MINISTERO DELLA GIUSTIZIA - DECRETO 21 giugno 2006, n.238 | Edilone.it

MINISTERO DELLA GIUSTIZIA – DECRETO 21 giugno 2006, n.238

MINISTERO DELLA GIUSTIZIA - DECRETO 21 giugno 2006, n.238 - Regolamento di cui all'articolo 9 del decreto legislativo 27 gennaio 1992, n. 115, in materia di misure compensative per l'esercizio della professione di geometra. (GU n. 172 del 26-7-2006)

MINISTERO DELLA GIUSTIZIA

DECRETO 21 giugno 2006, n.238

Regolamento di cui all’articolo 9 del decreto legislativo 27 gennaio
1992, n. 115, in materia di misure compensative per l’esercizio della
professione di geometra.

Capo I

IL MINISTRO DELLA GIUSTIZIA
Visto l’articolo 17, comma 3, della legge 23 agosto 1988, n. 400;
Visto il decreto legislativo 27 gennaio 1992, n. 115, attuativo
della direttiva 89/48/CEE, cosi’ come modificato dal decreto
legislativo 8 luglio 2003, n. 277, attuativo della direttiva
2001/19/CE, relativo ad un sistema generale di riconoscimento dei
diplomi di istruzione superiore che sanzionano formazioni
professionali di durata minima di tre anni;
Visto l’articolo 6 del decreto legislativo 27 gennaio 1992, n. 115,
che, in presenza di determinate condizioni, subordina il
riconoscimento dei titoli al superamento di una prova attitudinale o
di un tirocinio di adattamento;
Visto, in particolare, il combinato disposto degli articoli 9 e 11
del decreto legislativo 27 gennaio 1992, n. 115, secondo il quale
sono definite, mediante decreto del Ministro della giustizia, le
eventuali ulteriori procedure necessarie per assicurare lo
svolgimento e la conclusione delle misure compensative previste per
il riconoscimento dei titoli nell’ipotesi di formazione professionale
sostanzialmente diversa da quella contemplata nell’ordinamento
italiano;
Udito il parere del Consiglio di Stato, espresso dalla sezione
consultiva per gli atti normativi nell’adunanza dell’11 aprile 2006;
Vista la comunicazione al Presidente del Consiglio dei Ministri a
norma dell’articolo 17, comma 3, della legge 23 agosto 1988, n. 400
(nota n. 0002326.U del 3 maggio 2006);
A d o t t a
il seguente regolamento:
Art. 1.
Definizioni
1. Ai fini del presente regolamento si intende per:
a) «decreto legislativo», il decreto legislativo 27 gennaio 1992,
n. 115, attuativo della direttiva n. 89/48/CEE, cosi’ come modificato
dal decreto legislativo 8 luglio 2003, n. 277, attuativo della
direttiva 2001/ 19/CE;
b) «decreto dirigenziale di riconoscimento», il decreto del
Direttore generale della Giustizia Civile presso il Ministro della
giustizia adottato ai sensi dell’articolo 12, comma 5, del decreto
legislativo 27 gennaio 1992, n. 115;
c) «richiedente», il cittadino comunitario che domanda, ai fini
dell’esercizio della professione di geometra in Italia, il
riconoscimento del titolo rilasciato dal Paese di appartenenza
attestante una formazione professionale al cui possesso la
legislazione del medesimo stato subordina l’esercizio o l’accesso
alla professione;
d) «Consiglio nazionale», il Consiglio nazionale dei geometri.

Avvertenza:
Il testo delle note qui pubblicato e’ stato redatto
dall’amministrazione competente per materia, ai sensi
dell’art. 10, comma 3, del testo unico delle disposizioni
sulla promulgazione delle leggi, sull’emanazione dei
decreti del Presidente della Repubblica e sulle
pubblicazioni ufficiali della Repubblica italiana,
approvato con D.P.R. 28 dicembre 1985, n. 1092, al solo
fine di facilitare la lettura delle disposizioni di legge
modificate o alle quali e’ operato il rinvio. Restano
invariati il valore e l’efficacia degli atti legislativi
qui trascritti.
Note alle premesse:
– Si riporta il testo del comma 3, dell’art. 17 della
legge 23 agosto 1988, n. 400, (Disciplina dell’attivita’ di
Governo e ordinamento della Presidenza del Consiglio dei
Ministri).
«3. Con decreto ministeriale possono essere adottati
regolamenti nelle materie di competenza del Ministro o di
autorita’ sottordinate al Ministro, quando la legge
espressamente conferisca tale potere. Tali regolamenti, per
materie di competenza di piu’ Ministri, possono essere
adottati con decreti interministeriali, ferma restando la
necessita’ di apposita autorizzazione da parte della legge.
I regolamenti ministeriali ed interministeriali non possono
dettare norme contrarie a quelle dei regolamenti emanati
dal Governo. Essi debbono essere comunicati al Presidente
del Consiglio dei Ministri prima della loro emanazione.
– Si riporta il testo degli articoli 6, 9 e 11 del
decreto legislativo 27 gennaio 1992, n. 115 (Attuazione
della direttiva n. 89/48/CEE relativa ad un sistema
generale di riconoscimento dei diplomi di istruzione
superiore che sanzionano formazioni professionali di una
durata minima di tre anni):
«Art. 6 (Misure compensative). -1. Il riconoscimento e’
subordinato, a scelta del richiedente, al compimento di un
tirocinio di adattamento della durata massima di tre anni
oppure al superamento di una prova attitudinale:
a) se la formazione professionale attestata dai
titoli di cui all’art. 1 e all’art. 3 verte su materie
sostanzialmente diverse da quelle contemplate nella
formazione professionale prescritta dalla legislazione
vigente;
b) se la professione cui si riferisce il
riconoscimento dei titoli comprende attivita’ professionali
che non esistono nella professione corrispondente del Paese
che ha rilasciato i titoli o nella professione esercitata
ai sensi dell’art. 3, lettera b).
1-bis. Quanto previsto al comma 1 e’ subordinato alla
verifica del fatto che le conoscenze acquisite dal
richiedente nel corso della propria esperienza
professionale non colmino in tutto o in parte la differenza
sostanziale di cui al primo comma, lettera a).
2. Il riconoscimento e’ subordinato al superamento di
una prova attitudinale se riguarda le professioni di
procuratore legale, di avvocato, di commercialista e di
consulente per la proprieta’ industriale.
3. Con decreto del Presidente del Consiglio dei
Ministri, su proposta del Ministro per il coordinamento
delle politiche comunitarie, di concerto con i Ministri
interessati, osservata la procedura comunitaria di
preventiva comunicazione e in assenza di tempestiva
opposizione della Commissione delle Comunita’ europee,
possono essere individuati, con riferimento alle situazioni
previste dagli articoli 3 e 4, altri casi di
obbligatorieta’ della prova attitudinale.
4. Nei casi in cui e’ richiesto il tirocinio o la prova
attitudinale, non si applica il secondo comma dell’art. 5
del presente decreto.».
«Art. 9 (Disposizioni applicative delle misure
compensative). – 1. Con decreto del Ministro competente di
cui all’art. 11, sono definite, con riferimento alle
singole professioni, le eventuali ulteriori procedure
necessarie per assicurare lo svolgimento e la conclusione
delle misure di cui agli articoli 7 e 8.».
«Art. 11 (Competenze per il riconoscimento). – 1. Sulle
domande di riconoscimento sono competenti a pronunciarsi:
a) il Ministero titolare della vigilanza sulle
professioni di cui all’art. 2, lettera a), individuato
nell’allegato A del presente decreto, fatta eccezione di
quanto previsto alla lettera d). L’allegato puo’ essere
modificato o integrato, tenuto conto delle disposizioni
vigenti o sopravvenute nei vari settori professionali, con
decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri;
b) il Ministro per la funzione pubblica, per le
professioni consistenti in rapporti di pubblico impiego,
salvo quanto previsto alle successive lettere c), d) ed e);
c) il Ministero della sanita’ per le professioni
sanitarie;
d) il Ministero dell’istruzione, dell’universita’ e
della ricerca per il personale ricercatore e per le
professioni di pianificatore territoriale, paesaggista,
conservatore dei beni architettonici ed ambientali,
architetto junior e pianificatore junior;
e) il Ministero dell’istruzione, dell’universita’ e
della ricerca per i docenti di scuola materna, di scuola
elementare e di Istituti di istruzione secondaria di primo
e secondo grado;
f) il Ministero dell’universita’ e della ricerca
scientifica e tecnologica, in ogni altro caso.».
Note all’art. 1:
– Si riporta il testo dell’art. 12 del citato decreto
legislativo 27 gennaio 1992, n. 115:
«Art. 12 (Procedura di riconoscimento). – 1. La domanda
di riconoscimento deve essere presentata al Ministero
competente, corredata della documentazione relativa ai
titoli da riconoscere, rispondente ai requisiti i…

[Continua nel file zip allegato]

MINISTERO DELLA GIUSTIZIA – DECRETO 21 giugno 2006, n.238

Edilone.it