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MINISTERO DEL LAVORO E DELLE POLITICHE SOCIALI – PROVVEDIMENTO 30 maggio 2006

MINISTERO DEL LAVORO E DELLE POLITICHE SOCIALI - PROVVEDIMENTO 30 maggio 2006 - Programma-obiettivo, per l'anno 2006, per la promozione della presenza femminile nei livelli, nei ruoli e nelle posizioni di responsabilita' all'interno delle organizzazioni, per il consolidamento di imprese femminili, per la creazione di progetti integrati di rete. (GU n. 160 del 12-7-2006)

MINISTERO DEL LAVORO E DELLE POLITICHE SOCIALI

PROVVEDIMENTO 30 maggio 2006

Programma-obiettivo, per l’anno 2006, per la promozione della
presenza femminile nei livelli, nei ruoli e nelle posizioni di
responsabilita’ all’interno delle organizzazioni, per il
consolidamento di imprese femminili, per la creazione di progetti
integrati di rete.

IL PRESIDENTE
del Comitato nazionale di parita’
e pari opportunita’ nel lavoro

Vista la legge 10 aprile 1991, n. 125, pubblicata nella Gazzetta
Ufficiale n. 88 del 15 aprile 1991, concernente «Azioni positive per
la realizzazione della parita’ uomo-donna nel lavoro»;
Visto il decreto legislativo 23 maggio 2000, n. 196, pubblicato
nella Gazzetta Ufficiale n. 166 del 18 luglio 2000, concernente
«Disciplina dell’attivita’ delle consigliere e dei consiglieri di
parita’ e disposizioni in materia di azioni positive, a norma
dell’art. 47 della legge 17 maggio 1999, n. 144»;
Visto in particolare l’art. 7, primo comma, sostitutivo dell’art.
2, primo comma, della legge 10 aprile 1991, n. 125, nel quale si
prevede che a partire dal 1° ottobre ed entro il 30 novembre di ogni
anno i datori di lavoro pubblici e privati, i centri di formazione
professionale accreditati, le associazioni, le organizzazioni
sindacali nazionali e territoriali, possono richiedere al Ministero
del lavoro e della previdenza sociale di essere ammessi al rimborso
totale o parziale di oneri finanziari connessi all’attuazione di
progetti di azioni positive;
Visto l’art. 7, secondo comma del suddetto decreto legislativo, che
modifica l’art. 6, primo comma, lettera c), della legge citata, nel
quale si stabilisce che il Comitato formuli entro il 31 maggio di
ogni anno un programma-obiettivo nel quale vengano indicate le
tipologie di progetti di azioni positive che intende promuovere, i
soggetti ammessi per le singole tipologie e i criteri di valutazione;
Visto il decreto interministeriale 15 marzo 2001, pubblicato nella
Gazzetta Ufficiale n. 132 del 9 giugno 2001, concernente «Disciplina
delle modalita’ di finanziamento dei progetti di azioni positive per
la parita’ uomo-donna nel lavoro di cui alla legge 10 aprile 1991, n.
125»;
Considerato che le caratteristiche del programma-obiettivo
riguardano:
un investimento qualitativo su un numero piu’ limitato di
progetti di azioni positive;
la ripresa di azioni positive all’interno delle aziende e delle
organizzazioni rivolte alle donne entrate in questi ultimi anni nel
mondo del lavoro;
la promozione di azioni positive nell’ambito di interventi di
sviluppo locale e derivanti dalla programmazione negoziata;
Considerato che per quanto riguarda gli aspetti di qualita’ e la
necessaria ottica di genere e’ necessario incidere sui fattori che
creano condizioni di disparita’ al fine di eliminarli per favorire la
permanenza, il consolidamento e l’avanzamento professionale delle
donne attraverso:
azioni di sistema che tengano conto del complesso contesto in cui
le donne agiscono;
azioni intensive che continuino nel tempo;
azioni innovative rispetto agli obiettivi che si vogliono
perseguire;
Il Comitato nazionale di parita’ e pari opportunita’ nel lavoro
formula:
per il 2006 il programma-obiettivo «Per la promozione della
presenza femminile nei livelli, nei ruoli e nelle posizioni di
responsabilita’ all’interno delle organizzazioni, per il
consolidamento di imprese femminili, per la creazione di progetti
integrati di rete».
Si tratta di azioni positive che hanno l’obiettivo di:
1. promuovere, al proprio interno, la presenza delle donne nei
ruoli di vertice e decisionali mediante, ad esempio, la
sperimentazione di buone prassi e la realizzazione di specifici
percorsi formativi, volti all’acquisizione di competenze dirigenziali
e/o di responsabilita’;
2. modificare in un’ottica di parita’ e pari opportunita’
l’organizzazione del lavoro sperimentando e attuando azioni integrate
di:
conciliazione tra tempi di vita e tempi di lavoro;
superamento della discriminazione di genere;
riduzione del differenziale retributivo tra donne e uomini;
progressione di carriera.
I progetti dovranno prevedere almeno due delle azioni
sopraelencate.
3. sostenere iniziative delle imprese atte a:
a) stabilizzare, al loro interno, l’occupazione delle
lavoratrici atipiche, favorendone la crescita professionale anche
attraverso percorsi formativi qualificanti e rilevamento delle
competenze;
b) agevolare il reinserimento lavorativo di donne con
qualifiche medie e basse uscite dal mercato del lavoro a seguito di
maternita’, attraverso azioni di selezione, formazione, orientamento
e accompagnamento;
4. consolidare imprese a titolarita’ e/o prevalenza femminile
nella compagine societaria attraverso:
studi di fattibilita’ per lo sviluppo di nuovi prodotti,
servizi e mercati;
azioni di supervisione, supporto e accompagnamento (secondo la
tecnica del mentoring) al ruolo di imprenditrice;
formazione altamente professionalizzante rivolta alla titolare
o alla compagine societaria;
iniziative tra piu’ imprese femminili per la promozione dei
propri prodotti/servizi anche attraverso la fruizione in comune di
servizi di supporto;
5. promuovere la qualita’ della vita personale e professionale
anche attraverso la rimozione degli stereotipi di genere, in
un’ottica di pari opportunita’, con azioni di sistema integrate che
producano effetti concreti sul territorio, concordate e attuate da
almeno tre tra i seguenti differenti soggetti, ognuno secondo le
proprie specificita’: associazioni di genere, organizzazioni
sindacali, organizzazioni datoriali, enti pubblici, ordini
professionali.
Destinatarie/i delle azioni sono:
per il punto 1: occupate/i, iscritte/i, associate/i;
per il punto 2: occupate/i;
per il punto 3: lavoratrici atipiche, disoccupate madri;
per il punto 4: imprese femminili attive da almeno due anni (con
documentazione probante che lo attesti), preventivamente identificate
e indicate nel progetto;
per il punto 5: persone che risiedono nell’ambito del
territorio/i espressamente indicato/i nel progetto.
I soggetti finanziabili sono i datori di lavoro pubblici e privati,
le cooperative e i loro consorzi, i centri di formazione
professionale accreditati, le organizzazioni sindacali nazionali e
territoriali, le associazioni di varia natura.
La durata massima dei progetti non potra’ essere superiore a
ventiquattro mesi.
Nella valutazione dei progetti si terra’ conto dei seguenti
criteri:
qualita’ e logica progettuale;
congruita’ economico-finanziaria;
efficacia delle azioni;
trasversalita’ rispetto alle politiche organizzative;
capacita’ di produrre effetti di sistema;
competenze specifiche documentate del personale impegnato nei
progetti (in particolare formatori e mentor), rilevabili dai
curricula allegati;
congruita’ e specificita’ degli studi di fattibilita’;
definizione delle competenze in entrata e in uscita nei processi
formativi.
Roma, 30 maggio 2006
Il presidente: Damiano

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