 1999
pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana n. 120
del 25 maggio 1999 recante «Norme per la profilassi della scrapie»;
Visto il decreto del Presidente della Repubblica del 20 gennaio
2001, n. 70 pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica
italiana n. 71 del 26 marzo 2001 recante il «Regolamento di
organizzazione dell’Istituto superiore di sanita»;
Visto il regolamento n. 999/2001 del Parlamento europeo e del
Consiglio pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Comunita’ europea
n. L 147 del 31 maggio 2001 recante disposizioni per la prevenzione
il controllo e eradicazione di alcune encefalopatie spongiformi
trasmissibili;
Vista la decisione 2002/1003/CE pubblicata nella Gazzetta Ufficiale
della Comunita’ europea n. L 349 del 24 dicembre 2002 che fissa i
requisiti minimi per uno studio dei genotipi della proteina prionica
delle razze ovine;
Vista la decisione n. 2003/100/CE pubblicata nella Gazzetta
Ufficiale della Comunita’ europea L 41 che fissa requisiti minimi per
la istituzione di programmi d’allevamento di ovini resistenti alle
encefalopatie spongiformi trasmissibili;
Vista la decisione n. 2003/848/CE pubblicato nella Gazzetta
Ufficiale della Comunita’ europea L 322 del 9 dicembre 2003 che
approva i programmi di eradicazione e di sorveglianza delle TSE degli
Stati membri e di alcuni Stati aderenti per il 2004 e che fissa il
livello di contributo finanziario della Comunita’ e che dispone per
l’Italia un finanziamento pari 3.210.000 euro per l’attuazione di un
piano di controllo ed eradicazione della scrapie;
Visto il regolamento (CE) n. 1915/2003 della Commissione che
modifica il regolamento n. 999/2001 del Parlamento europeo e del
Consiglio, e pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Comunita’
europea n. L 283 del 31 ottobre 2003 per quanto concerne
l’eradicazione delle encefalopatie spongiformi trasmissibili negli
ovini e nei caprini e le regole per il commercio di ovini e caprini e
di embrioni vivi;
Considerato che il regolamento n. 999/2001 prevede che in ogni
singolo Stato membro venga effettuata una sorveglianza nei confronti
della scrapie;
Considerato che il regolamento (CE) n. 1915/2003 che modifica il
regolamento (CE) n. 999/2001 prevede, in caso di conferma di un
focolaio di scrapie, la possibilita’ di ricorrere all’abbattimento
degli ovini sulla base di criteri genetici connessi alla resistenza o
sensibilita’ alla malattia;
Considerato che l’attivita’ di sorveglianza per la scrapie ha
rilevato la presenza di tale malattia in diversi greggi del
territorio nazionale;
Considerato che la decisione n. 2003/100 prevede che in ogni
singolo Stato membro dell’Unione europea vengano adottati piani di
selezione genetica per la resistenza alle encefalopatie spongiformi
trasmissibili nei confronti delle diverse razze ovine;
Valutata la necessita’ di creare in ambito nazionale allevamenti in
grado di soddisfare la domanda di capi geneticamente resistenti alle
encefalopatie spongiformi trasmissibili per il ripopolamento delle
aziende ovine colpite da tale malattia;
Ritenuto necessario in armonia con le disposizioni comunitarie,
istituire piani di selezione genetica nelle razze ovine autoctone o
allevate sul territorio nazionale diretti a incrementare nella
popolazione ovina le caratteristiche di resistenza genetica alle
encefalopatie spongiformi trasmissibili senza che siano compromessi
gli aspetti zootecnici e produttivi delle razze coinvolte;
Considerato che l’attuazione dei piani di selezione genetica
riveste carattere di interesse nazionale;
Considerate infine le maggiori garanzie per la salute del
consumatore dei prodotti di origine animale provenienti da greggi
geneticamente resistenti alle encefalopatie spongiformi
trasmissibili;
Visto il parere favorevole espresso nella seduta del 25 novembre
2004 dalla Conferenza dello Stato con le regioni;
Decreta:
Art. 1.
Definizioni
1. Ai fini del presente decreto si intende per:
1) azienda: qualsiasi luogo in cui gli animali oggetto del
presente decreto sono detenuti, mantenuti, allevati, su base
permanente o temporanea;
2) greggi di elevato merito genetico: i greggi che risultano
iscritti al libro genealogico (LG) nonche’ tutti i greggi nei quali
la percentuale di montoni in eta’ riproduttiva iscritti al libro
genealogico e’ equivalente o superiore al 50% del totale dei montoni
in eta’ riproduttiva presenti in allevamento;
3) greggi commerciali: i greggi che non soddisfano le condizioni
dei greggi di alto merito genetico in relazione alle percentuali di
presenza di montoni in eta’ riproduttiva iscritti al libro
genealogico;
4) analisi genetiche: analisi dei polimorfismi ai codoni 136 154
171 del gene della PrP effettuate da laboratori riconosciuti;
5) prelievo ufficiale: prelievo di sangue necessario per la
esecuzione delle analisi genetiche di cui al presente decreto
eseguito dal veterinario della ASL competente per territorio, oppure
il prelievo di sangue o il prelievo di materiale biologico effettuato
per il medesimo fine, esclusivamente nei greggi iscritti al libro
genealogico rispettivamente dal veterinario o dal personale tecnico
appartenente alle associazioni allevatori all’uopo riconosciuti e
formati dagli assessorati regionali competenti;
6) piano nazionale di selezione: le linee guida redatte dal
Ministero della salute riguardanti le modalita’ di esecuzione dei
piani di’ selezione genetica, profilassi e controllo;
7) piani regionali di selezione genetica per la resistenza degli
ovini alle encefalopatie spongiformi trasmissibili (EST): i piani
predisposti dalle autorita’ regionali competenti in conformita’ allo
schema di selezione nazionale di cui all’allegato I parte A emanato
dal Ministero della salute e finalizzati al progressivo incremento
dei caratteri di resistenza genetica degli ovini alle EST;
8) piani alternativi di profilassi e controllo per la lotta alle
EST degli ovini: i piani predisposti dalle autorita’ regionali
competenti, non conformi allo schema di selezione genetica nazionale
di cui all’allegato I parte A e adottati qualora sussista il rischio
che l’applicazione dello schema di selezione genetica nazionale possa
avere effetti negativi sulla consistenza della razza soggetta al
piano.

Art. 2.
Piani di selezione e di profilassi e controllo regionali
1. Le regioni e le province autonome di Trento e Bolzano provvedono
a predisporre piani di selezione genetica per la resistenza alle EST
nei confronti delle razze ovine autoctone o che costituiscono un
patrimonio rilevante nel territorio regionale.
2. Nella stesura dei piani di cui al comma 1, le singole regioni e
le province autonome si attengono ai requisiti minimi previsti
dall’allegato I parte A del presente decreto.
3. I piani di cui al comma 1, approvati dalle regioni e province
autonome sono inviati alla commissione nazionale di coordinamento
presso il Ministero della salute – Direzione generale della sanita’
veterinaria.
4. Qualora le regioni e le province autonome sulla base della
situazione epidemiologica e tenuto conto delle frequenze dei
caratteri di resistenza genetica nella razza interessata prevedano
effetti negativi sulla consistenza di popolazione dovuti alla
applicazione degli schemi di selezione nazionali previsti
nell’allegato I parte A istituiscono piani alternativi di profilassi
e controllo per la lotta alle EST.
5. I piani di profilassi e controllo di cui al precedente comma 4
sono predisposti secondo i requisiti minimi di cui all’allegato I
parte B e sono presentati alla Commissione nazionale di coordinamento
per una loro valutazione ed inviati successivamente alla Commissione
europea per una loro approvazione.
6. Gli indennizzi relativi agli animali obbligatoriamente macellati
nell’ambito delle azioni del presente decreto, sono indennizzati ai
sensi della legge 2 giugno 1988, n. 218, al netto degli introiti
derivati dalla macellazione.

Art. 3.
Campo di applicazione
1. L’adesione ai piani previsti dall’art. 2, ai commi 1 e 4, e’ su
base volontaria sia per i greggi di elevato merito genetico o
commerciali fino al 1° aprile 2005. A partire da tale data l’adesione
ai piani diventa obbligatoria per tutti i greggi di elevato merito
genetico.

Art. 4.
Raccolta dei dati relativi ai piani di selezione genetica
1. Presso il Centro di referenza nazionale per le encefalopatie
animali e neuropatologie comparate (CEA) dell’Istituto
zooprofilattico sperimentale di Torino e’ istituita la Banca dati
nazionale selezione genetica (BDNSG).
2. Le regioni e province autonome trasmettono alla BDNSG di cui al
comma 1, i dati relativi alla attivita’ di genotipizzazione in
conformita’ alle informazioni di cui all’allegato II.
3. Gli esiti delle prove di genotipizzazione sono trasmessi dai
laboratori settimanalmente alla Banca dati regionale della regione di
appartenenza del gregge.
4. I dati di cui al comma 2 relativi ai campioni accettati e
refertati nel corso del trimestre stesso. vengono trasmessi
trimestralmente dalle regioni e dalle province autonome tramite
apposito tracciato record e relativi codici entro il 20 del mese
successivo al termine di ciascun trimestre.

Art. 5.
Funzioni dei diversi enti coinvolti nei piani
1. Alla esecuzione dei piani di cui all’art. 2 concorrono:
a) Ministero della salute;
b) commissione nazionale di coordinamento;
c) regioni e province autonome;
d) Istituto superiore di sanita’ – Dipartimento di sanita’
alimentare ed animale;
e) centro di referenza nazionale per le encefalopatie animali e
comparate (CEA);
f) ASSONAPA;
g) istituti zooprofilattici sperimentali;
h) laboratorio gruppi sanguigni di Cremona e laboratorio Istituto
zootecnico caseario della Sardegna;
i) aziende sanitarie locali.
2. Il Ministero della salute:
a) definisce le linee guida tecniche e organizzative del Piano
nazionale a cui le regioni si attengono per la predisposizione dei
singoli piani regionali;
b) adegua gli obiettivi del piano nazionale a quelli individuati
dalla commissione europea nell’ambito dei piani di selezione,
controllo e profilassi delle EST ovi-caprine;
c) assolve a tutti i debiti informativi richiesti dalle
istituzioni comunitarie;
d) presenta alla commissione europea piani di selezione o di
profilassi e controllo delle EST ai fini dell’ottenimento dei
previsti cofinanziamenti comunitari di cui alla decisione n.
90/424/CEE;
e)puo’ stipulare convenzioni con l’Istituto superiore di sanita’
ai fini delle attivita’ di cui al comma 6.
3. Presso il Ministero della salute e’ istituita la Commissione
nazionale di coordinamento, che si riunisce con frequenza almeno
semestrale, costituita da:
a) un rappresentante del Ministero della salute – Direzione
generale della sanita’ veterinaria;
b) un rappresentante del Ministero delle politiche agricole e
forestali;
c) un rappresentante dell’ASSONAPA;
d) un esperto dell’Istituto superiore di sanita’ (ISS)-
Dipartimento di sanita’ alimentare ed animale;
e) un esperto del Centro di referenza nazionale per le
encefalopatie animali (CEA) presso l’IZS di Torino;
f) due esperti rispettivamente dell’Istituto zooprofilattici
sperimentali del Lazio e Toscana e dell’Istituto zooprofilattico
della Sardegna;
g) tre rappresentanti delle regioni designati dalla Conferenza
Stato-regioni che attuino nei territori di competenza piani di
selezione genetica per la resistenza alle EST o di profilassi e
controllo;
4. La commissione di cui al comma 3 ha il compito di:
a) fornire al Ministero della salute il supporto tecnico per
l’aggiornamento delle linee guida ed organizzative del piano
nazionale;
b) provvedere a coordinare le attivita’ delle singole regioni
nell’ambito di attuazione dei singoli piani di selezione genetica o
di profilassi e controllo verificandone al contempo la rispondenza
agli obiettivi nazionali e comunitari;
c) provvedere a definire idonee strategie di divulgazione e
promozione del piano nazionale;
d) adeguare gli schemi di selezione e le qualifiche degli
allevamenti in funzione di eventuali nuove evidenze
tecnico-scientifiche, epidemiologiche, dell’impatto di tali schemi
sulla zootecnia nazionale o in ottemperanza a direttive comunitarie;
e) indicare e coordinare le metodiche atte alla identificazione
individuale, alle modalita’ di certificazione genetica del singolo
capo e della qualifica acquisita dai greggi aderenti al piano
nazionale;
f) fornire il supporto tecnico scientifico alle regioni
nell’ambito della attuazione dei piani;
g) predisporre entro il 15 marzo di ogni anno, sulla base delle
relazioni prodotte dalle commissioni di coordinamento regionali e dei
report prodotti dal CEA, una relazione complessiva sull’andamento dei
piani regionali e sui risultati conseguiti;
h) il funzionamento della commissione non comporta oneri a carico
del bilancio dello Stato.
5. Regioni e province autonome:
a) in funzione della realta’ zootecnica locale predispongono
piani regionali di selezione genetica o piani alternativi di
profilassi e controllo per la resistenza alle EST;
b) gestiscono gli aspetti amministrativi e finanziari dei singoli
piani;
c) assolvono ai debiti informativi di carattere finanziario ed
epidemiologico richiesti dal Ministero della salute dal CEA e ISS;
d) incentivano l’adesione al piano da parte degli allevatori,
coordinano e valutano la sua progressione con particolare riferimento
alle eventuali problematiche insorte, risultati conseguiti in
funzione delle scadenze previste nonche’ il loro impatto sulla
zootecnia regionale;
e) entro il 31 gennaio di ogni anno le regioni redigono una
relazione sulle attivita’ svolte e sui risultati conseguiti e la
inviano alla commissione nazionale di coordinamento.
6. Istituto superiore di sanita’:
a) fornisce il supporto tecnico-scientifico al Ministero della
salute per l’attuazione del piano di selezione nazionale;
b) effettua le verifiche ispettive e tecniche finalizzate al
rilascio delle autorizzazioni per i laboratori esterni al Servizio
sanitario nazionale che effettuano le analisi genetiche;
c) valuta le diverse metodiche di analisi genetica utilizzabili
nell’ambito del piano. Fornisce consulenza e supporto tecnico ai
laboratori che effettuano le analisi;
d) organizza ring test finalizzati alla verifica della
concordanza ed attendibilita’ delle procedure analitiche utilizzate
dai laboratori che eseguono analisi genetiche;
e) effettua controanalisi su campioni oggetto di contenzioso;
f) svolge attivita’ ispettiva e di verifica nei laboratori che
eseguono analisi genetiche di cui al presente decreto su specifica
richiesta del Ministero della salute.
7. Centro di referenza nazionale per le encefalopatie animali e
comparate (CEA):
1) fornisce consulenza tecnico-scientifica al Ministero della
salute e valuta nuove metodiche di genotipizzazione per verificare la
possibilita’ di miglioramento del piano nazionale in termini di
accuratezza dei risultati, di rese e costi;
2) realizza e gestisce la BDNSG attraverso la raccolta, verifica
e elaborazione dei dati provenienti dalle banche regionali;
3) fornisce i dati ufficiali relativi all’andamento del piano al
fine di assolvere i debiti informativi a livello nazionale e
comunitario;
4) predispone i tracciati record necessari all’aggregazione
locale ed al trasferimento dalle banche dati regionali dei dati
relativi ai singoli piani regionali al CEA;
5) produce per il Ministero della salute entro il 20 del secondo
mese successivo alla chiusura di ciascun trimestre report periodici
trimestrali riferiti allo stato di avanzamento del piano. Detti
report contengono le seguenti informazioni:
1) numero di test effettuati per regione, per mese e per motivo
di prelievo;
2) distribuzione degli allevamenti aderenti al piano per
regione e per tipo;
3) distribuzione delle frequenze alleliche e genotipiche su
base regionale e nazionale, per razza sesso e anno di nascita;
4) segnalazione di eventuali nuovi polimorfismi genetici e di
altri codoni coinvolti nella resistenza alla malattia;
8. ASSONAPA:
1) e’ responsabile del disegno, organizzazione e gestione degli
aspetti tecnici relativi al piano di selezione nell’ambito dei greggi
iscritti al libro genealogico secondo le linee guida di cui
all’allegato I parte A e sotto il coordinamento dei servizi
veterinari regionali competenti per territorio;
2) detiene la base dei dati relativa ai programmi di selezione
genetica per la resistenza alle EST dei greggi iscritti al libro
genealogico e ne trasmette mensilmente e comunque entro il
quindicesimo giorno del mese successivo i dati alla Banca dati
regionale di competenza;
3) tramite i veterinari e tecnici delle associazioni allevatori
esegue i prelievi ufficiali di sangue e materiale biologico nei
greggi iscritti ai libri genealogici per la esecuzione di prove
genetiche necessarie alla attuazione del piano;
4) a tal fine, i veterinari e i tecnici di cui all’art. 1, comma
1, punto 5, verificano sotto la propria responsabilita’
l’identificazione individuale del capo da sottoporre a
genotipizzazione;
5) i tecnici e veterinari appartenenti alle associazioni
allevatori utilizzano per l’invio dei campioni la scheda di cui
all’allegato IV o una scheda equivalente contenente almeno le stesse
informazioni.
9. Le aziende sanitarie locali, oltre ad adempiere alle specifiche
disposizioni previste dai singoli piani regionali, svolgono i
seguenti compiti:
a) accettano e archiviano le schede di iscrizione degli
allevamenti aderenti ai piani regionali di cui all’allegato III;
b) verificano la corretta identificazione individuale dei capi
appartenenti ai greggi sottoposti ai piani e di quelli sottoposti a
genotipizzazione;
c) eseguono per quanto di competenza i prelievi dei campioni
ufficiali per la genotipizzazione nei greggi soggetti al piano,
utilizzando l’apposita scheda di accompagnamento di cui all’allegato
IV;
d) controllano il rispetto dei tempi di eliminazione dei soggetti
con genotipo indesiderato;
e) verificano i requisiti sanitari dei greggi ed effettuano
l’attivita’ di sorveglianza e vigilanza nei confronti delle EST;
f) certificano la genetica dei singoli capi appartenenti a greggi
iscritti LG, di alto merito genetico o commerciali e conferiscono le
qualifiche di resistenza genetica ai dei greggi;
g) controllano il rispetto dei requisiti relativi alla
movimentazione in entrata ed uscita dalle aziende dei capi
appartenenti ai greggi sottoposti ai piani.

Art. 6.
1. L’attivita’ di genotipizzazione prevista dal presente decreto e’
svolta da:
a) IZS del Lazio e Toscana – sezione di Roma, IZS della Sicilia –
sezione di Palermo, IZS della Sardegna – sezione di Sassari e
dall’IZS del Piemonte e Valle d’Aosta – sezione di Torino, con
finanziamenti a carico degli stanziamenti previsti dalla legge
19 gennaio, n. 3;
b) laboratori gruppi sanguigni e laboratorio Istituto zootecnico
caseario della Sardegna, autorizzati dal Ministero della salute
previa verifica tecnica e parere favorevole dell’Istituto superiore
di sanita’.
2. Rimane salva la facolta’ delle regioni e delle province autonome
di affidare l’attivita’ di genotipizzazione ad ulteriori Istituti
zooprofilattici sperimentali competenti per territorio gia’ dotati
delle attrezzature necessarie. A tali istituti viene riconosciuto un
rimborso per i test effettuati nei limiti delle risorse disponibili e
senza ulteriori oneri a carico del bilancio dello Stato.

Art. 7.
1. Gli oneri derivanti dal presente decreto gravano sul capitolo
4391 dello stato di previsione del Ministero della salute per l’anno
finanziario 2004 e sul corrispondente capitolo per i successivi
esercizi quale anticipazione del cofinaziamento comunitario per
l’esecuzione dei test di genotipizzazione e abbattimento degli
animali sensibili da riassegnare da parte del fondo di rotazione di
cui alla legge 16 aprile 1987, n. 183, al predetto capitolo sullo
stato di previsione di spesa del Ministero della salute.
Il presente decreto e’ inviato alla Corte dei conti per la
registrazione ed e’ pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della
Repubblica italiana.
Roma, 17 dicembre 2004
Il Ministro: Sirchia

Registrato alla Corte dei conti il 7 febbraio 2005
Ufficio di controllo preventivo sui Ministeri dei servizi alla
persona e dei beni culturali, registro n. 1, foglio n. 58

Allegato I
PARTE A
Schema di selezione genetica nei greggi aderenti al piano

Principi generali del piano di selezione genetica.
1. Il piano si basa sui principi di selezione attraverso la linea
maschile. Tuttavia, laddove questo favorira’ la progressione del
piano, potra’ essere incentivata l’applicazione di schemi di
selezione che comprendano l’impiego di riproduttori di sesso
femminile. L’applicazione di tali schemi sara’ subordinata alla
valutazione delle commissioni regionali di coordinamento del piano.
Obiettivi del piano:
obiettivo del piano e’ quello di incrementare la frequenza dei
caratteri di resistenza genetica alle EST nella popolazione ovina al
fine di:
a) concorrere all’eradicazione delle EST degli ovini;
b) concorrere alla creazione di greggi a «basso rischio» di
EST;
c) contribuire alla tutela della salute umana ed animale.
L’incremento dei caratteri di resistenza viene realizzato
attraverso:
a) eliminazione dell’allele VRQ tramite il divieto di utilizzo
di riproduttori portatori di tale allele;
b) incremento della frequenza dell’allele ARR negli allevamenti
aderenti al piano;
c) costituzione di serbatoi di arieti omozigoti resistenti
(ARR/ARR), utili anche per il ripopolamento degli allevamenti
infetti;
d) progressiva diminuzione della frequenza dell’allele ARQ
negli allevamenti aderenti al piano.
2. Condizioni obbligatorie generali per i greggi partecipanti:
a) tutti gli allevamenti partecipanti al piano debbono essere
ufficialmente indenni o indenni da brucellosi ed in regola con gli
adempimenti sanitari previsti dalla legislazione nazionale;
b) tutti i capi facenti parte dei greggi aderenti al piano sono
identificati in maniera tale da garantire una duratura e precisa
connessione tra il marchio identificativo dell’animale e la
certificazione attestante il genotipo;
c) tutti gli allevamenti partecipanti al piano, di qualsiasi
categoria, si impegnano ad introdurre esclusivamente montoni
certificati e di genotipo rispondente ai requisiti degli schemi di
selezione;
d) tutti gli animali con sintomatologia neurologica riferibile
alle EST di eta’ superiore ai 12 mesi nonche’ tutti gli animali di
eta’ superiore ai 18 mesi morti negli allevamenti partecipanti al
piano, sono denunciati all’autorita’ sanitaria competente per
territorio (ASL) e sottoposti agli accertamenti diagnostici per le
EST (Test rapido) presso i laboratori dell’Istituto zooprofilattico
sperimentale competente per territorio. In caso di esito positivo
confermato dal CEA, il soggetto colpito, laddove non ancora
genotipizzato, verra’ sottoposto ad analisi genetica;
e) qualora, in seguito agli accertamenti effettuati su animali
morti o sospetti, fosse confermata la presenza di EST in allevamento,
si applicano le misure di controllo previste dalla normativa
nazionale e comunitaria in materia di eradicazione dei focolai di
malattia;
f) in tutti gli allevamenti partecipanti al piano, tutti i
maschi in eta’ riproduttiva ad esclusione degli agnelli o agnelloni
destinati al macello, sono sottoposti a prove di genotipizzazione;
g) i maschi portatori dell’allele VRQ devono essere macellati
entro i 30 giorni successivi alla determinazione del loro genotipo;
questi animali non possono uscire dall’allevamento, tranne che per
essere macellati;
h) le femmine del gregge eventualmente genotipizzate per le
quali risulti noto il genotipo recante l’allele VRQ devono essere
macellate entro 30 giorni;
i) e’ fatto divieto di usare a fini riproduttivi all’interno
del gregge i montoni, compresi i donatori di sperma per la
fecondazione artificiale, che non siano quelli certificati
nell’ambito del programma.
3. Il piano prevede l’autorizzazione all’impiego a fini
riproduttivi di montoni classificati – a seconda del genotipo – nelle
seguenti classi di preferenza:

Genotipo|Riproduttori di 1ª classe
———————————————————————
ARR/ARR |Suscettibilita’ minima o nulla
———————————————————————
|Riproduttori di 2ª classe
———————————————————————
|Genotipo raro per il quale mancano dati di suscettibilita’.
ARR/ARH |Si suppone tuttavia una suscettibilita’ scarsa
———————————————————————
|Genotipo raro per il quale mancano dati di suscettibilita’.
ARR/AHQ |Si suppone tuttavia una suscettibilita’ scarsa
———————————————————————
ARQ/ARR |Suscettibilita’ scarsa
———————————————————————
|Riproduttori di 3ª classe
———————————————————————
ARQ/ARQ |Suscettibilita’ elevata
———————————————————————
ARQ/AHQ |Suscettibilita’ elevata
———————————————————————
|Genotipo raro per il quale mancano dati di suscettibilita’.
|Ai fini del presente piano, si considera una suscettibilita’
AHQ/AHQ |elevata
———————————————————————
|Genotipo raro per il quale mancano dati di suscettibilita’.
|Ai fini del presente piano, si considera una suscettibilita’
ARQ/ARH |elevata
———————————————————————
|Genotipo raro per il quale mancano dati di suscettibilita’.
|Ai fini del presente piano, si considera una suscettibilita’
ARH/ARH |elevata
———————————————————————
|Genotipo raro per il quale mancano dati di suscettibilita’.
|Ai fini del presente piano, si considera una suscettibilita’
AHQ/ARH |elevata
———————————————————————
|Divieto di impiego come riproduttori
———————————————————————
VRQ/VRQ |Suscettibilita’ elevata
———————————————————————
VRQ/ARQ |Suscettibilita’ elevata
———————————————————————
|Genotipo raro per il quale mancano dati di suscettibilita’.
VRQ/ARH |Portatore dell’allele maggiormente suscettibile
———————————————————————
|Genotipo raro per il quale mancano dati di suscettibilita’.
VRQ/AHQ |Portatore dell’allele maggiormente suscettibile
———————————————————————
|Suscettibilita’ scarsa ma portatore dell’allele maggiormente
VRQ/ARR |suscettibile

1) Razze con frequenza dell’allele ARR/> 40%:
a) per queste razze tenuto conto della elevata frequenza
dell’allele ARR si prevede di mettere in atto uno schema di selezione
che consenta di giungere in breve tempo alla condizione di omozigosi
ARR/ARR nelle aziende senza pero’ penalizzare eccessivamente i
caratteri produttivi;
b) i greggi partecipanti non possono utilizzare riproduttori
maschi diversi dalle classi di arieti indicate nella tabella
sottostante;
c) per ogni gregge partecipante, fermo restando l’utilizzo
delle sole classi di arieti indicate, la scala di utilizzo
decrescente per preferenza e’ indicativa e non vincolante per
l’allevatore;
d) sono vietate vendita e introduzione di montoni di classe 3
tra greggi aderenti al piano ad esclusione dei montoni iscritti al
LG, e’ comunque consentito l’utilizzo di montoni di classe 3 nelle
singole aziende se provenienti da rimonta interna;
e) per i greggi aderenti, trascorsi massimo 5 anni dall’inizio
dell’attuazione del piano, viene consentito soltanto l’utilizzo di
montoni di classe 1 e 2 e dal 10° anno solo di montoni di classe 1.

Classe montoni |Razze con ARR > 40%
1 | Da allevamento iscritto al LG
2 | Da allevamento iscritto al LG
1 | Da allevamento di elevato merito genetico
2 | Da allevamento di elevato merito genetico
1 | Da allevamento commerciale o da rimonta interna
2 | Da allevamento commerciale o da rimonta interna
3 | Tra allevamenti LG o da rimonta interna

2) Razze con frequenza dell’allele ARR/< 40%: a) per queste razze tenuto conto della bassa frequenza dell'allele ARR si prevede di effettuare uno schema di selezione che consenta di giungere in tempi ragionevoli al superamento della soglia del 40% di frequenza dell'allele ARR/ nei greggi coinvolti; b) i greggi partecipanti non possono utilizzare riproduttori maschi diversi dalle classi di arieti indicate nella tabella sottostante; c) per ogni gregge partecipante, fermo restando l'utilizzo delle sole classi di arieti indicate, la scala di utilizzo decrescente per preferenza e' indicativa e non vincolante per l'allevatore; d) sono vietate vendita e introduzione di montoni di classe 3 tra greggi aderenti al piano ad esclusione tra greggi iscritti al LG mentre e' consentito l'utilizzo di montoni di classe 3 nelle singole aziende solo se provenienti da rimonta interna; e) per i greggi aderenti al piano, trascorsi massimo 7 anni, viene consentito l'utilizzo solo di arieti di classe 1 e 2 e dal 10° anno solo di montoni di classe 1. Classe montoni |Razze con ARR < 40% 1 | Da allevamento iscritto al LG 1 | Da allevamento di elevato merito genetico 1 | Da allevamento commerciale o da rimonta interna 2 | Da allevamento iscritto al LG 2 | Da allevamento di elevato merito genetico 2 | Da allevamento commerciale o da rimonta interna 3 | Tra allevamenti LG o da rimonta interna 4) Modalita' di attuazione dell'acquisto di riproduttori. Il piano vuole garantire il miglioramento dei caratteri di resistenza alle EST tenendo al contempo in considerazione i programmi di valorizzazione dei caratteri morfo-funzionali di razza. Pertanto, nell'ambito degli allevamenti aderenti al piano, l'acquisto di montoni di classe 1 e 2 provenienti da allevamenti commerciali aderenti e non aderenti al piano, e' consentita fintanto che la quota di greggi di elevato merito genetico di una determinata razza non abbia superato la soglia del 60% sul totale degli allevamenti presenti a livello regionale. Tale regola e' valida a condizione che i greggi di elevato merito genetico siano comunque in grado di garantire una piena copertura dei fabbisogni del piano attraverso la disponibilita' di riproduttori che uniscano un elevato valore genetico complessivo, ai caratteri di resistenza alle EST. La limitazione all'acquisto dei riproduttori dai soli greggi ad elevato merito genetico e' soggetta alla autorizzazione della Commissione nazionale di coordinamento su richiesta delle Commissioni regionali e sulla scorta di riscontri oggettivi prodotti da questa. Livelli di qualifica degli allevamenti. Ogni gregge aderente al piano di selezione puo' accedere ad una delle seguenti qualifiche: Livello I |Greggi composte unicamente da ovini con genotipo ARR/ARR --------------------------------------------------------------------- |Greggi interamente composte da soggetti recanti almeno un Livello II |allele ARR e montoni ARR/ARR --------------------------------------------------------------------- |Greggi la cui progenie discende unicamente da montoni con Livello III|genotipo ARR/ARR --------------------------------------------------------------------- |Greggi la cui progenie discende unicamente da montoni Livello IV |recanti almeno un allele ARR --------------------------------------------------------------------- Livello V |Greggi aderenti al piano 5. Controlli nei greggi aderenti al piano: 1) prelievi con cadenza almeno annuale, sono effettuati in tutti i greggi iscritti al libro genealogico dai veterinari ufficiali delle ASL in azienda o al macello al fine di verificare la veridicita' dei livelli di qualifica acquisiti e la rispondenza tra singolo certificato e marchio identificativo; 2) campionamenti casuali sono effettuati nelle aziende aderenti al piano non iscritte al LG da parte dei veterinari ufficiali delle ASL al fine di verificare la veridicita' dei livelli di qualifica acquisiti e la rispondenza tra singolo certificato e marchio identificativo; 3) nel caso di greggi di livello I, test rapidi a campione sono effettuati su soggetti di eta' superiore ai 18 mesi per rilevare la eventuale presenza di EST; 4) le dimensioni e le modalita' di campionamento di cui al comma 2 e 3 saranno definite dal CEA sulla base dell'andamento dei dati disponibili al termine del primo anno di attuazione del piano e diffuse con apposita nota da parte del Ministero della salute. PARTE B Requisiti minimi per la redazione di un piano di profilassi e controllo delle est ovine alternativo ai piani di selezione genetica per la resistenza alle est. 1. Le regioni qualora intenzionate ad effettuare sul proprio territorio un piano di profilassi e controllo delle EST ovine alternativo ai piani di selezione genetica o diverso dallo schema di selezione nazionale devono presentare alla Commissione nazionale di coordinamento presso il Ministero della salute - Direzione generale della sanita' veterinaria uno schema di programma che includa obbligatoriamente nei greggi aderenti almeno l'effettuazione di test rapidi su tutti i soggetti sopra i 18 mesi venuti a morte e l'esame di tutti i soggetti di eta' superiore ai 12 mesi con sintomi neurologici riferibile alle EST 2. I piani presentati devono contenere almeno le seguenti informazioni: a) razza e dati sulla popolazione ovina soggetta al piano; b) motivi che giustificano l'attuazione di un piano basato su criteri alternativi alla selezione genetica o diverso dallo schema di selezione nazionale con particolare riferimento alle frequenze genetiche osservate nella popolazione soggetta al piano; c) analisi costi/benefici del piano, eventuali finanziamenti o premi per gli allevatori; d) la zona geografica di applicazione; e) sistema di identificazione utilizzato e modalita' di certificazione individuale e aziendale; f) tipo di dati raccolti nel database; g) modalita' di utilizzo dei riproduttori maschi ed eventuale costituzione di gruppi di monta; h) misure di sorveglianza dei greggi con particolare riguardo ai controlli nelle aziende aderenti, alla movimentazione di soggetti in entrata ed uscita dalle stesse e al monitoraggio tramite utilizzo di test rapidi sulle categorie a rischio che devono prevedere almeno il controllo di tutti i soggetti sospetti di infezione di EST di eta' superiore ai 12 mesi o morti di eta' superiore ai 18 mesi; i) le varie qualifiche applicabili alle aziende; j) criteri utilizzati per consentire l'invio al macello dei soggetti provenienti dai greggi aderenti al piano e per l'utilizzo del latte per consumo umano; k) le misure da adottare su animali e prodotti qualora vi sia il riscontro di un caso di EST nel gregge; l) le misure da adottare nel caso l'azienda perda la qualifica riconosciuta; m) le misure di controllo a campione per confermare lo status sanitario raggiunto dalle aziende. Allegato II requisiti minimi relativi ai dati da inviare da parte delle regioni alla banca dati nazionale 1. Ogni singola banca dati regionale deve contenere almeno i seguenti dati relativi ai piani di selezione genetica effettuati: 1) Anagrafica aziende partecipanti (eventualmente divise in due tabelle collegate): proprietario o ragione sociale; codice aziendale; indirizzo (comune e provincia); codice ASL di competenza; coordinate geografiche (latitudine e longitudine); categoria (greggi iscritte a LG, di elevato merito genetico o commerciali); livello di qualifica; specie allevate (con indicazione anche della eventuale presenza di caprini); razze allevate; numero di riproduttori maschi presenti per razza; numero di riproduttori femmine presenti per razza; numero di riproduttori maschi iscritti a LG per razza; numero di riproduttori femmine iscritte a LG per razza. 2) Tabella individuale (singole analisi): codice ASL di prelievo; data di prelievo; codice aziendale di allevamento; codice aziendale (eventuale) di provenienza; codice identificativo dell'animale; codice del bolo o del microchip se impiegati; motivo del prelievo (agnelli o montoni, femmine per gruppi di monta, animali del campione casuale di verifica, genotipizzazioni per la gestione di focolaio di scrapie); data di nascita del capo; sesso; razza; iscrizione a LG; alleli; protocollo di accettazione e identificativo individuale del campione; data di accettazione; data del rapporto di prova e responsabile della diagnosi; destinazione del capo (con indicazione del codice aziendale di destinazione se venduto o del codice del macello se macellato). 2. I dati di cui al comma 1 sono inviati trimestralmente alla DBNSG utilizzando i tracciati record da questa predisposti che vengono diffusi con apposita nota del Ministero della salute entro quindici giorni dalla pubblicazione del presente decreto. Allegato III ----> vedere Allegato a pag. 22 della G.U. in formato zip/pdf

Allegato IV

—-> vedere Allegato a pag. 23 della G.U. in formato zip/pdf

MINISTERO DELLA SALUTE

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