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MINISTERO DELLA DIFESA – DECRETO 20 aprile 2006

MINISTERO DELLA DIFESA - DECRETO 20 aprile 2006 - Applicazione della parte aeronautica del Codice di navigazione, di cui al decreto legislativo 9 maggio 2005, n. 96, e successive modificazioni. (GU n. 167 del 20-7-2006)

MINISTERO DELLA DIFESA

DECRETO 20 aprile 2006

Applicazione della parte aeronautica del Codice di navigazione, di
cui al decreto legislativo 9 maggio 2005, n. 96, e successive
modificazioni.

IL MINISTRO DELLA DIFESA
Visto il decreto legislativo 9 maggio 2005, n. 96, come modificato
dal decreto legislativo 15 marzo 2006, n. 151, recante norme di
revisione della parte aeronautica del codice della navigazione;
Visto l’art. 707, sesto comma, del Codice della navigazione, il
quale prevede che, per gli aeroporti militari, le funzioni previste
dal medesimo art. 707 sono esercitate dal Ministero della difesa e
disciplinate con decreto del Ministro della difesa;
Visto l’art. 692, secondo comma, del Codice della navigazione, il
quale prevede che gli aeroporti militari fanno parte del demanio
militare aeronautico;
Visto l’art. 748, terzo comma, del Codice della navigazione, il
quale prevede che lo svolgimento delle operazioni di volo da parte
degli aeromobili di cui al primo comma, tra i quali gli aeromobili
militari, e’ effettuato garantendo un adeguato livello di sicurezza,
individuato secondo le speciali regolamentazioni adottate dalle
competenti amministrazioni dello Stato;
Visto il decreto legislativo 16 luglio 1997, n. 264 e successive
modificazioni, recante riorganizzazione dell’area centrale del
Ministero della difesa;
Visti i decreti ministeriali in data 26 gennaio 1998 e successive
modificazioni, concernenti la struttura ordinativa e le competenze
delle direzioni generali del Ministero della difesa;
Visti la legge 18 febbraio 1997, n. 25, concernente attribuzioni
del Ministro della difesa, ristrutturazione dei vertici delle Forze
armate e dell’amministrazione della difesa, e il regolamento di
attuazione, emanato con decreto del Presidente della Repubblica
25 ottobre 1999, n. 556 e successive modificazioni;
Ravvisata la necessita’ di disciplinare le attivita’ di competenza
del Ministero della difesa in materia di sicurezza del volo e di
imposizione di limitazioni alla proprieta’ privata nelle zone
limitrofe agli aeroporti e alle installazioni adibite ad attivita’ di
volo;
Decreta:
Art. 1.
Sicurezza della navigazione aerea
1. Al fine di garantire la sicurezza della navigazione aerea sugli
aeroporti militari, l’Aeronautica militare provvede al rilascio
dell’autorizzazione allo svolgimento dell’attivita’ di volo militare
sugli aeroporti, previsti dall’allegato 1, e su ogni installazione
militare adibita al decollo e all’atterraggio di aeromobili.
2. L’autorizzazione, di cui al comma 1, e’ rilasciata, nel rispetto
delle direttive del Capo di stato maggiore della difesa, con
provvedimento del Capo di stato maggiore dell’Aeronautica, al quale
e’ attribuita la competenza in materia di regolazione tecnica,
certificazione e vigilanza sugli aeroporti militari e su ogni
installazione militare adibita al decollo e all’atterraggio di
aeromobili.
3. Il Capo di stato maggiore dell’Aeronautica si avvale dei comandi
di Forza armata, nonche’ delle Direzioni generali del Ministero della
difesa, per l’alta consulenza tecnica e per gli aspetti di specifica
competenza, di cui ai decreti ministeriali in data 26 gennaio 1998,
richiamati nelle premesse.

Art. 2.
Norme tecniche per l’imposizione dei vincoli alla proprieta’ privata
1. Al fine di garantire l’assolvimento dei compiti istituzionali
del Ministero della difesa e la salvaguardia dell’incolumita’
pubblica, le zone limitrofe agli aeroporti militari e alle
installazioni militari adibite al decollo e all’atterraggio di
aeromobili sono soggette alle limitazioni di cui al presente
articolo.
2. Nelle direzioni di decollo ed atterraggio degli aeroporti
militari non possono essere costituiti ostacoli di qualunque altezza
a distanza inferiore ai trecento metri dal perimetro dell’aeroporto
stesso per un’area a forma trapezoidale centrata e perpendicolare al
prolungamento dell’asse pista avente la base minore pari a metri
trecento in corrispondenza della intersezione dello stesso
prolungamento con la recinzione aeroportuale e quella maggiore pari a
metri novecento in corrispondenza del limite dei trecento metri di
distanza dalla recinzione aeroportuale.
3. A partire dalla base maggiore del trapezio sopra individuato,
l’altezza degli ostacoli non puo’ superare un valore di sei metri
incrementato di un metro ogni cinquanta fino ai milleottocento metri
di distanza dalla recinzione aeroportuale, per una larghezza che,
partendo dai novecento metri, si incrementa in modo costante e
simmetrico rispetto al prolungamento dell’asse pista fino alla misura
massima di milleduecento metri. Oltre i milleottocento metri fino ad
una distanza di tre chilometri dalla recinzione aeroportuale, per una
larghezza che si mantiene costante e pari a milleduecento metri,
l’altezza degli ostacoli puo’ aumentare di un metro ogni cinquanta.
Nei settori sopraindicati e’ posta la condizione che gli ostacoli non
oltrepassino comunque i quarantacinque metri di altezza rispetto al
livello medio della pista di volo.
4. Oltre il limite di tre chilometri e fino alla distanza massima
di quindici chilometri dalla recinzione aeroportuale, lungo le
direzioni di decollo ed atterraggio per una larghezza di
milleduecento metri, l’altezza delle opere e delle costruzioni puo’
aumentare di un metro ogni quaranta, a condizione che fino alla
distanza di sette chilometri e mezzo dalla recinzione aeroportuale
non superi i sessanta metri rispetto al livello medio della pista di
volo. Oltre i quindici chilometri non si applica alcuna limitazione.
5. Nelle direzioni diverse rispetto a quelle di decollo ed
atterraggio:
a) fino ad una distanza di trecento metri dal perimetro
aeroportuale non possono essere costituiti ostacoli che, rispetto al
corrispondente tratto del perimetro dell’aeroporto, superino
l’altezza di un metro ogni sette metri di distanza dal perimetro
stesso;
b) dalla distanza di trecento metri dal perimetro aeroportuale e
fino a tre chilometri possono essere edificate opere e costruzioni la
cui altezza massima non superi i quarantacinque metri rispetto al
livello medio della pista di volo;
c) oltre i tre chilometri e fino alla distanza di sette
chilometri e mezzo, l’altezza delle opere e delle costruzioni puo’
aumentare fino a raggiungere l’altezza massima di sessanta metri
rispetto al livello medio della pista di volo.
6. Il Ministero della difesa puo’ imporre limitazioni alla
proprieta’ privata meno restrittive rispetto a quelle derivanti
dall’applicazione dei commi da 2 a 5, se l’Aeronautica militare
ritiene autonomamente che sussistono le condizioni atte a garantire
comunque la sicurezza del volo e l’incolumita’ pubblica. Le
limitazioni, in ogni caso, non possono essere inferiori a quelle
previste dalla normativa tecnica internazionale.
7. Salvo quanto previsto dal presente articolo, nelle aree
limitrofe agli aeroporti militari restano fermi i vincoli alla
proprieta’ privata imposti precedentemente alla data di entrata in
vigore del decreto legislativo 9 maggio 2005, n. 96 e successive
modificazioni.
8. Le norme tecniche previste dai commi da 2 a 5 sono illustrate, a
titolo esemplificativo, negli elaborati grafici di cui agli allegati
2 e 3.

Art. 3.
Competenze degli organi del Ministero della difesa
1. Le competenze attribuite al Ministero della difesa dall’art. 710
del Codice della navigazione sono cosi’ suddivise:
a) la Direzione generale dei lavori e del demanio:
1) provvede alla pubblicazione delle mappe aeronautiche
mediante deposito nell’ufficio del comune interessato, in conformita’
alle procedure stabilite dall’art. 707 del Codice della navigazione;
2) impone i vincoli sulla proprieta’ privata e le limitazioni
alla costituzione degli ostacoli nelle vicinanze degli aeroporti
militari in applicazione dei criteri stabiliti dall’art. 2;
3) autorizza, previa acquisizione del nulla osta ai fini della
sicurezza del volo e dei terzi sorvolati rilasciato dall’Aeronautica
militare, la costituzione di ostacoli compatibili con la sicurezza
della navigazione aerea nelle vicinanze degli aeroporti militari;
4) ordina, con provvedimento motivato, su richiesta
dell’Aeronautica militare, il collocamento di segnali sulle
costruzioni, sui rilievi orografici e in genere sulle opere che
richiedono maggiore visibilita’, e l’adozione di altre misure
necessarie per la sicurezza della navigazione, nonche’ l’abbattimento
degli ostacoli e l’eliminazione dei pericoli per la navigazione
aerea;
b) l’Aeronautica militare:
1) predispone le mappe aeronautiche con l’indicazione delle
zone soggette a vincoli;
2) provvede al monitoraggio dell’efficienza dei segnali posti
in prossimita’ degli aeroporti militari.
2. Gli oneri derivanti dall’applicazione del comma 1, lettera a),
numero 4), sono a carico del proprietario ai sensi degli articoli 712
e 714 del Codice della navigazione.
Roma, 20 aprile 2006
Il Ministro: Martino

Registrato alla Corte dei conti il 13 giugno 2006
Ministeri istituzionali – Difesa, registro n. 8, foglio n. 3

Allegato 1
AEROPORTI MILITARI
Ancona Falconara |Frosinone |Piacenza S. Damiano
Amendola | |
Furbara |Pisa |
Aviano |Galatina (LE) |
Pratica di Mare | |
Brescia Montichiari |Ghedi |Rimini
Brindisi | |
Gioia del Colle |Rivolto |
Cagliari Elmas |Grazzanise |
Luni Sarzana | |
Cameri |Grosseto |Sigonella
Campoformido (UD) | |
Guidonia |Trapani Birgi |
Capua |Istrana |
Treviso Sant’Angelo | |
Cervia |Latina |Varese Venegono
Ciampino | |
Napoli Capodichino |Verona Villafranca |
Decimomannu |Palermo Boccadifalco |
Vicenza | |
Dobbiaco |Pantelleria |Viterbo

Allegato 2

—-> Vedere allegato a pag. 20 della G.U. in formato zip/pdf

Allegato 3

—-> Vedere allegato a pag. 21 della G.U. in formato zip/pdf

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