MINISTERO DEL LAVORO E DELLE POLITICHE SOCIALI - CIRCOLARE 30 marzo 2004, n.36: Piattaforme sviluppabili su carro, munite di portelli di accesso sollevabili verso l'alto, non conformi ai requisiti di sicurezza | Edilone.it

MINISTERO DEL LAVORO E DELLE POLITICHE SOCIALI – CIRCOLARE 30 marzo 2004, n.36: Piattaforme sviluppabili su carro, munite di portelli di accesso sollevabili verso l’alto, non conformi ai requisiti di sicurezza

MINISTERO DEL LAVORO E DELLE POLITICHE SOCIALI - CIRCOLARE 30 marzo 2004, n.36: Piattaforme sviluppabili su carro, munite di portelli di accesso sollevabili verso l'alto, non conformi ai requisiti di sicurezza - Necessita' di adeguamenti costruttivi. (GU n. 268 del 15-11-2004)

MINISTERO DEL LAVORO E DELLE POLITICHE SOCIALI

CIRCOLARE 30 marzo 2004, n.36

Piattaforme sviluppabili su carro, munite di portelli di accesso
sollevabili verso l’alto, non conformi ai requisiti di sicurezza –
Necessita’ di adeguamenti costruttivi.

Alle direzioni regionali e
provinciali del lavoro
Alla div. VII della D.G.AA.GG.
Al Ministero delle attivita’
produttive
Agli assessorati alla sanita’ delle
regioni
Alle province autonome di Trento e
Bolzano
All’ISPESL – D.T.S. e D.OM
Alle ASL
Alle organizzazioni rappresentative
dei datori di lavoro
Alle organizzazioni rappresentative
dei lavoratori

La Commissione europea, con due distinte decisioni assunte in data
1° luglio 2004, ha ritenute giustificate le motivazioni con cui le
autorita’ svedesi preposte al controllo di mercato hanno disposto il
divieto di commercializzazione di talune piattaforme sviluppabili su
carro.
Le decisioni in argomento sono state adottate in seguito all’esame
dei risultati di una inchiesta condotta dalle suddette autorita’ a
seguito di un infortunio mortale sul lavoro occorso ad un lavoratore
caduto dalla piattaforma a causa dell’improvvisa apertura del
portello di accesso alla piattaforma.
L’inchiesta (successivamente estesa ad altre macchine della stessa
tipologia di quella che aveva causato l’infortunio) ha messo in
evidenza che il portello in questione – il cui dispositivo di blocco
era difettoso al momento del fatto – puo’ essere aperto anche per
effetto di una spinta laterale esercitata involontariamente dal corpo
dell’operatore. In particolare e’ stato riconosciuto che la
configurazione costruttiva del portello non soddisfa il requisito di
sicurezza di cui al punto 6.3.2 dell’all. I alla direttiva 98/37/CE
(macchine): in questo caso, infatti, non risultano essere stati
compiutamente rispettati i principi di «integrazione della sicurezza»
di cui al p. 1.1.2 del citato allegato in base ai quali le misure di
sicurezza adottate dal costruttore debbono tener conto dei rischi
derivanti da situazioni anormali prevedibili. Nella fattispecie non
e’ garantito il mantenimento della chiusura del portello nel caso si
eserciti una spinta laterale e il portello non risulti bloccato.
Esperita la procedura di consultazione di cui all’art. 7 della
citata direttiva, la Commissione europea ha ritenuto che le seguenti
macchine:
piattaforma sviluppabile su carro marca Up Right, tipi UL II (UL
25, UL 32, UL 40) e AB 46;
piattaforma sviluppabile su carro marca JLG, tipi Axxessor 15 DVL
e 20DVL,
non rispettano i requisiti essenziali di sicurezza di cui al p. 6.3.2
dell’all. I alla direttiva 98/37/CE nella misura in cui i loro
abitacoli sono dotati di portelli di accesso sollevabili verso l’alto
e verso l’esterno, atteso che sussiste un rischio di caduta
dall’abitacolo in caso di scorretta chiusura e bloccaggio dello
stesso, circostanza che costituisce una grave minaccia per la
sicurezza dei lavoratori e di altri utenti. Di conseguenza e’ stato
ritenuto giustificato il divieto di immissione sul mercato adottato
dalle autorita’ svedesi.
Da quanto esposto deriva che le piattaforme di cui sopra
attualmente in servizio non possono essere considerate pienamente
sicure rispetto al rischio sopra evidenziato.
Pertanto – fatte salve le competenze del Ministero delle attivita’
produttive per quanto riguarda l’estensione del divieto di cui sopra
anche al territorio nazionale – risulta necessario che i datori di
lavoro che utilizzano le macchine delle marche e dei tipi gia’
menzionati provvedano ad apportarvi tempestivamente le modifiche
costruttive necessarie per eliminare detto rischio, in applicazione
degli obblighi che loro incombono:
mettere «a disposizione dei lavoratori attrezzature adeguate al
lavoro … ovvero adattate …» (art. 35.1, decreto legislativo n.
626/1994);
attuare «le misure tecniche … adeguate per ridurre al minimo i
rischi connessi all’uso delle attrezzature di lavoro …» (art. 35.2,
decreto legislativo n. 626/1994).
Fino a quando le modifiche di cui sopra non saranno state
realizzate, le macchine in questione dovranno essere tenute fuori
servizio, a meno che vengano adottate, nel frattempo, misure di
sicurezza equivalenti (ad es. utilizzo da parte dell’operatore di
cintura di sicurezza ancorata a punto fisso di cui siano state
verificate le caratteristiche di resistenza).
Attesa la rilevanza in termini di prevenzione degli infortuni che
la presente circolare comporta, si pregano gli organismi in indirizzo
di darne piu’ ampia diffusione ai soggetti interessati.
Roma, 30 settembre 2004
Il direttore generale: Onelli

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