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Ministero dei lavori pubblici

Ministero dei lavori pubblici - Ultimazioni dei lavori (art. 17, comma 7, legge 6-8-1967, n. 765).

Circolare 16/07/1971 n. 5760
Ministero dei lavori pubblici –
Ultimazioni dei lavori (art. 17, comma 7, legge 6-8-1967, n.
765).

TESTO

1. – Ai sensi del settimo comma art.17 legge 6-8-1967,
n.765 le disposizioni di cui ai commi primo, secondo, terzo, quarto e
sesto dello stesso articolo, non si applicano alle licenze edilizie
rilasciate nel periodo cosiddetto di moratoria – un anno dall’entrata
in vigore della legge – periodo scaduto il 31 agosto 1968. Tali
licenze, dispone il settimo comma dello stesso art.17, .
Essendo
sorti alcuni dubbi interpretativi in relazione a questa ultima
disposizione, soprattutto con riguardo alla nozione di ultimazione dei
lavori, questo Ministero ha ritenuto opportuno chiedere il parere del
consiglio di Stato al fine di trarne le direttive, cui informare
concretamente la propria azione.
2. – Il consiglio di Stato, con
parere sezione 2. 8-6-1971, n.483.71 ha rilevato che . Ciò in quanto
il momento nel quale le strutture essenziali – rustico e copertura –
sono portate a compimento è quello nel quale il terreno destinato alla
edificazione è stato completamente utilizzato. L’edificio, infatti,
allorché sarà completo nei volumi e nell’altezza, può dirsi che abbia
realizzato il progetto, almeno nel senso che l’autorità pubblica è
posta in condizione di effettuare tutti gli accertamenti necessari per
stabilire se le prescrizioni impartite con il rilascio della licenza
sono state osservate. Nello stesso tempo gli ulteriori lavori di
completamento della costruzione non creano nuove situazioni di danno,
né determinano per sé soli compromissioni dell’assetto di danno, né
determinano per sé soli compromissioni dell’assetto urbanistico
futuro.
Per quanto riguarda la prosecuzione dei lavori dopo il
biennio, il consiglio di Stato ha rilevato che ove si tratti di
costruzioni portate a compimento nelle strutture essenziali ma non
ancora completate, dopo la scadenza del biennio possono essere
proseguite tutte le opere di completamento e di rifinitura.
Nel caso,
invece, di costruzioni nelle quali neanche le strutture essenziali
siano state completate nei termini di legge, ferma la possibilità di
completare e rifinire le parti effettivamente costruite, non dovrebbe
essere consentito, sulla base della originale licenza, il
completamento dei lavori di struttura.
Tale divieto, però, non
potrebbe tuttavia “operare con carattere di assoluta generalità, nel
senso, cioè, che il fatto obiettivo della scadenza del termine
comporti l’immediato arresto dell’attività costruttiva”. Nel caso in
cui “il mancato adempimento dell’ordine di costruire nel termine non
può essere imputato al costruttore, ma si collega piuttosto al
sopravvenire di fatti estranei alla sua volontà… spetterebbe
all’amministrazione di stabilire, sulla base del suo apprezzamento, da
effettuare alla stregua del più rigoroso rispetto delle esigenze del
pubblico interesse , se sussistano condizioni tali da rendere
necessario il suo diretto intervento ai fini della sospensione dei
lavori”.
D’altra parte, ha osservato il consiglio di Stato, vi sono
certamente casi nei quali la stessa legge offre indicazioni abbastanza
precise, nel senso di rendere possibile la continuazione dei lavori
oltre i termini. Ciò accade, ad esempio, ogni qualvolta l’opera in
corso di costruzione non contrasti con lo strumento urbanistico nel
frattempo approvato, divenendo in tal caso irrilevante la inosservanza
del termine di cui all’art.17 della legge n.765, ovvero nei casi in
cui non siano più applicabili le prescrizioni dell’art.17 per effetto
della presentazione di detto strumento all’autorità competente per la
approvazione (sempre che, ovviamente, il comune interessato non sia
incluso negli elenchi di cui all’art.4 della legge 1-6-1971, n.291) e
l’opera in corso non contrasti con le previsioni del piano regolatore
o del programma di fabbricazione adottati.
3. – Questo Ministero
ritiene di dover aderire alle considerazioni svolte dal consiglio di
Stato in sede consultiva ed invita pertanto tutte le amministrazioni
competenti nel settore ad ispirare ad esse la propria azione
concreta.
In conclusione, perciò, questo Ministero precisa che per le
costruzioni portate a compimento nelle strutture essenziali entro il
biennio, ma non ancora completate, è legittimo il proseguimento dei
lavori di completamento e di rifinitura. Per le costruzioni, invece,
non completate nelle strutture essenziali entro i termini di legge,
ferma restando la possibilità di completare e rifinire le parti
costruite, non è legittimo il proseguimento delle opere strutturali;
salvo che ricorrano le ipotesi di cui fa cenno il parere del consiglio
di Stato e che sono state indicate al precedente punto.
Eventuali
ulteriori problemi applicativi potranno essere direttamente
prospettati a questo Ministero, il quale darà ad essi risoluzione nel
quadro dei principi affermati dal supremo consesso consultivo.

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