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Lettera circolare 30/10/1996

Lettera circolare 30/10/1996 - Ministero dell'interno (Dir. Gen. Prot. Civ. e Servizi Antincendi) - D.M. 26-8-1992 "Norme di prevenzione incendi per l'edilizia scolastica". - Chiarimenti applicativi e deroghe in via generale ai punti 5.0 e 5.2.

Lettera circolare 30/10/1996
Ministero dell’interno (Dir. Gen. Prot.
Civ. e Servizi Antincendi) – D.M. 26-8-1992 “Norme di prevenzione
incendi per l’edilizia scolastica”. – Chiarimenti applicativi e
deroghe in via generale ai punti 5.0 e 5.2.

Sono pervenuti a
questo Ufficio numerosi quesiti in ordine all’applicazione di alcune
delle misure previste dal decreto citato in epigrafe.
Al riguardo, sul
conforme parere che il Comitato Centrale Tecnico Scientifico per la
prevenzione incendi ha espresso nella riunione del 22-10-1996, si
riportano nell’allegato “A” i relativi chiarimenti.
Inoltre, per
quanto riguarda gli edifici scolastici esistenti alla data di
emanazione del disposto in questione, includendo in tale fattispecie
anche quegli edifici per i quali a tale data era stato richiesto il
parere preventivo, si trasmettono, con l’allegato “B”, le misure che
il Comitato Centrale Tecnico Scientifico per la prevenzione incendi ha
definito nella medesima riunione, al fine di permettere la concessione
di deroghe in via generale ai punti citati nell’oggetto. Tali
disposizioni, essendo in linea con i principi informativi di analoghe
deroghe rilasciate nel corso del tempo, consentono ai Comandi
Provinciali VVF. di procedere direttamente all’approvazione dei
progetti, intendendosi accolte in via generale le deroghe alle
specifiche prescrizioni del decreto in argomento.
Allegato “A”
CHIARIMENTI
1) Punto 5.6 – Numero delle uscite e 6.1 – Spazi per
esercitazioni: la realizzazione, sia dell’uscita che adduca
direttamente in luogo sicuro che di strutture REI 60, prevista dal
combinato disposto dei punti 5.6 – secondo capoverso – e 6.1 – quinto
capoverso, è necessaria nel caso di spazi per esercitazioni nei quali
il materiale presente costituisca rischio per carico di incendio o per
caratteristiche di infiammabilità ed esplosività o per complessità
degli impianti.
Pertanto si chiarisce che non rientrano in tali
fattispecie, ad esempio, le aule di disegno, informatiche, di
linguistica, per esercitazioni musicali o similari;
2) Punto 6.1. –
Spazi per esercitazioni: la realizzazione di aperture permanenti di
aerazione pari ad 1/20 della superficie in pianta dei locali è
necessaria nei locali ove si manipolano sostanze esplosive e/o
infiammabili.
In proposito si chiarisce che l’utilizzazione di becchi
bunsen o di altri bruciatori alimentati a gas naturale non ricade in
tale fattispecie.
Si ricorda peraltro che le apparecchiature e le
relative aperture di aerazione devono essere conformi alle norme di
buona tecnica in materia di sicurezza degli apparecchi a gas e si fa
presente che i locali destinati a laboratori chimici didattici e di
ricerca dove si utilizzano sostanze esplosive o infiammabili devono
essere dotati di impianti di ventilazione idonei ad evitare il
ristagno e/o l’accumulo di gas e vapori (tossici e/o infiammabili) e
di apposite cappe di aspirazione;
3) Punto 6.2 – Spazi per depositi:
si chiarisce che per “deposito” devono essere intesi gli ambienti
destinati alla conservazione dei materiali per uso didattico e per i
servizi amministrativi, con l’esclusione degli archivi e delle
biblioteche in cui sia prevista la presenza continuativa di personale
durante l’orario di attività scolastica. Pertanto, solo nei locali con
carico di incendio superiore a 30 kg/m² in cui non sia prevista la
presenza continuativa di personale dovranno essere realizzati gli
impianti automatici di rivelazione di incendio (locali fuori terra) o
di estinzione (locali interrati) come disposto dal punto 9.3. Nei
depositi, inoltre, è fatto divieto di fumare o fare uso di fiamme
libere.
4) Punto 9.1 – Rete idranti: ai fini della realizzazione della
rete, prescritta al primo capoverso, si chiarisce che possono essere
installati naspi DN 25; l’alimentazione, in tale caso, deve garantire
ai tre naspi idraulicamente più sfavoriti una pressione al bocchello
di almeno 1,5 bar. Negli edifici di tipo 4 e 5 devono essere
installati in ogni caso idranti DN 45.
Allegato “B” DEROGHE IN VIA
GENERALE
A) Punto 5.0 – Affollamento
Nel caso di palestre e refettori,
qualora le persone effettivamente presenti siano numericamente diverse
dal valore desunto dal calcolo effettuato sulla base delle densità di
affollamento indicate al punto 5.0, l’indicazione del numero di
persone deve risultare da apposita dichiarazione rilasciata sotto la
responsabilità del titolare dell’attività.
B) Punto 5.2 – Sistema di
vie di uscita
B1) Edifici a tre piani fuori terra: limitatamente agli
edifici a tre piani fuori terra è ammesso che, in luogo della scala
esterna o a prova di fumo, sia realizzata una scala protetta a
condizione che tutte le scale siano protette e che adducano,
attraverso percorsi di esodo, all’esterno. Nella gestione
dell’emergenza si deve tenere conto della realtà dei predetti
percorsi.
Ai fini del computo della lunghezza del percorso di cui al
punto 5.4, si chiarisce che non deve essere considerato il percorso
interno ai vani scala protetti.
B2) Edifici a due piani fuori terra: è
ammessa la realizzazione di una sola scala, protetta, alle seguenti
condizioni:
– il numero di persone complessivamente presenti al
secondo piano sia commisurato alla larghezza della scala, considerando
la capacità di deflusso non superiore a 50;
– il percorso di piano non
sia superiore a 15 m. Sono ammessi percorsi di lunghezza non superiore
a 25 m se corridoi e scale sono provvisti di rivestimenti ed arredi di
classe 1 di reazione al fuoco in ragione di non più del 50% della loro
superficie totale (pavimenti, pareti, soffitti e proiezione
orizzontale delle scale) e di classe 0 per le restanti parti e ove
ritenuto necessario, di impianto automatico di rivelazione e allarme
incendio;
– il percorso da ogni punto dell’edificio fino a luogo
sicuro non superi i 45 m.

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