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MINISTERO DEL LAVORO E DELLE POLITICHE SOCIALI

MINISTERO DEL LAVORO E DELLE POLITICHE SOCIALI - DECRETO 7 febbraio 2003, n.57: Regolamento recante modalita' di attuazione dell'articolo 71 della legge 23 dicembre 2000, n. 388, concernente la totalizzazione dei periodi assicurativi. (GU n. 80 del 5-4-2003)

MINISTERO DEL LAVORO E DELLE POLITICHE SOCIALI

DECRETO 7 febbraio 2003, n.57

Regolamento recante modalita’ di attuazione dell’articolo 71 della
legge 23 dicembre 2000, n. 388, concernente la totalizzazione dei
periodi assicurativi.

IL MINISTRO DEL LAVORO E DELLE POLITICHE SOCIALI
di concerto con
IL MINISTRO DELL’ECONOMIA E DELLE FINANZE

Visto l’articolo 17, comma 3, della legge 23 agosto 1988, n. 400, e
successive modificazioni, e l’articolo 17, comma 25, della legge 15
maggio 1997, n. 127;
Visto l’articolo 71 della legge 23 dicembre 2000, n. 388 (legge
finanziaria 2001), che detta criteri per la “totalizzazione dei
periodi assicurativi”, ai fini del conseguimento della pensione di
vecchiaia e dei trattamenti pensionistici per inabilita’ da parte dei
lavoratori iscritti in due o piu’ delle forme pensionistiche a carico
dell’assicurazione generale obbligatoria e delle forme sostitutive,
esclusive ed esonerative della medesima, nonche’ delle forme
pensionistiche obbligatorie gestite dagli enti di cui ai decreti
legislativi 30 giugno 1994, n. 509, e 10 febbraio 1996, n. 103, senza
aver perfezionato in alcuna di esse i requisiti di assicurazione e
contribuzione minimi richiesti dai rispettivi ordinamenti per il
riconoscimento del diritto a pensione, e demanda ad uno o piu’
decreti del Ministro del lavoro e della previdenza sociale (ora
Ministro del lavoro e delle politiche sociali), di concerto con il
Ministro del tesoro, del bilancio e della programmazione economica
(ora Ministro dell’economia e delle finanze), di stabilire le
modalita’ di attuazione della relativa disciplina, sentiti gli enti
gestori della previdenza dei liberi professionisti di cui ai predetti
decreti legislativi n. 509 del 1994 e n. 103 del 1996;
Vista la sentenza della Corte Costituzionale n. 61 del
febbraio/marzo 1999, che dichiara l’illegittimita’ costituzionale
degli articoli 1 e 2 della legge 5 marzo 1990, n. 45, nella parte in
cui non prevedono, in favore dell’assicurato che non abbia maturato
il diritto ad un trattamento pensionistico in alcuna delle gestioni
nelle quali e’, o e’ stato, iscritto, una alternativa alla
ricongiunzione onerosa, e demanda ad un intervento legislativo
l’individuazione delle modalita’ di attuazione del principio della
totalizzazione, cui e’ insito il carattere della gratuita’;
Ritenuto che il richiamato articolo 71 debba trovare applicazione
in funzione integrativa sia dell’articolo 1 del decreto legislativo
30 aprile 1997, n. 184 – che, ai commi 1, 2, 3 e 4, introduce il
principio generale del cumulo dei periodi assicurativi per i
lavoratori soggetti esclusivamente al sistema contributivo ed, al
comma 5, demanda all’autonomia gestionale degli enti privatizzati,
gestori delle forme di previdenza obbligatoria a favore dei liberi
professionisti, il riconoscimento del computo dei periodi
contributivi posseduti presso altre forme di previdenza obbligatoria,
per il conseguimento del diritto a pensione – sia delle discipline
settoriali vigenti in materia di cumulo dei periodi assicurativi;
Sentiti, in data 30 marzo 2001, gli enti gestori della previdenza
dei liberi professionisti di cui ai decreti legislativi 30 giugno
1994, n. 509, 10 febbraio 1996, n. 103;
Udito il parere del Consiglio di Stato, espresso nell’adunanza
della sezione consultiva degli atti normativi del 19 novembre 2001;
Ritenuto di accogliere le osservazioni formulate dal Consiglio di
Stato con il predetto parere;
Vista la comunicazione al Presidente del Consiglio, eseguita con
atto n. 85995/16/318/13 del 5 aprile 2002;
Decreta:
Art. 1.
Ambito di applicazione
1. Ai soggetti iscritti a due o piu’ forme di assicurazione
obbligatoria per l’invalidita’, la vecchiaia e i superstiti, alle
forme sostitutive, esclusive ed esonerative della stessa, nonche’
alle forme pensionistiche obbligatorie gestite dagli enti di cui al
decreto legislativo 30 giugno 1994, n. 509, e al decreto legislativo
10 febbraio 1996, n. 103, che non abbiano maturato, in alcuna delle
predette forme, il diritto a pensione, e’ data facolta’ di
utilizzare, cumulandoli per il perfezionamento del requisito
dell’iscrizione e della contribuzione, i periodi assicurativi non
coincidenti posseduti presso le medesime forme e non sufficienti,
separatamente considerati, per la liquidazione di pensione autonoma,
ai fini del conseguimento della pensione di vecchiaia e del
trattamento pensionistico per inabilita’, a condizione che almeno una
quota del trattamento sia liquidabile col sistema retributivo.
2. La facolta’ di totalizzazione, di cui al comma 1, opera a favore
dei superstiti degli assicurati, ancorche’ questi ultimi siano
deceduti prima del compimento dell’eta’ pensionabile.
3. La totalizzazione e’ ammessa a condizione che riguardi tutti e
per intero i periodi assicurativi di cui al comma 1. La richiesta di
restituzione dei contributi, ove prevista, presentata successivamente
alla data di pubblicazione del presente decreto, preclude il diritto
all’esercizio della facolta’ di totalizzazione.
4. Restano ferme le disposizioni speciali vigenti in materia di
cumulo dei periodi assicurativi.

Avvertenza:
Il testo delle note qui pubblicato e’ stato redatto
dall’amministrazione competente per materia, ai sensi
dell’art. 10, comma 3, del testo unico delle disposizioni
sulla promulgazione delle leggi, sull’emanazione dei
decreti del Presidente della Repubblica e sulle
pubblicazioni ufficiali della Repubblica italiana,
approvato con D.P.R. 28 dicembre 1985, n. 1092, al solo
fine di facilitare la lettura delle disposizioni di legge
alle quali e’ operato il rinvio. Restano invariati il
valore e l’efficacia degli atti legislativi qui trascritti.
Note alle premesse:
– Il testo dell’art. 17, comma 3, della legge 23 agosto
1988, n. 400 (Disciplina dell’attivita’ di Governo e
ordinamento della Presidenza del Consiglio dei Ministri),
e’ il seguente:
“3. Con decreto ministeriale possono essere adottati
regolamenti nelle materie di competenza del Ministro o di
autorita’ sottordinate al Ministro, quando la legge
espressamente conferisca tale potere. Tali regolamenti, per
materie di competenza di piu’ Ministri, possono essere
adottati con decreti interministeriali, ferma restando la
necessita’ di apposita autorizzazione da parte della legge.
I regolamenti ministeriali ed interministeriali non possono
dettare norme contrarie a quelle dei regolamenti emanati
dal Governo. Essi debbono essere comunicati al Presidente
del Consiglio dei Ministri prima della loro emanazione”.
– Il testo dell’art. 17, comma 25, della legge 15
maggio 1997, n. 127 (Misure urgenti per lo snellimento
dell’attivita’ amministrativa e dei procedimenti di
decisione e di controllo), e’ il seguente:
“25. Il parere del Consiglio di Stato e’ richiesto in
via obbligatoria:
a) per l’emanazione degli atti normativi del Governo
e dei singoli Ministri, ai sensi dell’art. 17 della legge
23 agosto 1988, n. 400, nonche’ per l’emanazione di testi
unici;
b) per la decisione dei ricorsi straordinari al
Presidente della Repubblica;
c) sugli schemi generali di contratti-tipo, accordi e
convenzioni predisposti da uno o piu’ Ministri”.
– Il testo dell’art. 71 della legge 23 dicembre 2000,
n. 388 (Disposizioni per la formazione del bilancio annuale
e pluriennale dello Stato – legge finanziaria 2001), e’ il
seguente:
“Art. 71 (Totalizzazione dei periodi assicurativi). –
1. Al lavoratore, che non abbia maturato il diritto a
pensione in alcuna delle forme pensionistiche a carico
dell’assicurazione generale obbligatoria e delle forme
sostitutive, esclusive ed esonerative della medesima,
nonche’ delle forme pensionistiche obbligatorie gestite
dagli enti di cui al decreto legislativo 30 giugno 1994, n.
509, e successive modificazioni, e’ data facolta’ di
utilizzare, cumulandoli per il perfezionamento dei
requisiti per il conseguimento della pensione di vecchiaia
e dei trattamenti pensionistici per inabilita’, i periodi
assicurativi non coincidenti posseduti presso le predette
gestioni, qualora tali periodi, separatamente considerati,
non soddisfino i requisiti minimi stabiliti dagli
ordinamenti delle singole gestioni. La predetta facolta’
opera in favore dei superstiti di assicurato, ancorche’
quest’ultimo sia deceduto prima del compimento dell’eta’
pensionabile.
2. Nei casi previsti dal comma 1 ciascuna gestione
previdenziale verifica la sussistenza del diritto alla
pensione e determina la misura del trattamento a proprio
carico, in proporzione dell’anzianita’ assicurativa e
contributiva maturata presso la gestione medesima, sulla
base dei requisiti e secondo i criteri stabiliti dal
proprio ord…

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