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Ministero dei lavori pubblici

Ministero dei lavori pubblici - Definizioni in materia di costruzioni edilizie.

Circolare 23/07/1960 n. 1820
Ministero dei lavori pubblici –
Definizioni in materia di costruzioni edilizie.

Come e’ noto, in
materia di costruzioni edilizie mancano finora criteri generali ed
ufficiali per la determinazione delle definizioni piu’ sovente e
largamente adoperate.
Attualmente nelle varie regioni italiane sono in
uso criteri notevolmente diversi e tale diversita’ terminologica, da’
frequentemente luogo a gravi malintesi, sia all’interno che nei
rapporti con gli altri Stati.
Per ovviare a tali inconvenienti, in
sede internazionale gli organi della commissione economica per
l’Europa hanno gia’ adottato un testo concernente le definizioni piu’
ricorrenti nel settore delle costruzioni, ed al quale in Italia si
richiama, in sostanza, l’istituto centrale di statistica per i suoi
rilevamenti sull’edilizia.
Tenuto conto degli studi compiuti in sede
internazionale e sentito il consiglio superiore dei lavori pubblici,
sono state predisposte le unite norme relative alle principali
definizioni che devono esser impiegate col significato loro conferito,
nelle perizie, nei rilevamenti statistici, nella corrispondenza ed, in
genere, in tutti gli atti comunque concernenti la materia delle
costruzioni edilizie e che devono essere osservate da tutti gli uffici
che operano nel settore dell’edilizia.
Le definizioni riguardano i
concetti di fabbricato, di fabbricato residenziale, di appartamento,
di vano, di stanza, di vano accessorio, di superficie, di volume, e
precisano le piu’ importanti fasi dei lavori nonche’ alcune categorie
di attivita’ edilizie.
Si impegna particolarmente la responsabilita’
dei funzionari perche’ curino la rigorosa esatta applicazione delle
norme, delle quali d’altronde, non puo’ sfuggire l’utilita’ che esse
offrono ai fini della chiarezza terminologica e della univocita’ di
interpretazione sia nell’ambito strettamente tecnico che in quello
economico e fiscale.
PRINCIPALI DEFINIZIONI IN MATERIA DI
COSTRUZIONI
EDILIZIE
A – DEFINIZIONE DI FABBRICATO E DI FABBRICATO
RESIDENZIALE
Per fabbricato o edificio si intende qualsiasi
costruzione coperta, isolata da vie o da spazi vuoti, oppure separata
da altre costruzioni mediante muri che si elevano, senza soluzione di
continuita’, dalle fondamenta al tetto; che disponga di uno o piu’
liberi accessi sulla via, e possa avere una o piu’ scale autonome.
Per
fabbricato o edificio residenziale si intende quel fabbricato urbano o
rurale, destinato per la maggior parte (cioe’ il piu’ della cubatura)
ad uso di abitazione.
B – DEFINIZIONI RELATIVE ALLA COMPOSIZIONE DEGLI
ALLOGGI
1. – ALLOGGIO O APPARTAMENTO. – Per alloggio o appartamento si
intende un insieme di vani ed annessi o anche un solo vano utile,
situati in una costruzione permanente o in parti separate, ma
funzionalmente connesse di detta costruzione e destinati ad uso di
abitazione per famiglia.
L’alloggio deve avere un ingresso sulla
strada (direttamente o attraverso un giardino, un cortile, ecc.) o su
uno spazio comune all’interno della costruzione (scala, passaggio,
ballatoio, ecc.).
2. – VANO. – Per vano si intende lo spazio coperto,
delimitato da ogni lato da pareti (in muratura, legno, vetro, ecc.)
anche se qualcuna non raggiunga il soffitto. La parete interrotta da
notevole apertura (arco o simili) deve considerarsi come divisoria di
due vani, salvo che uno di questi, per le sue piccole dimensioni, non
risulti in modo indubbio come parte integrante dell’altro.
3. – STANZA
(vano utile). – Per stanza (vano utile) si intendono le camere da
letto, le camere da pranzo, da studio, da soggiorno, le soffitte
abitabili, le camere dei domestici, le cucine e gli altri spazi
destinati all’abitazione, separati da pareti che vadano di norma dal
pavimento al soffitto, che abbiano luce ed aria dirette ed un’ampiezza
sufficiente a contenere un letto di adulto (almeno 8 metri quadri) ed
il cui soffitto si trovi ad una altezza media di almeno metri 2,20 dal
pavimento.
4. – VANI ACCESSORI. – Per vani accessori si intendono i
vani compresi nelle abitazioni, destinati ai servizi, ai disimpegni,
ecc. (ingressi, anticamere, corridoi, bagni, latrine, ecc.), nonche’
le piccole cucine che non abbiano i requisiti per essere considerate
stanze.
5.- ALTRI VANI. – Per altri vani si intendono tutti quei vani
che pur essendo compresi nel fabbricato residenziale non fanno parte
integrante delle abitazioni (botteghe, autorimesse, cantine,
magazzini, soffitte non abitabili, stalle, fienili, ecc.).
C –
DEFINIZIONI DEI CONCETTI DI SUPERFICIE E VOLUME
1. – Superficie utile
e’ la somma delle superfici di pavimento dei singoli vani
dell’alloggio, esclusi i balconi, le terrazze, gli armadi a muro, le
cantine, le soffitte non abitabili, tutti gli eventuali spazi comuni e
le superfici comprese negli sguinci.
Superficie abitabile e’ la
superficie totale delle stanze (vani utili) e cioe’ delle camere da
letto, delle camere da pranzo, da studio e da soggiorno, delle
soffitte abitabili, delle camere dei domestici, delle cucine e degli
altri spazi destinati all’abitazione (esclusi percio’ i vani accessori
che fanno parte dello stesso alloggio).
2. – Volume lordo e’ la
cubatura totale compresa tra la superficie esterna delle mura, il
livello del pavimento piu’ basso, e la parte esterna della copertura.
Qualora il livello del suolo sia inferiore a quello del pavimento piu’
basso, il volume lordo deve essere misurato partendo dal livello del
suolo.
Qualora vi siano muri in comune con fabbricati contigui, il
volume lordo si misura partendo dalla linea mediana di tali muri.
Gli
annessi che abbiano una struttura analoga a quella della costruzione
principale e siano stati costruiti con gli stessi materiali devono
essere compresi nel volume lordo.
D – FASI DEI LAVORI DI COSTRUZIONE
EDILIZIA
LAVORI AUTORIZZATI (opere progettate). – Si dicono
<<lavori autorizzati>> i progetti di costruzione di
abitazioni a totale carico o col contributo dello Stato o di enti
locali la cui esecuzione sia stata approvata dai competenti organi.
Per i lavori di esclusiva competenza di privati (e cioe’ senza alcun
contributo dei suddetti enti) si applicano invece le norme di cui
all’art.220 del testo unico sulle leggi sanitarie (R.D.1265/34), ed
agli artt. 31 e seguenti della legge urbanistica 17-8- 1942,
n.1150.
LAVORI INIZIATI. – I lavori si dicono iniziati allorche’ le
prime operazioni effettive siano state intraprese in cantiere, dopo la
preparazione e la definizione dei disegni esecutivi. Per esempio: la
messa a punto del cantiere, l’arrivo dei materiali e degli attrezzi,
l’avviamento dei lavori di sterro e di fondazione.
LAVORI IN CORSO. –
Si dicono tali i lavori iniziati e non ancora ultimati.
LAVORI
ULTIMATI (opere costruite). – I lavori di costruzione di abitazioni a
totale carico e col contributo dello Stato o di enti locali si dicono
ultimati quando sia stato richiesto il permesso di abitabilita’ o di
agibilita’, a norma dell’art.221 e seguenti del testo unico sulle
leggi sanitarie (R.D.1265/34).
E – CATEGORIE DI ATTIVITA’
NELL’EDILIZIA
Per nuova costruzione si intende una costruzione
interamente nuova, anche se sorga su area risultante da
demolizione.
Per ricostruzione si intende la riedificazione di un
fabbricato avente una cubatura dello stesso ordine di grandezza di
quello preesistente.
Per ricostruzione parziale si intende quel
complesso di lavori di ricostruzione indispensabile per ripristinare
uno o piu’ alloggi o altri locali, utilizzando una parte importante
della costruzione esistente.
Per ampliamento si intende quel complesso
di lavori che hanno l’effetto di ingrandire il fabbricato creando uno
spazio supplementare.
Per sopraelevazione si intende un ampliamento
della costruzione in senso verticale.
Per trasformazione si intendono
le modifiche strutturali effettuate all’interno del fabbricato.

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