MINISTERO DEL LAVORO E DELLE POLITICHE SOCIALI - CIRCOLARE 24 Giugno 2004, n. 24: Decreto legislativo n. 124 del 23 aprile 2004. Chiarimenti e indicazioni operative. (GU n. 151 del 30-6-2004 | Edilone.it

MINISTERO DEL LAVORO E DELLE POLITICHE SOCIALI – CIRCOLARE 24 Giugno 2004, n. 24: Decreto legislativo n. 124 del 23 aprile 2004. Chiarimenti e indicazioni operative. (GU n. 151 del 30-6-2004

MINISTERO DEL LAVORO E DELLE POLITICHE SOCIALI - CIRCOLARE 24 Giugno 2004, n. 24: Decreto legislativo n. 124 del 23 aprile 2004. Chiarimenti e indicazioni operative. (GU n. 151 del 30-6-2004 )

MINISTERO DEL LAVORO E DELLE POLITICHE SOCIALI

CIRCOLARE 24 Giugno 2004 , n. 24

Decreto legislativo n. 124 del 23 aprile 2004. Chiarimenti e
indicazioni operative.

Alle Direzioni regionali e provinciali
del lavoro
All’INPS Direzione centrale ispettorato
All’INAIL Direzione centrale
ispettorato
All’ENPALS Direzione generale –
Servizio contributi e vigilanza
All’INPGI Direzione per la riscossione
dei contributi e vigilanza
All’IPSEMA Direzione per la riscossione
dei contributi e vigilanza
All’ENASARCO Unita’ organizzativa
vigilanza e coordinamento
e p.c.
All’Agenzia delle entrate Direzione
centrale accertamento
Comando Carabinieri ispettorato del
lavoro
Comando Generale della Guardia di
finanza
Alla Direzione generale per la tutela
delle condizioni di lavoro
Al SECIN
Alla provincia autonoma di Bolzano
Alla provincia autonoma di Trento
Alla regione Siciliana Assessorato
lavoro e previdenza sociale Ispettorato
regionale del lavoro
Il decreto legislativo del 23 aprile 2004, n. 124, introduce
nell’ordinamento una organica riforma dei servizi di vigilanza in
materia di lavoro, in attuazione della delega legislativa prevista
dall’art. 8, legge 14 febbraio 2003, n. 30, con particolare
riferimento all’organizzazione complessiva e al coordinamento
dell’attivita’ ispettiva di tutti gli organismi competenti in materia
di lavoro e legislazione sociale, nonche’ di quelli comunque
impegnati sul territorio in azioni di contrasto al lavoro sommerso e
irregolare, per profili diversi da quelli di ordine e sicurezza
pubblica.
Il Ministero del lavoro e delle politiche sociali, anche a mezzo
della Direzione generale con compiti di direzione e di coordinamento
delle attivita’ ispettive, di cui all’art. 2 del decreto legislativo
n. 124/2004 e della Commissione centrale di coordinamento
dell’attivita’ di vigilanza, assume, nel rispetto delle competenze
affidate alle regioni e alle province autonome, le iniziative di
contrasto al lavoro sommerso e irregolare, provvedendo a vigilare su
tutto il territorio nazionale in materia di rapporti di lavoro e di
livelli essenziali delle prestazioni concernenti diritti civili e
sociali, anche promuovendo l’osservanza complessiva della normativa
di legislazione sociale e del lavoro, ivi compresa l’applicazione dei
contratti collettivi e della disciplina previdenziale.
La Direzione generale assume compiti di direzione delle attivita’
ispettive, fornisce direttive operative e svolge attivita’ di
coordinamento nella vigilanza della predetta materia, assicurando
l’esercizio unitario dell’attivita’ ispettiva di competenza del
Ministero del lavoro e degli Enti previdenziali, nonche’
l’uniformita’ di comportamento dei relativi organi di vigilanza.
Compiti delle Direzioni regionali del lavoro (art. 4)
Alle Direzioni regionali del lavoro (DRL) spetta il compito di
coordinare sul relativo territorio regionale l’attivita’ di vigilanza
in materia, individuando linee operative e priorita’ di azione sulla
base delle direttive emanate dalla Direzione generale, anche
conformemente agli indirizzi e agli obiettivi individuati dalla
Commissione centrale di coordinamento.
I Direttori regionali, nello svolgere tale attivita’ di
coordinamento, privilegiano un confronto diretto e costante con i
Direttori regionali degli Enti previdenziali e assicurativi,
favorendo ogni ulteriore attivita’ di consultazione e di dialogo e
comunque con incontri di coordinamento che abbiano luogo almeno ogni
tre mesi.
Quanto alla composizione della Commissione regionale di
coordinamento, istituita con decreto del Direttore della DRL,
l’individuazione delle rappresentanze sindacali competenti ad
effettuare la designazione dei rispettivi rappresentanti avviene,
nell’ambito di quelle comparativamente piu’ rappresentative sul piano
nazionale, fra le organizzazioni che a livello regionale hanno
maggiore rappresentativita’.
Compiti delle Direzioni provinciali del lavoro (art. 5)
Alle Direzioni provinciali del lavoro (DPL) spetta il compito di
coordinare, nell’ambito territoriale di competenza, l’attivita’ di
vigilanza in materia di lavoro e legislazione sociale fornendo le
direttive necessarie a razionalizzare l’attivita’ di vigilanza, al
fine di evitare duplicazioni di interventi ed uniformarne le
modalita’ di esecuzione.
Al fine di garantire una piu’ integrata ed efficace azione
complessiva di contrasto del lavoro irregolare sul territorio e di
evitare duplicita’ di interventi, deve ravvisarsi, anche a livello
provinciale, l’opportunita’ di mantenere costanti rapporti con gli
Enti impegnati nell’attivita’ di vigilanza, con particolare
riferimento a INPS e INAIL.
In tal senso, sulla base delle indicazioni fornite dalle DRL e
dalle Commissioni regionali, si ritiene opportuno favorire ogni
attivita’ di consultazione e di dialogo con tutti i soggetti
interessati, da realizzarsi in particolare mediante incontri almeno
trimestrali con i Direttori provinciali di INPS, INAIL, nonche’ degli
altri Enti previdenziali.
In ogni caso in cui sia necessario attivare un piu’ stretto
coordinamento operativo di tutti gli organi impegnati nell’azione di
contrasto al lavoro irregolare, sono convocati i CLES, nella
composizione prevista dal decreto legislativo n. 124/2004, che
sostituiscono operativamente le commissioni provinciali di
coordinamento della vigilanza. A tal proposito si ritiene opportuno
precisare che la partecipazione al CLES del Comandante provinciale
della Guardia di finanza, del rappresentante degli Uffici locali
dell’Agenzia delle entrate e del presidente della Commissione
provinciale per la emersione del lavoro non regolare di cui all’art.
78, comma 4, della legge n. 448/1998, e’ conseguenza automatica della
previsione normativa e non necessita di alcun ulteriore atto
amministrativo.
A tali organismi spetta, infatti, il ruolo di supporto del
Dirigente, supporto che nelle rispettive sedi nazionale e regionali
e’ riservato alle apposite Commissioni centrale e regionali di
coordinamento.
Inoltre i CLES dovranno redigere un rapporto trimestrale sullo
stato del mercato del lavoro e sui risultati della attivita’
ispettiva nella provincia di competenza, anche avvalendosi degli
esiti dell’attivita’ delle Commissioni per l’emersione del lavoro non
regolare.
Ogni anno dovra’ essere, altresi’, redatta una relazione di sintesi
sull’attivita’ svolta.
Le relazioni trimestrali e annuali dovranno essere inviate alle DRL
che, a loro volta, trasmetteranno i dati elaborati alla Direzione
generale per le valutazioni complessive.
Al fine di predisporre e redigere le relazioni di cui sopra, i CLES
potranno articolarsi in sottocommissioni operative che procederanno
alla necessaria attivita’ di raccolta dati e alla istruttoria di tali
documenti.
Si ritiene opportuno, infine, che il dirigente dell’ufficio, ferma
restando la propria autonomia decisionale e le sue prerogative,
consulti i responsabili dei Servizi ispezione lavoro e politiche del
lavoro, nonche’ dell’Ufficio legale, onde acquisire i dati statistici
e le segnalazioni di merito da portare quali elementi di discussione
all’interno dei CLES.
Personale ispettivo (art. 6)
Nulla muta rispetto al passato con riferimento all’esercizio delle
funzioni di vigilanza in materia di lavoro e di legislazione sociale
da parte del personale in forza presso le DRL e le DPL, nonche’ del
personale di vigilanza di INPS, INAIL, ENPALS e degli altri Enti per
i quali sussiste la contribuzione obbligatoria nell’ambito
dell’attivita’ di verifica del rispetto degli obblighi previdenziali
e contributivi.
Il personale ispettivo in forza presso le direzioni regionali e
provinciali del lavoro, nei limiti del servizio cui e’ destinato e
secondo le attribuzioni conferite dalla normativa vigente, opera
anche in qualita’ di ufficiale di Polizia giudiziaria.
Ove in occasione della attivita’ ispettiva si riscontri, da parte
del personale di vigilanza degli enti previdenziali, la sussistenza
di un reato perseguibile d’ufficio, le comunicazioni di legge
andranno effettuate direttamente all’Autorita’ giudiziaria ai sensi
dell’art. 331 del codice di procedura penale.
Restano evidentemente fermi i poteri di contestazione degli
illeciti amministrativi in capo a tutto il personale di vigilanza,
indipendentemente dal possesso della qualifica di Ispettore del
lavoro, delle DRL e delle DPL, nonche’ degli Enti previdenziali.
Competenze delle Direzioni del lavoro (articoli 7 e 8)
Le Direzioni del lavoro hanno competenza generale in materia di
vigilanza sulla tutela dei rapporti di lavoro e di legislazione
sociale ovunque sia prestata attiv…

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