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MINISTERO DEL LAVORO E DELLE POLITICHE SOCIALI – DIRETTIVA 28 aprile 2006

MINISTERO DEL LAVORO E DELLE POLITICHE SOCIALI - DIRETTIVA 28 aprile 2006 - Disciplina delle forme pensionistiche complementari, attuativa della delega di cui all'articolo 1, comma 2, lettera h), n. 1, della legge 23 agosto 2004, n. 243. (GU n. 154 del 5-7-2006)

MINISTERO DEL LAVORO E DELLE POLITICHE SOCIALI

DIRETTIVA 28 aprile 2006
Disciplina delle forme pensionistiche complementari, attuativa della
delega di cui all’articolo 1, comma 2, lettera h), n. 1, della legge
23 agosto 2004, n. 243.

IL MINISTRO DEL LAVORO
E DELLE POLITICHE SOCIALI
di concerto con
IL MINISTRO DELL’ECONOMIA
E DELLE FINANZE
Premessa
In attuazione della legge n. 243 del 23 agosto 2004, «Norme in
materia pensionistica e deleghe al Governo nel settore della
previdenza pubblica, per il sostegno alla previdenza complementare e
all’occupazione stabile e per il riordino degli enti di previdenza ed
assistenza obbligatoria», il Governo ha adottato il decreto
legislativo 5 dicembre 2005, n. 252, recante «Disciplina delle forme
pensionistiche complementari», pubblicato nel S.O. alla Gazzetta
Ufficiale n. 289 del 13 dicembre 2005.
Tale decreto, coerentemente ai principi dettati dalla legge delega,
e’ volto ad incentivare la previdenza complementare assumendo la
configurazione «di disciplina unitaria della materia» e si pone
l’obiettivo di garantire l’omogeneita’ del sistema di vigilanza sul
settore, rimodulare la disciplina fiscale, monitorare la gestione
delle risorse finanziarie derivanti dalle contribuzioni degli
iscritti e, soprattutto, incrementare stabilmente l’entita’ dei
flussi di finanziamento delle forme pensionistiche complementari,
contribuendo cosi’ a definire una struttura del sistema previdenziale
in cui, anche tenuto conto dell’esigenza di rendere sostenibile la
spesa pensionistica a carico del bilancio dello Stato, siano
garantiti al lavoratore trattamenti pensionistici adeguati in
rispondenza dell’art. 38 della Costituzione.
Tutto cio’ anche in considerazione delle indicazioni, provenienti
dalla U.E., di perseguire riforme «strutturali» dei sistemi
pensionistici nazionali che prevedano un’architettura c.d.
«multipilastro».
In questa logica, il decreto ha provveduto ad omogeneizzare tutte
le diverse forme di previdenza complementare, dettando identiche
norme giuslavoristiche e fiscali oltre che regole omogenee in materia
di trasparenza e confrontabilita’ dei costi e dei risultati, di
modalita’ di informazione agli iscritti, nonche’ di tempi di
approvazione e procedimenti di autorizzazione delle forme
pensionistiche complementari, indipendentemente dalle fonti
istitutive. In linea con tale ultimo principio, le nuove disposizioni
presuppongono la individuazione di una autorita’, la COVIP,
incaricata di ricevere, in guisa di «sportello unico», le richieste
dei soggetti interessati, attivandosi per l’ottenimento
dell’autorizzazione complessiva attraverso la collaborazione con le
altre autorita’ di settore.
Le suddette disposizioni devono, altresi’, tenere conto della legge
28 dicembre 2005, n. 262, recante «Disposizioni per la tutela del
risparmio e la disciplina dei mercati finanziari», che, all’art. 21,
riconosce alla COVIP il ruolo di autorita’ ed impone alla stessa di
operare in coordinamento con le altre autorita’ per agevolare
l’esercizio delle rispettive funzioni di vigilanza. Tale
collaborazione appare necessaria per garantire la corretta attuazione
delle disposizioni previste dall’art. 25, comma 3, della stessa
legge.
Cio’ premesso, in base alle previsioni dell’art. 18, comma 1, del
decreto legislativo n. 252/2005, che attribuisce al Ministero del
lavoro e delle politiche sociali le funzioni di alta vigilanza,
mediante l’adozione, di concerto con il Ministero dell’economia e
delle finanze, di direttive generali alla COVIP, vengono emanate le
seguenti direttive.
La vigilanza nel nuovo sistema
Il nuovo decreto prevede, tra l’altro, nel quadro del
perfezionamento del sistema di vigilanza su tutte le forme
pensionistiche complementari, collettive e individuali, un
significativo accrescimento delle competenze della COVIP, che
costituisce elemento necessario affinche’ possa concretamente
realizzarsi un serio e rigoroso apparato dei controlli.
Sulla base delle nuove disposizioni in materia, codesta commissione
dovra’, pertanto, provvedere ad impartire le opportune direttive ai
soggetti vigilati, uniformando le linee direttrici della propria
attivita’ con lo scopo di perseguire la trasparenza e la correttezza
dei comportamenti, avendo riguardo alla tutela degli iscritti e dei
beneficiari, al buon funzionamento del sistema di previdenza
complementare e alla sana e prudente gestione delle forme
pensionistiche preesistenti, delle forme negoziali e dei fondi
aperti. Ai sensi dell’art. 19, comma 2, del decreto legislativo n.
252/2005, resta ferma la vigilanza di stabilita’ esercitata dalle
rispettive autorita’ di controllo sui soggetti abilitati di cui
all’art. 6 del medesimo decreto, mentre permangono le competenze
previste dal citato comma 3 dell’art. 25 della legge n. 262/2005, «in
materia di sana e prudente gestione delle imprese di assicurazione
attribuite all’ISVAP dalla legge 12 agosto 1982, n. 576, incluse
quelle relative ai prodotti assicurativi con finalita’
previdenziali».
In tale contesto, la COVIP si coordina con le altre autorita’
promuovendo forme di collaborazione, anche preventiva, ai fini
dell’esercizio delle citate funzioni di vigilanza e di sportello
unico.
I compiti della COVIP
Le attribuzioni di codesta commissione risultano, in particolare,
integrate con riferimento ai seguenti principali profili:
definire le condizioni che, allo scopo di garantire il rispetto
dei principi di trasparenza, comparabilita’ e portabilita’, tutte le
forme pensionistiche complementari devono soddisfare per poter essere
ricondotte all’ambito di applicazione del decreto legislativo ed
essere iscritte all’apposito albo;
approvare, oltre che gli statuti e i regolamenti dei fondi
pensione negoziali e aperti, anche i regolamenti delle forme
pensionistiche individuali di cui all’art. 13, comma 1, lettera b),
del decreto legislativo, attuati mediante contratti di ramo I e ramo
III di cui all’art. 2, comma 1, del codice delle assicurazioni,
approvato con decreto legislativo 7 settembre 2005, n. 209, con
specifico riferimento ai profili menzionati nel comma 3 del medesimo
art. 13: modalita’ di partecipazione, trasferimento delle posizioni
individuali verso altre forme pensionistiche, comparabilita’ dei
costi e dei risultati di gestione, trasparenza dei costi e delle
condizioni contrattuali, modalita’ di comunicazione, agli iscritti e
alla COVIP, delle attivita’ della forma pensionistica e della
posizione individuale;
richiedere di apportare modifiche agli statuti e ai regolamenti
delle forme pensionistiche complementari, fissando un termine per
l’adozione delle relative delibere;
dettare disposizioni volte a garantire la trasparenza delle
condizioni contrattuali di tutte le forme pensionistiche
complementari, al fine di assicurare l’adesione consapevole dei
soggetti destinatari garantendo altresi’ il diritto alla portabilita’
della posizione individuale, avendo anche riguardo all’esigenza della
comparabilita’ dei costi;
disciplinare, compatibilmente con la normativa in materia di
sollecitazione degli investimenti, le modalita’ di offerta al
pubblico di tutte le forme pensionistiche, dettando disposizioni
volte all’applicazione di regole comuni, sia per la fase inerente
alla raccolta delle adesioni sia per quella concernente l’informativa
periodica agli aderenti circa l’andamento amministrativo e
finanziario delle forme stesse, anche al fine di eliminare
distorsioni che possano arrecare pregiudizio agli aderenti. COVIP,
pertanto, tenendo anche conto, per quanto attiene alle forme
pensionistiche individuali di cui all’art. 13, comma 1, lettera b),
delle disposizioni in materia di intermediazione assicurativa recate
dal Titolo IX del decreto legislativo 7 settembre 2005, n. 209,
vigilera’ sull’attuazione dei principi di trasparenza nei rapporti
con gli aderenti e sulle modalita’ di pubblicita’, con facolta’ di
sospendere o vietare la raccolta delle adesioni in caso di violazione
delle stesse;
dettare disposizioni volte a disciplinare le modalita’ con le
quali le forme pensionistiche complementari sono ora tenute ad
esporre nel rendiconto annuale e, sinteticamente, nelle comunicazioni
periodiche agli iscritti, se ed in quale misura nella gestione delle
risorse e nelle linee seguite nell’esercizio dei diritti derivanti
dalla titolarita’ dei valori in portafoglio, siano stati presi in
considerazione aspetti sociali, etici ed ambientali;
esercitare il controllo, anche ai fini della correttezza dei
comportamenti, sulla gestione tecnica, finanziaria, patrimoniale e
contabile di tutte le forme pensionistiche complementari, ferma
restando, tenuto anche conto di quanto previsto dall’art. 25 della
legge 262/2005 e con le precisazioni in precedenza effettuate con
riguardo alle forme pensionistiche complementari attuate mediante
contratti di assicurazione sulla vita, la vigilanza esercitata dalle
rispettive autorita’ di controllo sugli intermediari finanziari e
assicurativi in ordine alla loro sana e prudente gestione, anche
mediante i…

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