MINISTERO DEL LAVORO, DELLA SALUTE E DELLE POLITICHE SOCIALI - COMUNICATO - Utilizzo dei sottoprodotti originati dal ciclo produttivo dalle industrie agroalimentari destinate alla produzione di mangimi. (GU n. 75 del 31-3-2009 | Edilone.it

MINISTERO DEL LAVORO, DELLA SALUTE E DELLE POLITICHE SOCIALI – COMUNICATO – Utilizzo dei sottoprodotti originati dal ciclo produttivo dalle industrie agroalimentari destinate alla produzione di mangimi. (GU n. 75 del 31-3-2009

MINISTERO DEL LAVORO, DELLA SALUTE E DELLE POLITICHE SOCIALI - COMUNICATO - Utilizzo dei sottoprodotti originati dal ciclo produttivo dalle industrie agroalimentari destinate alla produzione di mangimi. (GU n. 75 del 31-3-2009 )

MINISTERO DEL LAVORO, DELLA SALUTE E DELLE POLITICHE SOCIALI

COMUNICATO

Utilizzo dei sottoprodotti originati dal ciclo produttivo dalle
industrie agroalimentari destinate alla produzione di mangimi.

L’evoluzione normativa in materia di utilizzo di alcune tipologie
di «prodotti» e «sottoprodotti» nella catena alimentare animale rende
necessario ed opportuno formulare la presente nota esplicativa in
materia di impiego in campo zootecnico di sottoprodotti derivanti
dalle attivita’ di produzione, compresa la produzione primaria,
presso le imprese del settore alimentare, e destinati alla produzione
di mangimi.
Si precisa che la presente nota esplicativa non prende in
considerazione i sottoprodotti di origine animale in quanto tale
ambito e’ specificatamente disciplinato dal Regolamento (CE) n.
1774/2002.
Relativamente all’uso dei «sottoprodotti» o «materia prima
secondaria» delle imprese del settore alimentare, la Commissione
europea, con l’emanazione di una apposita comunicazione del 21
febbraio 2007, «Comunicazione della Commissione al Consiglio e al
Parlamento», concernente l’interpretazione della nozione di
sottoprodotti e di rifiuti, ha inteso fornire alcuni orientamenti
(linee guida) necessari per eliminare le disparita’ di trattamento
tra gli operatori economici fra gli Stati membri, e fornire alle
autorita’ competenti indicazioni chiare e modalita’ operative
uniformi in merito all’interpretazione corretta di «sottoprodotto».
Le linee guida comunitarie, forniscono specifici orientamenti per
definire un sottoprodotto, ottenuto nell’ambito di un processo di
lavorazione presso una impresa del settore alimentare, compresa la
produzione primaria, adatto ad essere immesso sul mercato e
riutilizzato direttamente nel ciclo economico.
Anche la Corte di giustizia, in passato ha piu’ volte ribadito
che, in contrapposizione con la definizione di rifiuto, che si
articola fondamentalmente intorno alla nozione di «disfarsi», i
sottoprodotti devono derivare dalla continuita’ di un processo di
produzione, con un riutilizzo certo nel ciclo economico. Inoltre, la
stessa Corte di giustizia ha evidenziato che sono le circostanze
specifiche a fare di un materiale un sottoprodotto o meno e che,
pertanto, occorre decidere di volta in volta.
La citata comunicazione della Commissione, all’Allegato I – esempi
di rifiuti e non rifiuti al punto 2 «sottoprodotti dell’industria
agroalimentare – mangimi», precisa che: «i sottoprodotti
dell’industria agroalimentare sono utilizzati massicciamente nei
mangimi. I processi di produzione in numerosi settori (produzione di
zucchero, amido e malto, frangitura di oleaginosi) generano sostanze
che sono utilizzate come materie prime per mangimi, direttamente
dagli agricoltori o dai fabbricanti di alimenti composti per animali.
Sebbene non si possa automaticamente considerare tutti i residui di
produzione destinati all’alimentazione animale come non rifiuti, le
suddette sostanze sono prodotte deliberatamente nell’ambito di
processi di produzione adattati a tal fine, oppure, qualora non siano
prodotte deliberatamente, soddisfano i criteri cumulativi per i
sottoprodotti definiti dalla Corte, dato che il loro riutilizzo nei
mangimi e’ certo e non necessitano di trasformazione previa al di
fuori del processo di produzione. Le materie prime per mangimi sono
inoltre disciplinate da testi quali il regolamento (CE) n. 178/2002,
sulla legislazione alimentare, e la direttiva 96/25/CE, sulla
circolazione di materie prime per mangimi. Si puo’ quindi ritenere
che, in entrambi i casi, la definizione di rifiuto non si applica al
materiale in questione».
Detti criteri cumulativi della Corte sono ribaditi nella
definizione di sottoprodotto di cui alla lettera p), comma 1,
dell’art. 183, del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, cosi’
come modificato dall’art. 2, comma 20, del decreto legislativo del 16
gennaio 2008, n. 4, recante norme in «materia ambientale», e che, per
una piu’ facile comprensione, si riporta integralmente di seguito:
p) sottoprodotto: sono sottoprodotti le sostanze ed i materiali
dei quali il produttore non intende disfarsi ai sensi dell’art. 183,
comma 1, lettera a), che soddisfino tutti i seguenti criteri,
requisiti e condizioni:
1) siano originati da un processo non direttamente destinato alla
loro produzione;
2) il loro impiego sia certo, sin dalla fase della produzione,
integrale e avvenga direttamente nel corso del processo di produzione
o di utilizzazione preventivamente individuato e definito;
3) soddisfino requisiti merceologici e di qualita’ ambientale
idonei a garantire che il loro impiego non dia luogo ad emissioni e
ad impatti ambientali qualitativamente e quantitativamente diversi da
quelli autorizzati per l’impianto dove sono destinati ad essere
utilizzati;
4) non debbano essere sottoposti a trattamenti preventivi o a
trasformazioni preliminari per soddisfare i requisiti merceologici e
di qualita’ ambientale di cui al punto 3), ma posseggano tali
requisiti sin dalla fase della produzione;
5) abbiano un valore economico di mercato.
In relazione, pertanto, a tale tipologia di sottoprodotti occorre
evidenziare che gli stessi, nel momento in cui sono utilizzati per
l’alimentazione animale, devono rispettare, nella fase di produzione,
di commercializzazione e di impiego, la specifica disciplina igienico
sanitaria sui mangimi, fissata dal Regolamento (CE) 183/2005, le
ulteriori disposizioni sanitarie previste dai Regolamenti del
«pacchetto igiene», nonche’ le eventuali specifiche norme sanitarie
nazionali in vigore.
In particolare, le imprese del settore alimentare Regolamento (CE)
882/2004, art. 2, lettera c) che intendono destinare i propri
sottoprodotti ad uso zootecnico notificano la propria attivita’ di
produzione di sottoprodotti alle autorita’ sanitarie competenti
utilizzando il modello 3 ed il modello 4 delle linee guida di
applicazione del Regolamento (CE) 183/2005, del Ministero della
salute, del 28 dicembre 2005. Inoltre, le industrie agro-alimentari
si impegnano ad estendere il rispetto dei requisiti igienico sanitari
e le procedure basate sui principi dell’HACCP anche alla gestione dei
sottoprodotti.
Il Regolamento 183/2005 prevede l’obbligo di registrazione e di
certificazione per gli operatori addetti al trasporto di
sottoprodotti destinati alla mangimistica. Inoltre, l’art. 5, comma
6, dello stesso Regolamento, prevede che gli operatori del settore
dei mangimi e gli agricoltori devono procurarsi e utilizzare soltanto
mangimi prodotti da stabilimenti registrati e/o riconosciuti a norma
del Regolamento stesso.
I sottoprodotti ottenuti presso una impresa del settore alimentare
in esame sono anche disciplinati dalla specifica normativa che li
definisce come «materie prime per mangimi» (decreto legislativo 17
agosto 1999, n. 360, che recepisce la direttiva 96/25/CE). Esse
possono essere immesse in circolazione unicamente utilizzando le
denominazioni e le indicazioni riportate nel decreto stesso.
Le materie prime per mangimi, elencate nell’Allegato II, parte A,
capo II, del predetto decreto legislativo 17 agosto 1999, n. 360,
comprendono, a titolo esemplificativo, i seguenti prodotti: i
prodotti della lavorazione dei cereali, dei semi oleosi, dei frutti
oleosi, dei tuberi e radici, dei foraggi, dei minerali; i prodotti
della panetteria e delle paste alimentari; i prodotti di confetteria,
i prodotti di gelateria e pasticceria; gli sciroppi; gli acidi
grassi; i prodotti ortofrutticoli ed i preparati alimentari. La
maggior parte di dette materie prime derivano dai processi produttivi
delle industrie agro-alimentari.
Tali prodotti ovviamente dovranno essere liberati dagli imballaggi
secondo quanto previsto dalla decisione della Commissione 2004/217/CE
«relativa all’adozione di un elenco di materie prime di cui vieta la
circolazione o l’impiego nei mangimi», che al punto 7) dell’Allegato
prevede il divieto dell’impiego degli «imballaggi e parti
d’imballaggio provenienti dall’utilizzazione di prodotti
dell’industria agro-alimentare» nei mangimi.
Il Regolamento (CE) 178/2002, art. 17, prevede l’obbligo per
l’operatore alimentare e quello del settore dei mangimi di garantire
che i propri prodotti soddisfino i requisiti in materia di igiene in
tutte le fasi di produzione, di trasformazione e di distribuzione ed
impiego. Analogamente la legge n. 281/63 che «disciplina la
preparazione e del commercio dei mangimi», all’art. 17, dispone che
le materie prime utilizzate nella produzione di mangimi siano di
qualita’ sana, leale e mercantile e che non presentano pericoli per
la salute degli animali e delle persone, il medesimo precetto e’
espresso anche nell’art. 8, del decreto legislativo n. 149/2004.
Pertanto, i sottoprodotti delle imprese del settore alimentare in
virtu’ delle loro caratteristiche, nel caso siano destinati alla
produzione di mangimi, sono assoggettati al rispetto degli obblighi
previsti dalla succitata normativa del settore mangimistico a
garanzia dell’igienicita’ e della salubrita’ degli alimenti
zootecnici da essi ottenuti. In particolare, per cio’ che attiene la
tracciabilita’ al decreto legislativo n. 360/1999, Regolamento (CE)
178/2002 e Regolamento (CE) 183/2005, in ordine alle procedure HACCP
al Regolamento (CE) 183/2005, per l’assenza di pericoli per la salute
degli animali e delle persone alla legge n. 281/1963, al decreto
legislativo n. 360/1999, al Regolamento (CE) 178/2002 e Regolamento
(CE) 183/2005.
In tale contesto normativo, quindi, nella catena alimentare
animale possono essere utilizzati sottoprodotti ottenuti
esclusivamente nell’ambito di un processo di lavorazione presso una
impresa del settore alimentare, compresa la produzione primaria, che
soddisfino tutti i requisiti igienico-sanitari specificati nelle
norme sopra elencate.
La presente nota esplicativa supera e sostituisce il comunicato
del Ministero della salute 22 luglio 2002, concernente «linee guida
relative alla disciplina igienico-sanitaria in materia di
utilizzazione dei materiali e sottoprodotti derivanti dal ciclo
produttivo e commerciale delle industrie agro-alimentari
nell’alimentazione animale».

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