MINISTERO DEL LAVORO E DELLE POLITICHE SOCIALI - CIRCOLARE 7 aprile 2003, n.11: Adempimenti concernenti la documentazione relativa alle attivita' cofinanziate nell'ambito dei PON FSE 2000-2006 | Edilone.it

MINISTERO DEL LAVORO E DELLE POLITICHE SOCIALI – CIRCOLARE 7 aprile 2003, n.11: Adempimenti concernenti la documentazione relativa alle attivita’ cofinanziate nell’ambito dei PON FSE 2000-2006

MINISTERO DEL LAVORO E DELLE POLITICHE SOCIALI - CIRCOLARE 7 aprile 2003, n.11: Adempimenti concernenti la documentazione relativa alle attivita' cofinanziate nell'ambito dei PON FSE 2000-2006 - ambito di applicazione. (GU n. 191 del 19-8-2003)

MINISTERO DEL LAVORO E DELLE POLITICHE SOCIALI

CIRCOLARE 7 aprile 2003, n.11

Adempimenti concernenti la documentazione relativa alle attivita’
cofinanziate nell’ambito dei PON FSE 2000-2006 – ambito di
applicazione.

Fermi restando gli adempimenti derivanti dalla legislazione
comunitaria e nazionale, con la presente circolare si intende fornire
disposizioni in ordine alla documentazione concernente la gestione e
rendicontazione delle attivita’ cofinanziate attraverso il FSE
rientranti nella diretta responsabilita’ dall’UCOFPL quale autorita’
di gestione o nel caso di coinvolgimento dei servizi ispettivi
ministeriali in ordine alle attivita’ di competenza di altre
amministrazioni individuate come organismi intermedi da parte del
Ministero del lavoro.
Ove ritenuto opportuno, tali amministrazioni/organismi intermedi
potranno, comunque, integrare, per quanto di competenza e per gli
aspetti non contemplati, le presenti disposizioni prevedendo
ulteriori adempimenti procedurali o il coinvolgimento di ulteriori
uffici.
Al fine di omogeneizzare le procedure ed evitare, per quanto
possibile, comportamenti differenziati, si prevedono qui di seguito
la regolamentazione generale e gli adempimenti documentali ai quali
gli operatori devono fare riferimento nella gestione dei predetti
contributi.
La presente circolare tenendo conto delle tipologie di attivita’ e
della nuova strutturazione dei PON, individua, a seconda della
tipologia di attivita’ da realizzare (formativa o non formativa), i
documenti specifici da predisporre e/o inviare.
Natura giuridica del rapporto.
Ulteriore considerazione preliminare attiene alla natura giuridica
del rapporto tra l’amministrazione ed il soggetto attuatore, poiche’
gli adempimenti relativi alla documentazione assolvono ad una diversa
funzione a seconda se tale rapporto sia configurabile come
concessione di pubblico servizio o come rapporto contrattuale.
Nel primo caso, l’affidamento e’, di norma, preceduto
dall’espletamento di una procedura concorsuale di tipo strettamente
pubblicistico effettuata attraverso un avviso pubblico secondo i
principi di cui all’art. 12 della legge 241 del 1990, con l’intento
di perseguire finalita’ di ordine generale e di interesse collettivo.
Nel secondo caso si tratta, invece, di un appalto di servizi
aggiudicato all’esito di un bando di gara ai sensi delle direttive
comunitarie in materia (in primis: direttiva 92/50/CE e decreto
legislativo n. 157/95 e successive modificazioni) o delle analoghe
disposizioni nazionali in caso di procedure c.d. «sotto soglia».
Fatta questa premessa di ordine generale, ne consegue, infatti,
come nel regime concessorio gli adempimenti procedurali e documentali
vengano ad assumere una valenza amministrativa strettamente
vincolante per i soggetti attuatori; la necessita’, inoltre, per la
stessa amministrazione di omogeneizzare le proprie determinazioni
quali espressione del potere discrezionale, sottende il puntuale
assolvimento di adempimenti procedurali e documentali predeterminati
da parte dei Soggetti destinatari della concessione, con i quali si
instaura un rapporto di servizio, con le connesse responsabilita’
anche sotto il profilo contabile-amministrativo.
Nel caso, invece, di affidamenti riconducibili a rapporti di tipo
contrattuale, ne consegue come gli oneri documentali e procedurali
non possano essere considerati come condizionanti dell’autonomia
organizzativa degli affidatari, quanto, piu’ propriamente, come uno
dei momenti di visibilita’ dell’andamento delle attivita’, della
coerenza, della modularita’ e dell’articolazione temporale dei
servizi appaltati e, quindi, in buona sostanza, dell’adempimento od
inadempimento rispetto al contratto, al capitolato d’oneri ed alla
documentazione di gara. Chiaramente, nell’eventualita’ che in tali
documenti siano dettagliate la quantita’ o gli standard qualitativi
delle prestazioni oggetto del servizio appaltato, l’assolvimento
degli oneri documentali costituira’ la necessaria ed imprescindibile
condizione per la verifica da parte dei preposti organi od uffici
ispettivi.
In relazione alla suddetta distinzione, per una maggiore chiarezza
espositiva, si ritiene opportuno distinguere:
I. l’ipotesi di affidamento in concessione;
II. l’ipotesi di affidamento contrattuale.
I. Affidamenti in regime concessorio.
Dopo la sottoscrizione dell’atto di concessione, preceduta
dall’assolvimento degli obblighi in materia di antimafia e degli
altri adempimenti previsti per legge il soggetto beneficiario dovra’
uniformarsi alle seguenti prescrizioni.
Presentazione fideiussione.
In caso di richiesta di anticipi e/o di pagamenti intermedi, i
beneficiari dovranno presentare al Ministero del lavoro e delle
politiche sociali – UCOFPL – o all’organismo intermedio, prima dei
relativi pagamenti, idonee fideiussioni bancarie o assicurative
redatte in base allo schema di cui al decreto del Ministero del
tesoro del 22 aprile 1997 pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 96
del 26 aprile 1997 distinte per importo relativo alla quota FSE ed
alla quota al cofinanziamento nazionale.
Tali fideiussioni saranno liberate a seguito della verifica
amministrativo-contabile finale delle attivita’ rendicontate e delle
spese effettivamente sostenute.
La presentazione delle suddette fideiussioni non e’ richiesta in
ordine alle quote di finanziamento relative ad enti pubblici.
Il relativo pagamento avverra’ dietro presentazione di fatture
intestate al Ministero e/o note di debito, anch’esse distinte per
quote di FSE e di cofinanziamento nazionale, emesse dall’ente
beneficiario del finanziamento, nel caso di ATI o ATS, da ogni
componente della Associazione ed inviate dal mandatario. Tali fatture
o note di debito dovranno indicare le coordinate bancarie dell’ente
beneficiario o, in caso di ATI o ATS, del capofila della stessa
associazione.
Pubblicizzazione dell’azione cofinanziata.
In ottemperanza a quanto previsto dal regolamento CE n. 1260/99 e
dal regolamento CE n. 1159/2000, il beneficiario del finanziamento e’
tenuto a dare adeguata pubblicita’ al finanziamento concesso. In
particolare, esso dovra’ osservare quanto previsto per l’utilizzo dei
loghi da riportare su tutta la documentazione, secondo le indicazioni
disponibili presso il Ministero del lavoro o l’organismo intermedio.
Comunicazioni e informazioni: modalita’ attuative.
Tutte le comunicazioni inviate al Ministero o all’organismo
intermedio devono contenere almeno i seguenti riferimenti: PON,
Avviso o bando, decreto di finanziamento, n. fascicolo e
denominazione del progetto.
Resta, ovviamente, impregiudicata la facolta’ per la P.A. di
richiedere specifici adempimenti relativi a particolari situazioni.
Comunicazioni iniziali.
Gli enti devono comunicare con almeno 15 giorni di anticipo –
tramite lettera raccomandata a.r. – la data di inizio, il luogo di
svolgimento delle azioni contenute nel progetto approvato, nel
rispetto dell’articolazione prevista dallo stesso progetto o da
successive variazioni autorizzate.
Tale comunicazione dovra’ essere contestualmente inviata:
alla amministrazione che finanzia il progetto (Ministero del
lavoro – UCOFPL od organismo intermedio);
alla direzione regionale del lavoro – settore ispezione, in
quanto incaricata dell’espletamento delle verifiche
amministrativo-contabili;
alla direzione provinciale del lavoro – servizio ispezione, in
quanto incaricata dell’espletamento delle verifiche
amministrativo-contabili, e/o ad altro organismo di controllo
eventualmente designato dall’organimo intermedio.
Nel caso in cui nell’ambito delle azioni di sistema previste dai
PON – FSE, siano contemplate attivita’ a carattere formativo, prima
dell’inizio delle relative azioni, gli enti dovranno altresi’
inviare, alla sola direzione provinciale del lavoro – servizio
ispezione, o ad altro organismo delegato al controllo ordinario, i
seguenti documenti in riferimento all’applicazione del disposto di
cui alla legge n. 626/1994:
1) comunicazione dell’avvenuta elaborazione della relazione sulla
valutazione dei rischi da parte del responsabile della sicurezza e
del piano di sicurezza, custodito presso l’azienda ovvero l’unita’
produttiva;
2) comunicazione del nominativo del medico competente nei casi
previsti dalla normativa vigente;
3) comunicazione dei nominativi dei lavoratori incaricati
dell’attuazione delle misure di prevenzione incendi;
4) comunicazione dei nominativi del responsabile e degli addetti
al servizio di prevenzione e protezione.
Nel caso di svolgimento diretto di attivita’ formative da parte del
datore di lavoro, lo stesso e’ tenuto, in sostituzione della
documentazione di cui ai punti da 1 a 4, a trasmettere:
a) una dichiarazione attestante la propria capacita’ ad adempiere
allo svolgimento dei compiti di prevenzione e protezione dei rischi;
b) una dichiarazione attestante gli adempimenti relativi alla
valutazione dei rischi, alla redazione del piano di sicurezza e
custodia dello stesso.
La predetta documentazione dovra’ essere integrata dai seguenti
certificati:
5) nulla osta tecnico-sanitario della U.S.L. competente per la
rispondenza dei locali all’uso didattico;
6) certificato di prevenzione incendi, ovvero nulla osta
provvisorio per attivita’ soggette alle verifiche dei VVFF e,
comunque, adeguata documentazione che attesti il possesso dei
requisiti minimi previsti dalla normativa antinfortunistica
(e…

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