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MINISTERO DEL LAVORO E DELLE POLITICHE SOCIALI

MINISTERO DEL LAVORO E DELLE POLITICHE SOCIALI - CIRCOLARE 2 agosto 2004, n.32: Tirocini estivi di orientamento di cui all'art. 60 del decreto legislativo n. 276 del 2003. (GU n. 187 del 11-8-2004)

MINISTERO DEL LAVORO E DELLE POLITICHE SOCIALI

CIRCOLARE 2 agosto 2004, n.32

Tirocini estivi di orientamento di cui all’art. 60 del decreto
legislativo n. 276 del 2003.

L’art. 60 del decreto legislativo 10 settembre 2003, n. 276,
introduce un nuovo istituto, i Tirocini estivi di orientamento,
destinati ad «adolescenti e giovani», regolarmente iscritti a un
ciclo di studi presso l’universita’ o un istituto scolastico di ogni
ordine e grado.
Ad eccezione di alcune specifiche disposizioni contenute nel citato
decreto legislativo, lo stesso art. 60 rinvia per l’ulteriore
disciplina all’art. 18 della legge 24 giugno 1997, n. 196 ed al
decreto del Ministro del lavoro e previdenza sociale del 25 marzo
1998, n. 142.
Nel rammentare ai soggetti interessati e a vario titolo coinvolti
nel relativo procedimento che lo strumento in esame e’ gia’
direttamente applicabile ed operativo, stante la peculiarita’
dell’istituto si ritiene comunque opportuno fornire alcuni
chiarimenti, rimandando, per gli aspetti non contemplati nella
presente circolare, alle prescrizioni contenute nelle norme sopra
indicate.
1. Finalita’.
1. I «Tirocini estivi di orientamento» si inseriscono nelle misure
volte ad assicurare ai giovani, oltre alle conoscenze di base,
l’acquisizione di competenze spendibili nel mercato del lavoro,
agevolandone le scelte professionali.
2. Destinatari e limiti di eta’.
1. Riguardo ai destinatari, si rammenta che le nozioni di
«adolescenti e giovani» vanno desunte dalla normativa vigente in
materia, ossia dalla legge 17 ottobre 1967, n. 977, come novellata
dal decreto legislativo 4 agosto 1999, n. 345, e successive
modificazioni, di attuazione della Direttiva 94/33/CE relativa alla
protezione dei giovani sul lavoro – che definisce «adolescente» il
minore di eta’ compresa tra i 15 e i 18 anni – nonche’ dal decreto
legislativo n. 297/2002, che ha modificato il decreto legislativo n.
181/2000 (recante norme per agevolare l’incontro tra domanda e
offerta di lavoro), in cui all’art. 1, comma 2, si ribadisce la
nozione di «adolescente» di cui al decreto legislativo n. 345/1999 e
si definisce «giovane» il soggetto di eta’ superiore ai 18 anni e
fino ai 25 anni compiuti.
Cio’ premesso, pertanto, si precisa che il limite minimo per poter
i giovani fruire del tirocinio in questione sono i 15 anni di eta’.
3. Durata e sussidio economico.
1. Il tirocinio estivo di orientamento ha una durata massima di tre
mesi, anche in caso di pluralita’ di tirocini, e si svolge nel
periodo compreso tra la fine dell’anno accademico e l’inizio di
quello successivo.
Considerato, in proposito, che il termine e la successiva ripresa
dell’attivita’ scolastica, in relazione a ciascun anno accademico,
per gli istituti secondari superiori risultano diversi in ogni
regione, e che formalmente nelle universita’ l’anno accademico
ricomprende l’arco temporale continuativo dal 1° novembre al
31 ottobre successivo, si precisa che i tirocini in esame possono
essere attivati nel periodo estivo che decorre dai giorno successivo
al termine delle lezioni a quello precedente l’inizio di quelle del
successivo anno.
Pertanto, ciascun istituto scolastico fara’ riferimento al periodo
dei mesi estivi in cui la propria attivita’ scolastica sia
effettivamente sospesa.
2. Analogamente a quanto statuito dal combinato disposto dell’art.
18, comma 1, lettera g) della legge n. 196/1997 e dell’art. 9 del
decreto ministeriale n. 142/1998 per i tirocini formativi e di
orientamento, anche per i tirocini estivi di orientamento di cui
all’art. 60 in questione e’ prevista l’eventualita’ – ma non
l’obbligatorieta’ – di erogare a favore del tirocinante una borsa
lavoro, per un importo massimo mensile di 600 euro, onere gravante
sul «soggetto ospitante», salva la possibilita’ per costui di un
rimborso totale o parziale delle somme eventualmente erogate da parte
di fondi pubblici.
3. L’attivazione del tirocinio estivo di orientamento non determina
l’instaurazione di un rapporto di lavoro di natura subordinata fra
l’azienda ed il tirocinante e, pertanto, non comporta la
cancellazione dagli elenchi tenuti dai centri per l’impiego. Il
medesimo, quindi, per il periodo di fruizione della borsa, non entra
nel computo della media dei dipendenti occupati nei mesi precedenti.
4. I datori possono ospitare tirocinanti senza limiti percentuali
massimi, salvo diversa previsione dei contratti collettivi.
5. Il tirocinio estivo di orientamento, inoltre, proprio per la sua
funzione di avvicinamento al mondo del lavoro, non puo’ precludere la
possibilita’ che il tirocinante possa essere assunto a tempo
indeterminato anche part-time, o mediante altre forme contrattuali
previste dalle norme, da qualsivoglia «soggetto ospitante», nel corso
o al termine (senza soluzione di continuita) della fruizione del
tirocinio stesso, purche’ ovviamente ricorrano i presupposti
necessari all’instaurazione del costituendo rapporto di lavoro,
incluso il prioritario assolvimento dei diritto-dovere all’istruzione
ed alla formazione da parte del tirocinante.
4. Garanzie assicurative.
1. I soggetti promotori sono tenuti ad assicurare i tirocinanti
contro gli infortuni sul lavoro presso l’istituto nazionale per
l’assicurazione contro gli infortuni sul lavoro (INAIL), nonche’
presso idonea compagnia assicuratrice per la responsabilita’ civile
verso terzi. Le coperture assicurative devono riguardare anche le
attivita’ eventualmente svolte dal tirocinante al di fuori
dell’azienda e rientranti nel progetto di orientamento e di
addestramento pratico.
2. Le regioni possono assumere a proprio carico gli oneri connessi
a dette coperture assicurative.
3. Nel caso in cui i soggetti promotori delle iniziative di
tirocinio estivo siano le strutture pubbliche competenti in materia
di collocamento e di politica attiva del lavoro, il soggetto che
ospita il tirocinante puo’ assumere a proprio carico l’onere
economico connesso alla copertura assicurativa INAIL.
5. Modalita’ di attivazione.
1. Come quelli formativi e di orientamento, ex art. 2 del decreto
ministeriale n. 142/1998 i tirocini estivi di orientamento sono
promossi, anche su proposta degli enti bilaterali e delle
associazioni sindacali dei datori di lavoro e dei lavoratori, da
parte dei seguenti soggetti, anche tra loro associati:
a) Enti e agenzie regionali del lavoro (ex agenzie regionali per
l’impiego), centri per l’impiego, ovvero strutture, aventi analoghi
compiti e funzioni, individuate dalle leggi regionali;
b) universita’ e istituti di istruzione universitaria statali e
non statali abilitati al rilascio di titoli accademici;
c) uffici scolastici regionali;
d) istituzioni scolastiche statali e non statali che rilascino
titoli di studio con valore legale, anche nell’ambito dei piani di
studio previsti dal vigente ordinamento;
e) centri pubblici o a partecipazione pubblica di formazione
professionale e/o orientamento nonche’ centri operanti in regime di
convenzione con la regione o la provincia competente, ovvero
accreditati ai sensi dell’art. 17 della legge 24 giugno 1997, n. 196;
f) comunita’ terapeutiche, enti ausiliari e cooperative sociali
purche’ iscritti negli specifici albi regionali, ove esistenti;
g) servizi di inserimento lavorativo per disabili gestiti da enti
pubblici delegati dalla regione.
2. I tirocini possono essere promossi anche da istituzioni
formative private, non aventi scopo di lucro, diverse da quelle
indicate in precedenza, sulla base di una specifica autorizzazione,
fatta salva la possibilita’ di revoca, della regione.
6. Tutorato e modalita’ esecutive.
1. I tirocini estivi di orientamento sono progettati, attuati,
verificati e valutati, sotto la responsabilita’ del soggetto
promotore, che in ogni caso dovra’ operare in stretto raccordo con
l’istituzione scolastica o formativa frequentata dagli studenti
destinatari dei tirocini medesimi.
2. I tirocini sono svolti sulla base di apposite convenzioni con le
imprese, o con le rispettive associazioni di rappresentanza, o con le
camere di commercio, industria, artigianato e agricoltura, o con gli
enti pubblici e privati, ivi inclusi quelli del terzo settore,
disponibili ad accogliere durante il periodo estivo gli studenti per
periodi di apprendimento in situazione lavorativa, che non
costituiscono, come gia’ precisato, rapporto individuale di lavoro.
3. I soggetti promotori garantiscono la presenza di un tutore come
responsabile didattico-organizzativo delle attivita’; questi
favorisce l’inserimento dello studente nel contesto operativo, lo
assiste nel percorso di orientamento e di addestramento pratico e
fornisce all’istituzione scolastica o formativa ogni elemento atto a
verificare e valutare le attivita’ dello studente e l’efficacia dei
processi orientativi e di addestramento pratico.
4. I soggetti che ospitano i tirocinanti indicano il responsabile
aziendale dell’inserimento dei tirocinanti cui fare riferimento.
5. Attesa la particolarita’ della fattispecie, qualora il soggetto
promotore non sia l’istituzione scolastica e formativa, questa puo’
designare un proprio tutor formativo interno che, in collaborazione
col tutor formativo di cui al punto 3, svolge il ruolo di assistenza
e guida degli studenti impegnati nel tirocinio estivo.
6. L’esperienza puo’ svolgersi in piu’ settori operativi della
medesima organizzazione lavorativa.
7. Qualora le esperienze si realizzino presso una pluralita’ di
aziende, le …

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