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MINISTERO DEL LAVORO E DELLE POLITICHE SOCIALI

MINISTERO DEL LAVORO E DELLE POLITICHE SOCIALI - CIRCOLARE 14 ottobre 2004, n.40: Nuovo contratto di apprendistato. (GU n. 249 del 22-10-2004)

MINISTERO DEL LAVORO E DELLE POLITICHE SOCIALI

CIRCOLARE 14 ottobre 2004, n.40

Nuovo contratto di apprendistato.

Alle direzioni regionali del lavoro
Alle direzioni provinciali del
lavoro
Alla Regione siciliana Assessorato
lavoro Ufficio Regionale del lavoro
Ispettorato del lavoro
Alla provincia autonoma di Bolzano
Assessorato lavoro
Alla provincia autonoma di Trento
Assessorato lavoro
All’INPS – Direzione generale
All’INAIL – Direzione generale
Alla direzione generale AA.G
G.R.U.A.I. – Divisione VII
Al SECIN

Oggetto: il nuovo contratto di apprendistato

1. Premessa.
Il nuovo contratto di apprendistato, disciplinato agli articoli 47
e ss. del decreto legislativo n. 276 del 2003, da’ luogo a una tipica
ipotesi di lavoro caratterizzato per il contenuto formativo della
obbligazione negoziale. A fronte della prestazione lavorativa, il
datore di lavoro si obbliga infatti a corrispondere all’apprendista
non solo una controprestazione retributiva ma anche, direttamente o a
mezzo di soggetti in possesso delle idonee conoscenze ed all’uopo
individuati, gli insegnamenti necessari per il conseguimento di una
qualifica professionale, di una qualificazione tecnico-professionale
o di titoli di studio di livello secondario, universitari, o
specializzazioni dell’alta formazione (tra cui la specializzazione
tecnica superiore di cui all’art. 69 della legge 17 maggio 1999, n.
144), attraverso percorsi di formazione interna o esterna alla
azienda.
Va peraltro subito precisato che con il decreto legislativo n. 276
del 2003 l’apprendistato diventa l’unico contratto di lavoro a
contenuto formativo presente nel nostro ordinamento, fatto salvo
l’utilizzo del contratto di formazione e lavoro nelle pubbliche
amministrazioni. Nel settore privato, per contro, il contratto di
formazione e lavoro continuera’ infatti a trovare applicazione in via
transitoria e meramente residuale nei limitidi cui al decreto
legislativo 6 ottobre 2004, n. 251, recante «Disposizioni correttive
del decreto legislativo 10 settembre 2003, n. 276, in materia di
occupazione e mercato del lavoro».
Diversa e’ invece la funzione del nuovo contratto di inserimento
disciplinato agli articoli 54 e ss. del decreto legislativo n. 276
del 2003, in cui la formazione del lavoratore e’ solo eventuale e non
integra un elemento caratterizzante del relativo tipo contrattuale.
Il nuovo apprendistato, cosi’ come configurato nel decreto
legislativo di riforma del mercato del lavoro, vuole essere uno
strumento idoneo a costruire un reale percorso di alternanza tra
formazione e lavoro, quale primo tassello di una strategia di
formazione e apprendimento continuo lungo tutto l’arco della vita. A
tal fine sono state disciplinate tre diverse ipotesi di
apprendistato: 1) l’apprendistato per l’espletamento del
diritto-dovere di istruzione e formazione; 2) l’apprendistato
professionalizzante; 3) l’apprendistato per la acquisizione di un
diploma o per percorsi di alta formazione.
Il raggiungimento effettivo delle finalita’ sottese alla nuova
disciplina dell’apprendistato presuppone il raccordo tra i sistemi
della istruzione e quelli della formazione professionale. Tale
raccordo e’ particolarmente evidente con riferimento
all’apprendistato per espletamento del diritto-dovere di istruzione e
formazione, che infatti presuppone per la sua piena operativita’ la
definitiva implementazione delle deleghe di cui alla legge n. 53 del
2003.
Anche l’apprendistato professionalizzante non e’ oggi pienamente
operativo, in quanto presuppone una disciplina regionale dei profili
formativi, da definirsi d’intesa con le parti sociali, a cui e’
subordinata l’applicabilita’ dei profili normativi definiti a livello
nazionale, come legislazione di cornice, nell’ambito del decreto
legislativo n. 276 del 2003. Pienamente operativa e’ pertanto da
considerarsi unicamente la disciplina dell’apprendistato per
l’acquisizione di un diploma o per percorsi di alta formazione,
rispetto al quale e’ possibile avviare le prime sperimentazioni nei
limiti e alle condizioni di cui all’art. 50 del decreto legislativo
n. 276 del 2003. Le Regioni, nell’ambito delle competenze a loro
attribuite, potranno peraltro rendere agevolmente operativo anche
l’apprendistato professionalizzante dando luogo a quelle
regolamentazioni, non necessariamente nella forma della legge
regionale, che consentono di definire i profili formativi
dell’istituto.
2. Limiti quantitativi alle assunzioni di apprendisti.
In conformita’ alla disciplina previgente, e in coerenza con le
finalita’ dell’istituto, e’ stabilito un limite quantitativo alle
assunzioni di apprendisti. Non e’ infatti possibile assumere con
contratto di apprendistato un numero di apprendisti che sia superiore
al 100 per cento delle maestranze specializzate e qualificate in
servizio presso uno stesso datore di lavoro. Tuttavia, il datore di
lavoro che non abbia alle proprie dipendenze lavoratori qualificati o
specializzati, o che comunque ne abbia in numero inferiore a tre,
puo’ assumere apprendisti fino ad un numero massimo di tre.
Tale limite quantitativo non si applica alle imprese artigiane, per
le quali resta applicabile la disciplina di cui all’art. 4 della
legge n. 443 del 1985.
In caso di assunzione con contratto di apprendistato e’ da
ritenersi immediatamente abrogato l’obbligo di richiesta di
autorizzazione alla direzione provinciale del lavoro ai sensi
dell’art. 85, comma 1, del decreto legislativo n. 276 del 2003. E’
fatto salvo tuttavia il diritto della normativa regionale di
reintrodurre, in attuazione dell’art. 2, comma 1, lettera b), della
legge n. 30 del 2003, una diversa procedura autorizzativa, anche
attraverso il rimando agli enti bilaterali. In mancanza di una
disciplina regionale che regoli tale procedura non potranno essere
considerate legittime le previsioni di contratti collettivi che
subordinino la stipula del contratto alla autorizzazione dell’ente
bilaterale. Non potranno altresi’ essere considerate legittime,
neppure ai sensi dell’art. 10 della legge n. 30 del 2003, le norme
dei contratti collettivi che subordinino la stipula del contratto di
apprendistato alla iscrizione all’ente bilaterale o ad altre
condizioni non espressamente previste dal legislatore.
3. Apprendistato per l’espletamento del diritto-dovere di istruzione
e formazione.
3.1 Le finalita’.
L’apprendistato per l’espletamento del diritto-dovere di istruzione
e formazione e’ finalizzato al conseguimento di una qualifica di
istruzione e formazione professionale ai sensi della legge n. 53 del
2003, ossia alla acquisizione, attraverso il rapporto di lavoro, di
un titolo di studio, consentendo l’assolvimento dell’obbligo
formativo attraverso lo strumento dell’alternanza scuola – lavoro.
L’apprendistato per l’espletamento del diritto-dovere di istruzione e
formazione e’ infatti previsto quale percorso alternativo alla
formazione scolastica ma cio’ nondimeno integrativo dell’obbligo
formativo che si traduce oggi nel «diritto dovere» di istruzione per
almeno 12 anni e comunque fino ai 18 anni d’eta’. Sussiste pertanto
un diretto collegamento tra l’obbligo formativo del minore a 18 anni
d’eta’ e l’attivita’ lavorativa oggetto del contratto.
Con il contratto di apprendistato per l’espletamento del
diritto-dovere di istruzione e formazione si vuole dunque garantire
ai giovani, che acquisiscono la capacita’ lavorativa a 15 anni,
secondo l’art. 2 del codice civile, di poter terminare il corso di
studi obbligatorio anche attraverso l’alternanza scuola-lavoro.
L’apprendistato per il diritto-dovere di formazione si configura
pertanto come l’unico contratto di lavoro stipulabile a tempo pieno
da chi abbia meno di 18 anni e non sia in possesso di qualifica
professionale conseguite ai sensi della legge 28 marzo 2003, n. 53.
3.2 L’ambito di applicazione soggettivo.
Il contratto di apprendistato per l’espletamento del diritto-dovere
di istruzione e formazione puo’ essere stipulato da datori di lavoro
appartenenti a tutti i settori lavorativi, ivi comprese le
associazioni dei datori di lavoro e le organizzazioni sindacali, e
con soggetti tra i quindici e i diciotto anni non compiuti, che non
abbiano ancora completato il percorso formativo. Il contratto di
apprendistato di primo tipo, essendo finalizzato al conseguimento di
una qualifica ai sensi della legge 28 marzo 2003, n. 53, o un titolo
di studio.
3.3 La disciplina del rapporto e dei profili formativi.
La disciplina del rapporto di apprendistato per l’espletamento del
diritto-dovere di istruzione e formazione stabilita dal decreto
legislativo n. 276 del 2003 e’ strettamente connessa alla riforma del
sistema di istruzione prevista dalla legge n. 53 del 2003. Si rinvia
pertanto alla implementazione della delega di cui alla legge n. 53
del 2003 per formulare gli opportuni chiarimenti rispetto alla
disciplina dell’istituto che dunque non e’ al momento operativo.
4. Apprendistato professionalizzante.
4.1 Le finalita’.
Il contratto di appr…

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