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MINISTERO DEL LAVORO E DELLE POLITICHE SOCIALI

MINISTERO DEL LAVORO E DELLE POLITICHE SOCIALI - CIRCOLARE 22 febbraio 2005, n.7: Disciplina della somministrazione di lavoro. (GU n. 60 del 14-3-2005)

MINISTERO DEL LAVORO E DELLE POLITICHE SOCIALI

CIRCOLARE 22 febbraio 2005, n.7

Disciplina della somministrazione di lavoro.

Alle direzioni regionali del lavoro
Alle direzioni provinciali del
lavoro
Alla Regione siciliana –
Assessorato lavoro – Ufficio
regionale del lavoro – Ispettorato
del lavoro
Alla provincia autonoma di Bolzano
– Assessorato lavoro
Alla provincia autonoma di Trento –
Assessorato lavoro
All’I.N.P.S. – Direzione generale
All’I.N.A.I.L. – Direzione generale
Alla Direzione generale R.U.AA.GG.
Alla Direzione generale per
l’attivita’ ispettiva
Al SECIN

Premessa.
Il decreto legislativo n. 276 del 2003 contiene, al capo I del
titolo III, la disciplina della somministrazione di lavoro. Il nuovo
regime giuridico ha natura sperimentale, ai sensi dell’art. 86, comma
12, del decreto legislativo n. 276 del 2003, ed opera sul presupposto
della abrogazione sia della legge n. 1369 del 1960, che sanciva
nell’ordinamento italiano il divieto assoluto di interposizione nelle
prestazioni di lavoro, sia degli articoli 1-11 della legge n. 196 del
1997 relativi alla disciplina della fornitura di lavoro temporaneo.
La somministrazione di lavoro e’ posta in essere attraverso la
stipulazione di due contratti, distinti ma tra loro collegati: il
contratto di somministrazione di lavoro, concluso tra somministratore
e utilizzatore, e il contratto di lavoro concluso tra somministratore
e lavoratore. A differenza del precedente regime, di cui all’art. 1
della legge n. 196 del 1997, il contratto di somministrazione puo’
essere non solo a tempo determinato ma anche a tempo indeterminato
dando cosi’ luogo a quella forma di fornitura di lavoro denominata
staff leasing.

Soggetti legittimati alla somministrazione e regime di
autorizzazione.
La somministrazione di lavoro si caratterizza per essere una
fattispecie complessa che prevede il coinvolgimento di tre soggetti:
il somministratore, l’utilizzatore e il lavoratore.
L’utilizzatore puo’ essere un soggetto privato o anche una pubblica
amministrazione, ma in quest’ultimo caso il contratto di
somministrazione puo’ essere stipulato unicamente a tempo
determinato. Questo significa che per il ricorso alla
somministrazione di lavoro non e’ necessaria la qualifica di
imprenditore.
In taluni casi, peraltro, il legislatore prevede particolari
agevolazioni quando l’utilizzatore non sia imprenditore come nel caso
di somministrazione di personale domestico per l’assistenza alla
persona o al nucleo familiare. In queste ipotesi continua a trovare
applicazione il particolare regime contributivo di cui all’art. 117
della legge n. 388 del 2000, la’ dove prevede che, per questo tipo di
attivita’, i contributi previdenziali e assicurativi sono dovuti
secondo le misure previste dall’art. 5 del decreto del Presidente
della Repubblica n. 1403 del 1971 e successive modificazioni (v. la
circolare I.N.P.S. del 9 maggio 2002, n. 89, a cui si rinvia per la
determinazione delle modalita’ operative e dei termini di
versamento).
Per la somministrazione nell’ambito del lavoro portuale resta salva
la disciplina di cui all’art. 17, comma 1, della legge 28 gennaio
1994, n. 84, come sostituito dall’art. 3 della legge 30 giugno 2000,
n. 186. Ovviamente, i rinvii che lo stesso art. 17 fa alla legge
24 giugno 1997, n. 196, si intenderanno riferiti alla disciplina
della somministrazione di cui al decreto legislativo n. 276 del 2003.
Il somministratore puo’ essere unicamente uno dei soggetti a cio’
espressamente autorizzati dal Ministero del lavoro e delle politiche
sociali, ai sensi degli articoli 4 e 5 del decreto legislativo n. 276
del 2003. Ai fini della corretta e legittima stipulazione del
contratto di somministrazione l’utilizzatore potra’ agevolmente
verificare tale condizione mediante l’accesso all’albo informatico
delle agenzie di somministrazione autorizzate tenuto e aggiornato dal
Ministero del lavoro e delle politiche sociali (vedilo all’indirizzo
Internet www. welfare.gov.it alla sezione Riforma Biagi). Resta
peraltro fermo l’obbligo in capo alle agenzie di somministrazione di
indicare, in tutte le comunicazioni verso i terzi – incluso il
contratto di somministrazione anche con riferimento all’obbligo di
cui all’art. 21, comma 1, lettera a), decreto legislativo n. 276 del
2003 – gli estremi del provvedimento di autorizzazione (quali:
iscrizione alla albo informatico e relativa sezione, generalista o
specialista, numero del protocollo ministeriale e la data di
rilascio) al fine di consentire la corretta e completa
identificazione del soggetto stesso.
Con specifico riguardo alla attivita’ di somministrazione
nell’ambito di prestazioni transnazionali di servizi, cosi’ come
disciplinata dal decreto legislativo n. 72 del 2000, attuativo della
direttiva 97/91/CE, si evidenzia che, ai sensi dell’art. 4, di tale
medesimo decreto, le imprese di somministrazione stabilite in uno
Stato membro dell’U.E. possono operare senza che sia necessario
rilasciare alle stesse un’autorizzazione ove dimostrino di operare in
forza di un provvedimento equivalente rilasciato da un’autorita’
competente di uno Stato membro. Si evidenzia poi che con
l’abrogazione del comma 3 dell’articolo in esame non e’ inoltre piu’
previsto il rilascio, ai predetti fini, di una attestazione di
equivalenza da parte di questo Ministero.
Con riferimento al prestatore di lavoro si segnala il regime
speciale nel caso di lavoratore appartenente a una delle categorie
svantaggiate di cui all’art. 2, comma 1, lettera k), del decreto
legislativo n. 276 del 2003 (su cui si veda la circolare di questo
Ministero n. 41 del 2004).

Tipologie di somministrazione.
Il contratto di somministrazione puo’ essere concluso, come detto,
a termine ovvero a tempo indeterminato.
La somministrazione a termine e’ ammessa per ragioni di carattere
tecnico, produttivo, organizzativo o sostitutivo. Abilitate alla
stipulazione di contratti di somministrazione a tempo determinato
sono unicamente le agenzie di tipo c.d. generalista, e cioe’ le
agenzie iscritte nella prima sezione dell’albo delle agenzie del
lavoro (si veda la circolare di questo Ministero n. 25 del 2004).
Rispetto alla disciplina della fornitura di lavoro temporaneo di cui
alla legge n. 196 del 1997, e’ venuto meno il limite del ricorso alla
somministrazione di lavoro solo per far fronte ad esigenze di
carattere temporaneo o eccezionale. Alla stregua dell’art. 20, comma
4, del decreto legislativo n. 276 del 2003 e’ infatti sufficiente che
sussista una ragione di carattere oggettivo, cioe’ una ragione
effettiva e comprovabile, anche se riferibile all’ordinaria attivita’
dell’utilizzatore.
La formula adottata dal legislatore e’ analoga a quella prevista
dal decreto legislativo n. 368 del 2001 con riferimento alle
condizioni di ricorso al contratto a tempo determinato. Si puo’
pertanto richiamare quanto gia’ chiarito con riferimento a tale
disciplina con la circolare del Ministero del lavoro e delle
politiche sociali n. 42 del 2002. E’ tuttavia importante ribadire che
rispetto alla somministrazione a tempo determinato il termine della
somministrazione non dipende dalla necessita’ di soddisfare una
esigenza temporanea o straordinaria dell’utilizzatore. Piu’
semplicemente il termine costituisce la dimensione in cui deve essere
misurata la ragionevolezza delle esigenze tecniche, organizzative,
produttive o sostitutive poste a fondamento della stipulazione del
contratto di somministrazione. Si potra’, pertanto, fare ricorso alla
somministrazione a tempo determinato in tutte le circostanze,
individuate dall’utilizzatore sulla base di criteri di normalita’
tecnico-organizzativa ovvero per ipotesi sostitutive, nelle quali non
si potra’ esigere, necessariamente, l’assunzione diretta dei
lavoratori alle dipendenze dell’utilizzatore e nelle quali, quindi,
il ricorso alla somministrazione di lavoro non assume la finalita’ di
eludere norme inderogabili di legge o di contratto collettivo.
Diversamente, infatti, la somministrazione poterebbe integrare una
ipotesi di somministrazione fraudolenta ai sensi dell’art. 28 del
decreto legislativo n. 276 del 2003.
In presenza di una ragione oggettiva come indicata all’art. 20,
comma 4, del decreto legislativo n. 276 del 2003 sara’ dunque sempre
possibile la stipulazione di un contratto di somministrazione di
lavoro anche nelle ipotesi in cui i contratti collettivi si siano
limitati, per il settore di riferimento, a normare ed esplicitare
sole le ipotesi temporanee che consentono la somministrazione a tempo
determinato. Ne’ puo’ valere in contrario richiamare l’art. 21, comma
2, ai sensi del quale le parti, nell’indicare gli elementi che devono
essere contenuti nel contratto di somministrazione, devono recepire
le indicazioni contenute nei contratti collettivi. Tale disposizione
infatti fa chiaramente riferimento a cio’ che i contratti collettivi
possono regolamentare e dunque non alle ragioni oggett…

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